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Spiritualità e cordialità

Domanda: Qual è la differenza tra spiritualità e cordialità? Ci sono alcune persone molto calorose che sono piacevoli e ci sono persone spirituali che potrebbero essere molto sgradevoli. Qual è la differenza tra loro?

Risposta: Nella vita di tutti i giorni noi chiamiamo le persone cordiali: “anime buone”, gente simpatica, che è pronta a dare sostegno agli altri. Questa persona ti capisce, è simpatica ed empatica, prova compassione, ti aiuta, ecc…

Una persona spirituale è qualcuno che sta lavorando duro con se stessa, che sta “rompendo i suoi denti,” che sta combattendo se stessa sotto una grande pressione per sviluppare qualcosa che è completamente diverso da una persona nel nostro mondo, la dazione, che non esiste nel nostro mondo. E questo attributo si sviluppa con sforzi enormi, grande intenzione, e la concentrazione immensa dello sforzo, attenzione, lavoro costante, e un autocontrollo molto forte.

Quando una persona raggiunge questo stato, ha un atteggiamento particolare verso gli altri, non necessariamente sembra calorosa, gentile, amorevole, o bella per noi, perché pensa a come trasformarci in persone spirituali, cioè persone che hanno un’anima. Ciò comporta seri sforzi da parte di una persona nei confronti di se stessa, sotto pressione, con il duro lavoro. Quindi le persone non sono necessariamente piacevoli o belle. La loro missione le costringe a relazionarsi con noi, il piccolo popolo debole, che è orientato volutamente e in modo obiettivo.

L’ho sperimentato io stesso. Il mio insegnante, Rabash, mi guardava come creta da scolpire e valutava la misura in cui questa argilla avrebbe gemito, ma si lasciava plasmare. Allora mi sentivo così. Da un lato, è un grande amore, partecipazione interiore e comprensione, ma in realtà, le espressioni esterne sono ancora molto speciali. Una persona che può veramente valutarle è una persona che capisce l’obiettivo davanti a sè, gli attributi dello studente e il lavoro dell’insegnante.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 2)

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Il lavoro delle donne

Domanda: Possiamo discutere i problemi che insorgono tra le parti maschili e femminili del gruppo in un workshop misto?

Risposta: Non capisco, che problemi ci possono essere tra uomini e donne? Non è chiaro che dobbiamo aiutarci l’un l’altro? Potrebbe essere che gli uomini hanno alcune richieste oltraggiose?

Domanda: Chiedono il nostro sostegno, che essi sostengono di non sentire.

Risposta: Oh! Hanno ragione su questo. Questo è il ruolo più importante del gruppo femminile, e senza di esso, gli uomini non saranno in grado di avanzare. Solo le donne possono farlo con la speciale parte interiore della loro anima.

Il supporto è nel non andare in tutte le direzioni, ma calmare le cose, dirigere e sostenere gli uomini, proprio come una madre calma un bambino. Ciò significa che devono svolgere il ruolo di una madre. Il gruppo degli uomini ha bisogno di una madre che lo bilancerà e ammorbidirà, il che significa che saprà regolare le cose. Questo è il lavoro delle donne.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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La distanza non conta

Domanda: Che cos’è un gruppo? Si tratta di corpi fisici o del mio atteggiamento interiore?

Risposta: È preferibile che io li veda come corpi fisici. È auspicabile che io li percepisca con i nei miei cinque sensi.

Quando passeremo al livello successivo, e ci troveremo su un vero livello consapevole di connessione reciproca, la distanza sarà priva di significato. Questo significa che raggiungeremo un livello che i fisici descrivono come esistente al di là del tempo e dello spazio, in cui operano certe forze e certi mondi. Ed effettivamente è così! Gli scienziati si sono avvicinati a questa barriera e ammettono: “Sì, è possibile che ci sia qualcosa al di là di questa barriera, ma che cosa? Non lo sappiamo. La sensazione lì scompare e diventa impossibile studiare le cose. “

Nel nostro caso, tuttavia, questo non avviene. Se entrassimo nella stessa area, la distanza e il sentimento non ci importerebbe. Non ho bisogno di vedere nessuno, io sento la forma di una persona, la sua dazione, e come sono connesso a lui nel dare in maniera reciproca: Egli può essere superiore e io inferiore (non fa alcuna differenza), ma siamo già in un diverso livello di connessione tra di noi.

Per me quindi le distanze non contano e non percepisco se si tratta di un uomo o di una donna, di un adulto o di un bambino, non mi importa se in questo mondo siamo connessi. Io percepisco le precedenti generazioni di Kabbalisti che si trovano in questo sistema, che si sono sviluppati e che sono  rimasti in loro. Ho già una sensazione diversa, degli occhiali diversi.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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Quando le parole finiscono

Domanda: Tu hai detto che nel corso della serata di unione tenutasi a Gerusalemme ti sono mancate le parole e la forza di parlare perché dal gruppo non sentivi provenire un desiderio. Che cosa ci viene richiesto, qui ed ora? In che modo dobbiamo formare un tale desiderio e fornirlo a te in modo che tu possa avere le parole necessarie da condividere con noi?

Risposta: Questa è stata davvero una rivelazione molto interessante e toccante per me. Non ho mai, di solito, difficoltà a parlare perché io vivo in quello che dico. E, in generale, così come uno parla della sua famiglia o del suo interessante lavoro, parlo di ciò che è più importante per me senza fine e in combinazione con qualsiasi altra cosa. Ma improvvisamente ho scoperto che non ero in grado di parlare. Ed è successo anche prima della manifestazione, poco prima non riuscivo semplicemente a capire cosa mi stesse succedendo.

A Gerusalemme, c’è stato un incontro serio con un pubblico vasto. Circa un terzo di esso, 1000 persone su 3000, erano persone venute solo perché erano state invitate. Non si trattava di nostri studenti, di nostri amici. E nella mia presentazione volevo davvero parlare bene. Perché con i miei studenti, con coloro che desiderano conoscere e sono coinvolti, con loro sono in contatto.

Essi camminano al mio fianco: nelle salite, nelle discese, sperimentiamo il percorso tutti insieme. Ma in questo caso, con i tanti nuovi partecipanti, volevo mostrare loro quello che stiamo facendo, quello che offriamo … e non avevo alcuna forza di parlare, continuavo a guardare l’orologio: un minuto, due minuti passati. Volevo riuscire a parlare almeno per una mezz’ora, non sapevo cosa fare con me stesso. E poi mi è diventato tutto chiaro: non mi ero preparato abbastanza bene per parlare con queste persone. Doveva avvenire su un livello completamente diverso, a livello di unione con il gruppo.

Normalmente, parlo a nome mio. Voglio dire, gli studenti mi danno il loro appoggio e io li sento, sento la nostra unione comune, collettiva, ma io continuo a parlare per me stesso. Qui non era il caso. Qui, avevo bisogno della disponibilità del gruppo in modo che in quei minuti, quando ero sul palco, avrei dovuto sentire gli amici come se fossero stati accanto a me, completamente. Questo è il desiderio, il bisogno che sentivo.

In altre parole, il sostegno deve essere non solo nella simpatia, ma nell’aiuto reciproco: “L’amico andò e lo stiamo sostenendo.” No, io sono lì con lui! Io sono con lui ora, allo stesso tempo! Non avevo mai sentito un tale bisogno di unione.

Io assorbo l’energia dei miei studenti, al fine di fornire loro quello che vogliono. Sento il loro desiderio, tutti i tipi di sfumature, le fluttuazioni nel loro stato d’animo, e in generale, i diversi stati spirituali. E anche se non è colpa degli amici visto che non li avevo preparati per questo, ma in quel momento tutto quello che volevo era che loro fossero consapevolmente “dentro di me”. Questo è ciò che mi mancava.

In verità, siamo saliti ad un livello totalmente nuovo, dove dobbiamo fare tutto insieme. Non ci sono più “io” e “tu”; lavoriamo insieme alla creazione di un potere dei nostri desideri unificati, le nostre aspirazioni verso la rivelazione del mondo, affinchè potremo sentire una vera forza in questa unione. Se dico una cosa, voi siete con me, e se voi la sentite, io sono con voi.

Questo è il tipo di inclusione reciproca di cui abbiamo bisogno, ed è ciò che abbiamo appreso due giorni fa a Gerusalemme: la nostra connessione sta diventando reciproca. E sono molto soddisfatto! Ciò significa che un sacco di miei studenti si stanno avvicinando sempre di più al mio livello e ora, in questo grado, siamo in grado di comunicare l’uno con l’altro.

Spero che in seguito continueremo ad interagire in questo modo l’uno con l’altro, rappresentando un tutto integrale. Non esiste nessun insegnante, docente, e non esistono studenti che ascoltano, esiste piuttosto una cosa comune, tutto il desiderio che vuole rivelare il senso della vita! Penso che ce la possiamo fare.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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Yeshivat Haverim Mondiale – 09.12.2012

Yeshivat Haverim Mondiale
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Prepariamoci ad attirare la Luce Superiore!

Domanda: Quali sono le azioni più efficaci per attirare la luce superiore durante il congresso di Novosibirsk?

Risposta: Le attività più efficaci durante il congresso sono i workshop. Ci sarà una lezione o una conversazione prima di ogni workshop. Studieremo un determinato argomento, poi condurremo un workshop basato su questo argomento, e poi domande e risposte. Questo è il “pacchetto” principale, che si terrà due volte al giorno. Così, avremo sei lezioni in tre giorni interi.

Inoltre, ci saranno altri eventi molto efficaci. Il più importante di loro sono le riunioni degli amici, necessarie per il “riscaldamento”, 15-30 minuti prima della lezione del mattino. Poi, ci saranno pasti, che si terranno sotto forma di incontri con discorsi, presentazioni di gruppo e così via. Nel complesso, il congresso includerà molte attività. Ma le riunioni degli amici e i workshop sono fondamentali.

La cosa più importante è la tua connessione e io sono al suo interno. Insieme, attireremo la Luce superiore.

Quindi, tenetevi pronti!
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(Dalla Lezione virtuale del 25.11.2012)

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Il Mondo Superiore è aperto a tutti

Una persona che arriva alla saggezza della Kabbalah diventa veramente schiava. Quando entra in questo sistema, rende davvero se stesso schiavo. Non vi è nulla di terribile poiché è impossibile conseguire tale sistema in qualsiasi altro modo. Se tu ti recassi da esperti speciali di yoga o di qualsiasi altro sistema, ti direbbero la stessa cosa: se vuoi raggiungere la nostra saggezza, la nostra tecnica, il nostro sistema, è necessario rimuovere temporaneamente le altre cose, altrimenti non sarai in grado di sentirla in profondità.

Tra l’altro, la saggezza della Kabbalah non è così rigorosa come gli altri sistemi, dal momento che non separa la persona da questo mondo. Egli deve essere sposato, allevare i figli, lavorare, essere connesso con il mondo, e non astenersi dal fare le cose, inoltre non deve fare diete, non deve fare speciali esercizi fisici, o di respirazione o di postura. Ha bisogno di essere una persona totalmente normale di questo mondo. Non ci si aspetta nulla da lui tranne una sola cosa, cioè, i desideri e le intenzioni interiori verso lo scopo. Questa è in particolare la condizione più difficile, ma in linea di principio, l’unica condizione.

Tutto il resto non è importante. Non è importante ciò che mangia, cosa beve, come vive, o che tipo di professione svolge, certo, a patto che non sia un comportamento antisociale. Una persona può essere intelligente o semplice. Non ha importanza. Nel raggiungere il mondo superiore, l’età o il livello di istruzione non ha nessuna importanza. È aperta assolutamente a tutti! Una persona non è limitata in niente.
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(Dal Congresso di Giorgia del 06.11.2012, Lezione 3)

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Sensibilità verso il Creatore

Domanda: Come posso diventare più sensibile al Creatore?

Risposta: Ho portato questo tipo di esempio molte volte – che acquisiamo la sensibilità verso un certo fenomeno dal momento in cui iniziamo a lavorare con esso, anche se non lo abbiamo fatto prima. Noi acquisiamo la sensibilità verso tutto: verso le pietre, gli alberi o le altre persone. Prima non prestiamo attenzione ad una persona e poi cominciamo a sentirla sempre di più e scopriamo tutto ciò che si trova in essa. Questo si chiama: “l’abitudine diventa una seconda natura.”

Il lavoro che svolgo con gli amici, quindi, devo indirizzarlo nei confronti del Creatore. Io lavoro per scoprire le qualità degli amici, di cui non ho bisogno e a cui non sono interessato affatto, per aumentare la mia sensibilità verso di loro, scoprendo più attributi che posso. Non della natura corporea dell’amico, ma del suo atteggiamento nei confronti del Creatore. Poi, nel momento in cui sono e voglio essere in contatto con lui, scopro una sensibilità nei confronti del Creatore.

Il Creatore Stesso non esiste. Egli si rivela solo nelle nostre connessioni. Aumentare la sensibilità nei confronti della connessione con gli amici, quindi, equivale ad aumentare la sensibilità verso il Creatore.
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(Dal congresso di Giorgia del 06.11.2012, Workshop 2)

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Congresso: Alla ricerca di un compagno per la vita

Domanda: Al congresso di Novosibirsk abbiamo in programma eventi per single giovani e meno giovani che si incontreranno con l’intenzione di creare una famiglia kabbalistica. Quali sono i tuoi suggerimenti?

Risposta: Attenzione! Ci sarà un evento speciale per single che si terrà durante il congresso per giovani o futuri kabbalisti. Sono molto favorevole a questo. Una persona ha bisogno di un aiuto lungo il percorso. Penso che tutti ne abbiano bisogno.

Se avete la possibilità di venire allora dovreste venire. Se non avete ancora creato una famiglia allora consiglio vivamente di provare a trovare il proprio compagno(a) tra i kabbalisti.

Sono molto felice che durante il congresso si terrà un simile evento. Dopo tutto, più famiglie kabbalistiche ci sono, meglio è.
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(Dalla Lezione virtuale del 25.11.2012)

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Io vi aspetto a Novosibirsk!

Domanda: L’ascesa che si prova durante un congresso viene coltivata di proposito, durante i pasti, le lezioni, e le pause. Dopo il congresso abbiamo bisogno di organizzare l’unione nella nostra vita quotidiana?

Risposta: Certo! Un congresso è necessario affinché non passi invano, in modo che dopo che iniziamo un lavoro serio sull’unione in questa regione, creiamo un gruppo serio siberiano, composto da ragazzi seri che si uniranno davvero nella regione degli Urali, in modo che si sentano veramente padroni e comincino a lavorare bene tra di loro.

Possono fare uno sforzo, hanno un buon ambiente lì – un ambiente spiritualmente pulito. Quindi, penso che saranno in grado di fare molto. È un ottimo posto per il lavoro spirituale. Spero di sentire questo, ci connetteremo a loro, e poi avanzeremo insieme.

Vi auguro tutto il meglio! E ancora una volta chiedo: chi può, venga, voglio vedere tutti voi. Non si può perdere! Si può solo vincere! Venite, così da non pentirvene dopo.

Io vi aspetto a Novosibirsk!
[94113]

(Dalla Lezione virtuale del 25.11.2012)

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