Pubblicato nella 'Congressi' Categoria

Al di là del desiderio verso l’unione

Domanda: Prima di conseguire l’amore, è necessario arrivare all’avversione rispetto ad un amico? Che cos’è quest’avversione, quest’odio nella spiritualità?

Risposta: Noi non aspiriamo mai a scoprire l’odio. In nessun modo o maniera! Non nella famiglia, non a casa, con i nostri figli, con nessuno!

Non abbiamo bisogno di aspirare a niente di brutto! Solamente attraverso l’aspirazione per il bene possiamo comprendere la nostra vera natura. Cercando di amare un amico, incominciamo a scoprire che lo odiamo. Perciò, sul cammino verso “E amerai il tuo amico come te stesso”, scopriamo dei grossi problemi. E tutte le volte, dopo averli superati, cadiamo di nuovo nell’odio.

Se volete conoscere la vostra natura, vi dovete dirigere solamente verso l’amore, che vale a dire essere incorporati nella massima misura nell’altro: “Che cosa vuoi? Che cosa ti manca per conseguire lo scopo?” Provate a spingerlo verso questo scopo, anche se voi aspirate allo scopo per voi stessi. Non lo dovete fare in base ai vostri calcoli egoistici; ma perché è proprio lui che lo vuole.

Provando a fare tutto artificiosamente a vantaggio dell’amico, incominciate a scoprire che lo odiate: “Perché ho bisogno di aiutarlo?Quanto riesco a desiderare che egli ci arrivi? Dove sono io in tutto questo?” L’odio appare qui molto velocemente e noi abbiamo bisogno di lavorarci.

Ma questa prima scoperta del vero odio oltre gli sforzi che abbiamo fatto per avvicinarci reciprocamente, è già un odio spirituale. Non è come lo conosciamo nel nostro mondo. Nel nostro mondo non teniamo conto delle emozioni positive o negative.

Tutto quello che c’è nel nostro mondo giunge ad una persona attraverso il suo ego, quindi noi non lo prendiamo in considerazione nel mondo spirituale. E lavorando sul modo di avvicinarci agli amici del gruppo, nella misura del nostro sforzo di avvicinarli, di appagarli, e di elevarli, incominciamo a vedere quanto siamo completamente opposti a tutto questo; questo è il nostro lavoro. E l’avversione comparirà qui e sarà già spirituale. Tutta la spiritualità è conseguita solamente al di là dell’aspirazione per l’unione – solamente così – sia positivamente che negativamente.
[111203]

(Dalla Preparazione al Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

Materiale correlato:

L’Amore assoluto al di sopra dell’odio fittizio
Il Gruppo: La somma di sfumature e di volume

Il lavoro delle donne su due linee

Domanda: Il nostro gruppo virtuale di dieci donne si riunisce dopo ogni lezione. Condividiamo le nostre impressioni, leggiamo uno Shamati insieme e si ha la sensazione di ricaricarsi l’un l’altra. C’è qualcosa di spirituale in questo oppure le donne sono esenti dal farlo?

Risposta: Prima di tutto le donne hanno bisogno di tutto ciò di cui gli uomini hanno bisogno. Secondo, la persona si trova dove si trovano i suoi pensieri, quindi state facendo un ottimo lavoro. Connettetevi e pensate che è molto importante.

Se voi non siete connesse non sarete in grado di impressionare gli uomini. Ogni donna è impotente da sola. Solo se siete connesse, almeno in un gruppo di dieci, sarete in grado di impressionare gli uomini. Loro inizieranno a sentire inconsciamente che li state facendo pressione, che gli state chiedendo proprio come una donna chiede al marito.

Questo è il modo in cui siamo fatti! Ed è molto importante! Quindi, incoraggiare ed esigere al tempo stesso è il lavoro di una donna su due linee. Dobbiamo usarlo. Gli uomini che non lo percepiscono si priveranno dei più forti mezzi per avanzare! Loro devono rifiutare questo. In caso contrario non avranno alcun incentivo.

È la natura femminile che può obbligare un uomo ad agire. Anche gli psicologi e gli storici parlano del fatto che un uomo può fare qualsiasi cosa per una donna. Una cooperazione reciproca tale fa parte della nostra natura.

Dovete perciò agire insieme e impressionare insieme il gruppo degli uomini e pretendere realmente che essi prestino attenzione e prendano sul serio il vostro desiderio. Si tratta di un lavoro serio. Vedo ovunque che dove esiste un gruppo forte di donne, anche gli uomini riescono.
[111274]

(Dal Congresso di Karasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

Materiale correlato:

Il desiderio delle donne ci guida
Non aspettare, agisci!

La Preparazione al congresso equivale ad entrare nel Santo dei Santi

Pertanto, prima dello studio, lo studente si impegna a rafforzare la sua fede nel Creatore prima, il che significa che egli è diretto verso la dazione. Deve essere sicuro di aver fatto tutto il possibile per prepararsi corporalmente dal momento che ha l’ambiente che il Creatore ha predisposto per lui.

Il Creatore ha portato la persona verso l’ambiente e ora lui deve rafforzare se stesso in esso e stabilire i giusti rapporti con gli amici. Di conseguenza, egli avrà almeno le forze per eseguire delle azioni corporee e questo è già sufficiente per evocare l’influenza delle Luci Circostanti. Così, inizia a realizzare se stesso correttamente.

Se la persona nutre dei dubbi che riguardano il motivo per il quale studia e il perché si reca alle lezioni e si alza la mattina, allora impostando per sé l’obiettivo di acquisire la Luce della fede, durante il giorno, il che significa la forza della dazione, non esiste Mitzvah (comandamento) più grande che egli possa eseguire. Essa comprende già tutto e non c’è niente altro che possiamo acquisire durante la nostra vita intera. Questo è lo scopo per cui siamo stati creati, questo è il motivo per cui noi esistiamo in questo mondo, e tutta la nostra vita ruota solo intorno a questo.

Tutto è pronto e ci sta aspettando e quindi la preparazione per lo studio è una condizione essenziale per poter ricevere tutto ciò che è stato preparato per noi. Abbiamo raggiunto una fase in cui dobbiamo prestare attenzione e concentrare tutte le nostre forze, i nostri pensieri e la nostra persistenza su questa cosa, dobbiamo vedere che siamo uniti attorno a questo obiettivo comprendendo che la preparazione per lo studio e, in generale, la preparazione di ogni azione che facciamo è in realtà ciò che determina la sua qualità e la sua altezza, il che significa che essa avrà un impatto positivo o negativo, a seconda se sarà un bene o un male per noi.

Noi possiamo eseguire un’azione che sembra buona da un punto di vista corporeo, ma se è accompagnata dall’intenzione sbagliata, la qualità delle azioni sarà il contrario. Sappiamo che prima della distruzione del Tempio, la posizione del grande sacerdote è stata venduta per denaro. Il grande sacerdote fece qualcosa di sbagliato nel senso corporeo durante il rituale di Yom Kippur? Egli fece tutto correttamente, ma la sua intenzione era quella di ricevere rispetto, fama e ricchezza in cambio, e così entrò nel Santo dei Santi e morì.

Ciò significa che tutto deriva solo dall’intenzione. Siamo pronti e in grado di lavorare consapevolmente a questo insieme in un modo speciale unito in modo che sia il problema principale e l’obiettivo in ogni momento della nostra vita. Dovremmo usare ogni momento correttamente!

Abbiamo già raggiunto questo punto e soprattutto ora, che il congresso di San Pietroburgo è alle porte, tutte le nostre azioni per arrivare dovrebbero essere con la giusta intenzione. È molto importante, è la garanzia per il nostro successo.

Così come dice Baal HaSulam: Lo studente si impegna a rafforzare il suo destino nel Creatore prima dello studio. Questo significa che ci siamo impegnati a rafforzare il nostro desiderio solo per la forza della dazione reciproca in ogni azione della nostra vita. E non fa differenza se durante il giorno dobbiamo fare le nostre faccende basilari quotidiane che non sono strettamente legate al raggiungimento dello scopo, per raggiungere la forza spirituale, dal momento che questo è il modo in cui la nostra vita è organizzata. Anche queste azioni, che sono molto lontane dalla meta, devono essere compiute con la giusta intenzione, dal momento che, dopo tutto, noi le facciamo per raggiungere lo stato desiderato. Ogni azione deve essere compiuta solo per raggiungere la forza della dazione, per uscire dal desiderio attuale e acquisire un nuovo desiderio.
[110678]

(Dalla 3a. Parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2013, Talmud Eser Sefirot)

Materiale correlato:

Vedere l’unicità del Creatore
Dobbiamo sentirci a vicenda

La chiave di volta per risolvere i problemi

Domanda: Ci sono degli indicatori o dei valutatori per stabilire se ci sia una situazione salutare a livello della famiglia, per esempio?

Risposta: Io penso che non abbiamo imparato bene come ci si comporta in una famiglia. Studiamo in un gruppo che ci viene richiesto dal conseguimento spirituale per muoverci in avanti. Si basa sul fatto che l’ego è in continua crescita e l’unione è in crescita continua al di sopra di esso. Vale a dire, se percepiamo 20 chilogrammi di reciproco rifiuto egoistico, allora ci dobbiamo elevare al di sopra di esso. Ciò significa che la forza di unione deve essere almeno di un grammo maggiore del rifiuto.

Non è come dovrebbe essere? Non siamo cresciuti correttamente. Noi, gli egoisti, continuiamo a crescere e a cambiare. Ogni coniuge si trova nei propri stati egoistici: con la forza, il carattere, ecc. Io voglio del romanticismo e lei vuole i cosmetici. Io voglio andare a pescare e lei vuole sognare.

Non ci è stato insegnato su cosa dovremmo sempre lavorare. Ne consegue che la vita familiare è distrutta. Perché le famiglie si rompono? Non appena l’egoismo inizia a crescere e si sposta dal livello animale al successivo livello umano, non capiamo più come affrontarlo.

Diventa integrale e gli uomini non sanno assolutamente come lavorarci, “E’ più facile divorziare!”. Diventa un fenomeno normale e noi non lo critichiamo. Ed è proprio vero perché fondamentalmente non comprendiamo come possiamo lavorare con la nostra natura. Tutto ciò si manifesta in questo modo.

Quindi, quando ci rivolgiamo al pubblico in generale con una conferenza o la divulgazione, allora tutto ciò che abbiamo studiato prima nella Kabbalah diventa la magica chiave di volta per risolvere ogni problema nell’educazione integrale. Proprio come stiamo cercando di unirci in un gruppo, possiamo unirci in famiglia esattamente nello stesso sistema. In caso contrario, la famiglia cesserà di esistere!

Anche nelle moderne civilizzazioni in cui la famiglia appare ancora come una fondamenta storica ed il modo in cui vivere, niente vi rimarrà comunque se non introdurremo l’educazione integrale. Ed è interamente basata sulla Kabbalah. Cosa si fa nel gruppo, a casa e al lavoro.

Oggi, portiamo la nostra metodologia in vari settori di lavoro e a vari manager che si lamentano anche del fatto che le persone perdono la motivazione; una persona non si può costringere a lavorare. Ha bisogno di soldi, ha bisogno di vivere, ma non può costringersi.

Il mondo soffrirà fino a quando non si convincerà che non possiamo farcela senza il sistema, che traiamo solamente dalla conoscenza della struttura spirituale; abbiamo bisogno di metterlo in pratica perché il mondo vi sta entrando sebbene non sappia come comportarsi al suo interno. Ne consegue che si adatta in base alle nuove strutture spirituali, ma tutti provano ancora a viverci dentro in base ai principi egoistici.

Questa è la ragione per cui la crisi della famiglia può essere risolta facilmente. Mostriamo esempi di lavori di gruppo e tutti i generi di interazioni integrali attraverso i programmi televisivi del momento. Iniziamo ad insegnare agli uomini il metodo di riunirsi insieme e vedrete come inizierà a funzionare. Gli uomini non sapranno da dove gli arriva il desiderio di unirsi: non avranno alcun indizio che lo stanno imparando dagli idoli delle trasmissioni televisive.

La divulgazione del metodo dell’educazione integrale non sta nell’andare da qualche parte per dire qualcosa a qualcuno. Dovrebbe essere la nostra arma principale. In questo caso, daremmo una calmata al mondo. Inoltre, si diffonde velocemente come ogni altra cosa.
[109945]

(Dalla 1.a preparazione del Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

Materiale correlato:

La chiave universale per il successo nella vita
Responsabili dell’umanità

Un punto è l’infinito nella scala Zero

Domanda: Ci sono dei gradi durante il periodo di preparazione o c’è un grado totale, e solo entrando nel mondo spirituale, potremo cominciare a salire i 125 gradini?

Risposta: Anche se partiamo dal grado zero quando cominciamo, noi passiamo attraverso varie fasi. Ogni livello è composto da dieci Sefirot, né più né meno. E ogni Sefira ha i suoi dieci Sefirot , e così via all’infinito.

Non esiste una condizione che è completamente solida e non include tutti gli altri elementi, l’intera realtà. C’è una sola immagine dell’universo, ma la si vede in una risoluzione diversa, come su una mappa con una scala diversa.

Ad esempio, stiamo per andare al congresso di San Pietroburgo. Se guardate la mappa della Russia, la città è solo un punto. Ma se ti avvicini e aumenti la scala, vedi che questo punto si trasforma in una grande città. E se ci si avvicina ancora si vedono tutte le strade, e anche tutti gli edifici, ecc

Quindi, il nostro stato attuale ci sembra solo un punto. Ma in realtà comprende l’intero universo. Tutto dipende dalla scala in cui lo guardiamo per vedere tutti i dettagli in esso. La rivelazione di tutti i dettagli è la salita dei 125 gradi.
[111211]

(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 30.06.2013, Gli scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Gelato per tutti
La musica che scalda il cuore

Vedere l’unicità del Creatore

L’argomento della prima lezione del Congresso di Pietroburgo è “Non esiste nulla tranne Lui“. Questo è l’argomento principale che studiamo sempre.

In linea di principio, noi ci troviamo in una realtà speciale chiamata il Creatore e dobbiamo rivelarLo. Il “Creatore” (Boreh) significa “vieni e vedi” (Bo-reh in Ebraico). Se già dimoriamo in Lui, nella bianca Luce superiore, allora solamente Lui agisce e non esiste nulla tranne Lui”. Solamente Lui “ci dà i contorni”, ci dà forma; Egli è il principio ed Egli è la fine. Tutti i nostri pensieri e le nostre azioni originano da questa Luce superiore. Non esiste niente tranne Lui.

Da un lato, osserviamo le forme inanimate, vegetative ed animate nelle quali il Creatore agisce a 360 gradi, obbligandole e compiere ogni movimento. Esse non hanno alcun libero arbitrio; esse sono interamente sotto la Sua diretta influenza.

Dall’altro lato, noi stessi abbiamo un punto speciale, creato da Lui, che apparentemente esiste al di fuori di Lui. Questo punto ci dà l’opportunità di conoscere il Creatore – il solo che ci influenza. Infatti, in questo modo non andiamo da qualche parte esternamente, non ci allontaniamo da Lui, e non violiamo nessuna delle Sue azioni. La realtà rimane la stessa: non esiste nulla tranne Lui. Tuttavia, grazie a questo punto che sembra a Lui estraneo, io posso analizzare me stesso e Lui, io posso deliberatamente e consapevolmente portare me stesso al solo stato esistente nel quale non esiste nulla tranne Lui.

Io conseguo il Creatore grazie a questo lavoro. Attribuisco ogni frammento della realtà alla Sua unicità, ed in questo modo conseguo tutte le Sue azioni, tutti i passi, diretti e opposti a Lui, che Egli compie. Quindi, ritornando allo stato di unione e di unicità del Creatore, io mi inserisco in tutta la forza che Egli mi ha dato e mi rendo conto che non esiste proprio nulla tranne Lui.

In questo modo, reco a Lui piacere, e questo è il massimo piacere che posso arrecargli, e ciò significa a me stesso. Infatti, non esiste nulla tranne Lui.

Adesso abbiamo dunque bisogno, contro il nostro desiderio, di includerci volontariamente e completamente in questo concetto: “Non esiste nulla tranne Lui”.
[111373]

(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 03.07.2013, Preparazione al Congresso di San Pietroburgo, lezione 1)

Dobbiamo sentirci a vicenda

Domanda: Abbiamo un gruppo virtuale affiatato molto amichevole. Vorremmo che fossero presenti al congresso. Qual è il modo migliore per fare questo virtualmente?

Risposta: Dal punto di vista della saggezza della Kabbalah, nell’universo non esiste altro che il desiderio di ricevere e la Luce che influenza questo desiderio. La Luce, che agisce sul desiderio, provoca in esso un quadruplice sviluppo che inizia a manifestarsi nelle quattro fasi dei mondi di: Azilut, Beria, Yetzirà e Assiya.

Tuttavia, al fine di essere indipendenti da questa Luce, è necessario uscire da sotto il suo potere. Ecco perché il desiderio che è stato rotto nell’ultimo livello cade in uno stato in cui non sente alcuna connessione con la Luce. Questo stato è chiamato “il nostro mondo”. Cioè, il nostro mondo è il desiderio retrocesso al punto in cui percepisce solo se stesso, senza essere in contatto con chi lo governa, che lo influenza. Questo è lo stato che noi chiamiamo il nostro mondo, questo mondo.

In realtà, non vi è alcuna differenza tra il nostro mondo e il mondo spirituale. È solo se ti trovi in uno qualsiasi dei 125 gradi del mondo spirituale che la connessione tra due forze si manifesta in maniera più evidente, nel desiderio. Il desiderio sente chi lo influenza e come, perché e per cosa. È in dialogo con il Creatore. In altre parole, la forza della ricezione (la forza del desiderio) e la forza della dazione (la forza del Creatore / Luce) sono nel desiderio stesso nella forma chiara.

Tuttavia, al nostro livello (l’ultimo livello), non è chiaro perché ha avuto luogo la disconnessione. Ecco perché il nostro mondo è costruito su tre tipi di desiderio: inanimato, vegetale ed animato. Tuttavia, il livello umano non esiste in esso, perché esso appartiene ai successivi livelli spirituali, ai 125 gradi.

Il nostro mondo è molto importante perché nell’iniziare a raggiungere il mondo superiore devo essere assolutamente indipendente, non sotto il suo potere. “Indipendente” significa tagliato fuori, staccato da esso, non familiare con esso, ignorante. Se io esisto in questo modo, posso svolgere le mie azioni completamente separate, non sotto l’influenza della Luce superiore, ma perché “l’ho deciso io.”

Ecco perché il nostro mondo è il più importante. Dopo tutto, ogni kabbalista, non importa su quale grado di raggiungimento del mondo superiore si trovi, deve svolgere il suo ulteriore avanzamento mentre si trova nel corpo, cioè nella sensazione del grado egoistico più basso e salire da esso.

Supponiamo che io mi trovi al ventesimo grado spirituale. Per salire al ventunesimo, ho bisogno di perdere del tutto il ventesimo grado e diventare come tutti gli altri in questo mondo, sentendo solo esso e salendo al grado successivo, e durante il passaggio al ventiduesimo grado, devo scendere di nuovo fino alla fine, a questo mondo, e di nuovo inizio la mia salita da esso.

È impossibile raggiungere un unico livello spirituale e la transizione tra loro se non si è nel sentimento di questo così detto, nostro mondo. La gente pensa: “Ora, mi disconnetto da questo mondo e non mi importerà. Volerò lì e progredirò ulteriormente. Perché ho bisogno di contatto fisico con gli amici? “Loro sbagliano assolutamente in questo. Avremo bisogno di questa comunicazione. Non scapperemo!

Quanta attenzione hanno prestato i kabbalisti alla descrizione dell’ordine del gruppo: come esso deve interagire, come deve incontrarsi e di cosa parlare. Si dice che l’unica possibilità di salire al mondo superiore è se il gruppo ti trasmette il potere, l’importanza dello scopo, l’importanza dell’unione e l’importanza di annullare se stessi d’avanti al gruppo.

Quando sei costantemente nel gruppo, sei attivo e puoi controllare te stesso, non teoricamente attraverso Internet dietro il quale puoi sempre nasconderti, ma in pratica quando puoi guardare i tuoi amici negli occhi o guardare altrove, o puoi abbracciarli o rifiutarli. Non si può fare questo virtualmente. È impossibile senza questo. Se comprendi il metodo della Kabbalah, è necessario sentirsi a vicenda.

Cosa possiamo fare in una regione in cui i villaggi sono distanti 500 o 1000 chilometri, per non parlare di grandi città? Il contatto fisico con l’altro è necessario, almeno di tanto in tanto.

Sono volato fin qui perché è molto importante mettere insieme questa regione, in modo che vi possiate incontrare una volta o due all’anno, anche in piccoli gruppi da 30 a 50 persone. Dopo tutto, le persone che hanno questa opportunità, ma non lo usano perdono un sacco.
[109883]

(Dalla prima preparazione al Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

Materiale correlato:

125 Gradi di amore e odio
Unire o di diventare uniti?

Perché è importante la nuova terminologia?

Dobbiamo capire che non c’è differenza tra la saggezza della Kabbalah e l’educazione integrale. Si tratta semplicemente della stessa idea veicolata con parole diverse. Secondo gli articoli di Baal HaSulam, il metodo si basa sul riconoscimento dell’importanza della meta, sull’uscita della persona dall’ego, salendo al di sopra di noi stessi, sull’unione in cui scopriamo il Creatore, la forza superiore, la forza integrante della natura. Tutte le condizioni di cui parliamo e leggiamo sono vere e possono essere attuate anche nell’ educazione integrale. Ma in quel caso non usiamo termini come “Creatore”, “creatura”, “Luce Circondante”, “Sefirot”, “Partzufim“, ecc

Nel complesso si descrivono le stesse condizioni e gli stessi processi utilizzando un linguaggio semplice. Noi diciamo che la forza dell’unione integrale appare gradualmente nell’unione e nell’adesione tra di noi, o come si dice oggi, ne “la saggezza della folla.” Questo è il Creatore, questa è la Luce. Non accade tutto in una volta, ma poco alla volta fino a raggiungere il livello reale, ma nel complesso è la stessa cosa.

In realtà, quando utilizziamo la terminologia dell’educazione integrale, inizi a capire meglio i termini Kabbalistici, il loro significato interiore. Dopo tutto, siamo abituati a certe parole, ma a ciò che si cela dietro di loro? Qual è la loro carica? Qual è il messaggio? Non sentiamo questo esattamente.

Così, quando ci avviciniamo all’educazione integrale, cominciamo a sentire in realtà ciò che il metodo kabbalistico è, come esso unisca le persone e le chiami, nel tratto tra di loro, la rivelazione della rete di forze delle connessioni altruistiche reciproche. È lì che sarà rivelato il prossimo livello della natura, il vero livello umano, o quello del Creatore.

Quindi non stiamo sfuggendo dalla saggezza della Kabbalah, ma semplicemente la esprimiamo con parole diverse. A proposito, un metodo simile è stato utilizzato anche nei primi passi di questa scienza. Sappiamo già che ci sono quattro lingue per descrivere lo stato superiore integrale spirituale:

  • Il linguaggio della Torà, che è la lingua più semplice, con la quale tutto sembra essere descritto come una fatto “storico”
  • Il linguaggio del Midrash
  • Il linguaggio dell’ Haggadah
  • Il linguaggio della Kabbalah

Il linguaggio della Kabbalah è il più preciso, ma è un linguaggio tecnico che usa solo una terminologia accurata: forze opposte, che operano reciprocamente attraverso la repulsione e l’attrazione, avvicinandosi e allontanandosi. In effetti è il chiarimento di vettori proprio come nella matematica: la collaborazione di due forze opposte attraverso la connessione che raggiungono tra di loro. Questa connessione è chiamata Masach (schermo).

Il sistema intero, quindi, è molto semplice. La forza della dazione viene presentata come discendente dall’alto verso il basso, e se la forza di ricezione può cambiare se stessa e lavorare con il Masach, allora diventa simile e uguale alla forza della dazione. Esse si connettono, e in cima alla connessione tra di loro, si verifica la sensazione dello stato superiore.

Noi siamo la forza del desiderio. Nulla è stato creato tranne un desiderio. Vi è la Luce, la forza della dazione, e vi è un desiderio, la forza di ricezione. Possiamo rendere la nostra forza del desiderio simile alla forza della dazione. Queste due forze, allora, non si contraddicono l’un l’altra, ma si connetteranno reciprocamente, e in questa connessione scopriremo noi stessi nello stato della forza superiore.

La rivelazione del Creatore, la rivelazione della Forza Superiore avviene, perciò, dentro di noi. Noi diventiamo realmente il Creatore. Così il Creatore si chiama Bo-re (vieni e vedi), il che significa che tu scopri Lui dentro di te. Modifichi le tue caratteristiche personali e quindi questi attributi corretti diventano la rivelazione del Creatore dentro di te.

Naturalmente, si tratta di un lessico diverso, ma tutto il resto è esattamente uguale, non è stato inventato nulla di nuovo e non c’è nient’altro qui. È la stessa scienza che si esprime non solo in queste quattro lingue ma in maniera aggiornata, utilizzando la terminologia del sistema sociale moderno.
[109840]

(Dalla prima preparazione del Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

Materiale correlato:

Il linguaggio per comunicare con il Creatore
Il Linguaggio di una nuova cultura

Crisi: La ricerca di una soluzione

Oggi, abbiamo piano piano raggiunto la consapevolezza che la nostra esistenza è dannosa, e la chiamiamo “crisi. Ancora non pensiamo che sia una crisi generale che comprende tutte le dimensioni dell’esistenza umana. Ancora non comprendiamo e non colleghiamo tutte le crisi individuali che ci sono dentro la famiglia, nell’educazione, nella cultura, nella scienza, nelle relazioni e, cosa più importante, ancora non capiamo che la crisi minaccia la nostra esistenza – finanziaria, economica ed ecologica. Tuttavia, tutte queste crisi sono essenzialmente la stessa crisi.

In generale, la parola “crisi” nella sua traduzione e nel suo corretto significato simboleggia la nascita. Nell’Ebraico antico e anche in Aramaico, il termine indicava la stessa cosa, il luogo sul quale una donna partoriva. Nei tempi antichi c’erano delle speciali pietre sulle quali una donna partoriva con l’aiuto delle ostetriche. Questo luogo si chiamava “Mashber.” Questo concetto si trova ad indicare la nascita in molte lingue, tradotto come la “nascita di qualcosa di nuovo”.

Vale a dire, non dovremmo guardare alla crisi come viene vista da quelli che vogliono ottenere sempre di più da questo mondo, e che nel frattempo agiscono come degli egoisti senza alcuna considerazione. Potete notare che ci sono molte persone che pensano che in questa crisi qualcosa debba adesso essere corretta e poi sarà tutto a posto, come era ieri l’altro.

Ma ultimamente, ci sono sempre meno persone come queste e vediamo tutte queste cose succedere molto rapidamente. Dopo cinque anni di crisi, è già chiaro che sta continuando e che non scomparirà piano piano da sé. Stanno già dicendo che ci vorranno vent’anni per correggerla, come se fosse possibile correggere qualcosa usando i vecchi metodi a dispetto di tutto. E’ già del tutto chiaro che questa crisi non finirà tra un anno o l’anno dopo.

Secondo la saggezza della Kabbalah, la crisi continuerà. Evolverà e si farà più profonda. Raggiungeremo così degli stati che al momento ci sembrerebbero impossibili, quando gli uomini perderanno il loro aspetto umano, diventando come degli animali selvaggi, e metteranno in pratica le leggi, le regole generali, e le norme di comportamento che sono state considerate inumane, al di sotto del livello umano nel corso del ventesimo secolo. Le convenzioni normalmente accettate saranno messe da parte dal nostro ego in evoluzione ed in generale scenderemo piano piano al livello delle bestie.

Da una parte, ci potrebbero essere anche delle guerre. Vediamo come questo stia succedendo oggi nel mondo, dove all’improvviso per nessuna ragione evidente le guerre irrompono in diverse regioni e nazioni e dei fenomeni del genere incominciano ad apparire, ma le vere ragioni non sono chiare a nessuno. Essenzialmente, queste ragioni sono sempre esistite ma erano tenute ben seppellite nel profondo e non erano visibili o, almeno, non erano sufficientemente evidenti per sollevare dei problemi, come nell’esempio della Siria e del Libano, e così via. Qui stiamo parlando di problemi sociali ed economici.

E, in aggiunta a questo, ci sono delle profonde ragioni economiche; poiché l’ego si manifesta prima di tutto nell’area economica. Questo succede perché l’economia riflette la connessione tra di noi, chi dà a chi, quanto e come ricevono. Perciò, l’economia prima di tutto ci mostra quanto il sistema sia diventato incontrollabile. Noi non comprendiamo assolutamente quali leggi al momento ci stanno governando poiché il mondo si sta elevando verso un altro livello. In base al suo livello di sviluppo, è già passato attraverso la fase egoistica ed ha raggiunto un particolare limite. E come già sperava Baal HaSulam all’inizio del ventesimo secolo, da ora in poi, sempre di più, dovremo raggiungere la consapevolezza che ci dobbiamo connettere.

Essenzialmente tutte queste condizioni esistevano anche in Russia al tempo della rivoluzione socialista. Erano tutte rivelazioni dello sviluppo umano interiore verso un nuovo modello sociale. Ma alla fine, non ne è derivato niente. Come sapete, Baal HaSulam sperava molto che le rivoluzioni in Russia e in Polonia si sarebbero evolute in modo diverso, e non che prendessero soltanto il potere nelle loro mani e costituissero un nuovo modello egoistico, un nuovo governo. La prima guerra mondiale ha fatto da “detonatore”, rappresenta il primo “colpo”, la prima spinta verso il fatto che il mondo deve iniziare a cambiare.

Perciò, nella saggezza della Kabbalah si dice che se gli uomini non riusciranno a capire che l’evoluzione deve avvenire attraverso la connessione al di sopra dell’ego, che attualmente ci sta portando verso questa connessione, il mondo continuerà allora a diventare sempre più incomprensibile. Questo perché la natura che era stata in precedenza scoperta dentro ognuno di noi e di tutti noi insieme ci aveva spinti per migliaia di anni in una forma egoistica. In accordo con il nostro ego, abbiamo sviluppato la scienza, la tecnologia, il commercio, e le varie relazioni sociali; abbiamo cambiato la società, siamo passati attraverso un cambiamento della forma…

In ultimo l’ego ha raggiunto la fine del suo sviluppo e ha incominciato ad “avvitarsi” su se stesso. Perché? E’ successo perché la natura aveva sviluppato e manifestato tutto l’ego, allargandolo allo stato di una totale connessione reciproca, globale, e “circolare”. Di conseguenza, anche noi dobbiamo essere “circolari”, nel senso di essere connessi in un singolo insieme, e non lo stiamo facendo.

Quello che viene rivelato qui non è soltanto qualche genere di disordine; piuttosto, è la fondamentale differenza tra il nostro meccanismo economico, politico, sociale ed economico, e tutto ciò che esiste, questo sistema, questo programma che la natura sta mettendo in luce per noi. Questo succede perché è stato scoperto non solo in una forma sempre più egoistica, ma nella forma della comunicazione egoistica. E tuttavia, all’interno di questo sistema, ci sono varie connessioni altruistiche tra di noi che stanno incominciando a rivelarsi e attraverso le quali ci stiamo completamente trasformando.

In questo modo si viene formando un distacco tra i due sistemi. La Natura, il sistema interiore, viene scoperto sempre di più come un sistema altruistico, integrale o analogico; nel frattempo siamo arrivati a vivere all’interno di un sistema di connessioni egoistiche reciproche che abbiamo sviluppato per migliaia di anni. E quindi, la natura che ha fatto crescere in noi questo sviluppo egoistico adesso è cambiata e continua a cambiare sempre di più. In sostanza, il Creatore, il sistema delle connessioni integrali, si è rivelato sempre di più all’interno della società umana, dentro le civiltà.

Questo stato di opposizione tra i due sistemi è per noi pericoloso e non del tutto chiaro. Perciò, nessuno dei leaders, degli scienziati, tecnici, studiosi della politica, sociologi, politici, economisti, o finanzieri, nessuno di essi capisce come gestire questo sistema.

Questo è il problema più grande. Noi abbiamo sempre dominato attraverso l’ego in via di sviluppo; lo abbiamo indirizzato verso vari obbiettivi e aree. Coloro che erano più che egoisti, più svegli, ne hanno approfittato. Abbiamo cercato di farlo anche in altre forme, come attraverso la rivoluzione socialista. Ma allora non c’era il metodo per collegare le persone e così, alla fine, gli egoisti sono arrivati al potere e hanno iniziato a governare, usando solamente gli slogan socialisti ed altruistici ma, in sostanza, hanno mantenuto lo stesso sistema egoistico. Perciò, niente ne è assolutamente derivato; al contrario, tutto è peggiorato.

E non è chiaro come il mondo continuerà a progredire e a svilupparsi prima che sia scoperto che c’è un metodo di passaggio dal sistema egoistico nel quale tutta la civiltà umana si trova ad un sistema altruistico ed integrale. Perciò, dipende da noi chiarirlo e dirlo agli altri.
[109846]

(Dalla Preparazione al Congresso di Krasnoyarsk del 12.06.2013)

Materiale correlato:

Un sistema che divora sé stesso
Un momento decisivo nella storia

Cosa dobbiamo raggiungere quest’autunno

Abbiamo parlato e letto molto circa il nostro bisogno di unirci. Tuttavia, fino a poco tempo fa è stato un periodo relativamente tranquillo e noi non ci siamo ancora trovati pronti a renderci conto che il bisogno di unirci è il fattore decisivo e fondamentale, e tutto dipenda da questo.

Ne abbiamo sentito parlare per anni, ma non abbiamo capito che tutto quello che ci aspettiamo ha luogo precisamente nell’unione. Il “detonatore” non ha funzionato in noi, non c’è stato un “clic” interiore, ovvero la realizzazione che il risultato di tutto ciò che studiamo e facciamo è solamente in questo. Ma, ultimamente, sta incominciando ad entrarci dentro, soprattutto con l’introduzione dell’educazione integrale, che per prima cosa dobbiamo applicare a noi stessi.

In conseguenza alla nostra sequenza di congressi che continueranno fino in autunno, arriveremo alla qualità dell’ “automatismo”, nel senso che ci convinceremo che la correzione della nostra estraneità sta nell’unione di tutti noi insieme; questo è il nostro compito. Per quanto riguarda il desiderio per qualcosa di incomprensibile, più elevato, per la Luce, questo desiderio si manifesterà automaticamente se raggiungeremo l’unione corretta. Quindi, dobbiamo accettare il fatto che la realtà superiore, in termini di desideri (Kelim), è nascosta nell’unione. Più applicheremo questo concetto automaticamente, anche se è sempre più difficile gestire questo approccio, più saremo in grado di entrare nel mondo superiore.

Lo vediamo nell’esempio dell’esilio in Egitto, con il gruppo creato da Abramo. Al Faraone (l’egoismo) veniva chiesto, “Lasciaci andare!” In altre parole, “strappiamoci da te, andiamocene!” E quando queste parole furono esternate con sufficiente forza, arrivarono gli ultimi dieci colpi, le “dieci piaghe d’Egitto”.

In effetti, queste sono le ultime dieci manifestazioni dell’egoismo, quando lo spessore egoistico (Aviut) si esprime nei suoi ultimi dieci strati, quando una persona  è finalmente “maturata”. Sebbene queste dieci fasi di egoismo ci influenzino, esse ci sono anche di aiuto per elevarci e alla fine ci spingono nel mondo superiore.

In questo modo, l’egoismo stesso, mentre cresce (e cresce solamente nella misura in cui siamo pronti a connetterci al di sopra di esso), ci aiuta immediatamente. Diventa sempre più bollente e allora noi raggiungiamo un nuovo livello. Sono sicuro che dobbiamo iniziare a percepire queste dieci fasi dell’egoismo che cresce nella misura delle nostra unione. E allora, sentiremo che i nostri tentativi egoistici, da una parte, non ci danno niente, ma dall’altra parte, ci aggiungono un nuovo livello di connessione.

In altre parole, nella nostra unione abbiamo bisogno di iniziare a percepirci come più complessi, più “intricati” e, allo stesso tempo, vedere che questo sistema, come un circuito elettrico, è composto da varie componenti radio, che ancora non funzionano. Sembra che tutto sia in campo e noi proviamo ad unirci; solamente che ancora non c’è niente. Tuttavia, attraversando i colpi dell’egoismo, continuiamo a trovare sempre più nuovi spazi dove non c’è alcun contatto tra di noi a livelli più seri.

Ecco perché dovremmo vedere il nostro egoismo come un “aiuto contro me stesso”. Manifestandosi sempre tra di noi, aggiunge un’occasione per raggiungere l’ego comune che è necessario per il primo livello. Ciò significa che non c’è nulla “contro”, lavora insieme alla Luce, e noi dovremmo vedere in esso una sola singola azione da parte del Creatore: da una parte, la Luce, la linea di destra, e dall’altra parte, l’egoismo, la linea di sinistra.

In questo modo, esse lavorano di continuo, alternativamente, come due gambe, ed un uomo si muove in avanti nella linea di mezzo. Il Creatore, la Forza generale dall’Alto, controlla queste due proprietà, e dobbiamo metterle in pratica correttamente a partire dal fondo per diventare uguali al Creatore. La Luce ed il desiderio devono essere uguali per livelli, e più grandi sono, più vicini si innalzano al Creatore.

Il nostro gruppo Bnei Baruch è stato creato a metà degli anni 90, sebbene abbia degli studenti che mi arrivano dal 1991. Immaginate che da allora e fino ai tempi recenti abbiamo parlato a malapena dell’unione in modo serio. Abbiamo studiato le fonti, letto gli articoli, ma non potevamo ancora iniziare a farlo seriamente, in modo pratico. Solamente adesso abbiamo iniziato ad organizzare seminari per lavorare e sviluppare il metodo dell’educazione integrale, ma non ci eravamo impegnati in questo fino ad oggi perché era troppo presto.

Io sento che il gruppo ed il mondo sono adesso uniti e dipendono tra loro a vicenda. Fino ad oggi, non c’era una tensione come questa, non c’erano condizioni come queste che ci permettessero seriamente, attivamente e praticamente di iniziare a realizzare la nostra unione. Quindi, vedo i risultati degli ultimi mesi attraverso il desiderio (Kli) che creiamo. Il risultato dei nostri congressi precedenti è una sensazione sempre più grande del bisogno di unione.

Io dovrei comprendere che la spiritualità è tra di noi, solamente dentro di noi, solamente nell’incontro dei nostri desideri. Devo immaginare questa cosa automaticamente. Anche se l’egoismo si eleva al livello successivo, io devo sempre e comunque trovare questo stato velocemente, percepire la distanza, sperimentare l’odio di ciò che ci separa, ed aspirare ancora ad una maggiore unione.

Inoltre, questa unione sarà sempre più qualitativa. Non si tratta di una connessione a livello materiale, con le canzoni, o con le varie attività; al contrario, sarà sentita sempre più in profondità, sarà più interiore. Non sarà considerata in base ai parametri del nostro mondo, con le distanze e le persone ecc.

L’unione sarà scoperta sempre di più come una specie di sostanza spirituale, e sarà gradualmente rivelata come una rete di forze, come una connessione tra di noi che esiste nella realtà. Troveremo solo questo, e tutte le qualità esteriori che ancora immaginiamo scompariranno piano piano. Questo è il modo in cui il nostro Kli spirituale si manifesterà. Pensando alle questioni spirituali, immagineremo l’unione più chiaramente sotto forma di questa rete di connessioni tra di noi, dentro ogni Partzuf, tra i Partzufim, che è composta dalle Sefirot e dalle sub-Sefirot, e tutto si riunisce insieme nel sistema che è chiamato il “mondo”.

Questi mondi sono organizzati linearmente, in modo gerarchico, dipendono dall’egoismo e dal modo in cui noi ci lavoriamo ad ogni livello, da come viene dosato. E tutto questo rappresenta i 125 livelli della scala spirituale. E, allo stesso tempo, i mondi sono rotondi.

Questo intero sistema ci verrà presentato come l’unico esistente, e per noi sarà come dissolverci in esso gradualmente; noi non esistiamo, non c’è alcun corpo fisico, non c’è tutto il mondo fisico. Questo mondo confuso scomparirà.

Desidereremo la spiritualità comune invece di quella individuale, immaginandola solamente nella forma dell’unione che si manifesterà sempre più chiaramente tra di noi come una rete di forze. Ed in questa rete di forze, ci percepiremo veramente, percepiremo il nostro “io” interiore che esiste unito reciprocamente agli altri.

Allora, incominceremo a percepire cosa succede in questa rete invece di tutto quello che succede nel mondo materiale. Il nostro mondo è solamente una manifestazione esteriore della spiritualità nella forma che adesso siamo in grado di vedere. Ed è attraverso questi indicatori esteriori che dobbiamo cercare di scoprire la vera e sola rete esistente tra i desideri, l’intero sistema dell’universo. Questi tentativi incominceranno a manifestarsi nella coscienza di tutti, ed il sistema generale diventerà sempre più ovvio, determinando il solo esistente.

Penso che questo sia ciò che diventerà il risultato dei nostri sforzi e dei nostri congressi. Spero che succeda. Ma dipende dagli sforzi individuali di tutti e da quelli della nostra collettività nel movimento verso questo risultato.

Di conseguenza, inizieremo a collegare tutta la nostra conoscenza, il lavoro del gruppo, il lavoro con l’umanità, e gli studi delle strutture dei mondi spirituali. Tutto sarà aggiunto, delineando un unico quadro e noi in esso.

Questo dovrebbe essere il risultato del susseguirsi della serie dei nostri congressi. Mi piacerebbe moltissimo, quando saremo alla conclusione, che potessimo immaginarci molto chiaramente, a mente lucida, a vivere in questo sistema e percepire che esso determina il nostro stato interiore ed esteriore, lo stato del mondo, ed in generale di tutto. In un modo o nell’altro, questo quadro è creato sulla base di molti sforzi.
[110006]

(Dalla 2.a preparazione per il Congresso di Krasnoyarsk del 13.06.2013)

Materiale correlato:

America: Dal sud al nord
Chiudere il cerchio