Perché esiste la guerra? È qualcosa di profondamente radicato nella natura umana?

La guerra esiste perché l’universo è composto da due forze opposte: la ricezione e la dazione. Quando queste forze non entrano in equilibrio, vanno in corto circuito e cercano di distruggersi a vicenda. Lo sforzo reciproco di ciascuna parte per eliminare l’altra è la guerra.

La causa principale della guerra è lo scontro tra queste forze opposte della natura: la ricezione e la dazione. Questo scontro di forze spirituali dà origine alle guerre che si svolgono nel nostro mondo materiale.

Pertanto, per fermare la guerra alla sua origine è necessario sviluppare un senso regolatore che abbia la capacità di elargire al di sopra della nostra innata forza di ricezione, costituita dai nostri desideri egoistici che mirano esclusivamente ad assorbire in noi stessi. Nel linguaggio della Kabbalah, questo senso della dazione è chiamato “schermo” (ebr. “Masach”). Attraverso questo nuovo senso regolatore, possiamo acquisire uno stato di connessione umana positiva ed equilibrata.

Questa è la chiave per un’esistenza senza guerre, armoniosa e pacifica.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Se il tuo coniuge è diventato troppo esigente e controllante, cosa puoi fare al riguardo?

Bacialo.

Deriva dal principio “l’amore coprirà tutti i crimini”.

Similmente alle arti marziali orientali, dobbiamo usare la forza del nostro avversario. Pertanto, quando il tuo coniuge scoppia a lamentarsi o ti lancia accuse, bacialo. Così facendo, lo disarmi. Tuttavia, a differenza degli artisti marziali che desiderano sconfiggersi a vicenda, devi agire dal profondo del tuo cuore.

Trovi l’amore costruendolo sopra l’odio e l’impazienza che provi in tali situazioni.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Cosa significa essere veramente buoni?

Siamo buoni quando ci identifichiamo con il sistema interconnesso e interdipendente della natura e ci comportiamo con gentilezza verso il sistema a tutti i suoi livelli: inanimato, vegetale, animato e soprattutto verso i nostri simili.

Così facendo, assomigliamo sempre più alla forza d’amore, di dazione e di connessione della natura e arriviamo a sperimentare un’esistenza armoniosa e pacifica, in equilibrio con la natura.

Immaginate se il nostro corpo iniziasse improvvisamente a funzionare in modo tale che i suoi sistemi facessero ciascuno ciò che vuole, senza considerare il loro servizio all’intero organismo.

Moriremmo in un istante.

Allo stesso modo, dobbiamo vederci come parti di un sistema integrale e rivedere il nostro comportamento con la consapevolezza della nostra interdipendenza in questo sistema. Vedremmo allora la nostra attuale partecipazione a questo sistema come egoistica, in cui ognuno di noi cerca di trarre beneficio a spese del sistema stesso, e che la nostra stretta interdipendenza unita al nostro tronfio egoismo causa l’aumento dei dispiaceri nella nostra vita.

Una tale analisi dovrebbe portarci alla conclusione che, per diventare buoni, dobbiamo acquisire un nuovo approccio che miri a portare beneficio agli altri e alla natura. A quel punto ci comporteremo in modo solidale, premuroso e benefico nei confronti dell’umanità e della natura e godremo di una nuova esperienza di totale armonia e pace nella nostra vita.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Come posso smettere di essere infastidito dalle persone?

Quando vediamo negli altri cose che ci infastidiscono, allora abbiamo del lavoro da compiere.

In che cosa consiste questo lavoro?

I difetti che vediamo negli altri, dovremmo cercare di vederli in noi stessi. Ossia, i difetti che vediamo negli altri sono in realtà i nostri stessi difetti.

Come funziona?

È perché nel nostro intimo siamo un desiderio di ottenere piacere solo per se stessi, e desideriamo trarre vantaggio dagli altri. Quando si scopre che qualcosa di un’altra persona non ci fa provare diletto, allora sviluppiamo un certo disgusto verso quel comportamento. Quindi, il difetto è nel nostro apparato percettivo, che desidera usare gli altri principalmente per il proprio beneficio personale.

Dovremmo quindi cercare di capire che ciò che non ci piace negli altri sono in realtà i nostri stessi difetti, e se ci correggessimo, cioè se cambiassimo il nostro modo di rapportarci agli altri da un atteggiamento egoistico, in cui cerchiamo di usarli per il nostro piacere personale, a un atteggiamento altruistico, in cui cerchiamo di portare loro piacere e beneficio, allora non vedremmo alcun difetto in loro.

Si tratta di un lavoro psicologico che è anche molto realistico e pratico. In parole povere, se vediamo qualcosa di negativo negli altri, è perché noi siamo negativi e, se ci correggessimo, non vedremmo alcun difetto in loro.

Che cosa significa essere corretti?

Essere corretti significa percepire tutti i difetti all’interno di noi stessi e che non vediamo il mondo ma la nostra proiezione, la proiezione dei nostri desideri di piacere sullo sfondo di una luce bianca, la forza d’amore e di dazione della natura. Siamo circondati da un oceano d’amore e se vediamo qualcosa di diverso dall’amore è perché stiamo proiettando qualità che sono il suo opposto.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Qual è la cosa più importante nella vita?

Questa è davvero una domanda che tutti si fanno. Le nostre vite sono piene di una miriade di cose, e in ogni momento cose diverse ci appaiono più o meno importanti.

Ad esempio, se ci stanchiamo, diventa importante riposare o dormire. Se abbiamo fame, mangiare diventa importante. Se ci annoiamo, allora diventa importante in qualche modo intrattenere noi stessi, e potremmo continuare questo elenco fino alla nausea.

Come possiamo allora trovare la cosa più importante nella vita?

La cosa più importante nella vita è sentire qualcosa di incondizionato, eterno e perfetto, che possiamo vedere attraverso il nostro mondo, e tutti i mondi, senza confini tra la vita e la morte, e che soddisfiamo ogni nostro desiderio, compresi quelli che sono per noi ancora sconosciuti, vale a dire il desiderio di acquisire lo stesso atteggiamento di amore e dazione della forza sorgente della natura.

Non c’è niente di più importante nella vita. È l’apice verso cui tutto ciò che esiste si dirige.

Come, allora, raggiungiamo questo stato?

Lo facciamo imparando come funziona la natura, inclusa la natura umana, come il nostro processo di sviluppo si svolge attraverso i livelli inanimato, vegetativo, animato e umano della natura, qual è la destinazione finale di questo processo di sviluppo, dov’è la nostra libera scelta e come possiamo realizzare la nostra scelta per incidere sul passaggio dalla nostra percezione transitoria e limitata a quella eterna e perfetta.

Se otteniamo la saggezza per accedere a tale conoscenza e un metodo per attuare la nostra fatidica transizione per raggiungere l’eternità e la perfezione, allora quella saggezza e quel metodo diventano più importanti di qualsiasi altra cosa.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Che cos’è una domanda?

Una domanda è un desiderio che deve essere soddisfatto. Una volta che un desiderio si manifesta, dobbiamo riempirlo con la sua realizzazione.

Da dove nascono le domande?

Nella saggezza della Kabbalah, chiamiamo il luogo da cui emergono le domande “Reshimot” (“registrazioni”). Le Reshimot sono dati informativi interiori che emergono per realizzarsi. La necessità di realizzare questi dati informativi interiori è una domanda.

La realizzazione stessa è costituita dalle nostre azioni. Quando realizziamo e soddisfiamo questa Reshimo (record/ registrazione), cioè quando essa si trasforma in una sensazione tridimensionale del nostro mondo, allora riceviamo una risposta.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Cosa si nasconde ne Lo Zohar?

Lo Zohar  nasconde i segreti della natura in modo che possiamo iniziare a capire come questi segreti siano irraggiungibili per noi, come se la “sala di controllo” della natura fosse nascosta ai nostri occhi.   

La natura controlla tutti i nostri movimenti, pensieri e desideri. Noi esistiamo in un campo di percezione incredibilmente limitato, che ci sospinge continuamente e non riusciamo a capire il perché tutto accade, soprattutto il come accade. Questo è l’occultamento in cui viviamo.    

Esiste, tuttavia, un modo per aprire le porte della percezione e scoprire il quadro completo della natura che va ben oltre i nostri limitati punti di osservazione.

Se ci avviciniamo alla natura cercando di imitare le sue qualità di amore, di dazione, di connessione, allora, infine, riveleremo le sue forze, i suoi progetti e anche i vari fenomeni miracolosi. In questo modo, arriveremo a sentire e capire la natura, proprio diventando uguali ad essa.

Questo è quanto ci insegna Lo Zohar.

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Come faccio a sapere se sono sulla strada giusta?

Sai di essere sulla strada giusta nella vita quando sei soddisfatto di sapere come agire e cosa fare, di vedere la strada da percorrere, di seguirla e di progredire verso l’obiettivo giusto per te.

La tua unica luce guida è la tua sensazione.

Potresti essere convinto del contrario da ogni tipo di persona, ma non significa nulla. 

È solo la tua convinzione interiore che ti dirà che sei sulla strada giusta nella vita.

Per questo motivo, i kabbalisti affermano che la prima regola per intraprendere un percorso spirituale è che non c’è coercizione nella spiritualità. Non puoi essere costretto a prendere una direzione spirituale nella tua vita. Il tuo desiderio più profondo ti farà sapere se sei diretto o meno verso una meta che gli darà l’appagamento che cerca.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Cosa è nato prima: la Scienza o la Kabbalah?

La scienza deriva dalla Kabbalah, scoperta da Adamo più di cinquemilasettecento anni fa. Dopo Adamo, i kabbalisti apparvero venti generazioni prima di Abramo, cioè prima dell’epoca dell’antica Babilonia, e altri apparvero dopo Abramo.

La Kabbalah ci ha dato un sistema. La filosofia è emersa dalla Kabbalah. Esistono diverse fonti, documenti e scritti di filosofi antichi e di filosofi e scienziati del Medioevo, a partire da Platone e Aristotele, fino a Newton, Reuchlin, Leibniz e altri, che descrivono come i primi filosofi studiassero con i kabbalisti, dai quali traevano le loro conoscenze. Hanno sviluppato queste conoscenze in filosofie e queste filosofie sono diventate le fondamenta delle scienze.

A quei tempi, aspiravamo a conoscere la natura generale che era al di fuori della nostra percezione. In altre parole, avevamo un legame più stretto con la natura ed eravamo interessati a conoscere il significato della nostra vita.

Oggi potrebbe sembrare irreale che un tempo ci siamo interrogati sul significato della nostra vita, ma è a causa della nostra attuale distanza dalla natura che non riusciamo a percepire cosa significasse essere molto più vicini alla natura in quei tempi.

In seguito, l’umanità si è evoluta nei suoi desideri egoistici, attraverso il desiderio di denaro, onore e controllo, e abbiamo sviluppato un approccio alla scienza molto più pragmatico e tecnologico. Oggi, tuttavia, dopo eoni di tale sviluppo, abbiamo raggiunto una posizione simile a quella dei ricercatori del passato del nostro mondo; stiamo tornando a porci la stessa domanda sul significato della nostra vita.

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Abbiamo un gene killer dentro di noi?

Ogni persona ha l’inclinazione a uccidere, perché ognuno possiede l’intera gamma dei desideri, dal migliore al peggiore.

Quando uccidiamo gli altri, sia in guerra che in altre situazioni, distruggiamo in realtà una parte di noi, perché noi esistiamo in un desiderio collettivo, un sistema comune.

Ogni cosa che esiste in natura in tutti i suoi livelli, cioè minerale, vegetativo, animale e umano, è dentro di noi . Così, quando uccidiamo qualcosa o qualcuno, uccidiamo la sua parte che si trova in noi.

Ci troviamo così a doverci giustificare per l’uso che facciamo per noi stessi di ogni cosa di questo mondo, iniziando da una boccata d’aria, allargandoci agli alberi che abbattiamo, agli animali che ammazziamo per nutrirci, fino a prenderci la vita degli altri. Questo è un principio che si estende a qualunque cosa che prendiamo per noi stessi. Tutto richiede una certa forma di correzione.

Per qualunque cosa che riceviamo a nostro vantaggio, uccidiamo quella parte di cosmo e dobbiamo assumerci in qualche modo la responsabilità. Ecco perché esistono varie benedizioni che le persone recitano quando compiono tali azioni.

Alcuni sentono inconsciamente una responsabilità verso ogni cosa che prendono dalla natura. Ci sono persone che prima di bere qualcosa, ne mettono po’ in un bicchiere o tagliano un pezzo di cibo e lo mettono a lato. Esistono molte di queste e altre abitudini nel mondo. Ciò indica che queste persone capiscono di prendere dalla natura qualcosa che non renderanno mai. Così facendo, stiamo uccidendo l’universo e allora desideriamo in qualche modo restituire quello che prendiamo.

Altra questione è quando prendiamo dalla natura quello che ci serve per la nostra esistenza, per sostenere la nostra vita. Ma dobbiamo capire che noi siamo quelli che ricevono dalla natura e questo è il motivo per cui abbiamo questa sensazione inconscia di prenderci la responsabilità per quello che riceviamo.

Tra l’altro non importa che non siamo noi i colpevoli per essere stati creati così, non abbiamo avuto scelta. La nostra vita è stata creata così proprio perché dobbiamo capire che viviamo in un mondo dove, se prendiamo qualcosa per noi stessi, dobbiamo pagarlo, per ricambiare. Dobbiamo senza dubbio riconoscere questa responsabilità e sentire che dobbiamo restituire in base a quello che prendiamo.

Su questo principio di assumersi le responsabilità per quello che prendiamo Rabbi Akiva disse che il libro è aperto, la mano scrive e l’individuo prende in prestito, ma poi restituirà tutto. Secondo questo, vediamo che più evolviamo, più prendiamo per noi stessi in modo sproporzionato e questo avrà un effetto boomerang negativo a livello mondiale;  per la nostra ingordigia veniamo colpiti da sofferenze di ogni genere.

È un tema complesso perché la natura è sistema integrale chiuso. Al fine di vivere la nostra vita in modo ottimale in un sistema così, dobbiamo essere molto attenti a quello che prendiamo da esso e che ogni cosa venga usata per riconsegnarla al sistema.

Allora come possiamo raggiungere equilibrio e armonia con la natura?

Possiamo farlo ottenendo la sensazione di unione con la natura, acquisendo una nuova natura che ci renda capaci di dare tanto quanto prendiamo. Allora potremmo regolare quello che prendiamo con quello che diamo.

Siamo in un continuo sviluppo dalla condizione di inconsapevolezza alla condizione di reciproca connessione con la natura, dal prendere qualunque cosa dalla natura senza pensarci, che ci porta ogni tipo di forme estreme di sofferenza, compresi furti e omicidi, a uno stato di totale consapevolezza della nostra reciprocità con la natura, senza il bisogno di restituire in proporzione a quello che abbiamo ricevuto.

Tale stato ci sosterrà in una condizione in cui non prenderemo più dell’essenziale per la nostra vita e, ancor più, ci salverà da molte sofferenze, tra cui il furto e l’omicidio.

 

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