Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.11.2011

Gli Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 159
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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 117, Articolo “Il Palazzo del Desiderio, Tifferet”, Punto 745, Lezione 28
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TES, Parte 8°, Punto 29, Lezione 13
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Torà), Lezione 5°
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I Kabbalisti sulla percezione della realtà, Parte 6°

Cari Amici, prego fate domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono i miei.

L’uomo contiene tutta la realtà

Il Creatore ha costruito nei nostri cervelli un tipo di specchio lucido che inverte ogni cosa se vista da lì, che ce la fa vedere fuori dal nostro cervello, di fronte alla nostra faccia, eppure non è una cosa reale ciò che vediamo all’infuori di noi. Nondimeno dovremmo essere molto grati alla Sua Provvidenza per aver creato nei nostri cervelli questo specchio splendente, perché ci rendendo possibile vedere e percepire tutto ciò che è fuori di noi.

Questo accade perché tramite questo Egli ci ha dato il potere di percepire ogni cosa con conoscenza e acquisizione chiara, d misurare ogni cosa dall’interno e dall’esterno.

-Baal HaSulam “Prefazione a Il Libro dello Zohar”, Articolo 34

Tutte le  persone ragionevoli sanno per certo che tutto ciò che vediamo si trova solamente dentro il nostro cervello, anche se la percepiamo come se fosse veramente di fronte a noi. Le anime sono così: anche se vedono tutte le immagini nel Donatore, tuttavia non hanno dubbi che tutte queste siano solo al loro interno, e non nel Donatore.

-Baal HaSulam “Prefazione a Il Libro dello Zohar”, Articolo 34

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Il successo non sta nella crescita della ricchezza, ma nella sua distribuzione

L’Opinione: (Professor Tim Jackson, Autore di La Prosperità Senza la Crescita – L’Economia per un Pianeta Finito): “I costanti shock al sistema finanziario mondiale degli ultimi anni hanno indotto il programma quotidiano degli Affari del Servizio della BBC World a chiedere, a personalità di spicco, se loro ritengano che il capitalismo Occidentale abbia fallito.

“Questa straordinaria ascesa dell’attività economica globale è senza precedenti storici. È completamente in conflitto rispetto alla base di risorse limitate e alla fragile ecologia da cui noi dipendiamo per la sopravvivenza.

“La maggior parte del tempo evitiamo la cruda realtà di queste cifre. La crescita deve andare avanti, insistiamo. Sono abbastanza facili da individuare le ragioni di questa cecità collettiva.

“Il capitalismo occidentale è strutturalmente dipendente dalla crescita per la sua stabilità. Quando la crescita vacilla, come è successo recentemente, i politici si fanno prendere dal panico, le imprese lottano per sopravvivere e le persone perdono il loro lavoro e qualche volta la casa.

“Mettere in dubbio la crescita è considerato essere un atto da pazzi, idealisti e rivoluzionari”.

“Eppure dobbiamo dubitarne. Il mito della crescita ci ha tradito ed ha tradito i due miliardi di persone che ancora vivono con meno di 2 dollari al giorno. Ha tradito i fragili sistemi ecologici da cui noi dipendiamo per la sopravvivenza.”

Il mio commento: Una sempre più ragionevole documentazione riguardo la fine della crescita. I miliardi di disoccupati e la riduzione della produzione incoraggerà la gente a pensare ad una nuova attitudine verso la vita, la prosperità generale e gli atri appagamenti non materiali. Dopo tutto con semplici calcoli, vediamo che il pianeta non riesce a provvedere alle nostre necessità.

Ciò significa che dobbiamo avere una visione sobria dei consumi ragionevoli dell’economia del futuro. Cibo, riparo, sicurezza sociale, istruzione ed educazione devono essere fornite a ciascuno in quantità ragionevole. L’appagamento del nostro egoismo oltre le reali necessità dovrà essere trasferito ad altre aree di soddisfacimento, tipo culturale e spirituale, che richiedono poche risorse ed energia. Pensiamoci e troveremo una strada.
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L’Europa deve sparare sulla crisi

Opinione: (N. Roubini, economista, capo Roubini global economics LLC):
Temo che la situazione possa andare fuori controllo. E’ necessario accorrere in aiuto con non meno di 2 miliardi di Euro, e per questo non possiamo aspettare altri tre mesi, ma dobbiamo farlo nelle prossime settimane.

Il problema non è che la Grecia sia insolvente, ma che la crisi possa avere influenza sulle grandi economie europee come l’Italia e la Spagna che sono paesi troppo grandi per consentire un crollo, ma sono altrettanto grandi per poter essere salvate. L’Italia e la Spagna hanno già perso la fiducia dei mercati per i problemi di liquidità. L’eurozona deve fare una scelta: optare per l’integrazione economica, integrazione finanziaria e politica unita oppure affrontare la disintegrazione.

Ben presto, il mondo affronterà una nuova depressione finanziaria. Questo può portare ad un ulteriore rallentamento della crescita globale. Solo pochi mesi fa ho pensato che una “PERFECT STORM” (tempesta perfetta) sia attesa per l’economia globale nel 2013. Ma ora sta cominciando a prendere slancio la debolezza economica degli Stati Uniti, della zona Euro e del Regno Unito. Pertanto si potrà arrivare ad una nuova recessione ancora prima di questo termine.

Il mio commento: Per arrivare ad una conclusione del futuro bisogna prendere in considerazione tre modi di muoversi:
-Attendere fino a quando l’evento non si manifesti in modo chiaro;
-Un intervento d’aiuto;
-Mancanza d’aiuto.

Anche se il futuro non è chiaro e ci sono diverse opinioni, deve esserci una comprensione delle tendenze nel nostro movimento: lo sviluppo del genere umano giunge alla sua piena integrazione. Anche se questa tendenza verso l’unità è contraria al nostro personale e nazionale egoismo, dobbiamo accettare il fatto che sia necessaria per il miglioramento e prendere le conseguenti decisioni.

L’unità d’Europa è parziale perchè è dovuta alla paura di una guerra e non per un desiderio di integrazione; ma oggi non è solo l’UE, il mondo intero dovrebbe prendere in considerazione la necessità di integrazione, in conformità all’evoluzione della società umana. Siamo di fronte al fatto che l’integrazione dell’umanità stia sorgendo come modello successivo e non si può non prendere in considerazione questo fatto.

Ogni giorno che passa siamo sempre più vicini e siamo obbligati a ricostruire il nostro rapporto su tutti i livelli. In caso contrario, avverrà il crollo di tutta l’umanità, in tutte le sue relazioni e istituzioni. L’Europa dovrebbe essere per noi un esempio.
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Lezione Introduttiva: l’Attualità. Dell’08.11.2011

La Kabbalah per il Popolo, Lezione Introduttiva: l’Attualità
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Scavare più in fondo a se stessi

Domanda: Perché dice che quando l’uomo realizza l’unione eterna con il Creatore, per lui non ci sono più  lavoro, salite o discese?

Risposta: Perché l’uomo dovrebbe avere salite e discese una volta aver completato la sua correzione? Lo scopo delle discese è quello di rivelare un altro desiderio non corretto, per farvi scavare più in profondità nel vostro egoismo, per scoprire ciò che deve essere portato in superficie.

È simile al modo in cui viene arato il terreno prima di piantare i semi, queste sono tutte conseguenze del nostro lavoro spirituale.

Una volta aver rivelato e corretto interamente il suo desiderio non corretto, per l’uomo non c’è più alcun motivo per le discese o le salite, anche se continuerà a salire e a scendere fino a quando non raggiungerà la fine della correzione: il Gmar Tikkun.

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I Kabbalisti sulla percezione della realtà, Parte 5°

Cari Amici, prego fate domande su questi passi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Nell’Uomo si trova tutta la Realtà

Ne Lo Zohar (Vayikra, Parashat Tazria, p 40) è scritto che tutti i mondi, superiori e inferiori, sono inclusi nell’uomo. E anche che l’intera realtà dentro quei mondi è solo per l’uomo.

– Baal HaSulam “Introduzione alla Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, Articolo 1

Quando davanti a noi vediamo un mondo vasto, questa visione non avviene nella realtà ma solo dentro di noi. In altre parole, nel nostro rombencefalo c’è una sorta di macchina fotografica che raffigura tutto quello che ci appare e nulla di ciò che si trova fuori di noi.

– Baal HaSulam “Prefazione al Libro dello Zohar”, Articolo 34

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Una gara senza vincitore

Domanda: Oltre a tutto, dobbiamo stabilire contatto con gli economisti, ma loro sono guidati da specifici modelli computazionali. Noi non abbiamo ancora sviluppato un nostro modello economico. Su quali assiomi dovrebbe basarsi?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo accettare come dato di fatto che il modello capitalista degli ultimi 70-80 anni sia arrivato alla bancarotta. Per diversi motivi non è più possibile una corsa per i beni di consumo e per i servizi: le risorse sono esaurite, l’ambiente è contaminato e prima di tutto, il sistema non funziona più. Vediamo chiaramente che va contro lo sviluppo della Natura. Non è realistico continuare ad aumentare la produzione e il consumo ; al contrario, la tendenza  delle attività di mercato è in ribasso (movimento verso il basso).

Vogliamo ancora di più, ma questo non funziona. La società umana si sta sviluppando nell’altra direzione, verso l’unità, e assolutamente non nella direzione in cui la nostra guida dovrebbe essere un economista egoista. Non può essere fatto niente, nonostante quello che pensano,  si sta sviluppando tutto in maniera diversa.

Come risultato ci troviamo in crisi, anche se in realtà non è una crisi ma un punto morto. Il nostro modo di pensare, come un punto morto, ci mette in una situazione senza speranza. Dobbiamo quindi aprire gli occhi e realizzare che la Natura prende un corso diverso ed ha il proprio programma, e non la fermeranno i nostri piani opposti. Un ragazzo ostinato a volte viene lasciato libero di fare quello che vuole, in modo che possa imparare dai propri sbagli e trovarsi davanti ad un punto morto. L’umanità adesso si trova nella stessa situazione.

Noi dobbiamo mostrare l’evidenza supportata dalla Natura stessa: dobbiamo essere in equilibrio con lei, cioè dobbiamo abbassarci al livello dell’economia bilanciata. Dobbiamo  “scendere dall’albero” gradualmente e andare in una direzione completamente diversa, costruire un nuovo paradigma e attraverso questo prisma, vedere la vita, noi stessi, l’istituzione familiare, l’impiego, ecc.

Prima di tutto non c’è nessun bisogno che la gente lavori 8-10 ore il giorno. A cosa serve? Guardate quello che sta succedendo ai nostri ragazzi, per loro è molto meglio rimanere con le proprie madri. E’ stato così in tutti i tempi, e soltanto negli ultimi cento anni le popolazione rurali si sono spostate, sia gli uomini che le donne, verso le città e le fabbriche. Liberate le persone da questo gioco.

Allora i ragazzi avranno una buona educazione supportata da televisione e internet “corretti”. Le madri passeranno finalmente più tempo con loro invece che mandarli a scuola a tempo pieno. È una cosa buona lasciare un bambino di uno o due mesi fuori di casa dalla mattina alla sera? A cosa serve? Quanto fa bene? Chi ne guadagna? Miliardi di guadagni per i ricchi, oltre all’incrementare dei loro conti bancari, per danneggiare tutti e al tempo stesso smettere di darci piacere.

Dobbiamo quindi costruire una nuova percezione del mondo, una nuova prospettiva di vita: tutti lavorano il necessario per l’equilibrio sociale e non per una “prosperità” imposta. La vera prosperità riflette il fiorire delle nostre relazioni, con un sentimento di pienezza della vita e non un’estenuante competizione. Abbiamo avuto abbastanza competizione tra di noi per dei premi immaginari che si sciolgono nelle nostre mani.

È necessario portare tutti “giù per terra” in maniera cosciente e ponderata con l’aiuto dei nuovi bambini, per fargli mettere fermamente i piedi per terra, dopo questo periodo prolungato nel quale abbiamo tenuto le nostre teste in nuvole piene d’illusioni. Se non lo faremo, ci sarà uno scoppio e ci troveremo ad imparare attraverso i problemi e le sofferenze. Perciò è meglio dare inizio ai cambiamenti attraverso l’educazione e cerchiamo di alleviare i colpi che la società dovrà passare.

Non abbiamo altra scelta: la nuova economia ci deve abbassare gradualmente ad un livello di consumo equilibrato.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2011, “Un comandamento”)

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A breve inizierà una crisi colossale nell’UE

Opinione: (V.Belov, coordinatore dell’Istituto europeo RAN-Accademia Russa delle Scienze): Tra pochissimo in Europa inizieranno eventi colossali, collegati alla crisi della zona Euro. Io penso che vedremo questo da subito, saremo testimoni di questi eventi praticamente già da adesso, entro la fine dell’anno. L’Europa non ha più tempo. Eventi importanti toccheranno i rapporti con l’Euro e con la zona Euro.

Guardiamo l’essenza del problema: l’Euro zona è un’economia di diciassette paesi che è composta non solo da varie grandezze, ma anche da diverse realtà produttive e dalla concorrenza economica, questo in essenza fa crollare un’unione del genere. Se per il nord è importante l’esportazione delle merci con un alto valore aggiuntivo del prezzo, per il sud invece è importante l’esportazione dei prodotti alimentari, agricoli, del turismo e degli immobili.

Il mio commento: La salvezza si trova solo nel portare tutte le economie verso un’unica forma, un’economia basata sulla produzione ragionevole e di consumo, sulla quale non ci sia un’aggiunta di prezzo, ma che tutto venga calcolato soltanto su ciò che riguarda la necessità basilare della popolazione europea e poi anche di tutto il mondo. Finché non cambieremo i nostri rapporti come se fossimo un’unica famiglia, invece di pensare a farci concorrenza, non usciremo dalla crisi e ci avvicineremo alla guerra mondiale.

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