Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.01.2013

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Scritti di Baal HaSulam, Lettera 2
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Zohar per Tutti, Parashat “Shlah Leha”, punto 132, Lezione 13
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TES, Parte 9, Punto 132, Domande e risposte, Lezione 25
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Tema della Lezione: Emergenza
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Il pensiero è un oggetto materiale

Nelle Notizie  (dalla Ohio State University): “Dei pensieri negativi e indesiderati ti disturbano? Basta gettarli via.

“Se desideri sbarazzarti dei pensieri negativi indesiderati, prova a strapparli e a gettarli nella spazzatura.

“In un nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che quando la gente scrive i propri pensieri su un pezzo di carta e poi getta via il pezzo di carta, mentalmente scartano anche i pensieri. D’altra parte, le persone sono più propense a utilizzare i loro pensieri quando danno giudizi se prima li hanno scritti su un pezzo di carta e hanno infilato la carta in una tasca per proteggerlo.

Richard Petty, co-autore dello studio e professore di psicologia alla Ohio State University, afferma: “In qualunque modo etichetti i tuoi pensieri – sia come rifiuti che come meritevoli di protezione – sembra fare la differenza in che modo utilizzi quei pensieri”.

‘A un certo livello, può sembrare sciocco. Ma abbiamo scoperto che funziona davvero – lo gettare via materialmente o il proteggere i vostri pensieri, influenza il modo in cui si finisce per utilizzare quei pensieri. Semplicemente immaginare di impegnarsi in queste azioni non ha alcun effetto’.

Petty afferma: “I risultati suggeriscono che le persone sono in grado di trattare i loro pensieri come oggetti materiali,concreti. Questo è evidente nel linguaggio che usiamo”.

“Ma quanto è importante l’azione fisica di buttare via questi pensieri o mantenerli in tasca? Per scoprirlo, i ricercatori hanno condotto un terzo esperimento utilizzando dei computer. In questo caso, 78 studenti universitari spagnoli hanno scritto i loro pensieri in un documento informatico di elaborazione testi. Alcuni poi hanno utilizzato un mouse per trascinare il file nel cestino del computer, mentre altri hanno spostato il file su un disco di archiviazione.

“Proprio come negli studi precedenti, i partecipanti hanno fatto meno uso dei pensieri negativi che avevano cestinato – trascinandoli appunto nel cestino – rispetto a quelli che li hanno salvati trasferendoli su un disco”.

Il mio commento: Il pensiero non è solo materiale, ma è anche molto più forte di qualsiasi azione corporea, e, inoltre, rimane per sempre nella rete dei collegamenti spirituali esistenti tra di noi.
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Congressi: Un nuovo livello

Domanda: A quale nuovo livello dovremmo puntare prima dei congressi?

Risposta: Il nostro scopo è uscire da noi stessi, al di sopra.

Avvicinandoci assieme, noi cominciamo a sentire quanto questo ci allontana, come ci ritiriamo dentro noi stessi e non ci lasciamo avvicinare facendo un passo in più. Lo stato di repulsione rivelata, l’incapacità di andare più vicino è l’egoismo reale.

L’egoismo non è quel sentimento di cui facciamo esperienza nella vita quotidiana: a casa, al lavoro, comunicando con le persone. Questo è il piccolo egoismo animale non correlato all’ego che dobbiamo correggere.

Noi dobbiamo correggere precisamente quell’egoismo che appare durante i nostri sforzi nell’ avvicinarci gli uni agli altri. Il nostro lavoro è agire contro di esso.

Inoltre, in ogni azione successiva, l’egoismo ci allontana ancor più, e questo chiaro ammontare di pressione e la repulsione portano una persona a uno stato di disperazione. E se una persona non abbandona gli sforzi nel continuare ad agire contro questo, prendendo parte ad ogni evento, comincia a realizzare che l’aiuto può arrivare solo dall’Alto, solo se arriva una forza speciale poiché non è in grado di farcela da solo.

Di sicuro, è impossibile dirlo anticipatamente, “Non sono in grado di fare alcuna cosa, lasciate che qualcuno mi aiuti.” Per fare ciò, infatti, hai bisogno di raggiungere uno stato di disperazione. Ma questo avviene solamente quando hai messo ogni sforzo, riempito la misura della seah (“seah” è un’antica unità di misura) e neanche ancora hai raggiunto niente. Supponi di aver riempito l’intero “bagaglio” o “bicchiere” con i tuoi sforzi e poi al massimo, all’ultimo step tu percepisci: ”Questo è tutto! Solo dall’Alto posso ricevere l’aiuto, solo questo mi può aiutare.” E’ il momento in cui una persona ha un’opportunità di chiedere e riceve aiuto.

Puoi immaginare quanto sforzo dobbiamo fare? Ma se lo facciamo insieme, in un’aspirazione mutua, tutto accade molto velocemente, se fatto separatamente, può necessitare non solo di anni ma di incarnazioni.

Questo è il perché, usando i nostri eventi per unirci, noi continuiamo ad aver bisogno di sforzarci e preparare noi stessi a rompere lo scudo dell’egoismo, andare dietro ad esso e connetterci con gli stessi punti nel cuore. Cosi’ raggiungeremo la stessa cosa che spero gli uomini raggiungeranno al loro congresso. E così noi ci staremo unendo.
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(Dalla Lezione virtuale del 06.01.2013)

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Lezione virtuale – Fondamenti della Società Integrale – 27.01.2013

Fondamenti della Società Integrale
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.01.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Lettera 1
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Zohar per Tutti, Parashat “Shlah Leha”, Lezione 12
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TES, Volume 3, Punto 122, Lezione 24
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Shamati, Articolo 34, “Il Profitto di una Terra
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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“L’Europa nel 2013: Un anno di decisione”

Opinione (George Friedman, Presidente di Stratfor): “E’ la dimensione politica che è diventata la più importante, e non quella finanziaria. Può anche darsi che l’Unione Europea sia in procinto di trattare con i suoi bancari e potrebbe evitare altri problemi di debito sovrano, ma il prezzo che ha pagato oltre la recessione è ben più grave, la disoccupazione è a un tasso superiore a quello degli Stati Uniti d’America in generale, ed enormemente più alto in alcuni paesi.

“Siamo in grado di dividere l’Unione Europea in tre categorie misurando a confronto il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, che si attesta a circa il 7,7 per cento. Ci sono cinque paesi dell’UE con un tasso nettamente inferiore a questo (Austria, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi e Malta). Ci sono sette paesi con tasso di disoccupazione simile a quello degli Stati Uniti (Romania, Repubblica Ceca, Belgio, Danimarca, Finlandia, Regno Unito e Svezia). Gli altri 15 paesi sono al di sopra dei livelli di disoccupazione degli Stati Uniti, 11 hanno un tasso di disoccupazione tra il 10 e il 17 per cento, tra cui la Francia al 10,7 per cento, l’Italia all’ 11,1 per cento, l’ Irlanda al 14,7 per cento e 16,3 per cento in Portogallo. Altri due sono incredibilmente superiori – la Grecia al 25,4 per cento e la Spagna al 26,2 per cento. Questi livelli sono vicini al tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, al culmine della Grande Depressione.

“Per gli avanzati paesi industrializzati – tra i più potenti d’Europa, se è per questo – questi sono numeri mozzafiato. E’ importante considerare che cosa significano questi numeri socialmente. Tenete a mente che il tasso di disoccupazione salirà per i lavoratori più giovani. In Italia, Portogallo, Spagna e Grecia, più di un terzo della forza lavoro sotto i 25 anni è riferito come disoccupato. Ci vorrà una generazione per portare l’aliquota fino ad un livello accettabile in Spagna e Grecia. Anche per i paesi che rimangono a circa il 10 per cento per un lungo periodo di tempo, i tempi saranno più sostanziali, e l’Europa è ancora in recessione.

“Si considera disoccupato qualcuno del tipo 20%, magari con un titolo universitario. I numeri significano che non avrà mai una buona occasione o che non avrà mai la possibilità di proseguire la sua carriera prescelta e molto probabilmente non potrà mai ottenere un posto di lavoro a livello sociale che ha anticipato. In Spagna e in Grecia, il giovane – come pure il vecchio, – si trovano ad affrontare una catastrofe personale. Negli altri, la percentuale di fronte a una catastrofe personale è inferiore, ma ancora molto reale.

Si ricorda anche che la disoccupazione non riguarda una sola persona. Essa colpisce i parenti stretti, genitori e eventualmente altri parenti. L’effetto non è solo finanziario, ma anche psicologico. Si crea una cappa, un senso di fallimento e di terrore.

“Si crea anche disorientamento nei giovani pieni di energia e di rabbia. La disoccupazione è la radice di movimenti anti-statali a sinistra e a destra. L’estendersi di disoccupati disperati che hanno poco da perdere e pensano di avere qualcosa da guadagnare dal destabilizzare lo Stato. E ‘difficile quantificare il livello di razzismo e disoccupazione in questo tipo di disordini, ma non c’è dubbio che la Spagna e la Grecia sono in quella zona e che altri potrebbero esserci.

“E ‘interessante che, mentre la Grecia ha già sviluppato un movimento di destra radicale di una certa dimensione, il sistema politico spagnolo, mentre sta vivendo lo stress tra il centro e le regioni autonome, rimane relativamente stabile. Direi che la stabilità si basa su una convinzione che non ci sarà una soluzione per la situazione della disoccupazione. E’ una completa enormità che non è ancora affondato, neppure per il fatto che questo tipo di problema della disoccupazione non si risolverà rapidamente. È profondamente strutturale. Il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti durante la Grande Depressione è stato attenuato in misura limitata dal New Deal, ma ha richiesto la ristrutturazione della seconda guerra mondiale per affrontarlo davvero.

“Questo è il motivo per cui il 2013 è un anno cruciale per l’Europa.”

Il mio commento: Anche se l’anno 2013 non ci si aspetta di essere critico, ma di passarlo in silenzio, il tempo indebolisce l’UE e il mondo. Ci sono più problemi sociali, che economici, ma non possono essere risolti se non attraverso l’educazione della società, perché si è persa, non ha una guida, dei leader, e obiettivi. Le persone non possono essere gestite in queste condizioni, nulla di nuovo può essere offerto a loro. Ecco perché i leader scompaiono, e la barca è a dondolo in mezzo al mare.
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Tra due intenzioni

Domanda: L’intenzione è un elemento indipendente?

Risposta: L’intenzione è ciò che vogliamo dal desiderio di ricevere. Oggi non abbiamo una vera intenzione; oggi possiamo solamente giudicare dove sia meglio “rubare” qualcosa, dove sia possibile godere di più: da cosa, da chi, attraverso cosa, ecc. E’ impresso nel nostro desiderio di ricevere come conseguenza della frantumazione. Ma noi non riusciamo a considerare le due opzioni, le due intenzioni: per ricevere e per donare. Possiamo solamente calcolare il maggior beneficio personale che potremmo ottenere dalle opzioni che abbiamo. Controllo i miei desideri e scelgo l’opzione più promettente. Per quel che mi riguarda la domanda è cosa posso usare per il mio personale beneficio e dove posso realizzare il profitto maggiore.

L’intenzione di donare è al di sopra di tutto questo. In questo modo, verifico me stesso rispetto agli altri. Allora la mia domanda sarà diversa: come posso servire gli altri per donare loro il massimo che posso? Si tratta di un calcolo completamente diverso. Come posso riuscirci? Per riuscirci devo percepire gli altri e non me stesso: cosa è bene per lui? Cosa vuole? Di cosa ha bisogno? Devo essere reciprocamente incorporato in lui, perché in che altro modo sarebbe possibile ponderare tutte le opzioni?

Al fine di appagare il desiderio di donare, dobbiamo costantemente avanzare verso l’incorporazione negli altri fino a quando non raggiungeremo il vero amore. Ci troviamo sempre davanti ad un dilemma lungo i livelli spirituali, come se fossimo di fronte a due modi di chiarirsi – ci chiudiamo nel guscio e ci eleviamo di nuovo alla Santità.

Oggi, durante il periodo della preparazione, essendo al di sotto del Machsom (la Barriera), non siamo ancora entrati in questo livello. Studiamo e ci muoviamo in un gruppo, che poi diventerà per noi proprio un gruppo sacro. Qui è dove avanziamo, avanzando verso “l’Esodo dall’Egitto” al fine di elevarci con una considerazione altruistica e non egoistica.

Questa sarà la nostra nascita spirituale. Lo stesso si ha con un bambino che nasce ed incomincia a respirare, a mangiare, e a percepire il suo corpo. Dopo essere nato, il corpo incomincia a funzionare in base ad un nuovo chiarimento che prima non esisteva – un chiarimento più consapevole. Anche noi vogliamo passare ad un nuovo intendimento, nel nostro corpo e nel nostro desiderio.
[98215]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.01.2013, “600,000 anime”)

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La rivelazione della connessione reciproca

A partire da adesso in avanti, dobbiamo progredire autonomamente. E qui viene rivelato un punto molto interessante. Fino ad un certo momento, io ho sentito di essere completamente influenzato dai miei studenti. Durante quei momenti ho insegnato ai miei studenti in base allo stesso sistema imparato dai nostri padri spirituali.

Ma ultimamente ho compreso che senza sostegno, senza connessione, senza un lavoro reciproco generale, non riuscivo più ad insegnare loro. Per questo servono gli sforzi degli studenti, il loro aiuto, ed il lavoro reciproco. Tutto questo è essenziale. Se, da parte loro, c’è il desiderio, una mancanza, allora posso parlare e spiegare in un modo semplice. Se c’è uno sforzo allora, di conseguenza, possiamo fare passi in avanti. Questo significa che si sta realizzando un preciso processo di correzione. Siamo arrivati a questo punto.

Ne consegue che dipendiamo gli uni dagli altri. Dunque, io mi rivolgo all’intero gruppo mondiale poiché non sono in grado di fare nulla da solo. Se in passato vi ho spinti e sono riuscito a fare qualcosa, adesso tutto è chiuso. Il desiderio generale si trasforma in qualcosa di veramente reciproco, e l’unione e la connessione sono rivelate in esso.

Non è ancora il punto dove siamo arrivati, perché nel frattempo tutto sta avvenendo senza alcuna connessione al nostro desiderio. Ma dobbiamo capire che è solamente attraverso un generale sforzo reciproco, sia vostro che mio, che saremo in grado di andare avanti. Si presenteranno davanti a noi delle nuove opportunità per esprimere le nostre idee, per dare nuove spiegazioni e, sebbene il sistema rimanga lo stesso, poiché tutto proviene dalla Luce e dal Kli, una nuova forma di presentazione e di riconoscimento si presenterà, la sua percezione.

Dunque, vi richiedo fortemente di essere più attivi, di partecipare di più a tutto, di connettervi alle lezioni. L’avanzamento generale dipende solamente dalle nostre reciproche azioni! Risolviamo insieme questo problema, visto che le azioni di correzione sono possibili solamente attraverso i nostri sforzi diretti a prenderci carico dell’ego e a porci al di sopra di esso con una qualità opposta. Se non ci saranno sforzi, allora non ci sarà alcuna correzione.

In nessun caso un uomo dovrebbe annullare l’ego. Dobbiamo elevarci al di sopra di esso. Sopprimere l’ego significa non permettergli di comandarci, ma allo stesso tempo significa sentirlo, viverlo, ed elevarci al di sopra di esso nelle nostre azioni. Questo lavoro deve essere rivolto solamente al mio gruppo mondiale e al Creatore.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 09.12.2012 lezione 5)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.01.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti Sociali di Rabash, “Alzatevi in piedi oggi, tutti voi
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Lecha”, Lezione 11
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Scritti di Baal HaSulam, Talmud Eser Sefirot, Parte 1, Histaklut Pnimit (Osservazione interiore), Lezione 2
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Scritti di Rabash. Lettera 29
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Workshop di donne con Rav, Solo Domande
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Workshop di Unità
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Shamati, Pagina 133, Articolo 42 “Che cos’ è l’ Acronimo Elul nel Lavoro”
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Preparazione alla Lezione
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KFS, “Introduzione alla Saggezza della Kabbalah”, Pagina 569, Item 7
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Scritti di Baal HaSulam, Lettera 52
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Workshop con Rav, Solo Domande
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Workshop di Unità
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ll desiderio, brucia!

Baal HaSulam, Shamati 241, “ChiamandoLo mentre Egli è vicino:
Pertanto, quanto il Creatore vuole portarlo fuori dalla fitta foresta, Egli gli mostra una Luce remota, e la persona raccoglie i resti della sua forza per camminare sul sentiero che la Luce gli mostra, al fine di conseguirla.

Ma se uno non attribuisce la Luce al Creatore, e non dice che il Creatore lo sta chiamando, allora la Luce per lui è persa, ed egli rimane giacente nella foresta.

Ogni momento della nostra vita avviene sotto l’influenza della Luce, la proprietà di dazione, il Creatore. E se una persona prova a rivelare quest’influenza dall’Alto, per collegare il suo sentiero al Creatore, malgrado egli non veda, non senta ancora tale connessione, allora tutti i momenti della sua vita gli attribuisce alla Prima Causa, alla forza superiore.

Il Creatore gli dà le opportunità di compiere gli sforzi, nell’oscurità e nella luce, in svariate condizioni. Grazie a questo, una persona crea e calibra il suo senso per percepire il Creatore, e dunque ad ogni passo, ad ogni evento e stato, in ogni situazione, egli vede la forza del Creatore in modo più chiaro come la causa di ciò che accade finché non Lo rivela (rivela il Creatore) su una base costante.

Inizialmente, la persona aveva soltanto una sottile sensazione dal di dentro, da qualche fonte nascosta. Questa fonte si manifesta in tutti i tipi di circostanze, e gradualmente la persona si rende conto che questo è il Creatore che dimostra questa o quella forma di relazione verso  lui. La persona impara a collegare ogni cosa ad una sola Causa, oltre la quale non vi è nulla. Elevandosi al di sopra degli eventi della sua vita, egli comprende: essi sono tutti progettati per lui per rivelare il Creatore in tutto il tempo. Ecco perché egli deve passare attraverso stati diametralmente opposti.

Ora la persona vede che tutto va per il meglio, e costruisce una base dentro di sé, “Non vi è nessuno tranne Lui, il Benevolo che fa del Bene.” Qualunque cosa accada, la persona capisce che il Creatore lo risveglia, lo modella in ogni secondo della sua vita. Ogni cosa è diretta alla connessione con il Creatore, che ordina e corregge tutte le proprietà di una persona, in modo che in ciascuna di esse la persona senta solo Lui, come il Benevolo che fa del Bene.

Così noi avanziamo, chiamandoLo mentre (Egli) è vicino. Quando si presenta uno sforzo, la persona riconosce che i momenti attuali vengono dal Creatore; egli deve capire che anche gli sforzi sono stati richiamati dall’Alto. Il Creatore vuole che la persona Lo riveli. Persino un contatto piccolo e leggero è pur sempre vicinanza, ed ora è necessario rafforzare il legame che ne è emerso.

Tuttavia è impossibile rafforzare le relazioni nella persona stessa. Dopo tutto, ognuno di noi ha soltanto un esile punto, che rappresenta l’inizio dell’anima, un desiderio altruistico. Questo è solo una scintilla della Luce Riflessa-l’intenzione di dare che avevamo prima della frammentazione. Così, se sono vicino a questa scintilla, se risplende e cerca di ascendere sopra tutti i desideri cosicché insieme a loro si possa stabilire la connessione con il Creatore, allora io devo unirmi con le altre scintille, così come era prima della frammentazione quando erano tutti uniti nella fiamma generale, nella grande Luce.

Abbiamo bisogno di questa Luce Riflessa di una tale forza che insieme prevaleremo sul desiderio comune nel primo grado spirituale. Unendo le nostre scintille nel fuoco generale della Luce Riflessa, ci sforziamo di essere nella dazione, nell’unità sopra l’egoismo, e pertanto creiamo il primo vaso spirituale per la dazione, ed in esso, in accordo alla legge dell’equivalenza della forma, riveliamo il Creatore.

Abbiamo quest’opportunità, soprattutto dopo così tanto sforzo investito. Dobbiamo ringraziare gli amici che sono venuti da lontano per i loro sforzi perché vengono al costo di molto lavoro e soldi. Tutto ciò viene aggiunto allo schermo, alla Luce Riflessa, al superamento, che dobbiamo realizzare per il bene dell’unità.

Ora creiamo condizioni speciali per sforzarci costantemente a stabilire un contatto, senza lasciarci uscire dall’intenzione generale, dall’idea comune. Dobbiamo vivere in essa-questo è l’esercizio che pemette l’ingresso al mondo spirituale. Noi siamo insieme e ognuno sente dentro di sé che egli include tutti gli altri in sé stesso e che con loro, egli è come una sola forza, una sola sensazione, in adesione.

Così, raggiungeremo un grado spirituale, e allora saremo in grado di ritornare alla vita normale, ed essa non ci distrarrà, bensì verranno solo aggiunti nuovi livelli di desideri, “materiale” per il fuoco, per far crescere la Luce Riflessa.

Dopo tutto, così come una persona non può rivelare il Creatore con la sua scintilla, così nella nostra unità noi possiamo rivelare la forza di dazione relativamente piccola. A confronto con lo stato attuale, sarà una grande Luce, la rivelazione del Creatore, qualcosa di enorme. Vedremo e sentiremo come sono interconnesse tutte le parti della realtà, come la forza superiore condiziona ciascuno nella rete unificata-al di sopra del tempo, in ogni epoca, in tutte le anime individuali. E allora, uscendone con questa forza, inizieremo a venire in contatto con gli eventi correnti di questo mondo, sulla strada di casa, a casa, al lavoro…

Poi, avremo bisogno di rafforzare la forza di dazione, nonostante tutti i “disturbi“, che sono in realtà aggiunte di “materiale” che ci permette di mantenere il fuoco. Il desiderio di ricezione man mano che crescerà aggiungerà “legna da ardere” in questa fiamma, moltiplicando la Luce rivelata nell’unità fra noi, che diventerà più forte nella connessione con il mondo.

Allora, qui dovremmo vedere l’inizio del grande sentiero. Dopo tutto, il nostro scopo finale non è solo quello di unirci e rivelare il Creatore. Vi sono tre fasi; l’inferiore dovrebbe vedere il superiore e essere consapevole del superiore sopra di lui. Poi, connetteremo la forza dei disturbi dall’intero mondo a noi e li bruceremo nella nostra “fornace.” Questa forza diverrà “carburante” per noi e ci aiuterà a rivelare il Creatore tra noi sempre più.

Quindi, non si dovrebbe essere dispiaciuti di ciò che accade dopo il congresso, “Devo ricominciare tutto da capo? Dove ritorno?” No, dopo i nostri sforzi, quando torneremo nel mondo, saremo diversi. Avremo le forze per connettere il mondo a noi, facendoci seguire, ed esso ci rifornirà con il “carburante” che accende il desiderio di dazione che regna tra noi.

E tutto ciò inizia con un piccolo punto, quando una persona prova a rivelare il Creatore, che sta dietro il suo desiderio per gli amici e lo spinge a unirsi con loro.
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(Dal Congresso di Arava del 17.01.2013, Lezione 1)

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