Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.04.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, “Uno deve sempre vendere le travi della sua casa
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Zohar per Tutti, Parashat “Vaetchanan”, Lezione 10
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 3, Parte 10, Punto 46, Ohr Pnimi, Lezione 25
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Scritti di Rabash, “Cosa cercare nella riunione degli Amici
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Una grande responsabilità e orgoglio per la nostra missione

Shamati # 69,Prima sarà la correzione del mondo“: quindi, quando gli individui in tutto Israele saranno corretti, il mondo intero sarà corretto in modo naturale. Ne consegue che le nazioni del mondo verranno corrette nella misura in cui noi ci correggiamo. Questo è il significato di ciò che i nostri saggi hanno detto, “Il meritevole – condanna se stesso e il mondo intero a una scala di merito”. E non hanno detto, “condanna tutto Israele“, ma “il mondo intero ad una scala di merito”. In altre parole, l’interno correggerò l’esterno.

Perciò abbiamo bisogno di essere più interessati e più preoccupati che i nostri atti non restino solo atti privati che appartengono alla persona che li compie nei confronti degli amici, del gruppo, e anche dell’intera nazione di Israele, ma piuttosto dovrebbero essere diretti verso il mondo intero.

Chiunque possiede la possibilità di correggere se stesso è chiamato “Israele” “Yashar-Kel – dritto al Creatore”, e deve sapere che ha ricevuto questa capacità di determinare la correzione di tutto il mondo.

Questo obiettivo gli è stato dato dall’Alto ma è anche stato richiesto da lui. Questo è il suo destino e non vi è libertà di scelta. La scelta è solo nel modo in cui l’uomo si renderà conto di questa missione che gli è stata affidata. Pertanto, abbiamo bisogno di creare un’atmosfera tale che aiuterà ciascuno di noi a realizzare al 100% il suo destino, per eseguire ciò che il Creatore esige da lui e ha messo su di lui, scegliendo che lui sia la parte che corregge il mondo e non la parte che viene corretta.

Questa è una responsabilità molto grande. Ognuno ha bisogno di vedere se stesso in un ruolo e non solo facendo quello che si presenta nella sua mente e rifiutando di ricevere il lavoro che non gli piace. Questo è un lavoro che non si ferma nemmeno per un istante, ogni giorno. E in questo lavoro ci imbatteremo in disturbi che ci getteranno in un approccio egoistico privato. Quindi deve essere un’opinione generale della società che terrà l’uomo in modo che egli possa vedere tutta la sua vita a tutte le ore come l’ esecuzione di una missione importante, come la madre che è responsabile per i suoi bambini e per tutto il tempo deve pensare a loro.

E con una grande responsabilità deve esserci anche l’importanza dello scopo e un orgoglio verso il compito che ci obbliga a realizzare e servire il mondo intero. Abbiamo ricevuto questa missione e dobbiamo realizzarla.
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“S & P avverte riguardo a situazioni socialmente esplosive nell’Eurozona”

Nelle notizie (da Reuters): “Standard and Poor prevede un alto rischio che la Spagna, l’Italia, il Portogallo e la Francia non siano in grado di portare a compimento le riforme necessarie, quindi i disoccupati diventeranno sempre meno disposti a sopportare l’austerità, lo ha detto al giornalista il capo della S & P Germania, Torsten Hinrichs.

“L’alto tasso di disoccupazione in Spagna, Italia e Francia è socialmente esplosivo,”Hinrichs è stato citato su quanto ha detto al Monday Neue Osnabrücker Zeitung”.

“‘Ci deve essere un consenso sociale per le misure di risparmio. L’elevato tasso di disoccupazione … non aiuta.’

“Hinrichs ha detto che il popolo Spagnolo e del Portogallo hanno già dimostrato di essere disposti a sopportare misure di austerità, ma questo non può continuare per sempre.'”

Il mio commento: E ‘necessario annunciare immediatamente l’introduzione dell’educazione integrale per i beneficiari dei sussidi di disoccupazione e per testare la sua efficacia per almeno un mese, allora l’esplosione sociale non diventerà una minaccia, ma, al contrario, “dal nulla” il generale senso di sicurezza e benessere aumenterà. Si tratta di psicologia elementare…
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.04.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 61 “Intorno a Lui c’era una Potente Tempesta
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Zohar per Tutti, Parashat “Vaetchanan”, Lezione 9
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Scritti di Rabash, Igrot, Lettera 59
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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Igrot, Lettera 28
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Zona ad alto voltaggio nel centro del gruppo

Possiamo trovare il Creatore solo nel vaso che creiamo da soli. Perciò si dice che la creatura forma il Creatore. Che cosa vuol dire, perché suona come un’eresia? Il fatto che si costruisca il vaso in cui si vogliono scoprire gli attributi della dazione da noi stessi significa che stiamo formando il Creatore.

Lo sentiamo solo nella forma in cui è rivestito nella materia, chiamato Bo-Re (vieni e vedi) che è il Creatore (Bore) e non in ciò che è esterno ad esso. Questo rivestimento esiste in una radice precedente, naturalmente, della quale non parliamo e non raggiungiamo; la nostra realizzazione è possibile solo fino al confine chiamato Bo-Re.

Quindi, nel workshop che abbiamo avuto ieri sera sul tema: “Non c’è nient’altro all’infuori di Lui,” ho cercato di spiegare che questo concetto è raggiunto solo nel centro del gruppo. Non c’è nessun altro posto dove possa essere raggiunto, e non possiamo dimostrarlo a noi stessi in qualsiasi altro modo. Solo se tutti noi, con il nostro ego negativo, anelassimo per la rivelazione del collegamento positivo tra di noi, possiamo creare una tale alta tensione tra le forze opposte che in ciascuno di noi ci sono: un “meno” e un “più”, che può essere raggiunto solo nel gruppo. Allora diventa compatibile con l’altezza del livello spirituale, e possiamo elevarci ad esso.

Il Creatore non ha avuto altra opzione che distruggere il vaso inizialmente, e consentirgli di sviluppare la sensibilità per gli attributi della dazione. E ‘impossibile farlo senza sentire questo e il desiderio di ricevere all’interno del recipiente.

Il Creatore è solo la forza di donare. L’essere creato è inizialmente solo una forza di ricevere. Così per assomigliare al Creatore, deve includere in Lui queste due forze: la forza di donare e la forza di ricevere, una sopra all’altra. Possiamo stabilire questo stato solo nel gruppo. Questo è quello che volevo farvi sentire nel workshop in modo che si capisse che è impossibile adempiere a questo senza un gruppo.

Nel frattempo l’equilibrio della forza è tale che ci siamo lasciati con un meno grande, non siamo entrati nei confini del gruppo ancora. Ognuno è in qualche maniera per la propria strada verso di esso, tutelando se stesso e non volendo entrarci.

Dobbiamo proteggere i nostri meno, e devono essere grandi. Si continuerà a crescere in quanto il negativo viene creato dalle Reshimot (geni spirituali). Nel momento in cui si riesce a gestire, in qualche modo, una nuova Reshimò verrà visualizzata immediatamente. Ma finché non stimolate voi stessi a lavorare e non soddisfate la Reshimò precedente, la nuova Reshimò non apparirà.

Le Reshimot sono rivelate in una catena, una dopo l’altra, secondo il piano. Ma il problema è che non si sviluppano i nostri “più” e così nel frattempo restiamo nel livello della conoscenza potenziale ma non nel suo reale adempimento. Al fine di essere sentito come parte della nostra realtà, dobbiamo creare un gruppo, uno spazio condiviso tra di noi, in cui possiamo formare il Creatore (“vieni e vedi”).

Il Creatore si forma in noi quando il desiderio di ricevere rimane all’interno, e all’esterno si assume la forma della dazione, che significa “ricevere al fine di dare.” Ricezione sotto e dazione sopra, e insieme sono chiamati il Creatore.

Per fare questo, dobbiamo piegare la testa e annullare il nostro orgoglio, dovremo strisciare al gruppo “a quattro zampe”, come riconosciamo il fatto che siamo un “animale”, la cui testa è meno valorizzata rispetto al proprio corpo giacché si preoccupa costantemente di come servire il corpo. Quando si piega la testa sotto il corpo, vorrà dire che avete raggiunto la consapevolezza che è inutile e quindi sarete in grado di essere Adamo, l’essere umano.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 17.02.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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I robot ci portano via il nostro lavoro?”

Opinione (Andrew McAfee, ricercatore principale presso il “Centro per il Business Digitale” presso la MIT Sloan School of Management, autore di Enterprise 2.0 e “La gara contro le macchine” (con Erik Brynjolfsson ): “Come si è visto, quando decine di milioni di persone sono disoccupate o sottoccupate, c’è una buona dose di interesse per cosa la tecnologia può fare per questa forza lavoro. E mentre guardo il discorso, mi sembra che sia concentrato esattamente sull’argomento giusto, ma, al tempo stesso, manca l’obiettivo su cui puntare il tutto. L’argomento è focalizzato sulla questione: se tutte queste tecnologie digitali influenzano o no la capacità delle persone di guadagnarsi da vivere, o, per dirla in un modo differente, sono i droidi che prendono i nostri posti di lavoro? E c’è qualche prova che sia veramente così ? […]

“I profitti delle imprese sono piuttosto alti. Infatti, se si guardano i profitti bancari, sono più alti di quanto siano mai stati prima. E gli investimenti delle imprese sono cambiati in attrezzature hardware e software a un livello molto alto. Ormai le aziende ottengono così i loro libretti degli assegni. […]

“In breve, sì, i droidi stanno arrivando nei nostri posti di lavoro. In breve termine, riusciamo a stimolare la crescita di posti di lavoro, incoraggiando l’imprenditorialità e gli investimenti in infrastrutture, in quanto i robot ancora oggi, non sono molto bravi a fissare ponti. Ma nel non-troppo-lungo termine, credo, entro i tempi di vita della maggior parte delle persone in questa stanza, stiamo per transitare verso un’economia che sarà molto produttiva, ma che proprio non avrà bisogno di tutti questi lavoratori umani, e la gestione questa transizione sarà la più grande sfida che la nostra società dovrà affrontare. Voltaire ha riassunto questo. Egli disse, ‘Il lavoro ci salva da tre grandi mali: La noia, il vizio e il bisogno’ “

Il mio commento: Se escludiamo la rivolta popolare contro le macchine e il progresso tecnologico in generale, l’unica cosa che ci rimane da fare è di occupare i disoccupati, il metodo più affidabile e necessario per questo è l’educazione integrale, in cui la gente potrà cominciare a capire l’essenza di quest’epoca e delle necessarie modifiche che si dovranno fare in loro e nella società.
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Dalla teoria alla pratica

Domanda: Si sa che se un uomo non diventa egli stesso un padre, non può capire cosa significhi esserlo. Anche i numerosi esempi che ha davanti a sé non possono aiutarlo, fino a quando non assumerà le responsabilità di un padre e sentirà i doveri, la cura e l’amore. Anche gli stati futuri vengono studiati teoricamente, senza capire cosa voglia dire in realtà essere responsabili del livello inferiore….

Risposta: Assolutamente. Però, a noi viene data la possibilità di realizzarlo. Prima di tutto, una persona si annulla davanti all’insegnante, al gruppo, agli studi, al mondo e al Creatore. Restando nel vostro ambiente, verificate fino a che punto siete in grado di avanzare in questa direzione. In questo modo, vi preparerete per un auto-annullamento qualitativamente maggiore.

Domanda: Ma questo non è ancora reale – è un auto-annullamento teorico. Proprio come un uomo ascolta dei consigli sul vivere sano fino a quando la malattia non lo costringe a seguire le indicazioni del dottore.

Risposta: Ecco perché il nostro metodo contiene alcune parti. Il mondo ha un’influenza su di voi; vi unite ad un gruppo che studia con un insegnante attraverso dei libri speciali scritti dai saggi. In questo caso siete influenzati da una gamma di fattori e, inoltre, dovete percepire che la forza superiore è dietro a tutto questo, e che non c’è niente a parte questa forza. E allora, in base a queste manifestazioni, vedrete come annullarvi davanti ad esse.

Inoltre, esse vi spiegano che in realtà il “quadro” esterno è intrecciato con le nostre parti interiori della percezione: dovete unirvi ad una di queste parti e rifiutare le altre.

In una parola, vi viene dato un campo dove lavorare e tutto dipende se lo accetterete oppure no. Non vi potete isolare dagli altri, “Che cos’è un insegnante per me? Tutto è chiaro senza un insegnante. Perché ho bisogno degli amici? Ho la mia testa. Posso capire meglio i libri da solo che con gli altri. Non devo niente al mondo, può bruciare…”

Invece, se sentirete di aver bisogno di tutto questo, che questa è la proiezione della vostra anima, vi dovrete avvicinare a queste parti, includerle in voi stessi in base al principio “Io abito in mezzo al mio popolo“, allora il quadro appare in una luce diversa. In questo modo, aumenterete la vostra sensibilità, andrete verso il cambiamento, e risparmierete un sacco di tempo. Inoltre, il vostro atteggiamento verso il cambiamento si trasformerà; adesso lo desidererete.

Questa è la preparazione, un passaggio obbligatorio prima del passaggio dalla teoria alla pratica.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.03.2013, ”Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.04.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 36 “Cosa sono Tre Corpi in un Uomo
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Zohar per Tutti, Parashat “Vaetchanan”, Lezione 8
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Scritti di Rabash, Articolo 23
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Sopravvalutiamo tutto

Notizie (da PsyBlog): “Non importa cosa sia – un paio di jeans, una macchina o anche una casa – nel momento in cui un oggetto diventa di nostra proprietà, subisce una trasformazione.

“Poiché lo scegliamo e lo associamo a noi stessi, il suo valore aumenta immediatamente. Se qualcuno ci chiede di venderglielo, è molto probabile che ne aumentiamo di molto il prezzo, più di quello che noi saremmo disposti a pagare.

“Si tratta di una propensione cognitiva chiamata ‘l’effetto-possesso’.

“Questa è la ragione per cui alcune persone hanno delle soffitte, dei garage e dei magazzini pieni di rifiuti da cui non sopportano di separarsi. Quando si possiede qualcosa, si è portati a stabilire il suo valore finanziario molto più alto di quello che le altre persone farebbero.

“Se viene testato in via sperimentale l’effetto-possesso può essere sorprendentemente forte. Uno studio ha stabilito che i possessori dei biglietti di una partita di basket li avevano sopravvaluti di ben 14 volte il loro valore. In altre parole, le persone volevano 14 volte di più di quello che le altre persone erano disposte a pagare. Tuttavia, questo è un rapporto particolarmente alto e il rapporto in generale dipenderà da cosa si tratta.

“L’effetto-possesso è particolarmente forte per le nostre cose molto personali e che associamo con l’io, come un gioiello che ci ha regalato il nostro partner. Allo stesso modo sopravvalutiamo anche le cose che abbiamo da molto tempo”.

Il mio commento: Questo è l’effetto del nostro egoismo. Una perdita è sentita come più dolorosa della perdita dell’opportunità di un acquisto di equivalente valore perché l’egoismo include le cose nel “suo” possesso, e “il possesso dell’io” ha più valore di ciò che è “al di fuori dell’io”.

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Cosa mi tira indietro?

Baal HaSulam “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 10: E’ così perché Egli non ha alcun interesse nella ricezione, solo nella dazione, mentre le Klipot non vogliono nulla della dazione, ma solo ricevere per se stessi, per il proprio piacere, non c’è maggiore opposizione di questa.

Domanda: Che cos’è una Klipa?

Risposta: La Klipa è qualcosa che mi impedisce di avvicinarmi al Creatore. La riconosco come la forza che mi mette davanti degli ostacoli.

Effettivamente, cosa mi può ostacolare?

Io voglio godere, e questo significa che tutti i tipi di piacere mi sono di ostacolo; mi distraggono, mi allontanano dal somigliare al Creatore, e mi trattengono dall’avanzare verso l’unione e la dazione. Questi sono i piaceri che sono chiamati “sudiciume”.

Quindi la Klipa è qualcosa di estremamente piacevole. Diciamo che mi piace rilassarmi a casa più che incontrare un gruppo di amici. E’ molto più piacevole per me non pensare al mondo e alla correzione, ma a quello che mi riguarda personalmente. E’ molto più importante per me prendermi cura dei miei figli che non del mio prossimo’

Ma la vera Klipa è quando sento che avanzo verso il Creatore lungo un certo cammino e posso dunque portare a Lui piacere ma, improvvisamente, scopro che è più piacevole e comodo deviare da qualche parte, farsi distrarre da qualcosa. La Klipa è questo: se sembra che si attacchi ai miei vestiti e mi trascini indietro.
Non possiamo capire tutto questo fino a quando non acquisiamo l’intenzione al di sopra del desiderio, fino a quando non usciamo dal desiderio e non incominciamo ad agire in base all’intenzione.

Agire in base all’intenzione significa applicare la restrizione (Tzimtzum) al desiderio di ricevere. Io devo rendermi indipendente da questo desiderio ed essere completamente libero di scegliere. In altre parole, al di là del mio desiderio, io posso decidere da me stesso che lavorerò con questo desiderio al fine di ricevere. Ho l’opportunità di lavorare al fine di donare, ma decido di fare il contrario. Il sudiciume è questo. Al contrario, se non avessi alcuna scelta, non ci sarebbe nulla da chiedermi. Ricevere con l’intenzione egoistica è la Klipa che attraversa tutte le nostre ascese fino alla fine della correzione. Ci viene sempre richiesto di prendere una decisione difficile – come comportarci, per ricevere o per donare?

Stiamo parlando del lavoro con le Luci e con i vasi del desiderio egoistico, non solo del rifiuto dei “piccoli” piaceri del mondo. Mi viene richiesto di prendere una decisione di una certa importanza quando incomincio a sentire che c’è un re, egoista per natura. Questo è il rovescio del Creatore, e credo che sia quello che domina sul mondo. E’ così che dovrebbe essere, ed io decido in queste condizione.

Inoltre, la decisione è possibile solamente se mi elevo al di sopra della restrizione, se sono indipendente. Questo succede quando decido di godere solo per ricevere, e ritorno alla Klipa.

In generale, le forze del sudiciume spingono con forza un uomo in avanti verso il traguardo. Lo risvegliamo in un modo tale che, come colui che scala una montagna, egli deve elevarsi al di sopra di esse, superarle, e salire fino alla cima del palazzo del Re. Ed ogni suo passo è un innalzamento al di sopra del sudiciume.

La Klipa è l’essenza della materia della creazione, il desiderio di ricevere che ha preso la sua forma egoistica e che ci appare in questo modo. Ecco perché è impossibile fare un passo in avanti senza essere connessi alla Klipa.

Ma, naturalmente, non ci connettiamo ad essa da soli. Dobbiamo sempre restare sulla linea di destra, e allora le forze del sudiciume arriveranno al momento giusto e nella forma giusta.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.03.2013”Introduzione al Libro dello Zohar”)

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