Un membro attivo della società

Domanda: I gruppi integrali si concentrano su una persona che tenta di andare oltre il suo ego, per salire sopra di esso, per essere integrato con gli altri partecipanti nel gruppo. Insieme a questo, si raccomanda di allontanarsi dalla vita regolare, di lasciare tutto dietro alla porta del gruppo.

Risposta: No, le persone non si isolano dalla società esterna. Questo non è ascetismo; non è entrare in una cella chiusa, anzi è un lavoro sulla nostra natura.

Una persona continua a partecipare alla vita della società in modo regolare. Ha una famiglia, bambini, lavoro; in altre parole, è un membro regolare della società. Però insieme a questo appare in lui una nuova direzione nella vita, filosofia di vita, che sorge in valore e annulla il suo normale modo di vivere.

Lui può cambiare il suo lavoro in modo che sarà più facile studiare, lui può cambiare la sua residenza per essere più vicino al gruppo, ma non lascia la società; non deve rinunciare a nulla. Al contrario ad un certo punto quando scopre un po’ il metodo integrale, una persona comincia a rivolgersi a più ampi ambienti nella società. Quando lui è diventato un maestro completo del metodo, esce dalla società e comincia ad applicarlo lì.
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(Da Kab.TV “Un Mondo Integrale” 26.10.2013)

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Tra due autorità

Ci potrebbe essere una condizione in cui una persona rimane dentro il gruppo fisicamente, va alle lezioni, partecipa ad ogni genere di attività ed eventi, ma di fatto ha già lasciato il percorso ed il suo cuore si trova in un altro posto…

Domanda: Com’è possibile fare attenzione e stare in guardia in una situazione del genere?

Risposta: Solamente attraverso l’umiltà ed abbassando la testa. L’ego brucia in tutti, e perciò la mia prima azione è l’annullamento verso il maestro, le lezioni, ed il gruppo. Prima di tutto, io non sono affatto la persona più saggia tra tutti gli studenti; è invece l’opposto, voglio che siano loro a stabilire il mio modo di vivere. Per cui, se faccio le cose così da solo, realizzerò esattamente la volontà del mio ego. E allora non sarò più nel gruppo. Nel momento in cui abbandono il “treno”, mi ritrovo immediatamente sotto il dominio dell’amore per me stesso.

In generale, si hanno solamente due “autorità”: il gruppo, che comprende il Rav, gli amici, i libri, ed il Creatore, che compongono un’entità completa; io ed il mondo.

Domanda: Io mi posso “sottomettere” esternamente? Ma come ci si sottomette internamente? Cosa ci faccio con i miei pensieri e le mie emozioni? Può una persona sottomettersi al gruppo?

Risposta: Ci sono due “valori”: Da una parte, il gruppo che attira l’ Ohr Makif (la Luce Circostante), e dall’altra parte, l’ego ed il mondo esterno. Quindi, cos’è più importante per me?

Certamente non mi posso garantire da solo il mio domani, ma se vengono usate tutte le possibilità che si trovano nella mia autorità, allora posso far pendere la bilancia dalla parte giusta. Non c’è altro modo.

Domanda: Se vedo che il mio gruppo non equipara sufficientemente lo spirito di Bnei Bruch, come mi posso sottomettere agli amici?

Risposta: Prova a “sottomettere te stesso a loro” tranne che in ciò che devi aggiungere a loro.

I genitori si soggiogano rispetto ai loro figli, non perché iniziano ad ascoltare le loro opinioni. Invece, la loro sottomissione deriva dall’attenzione e dalle premure che hanno per loro. Una mamma dà al suo bambino ciò di cui ha bisogno e non ciò che vuole. Il bambino può urlare: “Dammelo!” ma lei non glielo darà, ed in questo modo, da parte sua, lo sta servendo fedelmente.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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La demenza è la peste del 21° Secolo

Dalle notizie (di France24): “I ministri della sanità dei Paesi del G8 si sono incontrati a Londra mercoledì per affrontare il problema della demenza, una bomba ad orologeria secondo gli esperti, si prevede infatti che i casi aumenteranno molto visto l’invecchiamento della popolazione a livello mondiale.

“I ministri del Gruppo degli 8 Paesi più ricchi si sono incontrati per la prima volta per confrontarsi su questa malattia incurabile, che colpisce 44 milioni di persone in tutto il mondo, la maggior parte delle quali anziane.

“Essi sperano che creando un fronte comune, il summit sarà un punto di svolta nell’affrontare la malattia.

“I malati di demenza, di cui l’Alzheimer è la forma più conosciuta, spesso finiscono per avere bisogno di assistenza a tempo pieno, visto che essa colpisce la loro memoria, le capacità cognitive ed altre funzioni cerebrali.

Alzheimer’s Disease International, in un rapporto della settimana scorsa, ha segnalato un dato allarmante: il numero di malati è previsto in forte aumento, triplicherà fino a 135 milioni entro il 2050, dato che l’aspettativa di vita sta aumentando in tutto il mondo.

“La gestione della demenza è costata globalmente all’incirca 604 miliardi di dollari (440 miliardi di euro) nel 2010, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Il Commissario europeo per la Sanità, Tonio Borg, ha annunciato un budget di 1.2 miliardi di euro per la ricerca medica nel biennio 2014-15, che includerà anche la demenza e le malattie neuro-degenerative.

“La demenza causa sbalzi di umore e problemi a ragionare e comunicare, oltre alla perdita di memoria.

“La maggior parte dei tipi di demenza peggiora progressivamente e non può essere curata. Farmaci e terapie vengono utilizzati per alleviare i sintomi.[…]

“Dato che l’aspettativa di vita è in aumento, la nostra generazione affronterà una sfida davvero unica: quegli anni in più alla fine della nostra vita saranno anni che attenderemo volentieri, oppure saranno anni che finiremo per temere?” ha detto il ministro della Sanità britannico Jeremy Hunt.

“Uno su tre di noi avrà la demenza. E se non riusciremo a fare meglio, per uno su tre quegli ultimi anni saranno anni di agonia, grande sconforto e disperazione, e non solo per quanti tra noi saranno affetti dalla malattia ma anche per le nostre famiglie, i nostri amici e quanti amiamo.”

Il mio commento: La Natura è un sistema globale, integrato, chiuso e se vogliamo ricevere da essa più di quanto è ragionevolmente necessario per la nostra esistenza, allora paghiamo con qualcos’altro. Solo se arriveremo alla forma integrale, consumando in modo sensato e non da ingordi e con una buona connessione tra noi, potremo portare l’intero sistema della creazione in equilibrio e così sradicare il problema di tutte le malattie.
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Evitare il destino fatale

Domanda: Penso che una persona contemporanea abbia bisogno di avere una comprensione chiara di ciò che sta succedendo nel mondo. Egli sta assorbendo un flusso di informazioni dei disastri naturali, di eventi tragici e problemi sociali, però non ha ancora un’immagine chiara di cosa stia succedendo.

Risposta: Naturalmente dobbiamo vedere il sistema completo in generale. Però una persona contemporanea non avverte ancora la paura universale per il futuro. Per questo, deve trovarsi su un livello completamente diverso, avere una visione del mondo più ampia e avere la capacita di vedere orizzonti lontani. A mio parere, questa paura apparirà nelle persone semplici quando la natura comincerà a risvegliarci tramite catastrofi gravi che scuoteranno la persona: qualcosa senza precedenti si sta avvicinando e non si riesce ad evitarlo.

In qualche modo è possibile ammorbidire, celare, fuggire o nascondersi da ciò che succede in una società. La persona non si sente ancora come un coniglio messo alle strette che vede avvicinarsi un boa. In questo stato, non possiamo fare nulla perché la natura stessa ci scuota in modo da portarci alla consapevolezza che tutto questo è fatale, il destino spietato. È auspicabile che la persona realizzi questa immagine non al momento dell’azione stessa, quando il disastro è già inevitabile, ma in anticipo, in modo da descriverlo e capire come evitarlo.

Dobbiamo dimostrare tutto questo nel manuale di Educazione Integrale, parlando della natura dell’egoismo stesso e di come non possiamo risolverlo con nessun mezzo nel nostro mondo perché non possediamo gli strumenti. Siamo spinti dal desiderio di riempire, di saziare noi stessi, anche a spese degli altri. O semplicemente vogliamo umiliare gli altri ma quando ci eleviamo sopra di loro, ci sentiamo più comodi. Questa è l’immensa forza egoistica che lavora in tutte le direzioni.

L’ego è l’unica forza della natura. Tutte le leggi fisiche, chimiche, biologiche, e genetiche derivano dall’ego. L’intero nostro mondo è un grande ego. Questo è il desiderio di ricevere, di essere riempito, il desiderio di assorbire, di essere rafforzato, per raggiungere la soddisfazione massima, e così via. In aggiunta, sento costatamene e misuro il mio stato rispetto all’ambiente. Se ho un bastone in mano e la mia vicina ne ha due, mi sento già male.

Segue da questo che non c’è potere nel mondo che in qualche modo può frenare l’ego. Allora dov’è la seconda forza che sarà pronta ad equilibrarlo? Questo è specificamente ciò che ora dobbiamo trovare.

Uno può trovare questa forza soltanto in una società organizzata nel modo giusto. Quando tale società sta guardando lo tsunami avvicinarsi, comincia ad unirsi in modo che entro la giusta connessione fra loro scopriranno l’attributo generale altruistico, per cui tutti saranno inclusi negli altri diventando un collettivo integrale. E questa forza si opporrà e si innalzerà sia l’ego individuale che collettivo. Quando teniamo nelle nostre mani le due forze e possiamo usarle correttamente, otterremo il sistema equilibrato, il giusto rapporto per quanto riguarda noi stessi, la società, la natura, e il mondo.
[122968]

(Da un programma TV “Un Mondo Integrale” del 24.10.2013)

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Qual è il punto? …

Nelle notizie (da PressTV): “Il tasso di sterilità fra le donne si avvicina al termine dei loro anni di fertilità negli Stati Uniti uno tra i più alti al mondo, secondo l’ultimo rapporto Mondiale sulla fertilità delle Nazioni Unite, che mostra anche che il 41% di tutte le nascite negli Stati Uniti si sono verificate tra alle donne non sposate.

“Fra i 118 posti per i quali sono disponibili dati comparabili, solo sei hanno tassi di sterilità superiore al tasso del 19% degli Stati Uniti, nota Venerdì Pew Research Center nella sua analisi della fertilità World Report 2012.

“Le donne di età compresa tra 40 e 44 anni negli Stati Uniti hanno, in media, circa 1,9 bambini nel corso della loro vita, che è uno dei livelli più bassi dei 171 paesi analizzati, solo altri 19 paesi hanno un livello uguale o inferiore di vita fertile.

“Tuttavia, le donne americane cadono esattamente nella fascia media quando si tratta dell’età in cui diventano madri per la prima volta, che secondo l’ONU è di 25 anni per le donne degli Stati Uniti.

“Nella zona di nascite non matrimoniali, gli Stati Uniti si colloca 49 ° tra i 91 paesi con dati comparabili. Il rapporto delle Nazioni Unite mostra che il 41% di tutte le nascite negli Stati Uniti si è verificato alle donne non sposate.

“La fertilità è diminuita in tutto il mondo a livelli senza precedenti dal 1970, osserva il rapporto. ‘La fertilità totale è sceso in tutti sei dei 186 paesi o aree per i quali sono disponibili dati in tutti e tre i periodi considerati nell’analisi dei dati. Nel periodo più recente 80 paesi o aree avevano una fecondità totale al di sotto di 2,1 figli per donna, il livello necessario per assicurare la sostituzione delle generazioni nelle popolazioni con mortalità bassa.’ “The Christian Post “.

Il mio commento: Il problema non è in questa crisi, ma nella perdita di orientamento nella vita, perchè non è chiaro: “Per cosa devo vivere?” E da qui la domanda: “Perché far nascere, crescere, lavorare e tutto il resto …? “Di conseguenza, in mancanza di una risposta a queste domande, il consumo di antidepressivi, farmaci e alcol è in continua crescita.

Quindi, il basso tasso di natalità è solo una delle conseguenze della crisi, della generale mancanza di comprensione del senso della vita. Questa domanda sorge inconsciamente nella mente di tutti, anche se non la sentiamo o la copriamo automaticamente con varie attività.
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“Le api lavorano assieme”

Nelle notizie (Tratto dalla Royal Society): “Una parte essenziale del comportamento delle api domestiche consiste nel formare degli sciami. Quando una regina fertilizzata abbandona l’alveare, porta uno sciame di api con lei per iniziare una nuova colonia. Fino a 20.000 api possono accompagnare una regina appena fertilizzata nella sua avventura. Queste api normalmente formano un gruppo e stanno assieme per diversi giorni mentre degli esploratori si allontanano in ricerca di una nuova casa per trasferirsi. Le api, esposte alla temperatura esterna, rischiano di aver troppo freddo ma dentro questi gruppi molto stretti possono anche soffrire il caldo.

I gruppi di api sembrano reagire a queste temperature variabili come un solo corpo. Mentre una singola ape ha solo informazioni sul suo proprio ambiente locale, il gruppo, nel suo insieme, risponde in modo cooperativo per mantenere una temperatura interna di 35°C. Alcuni ricercatori del MIT e di Harvard stanno progettando un modello matematico che spieghi come i gruppi di api possano reagire in modo cooperativo senza un controllo centrale.

Il loro modello suggerisce che le api rispondano alle loro condizioni locali e che si muovano di conseguenza e che questo a sua volta causi delle variazioni nel loro posizionamento che possono propagare le informazioni riguardo alla temperature dell’aria in tutto il gruppo.

Questi gruppi di api hanno due parti principali. Nella parte esteriore del gruppo le api sono raggruppate strettamente e formano un mantello mentre nel centro le api sono più disperse. Quando l’aria è fredda, il mantello diviene ancora più denso ed il gruppo si contrae, mantenendo il calore all’interno. Quando l’aria è più calda, il gruppo si espande ed il mantello si allarga per prevenire il surriscaldamento del nucleo. […]

Il modello creato da Samuel Ocko e L. Mahadevan si basa sull’idea che le api fredde preferiscano accalcarsi densamente e che le api calde vogliano star più distanziate. Le api fredde cercano di spingersi verso le temperature più alte il che crea quello che hanno chiamato “una pressione comportamentale”. Le api cercano di minimizzare questa pressione modificando il loro assieme. Usando una serie di equazioni i ricercatori hanno trovato che la minima pressione comportamentale si correla matematicamente sia con le temperature locali che con quella esterna. Il loro modello suggerisce che le api rispondano alla loro condizione locale e che si muovano di conseguenza, questo a sua volta causa delle variazioni nel raggruppamento che possono propagare informazioni riguardo alla temperatura ambientale dell’aria fuori dal gruppo.

Con questo metodo le api possono condividere informazioni attraverso il gruppo e lavorano assieme per mantenere la temperatura costante nello sciame. Il modello mostra l’abilità straordinaria delle api di agire come un sistema collettivo. Il Team di ricercatori suggerisce che gli individui nel gruppo possono lavorare così a stretto contatto perché “la differenza tra l’individuo e la collettività è praticamente inesistente.”

Il mio commento: Le api e gli altri animali interagiscono istintivamente, diretti e spinti dalla forza della natura. Gli uomini sono stati dotati di una mente per imparare dalla natura e per raggiungere la somiglianza con essa attraverso i loro sforzi. Come risultato di questo lavoro su noi stessi, noi riveliamo la forza superiore nascosta della natura: Il Creatore.
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Dall’altra parte dello schermo

Domanda: Molte persone guardano i nostri programmi in TV, ma non ci hanno mai contattato e non hanno mai partecipato ad un congresso. Dovrebbero farlo? Forse per loro ciò che sperimentano guardano i nostri programmi è sufficiente.

Risposta: Ogni giorno ricevo molte mail con queste domande. Ci sono centinaia di migliaia di persone in Israele e in tutto il mondo che guardano le nostre trasmissioni in TV o su Internet. Da cosa differisce questo tipo di partecipazione dalla partecipazione fisica?

Potete giudicare dagli ultimi eventi: un gruppo di amici si è riunito e ha deciso che bisogna sviluppare il nuovo metodo di educazione. Come risultato, hanno scavato nel processo educativo e davanti a loro si sono aperti nuovi orizzonti. Alla fine erano entusiasti del potenziale che hanno trovato nella saggezza della Kabbalah poiché l’educazione è l’essenza di cambiare una persona.

La natura inanimata, vegetale, e animata si è sviluppata per secoli. Ma qui stiamo parlando di cambiamenti molto rapidi e significativi, il passaggio dal livello animato al livello umano.

Rispetto alla precedente forma di evoluzione, questi due livelli vengono uno dopo l’altro nell’ordine opposto dell’evoluzione. Questa opposizione è stata realizzata dalla Luce che Riforma, ed è possibile quando le persone si connettono, se sono insieme, se si toccano l’una con l’altra, se sono in un cerchio e respirano la stessa aria, altrimenti non funzionerà.

Quindi mi rivolgo a tutti coloro che sono abituati a guardarci su uno schermo e soprattutto su uno schermo TV. Secondo i dati riscontrati dalle società via cavo, ci sono centinaia di migliaia di queste persone in Israele. Voi siete i nostri telespettatori fedeli, voi siete quelli che spendono un sacco di tempo a guardare i nostri programmi. Vi consiglio vivamente di non perdere questa occasione. È possibile attraversare un intero livello con un salto, come è detto: “Una persona che raggiunge il suo mondo in un’ora”. Venite al congresso a febbraio e sarete in grado di sentire e scoprire ciò che avete percepito per un bel po’di tempo, ma che ancora non avete sentito e compreso. Sarà veramente qualcosa di nuovo, una rivelazione di un mondo intero. È un peccato perdere questa opportunità.

Mi rivolgo a voi come uno che capisce ciò che può essere acquisito nei due o tre giorni che trascorrerete con noi. Speriamo che voi, gli spettatori del canale 66, sarete anche con noi a Tel Aviv dal 5 al 7 febbraio 2014, insieme alle migliaia di persone che verranno da tutto il mondo.

Mi rivolgo anche ai nostri amici in tutto il mondo, naturalmente. Affrettatevi a comprare un biglietto e venire. È inoltre possibile partecipare al congresso di Arava, al congresso di educazione e al congresso sullo Zohar. Vi aspettiamo. La preparazione è già iniziata e noi la sosterremo e indubbiamente realizzeremo tutto ciò che abbiamo ascoltato. In realtà sta accadendo ora. Speriamo possa accadere per tutti.
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(Dalla seconda pate della Lezione qotidiana di Kabbalah del 30.12.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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