Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.09.2015

Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala“, articolo “L’importanza della preghiera dei molti” (1986)
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Scritti di Baal HaSulam, TES, volume 6, parte 16, punto 125/2
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Zohar per tutti, estratti selezionati “Il Bene e il Male”
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Scritti di Rabash, lettere, Lettera 66
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Dal deserto alla Terra d’Israele

Dr. Michael LaitmanDal Midrash Raba, Beshalach: “Le spie andarono in direzione del fiume di Eshkol, poiché in quelle zone scorreva a fiumi il succo dalle viti. Quando giunsero lì, Caleb ricordò le istruzioni che Mosè aveva dato loro: portare i dolci frutti succosi di Eretz Yisrael (la Terra d’Israele). Le spie ignorarono le sue parole perché non volevano mostrare come fosse feconda la terra. Allora Caleb li minacciò: se non prendete i frutti, tirerò fuori la mia spada e vedremo chi rimarrà vivo! Conoscendo quale eroe fosse Caleb e la sua grande forza, le spie gli obbedirono ma scelsero i frutti di dimensioni enormi al fine di dire al popolo, in seguito, che la terra che porta questi frutti insoliti è misteriosa e strana, e la gente comune non vi può sopravvivere”.

I frutti che ricevi quando inizi a lavorare con l’ego con l’intenzione di dare sono la Luce di Chochma.

Mentre la Luce di Chassadim è Nefesh e Ruach, qui vengono aggiunte anche Neshama e Chaya e Yechidà. Questo significa che si tratta delle grandi Luci nel raggiungere tutti gli elementi della creazione, del mondo intero, dall’inizio alla sua fine, raggiungere il Creatore, e tutti i Suoi attributi come la forza superiore, l’adesione a Lui al di sopra del livello della vita e della morte, salendo al livello di “la testa del mondo di Atzilut”.

Non solo è impossibile resistere alla tentazione di tali piaceri, la generazione del deserto che viveva di manna non può capire per quale motivo ne hanno bisogno. Se il Creatore non avesse ordinato loro di compiere queste azioni sarebbero rimasti nel deserto, perché l’attributo di Bina è così rilassante e sembra acqua che non vuoi altro. Sei felice con ciò che hai. Per resistere hai solo bisogno della manna e non avrai nemmeno bisogno di ricavarne alcun attributo o sapore particolare. Sei semplicemente felice con poco, senza approfondire nulla, perché hai una leggera connessione al Creatore, una Sua lieve illuminazione.

Questo stato prende il sopravvento e ti domina, e non ti lascia andare. È molto difficile superarlo e cominciare a lavorare di nuovo con l’ego, con il Faraone, con i problemi al fine di trasformarli e quindi raggiungere il livello della Terra d’Israele. È terribilmente difficile!

Questa è la ragione per cui la porzione settimanale della Torah sulle spie è molto drammatica. Immaginate un uomo nel fiore degli anni che ha una famiglia, dei bambini, una vita normale, quando tutto va bene, egli è benestante e felice della vita, non ha altre necessità, e tutto è semplicemente meraviglioso. La necessità di lasciare il deserto e di andare nella Terra d’Israele è la fede al di sopra della ragione, la quale è in contrasto con la sua condizione. La luce di Bina lo riempie a tal punto da soddisfarlo totalmente, e non vuole nient’altro.

Deve fare degli sforzi straordinari e deve aumentare l’importanza del Creatore ai suoi occhi, Egli gli insegna a risvegliare l’io dentro di sé al fine di elevarsi al di sopra di questo livello. Per di più, Egli gli insegna a farlo nonostante il suo desiderio e la sua comprensione, poiché al Creatore sembra una contraddizione.

L’uomo si trova in questa opposizione poco chiara che non può sopportare. L’unica cosa che può fare è avanzare con gli occhi chiusi, e questo è ciò che è accaduto alle spie. Esse si trovano nello stato di Hafetz Hesed e non vogliono niente per loro stessi. Solo Caleb li risveglia costantemente perché è collegato al Creatore in modo più stretto e capisce che questa è la missione del Creatore, mentre tutta la loro essenza vi si ribella.

Dovete schiacciare voi stessi internamente al fine di soddisfare le istruzioni del Creatore.
[164504]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 02.04.2015

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Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, articolo 8 (1987)

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Scritti di Baal HaSulam, TES, volume 6 , parte 16

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Zohar per Tutti, estratti selezionati sul tema “Il bene e il male” titolo “Guida del Creatore

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Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”

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La legge immutabile della Natura

Dr Michael LaitmanIl Creatore è la legge superiore e generale della natura. Nella Torah è descritto come Mosè gridò quando si rivolse al Creatore, ma non c’era nessuno a cui rivolgersi. Com’è scritto “Una voce chiama … nel deserto” (Isaia 40: 3).

Generalmente esprimiamo le nostre immagini, le nostre impressioni e il nostro rapporto reciproco con il Creatore proprio come esprimeremmo la nostra rabbia verso un computer malfunzionante.

Tuttavia, di fatto, la forza superiore è la legge immutabile della natura, e così è scritto: “Egli ha emesso un decreto, che non cambierà” (Salmo 148: 6). Non c’è nessuno quindi, a cui rivolgersi tranne te stesso!

Esiste un programma immutabile dentro il quale ci ritroviamo e dobbiamo lavorarci all’interno. In caso contrario, ci sforziamo e prendiamo i dolori fino a che raggiungiamo la consapevolezza di come continuare ad andare avanti.

Nulla cambierà in meglio se non lavoriamo su noi stessi, al fine di raggiungere una buona connessione con gli altri e, per di più, con tutti quanti! Non ci aiuteranno né i buoni rapporti in famiglia e nemmeno con tutti gli uomini. Le alleanze egoistiche qui non aiuteranno; deve essere tutto assolutamente altruistico.

Abbiamo bisogno di lavorare al di sopra di noi stessi, al di fuori di tutti i calcoli egoistici. Questo è il modo in cui dobbiamo prendere in considerazione tutti, solo con le connessioni altruistiche.

[163.644]

Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 25/02/2015

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Dall’Egitto alla Terra di Israele

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel Midrash Raba spesso è menzionata l’idea che i desideri negativi sorsero nelle spie mandate ad osservare la terra di Israele.

Risposta: Il punto è che nell’uomo esiste una debolezza iniziale che si oppone agli sforzi che gli permettono di entrare nella terra di Israele. Dopo tutto, qual è la differenza tra il deserto e la terra di Israele? Nel deserto puoi solo essere al livello di Bina, ma quando entri nella terra di Israele devi ascendere al livello di Chochma perché lì inizi a lavorare con i desideri egoistici che appaiono dinnanzi a te, e tu comprendi che adesso esiste un paradigma completamente differente, un modo di affrontare l’ego del tutto diverso. Adesso puoi iniziare di nuovo a portarlo fuori.

In Egitto hai acquisito l’ego e l’hai assorbito. Eri sotto il suo controllo ed alla fine è stato reso ancora più egoista di quello che erano gli Egiziani stessi. Inoltre hai portato fuori dall’Egitto quelli che sono chiamati i loro vasi. Durante i 40 anni di vagabondaggio, hai negato i tuoi desideri egoisti nel deserto e ti sei allenato ad innalzarti al di sopra di essi, fino al pieno successo nel farlo. In seguito c’è stata una pausa e non li hai più usati. Adesso che stai entrando nella terra di Israele, innalzi di nuovo l’Egitto dentro di te e, mano a mano, resusciti l’ego iniziando ad usarlo di nuovo.

Comunque, adesso rivolgi l’ego nella terra di Israele, visto che il desiderio dell’Egitto è stato trasformato completamente ed è stato rivolto al Creatore, all’attributo dell’amore e della dazione. Comunque, tutti i giganti (ossia gli ostacoli) ci sembrano incredibilmente grandi visto che, dopo essere stati nel deserto dove ci siamo abituati a mangiare la manna solo in relazione al Creatore e abbiamo sempre aspirato a raggiungere il livello di dazione, abbiamo bisogno di risvegliare il Faraone dentro di noi per liberare questa bestia e iniziare a lavorarci.

Questi sono i desideri più terribili che dobbiamo imparare a superare. È detto quindi, che ci sono sette nazioni di guerrieri che ci aspettano presso la terra di Israele, e che dobbiamo combatterle e conquistarle.

Così funziona l’Egitto dentro di noi e quindi, ogni giorno, l’uomo deve immaginare di essere appena uscito dall’Egitto e di star costruendo la terra di Israele rendendo esteriore questo ego interiore. Il Monte Sinai diventa una montagna sacra sulla quale è costruito il tempio.
[164501]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 02.04.2015

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L’Abbondanza scendeva dal cielo

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11: 9-10): “Quando la rugiada cadeva sul campo di notte, vi cadeva anche la manna.

Or Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le loro famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; l’ira del Signore divampò grandemente e la cosa dispiacque anche a Mosè”.

In ebraico il valore numerico della parola “rugiada” è 39, il che significa che comprende 39 Luci che scendono sotto forma di rugiada. Tale aspetto perfetto della Luce può effettivamente correggere tutti i veleni, le ferite e i nostri difetti egoistici.

A tale proposito, nel nostro mondo, la rugiada è un meraviglioso rimedio ma noi semplicemente non sappiamo come usarlo, mentre gli animali, gli uccelli e gli insetti raccolgono la rugiada e la bevono. Se noi seguissimo il comportamento degli animali e sviluppassimo le nostre medicine sulla base del loro comportamento, saremmo in buona salute, invece ci riempiamo di farmaci artificiali.

Dalla Torah (Numeri 11: 11-15): “Allora Mosè disse al Signore: ‘Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi e da porre il peso di tutto questo popolo su di me?

Ho generato io tutto questo popolo? Ho fatto io nascere loro, che Tu mi dici ‘Portali in grembo come la balia porta il lattante’, alla Terra che hai promesso ai loro antenati?

Dove posso trovare io la carne da dare a tutto questo popolo? Perché continua a lamentarsi con me, dicendo: ‘Dacci carne da mangiare!’.

Da solo non riesco a portare tutto questo popolo, perché è troppo difficile per me.

Se questo è il modo in cui Tu mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Non è facile seguire il cammino spirituale perché dobbiamo scoprire tutti i problemi e chiedere la loro correzione. Eppure, nessuno vuole farlo, e questo è il motivo per cui la gente si lamenta, piange e chiede “Dacci la carne”.

Se tu desideri la carne, prego prenditela! Dopo tutto la manna può avere gusti diversi. Che differenza fa? Il tipo di cibo non fa differenza. Ancora oggi mangiamo una cosa ma sentiamo il gusto come di qualcosa d’altro.

Molto presto si potrà stampare tutto ciò che si crede da una stampante tridimensionale e dovremo solo premere un pulsante per ricevere tutto quello che vogliamo.

Non è questa la manna? In realtà è la stessa cosa. L’unica differenza è che tutto questo sarà dannoso per noi perché non è altro che semplice segatura imbevuta di diversi gusti e additivi nelle cartucce di queste stampanti.

E Mosè disse che questo è il modo sbagliato. Dobbiamo scegliere il modo naturale e non chiedere della carne qualunque, ma attirare la Luce Superiore che in realtà contiene tutto. Tuttavia, le persone si rifiutano di farlo e non la vogliono.

Domanda: Questo significa che la gente ha ricordi nostalgici della vita in Egitto?

Risposta: Non è nostalgia ma desiderio di tornare a lavorare nel proprio egoismo: “Noi non vogliamo seguire la via della connessione e dell’unione. Questo è il deserto per noi: è insapore, difficile e gravoso. Dacci la carne che è quello che ci rappresenta l’ego, noi vogliamo vivere a quel livello; nessuno ha bisogno delle 39 Luci, sono troppe per noi”.

Commento: Le lamentele del popolo mettono in difficoltà Mosè, il quale grida al Creatore: “Perché hai trattato il tuo servo così male? Perché non ho trovato grazia ai Tuoi occhi che hai messo il peso di tutto questo popolo su di me?”.

Risposta: Non si tratta di un vecchio leader che ha già circa 80 anni e che ha vissuto i suoi ultimi 40 anni nel deserto, guidando il popolo.
Mosè è la nostra qualità più antica, la quale ci conduce attraverso il deserto egoistico verso la terra d’Israele, ovvero l’unione. Non c’è nient’altro che possiamo fare qui. In realtà non vi è altra via d’uscita. Noi avanziamo verso l’annientamento e il massacro oppure, in accordo alle leggi della natura, ascendiamo al livello successivo.

Noi pensiamo di scegliere il nostro futuro ma non è così. Nessuno sa cosa gli porterà il futuro, quindi come potrebbe scegliere? È un gioco da bambini.

In realtà, tutto è predeterminato e l’obiettivo è già noto, non ci resta che decidere come raggiungerlo: nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile oppure opponendosi e rifiutandosi ostinatamente come un asino, e allora sarai picchiato fino a quando crescerai in saggezza.

La parola “Asino” in ebraico “Hamor” deriva dalla parola “Omero”: “materia”. La materia del nostro mondo è l’egoismo, ed è in base a questa materia che avanziamo in questo momento.

Noi siamo pronti a qualsiasi tipo di lavoro tranne che per evocare la Luce Superiore, perché questa arriva solo in base al livello della nostra unione. Quando ci avviciniamo l’uno all’altro la luce viene rivelata e più ci allontaniamo e ci separiamo l’uno dall’altro a causa del nostro ego, più essa scompare.

Nel nostro stato abbiamo solo bisogno di cominciare a connetterci e allora la Luce Superiore scenderà immediatamente dall’Alto su di noi. Cominceremo subito a sentire dove si rivela la vita, che cosa significa, dove stiamo andando e quale sarà il futuro di tutta l’umanità, ma per farlo, abbiamo bisogno di connetterci e di unirci.

[163630]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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Un passo nella via della completezza

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:15): “[Mosè disse al Signore,] Se questo è il modo in cui mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Mosè è la caratteristica che ci attira verso la meta della creazione. Viene ucciso o le persone lo seguono, nel senso che l’ego uccide uno dei due.

Domanda: Perché Mosè riceve così tanta sofferenza dalle persone?

Risposta: Perché lui vede che la grandezza, l’integrità e l’eternità li sta aspettando, mentre la gente non riesce a capire cos’è stato preparato per loro e a fare almeno un passo verso questo! Inoltre, se tutti avessero compiuto questo passo insieme, lui non avrebbe ricevuto così tanto dolore. Il dolore sarebbe scomparso immediatamente.

L’inizio della connessione e dell’unione è solo un problema psicologico. Sentiamo subito ciò che questo ci dà, ma il nostro primo passo in avanti deve avvenire attraverso una frattura interiore dall’ego. Tuttavia, l’uomo non è pronto a staccarsene, e così lui soffre.

Domanda: Il distacco dall’ego inizia con le piaghe in Egitto?

Risposta: No, le piaghe d’Egitto sono state necessarie per dividere il Mar Rosso, ovvero, l’allontanamento parziale dall’ego e l’inizio del lavoro con esso, e in seguito inizia il movimento attraverso il deserto in cui ogni passo ci porta sempre più lontano dall’ego, avvicinandoci sempre più agli altri! Noi lavoriamo in una tensione interna costante: pensare agli altri, sentire loro invece di noi stessi, lavorare per il loro bene.

Per l’ego questo è un deserto perché qui non c’è nutrimento da ricevere per il mio bene. Piuttosto, tutto è diretto solo verso la dazione.
[163.639]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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La “Moltitudine Mista” nel lavoro spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:5): “Ci ricordiamo del pesce che potevamo mangiare gratuitamente in Egitto, i cocomeri ed i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio”.

Domanda: Come mai, improvvisamente, torna alla memoria quello che mangiarono in Egitto?

Risposta: Le persone richiedevano ciò che avrebbe soddisfatto l’ego. MAN era per questo un nutrimento spirituale, la soddisfazione spirituale generata dal quello che do rivolgendomi e soddisfacendo qualcun altro. Tuttavia, quando i desideri egoistici sorgono dentro di me, inizio a sentire i loro bisogni proprio come se esistessi in questi desideri. Il che significa che le persone desideravano veramente la Luce di riempimento in questi desideri, la Luce di Chaya e Yechida che simbolizzano la carne. Sembra che dicano “Non abbiamo bisogno del riempimento spirituale, vogliamo la carne”, ovvero, ciò che si trovava nell’ego. Erano sorti dentro di loro i desideri egoistici, “la moltitudine mista”.

Ma questi desideri sorgono nella persona precisamente dalla prospettiva del suo lavoro spirituale, convincendola che “Non hai bisogno di questo; puoi ottenere tutto in un’altra direzione. Ti promettiamo il mondo che verrà e tutto quello che vuoi. Ecco, prendi questo libro, fai quello che c’è scritto e tutto andrà al suo posto. Non devi lavorare su te stesso”.

I desideri della “moltitudine mista” obbligano la persona ad esaminare se sta compiendo correttamente le Mitzvot (Precetti) di questo mondo. Esse richiedono di mantenere la Torah con l’aiuto di azioni fisiche piuttosto che non la correzione della sua anima, delle sue relazioni con gli altri.

[163349]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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