Domanda: La maggior parte delle persone nel mondo si definisce credente indipendentemente dalla religione alla quale appartiene. Lei invece ci parla sempre di unione.
Religione e saggezza della Kabbalah volgono verso direzioni opposte. La Kabbalah si muove sempre in avanti, la religione torna sempre al passato. Esse non hanno un terreno comune. Come è possibile trovare un punto di incontro?
Risposta: Non è necessario cercarne uno. Le persone resteranno legate alle loro religioni! Non le disturbiamo per questo. Alcuni pregano rivolti ad est, altri ad ovest; uno si inginocchia innanzi ad una pietra, l’altro ad una croce, ma anche questo non conta. Ci sono quasi 2.800 fedi nel mondo; non fa differenza.
La Kabbalah richiede alle persone di innalzarsi al di sopra di tutte le religioni e le culture, per creare un’unica società umana unita.
Domanda: Da un punto di vista pratico, non sembra che la gente che crede sia in uno stato di completa assenza di libero arbitrio e che ogni religione divida “noi” da “loro”?
Risposta: La religione è come una qualsiasi famiglia, una qualsiasi cultura o una qualsiasi professione. Ogni cosa può separare le persone.
Ma è possibile trascendere le differenze religiose con successo. Non c’è bisogno che esse ci dividano. Il tempo delle guerre religiose è passato. Non è un problema se io credo in una cosa e tu credi in qualcos’altro.
Tutti capiscono che affinché il mondo non esploda, dobbiamo stabilire le giuste connessioni reciproche fra noi. Che rilevanza c’è fra questo e la religione? Tu vivi qui e anche io vivo qui, dobbiamo trovare un accordo come vicini. Se siamo ostili fra noi, qual è il beneficio?
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Domanda: Puoi spiegarci i principi fondamentali dei metodi educativi che si basano sulla saggezza della Kabbalah?
Risposta: Il primo principio è questo: una persona non può educare se stessa da sola e l’insegnante o l’educatore non possono farla evolvere! Per fare questo è necessario un gruppo di dieci persone, chiamato “decina”, del quale la persona faccia parte. Una guida esterna al gruppo spiega come i membri dovrebbero interagire fra loro per ottenere la forza superiore positiva. La forza superiore negativa esiste già in noi. E’ il nostro egoismo.
Come attiriamo la forza superiore positiva? Questo avviene come il risultato della giusta interazione all’interno del gruppo, nella misura in cui dieci egoisti desiderano unirsi fra loro. Insieme a questo ciascuno si annulla rispetto agli altri e cerca di aumentare ed elevare l’importanza delle altre nove persone ai propri occhi. Ciascuno prova ad operare la stessa connessione con tutti gli altri, pensando a loro in modo uguale ed assolutamente equilibrato.
Tutte le dieci persone costruiscono una connessione reciproca fra loro in termini uguali: ciascuno è più grande degli altri quando egli dimostra di desiderare di dare a loro tutto ciò che ha, e ciascuno è più piccolo degli altri quando mostra il desiderio di ascoltare ognuno di loro ugualmente, volendo così creare la rete corretta di collegamenti reciproci fra loro. Così sono presenti tre forze in questa rete: positiva, negativa e neutrale.
Quindi, nella misura in cui essi sono pronti, coltivano e plasmano gradualmente tutto e creano una rete con le forze corrette. Oltre a questo essi vivono ascese e discese lungo il percorso e superano ogni problema possibile, insieme. La Luce opera su di loro in modo positivo perché essi lo desiderano.
La Luce infine inizia ad essere rivelata in loro e fondamentalmente ciascuno cede una propria forza negativa e tutti insieme ricevono la forza positiva. Essi iniziano ad esistere in mezzo fra la forza positiva collettiva e la forza negativa collettiva, bilanciandole. In questo modo dalle due forze essi creano un sistema equilibrato chiamato anima.
Al suo interno essi sentono il mondo superiore ed il fluire di forze, emozioni e caratteristiche speciali. Questa è la realizzazione del metodo.
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Domanda: Ci sono al momento più di 3.000 diverse fedi spirituali al mondo. Quando una persona ha un problema, si rivolge automaticamente verso una qualche forza con una esclamazione interiore. A chi o a cosa si parla in quei momenti?
Risposta: Se vuoi agire correttamente devi rivolgerti solo al Creatore affinchè ti aiuti a connetterti agli altri ed a scoprirLo. Questo significa che nella saggezza della Kabbalah chiediamo al Creatore di cambiarci. In generale tutte le persone chiedono al Creatore di rimuovere gli ostacoli lungo il proprio cammino, cioè di cambiare il mondo “secondo il loro proprio desiderio”.
Questo atteggiamento “consumista” verso il Creatore inizierà a cambiare quando si manifesteranno dei sentimenti molto forti riguardo al fatto che tutto quello che succede nel mondo è il risultato del proprio atteggiamento verso il Creatore.
Se parliamo di un kabbalista, allora tutto dipende dal suo livello. Infatti un kabbalista attraversa tutta una serie di stati che lo portano al di sotto del livello di una persona normale. Quando egli è in una discesa, è capace di chiedere per se stesso e di compiere atti difficili da definire a priori.
Ma questo solamente durante una discesa. Quando egli è attivo, e ne ha il potere, chiaramente chiede aiuto solo per cambiare se stesso perché comprende come funziona il sistema.
Un kabbalista comprende che i colpi sono bontà e gentilezza; sono un aiuto ed il segno dell’interesse del Creatore, visto che proprio grazie a questi colpi egli si può connettere con il Creatore andando al di sopra di essi.
Il problema è che i colpi non accadono solo a lui ma a tutti quelli che gli sono vicini sino al completamento della correzione. Ma all’inizio della correzione tutti sono vulnerabili rispetto al Creatore!
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