“Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani”

Dalla Torah, (Deuteronomio 26:3-26:4): “Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: ‘Io dichiaro oggi al Signore tuo Dio che sono entrato nel paese che il Signore ha giurato ai nostri padri di darci.’ Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore tuo Dio.”

Cohen (sacerdote) è la qualità della dazione, la qualità superiore di connettere tutto ad un tutto. Se puoi raggiungere tale qualità significa che ti converti in un Cohen.

Dentro ognuno di noi c’è un animale, una semplice persona o comunque qualcuno che comincia a lavorare su se stesso. In altre parole, il mio “IO” inizia a lavorare su se stesso per connettersi con gli altri e, attraverso questa connessione, con il Creatore.

Se lavoro in questa maniera con gli altri, vengo chiamato Levita e, se nella connessione con gli altri inizio a lavorare con il Creatore, allora mi chiamano Cohen. In seguito, per effetto di tutta questa gerarchia, trovo il contatto con il Creatore ed esisto in adesione con Lui.

Significa che porto il mio cestino, cioè tutte le mie intenzioni e gli sforzi, al Cohen.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 9/11/16

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La garanzia dell’avanzamento

Domanda: Come si deve comportare una persona che ha raggiunto un particolare livello spirituale dal quale poi cade?

Risposta: È necessario preparare una garanzia per se stessi, anche prima della discesa, in modo da poter cadere giù e risalire in maniera corretta. Questa garanzia si trova unicamente nella società che ti circonda, nel gruppo.

Se sei con il gruppo, nelle migliori condizioni, questo ti sarà sempre d’aiuto e potrà rimuovere tutti i tuoi stati di discesa; questo si chiama, fare un patto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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Come possiamo rivolgerci correttamente al Creatore?

Domanda: Come possiamo rivolgerci al Creatore in maniera corretta per limitare il tempo in cui ci troviamo in occultamento?

Risposta: Penso che il punto qui non sia il Creatore, ma gli amici. Più mi avvicino al gruppo, più mi metterò sotto l’influenza della Luce che opera attraverso il centro del gruppo.

E’ solo attraverso il centro del gruppo che io posso rivolgermi alla fonte della Luce, al Creatore e chiedere per l’intero gruppo, non per me stesso. Essendo al centro del gruppo con tutti, riceverò l’influenza positiva della Luce.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center russo, 21/05/17

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Come nasce l’amore?

Domanda: L’amore fra gli amici nasce dall’unione all’interno della decina oppure no?

Risposta: L’amore per gli amici nasce dalla partecipazione regolare allo studio, dall’intenzione per l’unione con gli amici durante lo studio e dalla discussione comune dei diversi problemi.

L’amore emerge perché, quando la luce superiore ci influenza, cominciamo a sentire che assieme possiamo comporre un unico insieme. Vediamo che non ci sono più gli amici, ma solo i punti interni del desiderio per la spiritualità che è dentro di noi.

Dobbiamo raccogliere i nostri punti nel cuore e, se li connettiamo, riceveremo un recipiente spirituale in cui verrà rivelata la struttura del mondo superiore.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center russo, 21/05/17

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Leggere correttamente Il Libro dello Zohar

Domanda: Come si deve legge correttamente Il Libro dello Zohar, e quale è l’ordine di lettura?

Risposta: Il libro dello Zohar deve essere letto con i commenti; infatti, senza di loro, è impossibile capirlo.

Alcuni anni fa, durante il lavoro di gruppo, abbiamo pubblicato un libro preparato per il popolo e così lo abbiamo chiamato, Zohar per il Popolo. Come risultato di questo lavoro, oggi ognuno può leggere il libro e capirlo. Abbiamo tradotto il testo dall’aramaico all’ebraico e “semplificato” il testo senza distorcerlo.

In origine, la struttura de Il Libro dello Zohar era divisa in diverse parti: il testo stesso, il commento sul testo e così via. Abbiamo unito le diverse parti in modo armonioso in un unico testo che è suddiviso in sezioni numerate che consentono di leggerlo facilmente e continuamente.

Lo Zohar per il Popolo è il materiale che è stato ben elaborato e tradotto, non solo nella lingua ebraica, ma anche in russo e in inglese. Raccomando vivamente di familiarizzare con il libro e di provare a studiarlo.

Le lezioni che apprendiamo dal libro Lo Zohar per il Popolo iniziano ad essere sentite dagli studenti presenti in una lezione come un “flusso spirituale” ben definito, che passa attraverso di loro. Il libro lavora dentro di essi e lascia fuori i pensieri e i calcoli egoistici.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 5/02/17

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Il piacere del congresso e la domanda sul senso della vita

Domanda: Le piacevoli sensazioni che provo al congresso, possono cancellare la mia domanda sul senso della vita?

Risposta: No, questo non accadrà mai, perché tutti pensano continuamente a trovare risposta a questa domanda. Al contrario, ad ogni congresso, le persone cominciano a porsi questa domanda sempre di più, e sentono sempre più il bisogno di trovarvi una risposta.

Tuttavia, durante il congresso, attraversano stati in cui sentono solo fallimenti e delusioni: “tutto svanisce, non c’è nulla in tutto questo, perché sono qui?”

Allora, improvvisamente, tutto comincia ad apparire di nuovo chiaro. E questo è meraviglioso! Se questo accade durante il congresso, è grandioso!

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/02/17

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“Gli toglierà il sandalo dal piede”

Dalla Torah, (Deuteronomio 25:07-25:10): “Ma se quell’uomo non ha piacere di prendere la cognata, essa salirà alla porta degli anziani e dirà: ‘Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere del cognato.’ Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno; se egli persiste e dice: ‘Non ho piacere di prenderla’, allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e prendendo la parola dirà: ‘Così sarà fatto all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello.’ La famiglia di lui sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzato.”

“Mio cognato rifiuta di assicurare il nome di suo fratello in Israele” significa che egli non ha la capacità di ripristinare il nome di suo fratello all’interno del sistema dell’anima collettiva. Non può farlo perché sente che il suo schermo non è adeguato a correggere la sposa di suo fratello.

E per questo si nega; deve fare la correzione in maniera diversa. Tutto questo ha a che fare con il fatto che la donna va dagli anziani, cioè si eleva al livello successivo, si connette con gli anziani e loro rispondono per lei. “Gli toglierà il sandalo dal piede”, naal (dalla parola “nael”, che significa chiuso o assicurato), cioè completa quel livello.

Domanda: Perché era richiesto agli ebrei di usare le scarpe?

Risposta: Tutte le parti del corpo dell’uomo devono sempre essere coperte; questo è riferito al fatto che tutto esiste all’interno di un sistema di dieci Sefirot. Così siamo creati ad immagine e somiglianza del sistema superiore e questa è la maniera nella quale dobbiamo mantenerci nel nostro mondo.

Non c’è niente di più qui, né “pro”, né “contro”. La persona deve essere sempre vestita, anche quando dorme. Non c’è niente qui che possa essere interpretato in nessun altro modo. Per questo gli ebrei, di norma, portavano le scarpe, cosa che praticamente non esisteva in altre nazioni, fino ai tempi moderni. Solo negli ultimi 200 o 300 anni l’uso delle scarpe si è generalizzato, ma prima tutti camminavano scalzi e non si sentivano scomodi.

Certamente i piedi dell’uomo sono così peculiari, e camminando costantemente scalzo, sviluppa una pelle così ruvida che non sente neppure quando è fermo su delle pietre affilate. Può correre nel campo ed inciampare su oggetti affilati e non sentirli, come se portasse le scarpe.

Però gli ebrei, nell’antica Israele e attraverso i millenni, hanno camminato con le scarpe, questo rappresenta il loro distacco dalla terra (dal desiderio di ricevere).

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 2/11/16

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“I parenti” nella spiritualità

Dalla Torah, (Deuteronomio 27:20): “Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre! Tutto il popolo dirà: Amen.”

“Padre e madre” rappresentano il grado del prossimo livello spirituale. Ecco perché quando parliamo di loro, quello a cui viene fatto riferimento qui è l’annullamento totale del livello più basso, l’annullamento dell’anima inferiore rispetto a quella superiore, e l’impegno con la parte superiore.

E qui è scritto del padre e di sua moglie che non è tua madre. Apparentemente lei è una donna estranea a te. Ma dato che lei appartiene al padre ed esiste nel suo livello, non hai il diritto di impegnarla, è la sbagliata Nukva per te, non è il giusto aspetto femminile che puoi correggere.

“La moglie del padre” è un desiderio di un grado superiore. Ecco perché una persona che lavora con un desiderio che non riesce a correggere maledice se stessa. Si eleva su un livello ma, facendo questo, distrugge in sé la capacità di avanzare.

Ciò che si intende per “padre”, “madre”, “zia”, “zio”, ecc., è il grado successivo in cui si diventa padre rispetto al precedente gradino. Ma non hai il diritto di lavorare con un desiderio di livello superiore al tuo, perché così “scopri l’angolo del mantello di tuo padre”. Ma quando ti innalzerai su quel gradino, allora andrà bene per te.

Domanda: Quando nasce un figlio, diciamo sempre che è il prossimo livello spirituale. E ora è invece chiaro che il padre è il prossimo livello spirituale. Com’è possibile?

Risposta: Il livello spirituale successivo non è più alto di quello del padre perché il padre continua a salire e il figlio si eleva dopo di lui. Qui c’è una severa subordinazione. Il rapporto viene sempre mantenuto: il figlio si eleva al gradino del padre e, al tempo stesso, il padre sale ancora di più.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 23/11/16

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Che cosa ci guadagniamo nel gioco dell’amore?

Commento: Suona tutto come una fantasia, come un gioco d’amore artificiale con la completa mancanza di sentimenti, ma che può portarci al traguardo spirituale.

Risposta: Hai assolutamente ragione, tutto questo è impossibile da realizzare nel nostro mondo.

Ma quando compiamo determinate azioni che spingono e invocano una certa forza segreta dall’alto, anche se non capiamo che cosa sia, in realtà sentiamo il risultato.

Noi non percepiamo questa forza segreta, proprio come non sentiamo molte forze che ci circondano, ma quando la suscitiamo, sentiamo il suo risultato dentro di noi. E tutto ha un senso perfetto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/02/17

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“…..non prenderai in pegno la veste della vedova….”

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:17 – 24:18): “Non lederai il diritto dello straniero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova, ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore tuo Dio; perciò ti comando di fare questa cosa.”

Gli indumenti della vedova rimangono a lei dopo la morte del marito. Questo è ciò a cui lei è attaccata, anche se è già uscita fuori da quell’anima, dal Partzuf al quale apparteneva come parte femminile di una parte maschile. Ciò significa che gli indumenti che vengono lasciati a lei sono parte dello schermo (Masach) che una volta era suo marito.

Dopo tutto, l’anima è costituita da una parte maschile e da una femminile. La parte femminile è il desiderio e la parte maschile è l’intenzione di dare. Se questa intenzione di dare scompare o muore, allora rimane solo la parte femminile che viene chiamata vedova.

Tuttavia, dal momento che è appartenuta ad una parte maschile, v’è un certo schermo residuo in lei e quindi nessuno ha il diritto di prenderglielo. Solo se arrivasse un altro marito, lui le cambierebbe i vestiti. Questo è l’intero sistema di interazioni fra la vecchia e la nuova intenzione sul vecchio e sul nuovo desiderio. Tutto questo è il ciclo delle anime.

Commento: Una volta hai detto che se una donna avesse avuto diversi uomini, allora i geni degli uomini precedenti verrebbero incorporati nel suo bambino.

La mia risposta: In effetti, se una donna avesse avuto diversi uomini, allora i geni di tutti quegli uomini si manifesterebbero nel suo bambino. Per questo è così importante che lei sia vergine.

Questo è stato avvalorato in tutti i tempi, ma oggi quel valore è già diminuito, non a causa della perversione e del grande egoismo, ma perché il mondo intero arriva in questo modo alla sua convergenza ed equilibrio.

Non è che l’egoismo interiore ci forzi ad essere così vaghi, ma è a causa dello scopo della creazione. Una delle ragioni di questo è che dobbiamo diventare pienamente uniti e inclusi l’uno nell’altro.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 31/10/16

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