Cosa pensi che Israele dovrebbe fare per difendersi?

Possiamo neutralizzare i pensieri malvagi dei nostri nemici prima ancora che li spingano ad agire contro di noi? Cosa saremmo disposti a dare per un’arma del genere, che ci risparmierebbe dolore e perdite?

Iniziamo dalla fine. In natura esistono forze di connessione che possono cambiare la realtà. Queste forze si rivelano quando le persone imparano ad elevarsi al di sopra della natura egoistica umana e a generare tra loro una forza di dazione, cioè una forza che dona abbondanza, amore e altruismo puro. In uno stato simile, è possibile penetrare in un livello più profondo della natura, dove si trova il sistema operativo generale della realtà, e da lì avviare cambiamenti essenziali.

Ora torniamo all’inizio. Siamo abituati a convivere con le forze egoistiche che agiscono tra noi. Anche se esistono legami tra le persone, essi si basano, in un modo o nell’altro, sugli interessi personali. Ogni gesto di generosità che osserviamo è in fondo motivato dal piacere che esso procura a chi lo compie. Anche nei momenti di difficoltà collettiva, come in guerra, ci uniamo per difenderci meglio. Questo ci rafforza e migliora l’umore nazionale. Tuttavia, tutto ciò avviene sotto l’influenza della forza egoistica, la forza della ricezione.

La natura opera attraverso la forza della ricezione. L’inanimato mantiene la propria forma grazie a questa forza; il vegetale assorbe ciò che gli è utile ed espelle ciò che è dannoso; l’animale si sposta in cerca di cibo e partner riproduttivi. Ogni creatura si orienta per ricevere il meglio per la propria esistenza, e la forza generale della natura equilibra tutto. Solo tra noi esseri umani inizia il disordine.

In effetti, ci siamo sviluppati più di tutti gli altri grazie a una forza di ricezione intensificata, la forza egoistica umana che ha sviluppato il nostro intelletto, ma le enormi conquiste della scienza e della tecnologia si sono anche ritorte contro di noi. Ci facciamo del male a vicenda, ci piace umiliarci, calpestare la testa degli altri sulla via del successo. I giochi dell’ego e l’orgoglio dominano ogni angolo, e abbiamo raggiunto uno stato in cui, premendo un pulsante, possiamo distruggere la Terra.

La forza di dazione non esiste, in origine, nella nostra realtà. Se impariamo a generarla tra noi, al punto che ognuno voglia dare se stesso per il bene degli altri e della società, anche senza provare piacere ma per puro amore, allora disporremo di abbastanza forza di dazione per accedere a quel sistema operativo superiore. Con questa forza, possiamo operare cambiamenti positivi al livello più alto.

Come funziona? I nostri pensieri e la nostra volontà hanno potere. Questo deriva dal fatto che siamo tutti connessi in una rete interna, che fa parte del sistema operativo generale. Tutte le menti e i cuori sono connessi e ognuno trasmette onde a questa rete. Finché le onde sono egoistiche, il mondo si deteriora nelle varie crisi che viviamo. Ma nel momento in cui qualcuno sviluppa la capacità di trasmettere onde della forza di dazione alla rete, trasmette cariche positive ai cuori e alle menti degli altri senza parole o azioni, ma con il potere del pensiero e della volontà.

Non c’è dubbio che, di fronte alla volontà e ai pensieri dei nostri nemici di cancellarci dalla faccia della Terra, dobbiamo prepararci militarmente con tutte le nostre forze. Tuttavia, se sappiamo aggiungere alla preparazione militare anche la forza della dazione a livello di volontà e pensiero, allora spostiamo la guerra sulla rete interna, sul sistema operativo. Quanto più questa qualità si sviluppa nel popolo di Israele, tanto più possiamo calmare la forza egoistica che ci si oppone, fino a neutralizzarla del tutto.

Questo scenario può sembrare irrealistico, come un film di fantascienza, ma io dico: cosa abbiamo da perdere nel provarci? Possiamo tentare e vedere se funziona davvero. Le fonti del nostro popolo affermano che è così che è strutturata la realtà, quindi forse possiamo dare un po’ di credito ai saggi d’Israele?

Inoltre, non serve investire in altro che nelle nostre emozioni. Non c’è bisogno di destinare risorse o bilanci, ma solo di dedicare più tempo e attenzione all’apprendimento e alla pratica del metodo che insegna come elevarsi sopra la natura egoistica e relazionarsi agli altri con la forza della dazione.

È piuttosto chiaro che un tale processo porterà a un miglioramento delle condizioni nel paese, a una maggiore resilienza interna, e anche a una preparazione militare più efficace. Aiuterà anche a risolvere problemi sociali che oggi sembrano senza speranza. E inoltre, purificherà i pensieri e i desideri negativi dalle menti e dai cuori dei nostri nemici, un’azione preventiva su un livello completamente nuovo.

Il popolo di Israele, nella sua definizione originaria ormai dimenticata, è la forza pionieristica per la correzione del mondo. È un piccolo gruppo formatosi non su base biologica, ma ideologica, con il potenziale di offrire un modello di vita in armonia con l’unità della natura. Infatti, da duemila anni l’odio ci sta distruggendo, ma quando riscopriremo il codice di vita dei nostri antenati, basato sulla forza della dazione, esso fluirà immediatamente attraverso di noi all’umanità. In un mondo sempre più interconnesso, con una crescente interdipendenza e un ego in continua esplosione che distrugge ogni cosa buona, abbiamo bisogno di questa unità come dell’aria che respiriamo.

La forza della dazione eleverà l’umanità al prossimo livello evolutivo. Sentiremo la società come un corpo unico: ogni individuo funzionerà come una cellula del corpo, ricevendo e trasmettendo emozioni, pensieri ed energie. Nei percorsi interiori che scopriremo tra di noi, comincerà a fluire una forza comune: l’unica forza di dazione che dimora nella natura. Questa è una potenza ineguagliabile, come se una cellula fosse stata scollegata dal corpo e ora si riconnettesse ad esso. Riguardo a questa funzione del popolo di Israele come canale unificatore per il mondo, il Rav Abraham Kook scrisse: “In Israele dimora il segreto dell’unità del mondo” (Orot Kodesh).

Basato sull’episodio 57 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché tutto sembra così vuoto?

Oggi guardo le persone e vedo un mondo inondato da giri di parole. Tutti sono costantemente immersi in conversazioni, condividono contenuti e impressioni sui social media. L’informazione è infinita, eppure, più parliamo, più scopriamo lo stesso vuoto interiore. Tutta la nostra esistenza oggi mette in evidenza la mancanza di significato nei modi in cui attualmente viviamo.

Una tale sensazione non è nemmeno una vera sensazione. Abbiamo riempito le nostre vite con un flusso continuo di piccole dosi di piacere per distrarci costantemente da un vuoto esistenziale più grande. È per questo che molte persone sprofondano nell’apatia, senza voglia di alzarsi al mattino, senza uno scopo, senza sapore, senza significato che le ispiri.

Eppure, proprio questo è il momento in cui qualcosa di più grande deve emergere. Ora è il momento di rendersi conto che la nostra vita, così com’è, non ha alcun significato. È una consapevolezza necessaria, perché solo quando il vuoto inghiotte le nostre sensazioni possiamo iniziare a chiederci sinceramente: “Dov’è il significato?”

Inizialmente, la risposta è che non c’è. Cioè, non c’è alcun significato nei soliti posti in cui guardiamo. Non è né nella carriera, né nell’intrattenimento, né nei successi personali. Il significato della vita non è nascosto nel nostro mondo egoistico.  Si trova piuttosto al di sopra di esso.

Se vogliamo sentirci vivi, svegliarci la mattina con la sensazione che qualcosa ci accenda dall’interno, allora dobbiamo cercare ciò che governa la realtà in cui ci troviamo. C’è la natura, che è vasta, immensa e intelligente e c’è un pensiero dietro di essa, un progetto e un’intenzione.

Questo pensiero è la forza che governa la natura e che sostiene la vita a ogni livello: inanimato, vegetale, animato e umano. Il significato della vita sta nello scoprire quel pensiero, nel comprendere l’intenzione che sta dietro a tutto ciò che sperimentiamo.

Questo non è un invito a diventare scienziati nel senso comune del termine. Non abbiamo bisogno di formule e teorie, ma di aprire i nostri occhi interiori. Percepire la ragione dietro tutto. Perché questa realtà è stata creata? Verso cosa si sta muovendo? Cosa sta cercando di dirci la natura?

La natura ci spinge a elevarci al di sopra del nostro mondo, perché questo mondo, così com’è ora, è il più basso di tutti i mondi possibili. Elevarsi al di sopra di questo mondo significa connettersi all’intenzione che lo ha creato. Scoprire il piano, il pensiero e la forza armoniosa che lega tutti e tutto.

Quando iniziamo a percepire quel pensiero, accade qualcosa di incredibile. Cominciamo a percepire la realtà al di là del tempo e dello spazio. Iniziamo a vivere al livello della sorgente della vita, in modo simile a come opera la natura stessa.

Qual è l’essenza di questo pensiero? È l’armonia assoluta tra tutte le parti del creato. Questo è ciò che ci manca ed è ciò a cui la natura ci conduce, che lo vogliamo o no.

E per quanto distruttivi possiamo diventare, non possiamo annientare completamente noi stessi. La natura non ci permetterà di rinunciare a ciò che ha in serbo per noi. Prima o poi, dovremo risvegliare la nostra chiamata interiore e raggiungere l’armonia che ha progettato per noi. Questo è il senso della vita. È il motivo per cui siamo qui.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’11 giugno 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è, secondo te, il significato della vita?

Il significato della vita è trasformare la nostra natura dalla ricezione alla dazione, dall’odio all’amore, dal rifiuto a una connessione positiva con gli altri. Solo allora, attraverso tali qualità, percepiremo un tipo di esistenza completamente diversa, un mondo opposto.

Troveremo così appagamento nell’appagare gli altri. In questo modo, elimineremo i sentimenti di delusione, sostituendoli con una nuova felicità, armonia e pace che scaturiscono dalla nostra connessione armoniosa con gli altri.

Inoltre, compiendo una tale trasformazione, attrarremo la forza positiva che risiede nella natura, che permetterà alla nuova felicità, armonia e pace di diffondersi tra di noi.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 6 giugno 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché il sistema educativo moderno non è riuscito a trasformarci in esseri umani migliori?

Molti insegnanti che conosco oggi affermano che questa generazione di bambini nutre un certo rancore nei confronti degli adulti. Lo capisco. È naturale che i bambini si lamentino degli adulti. Vengono al mondo con la sensazione che gli altri siano in debito con loro, in un certo senso hanno ragione. I bambini si aspettano naturalmente attenzioni, cure e una guida speciali. Credono di meritarsele e, in effetti, è così.

Ma cosa diamo loro in realtà?

In apparenza, forniamo istruzione. Li mandiamo a scuola. La scuola, tuttavia, non educa esseri umani. Forma professionisti in una miriade di campi, ad esempio fisici, matematici e ingegneri. Ma non forma l’essere umano. Non diamo loro una vera educazione. Non plasmiamo il loro mondo interiore, i loro valori o la loro umanità.

E allora cosa succede? Vanno a scuola giorno dopo giorno, anno dopo anno, e ne escono come animali. Sembra duro, ma è la verità. Non instilliamo in loro il significato di essere umani in relazione agli altri e alla vita stessa. Quindi, se ti chiedi chi è il colpevole, la risposta è che siamo noi.

I genitori sono costantemente occupati, presi dal lavoro, distratti e sopraffatti. Così sono i coetanei, i loro schermi e smartphone a crescere i bambini. Assorbono tutto ciò che vedono e sentono senza filtri o comprensione. Il risultato è una generazione distaccata dai valori, dai veri rapporti umani e da una sana visione del futuro.

Fino a quando l’umanità non si sveglierà e non prenderà sul serio la questione, ossia non prenderà il controllo consapevole e rigoroso della qualità delle informazioni  ed emozioni, che i nostri figli consumano, unito a un’educazione basata sui valori e sul rafforzamento delle relazioni, la situazione potrà solo peggiorare. Dobbiamo offrire ai bambini un’educazione che insegni loro a vivere, non solo a fare calcoli o imparare a memoria delle nozioni.

Abbiamo cresciuto una generazione che si comporta in modo distruttivo, ed è colpa nostra. Quindi, se oggi dovessi parlare ai bambini come insegnante, non li rimprovererei con i fatti. Mi siederei con loro e direi: “Scopriamolo insieme. Cerchiamo di capire chi siamo, cosa vogliamo dalla vita, come possiamo relazionarci gli uni con gli altri e in che tipo di mondo vogliamo vivere”.

“Noi adulti non esisteremo per sempre. Ma voi, la prossima generazione, ci sarete. E darete forma al mondo che verrà. Quindi, che tipo di persone dovete diventare per garantire che quel mondo sia gentile, buono e sicuro?”. Questa è il dialogo che dobbiamo tenere vivo, sempre.

Inoltre, non dovremmo provare pietà per le giovani generazioni. Devono, tuttavia, iniziare a percepire dove questo mondo sta andando se lasciato così com’è: diventerà più freddo, più crudele e artificiale, inadatto agli esseri umani.

Riescono a capirlo? Confido di sì. Possono cambiare? Assolutamente sì. Tuttavia, è un processo e non si risolverà in una sola conversazione. Potrebbero volerci diversi anni, il che va bene. Ciò che conta è persistere, andare avanti senza sosta.

Perché, alla fine, il nostro compito più grande non è crescere professionisti di successo, ma formare una generazione di esseri umani felici e sicuri di sé.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 21 maggio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le lacrime sono diverse per uomini e donne?

C’è qualcosa di molto profondo nelle lacrime. Non mi riferisco alle lacrime dei bambini, ma specificamente a quelle degli adulti. Quando gli adulti piangono, c’è una sorta di urlo silenzioso, un tremore dell’anima a cui semplicemente non possiamo restare indifferenti. Quando vedo qualcuno piangere, soprattutto in silenzio, avverto immediatamente quella tensione interiore.

Le lacrime nascondono molto. Racchiudono uno stress profondo e sottile che trabocca dall’interno. Quando piangiamo, ci purifichiamo. Liberiamo qualcosa che le parole non riescono a esprimere.

Piangere, tuttavia, non è facile. Soprattutto per gli uomini. È raro, e accade solo in momenti di profonda lucidità emotiva, quando consapevolezza e sentimento si fondono. Non sono le stesse lacrime delle donne.

È qui che si colloca il confine fondamentale tra uomini e donne. Una donna semplicemente non può piangere per motivi maschili, un uomo non può piangere per motivi femminili. Siamo diversi,  così diversi che non possiamo comprendere pienamente i reciproci sistemi interiori. Ecco perché siamo stati creati come due, non come uno.

Inoltre, non sono solo le cause a differire, ma anche le lacrime stesse. I sistemi attraverso cui scorrono sono completamente separati. Nell’uomo, le lacrime passano attraverso il cervello, con solo un minimo coinvolgimento del cuore. Nella donna, passano attraverso il cuore e, ancora più in profondità, attraverso l’utero, cioè attraverso il sistema della futura nascita.

Questi sistemi maschile e femminile non sono solo archetipi biologici, ma anche spirituali. Un uomo piange quando comprende qualcosa, quando  ha un’illuminazione  che lo tocca emotivamente. Una donna piange quando il suo sistema interiore viene attivato. Appartengono letteralmente a mondi diversi.

Ci chiediamo quindi: che significato ha l’unione tra questi due esseri completamente diversi? Cosa succede quando le lacrime maschili e femminili si incontrano?

Non si uniscono da soli. Possono unirsi solo nell’unica forza della natura che esiste al di sopra di loro, che la Kabbalah chiama “il Creatore”. Solo quando si elevano al di sopra di se stessi, al di là dei loro sistemi naturali e interiori, possono trovare una radice comune. È lì che avviene la vera unione. Non è un’unione nel mondo fisico, ma in quello spirituale, in cielo. Questa attrazione tra uomo e donna, questa attrazione degli opposti, ha origine da quel sistema complesso. È progettata non per completarsi a vicenda esteriormente, ma per raggiungere insieme una rivelazione comune del Creatore. La vera unione si crea quindi in cielo. È lì che sia l’uomo che la donna trovano la loro fonte e la loro completezza.

A volte mi chiedono perché la mia voce trema e gli occhi mi si riempiono di lacrime quando parlo del mio maestro, RABASH. È perché la radice della mia anima è in lui. Quel legame va oltre la ragione, oltre l’emozione. Vive nella profondità del mio essere. Quando lo tocco, cambio, perché in quella radice tutto diventa uno.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 14 maggio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa conta di più in una relazione: la chimica o gli obiettivi di vita condivisi?

C’è un fenomeno ben noto, secondo il quale un ragazzo entra in una stanza e gli vengono presentate una serie di provette, ciascuna contenente un profumo diverso. Lui sceglie quella che lo attrae di più e poi gli viene detto: “Questo profumo corrisponde a una ragazza in particolare”. Allo stesso modo, la ragazza in questione seleziona la provetta che corrisponde al profumo di quel ragazzo in particolare. Sembra creativo, persino romantico in un certo senso.

L’olfatto come fattore per scegliere un partner è un fenomeno antico e naturale, negli ultimi anni c’è stato un crescente supporto scientifico all’idea che gli esseri umani siano biologicamente “abbinati” o attratti dai partner anche in base all’odore.

Il senso dell’olfatto è profondamente radicato in noi. Le aree del cervello responsabili dell’elaborazione degli odori sono vaste. L’olfatto ci influenza in modo potente, anche a livello inconscio. Siamo attratti o respinti dalle persone anche in base a questo. Profumi e chimica del corpo giocano un ruolo, ma, per quanto importante, l’odore non dovrebbe determinare la scelta di un partner per la vita.

Il vero criterio per la scelta di un partner non è l’odore, l’aspetto, lo status o gli hobby condivisi, che sono tutti aspetti esteriori. Il vero incontro avviene a un livello più profondo, quando due persone si allineano nella loro intenzione verso lo scopo della creazione.

Se le persone si impegnassero sinceramente per raggiungere quell’obiettivo comune e nobile, capire perché siamo qui e per cosa viviamo. sarebbe molto più facile trovare un partner. Perché allora, in fondo, non saremmo così diversi. Quell’unico scopo ci unirebbe.

Sembra un’esagerazione. Parlare ai giovani dello scopo della creazione potrebbe sembrare fuori luogo. Ma quale alternativa hanno? Cosa ottengono invece? Solo un amore fugace e transitorio che svanisce rapidamente. Questo è ciò che accade quando non c’è un fondamento più profondo.

Quindi, cosa dovrebbero capire veramente i giovani? Prima di chiedersi: “Con chi voglio stare?”, chiedetevi: “Perché mi sposo?”. Se non riuscite a rispondere a questa domanda, come può la relazione durare? Oggi le persone si incontrano, hanno figli e poi si separano. Non c’è un punto fermo o un percorso comune.

Solo un legame reciproco verso uno scopo più alto può davvero unire due persone. Senza di esso, anche la connessione emotiva o fisica più intensa svanirà.

Il matrimonio non è solo amore o attrazione. È un passo consapevole verso un obiettivo più grande: raggiungere insieme lo scopo della creazione. Questo include non solo il partner, ma anche l’ambiente che ci circonda, gli amici che ci sostengono in questa stessa direzione.

Qual è lo scopo ultimo? È scoprire la forza superiore che governa le nostre vite, comprendere il sistema in cui esistiamo, il significato della nostra esistenza e la fonte che ci guida.

Se questa sete di scoperta, di significato spirituale, è presente in entrambi i partner, allora hanno la possibilità di costruire qualcosa di duraturo. Insieme, possono aiutarsi a vicenda a raggiungere questo obiettivo. Questo è ciò che caratterizza una vera collaborazione di coppia.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 4 giugno 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il primo amore lascia sempre un segno indelebile?

Perché il nostro primo amore non si avvera quasi mai? Perché passa come un sogno che non tocca mai davvero terra? È così che lo sogniamo sempre, non la persona, ma il sentimento stesso. Quella sensazione travolgente, quella di una disponibilità totalizzante a donarci completamente per un’altra persona, rimane con noi. È ciò che la forza superiore che ci ha creato e ci sostiene, che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “il Creatore”, “Dio” e “Natura”,  vuole impiantare nei nostri cuori attraverso i primi amori che ci dona.

Se ci connettessimo davvero al nostro primo amore, la piena comprensione e realizzazione di quel sentimento lo spegnerebbe, rendendolo ordinario e comune. Invece, ci viene dato in una forma che non può essere raggiunta fisicamente. Viene posto davanti a noi affinché continuiamo a desiderarlo, a tendere verso di esso. Quel sentimento diventa una bussola che ci indica qualcosa di più elevato.

È un sentimento che si deposita nella nostra memoria, rimanendo nascosto dentro, come una scheggia nel cuore che non se ne va mai e che tutti quanti portiamo con noi.

Ma amiamo davvero la persona che consideriamo il nostro primo amore? No, non la vediamo nemmeno. Non guardiamo la persona in sé, ma una scintilla, qualcosa che è stata messa lì per accenderci. Quella scintilla ci cattura, facendoci desiderare di starle accanto per sempre.

Lo scopo di questa scintilla è farci provare l’esistenza dell’amore e, insieme ad esso, una sensazione di nostalgia, un vuoto doloroso, un dolce dolore, che diventa il nostro primo assaggio di anelito spirituale. 

Di solito, nessuno sposa il suo primo amore perché questa esperienza, che coinvolge i nostri sentimenti, sogni e desideri, è orchestrata dall’unica forza superiore che esiste in natura. La natura è dietro ogni nostro sentimento, gusto e stato d’animo, guidandoci a scoprire, passo dopo passo, la sua qualità d’amore verso di noi.

Raramente accade che le persone si incontrino presto, si innamorino, si sposino, costruiscano una famiglia e invecchino insieme. Ho visto casi simili, ed è molto interessante osservarli. Queste coppie hanno spesso molti figli. Sembrano capirsi profondamente, senza bisogno di parole, di solito sono felici.

Ma questi casi sono estremamente rari. Sono una sorta di dono dall’alto. Un segno.

In definitiva, però, cosa ci viene mostrato? Che dobbiamo ricercare un amore eterno, superiore e vero. Non è amore di coppia o per un partito o per la patria, ma amore per la natura stessa, la qualità stessa dell’amore e della dazione che ci ha creati e ci sostiene.

Come giungiamo a questo amore? Attraverso lo sviluppo dell’amore per gli altri. Amore non solo per coloro per i quali una scintilla mi fa sentire qualcosa di speciale, ma amore per tutti. Attraverso l’amore per gli altri, arriviamo ad amare la natura stessa. Nella saggezza della Kabbalah, questo si chiama “dall’amore per l’uomo all’amore per Dio”, poiché “Dio” e “Natura” nella Kabbalah sono la stessa cosa.

Questa è la verità ultima che si cela dietro la sensazione del nostro primo amore: darci un assaggio che l’amore esiste e che lo stesso tipo di desiderio e brama che applichiamo naturalmente al primo amore, dovremmo applicarlo volontariamente per raggiungere “dall’amore per l’uomo all’amore per Dio”.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 6 luglio 2025.

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Sforzarsi di raggiungere il contatto con il Creatore

Domanda: Si ha la sensazione che il sacrificio sia uno stato elevato che bisogna meritare per raggiungere il contatto con il Creatore. Ma poiché non abbiamo ancora raggiunto quel contatto, come dovremmo agire? Con la ragione, o forse “interpretando” quello stato?

Risposta: Dovresti orientarti verso ciò che viene chiamato sacrificio, o devozione dell’anima (Mesirut Nefesh). Sforzandoti di entrare in contatto con il Creatore, riveli sempre di più il tuo Kli interiore e desideri che il Creatore lo riempia. Lo bramerai e ti avvicinerai a Lui proprio aprendoti al sacrificio.

Ci troviamo in una situazione limite e spero che questo diventi chiaro molto presto.

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Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah

 

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Materiale correlato:
In Gratitudine verso il Creatore
Devozione al Bore’
Cosa ci spinge a esigere la perfezione?

Perché alcune persone sembrano pensare che i problemi del mondo siano irrisolvibili?

Per comprendere la situazione pericolosa in cui ci troviamo, dobbiamo fare un passo indietro.

Tutta la realtà è un unico sistema. Un’unica forza generale opera in tutta la natura e noi esistiamo sotto la sua supervisione.

Se noi siamo saggi, quella forza è molto più saggia di noi. Inoltre, se sappiamo come fare progetti, quella forza li conosceva già. Non conteniamo nulla oltre a ciò che originariamente ha impiantato in noi, perché siamo il suo risultato, i suoi figli. A quella singola forza vengono dati molti nomi, tra cui: “Dio”, “Creatore” e “Natura”.

Questa prospettiva sulla realtà come sistema integrale è essenziale per approfondire la nostra comprensione di tutto ciò che ci accade.

Esiste quindi una forza che crea e organizza la natura dall’inizio dell’evoluzione che noi conosciamo, e forse anche da prima. Tutto funziona secondo delle leggi, secondo un programma operativo globale. Possiamo chiamarla evoluzione o piano divino, ma i nomi che le diamo non hanno importanza. Ciò che conta è trovare il modo di scoprire quella forza superiore. Questo è l’oggetto della saggezza della Kabbalah, la nostra saggezza interiore che indaga i fondamenti della realtà.

Più scopriamo la forza superiore e il percorso evolutivo complessivo che essa ci fa attraversare, più comprendiamo perché ci arrivano determinati stati e cosa dobbiamo fare per evolverci in modo ottimale, non attraverso colpi e spinte da dietro, ma con un progresso attento, con introspezione e consapevolezza.

La scoperta della forza superiore avviene secondo una legge chiamata “equivalenza di forma”. Questa legge afferma che la percezione di qualsiasi fenomeno richiede l’emergere di una forma simile dentro di noi. Un ricevitore radio funziona in questo modo. Per ricevere un’onda trasmessa da una specifica stazione radio, il ricevitore deve generare al suo interno la frequenza di quell’onda.

La natura della forza superiore è la dazione, ossia amore puro e altruismo. Per scoprirla, dobbiamo creare tra noi un legame simile, una connessione profonda fino al livello dell’amore. Inoltre, dobbiamo farlo al di sopra delle nostre differenze di opinione e di ogni tipo di rifiuto che emerge, cioè al di sopra di ogni ego e odio.

Pertanto, la legge generale è:  “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa non è semplicemente una piacevole raccomandazione morale, ma la definizione dell’unico codice di connessione attraverso il quale possiamo scoprire la singolare forza superiore della natura. Raggiungendo lo stato di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, accediamo al sistema operativo che governa tutto ciò che accade a noi e all’intera creazione. Più impariamo a connetterci in modo ottimale, per il quale la saggezza della Kabbalah descrive un metodo completo, più ci avviciniamo a questa forza superiore. Allora, e solo allora, possiamo anche percepire la sua influenza benevola su di noi.

Non esiste un modo per risolvere in maniera fondamentale i problemi odierni senza avvicinarci alla forza superiore. I nostri innumerevoli problemi indicano un solo punto rotto: la relazione egoistica tra noi. Ed è proprio questo punto che deve essere corretto.

Abramo fu il primo a parlare dell’unità di tutti i popoli. Insegnò come connettersi attraverso un comune atteggiamento d’amore. Una comunità di migliaia di studenti provenienti da tutte le nazioni e tribù della zona si riunì attorno ad Abramo e a questa idea da lui insegnata. Come spiega Maimonide nel  Libro della Conoscenza , la nostra nazione si formò in seguito da queste persone.

Da allora, abbiamo una missione all’interno di questo puzzle universale: raggiungere uno stato di unità (“Ama il prossimo tuo come te stesso”) al di sopra delle nostre differenze e divisioni (“L’amore coprirà ogni colpa”), per presentare un esempio di vita nella connessione e nell’amore, cioè una vita allineata con l’unica forza superiore e con la sua rivelazione tangibile all’interno della nazione (diventare “una luce per le nazioni”). Abbiamo attraversato diversi momenti di ascesa e discesa rispetto a questa missione, finché l’odio distrusse la nostra connessione e ci mandò in esilio circa duemila anni fa.

Dopo un lungo esilio, siamo stati riportati qui, nella Terra d’Israele, e non per caso. Il mondo in cui viviamo è diventato interconnesso e interdipendente, connettendo tutti a tutti, ma i giochi dell’ego minacciano di distruggere tutto ciò che l’umanità ha costruito. Gli esseri umani hanno bisogno di un nuovo stile di vita, di accesso alla forza superiore che unirà tutti. Questa è la ragione profonda dell’attenzione apparentemente sproporzionata dell’umanità su questo piccolo pezzo di terra chiamato “Israele”.

I colpi che riceviamo, sia dall’interno che dall’esterno, indicano che siamo in ritardo. Non riusciamo a soddisfare le richieste dei tempi. Nulla ci aiuterà se non la consapevolezza di trovarci di fronte a una forza superiore. È essa che ci “combatte” attraverso i molti personaggi e situazioni che ci invia. Dobbiamo accettare la natura e allinearci ad essa connettendoci armoniosamente tra noi, al di sopra di ogni differenza.

Riceveremo forza, intelletto ed emozione, o mente e cuore, da questa forza superiore, se vorremo avvicinarci ad essa. Questa mente e questo cuore saranno nuovi e integri, capaci di percepire la realtà come un unico meccanismo e di considerare sempre il bene di tutti. Un tale approccio ci organizzerà dall’interno, ed è ciò che brillerà da qui in tutto il mondo. Calmerà persino tutti coloro che ci odiano, trasformandoli in sostenitori. Gradualmente, l’umanità imparerà a vivere come un unico collettivo e raggiungeremo il prossimo livello di esistenza come corona della creazione.

Questa è la mappa evolutiva scoperta dai grandi saggi della nazione di Israele, come spiegato nella saggezza della Kabbalah. Non ci resta che aiutarci a vicenda ad assorbire interiormente questa visione.

Basato sull’episodio 58 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possiamo affrontare le cause profonde di povertà e disuguaglianza e creare società più eque?

Un tempo le persone dovevano cacciare per avere qualcosa da mangiare, coltivare frutta e verdura, costruire case, cucire vestiti e altro ancora. Ognuno faceva tutto. In seguito, abbiamo sviluppato la consapevolezza che era meglio commerciare. Ognuno di noi si specializzava in determinati campi e completava le carenze degli altri. Oggi, l’ego ha raggiunto proporzioni colossali e le persone vogliono ingoiare tutto per sé, sfruttare tutti per il proprio comodo con qualsiasi mezzo. Cosa succederà domani? Possiamo analizzare le tendenze e trattare preventivamente i colpi?

Abbiamo visto come la crisi economica del 2008 abbia portato le persone a scendere in piazza in tutto il mondo. Chiedevano giustizia, uguaglianza e, in definitiva, equilibrio sociale. Non è una novità, ovviamente. Nel nostro subconscio, abbiamo sempre saputo che equilibrio e reciprocità sono positivi, ma il nostro egoismo ristretto ci ha spinto a prendere all’infinito per noi stessi, ovvero a trattare i nostri rapporti con gli altri come opportunità di controllo, a costruire il nostro successo sulla rovina altrui e, a volte, persino a trarre piacere dalla sofferenza altrui. Che sia piacevole o meno affrontarlo, la natura umana ci spinge a confrontarci gli uni con gli altri e ad augurare il fallimento a tutti per sentire il nostro valore.

Da un lato, l’ego è un motore di crescita. Senza di esso, non avremmo abbandonato le caverne, non avremmo sviluppato la vita sociale, la scienza e la cultura. Grazie all’ego, abbiamo la competizione, che affina i nostri successi e le nostre capacità. Dall’altro lato, c’è un punto di svolta, superato il quale il potere dell’ego diventa incredibilmente distruttivo.

Chiarire questo confine tra ego utile ed ego nocivo è il compito principale della nostra generazione. Quanto più accuratamente faremo distinzioni, tanto più risparmieremo sofferenze, crisi, guerre e disastri.

La natura che ci circonda si sviluppa come un sistema integrale. Ogni elemento ha i suoi impulsi apparentemente egoistici, ma la natura li organizza tutti in un unico arazzo basato sulla connessione tra opposti, complementarietà e reciprocità. Anche il nostro corpo funziona in questo modo. Se una particolare cellula del corpo perde il senso del sistema e inizia a consumare incessantemente dall’ambiente circostante, si tratta di cancro, la malattia che più di ogni altra simboleggia la radice di tutti i problemi della società moderna.

Come dovrebbe essere l’equilibrio sociale? Cosa significa mantenere un equilibrio tra ricevere e dare a livello umano? Sono domande importanti.

Il XX secolo ha presentato due estremi, due approcci socioeconomici opposti, entrambi rivelatisi sbilanciati: l’approccio russo, che reprimeva con la forza l’ego privato e che è finito per crollare e  l’approccio americano, che ha lasciato che l’ego si scatenasse senza limiti e che sta crollando sotto i nostri occhi, anno dopo anno.

L’approccio integrale, le cui idee sono qui presentate, parla di equilibrio tra l’ego privato e il bene della collettività. Offre un metodo per progredire verso il successivo stadio evolutivo di maggiore interdipendenza e interconnessione e sottolinea che possiamo soddisfare la richiesta di uguaglianza e giustizia sociale, a condizione che l’individuo e la collettività abbiano pari importanza. In una tale realtà, l’equilibrio tra tutti sarà definito come un obiettivo generale, come il risultato a cui tendere in ogni ambito: economico, sociale e personale.

Si tratta, in effetti, di una straordinaria rivoluzione percettiva. Richiederà un cambiamento nella natura umana e nella percezione del legame tra individuo e società. Un simile salto di qualità è possibile solo se decidiamo insieme di intraprendere un profondo processo educativo e culturale che coinvolga l’intera società umana, con l’obiettivo di costruire la coscienza e la consapevolezza che il bene dell’individuo e il bene della collettività siano realmente una cosa sola.

Finora non siamo riusciti ad avvicinarci a un simile equilibrio perché non c’era una chiara consapevolezza che l’intensificazione dell’ego ci sta distruggendo. Oggi, tutte le relazioni che abbiamo costruito nel corso della storia stanno crollando una dopo l’altra. I legami tra persone, settori e nazioni stanno diventando terribili e spaventosi. Viviamo all’interno di una grande bolla dell’ego, che da un momento all’altro può esplodere, devastandoci tutti.

Questo problema è particolarmente sentito qui, dove vivo, in Israele. Fuori siamo circondati da nemici. Dentro siamo divisi e in conflitto. Ognuno di noi cerca di fare del proprio meglio, senza alcuna considerazione per gli altri. Un approccio così egoistico è completamente contrario alle radici della nostra nazione.

In origine, siamo diventati una nazione basata sull’idea che “tutti gli Israeliti sono amici”, ovvero che siamo garanti gli uni degli altri e che la nostra unità dovrebbe coprire tutte le nostre differenze. Per i nostri antenati, “Ama il prossimo tuo come te stesso” era la regola delle regole, il codice per una connessione ottimale tra le persone. Poi, abbiamo sperimentato un balzo dell’ego umano e la nazione si è frantumata in frammenti. Dopo duemila anni di peregrinazioni tra le nazioni, oggi dobbiamo iniziare a plasmare la nostra nazione in modo integrale, ovvero in un modo che dimostri il codice della nuova vita. Questo risolverà i problemi tra noi e porterà anche simpatia e sostegno da tutte le nazioni, compresi i nostri più grandi nemici.

Più investiremo in questo, più scopriremo nella società una forza interiore di unione, connessione, mutua garanzia e reciprocità. Sarà una forza immensa, mai provata prima. La salute di un corpo deriva dal fatto che le sue cellule e i suoi organi sono integralmente connessi, sincronizzati ed equilibrati. Allora, invece di sentirci stanchi, svuotati e malati, ci sentiremo come giovani pieni di forza, desideri e capacità. Tutto ci sarà aperto, e avremo la possibilità di andare di forza in forza. Inoltre, l’equilibrio che riusciremo a generare tra di noi porterà anche a un equilibrio complessivo nel sistema più ampio della natura, lo stesso sistema in cui oggi introduciamo molteplici squilibri.

Concludo questa riflessione con parole scritte negli anni ’40, nella speranza che finalmente iniziamo a farle nostre:

“Che ogni individuo comprenda che il proprio beneficio e quello del collettivo sono uno e lo stesso, e così il mondo giungerà alla sua completa correzione.”
Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), Pace nel Mondo.

Basato sull’episodio 52 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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