La fonte della filosofia

Domanda: Baal HaSulam scrive nel libro ll Frutto del Saggio, che una volta, al posto della Kabbalah esisteva la filosofia.  Ciononostante, solo la Kabbalah può parlare di questioni che la filosofia ha preso come le sue basi.  Qual è la ragione per questa affermazione?

Risposta: Se prendiamo le basi della filosofia, e ora non parlo dal punto di vista di un Kabbalista, ma dal punto di vista di un filosofo, allora i Kabbalisti tedeschi medievali, in particolare il filosofo e umanista Johann Reuichlin, scrive nella sua opera De Arte Cabbalistica che Pitagora, fondatore della filosofia, tradusse il termine “kabbalah” in greco con il termine “filosofia” e prese tutte le basi della filosofia dalla Kabbalah.

In effetti, anche al tempo dei profeti, nei secoli VIII e IX  a.C, gli antichi greci studiavano con i Kabbalisti.  I Kabbalisti insegnarono a tutti coloro che volessero studiare, perché la Kabbalah è intesa per tutti, senza eccezioni.

Se una persona aveva il desiderio di occuparsi del suo proprio miglioramento e ottenere la somiglianza spirituale con la forza superiore, poteva venire e studiare questo metodo.  Non c’era alcuna restrizione.

Successivamente, gli antichi greci, che avevano studiato con i profeti, organizzarono una propria scuola. Disconnessero la materia dalla sua forma e iniziarono a occuparsi con la forma astratta. E da questo nacque la filosofia.

 

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From KabTV’s “Close-Up”

Qual è la differenza tra filosofia e Kabbalah?
La Kabbalah è la saggezza dell’amore
I tre principi della Kabbalah

La conferenza di Glasgow sul cambiamento climatico non cambia nulla

Mentre il mondo assiste al Congresso del 2021 sul Cambiamento Climatico, a Glasgow, sempre più dati indicano che gli sforzi umani, partendo dal presupposto che ci siano stati degli sforzi, sono stati, al meglio, insufficienti. Anche se i leader mondiali diffondono dichiarazioni a bizzeffe sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, la realtà è l’opposto. 

Il rapporto del Production Gap dell’ONU registra le discrepanze tra la produzione di combustibili fossili programmati dalle nazioni e i livelli globali reali.  Il rapporto di quest’anno rivela che “nonostante l’aumento delle ambizioni climatiche e gli impegni Net-Zero, i governi prevedono ancora di produrre più del doppio della quantità di combustibili fossili nel 2030 rispetto a quanto sarebbe coerente con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 C [2,7 F]. 

Tuttavia, anche se i governi intendessero rispettare i loro impegni, ciò non invertirebbe il cambiamento climatico. Se paragoniamo la quantità di gas serra prodotta dall’umanità alla quantità emessa dalle eruzioni vulcaniche, incendi forestali, e lo scongelamento accelerato del permafrost in Alaska, Groenlandia, Canada e Siberia, è chiaro che la natura è diretta ad un rapido cambiamento climatico con o senza il nostro “aiuto”. 

Ci sono crisi in ogni settore di coinvolgimento umano: le tensioni internazionali aumentano, l’estremismo religioso cresce, tensioni razziali e culturali dividono le nazioni dall’interno, e l’economia globale  è sull’orlo della stagflazione. Come se non bastasse, il coronavirus, tenace,  disturba la nostra vita e la ripresa economica del mondo intero, le catene di distribuzione  si stanno spezzando, portando a carenze di gas, cibo e altri beni basilari, e i disastri naturali si intensificano in frequenza e in ferocia  per via del cambiamento climatico. E’ chiaro che dobbiamo smettere di concentrarci su problemi specifici, e iniziare a pensare in maniera più sistematica. 

Il nostro mondo è costruito come una piramide.  Alla base della piramide abbiamo il livello minerale, sopra la flora, e sopra ancora la fauna, con  l’uomo che si trova in cima alla piramide.  Non facciamo parte del regno animale perché mentre i nostri corpi sono simili a quelli degli altri primati, le nostre menti ci permettono di riflettere sul passato, sul futuro, e fare piani a lungo termine per noi stessi e per il pianeta.   

In ogni modo, nonostante la nostra mente superiore, non siamo “superiori” al sistema: ne facciamo parte. Per questo motivo influenziamo tutti i livelli sotto di noi. Perciò, qualsiasi malfunzionamento al livello superiore, quello umano, si “riversa” su tutta la piramide e rovina anche gli altri livelli.

Ora è facile vedere che il problema è proprio dell’umanità. Inoltre, dato che i problemi abbracciano ogni ambito dell’impegno umano, è chiaro che frenare le emissioni di gas non risolverà nulla. Se vogliamo sistemare il mondo, dobbiamo sistemare l’umanità.

Quando esaminiamo l’umanità, ogni persona ha delle capacità e delle caratteristiche uniche.  In sé, queste caratteristiche non sono un problema, ma un vantaggio. La varietà di pensieri, approcci, culture, idee e credenze umane, creano un tappezzeria con centinaia di intrecciature che formano una potente entità che potrebbe, in teoria, raggiungere qualsiasi cosa.  Quindi, il problema non sono le persone, ma come si connettono tra di loro. 

Attualmente, le intrecciature nella tappezzeria dell’umanità cercano di distruggersi tra di loro.  Anziché rafforzarci, sostenerci e incoraggiarci,  gareggiamo per supremazia e potere.  Anziché  lavorare per rendere il tessuto il più forte, e il più bello possibile, cerchiamo di essere il filo più forte di tutto il foglio.  C’è  quindi da meravigliarsi se siamo esausti? C’è da meravigliarsi se siamo nauseati dalle lotte senza fine e dal malcontento che ci circonda?  C’è da stupirsi che la depressione sia la malattia più comune dei nostri tempi?  E infine, c’è da meravigliarsi che il nostro mondo, la nostra unica casa, sia in rovina?  Ora, credo che sappiamo su cosa dovremmo concentrarci per salvare il nostro pianeta.  

Didascalia della foto:
Quattro attivisti della Extinction Rebellion Glasgow University si legano al Memorial Gate dell’Università di Glasgow il 29 ottobre 2021 a Glasgow, Scozia. 

Come salvare i bambini dal suicidio?

Domanda: Uno scrittore chiede: Per favore,  ci parli del suicidio tra i bambini. Come posso spiegare loro che è sbagliato e che uno non dovrebbe avere tali pensieri? In una scuola del quartiere una ragazza ha fatto un salto da un edificio in costruzione. Ci sono due versioni sul perchè accade: la prima è un amore non corrisposto, la seconda è l’influenza di Internet, che l’ha condotta a questo. Come dobbiamo parlare a un adolescente?  Come possiamo prevenire che accada? Oppure è il fato di una persona?

Risposta: Dobbiamo comprendere che un teenager non è ancora un adulto. Egli consegue il mondo gradualmente. Proprio come quando siamo nati. Per prima cosa siamo completamente all’interno di nostra madre, poi mettiamo fuori la nostra testa. Cominciamo a  comprendere un po’, dentro al nostro lettino, alla nostra stanza, all’appartamento, e così via.

Un bambino oggi, nonostante cominci a camminare e possa solo raggiungere qualcosa gattonando intorno a una piccola area, è vulnerabile  di fronte a un grande mondo intorno a lui.  Viene messo in macchina, portato in giro, spinto in un passeggino, i genitori accendono la TV, la musica, i video, qualunque cosa. Viene sommerso da ogni genere di giocattoli complicati.

In breve, i confini del mondo gli sono stati aperti mentre non è ancora pronto. La Natura non lo ha ancora preparato. Per questo è confuso e non sa cosa fare. Tuttavia, egli è sotto pressione per così tanti stimoli e per i quali non è ancora pronto.  E questo è il problema.

Quindi, molti bambini non possono comprenderlo. Non hanno abbastanza forza  dentro di loro. Tutte queste percezioni esterne  li influenzano in tal modo che essi perdono il controllo.  Quando sono esposti a films vietati o a qualcosa di simile essi li percepiscono come reali e prendono facilmente in considerazione il suicidio.

Noi dobbiamo proibire tutto questo e limitarli. Per i primi due anni non devo esporre un bambino a sollecitazioni esterne. Solo visioni sulla natura che può vedere e sentire attorno a lui, questo è ciò che gli deve essere mostrato.  I suoni e le immagini che lo circondano, ogni cosa che è lì gli fa vedere tutto, ma nessuno schermo, niente computer o TV.

Domanda: Quindi, sei un grande fautore di una responsabile e graduale esposizione dei bambini a questa vita?

Risposta: Io voglio un bambino per dargli l’opportunità di sviluppare in lui una mente sana all’altezza del mondo nel quale esiste. Qualsiasi cosa egli possa raggiungere, questo è ciò  che deve essere confortevole per lui.

Il resto è per le tappe successive. Fino a  quel momento tutti i tipi di sistemi sono a posto. Noi possiamo già spiegargli alcune cose, parlargli, dargli  nozioni di letteratura e mostrargli altre cose.  Subito dopo si può iniziare con la storia, la geografia e la geologia, piuttosto che questi terribili programmi per bambini  costruiti interamente sulla fiction e che causano loro una terribile distorsione della realtà. Essi mostrano violenza e rabbia. E’ davvero incredibile!

Le trasmissioni per i bambini sono le più violente. Un bambino  le guarda e pensa che sia la realtà, il mondo. Così, perché non saltare dal decimo piano? Egli vede questi salti alla TV ogni  giorno nei programmi  a lui dedicati.

Significa che non abbiamo idea di quale immagine distorta della realtà noi portiamo nel loro mondo. Quindi, cosa dobbiamo aspettarci? Abbiamo bisogno di rimuovere tutto questo. Completamente.

Domanda: Sei favorevole a misure così drastiche?

Risposta: Io sono per elevare una sana generazione.

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Dalla trasmissione Kab TV “News with Dr. Michael Laitman” 11/2/21

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Il circolo vizioso della violenza domestica

La violenza domestica è una specie di allarme sociale globale; è diffusa e apparentemente inarrestabile. L’attenzione dei media statunitensi sulla scomparsa e l’uccisione di una giovane donna, Gabby Petito, nel Wyoming,il cui   compagno è stato indicato come persona di interesse, ha messo di nuovo sotto i riflettori la questione delle relazioni violente. Purtroppo, questo è solo uno dei tanti casi segnalati ogni giorno in tutto il mondo tra i troppi che non vengono segnalati.

In base ad un nuovo studio pubblicato dal The New England Journal of Medicine, in America, una donna su quattro, nel corso della propria vita, subirà violenza dal proprio partner. Secondo le statistiche dell’ONU, a livello globale circa una donna su tre, una cifra sbalorditiva di 736 milioni, nella sua vita è stata vittima di violenza commessa dal proprio partner.

L’umiliazione, la derisione, il bullismo, le minacce e le insulti, sono forme comuni di abuso verbale all’interno della famiglia. Anche la violenza emotiva assume forme pacate: disconnessione, silenzi assordanti e lunghi periodi di disinteresse. Ci sono molte sfumature ed espressioni di violenza comunicativa tra le coppie e quando in casa queste diventano situazioni ricorrenti, di solito hanno conseguenze disastrose. Come si può affrontare questo fenomeno?

Cominciano dalle scuole. La maggior parte delle istituzioni è orientata ad impartire conoscenza ed educazione, ma questo è ben lontano dal preparare un giovane alla vita. La lezione più importante da imparare è come comportarsi nelle relazioni, sul lavoro, ovunque. Questo è valido specialmente ora che così tante strutture sociali sono crollate ed i giovani crescono senza buoni esempi con cui relazionarsi e confrontarsi.

Come risultato della mancanza di intenzioni ed obiettivi su come costruire relazioni valide, molte famiglie vivono un’atmosfera ostile e violenta. I bambini che crescono in questo genere di ambiente soffrono di alti livelli di insicurezza. Quando crescono e si creano una loro propria famiglia, a volte vogliono costruire un ambiente completamente diverso. Tuttavia, spesso finiscono per ricreare gli stessi schemi violenti, a loro così familiari  perché derivanti dal loro passato. Si rendono conto di ripetere gli stessi errori, ma scoprono di non avere la forza di cambiare.

Gli schemi dei comportamenti che osserviamo durante l’infanzia ci accompagnano per tutta la vita, per cui è naturale che li replichiamo. Pertanto, è fondamentale che la società fornisca ad ogni persona corsi e sistemi educativi che le permettano  di creare i giusti modelli di relazione. Tali schemi devono essere fissati profondamente all’interno di una persona per fermare gli scoppi e le eruzioni di rabbia prima che venga fatto del male.

Il principio più importante da insegnare nella costruzione delle relazioni è quello dell’uguaglianza. Questo principio si contrappone alla volontà interna che è alla base di ogni comunicazione violenta, la volontà di una persona di controllare gli altri.

Al fine di illustrare cosa si intenda per principio di equità, diciamo che voglio costruire delle buone relazioni tra me e il mio partner, con la reciproca comunicazione, una profonda connessione e grande amore. Da questo momento in poi, entrambi dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze di essere uguali. Come esercizio pratico conveniamo che qualsiasi cosa io faccia al mio partner, lui o lei farà lo stesso a me, nel bene e nel male. Concordiamo di specchiarci uno nell’altro.

Dal modo in cui parliamo, guardiamo, reagiamo tra noi in ogni questione e interazione, cercheremo di imparare da questo esercizio come il nostro partner sta cercando di trattarci bene. E anche se va contro il nostro egoismo e ci costa un grande sforzo, vale la pena mostrare che ci sforziamo di trascendere il nostro istinto egoista per formare un buon legame reciproco, perché ciò obbligherà anche il nostro partner a fare lo stesso.

Come parte della formazione di coppia sull’applicazione del principio di uguaglianza, funzioneremo l’uno verso l’altro come uno specchio. Se ognuno di noi cerca immediatamente di copiare i comportamenti dei nostri partner e di rifletterli come uno specchio, così facendo ci aiutiamo a sentire come il nostro atteggiamento ha influito sull’altro, individuiamo cos’altro dobbiamo correggere e migliorare. È un meccanismo di riscontro, una risposta che esiste sia nei sistemi tecnologici che in quelli naturali con lo scopo di mantenere l’equilibrio e la completezza.

Se imparassimo a costruire questo tipo di meccanismo nelle nostre relazioni e fossimo entrambi d’accordo di funzionare come specchi uno per l’altro, allora anche se un individuo ne trattasse male un altro, una risposta di riflesso arriverebbe immediatamente dal partner e porterebbe lui o lei ad un aggiustamento della direzione. Gradualmente cominceremmo a percepire che il buon trattamento che vogliamo ricevere dai nostri partner dobbiamo prima dimostrarlo a loro.

Questo è il modo in cui ci costruiamo l’un l’altro e creiamo una relazione egualitaria. Man mano che avanziamo in questo lavoro, invece degli impulsi egoistici che sorgono in noi e che guidano le nostre relazioni in una direzione violenta, coercitiva e distruttiva, saremo in grado di modellare l’ambiente che ci circonda e costruire una casa dove solo i buoni modelli saranno instillati nella nostra prole e in tutta la società.

 

Il crollo dell’istituzione del matrimonio

Domanda: Sempre più persone non vogliono entrare nella formalità del matrimonio. Oggigiorno, e in molti posti, il matrimonio di diritto comune è considerato di fatto una relazione matrimoniale. La cosa interessante è che secondo le statistiche riportate in uno studio che ho letto, circa il 70% degli uomini che vivono in un matrimonio di diritto comune, si considera single, e il 90% delle donne nella stessa situazione si considera sposata.  Come si spiega un atteggiamento così opposto a questa situazione?

Risposta: Vogliono pensare in questo modo perché educhiamo sia gli uomini che le donne nella maniera scorretta. L’uomo non si sente responsabile. Gli è più comodo così è più semplice vivere in diritto comune perché non lo obbliga in nessun modo.

Ma siamo a conoscenza anche di altre statistiche: le persone vivono insieme per tanto tempo, si sposano, e dopo un po’ divorziano.  Perdipiù questo avviene nella maggioranza dei casi.  Se non si fossero sposati avrebbero continuato a convivere.

Il fatto è  che l’uomo non è stato creato come una macchina: vivo con qualcuno, mi obbliga o meno, lo si racchiude in una struttura che lo mette sotto pressione esterna e lo comanda? Se questo fatto lo stravolge, cercherà di fuggire.

L’uomo è stato creato per battersi per la libertà. Se, dal sistema che lo opprime e lo obbliga, non riceve una ricompensa interna, che dovrebbe arrivargli dall’educazione, allora scapperà, divorzierà, e non penserà che sia necessario fare parte di questa struttura. Quindi, l’istituzione del matrimonio oggigiorno si è praticamente esaurita.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Close-Up” 8/11/09

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Gli occhi del saggio

Quando guardiamo la mappa politica del mondo, vediamo due linee che cercano di distruggersi a vicenda: la linea di destra e la linea di sinistra.  

Si alternano nel dominio e i loro sforzi diventano sempre più feroci e distruttivi.  Ma quando guardiamo il resto della natura, vediamo che non c’è alcuna guerra, anzi troviamo la complementarietà. Persino gli scontri rafforzano le parti rivali, rendendole più sane. È chiaro che qualcosa ci sfugge.

Il progresso equilibrato contiene sempre due lati: il destra e il sinistra. La parte destra è la tendenza verso la stabilità e la tradizione, verso il mantenimento del domani uguale a oggi. Il lato sinistra è la tendenza alla rivoluzione, all’innovazione, al sondare il futuro.  Quando i due lati sono complementari, la società trae conclusioni migliori, prende decisioni più precise, avanzando con successo. 

“Gli occhi del saggio sono nel suo capo” (Ecclesiaste 2:14), disse Re Salomone. In altre parole, mentre la natura ci spinge in avanti, dobbiamo sforzarci di capire la sua indole e prepararci a essa. Quando non ci prepariamo, veniamo sorpresi da disgrazie e l’angoscia  ci obbliga a cercare protezione.  Dato che la natura è in costante evoluzione, mantenere la stabilità domani richiede la preparazione oggi.  Questa è la giusta combinazione tra la linea di destra e la linea di sinistra, detta anche “avanzando con la linea di mezzo”.  

Mantenere la linea di mezzo è difficile, dato che l’ego umano cambia e si evolve costantemente. Più ci sviluppiamo, più i nostri sensi richiedono nuovi stimoli e sentiamo una maggiore fame di piacere e soddisfazione. Allo stesso tempo, il nostro mondo diventa sempre più connesso e qualsiasi movimento che una persona intraprende influenza tutte le altre.  Siamo diventati reciprocamente dipendenti, mentre l’isolamento tra di noi si intensifica. 

Per sopravvivere nel XXI secolo, non avremo altra scelta che stabilire sistemi educativi globali che ci insegnino la linea di mezzo tra il soddisfare il nostro ego crescente e la necessità di essere rispettosi degli altri. Se non impariamo a trovare un compromesso costruttivo, la natura ci obbligherà a farlo attraverso pressioni e sofferenza.

Negli anni Trenta del Novecento, il grande kabbalista e pensatore Baal HaSulam  scrisse nel suo saggio illuminante “Pace nel Mondo”: “Nella nostra generazione, in cui ogni persona è aiutata nella sua felicità da ogni nazione del mondo, l’individuo diventa inconsapevolmente schiavo del mondo intero, come una rotella in una macchina…anche se questo è rinomato e risaputo, le persone del mondo non l’hanno ancora capito adeguatamente. Perché? Perché tale è la condotta dello sviluppo in natura: l’atto viene prima della comprensione e solo le azioni dimostreranno e spingeranno in avanti l’umanità”.

Quindi, non abbiamo tempo da perdere. Se vogliamo un domani accogliente, dobbiamo lavorarci oggi. 

Didascalia della foto:
Membri dell’estrema destra Proud Boys affrontano i contro manifestanti durante raduni rivali a Portland, Oregon, Stati Uniti, 22 agosto 2021. REUTERS/David Ryder

L’età non è un ostacolo

Commento: Per essere felici, una persona non ha bisogno di pensare molto. Può prendersi cura di se stesso e della propria salute in modo adeguato, e questo basterebbe. E poi, può andare ed esplorare altre cose.

Risposta: Basato sulla scienza della kabbalah si può assolutamente capire chiaramente che una persona può andare dall’equilibrio interiore a quello esteriore, e vice versa attraverso una corretta interazione esterna con gli altri si può arrivare alla pace interiore e all’equilibrio.

Domanda: Quindi l’età non è un ostacolo qui?

Risposta: L’età non è affatto un ostacolo. Assolutamente no! Tutto dipende solo da come una persona percepisce se stessa e il mondo che lo circonda. L’anima è immortale, e pertanto il corpo non dovrebbe avere il controllo su di noi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV  “Meetings with Kabbalah” 7/29/21

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La giusta protesta degli specializzandi in medicina non sanerà il sistema dell’assistenza sanitaria

La battaglia dei medici specializzandi e di quelli tirocinanti per accorciare i loro turni assurdamente lunghi  va avanti da più di un decennio. Mentre non ci si aspetta che una persona mantenga la lucidità per più di otto ore di lavoro, gli specializzandi e i tirocinanti, ai quali è affidato il compito di salvare le nostre vite e quelle dei nostri cari, devono in qualche modo rimanere lucidi e attenti per ventisei ore di fila. E non solo una volta  ma durante tutto il loro training che in genere dura quattro o più anni. Tali condizioni lavorative sono una vergogna  per lo Stato, che le richiede a  tutti gli studenti di medicina  durante il loro percorso per diventare dottori certificati e testimonia il livello della nostra indifferenza l’uno verso l’altro. 

Tali condizioni non sono nuove e nemmeno sono specifiche di Israele. Essendo figlio di due medici, ricordo che entrambi i miei genitori si assentavano per molte ore persino quando avevo solo cinque anni. Ricordo che mia madre cucinava   del cibo che durasse per due giorni  mettendolo nel forno ad una temperatura molto bassa per mantenerlo tiepido e  usciva per un turno di 36 ore in ospedale. A cinque anni, mi servivo la cena da solo, essendo l’unica persona in casa.  

Qui c’è  chiaramente bisogno di una riforma più ampia e non solo per gli specializzandi e per i tirocinanti, ma per tutto il sistema. Mentre da un lato non possiamo interrompere i servizi medici , è  altrettanto semplicemente ingiusto però pretendere dai dottori dei turni del genere  e irrealistico aspettarsi da loro che svolgano il loro lavoro bene dopo essere stati impegnati così tante ore. Quando dico che la soluzione deve riguardare tutto il sistema, non mi sto riferendo solo al sistema sanitario. 

La riforma  deve includere  ogni aspetto della nostra vita.  Attualmente, ogni cosa è motivata  dal denaro. Come dice la canzone : “Il denaro fa girare il mondo”; questa è la ragione per cui il nostro mondo appare patetico. Le nazioni spendono un enorme ammontare di denaro nel campo della medicina ma guardate dove questo ci sta portando. In tutto il mondo, l’unica area dove spendiamo più denaro dei contribuenti rispetto alla medicina è quella delle armi. Eppure  nonostante i  budget titanici, il sistema pubblico della salute sta affondando. E ripeto, non sta succedendo solo nel sistema sanitario. Lo stesso fenomeno è evidente nell’educazione, nei servizi sociali e in qualsiasi altro ambito. 

Il problema risiede nella nostra motivazione di base. Dobbiamo istituire una società basata sull’attenzione e sulla cura  invece che sul denaro. Se non iniziamo un processo educativo che insegni alla gente quanto siamo interdipendenti, diventeremo così nocivi gli uni verso gli altri che la società umana si disintegrerà, con un costo colossale per tutti noi. Se sentiamo di dipendere l’uno dall’altro, svilupperemo la cura reciproca.

Anche senza parentela naturale, come tra fratelli e sorelle, la consapevolezza che il nostro benessere dipende dal benessere di tutti gli altri ci farà lavorare per il bene degli altri. E se lavoriamo per il bene degli altri, cominceremo a sentirci a nostro agio con loro, e da lì non passerà molto tempo prima di diventare veramente premurosi gli uni per gli altri.

Uno dei miei studenti, che lavora per una grande organizzazione medica in Israele, mi ha detto che gli è consentito di dedicare ad ogni paziente non più di dieci minuti. In quei dieci minuti, persino con nuovi pazienti, deve arrivare a conoscere la persona, diagnosticare il problema e prescrivere medicine o futuri trattamenti. Questo non è assistenza sanitaria,  è una catena di montaggio. Questo è ciò che accade quando la motivazione non è il benessere degli altri, ma il denaro e caratterizza la nostra intera società. 

Perché non possiamo semplicemente essere felici?

Commento: dal report mondiale sulla felicità: i paesi scandinavi sono in alto alla lista delle nazioni più felici del mondo, con risultati che variano dal 7 a quasi 8 su 10, seguito dall’Europa occidentale, Nord America e l’America Centrale, e alcune nazioni asiatiche.

Miliardi di persone vivono in condizioni che superano i desideri dei Re di 200 anni fa, che già vivevano bene.

Allo stesso tempo, il tasso di crescita dei disturbi mentali in queste nazioni felici, è esponenziale.  Depressione, antidepressivi, droghe, sono già tutte cose comuni. Il tasso di suicidi in queste nazioni è dieci volte superiore delle nazioni non felici. L’intera cultura è satura di una sensazione di fatica, apatia, e sofferenza di un individuo in un mondo oppresso.

Domanda: cosa manca alle persone? Sembra che la felicità ci sia; dicono di essere felici. Semplicemente vivi la vita e sii felice.

Questa conclusione è corretta: “più sto bene economicamente, e peggio mi sento interiormente”?

Risposta: più sto bene economicamente, e più vivo una situazione di stress interiore.

Domanda: che cosa dovrei fare per vivere bene economicamente e sentirmi realizzato interiormente?

Risposta: ho visitato la casa di un uomo, non mio studente, ad Amsterdam.  Aveva accesso a questi canali, ma tornava a casa dal lavoro, mangiava, si sedeva sulla sedia a dondolo, prendeva il giornale, proprio come 100 anni fa. E non ci sono problemi mondiali nel giornale, semplicemente un normalissimo giornale.

Gli faccio un paio di domande e capisco che per lui tutto andava bene.  Non si accorgeva di alcun disturbo al mondo.  Gli passavano sopra la testa .

Non possiamo farci nulla. Esistono persone che non reagiscono. E vuoi dirgli che dobbiamo avanzare verso la fratellanza o ci saranno disgrazie nel mondo, che dobbiamo essere equivalenti alla natura, ma lui è già equivalente con la natura.

Domanda: Allora cosa vogliamo da loro? in principio sono persone felici.

Risposta: non si tratta di cosa vogliamo noi. Si tratta di ciò che richiede la natura.  Dobbiamo iniziare da lì.  Altrimenti non sarebbero stati inondati.

Domanda: Le droghe e gli antidepressivi sono requisiti della natura?

Risposta: Ogni cosa è un requisito della natura, e in una forma che essi ancora non comprendono: da dove arriva, cosa viene fatto? In generale, ci sono tanti problemi. Questo è un periodo transitorio per l’umanità. E spero che finirà presto.

Domanda: Quindi che cos’è la felicità?

Risposta: La felicità significa essere in equilibrio con la natura generale globale! Con l’inanimato, il vegetale, l’animale, e con gli esseri umani. Quando sei in equilibrio con loro, allora senti una sensazione speciale, l’equilibrio più elevato, detta felicità.

L’equilibrio con la natura è quando sento me stesso in questo sistema immenso e sento come lo influenzo e come agisce su di me.  E ci sentiamo interdipendenti. Allo stesso tempo, ciò che provo si chiama felicità.  Equilibrio con la natura! Ma la natura comprende tante forze e qualità aggiuntive che non conosciamo ancora e dobbiamo rivelare.

Domanda: significa che sono attivo? Non posso sedermi in una sedia a dondolo, prendere il giornale e semplicemente assentarmi? Non è come essere morto?

Risposta: è impossibile!

Un vicino ti sveglierà perché c’è un’alluvione, il secondo vicino perché c’è un incendio, e un terzo per un altro motivo.

E tutto questo è per poter riequilibrare l’intera natura circostante con relazioni reciproche tra di noi, tra i vicini.

Commento: Devo essere sempre attivo. E non voglio esserlo! Voglio dondolarmi tranquillamente nella mia sedia.

La mia risposta: Certo. é questa la tragedia dell’ultima generazione!

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 7/29/21

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Fare l’ambientalista paga bene

Un report rilasciato recentemente dal Gruppo Intergovernativo di esperti sui Cambiamenti Climatici (IPCC) afferma che “ L’influenza umana ha riscaldato il clima ad un tasso senza precedenti almeno negli ultimi 2000 anni…Il Cambiamento climatico indotto dall’uomo,”… asserisce il report “sta già influenzando le condizioni climatiche estreme in ogni regione del globo.  L’evidenza dei cambiamenti osservati nelle condizioni estreme  come ondate di caldo, forti precipitazioni, siccità e cicloni tropicali e, in particolare, la loro attribuzione all’influenza umana, si è rafforzata  [dall’ultimo report del 2013]”.

Quest’estate non c’è stata una regione del mondo che non abbia sofferto per causa del cambiamento climatico.  Secondo gli scienziati dell’IPCC, l’orribile futuro previsto sta già accadendo e, da ora in avanti, non potrà che peggiorare se non facciamo ciò che ci dicono. 

Con tutto il rispetto, credo che la riduzione delle emissioni, l’uso di fonti di energia rinnovabili, il divieto dell’uso della plastica e tutte le altre misure che questo illustre gruppo suggerisce, non migliorerà la nostra situazione, neanche minimamente.  Creerà posti di lavoro altamente pagati, per persone che desiderano fare carriera rimproverandoci.  Non si tratta nemmeno dell’incapacità del gruppo di imporre i propri suggerimenti sulle nazioni.  Il fatto è che il rimedio che prescrivono è il rimedio sbagliato dato che la loro diagnosi è sbagliata fin dall’inizio. 

Possiamo seguire i loro suggerimenti: bruciare meno combustibili fossili, produrre meno plastica e così via, ma quando riconosceremo l’inutilità delle loro idee staremo molto peggio di oggi, e le cose sono già abbastanza disastrose. Anziché perdere tempo, risorse e vite, dovremmo lavorare con l’unico elemento che sappiamo essere difettoso: le persone e, più precisamente, le relazioni tra le persone.  Anche se non vediamo la connessione tra la natura approfittatrice delle nostre relazioni, lo sfruttamento della natura e l’instabilità crescente della situazione climatica, vale la pena cercare di sperimentare con la connessione dato che 1) miglioreremo le nostre relazioni, un vantaggio sicuro, e 2) non abbiamo trovato un altro rimedio. In effetti, siamo così incuranti che non siamo in grado di sperimentare il contenimento dell’uso dei combustibili fossili. Dato che insistiamo sul consumo eccessivo, gli ambientalisti suggeriscono di usare fonti di energia rinnovabili. Ma questo è completamente inutile.

Vediamo già, inoltre, che il nostro pianeta è un singolo sistema, dove ogni cosa agisce su tutto il resto. Vediamo anche che tutto è equilibrato in natura e scorre nel suo corso, tranne noi. In altre parole, capiamo che il problema si trova solo in noi. Ora dobbiamo capire la profondità del problema, che non è che stiamo bruciando il tipo sbagliato di carburante, ma che stiamo iniettando il nostro temperamento volatile nel sistema che ci sostiene: Il pianeta Terra.

Niente in natura combatte. Gli animali cacciano o lottano per la supremazia per riprodursi. Ma una volta che l’animale ha mangiato e non si trova nel pieno della stagione degli accoppiamenti, è quieto e pacifico. Al contrario, noi siamo sempre bellicosi, sempre alla ricerca della prossima vetta da scalare e del prossimo scalatore da buttare giù dalla montagna sulla nostra strada verso la cima. Poiché la nostra specie si trova al vertice della piramide, il nostro modo di pensare negativo rovina tutti gli altri livelli della natura e sconvolge la loro esistenza equilibrata e armoniosa.  In breve: ogni problema, dalle catastrofi climatiche ai terremoti, alle epidemie e alle guerre, deriva dalla natura umana corrotta. Correggete l’umanità e avrete corretto il mondo. 

Per correggere, intendo correggere le nostre relazioni. Se cambiamo il nostro atteggiamento verso l’altro da ostile a premuroso, cambieremo l’intera società. Invece di desiderare di sfruttare gli altri, cercheremo di sostenerli. Invece di desiderare il fallimento degli altri, desidereremo il loro successo e loro il nostro.

Grazie alle relazioni positive tra di noi, smetteremo di esaurire le risorse naturali, dato che è ingiusto nei confronti degli altri e delle generazioni future. Nello stesso modo, non vorremo estinguere la fauna selvatica, tagliare le foreste, inquinare l’aria, l’acqua e la terra, dato che sarebbe deleterio per gli altri.

Presto ci renderemo conto che vogliamo usare solo ciò che è realmente necessario e dedicheremo il resto del nostro tempo ed energie a sostenere, incoraggiare e promuovere gli altri.  In questo modo, prendendoci cura gli uni degli altri, guariremo la società e ristabiliremo l’equilibrio nel clima e nel suolo.

Certo, la cura degli altri non paga bene chi fa della “lotta” al cambiamento climatico la sua carriera. Ci diranno che dovremmo cercare altrove le soluzioni e non nelle nostre relazioni, ma si sbaglieranno e saranno fuorvianti.

Se vogliamo un buon futuro, dovremmo insistere nel prenderci cura del futuro degli altri e allora anche il nostro sarà assicurato.