Omicron? Il peggio deve ancora arrivare

Sono passati due mesi da quando Omicron, la nuova variante di Covid, è apparsa per la prima volta. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il ceppo si sta diffondendo “a un ritmo che non abbiamo visto con nessuna variante precedente”. L’OMS avverte anche che sebbene “Settantasette paesi hanno ora riportato casi di Omicron… la realtà è che Omicron è probabilmente nella maggior parte dei paesi, anche se non è stato ancora rilevato”.

Eppure, l’onda Omicron non ci dice nulla che le onde precedenti non ci abbiano detto. L’unica ragione per cui è qui è che non siamo stati attenti nelle onde precedenti, così è apparsa una forma più veloce e indisciplinata. Più ignoriamo il messaggio che stiamo ricevendo attraverso il virus, più i ceppi diventeranno dannosi, e altri disastri naturali si uniranno a loro per consegnare il messaggio.

Pensiamo alla creazione come costituita da pezzi distinti, ma in verità questi pezzi formano un’unica unità, un organismo i cui organi operano in una co-dipendenza inseparabile. L’unica parte del creato ignara di questo modus operandi è il genere umano. Di conseguenza, ci comportiamo in modo opposto in cui opera tutta la creazione, il che ci mette in contrasto con l’intera realtà. Ecco perché sentiamo che la natura è ostile e aggressiva nei nostri confronti. Se ci comportassimo in sincronia con il resto della natura, sentiremmo armonia e pace in tutto ciò che accade.

Le pandemie e altri disastri naturali sono la conseguenza della nostra incoerenza con la natura. Se dedicassimo tempo e sforzi scientifici per costruire una società reciproca, che si distingue dal resto della società in quanto ogni singolo individuo si sforza di costruire relazioni calorose, noi potremmo vedere gli effetti di questa mutualità sulla salute di tutti i membri del gruppo.

Purtroppo non vedo l’umanità tentare questo; siamo semplicemente troppo egoisti per poterlo fare. In quasi tutti i paesi ci sono proteste e sfiducia tra cittadini e autorità. Persino i capi di stato, che esortano la gente a seguire le istruzioni, vengono sorpresi a fare festa senza mascherine o senza la distanza richiesta.

Tuttavia, lo spirito di sfida del popolo non è necessariamente negativo, perché indica profondi cambiamenti. La gente oggi non è più disposta a seguire ordini di qualsiasi tipo. Le droghe che erano illegali solo pochi anni fa sono ora permesse anche per scopi “ricreativi”, e gli uomini sono generalmente più combattivi verso gli ordini delle autorità.

Per tutti questi motivi, il peggio deve ancora venire. Secondo me, ci stiamo avvicinando a un momento in cui emergerà un virus così violento che ci costringerà a stare in casa, sigillare la finestra, filtrare l’aria che facciamo entrare, lavare il cibo che mangiamo con il sapone prima di toccarlo e (in qualche modo) pulire la nostra acqua potabile.

Al momento, una connessione spirituale, dove tutti noi sentiamo che siamo parte di un unico meccanismo sembra inverosimile. Comunque, è ciò che sta alla base della natura. Quindi, quando i colpi della natura diventeranno più frequenti e intensi, ci farà ricorrere al legame tra di noi come unica risorsa. A quel punto, accetteremo di imparare come istituire solidarietà e unità e come fare spazio agli altri nei nostri cuori.

A quel punto, quando avremo invertito la nostra natura dal ricevere al dare, scopriremo la bellezza e la gioia nel dare. In un tale stato, nessuna pandemia potrà intimidirci. Inoltre, impareremo ad apprezzare l’ego, che, con il suo bieco modo, ci ha portato a rivelare il buono e il piacevole nella creazione. È come dicono i nostri saggi: “Come il vantaggio della luce dall’interno delle tenebre”.

Didascalia della foto:
Un tecnico di biologia molecolare, Sarah Corcoran, prepara campioni di SARS-CoV-2 come parte del processo di sequenziamento dell’RNA alla Ohio State University, dove la variante Omicron del Coronavirus è stata recentemente identificata in diversi campioni dell’Ohio, a Columbus, Ohio, Stati Uniti, 13 dicembre 2021. REUTERS/Gaelen Morse

Alla ricerca di noi stessi

Le ricerche  della risposta alla domanda “Perché mi sento triste?” hanno battuto tutti i record con un salto del 10% rispetto all’anno precedente nella classifica delle ricerche più popolari su Google per il 2021. Le ricerche su argomenti come: ansia, stress, tristezza, dolore e metodi per affrontarli sono aumentate in modo incomparabile.

Posso capire perché la gente si senta così e mi dispiace per loro. Ancora più difficile per me è vedere che questa sofferenza non produce alcun risultato. È come se il dolore non fosse abbastanza grande per portarli in strada a chiedere un cambio globale.

Ovviamente dobbiamo arrivare a un livello in cui la sofferenza proviene già da più direzioni ed è sentita da tutti. Solo allora cominceremo a capire che, al di là di tutte le preoccupazioni e i problemi, abbiamo bisogno di collegarci tra di noi, di unirci per influenzare i leader, per scacciare la ruggine, per far scendere l’inflazione e per eliminare la tristezza.

Lo vedo chiaramente: tutta la sofferenza umana deriva da una mancanza di connessione tra di noi. Non abbiamo relazioni buone, cordiali e amichevoli. Eppure, contemporaneamente siamo interdipendenti l’uno dall’altro e la nostra felicità dipende da quella degli altri, ma ci rifiutiamo di accettare questa realtà. Invece, non ci preoccupiamo di arrecare danno agli altri, non mettiamo a freno il nostro egoismo, la nostra implacabile propensione al vantaggio personale, che ci spinge a commettere un danno e ad essere indifferenti.

Quando la sofferenza inevitabilmente aumenta (le ricerche su Google mostrano che la sofferenza è in aumento in tutto il mondo), allora collettivamente possiamo riconoscere il problema e la sua soluzione, ma quando accadrà? Quanti altri colpi e di quale portata dovremo sopportare? Siamo come bambini incuranti e testardi che non vogliono sentire nulla. Non vogliamo riconoscere che viviamo sotto le leggi dell’ego. Così, attraverso colpi e catastrofi, la natura ci costringerà a capire che non abbiamo altra scelta che sottometterci e rispettare le sue leggi, poiché siamo circondati e racchiusi nella forza ineluttabile della natura.

Nella creazione, i livelli inanimato, vegetativo e animale praticano una reciprocità basata sulla loro interdipendenza, e perciò il sistema naturale generale li preserva e provvede all’equilibrio tra loro. Solo la razza umana agisce in modo contrario a questo sistema e non mostra alcuna tendenza alla reciprocità; essa rompe in modo singolare questo equilibrio. Noi riceviamo solo per noi stessi secondo le leggi dell’egoismo e non siamo disposti a dare secondo le leggi della natura. Così, disturbiamo l’equilibrio non solo tra di noi, ma anche in tutti gli altri livelli della natura, ed essi, come un potente boomerang, ci colpiscono di nuovo.

L’anno 2021 è stato un anno di scoperta di grandi inadeguatezze nelle relazioni della società umana, una rivelazione di tanta bruttezza dell’egoismo che domina la razza umana e la spinge a combattere, danneggiare e distruggere. Dobbiamo vedere questa scoperta della nostra natura come un’opportunità e il fondamento per costruire una nuova struttura sociale.

Risorgeremo dalla crisi nel modo giusto se dirigeremo i nostri sforzi verso la connessione e la cooperazione. In questo modo, entro la fine del prossimo anno, le nostre domande più pressanti della vita, come “Perché sono triste? “Perché sto soffrendo?” troveranno risposta e saranno rimesse in ordine.

L’egoismo distruggerà la Democrazia.

Forse uno dei  fenomeni più evidenti in questi ultimi anni è il deterioramento della fiducia della gente nelle autorità. Sia che si tratti di dimostrazioni contro le restrizioni per il Covid, o di  proteste contro le riforme economiche o di rivolte contro le politiche riguardo ad ogni tematica dall’educazione all’immigrazione, alla difesa, il pubblico  sta perdendo fiducia nei suoi rappresentanti eletti nei paesi democratici.

Il problema è che coloro che sono più egoisti e più sfruttatori stanno raggiungendo le posizioni più elevate e la gente non è cieca riguardo a ciò. Finché non correggiamo la natura brutale delle nostre relazioni, i regimi diventeranno sempre più corrotti fino al punto che cadranno tutti insieme  e guerra e violenza prenderanno il sopravvento.

Sin dal diciassettesimo secolo la democrazia contemporanea ha iniziato a prendere forma in quanto i parlamenti hanno iniziato a formarsi e i re e il clero hanno ceduto potere agli organismi eletti. La democrazia ha raggiunto il suo stato più elevato dopo due guerre mondiali in cui i paesi democratici avevano salvato il mondo dai despoti in Germania, Italia e Giappone.

Dopo la prima guerra mondiale, emerse una prima organizzazione intergovernativa, la Società delle Nazioni, che più tardi cambiò il suo nome in Nazioni Unite,  la cui missione principale era quella di mantenere la pace mondiale.

Ma né la democrazia né le Nazioni Unite mantennero le promesse fatte. La democrazia non fornì una reale libertà di espressione sebbene per un po’ ci  fece pensare che fosse così e le Nazioni Unite sono state un fallimento totale per il mantenimento e persino per la promozione della pace mondiale. E peggio ancora, nel tempo, l’umanità è diventata sempre più egoista, una tendenza questa  che ha solo accelerato in questi ultimi anni e ancora continua.

Oggi, la gente è così assorbita in se stessa che se tu la testassi secondo gli standard che venivano usati fino a  qualche decade fa, verrebbe “definita ” come narcisista. E poiché siamo narcisisti prendiamo dei narcisisti e li collochiamo al timone dei nostri paesi. Invece di scegliere persone che abbiano a cuore i nostri bisogni, eleggiamo la gente più egoista per condurre le nostre più “aperte” società.

Recentemente, l’essere così assorbiti in loro stessi ha reso i leader talmente corrotti che la gente non può più ignorare tale fatto. Finalmente la gente si sta svegliando ed è arrabbiata.

Da una parte il crescente risentimento dei cittadini verso i governi è un buon segno e sta ad indicare che le persone si stanno rendendo conto che i nostri leader non ci stanno portando verso nulla di buono. Dall’altra, si tratta di una situazione precaria dal momento che la volatilità delle tensioni sociali potrebbe condurre a forti episodi di violenza la cui natura e conseguenze sono ipotizzabili da chiunque. 

Un altro pericolo che deriva dal nostro crescente narcisismo è che a meno che il governo non ci dia esattamente quello che desideriamo, non possiamo accettarne  la legittimità. La democrazia è fondata sul governo della maggioranza, considerando allo stesso tempo i bisogni delle minoranze. Non è costruita per gestire  una situazione  in cui le minoranze stanno continuamente sovvertendo al di sotto delle sue fondamenta.

La crescente destabilizzazione può condurre ad uno dei  due risultati: anarchia o guerra. Nessuna delle due è benvenuta.

Al fine di evitare quello che sembra un inevitabile scenario da giorno del giudizio, dobbiamo individuare la radice della dissoluzione delle società libere: l’egoismo umano. E possiamo farlo solo se ci occupiamo del  nostro egoismo dimostrando che è nel nostro migliore interesse cooperare ed essere premurosi gli uni verso gli altri. 

La realtà attuale dimostra troppo bene che non ci possiamo muovere  senza influenzare molte altre persone. Ogni ritardo nella produzione o nella catena di fornitura di quasi ogni prodotto, crea immediatamente dei ritardi su scala mondiale che ostacolano le economie e turbano le vite di miliardi di persone in tutto il  mondo. Se ce ne rendessimo conto e agissimo su questa constatazione, creeremmo un mondo completamente diverso. Non dovremmo preoccuparci dei regimi totalitari dal momento che negare la libertà agli altri sarebbe equivalente a negare la libertà a se stessi.

La co-dipendenza crea affinità. Quando le persone sono comprensive l’una verso l’altra, iniziano ad occuparsi l’una dell’altra non solo a livello emotivo ma anche a livello fisico e materiale. L’umanità produce abbondanza di tutto. Ogni singola persona nel mondo potrebbe essere appagata se solo ci preoccupassimo l’uno dell’altro e volessimo che fosse così. Quindi, invece di tentare di soffocare l’ego altrui o (peggio) di nascondere la nostra cattiveria sotto un velo di falsi sorrisi, con i coltelli dietro la schiena, dovremmo sfruttare le nostre tendenze egoistiche a beneficio collettivo. Se comprenderemo che ognuno di noi dipende dall’altro, i nostri ego ci diranno cosa fare per garantire che ognuno di noi sia soddisfatto e felice. 

 

Didascalia:
Da sinistra a destra: Il vice ministro degli Esteri italiano Marina Sereni, il ministro federale tedesco per la cooperazione economica e lo sviluppo Svenja Schulze, il ministro degli Esteri delle Filippine Teodoro L Locsin Jr, il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock, il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri britannico Liz Truss, il segretario di Stato americano Antony Blinken, Il ministro canadese degli affari esteri Melanie Joly, il ministro canadese dello sviluppo internazionale Harjit Sajjan, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri Josep Borrell e il ministro degli affari esteri del Brunei Dato Erywan Pehin Yusof posano per una foto di gruppo durante il vertice dei ministri degli esteri e dello sviluppo del G7.

Negare l’antisemitismo non lo elimina

L’antisemitismo è in aumento e gli Ebrei vengono attaccati ogni ora in varie parti del mondo, ma tutti sembrano negarlo. Anche quando il pericolo è proprio davanti ai loro occhi, gli Ebrei in Europa e negli Stati Uniti dicono: “Non succederà a me”. I leaders e i governi promettono: “Non tollereremo questi estremisti”, ma nulla cambia davvero in meglio. E nulla cambierà finché non tratteremo la causa principale della malattia. 

Nell’antica Babilonia, circa quattromila anni fa, gli uomini smisero di capirsi l’un l’altro, e come conseguenza ci furono confusione, lotte e caos. Un saggio di nome Abramo emerse e insegnò loro come superare lo squallido egoismo: ricevere solo per il proprio beneficio, che è la causa di tutti i conflitti. Se impariamo a fare questo, scopriremo nelle nuove relazioni che nascono tra di noi una forza speciale nascosta nella natura: il potere dell’amore e del dare.

Coloro che divennero discepoli di Abramo impararono il metodo di connettersi con amore al di sopra del loro ego e delle loro differenze, e poi si formò la nazione di Israele. Nel corso della storia, i mentori che vennero dopo Abramo continuarono a insegnare il metodo per acquisire il desiderio dell’unità e del donare.

Ma circa duemila anni l’umanità cominciò a sottomettersi ai propri desideri egoistici. Questo causò la rovina del Tempio, poiché l’odio tra gli individui prese il sopravvento. La connessione spirituale che esisteva tra di noi fu distrutta, e la nostra visione altruistica del mondo fu ridotta ad una preoccupazione egocentrica. 

Da allora fino ad oggi, la cosa principale che tiene uniti gli Ebrei è l’odio espresso nei nostri confronti dagli altri popoli. Ci ricorda che apparteniamo a quella stessa nazione che discende da Abramo.  Gli antisemiti ci rendono fratelli d’armi contro l’odio che sperimentiamo.

L’odio nei nostri confronti ha causato ogni sorta di fenomeni. In primo luogo, nel corso della storia ci sono stati Ebrei che hanno cercato di sfuggire all’antisemitismo rinunciando al loro ebraismo, e nel processo sono diventati essi stessi grandi antisemiti. I “Conversos”, gli Ebrei che si convertirono al cattolicesimo nella Spagna del XIV e XV secolo furono grandi esempi di questo. 

In secondo luogo, le comunità ebraiche, che soffrivano di persecuzioni, cercavano degli espedienti per sfuggire all’odio assimilandosi alle altre culture per negare l’antisemitismo. Pagavano persino le autorità e assistevano in tutto ciò che potevano, nella speranza che esse li lasciassero sopravvivere in qualche modo. Per gli Ebrei era chiaro che erano odiati, ma non aveva senso parlarne.

In terzo luogo, anche i governanti, da parte loro, stavano al gioco. In generale, era bene per loro negare l’antisemitismo di base, e trovare nuove giustificazioni per il loro ostile trattamento degli Ebrei. 

Oggi, vediamo la stessa signora con un vestito diverso. Non troverete un governo che si dichiari antisemita. L’ONU si opporrà all’antisemitismo anche in pubblico, naturalmente, ma è evidente che l’oltraggioso trattamento di parte di questa organizzazione verso l’unica nazione ebraica, Israele, denota qualcos’altro. Negare pubblicamente l’antisemitismo è spesso una cortina fumogena per non fare nulla riguardo al problema o peggio, per commettere effettivamente quelle azioni che apparentemente essi denunciano.

Quindi, ci si può chiedere, è questo il destino degli Ebrei? Questo brutto film non finirà mai? Tutto è nelle nostre mani. Se capiamo che l’antisemitismo è un fenomeno naturale, radicato nelle nazioni del mondo, allora possiamo anche trovare la cura per questo odio. 

Quello che Abramo nell’antica Babilonia    ha cercato di insegnare a tutti è disperatamente necessario nel mondo di oggi. L’ego umano ha raggiunto proporzioni enormi. In un momento in cui il mondo sta diventando più connesso e interdipendente gli uomini sono più odiosi l’uno verso l’altro.   Siamo tutti sulla stessa barca, altamente dipendenti l’uno dall’altro e senza un nuovo modo di vivere, non saremo in grado di sopravvivere al XXI secolo.

La gente sente che gli Ebrei hanno qualche segreto che nascondono, qualche speciale potere e le loro accuse sono corrette. Anche se noi stessi non ne siamo consapevoli, abbiamo ereditato la saggezza della connessione che non stiamo diffondendo al mondo. Re Salomone ha detto: “L’odio suscita zizzania e l’amore copre tutti i crimini” (Proverbi 10:12). Questo insegna come evocare in azione la forza del dare per coprire il grande ego con l’amore. Quando riveleremo questa forza tra di noi, vedremo come l’odio verso di noi sarà sostituito dall’amore di tutti.

 

Didascalia:
Vista del Riverdale Jewish Center dove porte e finestre di vetro sono state distrutte a New York il 25 aprile 2021. La polizia fa la guardia davanti alla sinagoga e la Task Force Hate Crime della polizia di New York sta indagando sugli incidenti. (Foto di Lev Radin/Sipa USA)

Scatena il potere della nonna

Una notizia di cronaca di Rachel Nuwer pubblicata su BBC Future, descrive un modo unico, comprovato, ed economico per sconfiggere la depressione in Zimbabwe. Con appena dodici psichiatri per una popolazione di sedici milioni di abitanti, anche i pochi che possono permettersi il trattamento, raramente  poi trovano un terapeuta a una distanza ragionevole.

Quindi, anziché professionisti, lo psichiatra Dixon Chibanda, direttore dell’Iniziativa di Ricerca della Salute Mentale Africana, ha ideato un sistema rivoluzionario, conosciuto come: “La panchina dell’amicizia”. Invece di cercare invano un aiuto professionale, ha pensato Chibanda, gli zimbabwesi dovrebbero consultare persone che hanno un cuore caldo, molto tempo libero, una passione per i colloqui a cuore aperto e la capacità di dare buoni consigli. Queste persone avrebbero ricevuto una formazione e, grazie al loro calore e pazienza, Chibanda sperava, sarebbero state in grado di aiutare le persone in difficoltà.

Pensando a dove trovare queste persone, Chibanda è arrivato a una soluzione improbabile: le nonne. Chibanda e il suo team hanno addestrato più di 400 nonne alla terapia della parola, che ora offrono gratuitamente in più di 70 comunità dello Zimbabwe. L’idea si è rivelata un successo clamoroso. “Solo nel 2017”, riferisce Nuwer, “Friendship Bench, come si chiama il programma, ha aiutato oltre 30.000 persone. Il metodo è stato vagliato empiricamente e è stato [ sic] diffuso in altri paesi, compresi gli Stati Uniti”.

Nel 2016, Chibanda, in collaborazione con colleghi dello Zimbabwe e del Regno Unito, ha pubblicato sul Journal of the American Medical Association i risultati di una prova di controllo randomizzata sull’efficacia del programma. I ricercatori hanno scoperto che, dopo sei mesi, il gruppo, che aveva incontrato le nonne aveva significativamente meno sintomi di depressione rispetto al gruppo che si era sottoposto al trattamento convenzionale. 

Chiaramente, l’amore può fare molto per aiutare le persone. L’empatia è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Più di qualsiasi medicina, ci guarisce da dentro. La connessione dei cuori ci connette al potere che sostiene il mondo, la forza creativa dell’amore. Senza questo potere di connessione, nessun elemento nella realtà potrebbe connettersi,  la vita sarebbe impossibile. 

Quando ci connettiamo nell’amore, creiamo una similitudine tra noi e la forza che crea e sostiene la vita. Proprio come una corda di una chitarra vibra quando la sua nota viene suonata su un’altra corda quando la frequenza è simile, quando creiamo una sensazione simile alla sensazione che crea la vita, la sensazione di empatia e amore, “accendiamo” questa sensazione dentro di noi. 

Sperimentiamo questa sensazione come se provenisse dalla persona che ci sta accanto, ma non è così. In realtà, è arrivata perché la calda connessione tra voi due vi ha permesso di sentire il calore che esiste intorno a voi. Finché non avete stabilito questa connessione, è come se non aveste un sensore per percepirla. Ma una volta che la si stabilisce con un’altra persona, la si può sentire.

Ecco perché amare gli altri è così importante. Non è solo importante per gli altri, ma ancora più importante per la persona che ama. Le persone con l’amore nel cuore sono connesse al potere dell’amore e della creazione, che esiste in tutta la realtà. Nessun sentimento è più potente. Una persona che è connessa ad esso non si sentirà mai depressa, persa o senza speranza.

 

 

Imparare a interagire correttamente

Domanda: C’è un numero che si chiama Dunbar, che rappresenta il numero delle connessioni sociali che una persona conserva nella propria testa.

Un antropologo inglese, Robin Dunbar, ha determinato che in ogni situazione, 150 è il numero delle persone che interagiscono in una sola volta.

I neurofisiologi ci dicono che se ci mancano connessioni sociali, cominciamo a farne delle artificiali.

Perché ad una persona serve questo network sociale nella testa?

Risposta: Il motivo per il quale noi siamo creati come esseri sociali che devono interagire fra di loro, è per creare un certo campo di comunicazioni, tra di noi, e al di sopra di noi. Questo è quello che ci rende umani; altrimenti saremmo animali. Dopotutto, non c’è un livello umano in natura. Ci sono solo tre livelli: inanimato, vegetativo e animale, e umano è qualcosa al di sopra della natura.

Quindi, noi vogliamo salire a questo livello, così possiamo avere un inizio. Ma per creare questo livello, è prima necessario imparare come interagire fra di noi correttamente. Non abbiamo ancora questo all’interno della nostra società. E’ a malapena cercare di alzarsi al di sopra del livello animato, al livello dell’Uomo. Quindi questi inizi sono ben accetti.

 

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From KabTV’s “Kabbalah Express” 12/6/21

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Perché siamo così tanto attratti dai miracoli?

Domanda:  Alcuni ricercatori affermano che la tendenza umana di credere ai miracoli si spiega con la psicologia, nel senso che una parte del nostro cervello è responsabile dei pensieri irrazionali e l’altra parte è responsabile della loro correzione.

Nell’arco di milioni di anni di esistenza abbiamo narrato ogni tipo di mito e racconto per poter connettere ogni tipo di fenomeno naturale.  Quindi, credere nei miracoli e i tentativi della scienza di spiegarli in maniera logica, probabilmente ci vengono trasmessi a livello genetico.

Pensa anche lei che credere nei miracoli sia una tendenza psicologica? Da dove deriva?

Risposta:  La gente vuole imparare, credere e sentire ciò che va oltre alla nostra comprensione.  La gente ascolta attentamente, guarda da vicino, e cerca di andare oltre il confine delle sensazioni. E’ per questo che siamo attratti così tanto dai miracoli.

Domanda: Dal suo punto di vista di tratta di qualcosa di positivo o negativo.

Risposta: E’ positivo! E’ una caratteristica umana! Non si scappa, anzi al contrario, si cerca di avvicinarsi, di capire questo “miracolo”, ovviamente se non ne siamo  respinti.

Domanda: E se crede semplicemente nei miracoli senza cercare di spiegarli?  Diciamo che ha la tendenza di credere.

Risposta: Questo dipende dai suoi calcoli, ciò che vuole ottenere da un atteggiamento tale verso i miracoli.

Secondo me non dovremmo avere paura dei miracoli, scappare, limitarli o mettermi all’interno di qualche struttura religiosa.  Dobbiamo semplicemente cercare delle spiegazioni scientifiche, reali, per ogni cosa che a noi sembri un miracolo.

 

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From KabTV’s “Spiritual States” 11/30/21

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Governati dalla Natura

Nel nostro mondo, le persone sono animali, nel senso che, proprio come gli animali, non hanno il libero arbitrio.

La forza superiore (la natura) ci controlla proprio come controlla tutto il mondo animale, quindi non siamo diversi da essi. Ora lo scopriamo sempre di più, esaminando i nostri geni, ormoni e psicologia.

Per esempio, vediamo quanto sia simile il destino di gemelli cresciuti lontani l’uno dall’altro, il loro habitat, figli e famiglia, anche se non sono fisicamente vicini.  Il fatto è che una persona è determinata dall’interno, e le condizioni esterne non la cambiano particolarmente.  Tutto è dentro di noi. La natura ci governa e ci guida nella vita.

A noi sembra, come ai bambini, di essere liberi. Ma i bambini sono costantemente sotto la cura degli adulti, li seguiamo ovunque, ma a loro sembra di essere liberi.  La stessa cosa succede anche a noi, pensiamo di essere liberi perché siamo ciechi.

Domanda: allora da dove arriva il desiderio umano per la musica, la poesia, o altre cose sublime?

Risposta: nello stesso modo, gli animali cantano, ballano e giocano insieme.  Solo che negli umani è più sviluppato.

Non dico che una persona non sia diversa dal livello animale.  E’ diversa.  Ha un’immaginazione e altre qualità aggiuntive.  Ma questo non corrisponde al concetto di umano nel senso che presuppone la Kabbalah.

 

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From KabTV’s “Close-Up. Centaurs” 1/15/10

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Il paradosso dell’intelligenza: perché la specie più intelligente fa il danno maggiore

Gli umani sono la specie più intelligente del pianeta. Perché allora siamo anche i più dannosi per noi stessi, per tutte le altre specie e per il pianeta in cui viviamo? Come mai il nostro intelletto superiore escogita piani che dovrebbero migliorare la nostra situazione, ma finiscono sempre per peggiorarla? La risposta è semplice: le nostre menti sono grandiose, ma i nostri cuori sono inquinati da così tanta malizia che corrompono il modo in cui pensiamo, e i nostri pensieri corrotti creano un mondo inquinato e corrotto che riflette la malvagità nei nostri cuori.

Ogni piano che disegniamo, lo basiamo sul fallimento dei piani precedenti, altrimenti non avremmo bisogno di disegnarne di nuovi. Ma poiché non abbiamo corretto la radice che causa tutti i fallimenti, i nostri cuori corrotti, disegniamo nuovi piani con la stessa orribile mentalità con cui abbiamo disegnato il precedente, ma con l’intenzione di “accelerare” la correzione. Il risultato, quindi, sarà un’accelerazione della corruzione del nostro mondo. Se c’è qualche vantaggio nei piani che disegniamo oggi, è che metteranno in evidenza la nostra incompetenza. A causa dei nostri cuori corrotti che cercano di sfruttare tutto e tutti, i nostri intelletti escogitano piani che non mirano ad altro che alla distruzione degli altri e al progresso di noi stessi come loro obiettivo. Poiché questa è la natura di tutti gli esseri umani, in varia misura, i nostri piani si scontrano tra loro e distruggono tutto: il terreno su cui ci troviamo, le piante e gli animali che ci nutrono e, in definitiva, noi. Una civiltà basata sull’ego non può fare a meno di causare distruzione.

La differenza fondamentale tra l’umanità e tutte le altre specie è che loro vogliono sopravvivere, mentre noi vogliamo sconfiggere. Questo è il motivo per cui abbiamo sviluppato il nostro intelletto: superare e soppiantare gli altri, negare agli altri la gloria, la sussistenza e renderli schiavi o distruggerli. L’unico modo per salvare il nostro pianeta e noi stessi, quindi, è usare il nostro intelletto superiore per cambiare i nostri cuori in modo che il nostro intelletto serva i nostri veri interessi piuttosto che i nostri cuori egoisti. Possiamo farlo imparando a pensare l’uno all’altro, imparando a valutare coloro che sono altruisti piuttosto che coloro che promuovono solo se stessi.

Può sembrare innaturale, ma la nostra stessa natura non ci sta chiaramente portando da nessuna parte. Quindi è tempo che mettiamo le nostre menti al lavoro per qualcosa che effettivamente ci dia dei benefici.

Non è abbastanza per ognuno di noi cercare di essere una persona migliore. Il nostro ambiente sociale è più forte di noi e ci spingerà a comportarci come tutti gli altri. Per avere successo, dobbiamo fare uno sforzo concertato.

Non c’è niente che non possiamo ottenere se lavoriamo insieme. Persino l’ostinata natura umana non può competere con il nostro potere collettivo. Se comprendiamo il significato dell’altruismo e dell’empatia non solo per la nostra società, ma per la nostra stessa vita, possiamo spostare le montagne.

Didascalia:
Una foto aerea mostra Kuchinoerabu-jima che è una delle isole Satsunan, città di Yakushima, Prefettura di Kagoshima, Giappone occidentale e regione di Kyusyu, l’11 dicembre 2021. Il vulcano dell’isola di Kuchinoerabu ha eruttato nel 2015, e le norme intorno al cratere di livello di allerta eruzione 2 sono rimaste in vigore. ( Il Yomiuri Shimbun)

Non c’è modo di ricomporre le uova strapazzate

L’8 marzo 2009, durante la crisi finanziaria che divenne nota come la Grande Recessione, l’allora economista della Wachovia Corp., Mark Vitner, descrisse le varie economie sparse per il mondo in modo piuttosto azzeccato: “È come cercare di ricomporre delle uova strapazzate. Non si può fare tanto facilmente. Non so se si possa fare affatto”, ha detto alla CBS News.

In questi giorni, mentre il mondo sta lottando con le interruzioni della catena di approvvigionamento globale e le materie prime vitali sono bloccate in mare per mesi, alcuni esperti suggeriscono che facciamo proprio questo. Ma dal 2009, le economie sono solo diventate più intricate e l’idea di separarle è diventata ancora più irrealistica.

Non puoi andare contro l’evoluzione, e l’evoluzione va verso una maggiore complessità, non minore. Questo è vero a tutti i livelli: minerale, biologico e sociale. Di conseguenza, la società umana sta diventando più complessa e intrecciata e l’economia, che è un riflesso della società umana, segue la stessa linea.

Il motivo per cui non vediamo tale congestione e disordine in natura è che a parte le persone, tutti gli altri elementi seguono i loro istinti. Il risultato è un flusso armonico, il ciclo della vita continua ininterrotto e le cose evolvono in sincronia con il loro ambiente.

L’umanità funziona esattamente al contrario. Ci sforziamo di elevarci al di sopra del nostro ambiente, non in sincronia con esso. Cerchiamo di raggiungere la cima del mucchio, di essere più veloci, più alti e più forti di tutti gli altri. Quando ogni paese, azienda e persino persona (in una certa misura) cerca di fare questo, si verifica una congestione ai nodi e tutto si blocca.

In altre parole, stiamo assistendo al risultato del nostro atteggiamento egocentrico. Se tutti avessero agito in armonia con il resto della società umana, come fa ogni altro elemento in natura, non ci sarebbe stata congestione e tutti avrebbero ottenuto ciò di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e quanto ne hanno bisogno.

Inoltre, poiché siamo competitivi e traiamo soddisfazione non dall’avere ciò di cui abbiamo bisogno, ma dall’avere più degli altri e persino dal negare agli altri ciò di cui hanno bisogno, non possiamo stravolgere le nostre economie. Il nostro desiderio di battere gli altri ci lega a loro perché il loro dolore è il nostro piacere e non possiamo lavorare senza piacere. Fare da soli è andare contro la natura umana e non possiamo farlo, almeno non a lungo termine.

Se vogliamo razionalizzare le catene di approvvigionamento, dobbiamo avere chiara la  nostra interdipendenza. Dobbiamo iniziare a vedere noi stessi come un’unità, dove il beneficio di uno è il beneficio di tutti e tutte le parti contribuiscono al benessere di tutte le altre parti.

I nostri corpi funzionano in questo modo, ogni organismo funziona in questo modo. Senza questo approccio, la vita non sarebbe possibile. Quando agiamo in contrasto con l’elemento fondamentale che rende possibile la vita e lo sviluppo, condanniamo la nostra società alla morte e al decadimento.

Una volta che riconosciamo come funziona la natura, come noi agiamo e che è nel nostro interesse cambiare, possiamo smettere di sconvolgere il sistema economico globale e iniziare a sincronizzare le nostre azioni. In termini più semplici, saremo più rispettosi l’uno dell’altro.

In effetti, potrebbe non piacerci l’idea che dobbiamo pensare agli altri e non solo a noi stessi, ma se non iniziamo a imparare la verità oggi, l’intreccio globale peggiorerà al punto che non saremo più in grado di fornirci i beni di prima necessità per la vita quotidiana.

 

Didascalia:
Le navi container aspettano al largo della costa dei congestionati porti di Los Angeles e Long Beach a Long Beach, California, Stati Uniti, 1 ottobre 2021. REUTERS/ Alan Devall