Non possiamo buttare tutti nella stessa pentola

Commento: Dici sempre che la connessione dovrebbe essere gentile, dal livello dell’amore.

La mia risposta: Ci dovrebbe essere un reciproco completamento nella società, di tutti verso tutti, fino al punto che tutti possano esprimersi e tutti lo percepirebbero correttamente.
Null’altro. Nessuno ti obbliga a essere uguale agli altri, a buttare tutti nella stessa pentola, ad organizzare una sorta di catering pubblico per tutti. Non tutti sono uguali, e tutti fanno di tutto per essere uguali agli altri nel prodotto pubblico.

Domanda: Dici sempre che siamo sotto l’influenza della forza superiore della natura, che ci forma. Come si sentirà in questo caso?

Risposta: La natura non vuole vedere che siamo tutti buttati nella stessa pentola. In nessun modo. È per questo che ci ha resi diversi gli uni dagli altri. Siamo tutti così diversi, in mille parametri. La natura non vuole che siamo tutti uguali.

È per questo che dobbiamo essere esattamente così. Ognuno di noi si distingue e dovrebbe mostrare tutte le sue qualità migliori davanti alla società. La società è felice con persone tali, dovrebbe incoraggiarle. In questo modo si complementano e la società diventa più ricca.
Domanda: La mia individualità e quella degli altri, dovrebbero essere per la società, o no?

Risposta: Credo che non possa essere in alcun altro modo. Per cos’altro può essere utilizzata? Siamo in un’era in cui tutto ciò che facciamo è molto individuale, e dall’altro lato, si dissolve in tutto il resto che viene fatto.

Se una volta potevo fare qualcosa, e rimaneva mio dall’inizio alla fine, oggigiorno non si può costruire neanche una vite senza che passi da una ventina di mani, e oltre a me, ci saranno molte idee e forze investite.

Commento: I componenti arrivano da ogni parte del mondo per questa vite. È questo il mondo attuale.

La mia risposta: Questo è il mondo attuale, e quindi, dobbiamo capire noi stessi e la società in questo modo. La cosa più importante è come ci integriamo nella connessione con gli altri.
Questo mondo verrà costruito comunque. Attraverso tentativi ed errori.

Commento: Ma per non attraversare tanta sofferenza….

La mia risposta: La gente imparerà. In che altro modo possiamo fare? Si vede nei bambini piccoli, come stanno gradualmente imparando, e soffrono meno, e cadono meno, sempre meno. È così che si cresce.

Cosa si può fare? La natura non permette a un bambino piccolo di alzare un grande peso o di fare qualcos’altro, solo in accordo con le sue capacità, in modo che non faccia male agli altri e si sviluppi. È la stessa cosa anche per noi.
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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 14/4/22

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Commedia o Tragedia?

Commento: Hai detto che la tragedia fa sì che una persona senta come se stesse vivendo tutta l’esperienza su di sé, mentre la commedia no.

La mia risposta: Ma con la commedia è possibile attraversare più stati che non con la tragedia. In una tragedia, si sta fermi, ci si blocca, è una sorta di freno. Con l’umorismo, al contrario, si va in avanti ed è possibile attraversare un gran numero di stati. Pensiamo che l’umorismo sia leggero e il dramma profondo, ma dipende dal tuo punto di vista.

Perché hanno tutti tanta paura dei comici e degli autori di satira? Perché l’umorismo può essere molto profondo. Si tratta di scavare profondamente nella natura umana o in ogni tipo di fenomeno sociale.

L’umorismo che ho in mente è molto profondo.  È un atteggiamento particolare nei confronti dei nostri difetti, che possono essere rivelati in un modo tale che comprendiamo simultaneamente come correggerli.

Le tragedie, invece, ti risucchiano. Diventi pietrificato, incollato proprio a questo fenomeno, e in questa esperienza resti fermo e divori te stesso.  È una cosa stupida.

Credo che l’umorismo sia più intelligente della tragedia, non l’umorismo come barzellette insensate, ma l’umorismo vero, sottile, serio, fatto da intenditori, per gente intelligente.  È sempre gentile.

Non si tratta di scherzi o trucchi, ma espressioni molto profonde dei nostri segreti, sensazioni e pensieri inconsci. In generale, una cosa molto utile.

 

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From KabTV’s “I Got a Call. Comedy or Drama?” 5/22/13

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Nati Liberi

Commento:  I ricercatori hanno studiato a lungo gli effetti del seguire la maggioranza, ovvero quando si sceglie di seguire ciò che l’ambiente sceglie, quando si sceglie ciò che parenti e amici approvano e ciò che va di moda. È come se non si avesse un’opinione precisa. I ricercatori hanno notato che spesso è la paura di perdere delle opportunità che ci spinge a seguire la maggioranza. Questa è una condizione che si verifica quando si comincia a pensare che l’erba del vicino è sempre più verde, che la vita di qualcun altro è più interessante, e così via. In pratica tutto si riconduce al fatto che c’è la paura delle occasioni mancate.

La mia risposta: Certo.

Domanda: È per questo che scegliamo quello che hanno scelto gli altri?

Risposta: Io non so chi sceglie ma, per lo più, sì. Soprattutto perché pensiamo che gli altri abbiano il giardino più verde, migliore, e così via.

Domanda:  Una persona può uscire da questa mancanza di libertà? Dal fatto che vive come tutti gli altri scelgono di vivere, quindi sceglie lo stesso? È possibile scappare da questa situazione?

Risposta:  Penso che solo se una persona lavora su se stessa e se ha un sistema di difesa diverso allo stesso tempo, capirà perché sta facendo questo.

E perchè seguire la maggioranza in questo modo? La maggioranza non è altro che una forza animale bruta che mi dirige a scegliere ciò che lei stessa sceglie.

Ti tira solamente e dice: “ sarai al sicuro con noi, andrà tutto bene, sarai come tutti gli altri, non ti serve niente di nuovo o ti sentirai male, e così via.” Possiamo già vedere come funziona.

Un individuo può essere libero solamente se si pone al di sopra del collettivo, se può essere libero dal collettivo, e quando decide a cosa unirsi. Allora, o crea lui stesso un gruppo oppure ne segue uno già conosciuto.

Domanda: Ma solo quando è lui a deciderlo?

Risposta: Sì, certo.

Domanda:  Che cosa deve ponderare per questo, per unirsi a loro?

Risposta: Lo scopo! Il suo stesso scopo e quello del collettivo, e scegliere da questo quale gruppo seguire.

Domanda: Quale scopo determina se una persona è libera o meno? Per esempio, ti verrà detto: “È andato per questo scopo.” E tu dirai “ questo è un uomo libero”.  Se ha scelto questo scopo è un uomo libero. È possibile che sia così?

Risposta: Se, prima di tutto, non cade sotto l’influenza di nessun gruppo.

Domanda: Che cosa si può fare con la natura umana, che è tutta sotto il collettivo e l’opinione generale?

Risposta: Questo è ciò che vediamo.

Domanda: Quindi l’uomo deve uscire dalla sua natura, in generale?

Risposta: Sì. Queste sono persone speciali che nascono così, si sviluppano, e quindi non riescono a far parte di nessun gruppo. E poi trovano la loro realizzazione.

Domanda: Una persona può imparare questo?

Risposta: No.

Domanda: Se non nasce libero, continua a non essere libero?

Risposta: Sì.

Commento: Questo è il verdetto generalmente.

La mia risposta: Questo non è un verdetto; è la natura che opera in questo modo.

Domanda: Hai mai visto persone così libere nella tua vita?

Risposta: Molto poche. Di solito queste persone scelgono la vera mancanza di libertà. Cercano un gruppo a cui potersi avvicinare e unire, dentro il quale possono donare loro stessi fino alla fine. Perché capiscono che è impossibile esistere separatamente. E quindi, per realizzare se stessi, la cosa principale da fare è trovare il gruppo giusto.

Nato libero, l’uomo prende la sua libertà e segue il collettivo. Sacrifica la sua libertà in modo da realizzare se stesso correttamente. Perché la realizzazione è ancora nel collettivo, nel gruppo.

Domanda: È davvero questo il suo eroismo? È meglio che essere libero perchè sei nato libero?

Risposta: Qual è il punto? È un’esistenza solitaria.

 

[302714]

From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 6/23/22

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Quando i politici faranno sul serio?

Se guardiamo a tutte le promesse che i politici hanno fatto e non mantenuto, ci viene da mettere in dubbio il proposito di dare peso alle loro dichiarazioni. Sarebbe difficile trovare una dichiarazione, o anche un contratto, che non sia stato alla fine disatteso, e di solito prima del previsto o in circostanze meno convenienti per l’altra o le altre parti. Questo porta a chiedersi: “Che senso ha firmare un contratto?” Attualmente non ha senso. Tuttavia, ci sono circostanze in cui questo cambierà e i leader manterranno la parola data.

La cosa che ci motiva, tutti, è la paura. Difficilmente facciamo qualcosa per un’altra ragione. Lavoriamo perché abbiamo paura della povertà, facciamo amicizia con persone che non ci piacciono perché abbiamo paura di loro o della solitudine, e ci comportiamo in modi che suscitano antipatia per paura di essere impopolari o addirittura vittime di bullismo.

I leader sono uguali. Le loro motivazioni sono invariabilmente egoistiche e di solito derivano dalla paura. Per far sì che mantengano le loro promesse, devono temere le conseguenze della loro inadempienza. Nei paesi democratici, potrebbero temere di non mantenere le promesse perché potrebbero non essere rieletti. Nei paesi totalitari, non sono così influenzati dall’opinione pubblica, ma sono comunque dominati dall’opinione che il loro partito ha di loro, oppure potrebbero essere deposti o assassinati. Anche i governanti che sembrano non avere sfidanti si affannano a giustificare le loro azioni per apparire buoni agli occhi dell’opinione pubblica, poiché non possono ignorare del tutto l’opinione che il popolo ha di loro.

Ne consegue che se la paura è la motivazione di coloro che detengono il potere, essi devono imparare cosa temere, in modo da agire per il bene del pubblico piuttosto che per il proprio tornaconto. Gli attuali conflitti violenti indicano che le circostanze sono cambiate. Il prepotente non è più il vincitore garantito. Il mondo è diventato un villaggio globale in cui i bulli non sono popolari. Un paese che vuole abusare di un altro paese, anche se per una causa che ritiene giusta, deve pensarci dieci volte prima di usare la forza.

Non si tratta semplicemente di un’atmosfera diversa nella società globale. C’è una legge diversa che sta entrando in gioco: la legge dell’interdipendenza. Quando tutti sono evidentemente dipendenti da tutti gli altri, come accade oggi, nessuno può prendere una decisione che non riguardi tutti gli altri. Pertanto, i paesi non possono decidere solo in base ai propri interessi; volenti o nolenti, sono responsabili nei confronti del resto del mondo.

Non possiamo cambiare questa legge: è il modo in cui la realtà opera oggi. In effetti, la realtà ha sempre funzionato così, ma non ne eravamo consapevoli come oggi. Che ci piaccia o no, e non ci piace, questa legge superiore sta plasmando la società globale e sta determinando nuove regole di comportamento, in cui tutti devono essere rispettosi degli altri.

Negli anni a venire, coloro che cercheranno di eludere questa legge e di violare i diritti di altri paesi saranno l’esempio di ciò che accade ai leader ribelli che credono di poter conquistare con la prepotenza il dominio. Quando i leader si renderanno conto di dover agire in considerazione degli altri, penseranno molto attentamente prima di impegnarsi, si assicureranno che i loro impegni vadano a beneficio di tutti, e non solo di loro stessi, e temeranno di rimangiarsi la parola data senza il consenso di tutte le parti interessate.

Didascalia della foto:
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden prende il suo posto con la moglie Jill Biden, altri capi di stato e dignitari, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron ai funerali di Stato della regina Elisabetta II, tenutisi all’abbazia di Westminster, Londra. Data foto: lunedì 19 settembre 2022. Dominic Lipinski/Pool via REUTERS

Il cambiamento è l’unica certezza

Il mondo sta cambiando molto velocemente, e il ritmo sembra crescere in maniera esponenziale.  Da un lato, ogni nuova forma di tecnologia, e ce ne sono infinite, promette di rendere il mondo un posto migliore. Dall’altro, nuove tecnologie vengono usate quasi invariabilmente per sfruttare altre persone, impoverire la terra di metalli preziosi e altri materiali di valore, o inquinare l’aria, l’acqua e il suolo che sostiene ogni forma di vita sulla Terra, inclusa la nostra.

Tuttavia, il cambiamento è in atto e non possiamo fermarlo. Il clima sta diventando sempre più irregolare e inclemente, in tutto il mondo scoppiano guerre, alcune delle quali con conseguenze potenzialmente catastrofiche, e le economie crollano mentre i prezzi salgono alle stelle e la povertà incombe. Per capire cosa sta succedendo e come affrontarlo, dobbiamo comprendere lo scopo dei cambiamenti.

Prima di capire il loro scopo, dobbiamo riconoscere la loro direzione. I cambiamenti stanno portando a ciò che sembra entropia, termine scientifico che indica il “disordine totale”. In realtà, però, le cose si stanno muovendo verso l’equilibrio, verso uno stato di bilanciamento, con pressioni e densità uguali. Le particelle, tutte le particelle, e anche gli esseri umani sono particelle, si stanno distribuendo in modo più uniforme. Proprio come il vento si calma quando la pressione dell’aria diminuisce perché la densità dell’aria è diventata più uniforme, così le particelle si stanno uniformando nel sistema globale. Pertanto, ciò che gli scienziati definiscono entropia è in realtà un aumento dell’ordine.

L’universo è iniziato nel momento di minore uniformità. A un certo punto, la pressione era troppo grande per essere contenuta, così il punto che era l’universo condensato è esploso. Da allora, le cose si sono mosse verso un crescente equilibrio, o uniformità.

Se comprendiamo la direzione dell’evoluzione, verso l’equilibrio, o l’uniformità, ci renderemo conto che questo è lo scopo di tutto ciò che accade: condurci verso l’equilibrio. Poiché c’è una chiara direzione dell’evoluzione, e la realtà non l’ha ancora raggiunta, la natura continua a spingere verso un crescente equilibrio. Di conseguenza, l’unica cosa garantita nella realtà è che ieri non è come oggi e che oggi non sarà come domani. Il cambiamento è l’unica certezza.

Il motivo per cui percepiamo il mondo come caotico è che stiamo opponendo resistenza al processo. Il nostro ego vuole che ciò che è familiare rimanga e che i cambiamenti siano sicuri e sotto controllo. Poiché il mondo non si comporta come vogliamo, cerchiamo di cambiarlo. Quando falliamo, sentiamo il mondo come ostile. Combattiamo contro la natura, ma la natura non cede. Quando cerchiamo di trattenere il progresso della natura, questa accumula pressione, che alla fine ci esplode in faccia. Se lasciassimo scorrere i cambiamenti al loro ritmo, non li sentiremmo ostili.

Inoltre, l’equilibrio e l’uniformità sono le ultime cose che il nostro ego desidera. Vuole sovranità e unicità. Vuole che tutto si concentri su di sé. Questo, ancora una volta, contraddice il flusso della natura verso l’uniformità e l’equilibrio e ci mette in contrasto con la realtà.

Tuttavia, la natura costringerà anche la società umana a giocare secondo le sue regole e a diventare equilibrata. La concentrazione del potere nelle mani di pochi sfruttatori contraddice il flusso dell’evoluzione ed è quindi destinata a scomparire. Non è una questione di chi governerà, ma dello scopo stesso del governare. Lo sfruttamento non esiste in natura e quindi non può esistere nella società umana. Esiste solo l’equilibrio, l’armonia.

Se adattiamo la società umana al tessuto della natura, sentiremo che essa ci sostiene e la vita sarà una passeggiata senza sforzo. Se continuiamo a ribellarci alla natura e a cercare di sfruttarci a vicenda, le nostre lotte contro la natura e le nostre guerre reciproche si intensificheranno sempre di più, fino a quando, dopo il caos, chiunque sia rimasto rinuncerà al dominio dell’ego e concorderà che l’equilibrio è l’unica via sostenibile.

L’Era dell’infelicità

Un recente articolo della società di analisi e consulenza globale Gallup ha rivelato che l’infelicità è in aumento in tutto il mondo. Secondo l’articolo, la situazione “è preoccupante perché l’infelicità è ora a un livello record. … Le persone provano più rabbia, tristezza, dolore, preoccupazione e stress che mai”. Pur ammettendo che la pandemia ha contribuito all’aumento dell’infelicità, l’articolo afferma anche che “in realtà, l’infelicità è in costante aumento da un decennio”. Gli studi dimostrano che la felicità dipende dai legami sociali. Statisticamente, le persone con legami sociali più forti e numerosi si sentono più felici, mentre gli introversi hanno maggiori probabilità di sentirsi infelici.

La correlazione tra felicità e legami sociali evidenzia un elemento fondamentale di tutto il creato. In ogni parte della realtà, la solidità, la vitalità e l’evoluzione dipendono dalle connessioni con l’ambiente. Ogni cambiamento che avviene in qualsiasi parte della realtà, avviene a causa di una qualche interazione con l’ambiente. Anche le connessioni apparentemente negative, come la fuga dai predatori, accelerano l’evoluzione.

Ciò che è vero per tutta la natura, è altrettanto vero per il nostro corpo. Il nostro corpo può sostenersi, nutrirsi, proteggersi da agenti patogeni e inquinanti e mantenersi sano e forte solo grazie alla miriade di connessioni tra le cellule e gli organi. La diversità di queste connessioni e il loro sostegno reciproco conferiscono al corpo forza, resistenza e vitalità.

L’unico posto in cui queste connessioni sono interrotte e difettose è la società umana. Tutte le altre comunità e tutti gli altri sistemi naturali funzionano in modo armonioso e le loro parti si completano e si sostengono a vicenda. Nel nostro caso, invece, non c’è sostegno reciproco né complementarità. Le nostre connessioni sono basate sullo sfruttamento e sul sopruso, e i nostri obiettivi non sono quelli di migliorare la nostra vita, ma di peggiorare quella degli altri.

Pertanto, tutti i fenomeni negativi riportati dal sondaggio Gallup, rabbia, tristezza, dolore, preoccupazione e stress, derivano dai legami corrotti e infranti tra di noi. L’era dell’infelicità che è iniziata è opera nostra. Se cambiamo il modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri, ne usciremo in un’epoca in cui tutto ciò che attualmente percepiamo come negativo sarà invertito nel suo opposto positivo.

Le relazioni negative che attualmente prevalgono nella società diventeranno il substrato di una società che insiste sulla vicinanza e sull’interesse reciproco, poiché conosce il prezzo della noncuranza e del distacco. L’era dell’infelicità può diventare l’innesco di un’era di vera illuminazione, di conoscenza della natura e di apprendimento di come correggere la natura umana e rendere la vita bella per tutta l’umanità. In alternativa, se scegliamo l’inazione, l’infelicità diffusa può continuare a crescere e creare un’era di infelicità senza precedenti.

La vendetta è una delizia per l’egoismo

Commento: La vendetta è una cosa a cui un individuo è pronto a dedicare tutta la sua vita.

La mia risposta: La vendetta è la più grande delizia per l’egoismo.

Non esiste piacere più grande per l’egoismo del trionfo su un altro egoismo che lo ha umiliato e che ora ripaga centuplicato, dimostrando così la sua vittoria, la sua superiorità e il suo trionfo.

Questa è la cosa più piacevole per il nostro ego e, direi, la più opposta allo spirituale. È molto difficile opporsi a questa situazione. Il sentimento di vendetta risiede inconsciamente in noi.

Dall’alto, verrà scelto appositamente per voi qualcuno che vi infastidirà e pungerà il vostro ego. Per tutto il tempo, inevitabilmente immaginerete ogni tipo di scena umiliante per  quest’individuo e il vostro trionfo su di lui quando verrà e ammetterà davanti a voi la sua insignificanza, il suo errore.

E soltanto un lavoro serio su se stessi può correggere parzialmente questa situazione e in qualche modo ammorbidirla.

Commento: Ma qualsiasi eroe in una storia deve alla fine vincere, avere la meglio, dimostrare la sua tesi e vendicarsi, ecc.

La mia risposta: Questo è il “lieto fine” americano.

Domanda: Come dovrebbe essere nel nostro sviluppo spirituale?

Risposta: Dobbiamo accettare tutto come proveniente dal Bore e non da qualche persona. È il Bore che ci prepara; è Lui che ci insegna una tale lezione attraverso qualcuno e noi dobbiamo amare questo qualcuno, questo soggetto, e andare d’accordo con lui. Quando il male si manifesta, bisogna trattare con il Bore.

Ma non è facile! Questo è in realtà un problema molto serio.

Domanda: Quindi si manifesta quando un uomo vede una sorta di cattiveria, un difetto in un amico?

Risposta: Sì, il Bore fa questo di proposito in questo vasto teatro della vita, e ognuno di noi deve capire che tutta l’umanità è parte della nostra anima e il fatto che vedo gli altri opposti a me è solo perché non voglio connettermi con loro; non ho ancora capito che queste sono le mie parti integrali. Cioè, il problema è in me.

 

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Da KabTV’s “Ho ricevuto una chiamata. Come prendere una rivincita sul nemico”

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Il caso in questione

Negli ultimi 20 – 30 anni, sono avvenuti cambiamenti sorprendenti nel mondo. Oggi, attraverso internet e la televisione, è possibile andare ovunque. Tempo fa non era possibile.

Una volta, un libro che pubblicavo veniva comprato da un massimo di 1000 persone e non c’era modo di spedirlo in un altro paese o di farlo conoscere ai lettori. Parlare in televisione era semplicemente un sogno.

Oggi, attraverso internet, puoi arrivare in quasi ogni posto del mondo. Tutto dipende da quanto sei rilevante, se attiri le persone, e quanto le persone hanno bisogno di te. Ma in generale, tutto è cambiato. Ne consegue che tutto è nelle tue mani, inizia semplicemente a lavorare. È questo che stiamo cercando di fare.

Se prendiamo una normale, ordinaria, città media, con una popolazione da 200.000 a 300.000 abitanti nel centro del paese dove ogni livello della società ha un carattere, un impiego, un reddito, uno stile di vita e una cultura completamente opposti, e dimostriamo con il suo esempio cos’è possibile fare con l’aiuto dell’educazione integrale, allora tra un anno o due, o tre, vedrete ciò che succede.

Secondo i dati statistici, possiamo controllare quanto migliorerà il servizio sanitario, ci saranno meno malati, meno problemi famigliari, meno infortuni sul lavoro, incidenti stradali, furti, omicidi e tradimenti.  Il livello di protezione della popolazione, il rendimento scolastico ecc. aumenteranno. Allora le persone inizieranno ad accettare questo metodo e ci daranno l’opportunità di agire.

 

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From KabTV’s “I Got a Call. Integral Education System” 5/11/13

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Microdosaggio: ci sono modi migliori per aumentare la creatività

Mi è stato detto che c’è una nuova tendenza ad assumere piccole quantità di dietilamide dell’acido lisergico (LSD), funghi contenenti psilocibina e altre sostanze allucinogene per migliorare la creatività e la resa sul lavoro. I dati scientifici relativi a questa pratica, chiamata “microdosaggio”, sono a dir poco inconsistenti. Uno studio ha rilevato che gli effetti sono molto limitati e si verificano solo se si crede in essi. Un altro studio ha riscontrato alcuni effetti positivi, ma anche effetti altrettanto negativi. Capisco la necessità di estendere i propri limiti, di vedere al di fuori di noi stessi; è un’attrattiva molto forte. Tuttavia, c’è un modo migliore per farlo, che non implica la disconnessione dalla realtà, ma il suo contrario: una nuova e più profonda connessione con tutto.

Invece di allontanarci dagli altri attraverso le droghe, a qualsiasi livello di dosaggio, dovremmo aumentare e approfondire la nostra connessione con loro. Così facendo, possiamo iniziare a vedere il mondo “attraverso i loro occhi”, a sentire il mondo come lo sentono loro e a uscire veramente da noi stessi.

Ogni persona vive nel proprio mondo tridimensionale. Quando cominciamo a vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri, guadagnamo infinite dimensioni alla nostra percezione. Meglio ancora, la realtà che vediamo attraverso gli altri migliora e arricchisce quella che vediamo attraverso i nostri occhi. Questi “universi paralleli” non entrano in conflitto, ma si intrecciano in un quadro più completo della realtà.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere questo obiettivo è cambiare la nostra intenzione nelle interazioni con gli altri. Invece di cercare di ottenere dagli altri quanto più possibile per noi stessi, dovremmo sforzarci di dare agli altri quello che possiamo e quando possiamo. Impiegare questa tattica ci rivelerà cosa provano e come vedono il mondo. L’unica cosa che ci impedisce di scoprire questi nuovi mondi infiniti che esistono intorno a noi è la nostra intenzione di sfruttarli piuttosto che di contribuirvi.

Non dobbiamo necessariamente ribaltare il nostro atteggiamento nei confronti degli altri tutto in una volta. Possiamo fare delle “microdosi”, iniziando da dove è più facile e con le persone più vicine a noi. Le rivelazioni che scopriremo saranno sicuramente allarmanti e illuminanti. Man mano che procediamo, la nostra intera visione del mondo cambierà e la nostra percezione della realtà sarà completamente nuova. È un processo cumulativo, quindi non dobbiamo avere fretta.

Tuttavia, questo processo non può avere successo in modo isolato. Se una sola persona cerca di cambiare il proprio atteggiamento verso gli altri, non funzionerà. È necessario che ci sia almeno un gruppo di persone che lavorino insieme su questo tema. Quando lo mettono in pratica tra di loro, si aprono al mondo dell’altro, imparano a sentirsi l’un l’altro, si incorporano nel mondo dell’altro e l’intera percezione cambia. Una volta raggiunto questo traguardo tra di loro, la loro nuova percezione si rifletterà sul modo in cui vedono il mondo in generale e saranno in grado di applicare le loro intuizioni a tutti gli aspetti della loro vita.

Foto di Alan Rockefeller via Wikimedia

La risposta è chiara se poniamo la domanda giusta

Alla fine, ciò che tutti vogliono è avere una buona vita. Una buona vita ha più o meno lo stesso significato per tutti: un posto confortevole in cui abitare, del cibo a tavola, mantenersi sani,  una buona educazione per i propri figli e soprattutto, la certezza di un futuro roseo. Quando ci chiediamo cosa ci impedisce di condurre una vita di questo tipo, per la maggior parte delle persone è chiaro che è solo il nostro ego, in tutte le sue forme: orgoglio, dispotismo, sfruttamento, prepotenza, crudeltà, ad impedirci di condurre una buona vita. Tuttavia, invece di chiederci come superare l’ego, ci chiediamo come proteggerci dall’ego degli altri, nel migliore dei casi, o peggio, come imporre il nostro ego agli altri.

C’è un motivo per cui non ci poniamo la domanda più ovvia: come superare l’unico ostacolo sulla strada della felicità? La cosa che ci ostacola, cioè l’ego, ci distrae e devia la nostra attenzione portandoci a vedere altre cose o altre persone come il problema. Se però ci eleviamo al di sopra dei nostri sentimenti e pensiamo in modo logico solo per un momento, ci renderemo conto che se ci sentissimo vicini gli uni agli altri, se ci sentissimo come una famiglia e non come dei nemici, non combatteremmo gli uni contro gli altri.

Gli scherzi dell’ego non sono una novità. Ci sta mettendo gli uni contro gli altri da milioni di anni. Abbiamo ucciso, sfruttato, abusato e anche gioito del dolore del nostro prossimo. Nessun altro essere vivente fa questo, soltanto l’uomo lo fa, perché soltanto l’uomo possiede la serpe interiore chiamata “ego.”

Le società del passato non erano così venefiche come la nostra di oggi. In alcuni casi, vivevano davvero come una famiglia. Ma l’ego non rimane statico; si intensifica e avvelena tutto ciò che incontra sul suo cammino. L’umanità ha provato tutte le opzioni. Ha provato l’estrema sinistra e l’estrema destra, il capitalismo e il socialismo, l’anarchia e gli ordini rigidi, la monarchia, la democrazia, la teocrazia e la lista continua. Niente ha funzionato e niente funzionerà finché l’ego governerà le nostre menti e i nostri cuori.

Mentre l’umanità è stata coinvolta in lotte incessanti, un uomo, vissuto quasi 4.000 anni fa, ha posto la domanda giusta: come può l’umanità sconfiggere l’ego nei nostri cuori? La risposta che trovò lo rese così felice che capì come aiutare l’umanità e iniziò a diffonderla ovunque andasse. Il nome di quell’uomo era Abramo e il messaggio che diede a tutta l’umanità fu che invece di cercare di sconfiggere l’ego degli altri, o anche il nostro stesso ego, dobbiamo concentrarci sul positivo, sul coltivare connessioni non egoistiche.

Abramo, che divenne noto come “l’uomo della misericordia”, grazie alla sua idea innovativa, iniziò ad accumulare seguaci che si rendevano conto che aveva ragione. Pressato dalle autorità egocentriche della sua patria, Babilonia, Abramo si mise in viaggio e si diresse verso Canaan. Lungo la strada, accumulò altri seguaci che videro la bellezza della sua idea. Non erano una nazione, almeno non ancora; erano una folla di persone che simpatizzavano con l’idea del loro maestro. Solo quando iniziarono a mettere in pratica il metodo di Abramo tra di loro, coltivando la premura e la considerazione al posto dell’alienazione e dell’egoismo, iniziarono a a creare una forma di unità mai vista prima.

Grazie alla loro unione, queste persone hanno scoperto qualcosa che prima non sapevano: tutto è collegato. Poiché aggiunsero l’elemento del dare alla loro natura egocentrica, poterono percepire che ogni cosa in realtà non solo riceve, ma dà anche a tutto il resto. In questo modo, crearono una società equilibrata e armoniosa che divenne un modello per il resto del mondo. Questa società divenne nota come “popolo d’Israele”.

Tuttavia, non mantennero la loro solidarietà. I loro ego continuarono a crescere, come l’ego cresce in ogni persona, e alla fine anche loro cedettero ad esso. Tuttavia, l’eredità di Abramo rimase in loro e pochissimi di essi mantennero vivo quell’insegnamento nei libri e negli insegnanti.

Oggi questa saggezza si sta aprendo al mondo intero, poiché il mondo ha esaurito le sue opzioni. Gli inutili sforzi volti a trovare un modo per sopraffare l’ego hanno aperto le menti delle persone a una saggezza della connessione che non cerca di sopprimere l’ego, ma di potenziare la connessione. Il mio maestro, RABASH, così come suo padre, Baal HaSulam, erano insegnanti di questo tipo e io faccio del mio meglio per rendere i loro insegnamenti accessibili in ogni lingua e in ogni luogo. Oggi siamo pronti a porre la domanda giusta: come superare l’ego? Oggi l’ego non è in grado di attirarci in false ideologie che non portano da nessuna parte se non a maggiore infelicità.