Guida per Leggere Il Libro dello Zohar: Eravamo come in un Sogno

Estratti del mio futuro libro, Guida per leggere il Libro dello Zohar

Il fatto più complesso ed allo stesso tempo più affascinante in relazione al Libro dello Zohar ed alla vita in generale è la percezione della realtà. Esistono molte onde intorno a noi che in realtà non percepiamo, come le onde radiali. Esiste anche un campo di informazione che include tutto. Il campo di informazione elevato è chiamato la natura più elevata o il Creatore.

Questo campo contiene tutto lo spazio intorno a noi. Siamo capaci di stabilire un contatto con questo campo e di ricevere tutto da esso: sentimenti, comprensione, conoscenza, amore ed anche la sensazione di vita eterna e di totalità che le è inerente.

Tutto lo scopo della saggezza della Kabbalah è di insegnarci a sviluppare dentro di noi gli strumenti per percepire questo campo di informazione elevato. Ciò è possibile solo attraverso la trasformazione interiore e nella misura in cui la realizziamo, diventiamo simili a questo campo: al Creatore. Esistiamo in questo campo inclusivo adesso, ma siamo incapaci di percepirlo.

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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 1

Cari amici, per favore fate le vostre domande sui frammenti degli scritti dei grandi kabbalisti. Prometto di rispondervi. I commenti tra parentesi sono miei.

Chi è un kabbalista?

Tuttavia, i kabbalisti che raggiungono (nelle loro sensazioni e nella mente) i gradi superiori (più elevati dei raggiungimenti all’interno dei cinque sensi fisici), raggiungono tutto (tutto l’universo) in una misura completa (inclusa la parte nascosta per le persone) e sono meritevoli del raggiungimento di questi livelli nel loro interiore, che (e specificamente questo raggiungimento) si chiama “un’anima”.

–Baal HaSulam, Il segreto del concepimento è la nascita

Colui che riceve abbondanza dal Creatore si inorgoglisce delle ghirlande del Creatore (frutto della creazione). E colui che è stato meritevole nell’ora dell’azione (la correzione di se stesso) sente che anche il Creatore si sente orgoglioso di lui, nel trovarlo disposto (nella sua somiglianza con il Creatore) a ricevere l’abbondanza (la Luce dell’amore e della dazione), si chiama un kabbalista (colui che riceve il benessere preparato dal Creatore).

–Baal HaSulam, Pri Hacham, Igrot (Lettere), Lettera 46

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Cerca di realizzare il lavoro per conto tuo

Domanda: E’ possibile procedere sempre mediante “la fede al di sopra della ragione”?

Risposta: Chiaro che no. Tuttavia, i kabbalisti non discutono se possono o meno procedere in questa maniera; dobbiamo semplicemente farlo! Quando non possiamo, chiediamo aiuto ed il Creatore fa questo lavoro per noi. Tutto il lavoro è fatto dal Creatore, non dalla persona. Ma abbiamo bisogno di chiedergli di compierlo.

Una persona deve arrivare fino alla fine cercando di realizzare il lavoro per conto proprio. Anche se sa dal principio che è condannata a fallire cercando di ottenere la meta usando la sua forza, anche così deve farlo. Mediante ciò, scopre che il lavoro sarà fatto dal Creatore e saprà come chiederglielo.

Esisto sempre in un processo nel quale mi muovo lungo una linea retta dal punto iniziale (attuale) verso la meta finale, alla quale devo arrivare con qualsiasi mezzo. Il punto finale è la dazione, l’amore per il Creatore e per gli esseri creati, la fede al di sopra della ragione e la dazione al di sopra della ricezione. Ho bisogno di lasciare il punto iniziale ed arrivare al punto finale e nel cammino ho quanto segue:

La prima parte: fa tutto quello che è in tuo potere! Questa è la prima e più importante cosa.
La seconda parte: una completa delusione della mia forza.
La terza parte: capire che solo il Creatore può salvarmi.
La quarta parte: quando comincio a lavorare insieme a Lui in dazione (Chafetz Chesed) ed amore.

Ma quando sono ancora solo al principio, devo confidare nella mia forza e sapere che senza dubbio, arriverò alla fine. Non posso incrociare le braccia ed aspettare l’azione dall’Alto. Se non mi sforzo nella misura in cui posso durante la prima tappa, se non faccio tutto il possibile, allora non arriverò mai alla disperazione ed a capire la mia mancanza di potere. Ciò significa che non mi renderò mai conto che richiedo l’aiuto del Creatore. Se è così, come posso risvegliare la Luce che Riforma?

Le tappe si mostrano una dietro l’altra e lo stato attuale determina e costruisce la prossima. Una persona non sa esattamente dove si trova e cosa la aspetta nella tappa successiva, nel prossimo momento. Tuttavia, tutto l’avanzamento è compiuto a causa della pressione che esercita.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30 Agosto 2010 sull’articolo, Quando una persona conosce cosa è il timore di Dio)

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Uno spirito di ambulanza

Domanda: Gli uomini contano su un gruppo che li appoggia in qualunque stato; ma cosa deve fare una donna quando sperimenta una discesa? Dove può ottenere l’energia per vincere la crescita dell’egoismo che ha provocato la discesa spirituale, facendo in modo che essa si senta indifferente, triste e carente della grandezza dello scopo o della dazione?

Risposta: Le persone mi hanno esposto questa domanda per molti anni ed in ogni lezione per le donne. Adesso esiste una risposta pratica ed effettiva: il nostro simulatore spirituale che stiamo costruendo insieme.

Le donne devono partecipare allo stesso modo degli uomini, perché tutti i nostri desideri si riuniscano dentro un Kli o desiderio in comune. La sua grandezza determinerà il nostro diritto a rivelare la Luce del Creatore.

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Il ballo è il lavoro interno più serio

Esistono azioni durante le nostre riunioni nelle quali dobbiamo rinunciare alla nostra critica ed unirci semplicemente con tutti. Come posso farlo? Posso farlo proprio saltando e cantando insieme a tutti come un bambino, annullandomi.

Questa attitudine mi connette allo stato generale, dandomi la capacità di uscire dalla mie limitazioni e sentire un “vento spirituale”! Può sembrare come se questo tipo di comportamento fosse imprudente, ma ci sembra così solo perché non riconosciamo la spiritualità in esso. Perché è la Luce dell’Infinito! Non siamo capaci di vedere in esso con i nostri strumenti di percezione. Per questo ci sembra senza vita ed inanimato (Nefesh). Tuttavia, se siamo capaci o meno di vedere tutta la Luce spirituale di NaRaNChaY in esso, dipende del tutto dal nostro Kli.

Tutto ciò che viene dall’unità, anche il più piccolo gesto, è perfezione. Per tanto, è proprio in questa maniera, attraverso il ballo mutuo, quando salti insieme agli altri, che abbiamo l’opportunità di percepire una sensazione spirituale. Queste danze sono arrivate a noi dai grandi kabbalisti, specialmente il Baal Shem Tov. Anche il Rabash faceva ballare noi, i suoi studenti, in questa maniera. Non è solo imprudenza; dentro il ballo c’è un pensiero serio e un lavoro tremendo. All’inizio non lo vuoi e si alternano in te, con molta frequenza, pensieri “a favore” oppure “contrari”, evocando dubbi orribili. Intanto, continui a saltare.

Non è neanche meditazione perché non ti disconnetti dalla realtà. Sei sempre davanti alla domanda: cosa sto facendo e perché? Cosa mi da questo, chi mi fare questo e con chi sto saltando, perché ci connette? Attraversi tutto il lavoro interno dal principio alla fine, mentre stai ballando.

La danza ti forza ad andare attraverso tutti i differenti pensieri che le sono contrari! Questi pensieri sono contrari all’unità, che non vuoi. La tua mente combatte sempre contro questo e ti vedi forzato a fare discernimenti.

Per questo la danza diventa un arduo lavoro interiore. Ne esci semplicemente esausto, vuoto di energia; e non perché hai saltato, ma perché hai attraversato tanti discernimenti interiori. Stai ballando dentro di te, nelle tue ascese e discese interiori. Il fatto che stai saltando esternamente, è lì allo stesso tempo solo per risvegliare questi stati interiori in te.

Stai saltando esternamente, elevandoti e cadendo, mentre in te c’è un gran quantità di altre ascese e discese che si susseguono simultaneamente. Questa è la cosa più importante! Senza le azioni esterne non saresti capace di fare le azioni interne. Una cosa non succede senza l’altra. Per questo la danza diventa un mezzo unico per lavorare. Per questo il Baal Shem Tov ed i primi Ebrei Chassidici, che erano kabbalisti, insegnarono queste tradizioni.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12 Agosto 2010, sulla lezione, Il ruolo della nazione.

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Lo Zohar è rivelato nell’unità

Lo Zohar, capitolo “Va Yetze (E Giacobbe usci), punto 51: …risulta che lei è come uno specchio lucidato, riguardando il non far vedere la sua propria forma, ma solo con la forma degli altri, quelli che l’hanno vista o quelli che stanno davanti a lei”. Somiglia a uno specchio anche perché tutta la caratteristica del vetro dello specchio si trova nel colore scuro della sua parte posteriore. Riflette i raggi del sole, dato che se fosse trasparente non si potrebbero vedere delle forme in esso. Cosi è Nukva – tutta la sua forza è nel suo Masach che trattiene la luce da splendere da lei verso il basso. Senza il Masach non ci sarebbe stata per niente la luce in lei.

Noi leggiamo Lo Zohar ma non lo comprendiamo; lo leggiamo ma non sentiamo niente. Finalmente dobbiamo arrivare allo stato nel quale la domanda “A cosa serve tutto questo?” ci porterà alla disperazione, disillusione, ad una esplosione interiore, alla comprensione del fatto che non abbiamo che la scelta di unirci, ed in questa unità interiore rivelare quello di cui parla Lo Zohar.

Non esiste un altro metodo, un altro percorso. Dobbiamo superare questa barriera. Ci sono molti ostacoli nel nostro cammino: pigrizia, mancanza di comprensione, e la mente protesta per questa sua impossibilità di comprendere. Tuttavia, non importa. Abbiamo solamente bisogno della persistenza che ci porterà ad uno stato di disperazione e comprensione di non avere altra scelta. Dobbiamo rivelare che Lo Zohar parla precisamente della nostra unità. Che quello che descrive Lo Zohar si rivela unicamente nell’unità tra di noi.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.09.2010

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 218, Lez. 15
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 115
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Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 882
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Guida per Il Libro dello Zohar: L’entrata nel Mondo Spirituale

Estratti del mio prossimo Libro, Guida per il Libro dello Zohar

Nel nostro mondo nasciamo e cresciamo insieme agli adulti che ci amano. Non capiamo cosa esigono, ma li prendiamo da esempi. Imitiamo tutte le loro azioni e le parole senza capire il loro significato; la comprensione viene dopo. Questa è regolata dalla natura. Impariamo dalla partecipazione più che dalle nostre menti.


Questo è il mezzo più naturale che ci permette di apprendere riguardo al mondo nel quale esistiamo ed è anche così che entriamo nel mondo spirituale. Lo stesso sistema è preparato per noi: abbiamo un “padre ed una madre” spirituali che ci introducono al testo del Libro dello Zohar. Anche quando non capiamo quello che leggiamo, la sola lettura, insieme al desiderio di capire e all’aspirazione di crescere spiritualmente, ci fa evolvere come i bambini e cominciamo gradualmente a percepire il testo. Tutti i nomi ed i titoli che non capiamo al principio, diventano gradualmente più chiari. Cominciamo a capire il linguaggio del mondo spirituale alla stessa maniera in cui apprendiamo il linguaggio corporale dalle nostre madri.

Per tanto è necessario sapere che “non impara il più intelligente” né consegue il mondo spirituale, lo fanno invece quelli che rifiutano intensamente di lasciare il Libro dello Zohar e hanno l’intenzione di riprenderlo una volta e poi un’altra, in maniera da capire e rivelare ciò che il libro sta cercando di dire.

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Lezione introduttiva: “Rosh Hashana” – 07.09.2010

Kabbalah per il Popolo, Lezione introduttiva “Rosh Hashana”
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