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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.11.2010

Il Libro dello Zohar: Art. “Tra tutti i Saggi delle nazioni del mondo, nessuno è come te”, Lez. 3
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Il Libro dello Zohar: Art. “ La rosa (Shoshana)”, Lezione 1
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 136, Lez. 11
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 58, Lez. 26
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “Corpo e Anima”, Lez. 4
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Fede e realizzazione

Domanda: Quando la fede si trasforma in realizzazione?

Risposta: Se si tratta di fede sopra la ragione, allora diventa un vaso o un Kli per la realizzazione. Dopo tutto, la fede è un nome per la luce di Hassadim.

La Fede sopra la ragione è la qualità della dazione che governa il desiderio di godere. Il desiderio di godere con l’intenzione di dare diventa un vaso o un Kli per la luce di Hochma.

Poi la luce di Hochma, rivestita in Luce di Hassadim, inizia dominare dentro il desiderio di godere, e questa è la realizzazione.

L’appagamento della luce di Hassadim dalla luce di Hochma viene chiamato “fede totale o completa” (Emuna Shlema).
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Preparandoci per la Lezione ancora una volta

La Luce costruisce la nostra connessione e ci rivela il Creatore solo dentro di essa. Dobbiamo aspirare a questo non per il nostro bene, ma solo per dare piacere a Lui. Una volta che raggiungiamo l’amore per il Creatore, ci rivelerà il suo amore per noi. Tutto il nostro studio ha lo scopo di rivelare o risvegliare il nostro amore per il Creatore.

Ovviamente, in questo momento non sentiamo la minima necessità per questo. Ci ricordiamo dell’esistenza della Forza Superiore solo quando ci sentiamo male. E’ la nostra natura che ci fa agire solo quando ci manca qualcosa, desiderosi di completare e riempire noi stessi.

Noi non sentiamo alcun bisogno del Creatore e tanto più d’amarlo. Ma se proviamo aartificialmente ad aspirare al Creatore per mezzo del lavoro nel gruppo, progressivamente avremmo provocato l’influenza della luce su di noi che ci porta qualità speciali, quelle dell’amore e della dazione.

La qualità può essere diretta solo verso il Creatore poiché Egli è il solo ad esistere attraverso noi. Tuttavia, al fine di arrivare a Lui siamo stati posti in uno stato speciale chiamato “questo mondo”. Qui, con l’aiuto dei nostri familiari e amici, possiamo fare sforzi e pratica per acquisire l’amore per l’ambiente adeguato. Poi andremo dall’amore per le creature al grado di amore per il Creatore.

E’ così che usciremo dall’egoismo, passando dall’amore di sé all’amore per il prossimo, e tramite la nostra famiglia e gli amici, acquistiamo l’amore per il Creatore.

Poi si rivelerà la vera natura degli “strumenti” che abbiamo usato. Si scopre che il Creatore stesso divide la nostra realtà in questo modo, così d’avere la possibilità di venire a Lui per mezzo di questi “esercizi”. In realtà non c’è nulla oltre a me, che include tutta la realtà e il Creatore, che è al di sopra di essa.

Cerchiamo quindi di costruire l’intenzione di ricevere la Luce che Riforma dallo studio reciproco, al fine di rivelare l’amore tra noi e il nostro amore al Creatore.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 24/11/10, Lo Zohar).

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Come diventare un Superuomo spirituale

Domanda: Invece di ricevere le forze del mondo superiore, mi sento, giorno dopo giorno, sempre più debole. Come diventare un “superuomo spirituale” che riesce a sollevarsi da questa situazione ?

Risposta: Prima di tutto bisogna partire dai fatti. E considerando i fatti non c’è di che spaventarsi, perché tutto questo ci viene offerto dal Creatore – secondo un procedimento tramite il quale dovremmo riuscire in qualche modo ad imparare qualcosa.

La luce superiore, agendo sulle nostre “reshimot“, crea in loro dei quadri che ci si presentano dinnanzi. Essa prende dei dati informativi (reshimot) e ce li proietta sul nostro schermo interiore, e noi ci veniamo a sentire in un certo stato d’animo.

Tutti questi stati d’animo dobbiamo necessariamente provarli durante il nostro cammino. E allora, dov’ è il problema? Il fatto che alle volte mi sento male, alle volte bene, e che non riesco ad essere completamente padrone di me stesso? Innanzitutto su di me domina la luce.

Adesso mi stanno spiegando come la luce agisce su di me. Ma chi sono io? Io sto solamente assistendo a questo lavoro. E perciò si chiama lavoro del Creatore. E noi lo stiamo osservando in disparte. Impara da esso cosa sta succedendo.

Forse non è troppo simpatico ch’ Egli lavori su di me ? Se io volgessi lo sguardo sul mio compagno che a volte piange, a volte è contento, a volte dorme, a volte si tormenta, – questo sarebbe normale, infatti io osserverei l’azione della luce su di un’altra persona. Ma non sono contento di vedere tutto questo accadere a me.

Da un lato ciò è vero. Dall’altro lato, se tu incominci ad identificarti con queste attività, col Creatore, se desideri approvarLo, allora non è così importante quello che ti succede. Tu ti identifichi con Chi lavora su di te, e consideri te stesso come materiale per il Suo lavoro.

Riesci a staccarti da questo materiale ? “Questo non sono per niente io. Se mi muovo, faccio questo o quello, penso e desidero, – tutto questo non sono io. Io identifico me stesso col Creatore, che fa di questo materiale ciò che desidera”. Allora già vedo me stesso in disparte.

Adesso sorge la domanda: Potrei io chiedere al Creatore di fare delle azioni per un altro scopo, secondo un’altra direzione, forse succederà, su, proviamo.

Ma quali azioni? A quale scopo? Mi ascolterà? Cosa vorrà fare? Non è che io abbia intenzione di chiedere qualcosa inutilmente. Se io già mi trovo in una tale situazione che, insieme a Lui, agisco contro il mio corpo, come Mosè col Creatore contro il Faraone, allora è meglio che gli chieda qualcosa che valga la pena. Allora incomincia già per l’uomo tutto questo processo.
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(Da una lezione sul Libro dello Zohar. Introduzione,25.11.2010).

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.11.2010

Scritti di Rabash: Dargot HaSulam, Art. 268
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 128, Lez. 10
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “La Libertà”, Lez. 7
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Un nuovo vicino

Il libro dello Zohar parla di come Zeir Anpin e Malchut si uniscono, come tutto diventa uno. Questo rende evidente che tutti dobbiamo mirare l’azione finale: dazione al creatore.

È difficile immaginare qualcosa al di fuori dei nostri desideri attuali. Tuttavia, la luce gradualmente impregna in noi questa necessità. Improvvisamente sento che sono richiamato al creatore. Non so perché, ma tutto d’un colpo voglio pensare a lui e dare a lui.

È come un vicino sconosciuto che si mostra, uno di cui non mi ero mai preoccupato prima e ora occupa tutti i miei pensieri. Un rapporto nei suoi confronti è risvegliato dentro di me, e siamo sempre connessi. Ancora e ancora, mi ricordo di lui.

Da dove proviene? Ne è venuto come risultato dei miei studi e dall’influenza dell’ambiente. Entrambi sono propri ovvero artificiali, un intenzione verso lo scopo, anche se siamo lontani dallo stato di visitarci. Questo è il modo in cui nasce l’intenzione di dare al creatore, un’intenzione che cerchiamo di realizzare in base ai gradi spirituali.
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Come catturare la luce della correzione

Domanda: Cos’è la Luce di correzione? Dove si trova, e possiamo associarci con essa?

Risposta: Noi esistiamo in una realtà perfetta che è stata creata dal Creatore, ma sembra essere diversa relazionandola a noi . C’è tutto ciò che vogliamo nella vera realtà: Infinito, Luce, perfezione, eternità, e il Creatore. Qui, in questo mondo, vediamo una realtà completamente diversa: le tenebre, il male, e l’egoismo.

Una realtà è separata dall’altra con la scala di 125 gradini dove sono io a cambiare la mia natura. La differenza è che, qui tutti noi percepiamo solo questo mondo e si esiste nelle tenebre, nella sofferenza e nell’egoismo. Tuttavia, per esistere nella realtà vera, ho bisogno di ottenere l’intenzione “per il bene della dazione”, l’amore anziché l’odio.

Finché io esisto nella natura di questo mondo, non ho la possibilità di fuggire verso il mondo spirituale. Si tratta di una dimensione completamente diversa nella quale non riesco a saltare. Tuttavia, vi è una “forza meravigliosa” (Segula) che mi può aiutare.

Ognuno è collegato nel mondo spirituale, mentre in questo mondo, tutti sono separati. Amore è là, l’odio è qui. Dazione, Luce, e bene sono lì, l’egoismo, il buio, e il male sono qui. In altre parole, tutto è rovesciato, come è scritto, “ho visto un mondo contrario.”

Noi saremmo completamente senza speranza se non fosse per un dettaglio che, per fortuna, non ci è contrario. Ed è dato come la fine di una corda a cui aggrapparsi per stare più vicini ad esso. Ad ognuno di noi, separati in questo mondo, viene data una scintilla spirituale, “il punto nel cuore.” Questa è la fine della corda che scende dal mondo spirituale. Si estende ad ognuno di noi da quello stato perfetto dove posso esistere in armonia e benessere assoluti.

Tuttavia, questo è solo un punto, e non so cosa devo farci. Mi sento di appartenere a qualcosa di superiore. Inoltre, mi è stato dato un libro intitolato Lo Zohar. Il vero libro è proprio in questo mondo, ma c’è anche un “libro” nello spazio spirituale, che sta per rivelazione, Luce. Il titolo stesso, Lo Zohar, rappresenta la radiosità superiore.

Questo significa che si vuole tornare al Mondo Superiore, alla propria radice, pur essendo nel proprio mondo fisico insieme a un libro che è stato stampato da qualche parte in Cina. Questo punto è il traino!

Ora devi cercare di unirti agli altri come te, separati l’uno dall’altro. Mentre leggete Lo Zohar insieme, sforzandosi verso la Luce così d’essere tutti influenzati tra di voi e facendolo con piacere.

Questo è. Il resto non dipende da te. Questi patrimoni, sia il male che l’odio, sono stati dati. Da soli, non sarete in grado di fare niente con loro. Hai solo due mezzi in relazione al mondo spirituale: il gruppo e il libro.

Quando si utilizzano, si attira un’enorme luce dal mondo spirituale, che vi influenza. È quella luce che si chiama Lo Zohar (splendore) o la Luce circostante che riforma. Questo è ciò che ti cambia. La luce funziona su di voi e vi sposta indietro verso la radice.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/11/10, “L’essenza della religione ed il suo Scopo”)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.11.2010

Il Libro dello Zohar: Art. “Tra tutti i saggi delle nazioni del mondo, nessuno è come te”, Art. 164 , Lez. 2
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 115, Lez. 9
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 55, Lez. 25
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “Corpo e Anima”, Lez. 3
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Aprite Lo Zohar

Non importa quanto stanchi siamo a causa degli sforzi per leggere il Libro dello Zohar. Non importa quanto insipida possa risultare, durante la lettura dobbiamo essere uniti in una sola intenzione, in un solo desiderio. Questo è il lavoro che condividiamo con garanzia mutua, contro le distrazioni interiori di ogni persona, con i nostri pensieri sull’unità.

Vogliamo dormire ed abbandonarci e perdere il filo della narrazione, vaghiamo nella nebbia ed il testo non ci attrae, né ci suscita sensazioni. Tuttavia, questo è il luogo che contiene la Luce, che deve fare le correzioni dentro di noi, portandoci all’unità, alla forma spirituale.

Dal lato nostro dobbiamo bramare l’unità ed aspettare un’azione dal lato della Luce affinché ci trasformi in quello che è necessario. Vogliamo unirci e focalizzarci nel desiderio unico di essere uniti quando ogni persona china il capo. Io faccio questo sforzo e desidero che la Luce realizzi questa azione come risposta dall’Alto.

Questo si chiama “Israel, la Torà ed il Creatore sono uno”. Per mezzo della Torà stiamo cercando di rivelare il Creatore, la Torà è la Luce che Riforma e ci unisce ed il Creatore si rivelerà all’interno della nostra unità. Che la persona continui la lettura; per me ogni parola è una goccia di Luce che ci unisce come un tutt’uno.

Mi rivolgo a tutti i nostri amici di tutto il mondo: ci manca questo sforzo congiunto.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Novembre 2010 – Lo Zohar)

Come utilizzare Il Libro dello Zohar

Domanda: Sento che non traiamo il massimo possibile dal testo del Libro dello Zohar. Come possiamo valerci del testo kabbalistico ?

Risposta: Inizialmente devi immaginare che fra te e gli altri ci sono tutti i mondi: dal punto dove ti trovi tu, all’ Infinito (Ein Sof). Qualora tu riesca ad avvicinare qualcuno e pienamente collegarti a lui, significa che hai raggiunto l’ Infinito (Ein Sof). Se tu riesci ad arrivare a qualcunaltro ed a collegarti a lui completamente, significa che hai raggiunto l’ Infinito.

Per questa strada tu attraversi i mondi, i parzufim, le sefirot, e ti procuri tutti i dettagli possibili della percezione. Lo Zohar te li descrive metaforicamente e ti racconta di innumerevoli azioni per l’ instaurazione di reciproche connessioni.

Mentre incominci ad avvicinarti a ciò che ti descrive il testo, incominci a percepire il mondo spirituale. Un flusso di donazioni da te agli altri e dagli altri a te – questa è “la luce superiore”, che tu vuoi scoprire.
Questo è il rinnovato legame cogli altri, che tu vuoi correggere.

Accomodandolo secondo i tuoi desideri egoistici, è possibile che tu riesca ad ottenere per un po’ di tempo una bella vita. Tuttavia l’ esempio della rivoluzione in Russia ci fa vedere dove porta questa strada.

Ma se tu sei fermamente deciso a donare, se vuoi che la tua connessione venga corretta dalla luce del Libro dello Zohar, se ti sforzi di cercarvi dentro ciò che stai leggendo, scoprirlo, conoscerlo ed assimilarlo, allora il testo ti porterà alla correzione del legame, e tu trarrai dal libro il massimo possibile.

Perseverando sentirai veramente come lo Zohar trasformi completamente il tuo modo di percepire, riempiendoti di nuovi colori ed entusiasmo.

Tu vedrai coi tuoi propri occhi come si sta rinnovando il legame e come in esso incomincino a manifestarsi gli stati descritti dallo Zohar.
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(Dalla lezione sul Libro dello Zohar del 23.11.2010)

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