La Luce superiore è nel luogo che si chiama “Shechinà”. La Shechinà è l’unione tra le anime. Con i nostri sforzi dobbiamo ottenere l’unione tra di noi ed allora si rivelerà la stessa Luce che crea, costruisce, corregge e riempie tutta la creazione.
Tutta questa Luce è solo nella Shechinà, nell’unione delle anime che aspirano al Creatore (Kneset Israel), nell’unione tra di noi.
Lo Zohar è la stessa fonte della Luce, ma la condizione in cui immaginiamo noi stessi (e non è importante quanti milioni siamo) come se fossimo il gruppo di Rabbi Shimon che consta di dieci membri che sono seduti insieme e ricevono questa Luce che si chiama “Zohar”, “lo Splendore Superiore” che ci influenza, ci corregge ed eleva.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.05.2011, lo Zohar)
Dal Libro di Shamati, Articolo 161 “La materia del Dono della Torah”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), Il Guardiano dice, “Ascolta Israele: Benedetto sia il Nome del Suo Regno per sempre”
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Talmud Eser Sefirot, Parte 1, Punto 35, Histaklut Primit, Lezione 25
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 940
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Domanda: Tu dici che Lo Zohar è il sistema dei legami tra di noi. Come vengono espresse queste connessioni nello Zohar: nella forma delle lettere o nel significato dietro le parole?
Risposta: Non troverete i simboli di queste connessioni nelle lettere o nelle parole, ma neanche senza di esse. Dovremmo guardare allo Zohar come ad uno strumento di connessione e niente di più. Io non so come funziona. Tutto quello che so è che se i miei desideri sono corretti e leggo lo Zohar con la speranza che questi desideri vengano appagati, succederà.
Mettiamo di avere a disposizione un certo dispositivo, da inserire nella corrente elettrica e che possiamo regolare, ma manca un ultimo dettaglio: un pochino di più del nostro pensiero o del nostro desiderio perché succeda, perché il dispositivo inizi a far passare l’elettricità ed incominci a funzionare.
Dovrei solo cercare di averlo prima, niente di più. Questa situazione è considerata come “in attesa di salvezza”. Ma noi dobbiamo, al massimo della nostre capacità, preparare i nostri desideri e i nostri bisogni in modo da renderli, più che possiamo, pronti alla correzione. Infatti, un desiderio che non si è manifestato non merita correzione. E nemmeno i desideri che appartengono al passato o anche nuovi desideri o perfino lo stesso desiderio, ma ad un livello più elevato, non meriteranno la correzione se non saranno venuti in superficie.
Tutto deve avvenire con la massima precisione, e allora la Luce che Corregge arriva e realizza la nostra unione con il Creatore. Questo è ciò che il nostro lavoro comporta.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dello 08.05.2011,Lo Zohar)
Scritti di Rabash, Lettera 22
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), “Tre colori in una fiamma”, Punto 61, Lezione 4
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Talmud Eser Sefirot, Volume 1, Parte 1, Histaklut Primit, Punto 31, Lezione 23
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Baal HaSulam, Articolo “La Pace”, KFS, Pagina 275, Lezione 3
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Shamati, Articolo 70 : “Con mano forte e con scatenamento di furore”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), “Tre colori in una fiamma”, Punto 42, Lezione 3
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Talmud Eser Sefirot, Volume 1, Parte 1, Histaklut Primit, Lezione 22
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Baal HaSulam, Articolo “La Pace”, KFS, Pagina 264, Lezione 2
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