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Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.07.2011

Shamati 5, “Lishma è chiamato risveglio dall’ alto e perché c’è bisogno di un risveglio dal basso”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) “Prenderanno per me una donazione”, Punto 365, Lezione 15
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 572, Lezione 17
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Shamati 5, Lishma
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Da dove viene il timore dello Zohar?

Domanda: Partecipando alla settimana del libro ebraico, ho osservato un fenomeno interessante: una persona passa per uno stand di libri, vede il libro Scoprire lo Zohar, e la sua reazione mostra che ha aspettato tutta la vita questo momento. Lei vede il libro e non osa prenderlo nelle sue mani, ritorna anche, dopo aver camminato in cerchio. È ovvio che c’è una lotta interiore.

Molte persone dubitano nel prendere questo libro, sentendo un certo timore innanzi ad esso, anche quando inconsciamente qualcosa dice loro che la verità è nascosta in esso. Se ne vanno anche addolorate per non aver preso il libro. Come spiega questa paura?

Risposta: Questo è uno dei problemi contro i quali dobbiamo lottare e dobbiamo aiutare le persone a superare questa paura. Questa è correzione. Nessuno ne ha colpa, come è detto: “Vai con l’artigiano che mi ha fatto”.

Esistiamo nella natura egoista che deve sentire la negazione, la paura, il rifiuto di ciò che si suppone ci porti alla correzione. Questa si riveste in un certo tipo di timore verso il libro, verso i risultati della sua lettura, come se potesse dannarci. In essenza, questa è la preparazione alla correzione.

Questa sensazione nasce non perché si è parlato alle persone della proibizione di toccare il libro. Niente succede senza una ragione; al contrario, il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci ha preparati in modo tale che manteniamo una certa distanza dalle correzioni.

Non c’è scelta: dovremo lavorare su questo, spiegarlo e fare uno sforzo; ma in ogni caso, non date la colpa a nessuno. Nessuno lo ha fatto di proposito. La stessa natura del nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci dispone contro qualsiasi cosa associata alla correzione, forzandoci ad esserne il più lontani possibile.

Vale la pena studiare questo comportamento. Un giovane moderno, che non si preoccupa di niente, all’improvviso sente una paura inspiegabile davanti allo Zohar.

Questa è la natura. Anche se non ha sentito niente riguardo a questo libro, scopre in sé alcuni pregiudizi primitivi, medioevali, come se non fosse più una persona moderna.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06. 2011, lo Zohar)

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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, “Cosa cercare nell’ Assemblea degli Amici”, Inizia con: “Con tutto quanto sopra, si può capire….”
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 575, Punto 22 – Con Igal Malee
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Scritti di Rabash, Articolo 14 “Il bisogno di Amore degli Amici” – Con Yait Oren, Shay Zamir
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Una nuova storia su Cappuccetto rosso

Domanda: Cosa succede “dietro le quinte” delle mie azioni quando, durante la lettura del Libro dello Zohar, compio dei ripetuti sforzi per mantenere l’intenzione, ma mi sembra che non servano a niente?

Risposta: Gli sforzi che fai determinano la qualità della tua percezione, della tua sensibilità, e poi arrivi a capire, arrivi alla rivelazione. Tutto è davanti ai tuoi occhi, ma la tua mancanza di sensibilità non ti permette di rivelare il sistema di connessione tra le anime di cui il Libro dello Zohar ti parla. I tuoi sforzi e le tue preghiere costruiscono gli strumenti di percezione dentro di te per farti percepire l’intero quadro.

Domanda: Io provo continuamente a rinnovare la mia intenzione, ma mi sembra di fare gli stessi sforzi e percepire le stesse cose di una settimana fa, è come se niente cambiasse…

Risposta: Supponiamo che io sia in mezzo a dei musicisti. Guardandoli, mi rendo conto di come ascoltino ogni suono e distinguano la combinazione di suoni diversi, e capisco come tutto questo sia per loro importante. Mentre li guardo, imparo a come trattare i suoni. Quindi, come risultato dei miei sforzi, aumento la mia sensibilità ed incomincio a percepirli.

Allora faccio delle domande ai musicisti e loro mi spiegano delle cose, ma io non capisco le loro spiegazioni. “Una quarta” “Una quinta”, “glissando”, “forte” – queste parole non mi dicono niente, proprio come la terminologia del Libro dello Zohar che non riesco a decifrare.

Ma io voglio imparare! E questa è la ragione per cui divento un po’ più sensibile e cerco di percepire queste parole. Allora, poiché siamo in un sistema speciale, in base ai miei sforzi, al mio desiderio e alla mia aspirazione, incomincio a sentire. Anche un bambino si sviluppa in questo modo: vuole diventare grande e corre sempre, non sta mai fermo e continua a cercare qualcosa.

Noi domandiamo: come fanno i bambini a guardare lo stesso cartone animato o ad ascoltare la stessa storia per un milione di volte? E’ a noi che sembra un milione di volte, perché noi non ci sviluppiamo più. Ma un bambino vive in quella storia. Se oggi ascolta la storia di Cappuccetto Rosso, gli sembra una storia completamente nuova, non come quella di ieri. Noi lo guardiamo e pensiamo, “Va bene, gli racconterò una storia. Siediti in silenzio, mettiti tranquillo, e goditi il divertimento…” Ma lui ascolta questa storia come se fosse una nuova storia ogni volta! E anche se la sa a memoria, quando la ripete con noi, rivive tutto daccapo. E’ uguale a come dover mangiare oggi anche se si ha già mangiato ieri. Questo è ciò che succede anche a lui!

Perciò, tutto il nostro lavoro consiste nel sviluppare la nostra sensibilità e nell’acquisire nuove qualità di percezione.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2011, Lo Zohar)

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Facciamo in modo che il Libro dello Zohar parli di noi

Domanda: Da una parte, tutto il nostro lavoro consiste nella correzione della connessione reciproca tra gli uomini. Dall’altra parte, la correzione viene compiuta attraverso il Libro dello Zohar. Come posso legare insieme le due cose?

Risposta: La correzione avviene per mezzo della Luce occultata nei testi scritti dai Kabbalisti. Però, avviene a condizione che desideriamo percepire e comprendere la realtà che essi descrivono, in modo che tutto ciò che è scritto in questi testi si rivestirà in noi e ci ritroveremo ad avere tra di noi lo stesso sistema di relazioni che avevano tra di loro.

Tutto questo comporta una connessione tra tutte le anime, in misura tale che ci faccia raggiungere l’unione, diventando un sistema unito: Malchut dell’Infinito. Se io mi sforzo di raggiungere l’unione come è detto ne “Ama il tuo prossimo come te stesso”, se io lo desidero, allora il Libro dello Zohar inizierà a parlare di me.

Di conseguenza, riceverò la forza della correzione dal Libro dello Zohar e piano piano avanzerò attraverso la lettura. Infatti, il libro in se stesso non contiene nulla, ma leggendolo e desiderando di essere in questo sistema, io attiro il potere del campo di forza che risiede in Malchut dell’Infinito – e perciò raggiungo questo sistema.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Lo Zohar)

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