Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 218 “La Torah e il Creatore sono Uno”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione) 2, “I nutrimenti dell’ Uomo sono difficili come la divisione del Mar Rosso”, Pagina 59, Lezione 35
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TES, Parte 2, Punto 2, Lezione 3
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 588, Punto 44, Lezione 28
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Pace”, Pagina 261, Lezione 2
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 50 “Due Stati”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione) 2, “Le sette Benedizioni della Sposa”, Punto 788, Lezione 34
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TES, Parte 2, Punto 2, Lezione 2
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 587, Punto 42, Lezione 27
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Pace”, Pagina 261, Lezione 1
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Domanda: Cosa possiamo fare durante il giorno per prepararci alla lezione del mattino e specificamente alla lettura del Libro dello Zohar, per ricevere il massimo risultato?
Risposta: E’ consigliabile che la persona abbia sempre affianco a sé un libro con dei paragrafi selezionati del Libro dello Zohar o con delle citazioni dei kabbalisti. Se durante il giorno può ascoltare delle lezioni registrate, allora che le ascolti, se può leggere, che legga, se può solo pensare, che pensi.
Ci sono persone che durante il loro lavoro non possono né leggere, né ascoltare, né pensare alla spiritualità, perché sono assorte completamente nel lavoro e solo a volte possono ritornare all’intenzione. Ci sono differenti situazioni.
Rabash diceva sempre che è consigliabile scegliere un lavoro fisico semplice e facile, che non richieda degli sforzi all’uomo, né nella mente, né nei sentimenti; però ai giorni nostri questi lavori quasi non esistono. Per questo, una persona deve stabilire per se stessa un orario, cioè deve disconnettersi dal suo lavoro ogni ora per cinque minuti e connettersi alla spiritualità.
Ognuno deve cercare di fare tutto il possibile nelle condizioni nelle quali si trova. Questi impegni sono i suoi sforzi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, lo Zohar)
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Domanda: Possiamo utilizzare la lettura del Libro dello Zohar per correggere le difficili condizioni nelle quali molte persone del mondo si trovano attualmente? La saggezza della Kabbalah è stata rivelata e tutti possono leggere lo Zohar. Aiuterebbe una persona che non sente la necessità del gruppo, studiare e capire?
Risposta: Dobbiamo renderci conto che, in realtà, l’uso della saggezza della Kabbalah è efficace solo se la persona vuole avanzare verso la correzione. Vediamo che passa del tempo fin quando le persone che vengono a studiare la saggezza della Kabbalah, si uniscono al gruppo e cominciano a capire ed ascoltare quello che sta succedendo. Questi sono cambiamenti interiori molto lenti nella persona, tappa dopo tappa.
Pertanto, dobbiamo capire che la “Segulà”, “un effetto speciale della Luce”, comincia molto prima che la persona si renda conto di essere sotto la sua influenza. La Luce che Riforma lavora nella persona come un bebè che ancora non sa come si sta sviluppando, a quale scopo, o verso dove deve avanzare. Lui si sente attratto da un gioco interessante e gioca con i suoi giocattoli ed amici del gruppo.
Siamo nel gruppo e questo è il nostro ambiente. Ci sono persone che non hanno un gruppo, ma questo non importa. La chiave è che in qualche modo, utilizzino i mezzi per attrarre la Luce che Riforma: il Libro dello Zohar, le opere del Baal HaSulam, gli articoli e le lettere del Rabash, la musica kabbalistica, le canzoni.
Pertanto, la lettura del Libro dello Zohar, in qualsiasi condizione, anche se una persona non sta ancora pensando al gruppo ed all’unità, ma vuole migliorare la sua vita, anche così aiuta. Se tutto il mondo è già entrato nella tappa di sviluppo nella quale possiamo ottenere l’unità tra di noi, allora l’uso delle fonti che portano la Luce che corregge è benefico.
Non tutti devono sedersi con noi e con migliaia di persone in tutto il mondo durante le lezioni del mattino. Dobbiamo anche risvegliare le persone che non hanno una connessione con noi, le quali non hanno mai sentito che devono studiare per il bene dell’unità tra le persone. Baal HaSulam dice che siamo entrati nel periodo del Messia e tutta l’umanità deve avanzare in questa direzione.
Pertanto, è desiderabile che una persona si connetta alle fonti primarie, anche senza nessun tipo di intenzione.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, Lo Zohar)
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Quando leggiamo Lo Zohar, abbiamo bisogno di mantenere l’intenzione ed immaginare qualcosa davanti agli occhi invece che concentrarci solamente sulle parole. Questo disegno immaginario fatto di percezioni deve comprendere i due seguenti elementi:
1. La felicità di abbracciare la Torà, qualcosa di veramente meraviglioso, che non siamo ancora nella condizione di apprezzare;
2. Il desiderio, il bisogno, di connetterci e di fonderci con il testo.
Questa è la ragione per cui devo sperimentare la felicità che deriva dal rispetto della Torà e dalla comprensione dell’importanza dello scopo verso il quale siamo connessi. E devo anche percepire il desidero di meritare tutte queste qualità della dazione in modo che mi possano rivestire, ed entrare nel mio vaso spirituale, e allora diventerò veramente colui che dona, che emana la Luce.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.07.2011, Shamati N.5)
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Lo Zohar, Capitolo “Trumà (Donazione),” Paragrafo 432: …tutti gli uomini nel mondo sanno che moriranno e ritorneranno alla polvere, e perciò in molti si pentono e ritornano dal loro Signore a causa di questa paura. Essi temono di peccare davanti a Lui.
Domanda: Qual è il significato di “morire”?
Risposta: “Morire” o “vivere” si riferisce al desiderio. Secondo lo Zohar, “vivo” significa donare e “morto” significa ricevere.
Nella spiritualità non c’è la vita o la morte. Parliamo di vita e di morte nel nostro mondo perché percepiamo solamente una forma di esistenza e vediamo che questa forma sembra scomparire davanti ai nostri occhi. Noi pensiamo che la vita sia il corpo quando respira, e che la morte sia quando smette di respirare.
Ma per un uomo che incomincia a percepire la spiritualità, questa distinzione risulta molto strana: come è possibile che questa sia l’indicazione attraverso la quale stabiliamo la differenza tra ciò che esiste e ciò che non esiste, tra ciò che è vivo e ciò che è morto? Questo succede perché l’uomo che inizia a percepire la spiritualità si sposta verso una differente percezione dell’esistenza; e le nozioni terrene di vita e di morte per lui perdono di significato.
Se un uomo si sposta verso un livello più importante di percezione, in cui la dazione è considerata la vita e la ricezione è la morte, allora quest’uomo si eleva al di sopra del livello animale verso il livello umano, e per lui la vita significa l’esistenza al livello umano e la morte l’esistenza al livello animato. Egli non collega la vita e la morte all’esistenza del corpo animato.
Allora, il corpo animato scompare dalla sua sensazione, perdendo di significato nella definizione del suo stato, di vita e di morte. Anche se il corpo muore, l’uomo si trova già in un diverso livello di desiderio nella sensazione di vita e di morte rispetto alla spiritualità, ed egli è unito a loro.
Perciò, questo mondo non gli fa più provare delle interruzioni nel processo di sviluppo dell’anima.
(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’08.07.2011)
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