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Workshop Mondiale – 14.10.2012

Seminario di Unità “La Grandezza del Creatore”
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Il Gruppo è l’intimo contatto tra le anime

Domanda: Cosa dobbiamo considerare come il gruppo?

Risposta: Il gruppo può essere considerato le dieci persone con cui siedo e analizzo la relazione tra noi.

Il gruppo può essere anche considerato le dozzine di gruppi che attendono i congressi. Per esempio, c’erano 120 o 130 gruppi al congresso. Anche questo è una sorta di gruppo, lavorare insieme per un singolo scopo, una singola richiesta e questo perché, concordando, tutti i partecipanti hanno gli stessi pensieri, le stesse domande, gli stessi obiettivi. Il fatto che parlino diverse lingue non è importante perché fanno le stessa cose: loro interagiscono, si aiutano a vicenda, sono un unico campo.

I nostri campi mentali e sensoriali si intersecano, essi lavorano assieme: questa è la ragione per cui interagiamo l’uno con l’altro. Inoltre, non esiste nessuna legge di separazione in questi campi, diversamente da ogni campo fisico che diminuisce in accordo con il quadrato della distanza; quando ti distanzi di due metri, tensione, luce o qualsiasi tipologia di raggio diventa quattro volte minore. Ma non nel nostro caso. I campi del desiderio non decrescono con la distanza.

Per questa ragione, quando uno è a Boston, un altro è in Alaska, il terzo in Kentucky e il quarto in Australia, loro continuano a comporre il gruppo insieme se sono in grado di avere un contatto interiore, di cui noi abbiamo parzialmente fatto esperienza durante i seminari al congresso. Se hanno già fatto esperienza di questo contatto, se sono in grado di ricrearlo, riviverlo, come se si riaccendesse la brace, allora le “distanze,” tutti i disturbi che arriveranno, li aiuteranno a salire al di sopra delle interferenze verso questo stato ed essere su un buon livello spirituale.
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(Da “una Lezione Virtuale sui Fondamentali della Kabbalah 23.09.2012)

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Uno sfogo emozionale

Domanda: Ho notato che ci sono un sacco di risate e scherzi durante le discussioni dei gruppi integrali. Quanto dovrebbero essere serie queste lezioni? Dovremmo in qualche maniera combattere le risate?

Risposta: No. Noi dobbiamo dare alle emozioni un’opportunità di venire fuori, salire al di sopra di noi, ridere di noi stessi e capire da dove vengono. Noi stiamo trattando con l’origine del secondo livello “Uomo” al di sopra dell’ ”animale” in noi. E questo perché questi due livelli hanno un’egual ragione di esistere. Sotto la mancanza di circostanze dovremmo sopprimere il livello animale. Il livello egoistico rimane, scorre sotto di noi, ed è sempre nel processo di crescita. E in accordo con esso, noi cresciamo e ci eleviamo al di sopra di esso. Noi non siamo in grado di crescere senza la stessa crescita dell’egoismo in noi.

E’ difficile determinare quante persone si stanno sviluppando egoisticamente durante i primi incontri del gruppo integrale. Comunque, più tardi, diversi eccessi e contraddizioni cominciano ad apparire in loro. E lavorandoci diventa molto interessante, dal momento che lo scopo è di sviluppare la nostra integrazione integrale attraverso questo.

Ma per adesso, la risata, le esclamazioni, una varietà di sfoghi emozionali interni, rappresentano l’inabilità di esprimere le nostre sensazioni. Tutto questo è necessario per ascendere: o una parte negativa, che proviene dall’egoismo, oppure un non ancora risolto o già realizzato livello egoistico. Ma questa è una buona cosa. La cosa più importante è lasciare che venga fuori.
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(Da un Discorso sull’educazione integrale 05.03.2012)

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Wokshop Mondiale – 23.09.2012

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Sciogliersi nel vaso dell’unione

Immaginate, durante il workshop, di essere nella vostra anima e che le dieci persone sedute accanto in cerchio, non siano unicamente delle persone ma una connessione che crea il vaso della vostra anima. Noi scopriamo tale connessione tra di noi mentre riceviamo materiale, il desiderio, il vaso collettivo generale, nel quale viene rivelata la Luce.

Il desiderio e la Luce insieme ci daranno la sensazione del livello spirituale nel quale sentiamo una forza speciale che costruisce e sostiene questo livello, che significa il Creatore e che include tutti i desideri e Luci. Durante il workshop dobbiamo immaginare tutto questo.

Un’anima è la nostra dazione reciproca. Siete seduti in un cerchio di dieci persone e dovete immaginare una rete di dazione reciproca che vi connette tutti. Ognuno sente di annullare se stesso in essa e di essere incorporato del desiderio generale. Lì non c’è un io, tu o lui che doni agli altri, lì tutti sono in dazione verso tutti. Fino al punto che ognuno scompare completamente e al posto di dieci persone e il campo tra di loro, c’è solamente il campo di collegamento che rimane e le persone sembrano sparire.

Questo campo è chiamato “vaso” spirituale, la nostra attitudine, il desiderio di donare agli altri. Di conseguenza la Luce si veste nel desiderio della dazione reciproca.

Questo desiderio di dazione reciproca è chiamato “anima”, e la Luce che la riempie è chiamata la “Luce dell’anima”, la sua vita, la sua vitalità, NRNHY. Non c’è un’altra realtà! È in questa realtà che entri sempre più profondamente e inizi a sentire che è qui che si trova tutta l’umanità, tutte le forze, e tutte le relazioni. È qui che tu scopri il Creatore.

Diventi illimitato, perché prima hai annullato te stesso e sei entrato nel campo che ti connette. Così tu cancelli i limiti: non è assorbendo una quantità illimitata, ma essendo incorporato illimitatamente negli altri, come perdendosi dentro gli altri.

Grazie a questo tu inizi a sentire l’intero vaso. Questo è chiamato desiderio di donare che, di fatto, ti rimodella e ti da una forma illimitata.
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(Tratto dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.08.2012)

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Tutto inizia con la gratitudine

È saputo dalla scienza della Kabbalah che ci troviamo in uno stato costante. Cambia unicamente la nostra sensazione, la nostra percezione di questo stato.

Come possiamo migliorare questa sensazione? Se io aggiungessi la sensazione dei miei amici alla sensazione che ho sentito oggi – cioè, al punto nel cuore, se io collego il mio cuore al loro cuore – questo basterà affinché io inizi a sentire il vero stato nel quale mi trovo.

Come colleghiamo i nostri cuori? I nostri tentativi non portano da nessuna parte. Noi indirizziamo questa richiesta al Creatore, alla Luce. Io cerco ripetutamente, ma funziona poco.

Perché? Perché la nostra attitudine verso questo è egoistica. Vogliamo ricevere tutto il tempo, per incrementare la nostra sensazione nel mondo in cui siamo, ma ne possiamo vedere solo un piccolo e debole frammento.

Dovremmo venire con un’attitudine diversa. Con la corretta attitudine verso la connessione tra di noi, alla sensazione del mondo superiore, basato sulla proprietà della gratitudine.

Gratitudine! Ogni azione umana, non importa quale, dovrebbe iniziare con questo. È detto che, anche se una spada tagliente si sollevasse sopra la vostra testa, anche così dovete ringraziare e sperare fermamente che sia solo per il meglio, perciò la Luce lavora in voi in modo che precisamente le condizioni critiche vi mettano nella giusta posizione verso il governo superiore.
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(Tratto dal workshop 7 del Congresso di Kharkov, 19.08.2012)

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Un Workshop è un discorso da cuore a cuore

Un workshop è un’azione speciale. Direi sacra. Stiamo andando a chiarire una questione, vale a dire chiarire, non rispondere, in modo che sia chiaro a noi. Quindi, io parlo di questo per spiegarlo in pochi minuti. E poi, seduti in un cerchio, noi discuteremo di come trovare una soluzione logica, la vera soluzione a questa domanda, non nel modo in cui è descritta nei nostri libri. In nessun caso noi dobbiamo contare sui saggi detti dei kabbalisti, piuttosto noi comunichiamo dal nostro cuore per mantenere la connessione con l’altro.

Tuttavia, devo accettare l’amico come grande, infallibile. Non importa se dice assurdità. È la mia sensazione che egli sia stupido; lo sento così, lo vedo così, perché non sono sufficientemente collegato a lui. Se l’amassi, avrei sentito che attraverso di lui mi parla il Creatore.

Quindi, mentre stiamo seduti in un gruppo di dieci amici, dobbiamo capire chiaramente come relazionarci l’uno con l’altro. I rappresentanti del Creatore sono seduti davanti a me, e mi dicono la verità assoluta. È necessario reprimere ogni critica, ogni diffidenza, qualsiasi cosa che mi potrebbe allontanare da loro. Loro stanno dicendo, senza rendersene conto, le cose con cui io non posso essere d’accordo. Io sono contro di loro; non voglio sentirli; vedo tutti come stupidi, ho passato molto tempo in questo stato, standard, identico. Tutto sembra così a me affinché io mi elevi al di sopra di me stesso.

Quindi, qui ci troviamo di fronte ad un enorme lavoro interiore.
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(Lezione Introduttiva del Congresso di Kharkov del 16.08.2012)

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