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 Il Talmud offre il più dettagliato piano di correzione

Ho ricevuto una domanda: Se solamente la Kabbalah è necessaria per la correzione dell’anima, per quale motivo i saggi del passato hanno creato tanti commentari su la Torà, Mishnà e Talmud? In quale maniera tutto questo può aiutarci?

La mia risposta: Se, dopo diversi anni di studio della Kabbalah, tu arrivi alla correzione a favore dalla dazione (Lishma), tu sarai capace di aprire il Talmud e deliziarti in esso. Inizierai a comprendere tutte le leggi li descritte d’accordo alla loro essenza interiore, la scienza della Kabbalah. Afferrerai quello che quei grandi saggi del passato hanno scritto al riguardo.

Nel presente il loro linguaggio semplicemente ti confonde e ti nasconde il mondo della verità. Più tardi lo comprenderai tutto perché raggiungerai il grado nel quale i saggi scrissero i loro commentari. Sperimenterai gli stessi stati che li hanno ispirato a scriverli. Per te, questi testi non saranno diversi dagli articoli Kabbalistici.

Usando parole come “manzo”, “asino”, “mucca”, “pericolo”, “Tempio” la “Grande Assemblea” (Sinedrio) “campi” e “proprietà”, i saggi hanno espresso il processo di correzione dell’anima. L’intera Torah parla solamente della correzione dell’anima e la sua equivalenza con il Creatore, è tutti i nomi del Creatore.

Quando un commentatore discute con un altro, questo descrive l’eterno argomento tra la linea sinistra e destra, le misure di ricezione e dazione, e chiarisce come combinarle correttamente. Il Talmud spiega i processi spirituali dettagliatamente. Adesso sei molto confuso perché pensi che stia parlando di migliaia di opinioni diverse. Più tardi capirai che non si tratta di migliaia di punti di vista, ma uno sguardo allo stesso singolare fenomeno che può essere corretto da migliaia di angolazioni.

Questi non sono saggi discutendo tra di loro, ma le anime del sistema comune, spiegandoti come ogni qualità si relaziona con tutte le altre o, in altre parole, come ogni organo, un’anima individuale, è relazionata al lavoro dell’anima collettiva Adamo.

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La Medicina più potente: Gocce di Fortuna

Baal HaSulam spiega che lo studio della Torah (la Kabbalah) è differente da qualsiasi altra attività di questo mondo. Nessun talento speciale può aiutare una persona a studiare la Torah; né l’intelligenza, né la sapienza, né la creatività; non aiuta nemmeno avere una mente acuta, l’erudizione o la conoscenza. Solo la Luce, agendo su di una persona, può aiutarla ad avanzare. Questo avanzamento si basa sulla correzione e non sull’accumulo di conoscenze.

Per tanto, lo studio della Torah si può comparare al procedimento medico che seguiamo quando siamo malati. Il nostro arrivo alla lezione di Kabbalah è simile ad una persona che viene dal medico per un trattamento. Se questa persona lo desidera e si prepara ogni volta, sperando che il trattamento la faccia migliorare, dopo molti procedimenti (molte lezioni di Kabbalah), la correzione avrà luogo.

Così dunque, anche noi abbiamo bisogno di verificare e determinare se ci avviciniamo agli studi con l’intenzione corretta. La nostra intenzione è particolarmente importante nello studio del Libro dello Zohar poiché questo è il mezzo più potente ed effettivo per lavorare contro la nostra natura. È anche necessario controllarci e valutarci dopo la lezione, cioè, dopo questo “procedimento medico”. Sono avanzato, in qualche modo, verso la meta? Verso l’amore e la dazione? Verso la volontà di unirmi al gruppo? Sento un aumento della grandezza dello scopo? Se è così, allora sento l’importanza dell’obbiettivo, la grandezza della spiritualità e quella del Creatore in misura maggiore. Questo mi da energia ed il desiderio di progredire.

È irrilevante quanto capiamo del libro dello Zohar. Non importa se una persona non conosca la lingua originale dello Zohar, o se tutto ciò che ci racconta ci sembri molto lontano e sconosciuto. Neppure le persone che hanno studiato la Torah, nella loro semplice interpretazione, durante tutta lo loro vita, sanno ciò che è scritto nel Libro dello Zohar. Esse sono anche più confuse rispetto a quelli che non hanno mai studiato la Torah.

Per tanto, dobbiamo aprire i nostri cuori (invece dei nostri uditi e delle menti) per ricevere la medicina. Ciò è necessario affinché il nostro cuore egoista possa trasformarsi in uno altruista, sotto l’influenza della “meravigliosa qualità” (Segulà) che figura nel Libro dello Zohar. Dobbiamo accettare ogni parola che leggiamo nello Zohar come il “goccia a goccia” di una infusione. Di fatto, la Luce ci arriva goccia a goccia e per tanto si chiama “gocce di fortuna” (“Mazalot”, dalla parola “Nozel” – gocciolamento). Per questa ragione, dobbiamo sperare pazientemente che questa medicina agisca in noi, goccia a goccia, fino ad arrivare al “successo completo”.

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