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L’anno del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:1 – 25:5: E il Signore parlò con Mosè sul Monte Sinai, dicendo, Parla con i figli d’Israele e tu dirai loro: Potete seminare il vostro campo per sei anni, e per sei anni potare il vostro vigneto, e raccogliere il prodotto. Però nel settimo anno, la terra deve avere riposo assoluto, un Sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo, ne poterai il tuo vigneto. Tu non devi raccogliere dopo la crescita del tuo raccolto, e non devi raccogliere le uve che avevi accantonato [per te stesso], [per] sarà un anno di completo riposo per la terra.

Al primo sguardo sembra che nella sezione settimanale della Torà Ba’har ci vengono date le leggi che ci dicono come lavorare la terra, far crescere le colture, e coltivare la terra. Però se esaminiamo questa sezione dalla prospettiva dei nostri desideri interiori che sono divisi nella natura inanimata, vegetale, animata, e parlante (i quattro livelli del desiderio egoistico), potremo capire come focalizzare noi stessi verso la correzione nel nostro lavoro spirituale.

I desideri sul livello della natura inanimata, per esempio, non si sviluppano o si sviluppano così lentamente che non sentono il loro sviluppo durante la loro esistenza, il che significa durante il ciclo intero della vita. I desideri che si mantengono su un livello fisso appartengono al livello della natura inanimata. Io non voglio cambiarli ma devo fare lo sforzo in modo da ottenere ciò.

Diciamo che devo costantemente amare e prendermi cura dei miei amici. Cioè, il mio livello di interazione con loro è costante e non-vivo perché non lo sviluppo. Però allo stesso tempo, il livello stesso si sviluppa perché costantemente lavoro sulla sua stabilità. Quando rimaniamo sul livello della natura il nostro carattere non cambia, ma saliamo a un livello ancora più alto. Dunque la nostra mutualità, amore, e la nostra incorporazione a vicenda, la comprensione che condividiamo e il supporto, costantemente cambiano.

Domanda: Significa che i rapporti reciproci fra gli amici diventano più forti se salgono ad un livello ancora più alto?

Risposta: Diventano più forti, ma sarà quando metto a fuoco tutte le mie azioni mantenendo la stabilità della natura dei nostri rapporti reciproci. Immaginate in quale misura il livello della natura immobile sia ora vivo poiché appartiene a me e non alla natura esterna che mi circonda.

Domanda: Allora che cosa simbolizza il nostro desiderio vegetale sul livello vegetale? La Torà dice: Puoi seminare il tuo campo per sei anni, e per sei anni puoi potare il tuo vigneto, e raccogliere il suo prodotto.

Risposta: Questo significa che elaboro il processo del livello vegetale del desiderio, che significa che includo tutti i miei pensieri e desideri indipendenti allo scopo di mantenere i rapporti con l’amico in una più forte unità bilaterale, in garanzia reciproca.

Li sviluppo sui successivi livelli quando li innalzo dal livello inanimato al livello vegetale e poi al livello animato ed al livello parlante. Su questi livelli io costantemente assicuro che tutte le mie azioni appartengano alla natura inanimata e questo è il modo in cui mantengo il livello fisso di rapporti reciproci.

Il settimo anno è un’azione molto speciale, nel quale grazie al fatto che ho lavorato su tutti i miei sei parametri (Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod), ricevo dall’Alto il prossimo livello di ascesa.

Salto su di esso come un numero nel contattore senza qualsiasi sforzo addizionale da parte mia. Nel settimo anno non faccio nulla, perché tutto mi viene dall’Alto.

In altre parole, il livello della natura inanimata sembra solo come la natura inanimata a noi, poiché ne derivano tutti gli altri livelli. Per avanzare devo lavorare con il primo livello inanimato, il quale è simboleggiato dalla terra.

Poi devo lavorare con il livello del vegetale sulla terra, in modo da produrre frutti per nutrire me stesso. Allo scopo di farlo, aro e semino la terra con l’aiuto di un particolare tipo di livello animato (bestie) che fu creato in modo da poterlo usare allo scopo di svilupparci.

Quando riceviamo i frutti della terra dobbiamo usarli allo scopo di nutrire la terra in forma di concime. Questo viene fatto sia con il livello animato che con il livello vegetale. Poi li cambio in cibo per i livelli vegetale, animato e umano.

Si scopre che il livello immobile della natura nutre l’intero ciclo, e così quando arrivo al settimo anno non lavoro perché Malchut si connette e opera sulla Luce che Ritorna (Ohr Hozer) e tutto ciò che ho fatto irrompe da sotto. Così, quando connetto il lavoro fatto posso venire in contatto con il Creatore.

Questa è la ragione per cui il settimo anno si chiama l’anno del Creatore. Tutto ciò che ho creato dal mio sforzo viene versato in questo anno, ricevendo la potenza della Luce che mi alza al successivo livello. Non posso alzare me stesso. Quando internamente compio tutti gli sforzi sui quattro tipi di desiderio. Completo il lavoro e vado al livello successivo dove la stessa cosa succede ma in una qualità diversa ed io subisco un’esperienza totalmente diversa.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 16.07.2014

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Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei conoscenti mi dicono che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché si può diventare matto. È vero che è così pericoloso e che uno si dovrebbe guardarsi dallo studio?

Risposta: Nella “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot,” testo principale per lo studio della saggezza della Kabbalah, è scritto che i Kabbalisti hanno diffuso intenzionalmente la voce che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché non volevano persone che venissero a studiare. Così la saggezza della Kabbalah è stata nascosta dal tempo della distruzione del Beit HaMikdash (Tempio) quasi fino ai nostri giorni.

Doveva succedere così perché l’umanità si è dovuta sviluppare e il popolo d’Israele è dovuto andare in esilio. L’esilio è anche distacco dalla saggezza della Kabbalah, dalla saggezza del sistema, e affondamento nel buio. Così siamo stati nel buio per 2 000 anni e questo mito della saggezza della Kabbalah è esistito fino ad oggi. Però furono divulgati dagli stessi Kabbalisti per tenere le persone lontane dalla saggezza della Kabbalah fino a quando sarebbe arrivato il suo tempo.

E oggi tutto è proprio l’opposto. Proprio come tutto il nostro mondo si è trasformato, così è cambiata anche l’attitudine verso la saggezza della Kabbalah. I Kabbalisti scrivono che ai nostri giorni e oltre, tutti devono scoprire la saggezza della Kabbalah e vedere ciò che dà il popolo d’Israele. Questo è perché non possiamo più risolvere i nostri problemi né esistere senza di essa.

Allora non si deve avere paura di nulla. È possibile aprire il libro e studiare, e ci sono tanti libri che sono adatti ai principianti, uomini e donne.

Domanda: Allora ne consegue che negli anni recenti l’umanità ha raggiunto una fase nella quale la saggezza della Kabbalah deve essere studiata da tutti? In precedenza non era così ed esisteva anche un divieto al suo studio. Però oggi l’umanità si trova in un tale vicolo cieco che l’unica uscita è imparare riguardo alla vita che esiste oltre questi confini.

Risposta: Questa è in particolare la stessa uscita rivelata attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah che ci porta fuori dal vicolo cieco nel quale ci troviamo ora.

Domanda: Lei che cosa intende con “oltre i confini della vita”?

Risposta: Cioè oltre i confini della vita della nostra corruzione, una vita in un mondo corretto. Il mondo continua ad agire secondo leggi determinate e nulla è cambiato oltre alla nostra attitudine. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo gestire le forze e la rete di connessione fra noi in modo che tutti saranno connessi nel modo giusto.

Raggiungiamo una tale armonia, una tale unità nei rapporti fra noi, che scopriremo una forza unica fra noi che ci aiuta a salire oltre questa vita che sta dentro il corpo e solo per il suo bene. Cominciamo a sentire la vita su un livello più alto, e in questa maniera andiamo fuori oltre i limiti di questo mondo, di questa vita.

Domanda: Uno non deve essere un grande saggio per questo?

Risposta: Questo è accessibile a tutti. In casa nostra c’è un frigorifero, una stufa, un forno a microonde; sai come funzionano? Anche se non lo sai, questo non ti impedisce di usarli.

Nello stesso modo ci sono stati Kabbalisti saggi che hanno creato il metodo, come un microonde. E ci sono persone comuni alle quali basta solo imparare ad usarlo. Ognuno deve imparare in una certa misura, similmente a come dobbiamo conoscere il funzionamento del microonde, in termini di quale bottone premere e come cambiare gli stati.
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Dal programma di radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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L’amore espande questo mondo limitato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei ha detto che la saggezza della Kabbalah è una parte interna della Torà. Questo significa che la Kabbalah si riferisce alla religione?

Risposta: Grazie allo studio della Kabbalah, una persona cambia completamente la percezione della realtà e comincia ad avere una attitudine diversa riguardo ai suoi concetti familiari. La Torà si riferisce all’uso della forza della Luce interiore, la sua correzione, e si innalza al di sopra della percezione attuale della realtà.

Il fatto che una persona raggiunge l’amore per il prossimo, lo porta fuori dal suo mondo limitato e confinato, in un mondo più ampio, eterno, e più alto. Questa tecnica permette a una persona di iniziare davvero a vivere in un mondo completamente nuovo, e non solo a calmare psicologicamente se stessi. Una persona si sposta da un mondo all’altro, cambiando i propri organi di percezione che raffigurano la propria visione del mondo intero.
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Dal Programma Radio Israeliano 103FM, 8.02.2015

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Teoria e lavoro pratico

Dr. Michael LaitmanQuando si studia la saggezza della Kabbalah è necessario stare molto attenti in modo che la teoria non oscuri il lavoro pratico. Ma c’è un problema qui …

Il problema è che molte persone scavano profondamente nello studio della Kabbalah, staccando dalla vita, e cominciano a destreggiare e manipolare le parole: Qui c’è scritto in questo modo, la in quest’altro modo.

Questo non dà nulla ad una persona. Perché con questo lui non cambia, ma gode solo dalla manipolazione mentale di tutti i tipi di dati, e non ottiene ciò che ognuno di loro rappresenta.

Lui semplicemente sta giocando con “scatole” vuote, sulle quali sono scritti: “Azilut,” “Malchut,” “Bina”, “Zeir Anpin,” i mondi di “ABYA” e simili. In questo modo l’uomo non è nel loro sentimento interiore, non lavora con loro, con le loro emozioni e caratteristiche.

Quindi è molto pericoloso presentare la Kabbalah ad una persona in questo modo perché lui comincerà ad essere coinvolto solo artificialmente, senza avere la connessione con gli amici, senza essere coinvolto nella divulgazione, senza le quali lui semplicemente “marcirà.” E’ impossibile crescere il tuo livello senza sviluppare il livello inferiore. Tutto lo sviluppo spirituale è latente interiormente in questo perché la catena deve passare dall’alto in basso  e dal basso all’ alto.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 14.05.2014

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Sull’oceano della saggezza

Dr. Michael LaitmanArchiviazione nel cloud?

Domanda: Si parla sempre di più sul come comunicare con potenze superiori, con il campo dell’informazione dell’universo.

Uno degli approcci moderni che promettono tale canale di comunicazione si chiama “canalizzazione”. Basato, per definizione, sul concetto di una realtà superiore con la quale stabiliamo un contatto.

Per analogia, possiamo riferirci all’esempio di archiviazione di dati nel cloud con accesso remoto al suo contenuto.

Questo apre un campo ricco per l’immaginazione, una vera “terra vergine”, la quale è coltivata di fronte a noi.

Dozzine di libri sono stati scritti su questo soggetto ed hanno attirato notevole interesse. C’è un fondo di verità in questo? Ci sono “nuvole” di ordine superiore? Posso inserire la password ed entrare in un sistema di sapienza globale?

Risposta: Il posto dove esistiamo, certo, contiene una vasta quantità di conoscenza. Mentre ci stiamo sviluppando, ci connettiamo a questo “archivio,” che è alimentato da essa e ci fa andare avanti nella vita.

Allo stesso tempo, scopriamo qualcosa di nuovo per noi stessi, quello che non sapevamo prima. Però, dal punto di vista oggettivo, questi fenomeni non sono nuovi. Essi sono esistiti in natura dalla formazione dell’universo o nella fase successiva del suo sviluppo. Non inventiamo novità, ma percepiamo ciò che esiste.

È per questo che lo stesso Newton si paragona a un bambino che sta giocando sulle rive del mare, “…mi sembra di essere stato solo come un ragazzo che giocando in riva al mare, mi sto divertendo ora e dopo a trovare un ciottolo più liscio o una conchiglia più bella del solito, mentre il mare grande della verità giace tutto da scoprire davanti a me.” Tale è la misura della nostra conoscenza dell’universo. Tutta la nostra scienza sono piccoli tentativi di comunicare con l’oceano di saggezza.

Visione del tunnel della nostra natura

Infatti, non conosciamo quasi nulla di noi stessi; non sappiamo il meccanismo della nostra percezione della realtà. Capiamo solo che l’immagine che appare davanti ai nostri occhi è veramente limitata dai nostri sensi.

Questa gamma è così ristretta che anche noi non possiamo immaginare qualitativamente diverse sensazioni. Vorremmo ampliare gli orizzonti, ma, per la nostra natura, non abbiamo bisogno solo di “integratori”, come un cane non ha bisogno della quinta gamba.

La vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto mi limitano, per la loro autosufficienza apparente. Il risultato, è che vedo un piccolo frammento del magnifico dipinto intriso di frequenze infinite e informazioni infinite. Numerose “tende” distorcono anche questo pezzo prima che sia visualizzato nella mia sensazione.

Infatti, non si tratta di realtà esterna. Quando vedo un albero davanti ai miei occhi, i miei occhi non lo percepiranno neanche, ma le onde, i dati nei quali passa dentro di me attraverso i “convertitori,” elettrici e chimici, fino che ne delineano la forma che è chiamata “albero”. Non ho idea di ciò che c’è fuori di me, al di fuori di me, e se non c’è affatto qualcosa o se quell’ “albero” è una parte di me.

Il tema della comunicazione con certe forze o fenomeni è piena di domande senza risposta. Il problema è che non vi è nulla per indagare, nulla da discutere, perché non siamo capaci di essere fuori dai nostri organi di senso.

Tuttavia, la “canalizzazione” è quello che viene chiamato una “zona selvaggia,” dove tutti possono dichiarare quello che vogliono e nessuna correttezza ne è dimostrabile “per definizione”.

Ci sono state molte persone alla ricerca di canali di comunicazione con le forze superiori. Rispetto ai precedenti periodi di prosperità, oggi questa sfera sembra modesta, ma comunque porta entrate.

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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 29.01.2015

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La Luna esiste solo quando la si guarda!

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Lenta.ru): “La funzione d’onda è una realtà oggettiva.

“La funzione d’onda descrive lo stato delle micro particelle. Connesso con essa sono la maggior parte delle manifestazioni della teoria quantistca, distinguendola dalla fisica classica.

“Il modulo al quadrato della psi-funzione determina la probabilità di una particella di prendere questo o quello stato. Esso può essere rappresentato come una somma di stati, e il processo di misurazione si riduce ad estrarre uno dei possibili stati.

“Gli scienziati sostengono uno dei due pareri riguardo alla funzione d’onda:

1. La psi-funzione è reale, ad esempio, è parte di una realtà oggettiva. L’oggettività significa che questa proprietà della funzione d’onda non ha nulla a che fare con l’essere umano e le sue idee sulla natura. La funzione d’onda è indifferente a ciò che una persona “pensa” su di essa.

2. “La funzione d’onda è un oggetto matematico, introdotto a causa della mancanza di conoscenza del mondo quantistico. Questo è ciò che pensava Einstein: ‘La Luna esiste solo quando la si guarda’ ? – Ha detto. Questo concetto significa che la funzione d’onda è solo uno strumento di conoscenza e non ha alcuna relazione con la realtà oggettiva.

“L’interpretazione secondo la quale il futuro può influenzare il passato non contraddice gli esperimenti degli scienziati.”

Il mio commento: La Kabbalah dice che NON ESISTE NULLA tranne due cose: il Creatore e la Creazione. Il Creatore è il desiderio di dare, riempire, amare, dalla luce eterna e costante, che riempie la creazione, il desiderio di ricevere: Godere.

Ne consegue che l’intera imagine del mondo che “vediamo” non è altro che le nostre proprietà interne che vediamo (sentiamo) di fronte a noi su uno sfondo di luce bianca. In altre parole, il mondo percepito è il nostro “interno”, “rovesciato”, così che noi possiamo vederlo meglio e correggerlo.
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Imparare ad ascoltare il Maestro

Domanda: Quando una persona può essere considerata uno studente del suo maestro?

Risposta: Viene chiamato studente colui che aderisce al suo maestro (che significa in modo interiore) e cerca di “succhiare” tutto il possibile da lui. Come un bambino che sta succhiando il latte dalla sua mamma, uno studente cerca di succhiare dal suo maestro tutto quello che ha e di crescere, il che significa sviluppare ciò che riceve.

Egli non è in grado di ricevere immediatamente tutta la conoscenza, la realizzazione, e la sensazione, ma può ottenere gli strumenti per sviluppare tutto dentro di sé. Dopo tutto, un bambino che riceve il latte materno non digerisce dentro di lui, ma lo trasforma in carne, muscoli e ossa. Si costruisce il suo organismo e il suo sviluppo. La stessa cosa accade qui.

Dobbiamo capire che da un insegnante riceviamo qualcosa che desideriamo ricevere, e solo nella forma e nella misura in cui abbiamo fatto sforzi verso questo. Noi non sentiamo ciò che l’insegnante dice, noi sentiamo solo ciò che vogliamo sentire. Il lavoro di uno studente è quello di annullare i suoi ostacoli psicologici e cominciare ad ascoltare il maestro. In altre parole, il lavoro di uno studente è l’annullamento del suo ego.
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(Da una conversazione riguardo il gruppo e la divulgazione del 20.10.2013)

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Quando il sogno diventa realtà

Dr. Michael LaitmanDomanda: La gente ama avere fantasie di una vita migliore. Alcuni indulgono in questi sogni dolci per tutto il tempo, scappando dalla realtà e vivendo in un sogno.

Una persona può sviluppare la capacità di rimanere nella linea di mezzo e connettersi correttamente con le forze positive e negative della natura, come Giacobbe e Giuseppe, di cui parla la Torà? Avrà l’opportunità di immaginare l’immagine desiderata della futura realtà ed effettivamente realizzarla?

Risposta: Questo è possibile se una persona sviluppa un desiderio molto forte per qualche scopo, definendolo come l’obiettivo della sua vita. E’ solo necessario trovare da dove ha preso all’improvviso tale desiderio forte. Forse lui vive in questo mondo con una missione speciale.

Lo scopo di una persona è di diventare un grande medico, per un’altra – un primo ministro, per la terza – raggiungere un alto sviluppo spirituale. Tale aspirazione proviene dal nostro punto radice, chiamato il punto nel cuore. Risveglia in ogni persona il suo rispettivo desiderio di diventare qualcuno.

Possiamo anche avere queste aspirazioni dall’ambiente, come se fosse un caso, avendo trovato noi stessi sotto un’influenza particolare. Ci sono tante persone intorno a noi; comunque, tutte sono impressionate da qualcosa di proprio. Tutti questi dati si ottengono dal programma generale della natura.

Domanda: Se c’è un programma superiore che determina il mio destino, come posso cambiarlo in modo che il futuro sarà come voglio io? Come posso rendere i miei sogni realtà? Come posso cambiare il programma nascosto?

Risposta: Tutto ciò che è scritto in questo programma succederà comunque, sia che tu lo sai o no. Il programma generale deve essere realizzato. Come vengono i pensieri a te ogni secondo, come appaiano le persone con le quali vieni in contatto, come succedono le cose? Tutto succede secondo il programma generale. Operiamo al suo interno, come marionette ubbidienti.

Però se vogliamo innalzarci al di sopra di questo programma, dobbiamo raggiungere il livello sul quale agiscono le forze che controllano questo mondo. Oggi, la scienza della Kabbalah ci permette di fare questo, ma richiede un desiderio molto forte.
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Da Kab.TV “Una NuovaVita” 11.01.2015

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La magia dell’egoismo e della dazione

Dr. Michael LaitmanParadiso ed inferno

Domanda: Lei sta dicendo che la stregoneria è un fenomeno psicologico. Come si riflette su quelli che non hanno nemmeno il sospetto di essere dei bersagli?

Risposta: Questo è il modo in cui i nostri desideri sono diretti verso gli altri. Tutti i nostri desideri comprendono un insieme di forze che impattano tutto intorno a noi. La nostra attitudine verso il mondo in genere e gli ambienti dove viviamo contribuisce alla nostra energia personale per il sistema complessivo.

Domanda: Allora, la stregoneria è il desiderio di una persona orientato verso il vantaggio o lo svantaggio di qualcun altro.

Risposta: I desideri hanno importanza, ma perché si chiamano stregoneria? Ognuno di noi agisce all’interno di una rete di potere che esiste fra noi. È un sistema veramente complicato. Siamo una fonte di un intero complesso di forze del male non corrette che si chiama ego. Dobbiamo correggere questo potere e cambiarlo dalla cattiveria alla benevolenza, o in altre parole, essere buoni verso i nostri vicini.

Significa che dalla volontà di ricevere, che sta prendendo più possibile dagli altri, dobbiamo arrivare alla dazione verso tutti. Di conseguenza, il principio chiave, la regola universale della saggezza della Kabbalah, dice, “Ama il tuo prossimo come te stesso.” Questo principio riempie la rete generale di energia positiva. Tutto ciò che generiamo deve portare la benevolenza verso gli altri. Una rete positiva viene generata in questo modo.

Quando costruiamo tale rete, entriamo in un mondo composto di benevolenza completa, significa che entriamo nel giardino dell’Eden. Così, il paradiso è un stato nel quale tutti pensano solo per il bene degli altri.

Allo stesso tempo, l’inferno è odio reciproco, uno stato nel quale tutti soffrono.

Come difendersi dal negativismo?

Domanda: Se qualcuno ci impatta malvagiamente attraverso la rete generale, possiamo in qualche modo difenderci?

Risposta: Sì, ma per questo, dobbiamo coinvolgere i poteri positivi.

Domanda: Verso chi dobbiamo indirizzarli?

Risposta: Verso tutti. Anche se non ho idea di chi esattamente mi ha mandato l’impatto negativo, non ha molta importanza. La mia attitudine positiva e gentile verso gli altri diventa uno scudo attraverso il quale la negatività non può penetrare.

Il meccanismo è molto semplice. Io posso essere ferito solo se sono dentro i miei desideri egoistici e se mi preoccupo solo di me stesso. Se do, contribuisco a dare, a dividere, e amo gli altri, nessuno può farmi danno. Sono invincibile perché esisto all’interno degli altri.

È un’armatura psicologica molto forte. Grazie a quello, non importa quanto gli altri vogliono farmi del male, non ci riusciranno.

Inoltre, agendo in questo modo, io neutralizzo tutte le mie trasgressioni, poiché noi esistiamo in un unico sistema comune. Questo spiega perché contribuendo con la nostra attitudine sincera verso gli altri essere umani e un desiderio di portare benevolenza a tutti, aumenta l’energia positiva nella rete generale. Il positivismo è capace di distruggere tutto il negativismo diretto verso di noi. Poi, non solo nessuno sarà in grado di farci del male, ma nessuno farà nemmeno un tentativo in tal senso.

Il sistema funziona in questo modo. La Torà, particolarmente la saggezza della Kabbalah, ci spiega questi problemi dettagliatamente. Vediamo che quando uno è una fonte di bontà verso gli altri, le forze del male non possono ferirlo.

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Da Kab.TV “Una Vita Nuova” 18.01.2015

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Il teatro magico

Dr. Michael LaitmanDomanda: Posso dire che la saggezza della Kabbalah contiene poteri soprannaturali speciali?

Risposta: Non c’è niente di soprannaturale. La Kabbalah è una scienza che spiega alla persona come comportarsi in una realtà attuale, e come raggiungere il paradiso in questa vita.

I libri di Kabbalah non hanno relazione con la magia. Sì, sono chiamati “santi” perchè, con il loro aiuto, posso imparare a diventare “santo”. In altre parole, posso imparare a dare, come amare il prossimo, come diventare un datore, e come fare il bene.

Domanda: posso utilizzare i libri di Kabbalah per qualcosa di cattivo? Ad esempio, alcune persone fanno cerimonie speciali contro una persona in particolare.

Risposta: E’ un teatro. psicologicamente, si può avere qualche effetto, ma non di più.

Un Kabbalista che possiede la Sua forza non potrà mai causare male a nessuno. Dopo tutto, lui è vicino al Creatore, il male non viene da lui “per definizione.”

D’altra parte, ci sono situazioni in cui un Kabbalista può portare benefici per proteggere la gente neutralizzando un grande malvagio che porta un danno enorme alla popolazione.

Nel complesso, devo imparare a sostenere il bene di essere colui che da. Solo allora io sicuramente agirò per il bene comune, e così per il beneficio di me stesso.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 18.01.2015

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