Pubblicato nella 'Spiritualità' Categoria

L’effetto della massa critica

Domanda: Durante il Congresso, come facciamo a superare le barriere psicologiche che ci ostacolano nell’unità?

Risposta: Il Congresso non è soltanto un grande o un piccolo gruppo, ma l’unità legata da una forza comune. È possibile aumentare in quantità oppure in qualità. Dopo aver raggiunto un certo livello quantitativo, la massa diventa il fattore determinante. Non importa quanto siano deboli le persone e quanto poco capiscano, e perfino se non vanno l’uno d’accordo con l’altra, se si uniscono, allora tutte le persone sono influenzate dalla massa. Loro sentono la forza che viene dalla quantità, che a sua volta diventa la qualità in grado di influenzarli.

Quando mi trovo con 7000 persone che aspirano alla meta, io sono in connessione con loro perché siamo insieme nel sistema comune delle anime. Perciò, non importa quale sia il mio desiderio, io sono influenzato da loro.

L’unità tra un gruppo enorme di persone in un Congesso crea una pressione che inizia a lavorare secondo un suo ordine. Venendo inclusa in questa unità, una persona è sotto il potere della società per cui non deve lavorare nell’ abbassare se stesso in relazione all’ambiente. Lui semplicemente si unisce a tutti in un solo desiderio. E perfino se il desiderio non gli è completamente chiaro, la meta comune lo unisce con altre persone e prende il posto dei disaccordi, conflitti e mancanza di comprensione.

È questo il modo di operare della massa, assorbendo tutti i problemi dell’unità. Allora, in base alla forza della nostra unità, noi sentiremo la Luce Superiore. È contenuta nella connessione tra di noi; è l’unico posto dove la dovremo rivelare. Il Kli unificato esiste in tutti i livelli con tutte le Luci riempiendo il desiderio come una scala già fatta. Perciò, tutto dipende solamente se io sia incluso in questo livello oppure non. Se io sono pronto ad unirmi alla forza di un determinato livello, allora io sono incluso come nell’ingresso di un portone, e perciò io sento il mondo spirituale: l’unità comune, la Luce che riempie tutti quanti, il Creatore. Quando sarò al livello in cui acquisto la consapevolezza, io vedo il mondo da fine a fine, vedendo il Mondo dell’Infinito nel primo livello di 125 livelli.
[26223]

Studiare le azioni del Creatore

Domanda: Se esiste soltanto un’anima, allora perché è necessario per 600,000 anime raggiungere la garanzia mutua tra di loro?

Risposta: Noi raggiungiamo l’unica anima precisamente per via di questa divisione in più parti. È impossibile raggiungere quello che è ‘anima comune senza passare dalla rottura.

Per poter capire questo disegno, bisogna che noi lo riveliamo prima come rotto e cercare di metterlo insieme. Quando lavori duro e arrivi alla convinzione di non poter farlo da solo, senza il Superiore, allora rivelerai Lui che ti può aiutare. Ed insieme a Lui tu potrai mettere insieme questo “puzzle”.

Allora comprenderai quello che Lui ha fatto e perché abbia rotto l’anima comune. Lo ha fatto per il tuo bene e perché tu possa mettere insieme le parti rotte insieme, e durante questo processo capirai come devono essere collocate e che collegamento devono avere. È come se tu stesi facendo una macchina da migliaia di parti e tu devi capire come ogni pezzo sia necessario e come devi essere collegato con gli altri, e in quale ordine.

Quando lo metti insieme, ti rendi conto che per far funzionare il motore, ha bisogno della forza della vita! Questa forza è chiamata il Creatore. Perciò, noi Lo conosciamo dalle Sue azioni. Altrimenti non potremmo mai capirlo.
[24866]

Materiale correlato:

Laitman blog: L’amore e l’odio “600.000 anime”
Laitman blog: La mia somiglianza con il Creatore

Impregnato di un unico campo

Domanda: In qual modo è la nostra interconnessione?

Risposta: La connessione è quando ti guardo e tu cominci a capire quello che sto pensando. Una connessione è quando ti trovi ad una decina di metri dietro di me, e sento che tu sei lì dietro la mia schiena.

Ci sono molti tipi di connessione tra di noi, molti campi in cui si interagisce. Quelli elettrici, magnetici, il campo biochimico, il campo di desideri, i pensieri e le intenzioni, tutti questi campi ci legano insieme.

Tutti i corpi vivi creano campi intorno a loro, e noi ci connettiamo con i nostri campi. A volte ci connettiamo, e qualche volta non è possibile. Tutto dipende dalla misura in cui i nostri campi si relazionano l’uno all’altro.

Tuttavia, vi è un campo speciale, potente ed elevato: il collegamento spirituale tra di noi. Questo campo abbraccia e comprende tutto il resto, e questo è il motivo per cui è chiamato il “Creatore”. Questo è il campo che abbiamo bisogno di rivelare, ma, in sostanza, tutti i campi appartengono ad un unico campo universale che anche Einstein volle scoprire.

Esso ci connette attraverso i nostri pensieri e desideri e ci influenza l’un l’altro attraverso di esso. Una volta concentrato su questa possibilità, e che desidero rivelare la nostra interconnessione, scoprirò l’influenza reciproca e la userò per l’interconnessione universale.
[25505]

(Da un discorso sull’ Arvut 29/10/10)

Toccare l’eternità

La saggezza della Kabbalah è nascosta dai nostri sensi e dalla nostra mente, appartiene a un’altra dimensione, e noi non possiamo accettare e studiare direttamente. Ma, a differenza degli animali, per esempio, che sono incapaci di capire la musica creata dall’uomo, abbiamo l’immaginazione, i dati iniziali (un punto nel cuore) per iniziare a cambiare noi stessi, e in questa misura di  studiare la scienza della Kabbalah, entrare in contatto con lei.

Questa è la cosa più importante in questo mondo. E non importa quanto la gente si sposta nello studio di questa scienza e quanti capiranno. Il lavoro autonomo si trova al di sopra di questo mondo, oltre il nostro inconscio, il desiderio di uscirne è di per sé una grande ed eterna occupazione.

Non un momento di studio della Kabbalah, voler avanzare, per rivelare la vera vita, uscire dall’ incoscienza, – non scompaiono, ed è accreditato per i tuoi sforzi.

È scritto che l’anima dopo la morte del corpo, chiede solo queste domande: “: Ti sei occupato della Torah?” Aspettavi la salvezza? “. “Ero impegnato nella Torah?” – cioè  “Ho provato a chiamare la luce che ritorna alla sorgente?”. “Aspettavo la salvezza?” – cioè  ,  aspettavo che la luce faccia questo lavoro, ho cercato di diventare un “colui che dà”?
Se una persona ascolta un po’ la saggezza della Kabbalah ed è impegnata in essa, spinge tutte le anime che sono intorno ad essa nel sistema generale di “Adamo”.

Materiale correlato:

Lezione “La Saggeza della Kabbalah e la sua Essenza” 16.11.09
Laitman blog: L’immagine olografica dell’anima
Laitman blog: I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 13

Noi facciamo nascere il Creatore tra di noi

In un gruppo kabbalistico abbiamo bisogno di raggiungere una tale connessione, che viene descritta come “Creatore”. Una misura di rispetto tra di noi, quando noi percepiamo l’altro come noi stessi. Devo controllare tutto il tempo: mi avvicino ad una connessione del genere o no? Cioè, mi avvicino al Creatore?

Noi facciamo nascere il  Creatore in mezzo a noi. Nei nostri rapporti, la tensione, la comunicazione, in uno sforzo di uno verso l’altro, tutti insieme riveliamo quello che viene chiamato il Creatore. Immaginate fossimo attratti l’uno all’altro in un cerchio, all’interno del quale viene rivelato qualcosa che si chiama “Vieni e vedi!” (Bore = BO-RE – Vieni e vedi).

Dopo tutto, abbiamo creato il kli comune con i dieci Sefirot della Dazione. Questo kli viene svelato, con il riempimento, se noi tendiamo a  rivelare questa forma corretta di connessione, di non passeggiare nelle fantasie su se stesso e il Creatore, ma sappiamo che dobbiamo scoprire.

Materiale correlato:

Laitman blog: Mamma, voglio andare con loro!
Laitman blog: La verità si trova tra di noi

Fino a che la larva diventi un essere umano

Il sistema del Governo Superiore chiamato “L’Albero dell’universo” scende a noi dall’Alto nella sua forma ideale, dove tutte le sue parti sono interconnesse in maniera appropriata. Ogni elemento è unito a tutti gli altri in assoluta armonia, riceve sostegno da tutti e sostiene tutti in accordo al suo grado nella forza comune del sistema, che risulta nella formazione di una sfera comune che simboleggia la perfezione.

Tutto questo è colmato dalla “illuminazione della Shechinà”, la Luce riempie tutti i desideri che esistono in armonia mutua affinché possano provvedere gli uni agli altri. La legge di questo sistema è che tutti agiscano solo nei loro interessi comuni, consciamente ed in maniera reciproca; ed è creato dal lato della Luce, la dazione o Creatore.

Ci troviamo nello stesso centro di questo sistema. Risulta che esisto in un mondo meraviglioso di Luce ed armonia spirituale, però a causa del fatto che resto nel mio egoismo, sono opposto al sistema e vedo il mondo in un modo completamente diverso.

La Luce Superiore ci nasconde di proposito la realtà perfetta solo perché sarebbe orribile sentire la sua perfezione! Pertanto, vedo semplicemente una piccola parte della vera realtà che mi circonda, la parte che sono capace di assorbire con il mio piccolo egoismo, però vedo tutto nella forma opposta, come male o bene. Lo percepisco nel grado e nella forma in cui sono capace di accettarlo e di vivere con esso.

Nella misura in cui mi correggo ed acquisisco il grado della dazione, questa sfera mi viene rivelata sempre di più, si amplia e mi mostra che sono ogni volta peggiore! Però, nel frattempo, sto già ricevendo la forza della dazione e sto correggendo me e la mia realtà. Questo continua fino a che la mia percezione si espande ed abbraccia tutta la sfera, tutto “l’albero”, tutto il sistema, ed allora posso sintonizzarmi con questo correttamente e con tutta la sua forza.

Tuttavia, per il momento, esistiamo al centro di tutto questo universo in una forma opposta ad esso, chiusi dentro il nostro piccolo mondo come un verme in un rafano acido.
[24189]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19 Ottobre 2010 – Beit Shaar HaKavanot).

Materiale correlato:

Laitman blog: L’intero universo proviene da una scintilla dell’energia superiore
Laitman blog: Svegliarsi nel mondo di Azilut

Perché si divise il Mare?

Lo Zohar, Capitolo: Beshalach, (Il Faraone inviò) 181. Allora tutto si illuminò insieme perché a prescindere dal fatto che la luce di Atik è Hassadim coperta, contiene dentro di sé anche Chokhmà, poiché Chokhmà in AA è necessariamente ricevuta da esso. Per questo, Hassadim di Atik era più importante di Chokhmà di AA e si considera che lo contengono e questa Chokhmà e Hassadim illuminano in esso insieme. È così perché il mare fece le leggi superiori per annegare gli egiziani e salvare Israele, poiché il superiore e l’inferiore furono consegnati nelle loro mani … poiché attraversare il Mar Rosso dipende da Atik.

La Luce Superiore viene e rompe i desideri sgradevoli in noi chiamati “gli egizi” provenienti dai desideri chiamati “Isra-El” (diretti al Creatore) i quali, sono pronti ad essere corretti. Questo succede a causa delle condizioni della Seconda Restrizione (Tzim Tzum Bet).

“Le Nazioni del Mondo” sono tutti i desideri che non possono essere corretti fino alla Fine stessa della Correzione (Gmar Tikkun). Questo include le Klipot e tutti i desideri che sono direttamente connessi con la Luce di Chokhmà.

I desideri di “Israele” (Yashar-Kel) includono tutte le qualità di Binà e per loro natura, appartengono a Galgalta Einaym. Per tanto, la Luce di Chokhmà che arriva, provoca la divisione nella profondità dei desideri o vaso, separando i desideri che possono essere corretti (quelli che appartengono a Galgalta Einaym e permettono che diventino Ahap de Aliya), dai desideri che sono del tutto impossibili da correggere. È per questo che si produsse “la divisione del Mar Rosso”, per separare “Israele” dagli “egiziani”.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27 Ottobre 2010 – Lo Zohar)

La porta è sempre aperta

Domanda: Su cosa dobbiamo stare attenti in questi ultimi giorni e cosa dobbiamo lasciare prima del Congresso?

Risposta: Dobbiamo stare attenti ai pensieri estranei e pensare solo al sistema di connessione che vogliamo rivelare tra di noi, per cui ogni persona si sentirà connessa con gli altri in fondo al suo cuore.

Quelli di noi che riveleranno questa connessione interiore avvertiranno immediatamente lì la vera Luce, il Creatore! La Luce e il desiderio diventeranno immediatamente uguali. Nel momento in cui si sente anche il minimo desiderio spirituale, si acquista subito una forma, perché il vaso non può esistere senza forma.

Nella spiritualità è impossibile scoprire un meccanismo disfunzionale che ha bisogno di essere liquidato e costretto a lavorare. Baal HaSulam scrive che nel mondo spirituale, “l’ingresso e la porta” sono sempre rivelati insieme. La porta può essere vista solo una volta che è aperta, nel senso che riveliamo sempre il vaso (desiderio) e la Luce (Creatore) al suo interno nello stesso momento.
[25805]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/11/10, “Esilio e redenzione”)

Gioco secondo il pensiero della Creazione

Domanda: Come dobbiamo essere in questo mondo fino al Machsom, cioè verso questa realtà immaginaria?

Risposta: Il rapporto verso questo mondo deve essere molto semplice – il tempo in cui mi trovo in questo sogno, lo devo vivere.

È scritto: “non ha il giudice cosa maggiore dei propri occhi”. Sono obbligato a lavorare, sostenere la famiglia, fare tutto il necessario in questa vita, però oltre questo  devo comprendere che questo è soltanto un sogno, (“che il mondo è un gioco!”) e che io lo realizzo come in un gioco.

Ma io mi riferisco a questo gioco in maniera seria. In quanto tutta questa realtà me l’ha preparata il Creatore, che io esistessi secondo le sue regole. E che da essa io potessi sviluppare  il “punto nel cuore” – nel mio atteggiamento con il Creatore.

Questi due livelli, terrestre e spirituale , non sono collegati l’uno con l’altro: al livello terrestre , dove io sono “nel sogno”, faccio tutto l’indispensabile per questa vita , invece al livello spirituale, io voglio trovare il collegamento con il Creatore, mi sviluppo, dando a questo tutta la mia attenzione. Altrimenti perché vivo, se non raggiungo il Creatore?

Tre finestre sul computer

Il nostro percorso può essere immaginato come uno schermo di computer dove ci sono tre finestre o documenti aperti contemporaneamente. L’ultima finestra è nascosta; non la vedo. Si tratta di me nello stato della correzione finale, l’unità e l’aderenza con il creatore, nella cartella principale della mia anima.

La finestra centrale è il mio percorso, mio avanzamento lungo i 125 gradini. La prima finestra è quella che ora vedo davanti a me, il mio stato attuale.

Tutti e tre sono stati della mia anima, ciò che si percepisce, dato che “noi non possiamo nominare nulla che non raggiungiamo. I kabbalisti sono passati attraverso questo percorso, hanno sperimentato tutti questi stati dall’inizio alla fine, e ci raccontano circa il processo che essi hanno vissuto.
[25013]