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Una domanda sulla Kabbalah e la religione

Domanda: Qualcuno ha chiesto dov’è Gesù nella Kabbalah, e la risposta è stata: “Lui è assente”. Come può essere assente Gesù? La Kabbalah dice che si occupa di energia fisica, quindi come puoi separarla da Colui che la genera? È come separare la benzina dall’auto. Come può funzionare senza?

Dio è la fonte di tutte le cose. In Genesi Dio disse: “Sia la luce, e la luce fu.” Ma non è l’energia luminosa? Quindi perché dovrebbe Dio separarsi da ciò che ha creato? Perché la Kabbalah non può avere alcuna relazione con la religione? A prescindere da cos’è la religione, Dio è la fonte di tutte le energie, tutte le cose nei cieli, sulla terra e sotto di essa.

Risposta: Stai parlando del Creatore o dell’uomo, di ciò che è rivelato o ciò che la gente crede? Penso che sia una questione di fede, che non ha nulla a che fare con la scienza. Puoi chiedere a un fisico: “Dov’è la forza divina nel vostro acceleratore di particelle?” Kabbalah parla solo di ciò che è rivelato a noi, persone, di come sviluppiamo all’interno la forza della dazione e di amore.
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Edward Topol: Salvare Israele!

Un quotidiano russo ha pubblicato un articolo di Edward Topol, romanziere, sceneggiatore e saggista famoso, intitolato “Salvare Israele”. Di seguito alcuni estratti dell’articolo.

“Recentemente Barack Obama ha dichiarato che Israele deve ritornare alle frontiere del 1967. Per la maggior parte del mondo civile, questo è stato come un fulmine a ciel sereno, poiché ha segnato chiaramente un cambio nella politica statunitense con una tendenza pro-araba, e addirittura pro-Hamas, visto che il ritorno di Israele alle frontiere del 1967 significherebbe limitare il paese in un tratto di otto miglia davanti all’oceano, che potrebbe essere invaso da qualsiasi brigata di carri armati arabi in un paio di minuti …

A Settembre, cioè immediatamente dopo le vacanze estive, le Nazioni Unite terranno la loro prossima riunione, nelle quali la maggioranza delle voci è stata sostenitrice per molto tempo dei paesi musulmani. Una volta approvata questa risoluzione, qualunque aggressione contro Israele sarà legittima e la cosa più importante, inevitabile, perché Israele protetta dagli Stati Uniti e Israele abbandonata dagli Stati Uniti sono due cose molto differenti …

Per strano che possa sembrare, l’unica persona venuta a difesa di Israele è un tedesco, Glenn Beck, un giornalista statunitense che lavora per “Fox News”. Da alcuni anni nessuno sa niente, ma non appena è cominciato uno show della durata di un’ora su Fox ed ha cominciato ad aprire gli occhi agli Stati Uniti sulle ambizioni comuniste del suo leader, praticamente è diventata la principale stella della televisione ed un odiato nemico della stampa liberale pro-Obama.

Adesso Glenn Beck sta chiamando la sua America patriarcale a sollevarsi a favore di Israele. Il 24 Agosto è prevista la celebrazione di una riunione in Israele con tutte le persone che hanno la sua stessa opinione: che l’imminente sterminio di Israele, programmato per settembre-ottobre, porterà una totale islamizzazione dell’Europa e degli Stati Uniti.

Oggi mi rivolgo a tutti coloro che capiscono che la scomparsa di Israele (non importa cosa pensino di Israele) scatenerà una totale espansione araba verso il sud della Russia e dell’Europa e sarà l’inizio della scomparsa di tutte le civiltà cristiane, europee e russe. Aiutiamo Glenn Beck, agiamo prima che sia troppo tardi, non permettiamo lo sterminio di Israele! E per ultima cosa, credete alle mie parole e a quelle di Glenn Beck: la storia ci ha dato solo due mesi per questa operazione di riscatto”.

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Portare a termine il lavoro di Abramo

Oggigiorno stiamo portando a termine quello che iniziò Abramo quando insegnava ai figli delle sue concubine diverse pratiche spirituali che precedono lo stato spirituale attuale con il fine di dazione. Lui le ha conficcate nelle fondamenta di sistemi di credenze e le ha portato all’esterno, in terre occidentali. Più tardi, lo stesso lavoro di Abramo si è materializzato nelle persone d’Israele, le quali dopo la distruzione del Tempio sono cadute dal livello spirituale causando la nascita di diverse religioni.

Quindi, le credenze che ebbero inizio ai tempi di Abramo, e le religioni, che sono sorte ai tempi della distruzione del Tempio, rappresentano essenzialmente le tappe dell’inclusione del metodo d’Israele alle nazioni del nostro mondo. Il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam, tra gli altri hanno fatto avanzare l’umanità verso la comprensione della devozione. Le persone sarebbero rimaste dei barbari senza di esse.

Ai nostri giorni, dopo migliaia di anni di sviluppo, è impossibile per noi concepire una persona che non consideri queste cose e i mondi futuri, il Creatore, o il bene e il male. Se non ci fossero le religioni, non avremmo avuto una cultura, un’educazione e la società umana nella sua moderna comprensione.

Semplicemente non siamo consci del ruolo che hanno avuto le religioni nel far progredire l’umanità. Le università sono sorte grazie alle religioni. Dovuto al desiderio di espandere le religioni, le persone hanno scoperto continenti, si sono stabiliti in nuovi posti, e hanno iniziato ad aspettarsi qualcosa dal futuro.

In questa maniera, il messaggio spirituale è diventato parte dell’egoismo del mondo e raggiunto persone che non avevano connessione con il Creatore e nemmeno un desiderio di Lui dovuto alla mancanza del punto nel cuore. Tuttavia, adesso hanno un nuovo impulso, appartenenza e paura del mondo futuro, un possibile castigo, e qualcosa sopra questa vita.

Hanno il sentimento di qualche cosa di più grande e si aspettano di vedere certe cose. E anche se nella loro immaginazione appaiono delle cose corporali, anche se questo è idolatria, comunque, qualcosa di umano inizia a crescere da “l’animale superiore”. Pensano già a cose alle quali gli animali non s’interessano.

Anteriormente, le persone non pensavano oltre un cerchio chiuso di rendita, alimenti, riproduzione e morte. Semplicemente non ci rendiamo conto del contributo che le religioni hanno avuto nella cultura umana e nell’arte.

Tuttavia, adesso il nostro sviluppo sta arrivando alla fine, e la crisi globale facendo presa su tutta l’umanità, ne è la prova. La religione non è il problema: Semplicemente non possiamo continuare a sostenere una società egoista che vive in base alla legge dell’amor proprio.

Il nostro egoismo ci ha portati al suo componente spirituale. I soldi sono diventati un “valore spirituale” per le persone, forzandole a soffiare incredibili bolle d’aria nell’economia nel vendersi l’aria l’uno all’altro nella forma di affari virtuali.

Questo ci ha condotto al bisogno di un cambiamento. Siamo di fronte a un vero lavoro spirituale a fine di dazione.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, “L’articolo sulla saggezza” di Ramchal)

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Un punto nero in un oceano di bene

La grande e sola differenza che c’è tra i Kabbalisti ( gli uomini con il punto nel cuore che seguono il cammino dello sviluppo spirituale) e le masse religiose sta nel loro atteggiamento verso il Creatore. I Kabbalisti dicono: “Tutto dipende da me. Io devo cambiare, mentre il Creatore è assoluto e completo e quindi non cambia”.

I soli che possono cambiare sono coloro che possono essere migliori o peggiori, ma il Creatore è solo “il bene, e fa il bene”: Come potrei chiederGli di cambiare e di migliorare me stesso? Questo non Lo farebbe sembrare cattivo adesso?

Il Kabbalista crede di essere il solo a dover cambiare, e che nessun altro sia soggetto alla correzione: non il mondo, gli amici, il gruppo, non una singola persona. Proprio adesso, io esisto dentro il bene che fa il bene, il Creatore, la sola forza della natura “Non c’è nessuno tranne Lui”. Come Lo percepisco dipende dalle mie qualità.

Quando lavoro con il gruppo, IO sono quello che sta lavorando; IO sono quello che sta cambiando. Questa è la ragione per cui mi sembra che il gruppo attraversi diversi stati, ma in realtà, io lavoro con la mia ombra, con le mie qualità.

Ed è lo stesso rispetto al Creatore. A me sembra che Egli mi tratti in modi diversi. A volte si avvicina, e a volte si allontana, ma sono io che sto lavorando con me stesso contro l’assoluto, il bene che fa il bene, e non c’è nessun altro tranne Lui. Io sono dentro Lui.

Dunque, “ognuno giudica in base ai propri difetti”. Io vedo la mia ombra contro il Creatore. Sono io che vedo me stesso esteriormente, il riflesso delle mie stesse qualità.

In questo modo, gli uomini di tutto il mondo, tranne i Kabbalisti, chiedono al Creatore di cambiare, e sono pronti a fare di tutto solo perché il Creatore sia gentile con loro. Non pensano di aver bisogno di cambiare la loro natura, di dover correggere la “loro inclinazione al male”, il loro ego, ma chiedono al Creatore di essere gentile con loro come lo sono loro.

I Kabbalisti dicono l’opposto: il Creatore è “il bene chef a il bene”, e “non c’è nessun altro tranne Lui”, l’universale e unica forza della natura. Non esiste niente altro tranne il Creatore. Tranne Lui, c’è solo un punto del desiderio di ricevere il piacere, “l’esistenza dal nulla”. Varie azioni si compiono dentro questo punto, e si tratta di cambiamenti nella sua coscienza, nella sua esistenza nella Luce superiore.

All’improvviso, questo punto sente che si sta espandendo nella misura di Malchut dell’Infinito, la forma dei mondi, e accadono dei cambiamenti. Tuttavia, è solamente il punto che fa esperienza di tutto questo. Niente è cambiato. Tutti i cambiamenti avvengono solo nelle sue sensazioni.

Si va avanti così fino a quando il punto non raggiunge uno stato costante, la sensazione che è come un punto nero che esiste dentro “il bene che fa il bene”, solo Colui che esiste. Tutto questo percorso, che noi attraversiamo nella creazione fino a quando la nostra correzione non è completa (Gmar Tikkun), serve solamente a determinare dove ci troviamo adesso, per rivelare il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011 Shamati No.1)

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“Egli regge la terra sul niente”

Domanda: Cosa significa “non esiste nessuno tranne Lui”? Ed in che modo Lo raggiungono coloro che hanno il punto nel cuore, coloro che non lo hanno, e le masse religiose?

Riposta: Gli uomini che si trovano nel nostro mondo si possono relazionare alla totalità della realtà proprio come fanno con l’ambiente nel quale vivono, come fanno tutti gli esseri viventi. Oltre a questo, gli uomini possono avere un altro rapporto con la loro vita, che gli animali non hanno. Se ad un uomo fosse insegnato di credere nella forza superiore, questo rapporto potrebbe essere sia buono che cattivo.

Se saremo buoni, la forza superiore sarà buona con noi, e se saremo cattivi, sarà cattiva con noi. Questa forza vuole che siamo buoni e quindi ci manda delle sfide. Ci tratta con gentilezza se ci comportiamo bene. Quindi, vale la pene fare i bravi.

Cosa significa essere “buoni” agli occhi della forza superiore? A questo proposito, gli uomini hanno inventato diversi sistemi, fino al punto di sacrificare i loro stessi figli e sterminare gli infedeli nelle guerre di religione. Basandosi sul loro ego, gli uomini hanno creato per se stessi ogni genere di rapporto con questa forza superiore.

Baal HaSulam spiega l’origine delle religioni e delle credenze nel suo articolo “La Pace”. In sostanza, le religioni sono un sistema che serve allo sviluppo dell’umanità e al suo avanzamento verso la spiritualità. Quelle sfaccettature dei desideri di godere che non sono in grado di aspirare al Creatore si muovono in avanti con l’aiuto delle religioni. Gli uomini sanno una cosa soltanto: c’è la forza superiore, e noi ci troviamo in un certo sistema che ha una relazione con essa: se sono buono, essa è gentile; se sono cattivo, essa è cattiva.

Quindi, il solo problema è di definire i desideri di questa forza superiore. Ogni religione ha la sua posizione su questo argomento, ed ognuna pensa di essere nel giusto. E qui sta tutta la differenza tra le religioni: come adorare questa forza superiore, come appagare i suoi desideri in modo da poter vivere tranquilli in questo mondo e in quello dell’al di là? Sembra che gli uomini si comportino davanti alla forza superiore come se fossero davanti ad un signore o ad un re: “Come Lo possiamo appagare perché sia contento di noi?”

Dunque, ci sono tre categorie di uomini.

  1. Totalmente secolari con un atteggiamento da animali verso la realtà
  2. I religiosi che adorano la forza superiore, cercando di trovare i modi di piacerle.
  3. I Kabbalisti.

I Kabbalisti dicono che questa forza superiore, il Creatore, non ha alcuna relazione personale con noi. Se diciamo che non esiste nessuno tranne Lui, il bene che fa il bene, parliamo di un potere omni-comprensivo.

Tutto dipende da me, ed Egli non ha alcuna relazione personale con me. Tutto è determinato dalla misura della mia trasformazione nella Luce che esiste senza cambiare, semplice e costante, come è detto: “Io non ho cambiato il mio HaVaYaH,” “la legge che è stata data e che non può essere trasgredita.”

Ciò significa che il Creatore non ha alcuna relazione personale con me, nessun calcolo che mi riguardi, niente! Invece, Io credo che Lui lo faccia. Ma io percepisco anche un computer in questo modo. Diciamo che ieri, il computer su cui stavo lavorando mi ha fatto arrabbiare sul serio e che ero pronto a spaccarlo con un martello. Era colpa sua? Si tratta soltanto di un aggeggio fatto di plastica e metallo.

Tuttavia, poiché io lavoro con il computer, gli trasferisco le mie qualità personali, considerando il suo comportamento come buono o cattivo, e vado in collera dicendo: “Guarda cosa mi ha fatto!” Allo stesso modo, mi arrabbio con la macchina se le accade qualcosa.

Si tratta di caratteristiche fondamentali proprie della nostra natura. Non è per niente divertente. La nostra credenza nel potere della natura, che mi tratta gentilmente oppure no, nasce da qui. Cosa diciamo ad un bambino quando va a sbattere contro un tavolo?”

“Colpiscilo; ti ha fatto male!” E se non si tratta di un tavolo ma di qualcosa di più astratto e di grande che comprende tutto, parliamo in un modo diverso: “TrattaLo bene, ed Egli ti farà del bene”. La fede incomincia da qui.

Noi ancora non comprendiamo che se non raggiungiamo il punto della verità, non lavoreremo con niente. Agiremo semplicemente contro la legge della natura, ma “la legge è stata data e non può essere trasgredita.” Il Creatore non cambia. Dunque, sia che io sia buono o cattivo, influenza soltanto me. Io non faccio al Creatore né il bene né il male; non Lo tocco.

Quando io dico che Lui è felice di me o che Lo rendo triste, sono Io a dirlo. Io percepisco questa cosa solamente nei miei sensi. Se è così, cosa o chi mi fa cambiare? Il mio ego? Significa che lo faccio solamente con lo scopo di sentirmi bene. Niente altro mi obbliga! O forse l’ambiente, che mi minaccia di punirmi, mi costringe a cambiare?

Se questo è il nostro atteggiamento verso l’intera e perfetta realtà, nessuno potrà allora costringermi a cambiare. Può succedere solamente per mezzo della fede al di sopra della ragione! Perché esisto in questa realtà falsa e frammentaria? Partendo da essa, voglio costruire un atteggiamento indipendente verso questa forza, “il bene che fa il bene”, colui che è il solo ad esistere. Cosa significa “un atteggiamento indipendente”? Significa che mi relaziono a questa forza senza alcuno scopo personale, ed essa non conosce, non comprende o non percepisce nulla da me. Su che cosa baso il mio lavoro? “Egli regge la Terra sul niente,” che è detto “le dieci Sefirot Blima (che nascondono).”

Gradualmente, arrivo a questa percezione della realtà nella quale non faccio alcun calcolo personale, come invece faccio oggi. Io voglio solo imparare da questa forza le sue proprietà, diventare uguale a Lui. Questa è la mia ricompensa. Non ho bisogno di risultati, né per la forza, né per me stesso; desidero solamente diventare uguale a Lui, come è detto: “La ricompensa per un comandamento è conoscere Colui che comanda.”

Si tratta di concetti molto sottili che sono impossibili da spiegare. L’uomo che non ha il punto nel cuore non ne sarà mai colpito né capirà cosa si nasconde dietro alle parole. “Per chi lavoro allora? Se non c’è nessuno a parte me chi riceverà il mio lavoro e, come conseguenza, mi tratterà in modo diverso, significa che lavoro contro il muro, contro il vuoto. Allora, cosa significano queste parole: “Il libro è aperto, e la mano sta scrivendo,” che giudica se stesso ed il mondo in base ai meriti?

Tutte queste parole hanno lo scopo di avvicinarci all’ideale, che si chiama “la fede al di sopra della ragione”. Qui, non si ha alcun calcolo che si possa immaginare. Non c’è nessuno a cui rivolgersi. Si possono fare dei calcoli solo con colui che ha il desiderio, la forza, e l’azione. “Non esiste nessuno tranne Lui” e “il bene che fa il bene” implica che Egli non agisce al contrario di così. Noi parliamo delle nostre azioni: cambiamenti di stato, reazioni, ma Lui non ha nulla a che fare con tutto questo. Se così fosse, sarebbe come se non agisse. A noi sembra che Lui non viva se non cambia. Ma questo è ciò che sembra a noi.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011, Shamati No. 1)

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Perché è avvenuto il Big Bang

Domanda: In Internet, due approcci sull’evoluzione del mondo vegetale ed animato sono costantemente in conflitto: il Darwinismo ed il creazionismo. Cosa dice riguardo a questo la scienza della Kabbalah?

Risposta: francamente, Darwin ha ragione in quasi tutto. Probabilmente, questa eccezione non è necessaria, poiché lui semplicemente non è stato compreso. Dopotutto, lui era un uomo profondamente religioso.

L’evoluzione progredisce davvero in maniera consistente dove una cosa segue come risultato di un’altra. Lo sviluppo successivo è intriso nella natura e non possiamo negarlo. Tuttavia, questo non avviene in maniera arbitraria, poiché il desiderio egoista cerca costantemente delle possibilità per realizzarsi al massimo.

Il desiderio di ricevere vive in ogni momento che passa e non può lanciare uno sguardo al futuro. Non sa cosa gli verrà dato per elevarsi in alcune altre fasi. Il desiderio di ricevere ha un esclusivo obiettivo egoista: “Come ottengo quello che voglio? Come riempio me stesso?”.

Se il desiderio lavora e la mente lo serve, allora qualunque tipo di progresso, qualunque sviluppo successivo è assolutamente impossibile. Dopotutto, tratti costantemente con il tuo egoismo. A queste condizioni, l’evoluzione non si è spostata al di là della prima particella dell’universo.

Tuttavia, la scienza della Kabbalah parla delle Reshimot, i dati informativi intrisi nella scintilla iniziale dalla quale tutta la materia è emersa. Queste Reshimot vengono attivate una per una in catena e il desiderio comune le realizza, costruendo così la materia.

Questo è proprio il fattore dello sviluppo successivo. Nella teoria di Darwin, vediamo la sua manifestazione esterna, l’essenza nel motore, l’origine dell’evoluzione. Queste vengono come risultato delle Reshimot.

Cosa avvenne nel punto primario dal quale si scatenò il Big Bang? Fu infusa davvero in questo la materia di tutto l’universo? Logicamente, tale affermazione non ha nessun senso. C’erano solo due cose nella scintilla: l’energia e l’informazione. Esse includevano in sé tutta la creazione e da esse cominciò lo sviluppo. L’energia (la Luce) colpì l’informazione (le Reshimot) ed il processo ebbe inizio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

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La cura per la depressione è la connessione con altre persone

Il giornale “Globes” ha pubblicato un ampio articolo “sull’industria della felicità”, la quale ci rende sempre più infelici. Il tasso di depressione in occidente è in costante crescita, mentre l’età media delle sue vittime sta scendendo. In accordo ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute, per il 2020 la depressione sarà la seconda causa di disabilità e morte nel mondo, superata solo dalle malattie cardiovascolari.

La persona moderna si sta immergendo nella solitudine, ma la società non le da un salvavita. Ad eccezione dell’Islam, il ruolo della religione come fonte di appoggio è ridotto a niente. Le comunità stanno cadendo a pezzi ed il concetto di una grande famiglia felice nei paesi occidentali sta diventando senza senso; visto che le persone si sono spostate nello spazio delle comunicazioni virtuali, suppongono erroneamente che da ora in avanti possano dirigersi senza un ambiente reale. Come risultato, la persona cerca la soluzione a tutti i problemi in se stessa, dentro il suo guscio, nello schermo di un computer.

La vita di una società che soffre di deficit di attenzione, vola alla velocità di un fulmine. La gente di twitter emette piccole vibrazioni con la speranza di avere il tempo di esprimere qualcosa che non sarà ascoltato più tardi da nessuno. Qualsiasi cosa richieda uno sforzo interno, persistenza e tempo è rifiutato alla radice. Quando una persona è vuota non ha una meta reale, si preoccupa e si deprime rimanendoci dentro. Quindi, dove possiamo conseguire quella meta? Dove possiamo trovare un significato?

Oggigiorno tutte le ricerche serie affermano che la felicità si trova nel contatto con gli altri, nella dazione e che il vero significato può essere rivelato solo nell’interconnessione tra noi. Viktor Frankl, il famoso psicologo austriaco, dice che una persona seduta in casa che cerca di trovare il significato per conto proprio, è come qualcuno che cerca di entrare da una porta aperta senza capire che questa si apre dall’interno invece che dall’esterno.

“Non troverai la felicità in un guscio”, dice uno degli esperti intervistati dal giornale “Globes”. Focalizzandosi su se stessa invece di tendere la mano agli altri, la persona incrementa solo il suo narcisismo e la depressione.

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Fantasie utili e dannose

Domanda: Se l’immaginazione interferisce con l’approccio scientifico e porta alla religione e alla filosofia, allora come può esserci d’aiuto l’immaginazione nella ricerca scientifica?

Risposta: L’immaginazione che ci aiuta non è una forma astratta separata dalla materia, ma la forma della parte superiore che prende corpo su di noi. Ogni informazione genetica, la Reshimò, è composta da due parti: l’informazione che riguarda il desiderio “di oggi” (Reshimo de Aviut) e l’informazione che riguarda la Luce “di domani” (Reshimo de Hitlabshut).

Per esempio, prendiamo un paio di Reshimot, Ghimel de Aviut/Dalet de Hitlabshut, “3/4.” Quando io realizzerò la Reshimò “3,” sarò in grado di ricevere la forma della parte superiore dal livello “4” che è in esso, e ci si riferisce a questa situazione come alla fantasia creativa. Io non la ricevo con la sua realizzazione, ma solamente come un esempio.

La Reshimo de Hitlabshut ci suggerisce una nuova forma futura, perché si tratta sempre di un livello superiore al nostro stato attuale. Queste sono “memorie” che sono rimaste in noi dall’espansione dei passi compiuti dall’Alto verso il basso, e adesso noi possiamo salire grazie a loro.

L’uomo funziona come una macchina. Se disponiamo di queste informazioni genetiche, le Reshimot, allora saremo in grado di lavorare grazie ad esse, ma se non le abbiamo, non ce la faremo. Se tutta la memoria di un uomo fosse cancellata, egli non saprebbe come fare a muovere volontariamente un dito. Avete visto i gesti indifesi dei bambini appena nati? Questi bambini non sono capaci di compiere coscientemente nemmeno il più piccolo movimento.

Tutto proviene solamente dalle Reshimot, e quando io sarò in grado di realizzare correttamente il mio desiderio (Reshimò de Aviut) al mio livello, allora sarò in grado di ricevere il livello della parte superiore che prende corpo su di me (Reshimò de Hitlabshut) nella forma di un esempio. La fantasia ci aiuta a lavorare su questa base.

Questa non è una fantasia vacua che non ha alcun punto di contatto con esso, le Reshimot, ma si tratta di una forma reale che si deve manifestare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “la Saggezza della Kabbalah e la filosofia”)

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L’ opposizione religiosa alla Kabbalah

Domanda: Perché c’è questa opposizione all’apprendimento della Kabbalah da parte del mondo religioso ortodosso?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è stata rivelata grazie ad Adamo (“il primo uomo”) 5,770 anni fa. Egli scrisse un libro su questo argomento intitolato Raziel HaMalach (L’Angelo Raziel). Questo insegnamento è continuato attraverso i suoi studenti, e venti generazioni più avanti, arrivò Abramo, un saggio che visse nell’antica Babilonia.

Abramo adorava le stelle, gli spiriti, e gli alberi e costruiva idoli fino a quando la saggezza della Kabbalah non gli fu rivelata nella sua forma completa. Egli ne scrisse nel libro intitolato Sefer Yetzira (Il Libro della Creazione).

Abramo condusse i suoi discepoli fuori da Babilonia verso la terra di Canaan. Con loro organizzò un gruppo Kabbalistico, che durò fino alla caduta del Tempio. Tutti loro vissero legati come una società globale e completa, come un solo uomo con un unico cuore. Tuttavia, 2,000 anni fa, al tempo della distruzione del Tempio, essi abbandonarono l’amore fraterno per l’odio senza ragione.

Questo evento è ciò che viene chiamato la “distruzione-caduta” poiché essi caddero dal mondo globale dentro l’egoismo umano. Questo è il modo in cui persero la sensazione del mondo spirituale, della dimensione superiore, ed incominciarono a percepirsi come facciamo tutti noi adesso, cioè sentirono di esistere solamente nel nostro mondo, ognuno separatamente ed egoisticamente.

Invece di vivere nella saggezza della Kabbalah e in un sistema collettivo e completo, essi incominciarono a fare esperienza solamente del nostro mondo, come fanno gli uomini ancora oggi. In quel tempo, la Kabbalah, che è saggezza, conseguimento, conoscenza, e scienza spirituale fu sostituita dalla religione e dalla fede religiosa. Infatti, non gli uomini non erano più capaci di vedere il mondo spirituale.

Questo è il modo in cui viviamo oggi. Nacquero religioni come il Giudaismo, dal quale nacque il Cristianesimo, seguito dall’Islamismo. Tutte queste religioni esistono perché il mondo spirituale, globale e completo è nascosto ai nostri occhi.

Ma una volta che si sarà svelato, non ci sarà più posto per le religioni. Diventeranno le tradizioni culturali di una nazione. Questa è la ragione per cui c’è questa opposizione tra Kabbalah e Giudaismo, che dura da 2,000 anni.

Gli uomini religiosi odiano la Kabbalah, perché la Kabbalah spiega loro che vivono nell’oscurità e che non comprendono dove sono e cosa stanno facendo. Ad ogni modo, verrà un tempo, e sarà nei nostri giorni, in cui dovremo innalzarci dal livello della fede cieca al livello della conoscenza spirituale.
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(Dalla mia lezione tenuta a Parigi l’1/02/2011)

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Come riconoscere un vero Kabbalista

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: e come il Re Salomone non ha potuto evitare che Asmodeo si sedesse sul suo trono, pretendendo di essere lui non appena arrivò a Gerusalemme, i saggi della Kabbalah osservano la teologia filosofica e si lamentano che ha rubato il guscio superiore della loro saggezza, che Platone ed i suoi predecessori greci hanno acquisito studiando con i discepoli dei profeti di Israele. Essi hanno rubato gli elementi di base della saggezza di Israele ed hanno vestito un mantello che non era di loro proprietà. Fino ad oggi, la teologia filosofica si è seduta sul trono della Kabbalah, essendo l’ereditiera della sua padrona.

I filosofi greci studiarono dai profeti, visto che la Kabbalah era aperta a tutti dall’epoca di Abramo. Tuttavia, non potettero ascendere fino all’altura della realizzazione spirituale, perché questo esige enormi sforzi. È per questo che i filosofi presero solo la parte esterna di questa saggezza, il loro obbiettivo non era correggere la natura umana, ma solo acquisire conoscenza.

Il primo segno mediante il quale si può distinguere un kabbalista è vedere di chi è studente. È impossibile, ottenere la spiritualità, senza essere un devoto studente vicino ad un vero kabbalista. Anche se essere uno studente di un vero kabbalista, non garantisce ancora il successo spirituale, per lo meno è la prima condizione necessaria per arrivare a questo.

Il secondo segno di un kabbalista è che il metodo che sta offrendo deve essere diretto solo alla correzione dell’ egoismo dell’ uomo. Questo è precisamente quello che colloca la Kabbalah a parte dagli antichi filosofi greci (religioni, credenze, metodi spirituali, ecc). Essi rubarono la coperta esterna della Kabbalah (il discorso dei mondi superiori, il mondo a venire, ricompensa e castigo e così via) e cominciarono ad usarlo ed a svilupparlo egoisticamente, con il fine di manipolare piuttosto che di correggere la natura umana.

Questi sono i due segni principali che differenziano un kabbalista da un non kabbalista. Per di più, non solo la filosofia ma tutti i metodi in generale, incluso quelli scientifici, impiegati dall’ uomo con la speranza di correggere il mondo ed ottenere una vita migliore, corretta, e più o meno sopportabile, dimostrano eventualmente la loro falsità.

Può non manifestarsi nelle conclusioni scientifiche in sé, ma nell’affermazione che in questo modo è possibile correggere il mondo e portare la felicità all’ umanità. Fino a che non sia chiaro come il giorno, le persone regolari nelle quali non si è ancora risvegliata un’urgenza speciale verso la spiritualità (il punto nel cuore), non tratteranno seriamente la Kabbalah.

Così, solo chi ha studiato da un riconosciuto kabbalista può essere lui stesso un kabbalista. Un autentico kabbalista offre inoltre un metodo di correzione dell’ egoismo, non tutta una serie di “miracoli” od azioni fisiche con l’ aiuto delle quali si suppone che si riceva una ricompensa o un castigo dall’ Alto.

In altre parole, questa non è né una religione, né un sistema di credenze, né filosofia, né teologia, e neppure le scienze naturali del nostro mondo, ma un metodo per correggere il nostro egoismo con il proposito di ottenere l’ unità e l’ amore. Questo metodo può essere rivelato alle masse solo dopo che l’ umanità si sia convinta che tutti gli altri metodi non possono portarla alla salvezza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 11.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”).

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