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E non abbiamo altre preoccupazioni…

Domanda: Che tipo di cambiamenti dovrebbero avvenire in me al fine di attirare la Luca che Riforma? Cosa posso fare al fine di attirare questa Luce?

Risposta: Questo è esattamente quello che devo trovare, questo è l’intero punto. Da ora fino alla fine della correzione io ho solo bisogno della Luce che Riforma. Questa è la Luce che riempie la mia anima, che è incorporata in tutte le altre anime, come tutte le differenze tra le anime scompaiono e la Luce di Ein Sof (Infinito) riempie 620 volte più dello stato iniziale. Questo è da dove proviene la Luce che Riforma, esattamente come ogni MAN (preghiera) si innalza a Ein Sof e in risposta MAD (un risposta) viene giù da lì.

Quindi lungo tutta la via, da ora fino alla fine della correzione, io devo preoccuparmi solo di una cosa, la massima Luce che Riforma che posso attirare. E’ come se stessi prendendo il sole e calcolando: In che posizione mi devo girare, quanto dovrei rimanere sdraiato in una certa posizione, a che ora, ecc.? Questo è come io dovrei chiarificare i miei movimenti interni: Come dovrei operare nei miei desideri nel lavoro col gruppo, con gli amici individuali, con l’insegnante, con lo studio, a casa, dappertutto.

In tutto quello che io sono, io devo chiarificare come posso fare la maggior parte delle mie differenti azioni 24 ore al giorno, così ogni volta la Luce opererà in me più efficacemente. Non ci sono altre preoccupazioni eccetto questa. Cos’altro c’è nella vita? Dopo tutto, tutto dipende dalla Luce, inclusa la mia vita corporale.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 14.11.2012, Lo Zohar)

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La salvezza si trova nella connessione

Rabash, Lettera 34: Come è detto: “E il Signore sarà per voi una luce eterna.” Quando? Quando sarete tutti una sola società, come è scritto, “ognuno di voi viva questo giorno.”

Di solito, se qualcuno prende un mucchio di rami, può romperli tutti in una volta? Se presi uno alla volta, però, anche un bambino può romperli. Allo stesso modo, troviamo che Israele non sarà ricompensato fino a quando non saranno tutti una società, come si dice, “In quei giorni e in quel tempo, dice il Signore, i figli d’Israele verranno, loro e i figli di Giuda insieme. “Così, quando sono uniti, ricevono il volto della Divinità. Ho presentato le parole del Midrash in modo che non crediate che il problema di un gruppo, che è l’amore degli amici, si riferisca al chassidismo. È piuttosto l’insegnamento dei nostri saggi, che hanno visto come è stata necessaria per la ricezione del volto della Divinita’, l’unione dei cuori in un unico gruppo.

Possiamo solo sentire la connessione con la Luce da un vaso intero e perfetto, un vaso in cui tutti i desideri per lo scopo di ricevere sono coperti da un Masach (schermo), che li trasforma in desideri con lo scopo di dare. Questo è possibile solo quando vi è la connessione, in quanto a chi posso esprimere la mia intenzione di dare? Solo verso gli altri! Quindi, attraverso la connessione dei nostri desideri e intenzioni nel cuore e nella mente, ricostruiamo il vaso in frantumi e attraverso ciò ci avviciniamo alla Luce, fino a quando alla fine essa può illuminaci.

Se, nel frattempo, cerchiamo solo di avvicinarci ad un altro, evochiamo su di noi un’illuminazione a distanza, che si chiama la Luce Circostante. Questa è la legge che conosciamo dalla saggezza della Kabbalah, che è la legge di tutta la realtà, la legge della natura.

Quindi la condizione per ricevere aiuto dall’Alto per la rivelazione della Luce è la nostra connessione. Se vogliamo migliorare la nostra condizione, non ci sono altri metodi, tranne quello. Non ha senso cercare qualcos’altro sprecando i nostri sforzi. Dobbiamo solo anelare per la connessione attraverso cui evocheremo e attireremo la Luce che Riforma.

Se non agiamo in direzione della connessione, non verrà fuori nulla di buono dai nostri sforzi. Quindi, nella situazione così difficile e tesa in cui oggi si trova il popolo di Israele, dovremmo provare a connetterci più che possiamo e raggiungere l’unione. È attraverso questo che attiriamo la Luce più vicina a noi, e la avviciniamo a tutti. Di conseguenza avanziamo ad uno stato migliore in modo migliore, attraverso la Luce.

Dovremmo farlo prima che le sofferenze ci raggiungano e ci obblighino a connetterci facendo pressione su di noi. Dobbiamo sempre avere la tendenza a connetterci grazie alla nostra buona volontà e non perché siamo costretti a farlo. Questa è la differenza tra la “via della Luce” (affrettare il tempo) e la “via della sofferenza”, il processo naturale di sviluppo (nel suo tempo).

Cerchiamo di capire che la connessione attira su di noi l’influenza della forza del bene e spieghiamolo a tutti. Più persone si uniranno a questa connessione e unione, per sentir questa condizione e comprensione che più divulghiamo e pubblicizziamo attraverso ogni canale disponibile, attraverso Internet e TV, più persone sentiranno di essa e si uniranno ad essa, più vicini saremo alla Luce buona. La luce è l’unica cosa che funziona. È uno spreco di energie pensare che esistano altre azioni che possano migliorare la nostra situazione, tranne la connessione e l’unione.
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Un biglietto per il Mondo dei desideri

Domanda: Nel libro Shamati, nell’articolo “L’essenziale è desiderare solo il dare in assoluto; è scritto: “La forza della fede è sufficiente affinché una persona    possa lavorare nella forma della dazione“. Che cos’è la fede?

Risposta: Noi non conosciamo cosa sia la fede. E’ una specie di forza che non esiste nel nostro mondo. Nel nostro mondo, in tutte le scienze naturali, in fisica, chimica, biologia, e altre scienze, scopriamo le forze dell’inanimato, del vegetativo e della natura animata che operano come forze di attrazione e repulsione.

Nel mondo spirituale scopriamo prontamente forze che operano in maniera opposta a quest’ultime. Supponiamo, ci sia una forza naturale di repulsione che noi vediamo in questo mondo, ma nella spiritualità è l’opposto, tra questi oggetti si forma la forza di attrazione reciproca, com’è detto: ”L’amore copre tutti i peccati.”

Noi cominciamo a scoprire questo in una certa misura nella fisica quantistica: se noi piazziamo delle particelle elementari che sono caricate equamente (gli elettroni per esempio) nello stesso posto, loro cominceranno a repellersi, non solo perché possiedono la stessa carica, ma anche per ragioni quantiche (la forza anti-simmetrica); nessuno di loro vorrebbe essere dov’è l’altro.

Allora cos’è la forza della dazione? E’ una forza che si rivela al di sopra della nostra natura in una forma che è opposta ad essa, com’è detto: ”Io ho visto il mondo opposto.” Noi possiamo solo dire che il mondo spirituale opera in accordo alle intenzioni e non alle azioni. Non ci sono azioni qua; si tiene conto solo di cosa avviene nelle intenzioni, giacché i nostri corpi non esistono nel mondo spirituale, ma solo i desideri e le intenzioni.

Immagina che i tuoi desideri agiscano. Che cose terribili accadrebbero nel mondo! In una frazione di secondo il mondo cesserebbe di esistere, le persone si brucerebbero a vicenda.

Allora al fine di non trovarci in questo tipo di mondo, noi siamo tutti in un mondo immaginario nel quale noi possiamo compiere azioni fisiche quante ci è permesso di farne. Nella misura in cui una persona può operare per il bene altrui, essa ascende al di sopra del proprio corpo ed entra nel dominio spirituale dove agisce in accordo al suo desiderio e alla sua intenzione.

Altrimenti, come potrebbe essere possibile portare una persona nella realtà che è totalmente sotto la dominazione del suo desiderio? Dopo tutto, essa non ha controllo sopra il proprio desiderio e la propria intenzione.

Solo nella misura in cui una persona riesce a tenere i suoi desideri e lavorare correttamente con il suo desiderio e la sua intenzione, allora le è permesso di entrare nel mondo spirituale. E’ chiamato “entrare nel palazzo del Re dopo aver scalato una montagna,” è là che comincia a correggere il mondo, nella misura in cui essa può controllare se stessa.
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(Dalla Prima parte Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.11.2012, Shamati #30)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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Uno stimolo dalla Luce

Siamo all’interno di una forza chiamata il Creatore (Boreh). Dal momento che non lo abbiamo ancora raggiunto secondo il principio di “vieni e vedi” (Bo-reh), gli diamo nomi diversi secondo la misura attuale della sua rivelazione verso una persona.

Io sono in questo campo di Forze insieme a tutti gli altri. La domanda è: come posso indurre la sua influenza? In effetti, questo è l’intero lavoro dell’uomo: come è possibile risvegliare questa forza in modo che possa elevarmi?

Siamo scesi di proposito dall’altezza spirituale al “livello zero”, e ora spetta a me ascendere alla stessa altezza. Per fare questo, devo risvegliare su di me la Luce che Riforma. Non c’è altra forza che mi possa elevare verso la spiritualità. Ho solo i mezzi che esistono al mio livello. Il Creatore mi sveglia dal sogno attraverso il primo “stimolo”, e poi devo elaborare, attraverso mezzi speciali come: il gruppo, lo studio e l’insegnante, ciò che mi ha risvegliato interiormente.

Quindi mi rivolgo alla Luce che, inizialmente, mi ha risvegliato. Chiedo che mi influenzi, e lo faccio coscientemente e consapevolmente. La Luce mi stimola di volta in volta affinché io instauri il mio atteggiamento verso di essa: che cosa le chiedo, che tipo di influenza mi aspetto, che cosa voglio raggiungere, e così via. Nel complesso immagino di essere in conformità con Colui che mi “stimola”. Devo osservare la sua forma, la sua immagine e chiederGli:

– “Voglio dare!”
– “Come vuoi diventare uno che dona? È davvero colui che da’? Come sarà il tuo dare?”
– “Non lo vedi? Io studio, lavoro in un gruppo e nella divulgazione, compio tutti i tipi di azioni, e chiedo in base a questo”.

Se una persona non esegue azioni indirizzate verso l’unione, non vi è alcuna base per la sua richiesta. Queste azioni costituiscono l’infrastruttura che egli può utilizzare per elevare MAN, una preghiera. Costruisco questa infrastruttura tra me e gli amici da cui sorge MAN, “la preghiera dei molti“. Non sarò mai in grado da solo di chiedere la connessione. Una preghiera per la connessione può essere solamente collettiva, o almeno tra due persone.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Solo la Luce sconfigge l’avido peccatore

Domanda: Da dove dovrebbe iniziare la vera domanda per la dazione? Come posso sconfiggere l’avido peccatore che si trova dentro di me?

Risposta: Non abbiamo una domanda vera per la dazione, e non ne possiamo avere una fino a che la Luce non ci influenza. Quando la luce arriverà, sarai sorpreso e ti chiederai: è questa la qualità della dazione? E sarà in contrasto con tutto quello che hai pensato.

È una cosa completamente nuova e una persona che vive nella nostra realtà non ha alcuna preparazione ne premonizione di come sia. Quando una persona ha questo sentimento delicato, comincia ad agire, anche inconsapevolmente, al fine di avvicinarsi ad essa. Comincia a collegare tutta la sua vita, tutto quello che ha passato, a questo unico obiettivo, al raggiungimento di una goccia di adesione con il superiore.

Per la prima volta ha un’inclinazione interiore per qualcosa che è lontano e da quel momento in poi inizia a svilupparsi.

È impossibile esprimere questo sentimento a parole, ma una persona non può svegliarsi se non è la luce superiore a farlo. Una persona che lo ha già assaggiato, sa di cosa si tratta, ma finché non lo si è sperimentato da soli, non lo si capisce.

Quindi è impossibile chiedere per la vera dazione, fino a che non raggiungi questa qualità. Ma grazie a questo gioco, avanziamo fino a riempirci di tutti i requisiti necessari. Non sapendo in anticipo come fare, avviene un risveglio interiore, ed è come se si accendesse una scintilla di luce e una persona cominciasse a sentire che c’è qualcosa di diverso da questo mondo, che è la dazione.

Non ci resta che giocare nel miglior modo in cui possiamo, fare tutto ciò che è in nostro potere. Sono certo che ci stiamo avvicinando a questa rivelazione, ma tutti dovrebbero chiedersi a quale velocità.
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(Da una conversazione sul lavoro interno 30.09.2012)

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Ricreare armoniche superiori

Baal Ha Sulam ha scritto un articolo intitolato “La ragione della Difficoltà nell’Annullare Se Stessi al Creatore.” Basicamente, questo è molto importante. Dopo tutto, la cosa che giace tra noi oggigiorno è il nostro ego, o “Io”. Se provassimo ad annullarlo, noi sentiremmo il Creatore nell’estensione della nostra nullificazione.

Il mio egoismo si estende al mondo dell’Infinito. Io gradualmente mi annullo; in altre parole, io lo correggo in 125 gradini e il Creatore continua a manifestarsi sempre più nell’egoismo corretto.

Lasciateci marcare il punto del cuore in rosso. Sono io e il mio egoismo è davanti a me. Io mi sforzo il più possibile per togliere queste “fette” di egoismo, fino a che non le correggo tutte. E ogni volta che le correggo, il Creatore diventa rivelato in esse.

In questo modo, l’ “Io” giace prima di noi, tra noi e il Creatore. Questa è la ragione per cui l’articolo è chiamato: “La ragione della Difficoltà nell’Annullare Se Stessi al Creatore.”

Una persona sperimenta difficoltà quando desidera annullare se stessa per il bene del Creatore, in altre parole, quando lui desidera sacrificare il suo “Io” per la qualità della Dazione. Dopo tutto, annullare te stesso significa smettere di occuparti di te stesso. Inoltre, questo è solo il primo stadio. E poi, una volta corretto me stesso il mio intero egoismo passato “smette di occuparsi” di me, io comincio a usarlo per lavorare per il bene degli altri.

Allora, la ragione completa del perché sia difficile annullare te stesso risiede nella persona che si sente come se il mondo intero rimanesse al suo posto, ma lui scompare. Allora lui con cosa viene lasciato? Sembra che sia assolutamente nulla. Lui lascia la sua famiglia e gli amici al fine di annullare se stesso per il bene della dazione.

Allora ciò che sono io, i miei amici, i parenti, il mondo, è tutto quello che è in me e quello che possiedo? Altri problemi e domande emergono. Non importa quanto io voglia farlo, improvvisamente mi sento che qualcosa di nuovo mi trattiene dal di dentro, non mi permette di aumentare o investire pienamente me stesso.

Così l’ego, l’unico male nel nostro mondo, è multisfacettato. E si tiene dall’essere rivelato sempre più. Sembra che io sia andato al di sopra di lui, che io non abbia bisogno di niente per me stesso, sia pronto per entrare negli altri ed esista solo in loro, ma proprio nel momento in cui arrivo a quel punto, diversi pensieri che mi forzano improvvisamente si svelano in me, diversi desideri, intenzioni a molteplice direzione e una volta ancora perdo la concretezza, l’intenzione corretta.

Allora, tutto questo problema, la ragione della difficoltà è semplice, il problema è la mancanza di percezione del Creatore. E l’unica cosa che può venirci in aiuto con tutti i nostri sforzi è solo percependo, rivelando il Creatore. Non può esserci nient’altro: Sia nel caso tu percepisca sempre te stesso, sempre rimarrà in te, e questo egoismo ti fa “traballare”, prendendo i tuoi pensieri da un’altra parte, sia che il Creatore ti sia rivelato e solo allora sarai in grado di essere nella potenza del Creatore, il potere della dazione, e non il tuo egoismo.

E, Baal Ha Sulam scrive che appena la persona sente il Creatore, la sua anima, il suo desiderio immediatamente vorrà connettersi alla radice, essere una parte di ciò, annullare se stessa senza un singolo pensiero, solo compiendolo naturalmente. Noi dobbiamo raggiungere questo stato, in altre parole, noi dobbiamo forzare il Creatore a essere rivelato in noi. E allora tutti i problemi scompariranno.

Per questa ragione, la cosa più importante che una persona ha bisogno di raggiungere è la percezione del Creatore al fine di sentire che è questa qualità, questa forza che riempie l’intero mondo e controlla tutto e non c’é nient’altro dietro a Lui. Nessuna mancanza di egoismo rimarrà vuota. Tutto ciò diventa riempito con il Creatore e diventa il Suo assoluto obbediente “attrezzo operativo” facendo tutto in accordo alla qualità della dazione e connessa con lei senza alcun problema.

La Luce superiore ha creato questo desiderio, lo ha rotto e formato nella forma che percepiamo. La Luce ha fatto specificamente il desiderio in questa maniera e l’ha cambiato completamente riempiendolo. Questo perché la cosa più importante di cui ha bisogno una persona è di raggiungere la percezione del Creatore, di sentire che la sua qualità riempie l’intero mondo e controlla e governa tutto in assoluto.

Questo sta succedendo ora, ma è celato a noi al fine di obbligarci a rivelarLo, a desiderare la Sua rivelazione. Noi dobbiamo raggiungere questo grado di disperazione dove comprendiamo che solo la rivelazione del Creatore può salvarci. Nessun altro appello potrà funzionare: venendo insieme, dandoci le corrette intenzioni, dandoci forza, comprendendo ciò che succede, anche unendoci – tutte queste cose saranno conseguenze della rivelazione del Creatore.

Baal Ha Sulam scrive che l’intero sforzo di una persona nel lavoro spirituale si deve manifestare nel raggiungimento di questa sensazione, in altre parole, la realizzazione del fatto che in realtà, l’unica cosa che gli manca e che risolve assolutamente tutti i problemi è la percezione del Creatore. Lui non deve pensare a nient’altro ma alla ricompensa principale che vuole ricevere per tutti i suoi sforzi; essere riempito dal Creatore.

Non ci sono domande in questo stato. Tutto è chiaro. Ma noi perdiamo la libertà di scelta in questo caso? Diventiamo come “pupazzi sacri”? Il Creatore ci governa e questo ci obbliga a operare attraverso la dazione. Questo significa che noi ci trasformiamo in “angeli”?

Questo no. Questo è perché la qualità della dazione, che noi riceviamo dalla percezione del Creatore, non nullifica l’egoismo. Lo riempie solo e, assieme, loro diventano come due categorie, due forze, due qualità, che si completano mutualmente. Una persona raggiunge la vera libertà di scelta quando ha queste due forze in egual proporzione. Il Creatore non sopprime l’egoismo e non lo nullifica; Lui lo bilancia in una maniera tale che la persona raggiunga l’abilità di esistere tra queste due qualità, queste due forze della natura.

E allora noi cominciamo a far crescere il nostro punto nel cuore, connettendo queste due forze insieme con esso. Lui cresce come una goccia di sperma nell’utero materno.

Baal Ha Sulam rimarca che è necessario sapere che non c’é differenza tra la grande luce e una piccola illuminazione, che raggiunge una persona. Dopo tutto, non ci sono cambiamenti nella Luce. Tutti i cambiamenti avvengono solo nella percezione.

In altre parole, noi siamo sempre nel completo, enorme volume di Luce, ma noi lo sentiamo solo nell’estensione della sua corrispondenza, nella similarità delle nostre qualità alle sue. E solo i nostri sforzi nel rivelare il Creatore creano le qualità più grandi in noi. Se una persona è capace di incrementare il suo desiderio diretto attraverso la qualità della dazione alla stessa estensione, lui aumenta la quantità di Luce che entra in loro.

Cosa può fare lui per incrementare il suo desiderio, per espanderli e prepararli per essere più vicino alla Luce? La risposta di Baal Ha Sulam a questo: lodando ed esaltando il Creatore, le qualità dell’amore e dazione, le qualità di relazionarsi col vicino e gli altri al di fuori di te stesso.

Quando una persona agisce in questa maniera, lui si sente grato verso il Creatore per averlo portato più vicino a Lui, per avergli dato almeno una costituzione, un qualche punto di partenza che gli consente di cominciare ad agire in questa maniera, di salire al di sopra del nostro mondo, il nostro stato egoistico. La persona acquisisce l’abilità o almeno sente lievemente il Creatore, la qualità della dazione, per capire un po’ di cosa si parla nel gruppo, cercando di trovare il suo centro – il sentimento che sorge tra noi.

Questi sono già dei flash preliminari di Luce. Anche se noi sentiamo questi come se fossero i nostri desideri, i nostri pensieri, come se ci fossimo mossi e trovato qualcosa in noi. In realtà, noi non siamo capaci di trovare niente in noi. Quando noi sviluppiamo certe sensazioni, tutte loro provengono dalle vibrazioni della Luce, che sono talvolta vicine e talvolta distanti da noi. Quando una sensazione di calore avviene tra noi, quando noi esprimiamo una migliore connessione, una più grande rete di relazioni, è solo perché la Luce superiore sta cominciando a manifestarsi.

E la cosa più importante è che in aggiunta all’importanza di tutto questo, io ho sempre bisogno di essere conscio e tentare costantemente di verbalizzare dentro me stesso quanto è importante per me la connessione con il Creatore, questo potere di dare, questa forza universale, che ora mi é nascosta; come la rivelazione di queste due forze ti darà l’opportunità di agire liberamente, di essere come il Creatore in relazione a chiunque altro, nella stessa intenzione, amore e dazione.

Questo non è accidentale, è stato il creatore che ha dato all’uomo l’opportunità di avanzare spiritualmente. Lui è con noi, con tutti gli amici in giro per il mondo. E, più importante, la persona crede questo che è, all’espandere sempre più i Kelim, il posto dove la Luce, il Creatore, si manifesterà eventualmente.

La gratitudine al Creatore deve essere sempre maggiore della richiesta; all’interesse deve seguire gratitudine affinché la mia attitudine verso la qualità della dazione venga realmente dal mio movimento nella sua direzione. E questo avviene solo quando io armonizzo me stesso alla gratitudine.

Noi abbiamo bisogno di esprimere gratitudine per tutto, anche la più spiacevole delle sensazioni. In questa maniera una persona comincia a comprendere l’unicità del governo del Creatore sopra di lui. Lui comprende e realizza tutto questo, anche le influenze più negative di cui fa esperienza in questo mondo, che sono designate per il suo bene, per il suo beneficiare. E il Creatore soffre di questo miliardi di volte più di lui, come noi soffriamo riguardo ai nostri figli.

Questo perché noi non dobbiamo incolparlo di alcuna cosa, essere arrabbiati con lui, o essere infelici per qualcosa. Quando una persona comprende che lui è sotto l’influenza di una singola, costante, eterna Forza, allora, ovviamente, questo stato non potrà esistere. Lui all’inizio sperimenta sempre la sensazione di gratitudine enorme come se ci sciogliessimo in esso e poi il suo interesse ci segue nella stessa direzione.

Ma, Baal Ha Sulam scrive che dal momento in cui una persona sperimenta tutto dentro il suo desiderio, lui non sarà più capace di valutare precisamente il grado attuale di connessione tra lui e il Creatore. Questo è perché il nostro desiderio egoistico, fino a che non è corretto, sempre “assorda” la valutazione della nostra connessione al Creatore. Non importa come Lo percepisco, anche se è nella miglior maniera possibile, io continuo ad avere sensazioni riguardo a questo e le valuto. E la mia valutazione è sempre più bassa. Questo perché è fatto nel mio desiderio egoistico e non corretto e questo perché io rimango sempre infelice riguardo qualcosa. L’egoismo rimuove un’enorme quantità di “ipertono”, “alte armoniche” dalla percezione del Creatore e lascia solo una povera luce.

Immagina: invece del mio amato apparire prima di me per abbracciarmi e ricoprirmi di baci, io sono stato spedito in un sottile pacchetto. Similmente, il mio egoismo alla fine rimuove completamente tutto: io ricevo qualche pacco che sembra assolutamente  insignificante.

Noi dovremo completare questo da soli: queste “armoniche”, “ipertono”, le cose filtrate dall’egoismo, le cose superiori sono tagliate, l’attitudine speciale, il piacere e la sensazione. Noi dobbiamo aggiungere queste cose che sono state filtrate dal nostro egoismo attraverso l’utilizzo della gratitudine ed esaltando il Creatore.

Se sarò in grado di fare questo, allora comincerò a percepire la manifestazione del Creatore precisamente in queste “armoniche” aggiuntive. Il filtro rimuove Lui e mi lascia senza niente tranne un piccolo, insignificante regalo, un piccolo brivido ed io dovrò restaurarlo. E lo faccio rivolgendomi a Lui con ammirazione ed essendo grato. Allora, nel dirigermi verso di Lui, il Creatore si rivela.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 19.08.2012, Lezione 6)

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La Formula per la Luce che Riforma

Domanda: Come possiamo arrivare a una preghiera reciproca prima di ogni lezione sullo Zohar?

Risposta: Stiamo imparando come sintonizzarci insieme. In realtà, l’unica cosa che esiste è il desiderio della persona e di come sintonizza questo desiderio verso la correzione, cioè, la Luce che Riforma.

Per poter avvicinarci alla Luce, dobbiamo unirci. Inoltre, se comprendiamo che dobbiamo unirci nonostante il nostro egoismo, allora chiediamo alla Luce di unirci. Qui risiede l’intero metodo.

La cosa più importante è mantenere l’intenzione. Tu fai appello alla Luce in modo che ti influenzi, e questa è la vera preghiera. Se studi e porti avanti tutte le azioni con un solo scopo, che è quello di arrivare alla vera preghiera, allora queste saranno le azioni più efficaci.

Questo significherà che o sei già in possesso della corretta intenzione oppure ti stai preparando per questa preghiera e appello. L’unica formula con la quale dovremmo agire è chiedere la Luce che Riforma, che ci aiuterà a ottenere la qualità di dazione e portare piacere al Creatore.

Ogni persona deve lottare per creare un singolo e omogeneo corpo dal gruppo, senza distinzione delle sue parti, e cercare di sentire gli amici come un singolo organismo. Questa sarà la propria preghiera personale. Quando queste preghiere individuali si uniscono, saranno a un livello superiore, un livello d’intenzioni connesse dove si forma la preghiera mutua.
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(Tratto dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.08.2012, Lo Zohar)

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Aiutare la luce ad apparire

Rabash, “Lishma (Per il bene) e Lo Lishma (Non per il Bene)”: C’è solo una cosa che possiamo fare che consiste nel tentare di conseguire la grandezza del Creatore.

Questo significa che con tutti i nostri affari con la Torà ed i comandamenti vogliamo che la nostra ricompensa sia di sentire la grandezza del Creatore. E tutte le preghiere che facciamo dovrebbero essere di “sollevare la Shechina dalla polvere”, visto che il Creatore è nascosto da noi per via della restrizione che è avvenuta e noi non possiamo valutare la Sua grandezza.

…e per questa ragione una persona dovrebbe cercare di non dimenticare il suo obbiettivo mentre studia la Torà, e di mantenere costantemente presente davanti ai suoi occhi che vuole ricevere questo dallo studio, che lo studio influenzerà l’importanza e la grandezza del Creatore…. Che attraverso quello sarà capace di avvicinarsi al Creatore e così potrà appagarLo visto che il Creatore è importante e quello sarà la sua ricompensa; e che non ha alcun desiderio di un’altra ricompensa per il suo lavoro.”

Ecco come si determina il giusto tipo di lavoro: lavorare per via della grandezza del Creatore e per soddisfarlo senza tener nessun conto di se stessi, ma solo per essere alimentati alla dazione. Questo è possibile solo con la dazione per gli altri, nel preparare l’intero vaso generale per la rivelazione del Creatore. Non è possibile farlo direttamente per via del fatto che non abbiamo contatto con la Luce eccetto per una possibilità, lasciar che sia rivelata in vasi corretti grazie al nostro aiuto.
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(Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 28.08.2012)

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Da cosa inizia la preghiera?

C’è una preghiera e c’è una supplica. Una preghiera è quando l’uomo si rivolge al Creatore tramite la sua intenzione, già preparata in precedenza. Una supplica è quando per prima cosa l’uomo chiede al Creatore di formare la propria preghiera.

Circa duemilacinquecento anni fa, il Re Davide ha scritto nei suoi Salmi “Le Maan Achai Vereai” che significa “per il bene dei miei amici, ti prego e per il bene di tutta la Tua creazione” (è detto “la casa del Creatore” perché Lui la riempie successivamente). Per il bene della Tua casa, Ti chiedo di raccogliere tutto quanto assieme, perché la Tua casa deve essere la dimora di tutte le nazioni del mondo, come è detto “Poiché la mia casa sarà chiamata la casa della preghiera di tutte le nazioni”.

Abbiamo ricercato le parole con cui rivolgerci al Creatore. Comunque, in realtà, dobbiamo ricevere queste parole dall’Alto. La Luce deve insegnarci il suo linguaggio, che è detto “il linguaggio sacro” che è costruito sulla qualità della dazione e dell’amore, contrario alle nostre percezioni ed espressioni di oggi. Così, veramente, il nostro appello inizia con la supplica per la correzione, con una richiesta di cambiare.

Nel nostro movimento verso il Creatore, è molto importante trovare e sentire reciprocità. Non c’è Creatore senza la creazione, e non c’è creazione senza il Creatore. Il Creatore è quanto viene a formarsi dentro di noi, la qualità della dazione, che si manifesta dentro di noi. E’ un campo che è percepito tramite una certa sostanza, e questa sostanza siamo noi. Ecco perché solo avendo preparato la “base” corretta, un certo posto, iniziamo a manifestare, rivelare e percepire quello che chiameremo il “Creatore”. Stiamo solo parlando della percezione che abbiamo di Lui dentro di noi. Ecco perché il Creatore è chiamato “Boreh” in Ebraico, dalle parole “Bo” e “Reh”, che significano “Vieni” e “Vedi”.

L’uomo deve controllare la sua aspirazione verso il Creatore. Se è corretta allora l’uomo sente l’aspirazione del Creatore verso di lui. La reciprocità è sempre lì, se quell’intenzione è corretta, la luce inizia a manifestarsi al suo interno immediatamente. Altre volte avviene il contrario, quando il Creatore ci corregge, mostrandoci che non stiamo aspirando verso di lui correttamente, che è necessario farlo da un punto più profondo del cuore. Ma dobbiamo sempre aspirare per sentire la reciprocità.

Qualunque supplica, qualunque approccio corretto, se desideriamo che sia nella qualità della dazione, deve necessariamente iniziare con la gratitudine. Altrimenti è semplicemente una richiesta egoistica. Anche se stiamo pensando di ricevere la nostra preghiera da Lui, o anche se ci piace rivolgerci a lui per il bene dei nostri amici, indipendentemente dalla correttezza di questa richiesta, dobbiamo iniziare con la gratitudine.

Solo allora, sulle altezze di questa gratitudine è possibile chiedere e, da lì, questa richiesta sarà diretta per un ulteriore allargamento della dazione. Spesso mi chiedono “Cosa posso fare se non trovo nulla dentro me stesso per cui essere grato?” Visto che è legge che l’uomo nello stato attuale, nel quale vuole chiedere, si sente male e pesante.

Devi paragonare te stesso agli altri, e vedere che tu sei speciale; tu sei stato scelto dal Creatore. Vedi che cosa sta succedendo al resto delle persone alle quali lui non ha dato quella piccola percezione di se stesso, detta il punto nel cuore.

E’ semplicemente un punto per via del fatto che non sentiamo ancora nulla al suo interno se non che è qualcosa che appartiene al più elevato. Ecco perché ci direziona avanti da qualche parte. Se si allargherà, allora si formerà dentro di noi una percezione, una realizzazione ed una rivelazione. Per ora è solo un punto, ma ci spinge in avanti. Mentre per tutti quelli che non lo hanno, sfortunatamente è molto peggio.

Questo significa che la gratitudine si rende possibile. Non una egoistica dovuta al fatto che il Creatore mi ha reso speciale, ma per il fatto che attraverso questi mezzi, Egli mi affida il compito di pensare agli altri. Lui, Lui Stesso, si trova nella Sua qualità della dazione e non può avvicinarsi alle creature perché altrimenti queste semplicemente aderirebbero a Lui, si legherebbero alla Luce, al piacere e non sarebbero poi capaci di passare alla qualità della dazione. Ecco perché, attraverso persone come noi, Egli da la possibilità di avvicinarsi agli altri e gradualmente spiegar loro come mettersi in contatto con la forza superiore.

Comunque, indipendentemente da quanto potrebbe accadere, è molto difficile avanzare per noi, anche se sappiamo che tutto viene dal Creatore e che tutto è corretto dal Creatore, la Luce. Nonostante tutto questo, il nostro approccio verso di Lui deve venire da noi stessi, ma al tempo stesso è anche influenzato dalle nostre richieste verso di Lui. Queste sono dette preghiere, o preparazione alla preghiera: “Dacci la possibilità di rivolgerci a te e chiedere nel modo corretto. Dacci la possibilità di chiedere non per noi stessi, per quanto possibile, e di sentire gli altri per poter chiedere anche per loro conto”.
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(Dal Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 19.08.2012, Lezione 6)

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