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Non si tratta più di una formula arida

“… Il suo sentimento religioso prende la forma di un entusiastico stupore di fronte all’armonia della legge naturale, che rivela un’intelligenza di tale superiorità che, comparati con essa, tutto il pensiero sistematico e l’azione del genere umano non ne sono che un riflesso completamente insignificante”

Albert Einstein: “Il mondo come io lo vedo”

Domanda: Spesso i fisici avvertono la necessità di inquadrare i risultati della loro ricerca nel linguaggio delle formule. Tuttavia, la perfezione e l’armonia dei fenomeni che essi ricercano non possono essere limitati in formule. Esse si manifestano in sensazioni che provengono dalla Natura e sono molto più importanti di tutti gli aridi numeri.

Risposta: C’è una legge fisica che può essere definita come segue: “La tensione del campo è inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra gli oggetti.” Questa legge copre vari fenomeni, indipendentemente dal tipo di campi di potere a cui appartengono . Chi riesce a comprendere questa legge può anche sentirli. Utilizzando la nostra terminologia, potremmo dire che ad ogni passo riceviamo Luce due volte di più.

Tutto dipende dall’osservatore. Sapere (percepire) non è una parte della formula, ma piuttosto, la formula si svela all’interno delle nostre sensazioni. Noi viviamo attraverso di essa e sentiamo il suo impatto su di noi. Se sappiamo veramente che cosa significa questa formula, sentiamo i poteri che agiscono in conformità con essa.

Questo vale anche nella spiritualità. Così, con l’aggiunta del linguaggio della Kabbalah ai testi del Libro dello Zohar, Baal HaSulam ha migliorato le nostre sensazioni. Non possiamo vedere ancora quanto questa combinazione ci influenzi esattamente, ma, allo stesso tempo, sappiamo che permette alla Luce di avere un impatto su di noi in modo efficace e quindi ci portano in avanti.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.03.2013, Lo Zohar)

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Quando i desideri vengono alla vita

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” articolo 25: giacché il corpo è così corrotto che l’anima non può essere completamente purificata prima che marcisca al suolo, perché questo ritorna alla rivisitazione della morte? Ed inoltre la domanda riguardo alle parole dei nostri saggi: ”I morti sono destinati ad essere riproposti con i loro difetti, in modo che non diranno ‘E’ un altro’”.

…Noi stabiliamo in quel luogo che questo desiderio esagerato di ricevere è tutta la sostanza che Lui ha creato, per Lui ha bisogno più di questo, per portare avanti il Disegno della Creazione.

…Noi inoltre abbiamo detto sopra che durante i seimila anni che ci sono stati dati per lavorare nella Torà ed i comandamenti, nessuna correzione arriverà al corpo – al suo esagerato desiderio di ricevere. Tutte le correzioni che arrivano attraverso il nostro lavoro si relazione solo all’anima, che così scala i gradi della santità e purezza…

Il nostro desiderio di ricevere è l’intera materia della creazione. E’ divisa in dieci Sefirot: sei Sefirot sopra, in Galgalta ve Eynaim (GE): HBD-HGT fino a Chazeh (petto), e quattro Sefirot al di sotto, in AHP: NHY.

GE sono vasi di dazione che noi possiamo correggere, e così li correggiamo elevandoli ad un livello di Arich Anpin nel corso dei seimila anni, che fanno seicentomila (60 volte 10’000 = 600’000). Ma il desiderio di ricevere in se stesso rimane incorretto. Questo perché noi abbiamo corretti solo i vasi di GE e di AHP di Aliyah, ma non il reale AHP che è anche chiamato “corpo.” Noi lo abbiamo solo ucciso, il che significa che lo abbiamo disconnesso dalle azioni di dazione e questo è chiamato “la morte del corpo.”

Ma eventualmente, dopo la correzione di tutti i vasi di dazione, noi possiamo approcciare AHP, azionare “la rinascita della morte” e correggerla allorché sarà tutto in funzione della dazione.

Qui ci riferiamo ai desideri che abbiamo trattato come “morti” precedentemente, il che significa che io non li uso, li restringo e li limito giacché non potrei ricevere la Luce dei mezzi di sussistenza in loro. Ma ora io li prendo fuori fino alla Luce e li correggo. Questi desideri morti “sono rivissuti nei loro difetti” giacché io devo correggere tutti gli orrori del desiderio di ricevere e cambiarli nell’opposto, nella dazione. Allora, in questi io voglio ricevere la grandiosa Luce di NRNHY. Così, la correzione di GE è solo una linea sottile; durante il quale al di sotto io acquisisco l’intera misura, l’intera sfera.

Domanda: Cosa scopro nel desiderio che rivivo?

Risposta: Il Creatore. Scopri la forza superiore, la suprema vita eterna dietro il corpo. Senti eternità e completezza al di sopra della materia, dietro la fisica quantistica. Scopri il campo in cui realmente viviamo, e là senti la vera realtà superiore e non la particella fine come sei oggi.

Tu senti tutto questo tramite la correzione dei sensi. Questo perché il nostro metodo è chiamato la “saggezza della Kabbalah” (la saggezza della ricezione), che significa la saggezza del come ricevere, come percepire. Presto tutta l’umanità sarà spinta in questa direzione. Dopo tutto, lo scopo della creazione non risiede nel fatto che noi dovessimo intraprendere una vita spirituale meravigliosa per noi stessi in questo mondo. Arriverà alla fine in ogni caso e noi dovremo scoprire la dimensione superiore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del  19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Oltre il tempo

Domanda: Chi ha creato il Creatore?

Risposta: Noi esistiamo in un mondo che ha un inizio, una fine, tempo, limiti, e espansione, vale a dire, cambiamenti. E il mondo spirituale, anche il livello più basso, è la completezza. L’interezza non può essere cambiata, ma non può essere che qualcosa del tutto abbia un inizio e una fine. Pertanto, la questione su ciò che accade nel mondo spirituale, per non parlare del Creatore, è illogica. Perché, vedete, lì non cambia nulla.

Solo nel nostro mondo tutto cambia, ed è modificato solo dal primo punto all’ultimo punto, dallo stato infinito in cui siamo come un embrione, a quello stato nel mondo infinito in cui siamo completamente corretti. In tutta la trasformazione spirituale solo il frammento più piccolo in questo modo – il nostro mondo – subisce cambiamenti. E non ci sono cambiamenti in tutto il resto; lì regna l’eternità e la completezza, il tempo è assente.

I fisici e gli psicologi hanno già parlato riguardo a questo. Pertanto, non vi è alcun motivo di discutere di chi ha creato il Creatore,se c’era qualcosa prima di Lui o no.

Mi auguro che in un prossimo futuro faremo lo sforzo necessario e sentirai cosa c’è “oltre il tempo” che impariamo a conoscere nel Libro dello Zohar nell “Introduzione al Libro dello Zohar“. Questo è stato descritto più di duemila anni fa. Già allora, i Kabbalisti hanno scritto apertamente che il tempo non esiste, che il mondo spirituale si trova al di là del tempo, e che l’attuale comprensione della nostra realtà è falsa. In sostanza, il mondo si trova in un “matrix”, in una dimensione completamente diversa, dove non c’è tempo, spazio e movimento.

Quello che mi sembra al di fuori di me essenzialmente si trova dentro di me. Cresceremo e vedremo tutto questo.
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(Dal pasto prima del Congresso Europeo in Germania, 23.03.2013)

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La percezione della realtà: Dai tempi antichi ai giorni nostri

L’uomo che aspira a conseguire la spiritualità inizia a vedere che il mondo intero è un unico sistema. E’ un continuo lavoro nella gioia, e ci si fa l’abitudine piano piano. Diventa un necessità. Esistiamo già a questo livello.

Tutti gli altri livelli sono piatti, uni-dimensionali, ed è impossibile considerarli come prima. Un uomo incomincia ad abituarsi a pensare nello spazio n-dimensionale che viene compresso in un’unica forza ed in un unico scopo; perciò, non è difficile percepire il mondo intero connesso ad un unico traguardo, ad un unico pensiero, ad un’unica forza, fino al punto in cui guarderai al cielo stellato e vedrai cosa connette tutte le stelle.

Tutto questo solleva delle domande molto interessanti, del tipo, “Come facevano gli antichi astrologi a collegare le stelle nelle costellazioni?” Infatti, se guardo le stelle non sono in grado di unirle in tutti i segni dello zodiaco, Orione, il Grande Carro e gli altri. Non ho quella grande immaginazione che avevano gli astrologi greci e babilonesi perché le stelle sono lontanissime tra loro e su diversi livelli.

Diciamo che una stella è centinaia di milioni di anni più vicina alla Terra, e un’altra è milioni di anni più lontana. Ma essi le vedevano connesse tra loro come se fossero state su un solo livello. Di cosa si tratta: primitive rappresentazioni o fantasia umana? Dove c’è un orso con quattro o cinque stelle che formano un quadrato con una coda? Come fa un uomo ad immaginarlo?

E’ una cosa molto interessante: l’idea che lega le stelle dei segni dello zodiaco è conseguita dall’uomo attraverso la propria influenza su di esso.

Gli antichi astrologi avevano la percezione della connessione esistente tra queste stelle. A causa dello sviluppo dell’egoismo, ci siamo staccati dall’universo, dalla percezione dello stesso come un solo insieme, ma questi astrologi avevano la percezione della connessione relativa perché essi percepivano l’universo come un banchetto degli dei, delle forze superiori dalle quali venivano influenzati. E questo avveniva non perché erano poveri e primitivi; si trattava semplicemente di una percezione umana non contorta o grossolana, con un sacco di filtri, come abbiamo oggi. Vale a dire, essi avevano una percezione di molto maggiore della Luce. Se oggi incominciassimo a correggere il nostro egoismo, percepiremmo la Luce molte più volte di quanto accadeva a loro, perché siamo molto più rozzi di quanto erano loro.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 04.02.2013)

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L’unione quantistica del mondo

Opinione (Alex Chulichkov, Dottore in Scienze Fisiche e Matematiche): “È impossibile prevedere la polarizzazione (la direzione dell’oscillazione del campo elettromagnetico) del fotone emesso da un atomo. Ma è possibile provocare l’emissione di due fotoni della stessa polarizzazione, ma di una direzione sconosciuta.

“Il fotone non ha una polarizzazione definita finché non interagisce con l’osservatore. Tuttavia, misurare la polarizzazione di uno dei fotoni, consentirà di determinare nello stesso istante la polarizzazione dell’altro fotone. Come può il secondo fotone “imparare” istantaneamente riguardo le misure effettuate con il primo fotone, non interessandosi di quanto siano dispersi, e trovare la polarizzazione nello stesso istante? Conclusione: il nostro mondo non è un insieme di atomi locali, mattoni, ma è un intero, e ciò che accade in una parte di esso cambia istantaneamente l’intero”.

Il mio commento: Questo è un dato di fatto. E la conclusione è semplice: Tutti noi siamo un tutto, ed è per questo che con i nostri sforzi, dovremmo arrivare ad una singola forma, e da esso inizieremo a vedere, sentire, ed esistere nel superiore, il mondo quantistico – il mondo eterno e perfetto, oltre lo spazio, il tempo e il movimento (Vedere lo studio delle dieci Sefirot, pag. 1 “l’osservazione interiore”).
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Tutto viene misurato accuratamente

Domanda: Come possiamo cambiare il nostro atteggiamento negativo verso la realtà se è così che la percepiamo?

Risposta: Questa sensazione negativa ci viene data apposta. Tutto viene misurato accuratamente secondo le relazioni che ci sono tra la Luce ed i vasi. Il Creatore lo misura in base all’essere creato nel sistema frantumato in modo che ci possiamo sforzare al fine di correggerci e così conseguire la dazione. Allora, percepiremo il positivo stato corretto.

Se adesso non avessimo delle sensazioni negative, non percepiremmo mai lo stato in cui ci troviamo. I nostri vasi di percezione sono vasi di valutazione: io percepisco solamente solo ciò che valuto come positivo o negativo.

Se vedo qualcosa, allora si tratta di un segno che è importante per me: posso amare questa cosa oppure averne paura, posso volermi avvicinare oppure allontanarmi. Percepisco solamente ciò di cui mi preoccupo. La qualità della dazione non ci interessa affatto, e di conseguenza non la troviamo nel nostro mondo, e ci troviamo tutti solamente nella qualità della ricezione.

Ma se, in base al programma della natura, dobbiamo conseguire la qualità della dazione, allora ci viene data l’opportunità di arrivarci partendo dalla qualità della ricezione, ovvero partendo dalla qualità corrotta opposta alla dazione. Questo è ciò che viene chiamato “frantumazione”. C’è stato un programma che ha funzionato bene ma poi si è inceppato. Ora dobbiamo imparare come muoverci dallo stato corrotto verso quello corretto.

In questo modo impareremo i programma stesso, così da viverci come degli angeli. Quando correggerò il programma e vedrò tutto il male e le corruzioni che ci sono in esso, comprendendo come potrebbe essere bello se funzionasse in modo corretto nel sistema, nella sua forma opposta, allora scoprirò la precisa essenza del sistema, il programmatore del programma, ed arriverò a conoscere i Suoi pensieri per gli esseri creati, che viene chiamato “il pensiero della creazione”. Io sono attivamente incorporato in questo programma ed acquisisco la natura del Creatore che si è rivestita in me. Egli incomincia ad agire in me, costringendo i miei muscoli, le mie ossa, ed il mio cervello a muoversi. Allo stesso tempo, percepisco che è il Creatore che mi ha rivestito, non qualche forza sconosciuta.

Prima funzionavo in base al mio ego, ma non me ne rendevo conto. Poi c’è stata una divisione interiore quando ho scoperto che l’ego mi faceva agire, a questo punto ci sono due parti: io e l’ego con una disparità tra di esse. Poi ho voluto che fosse la qualità della dazione a farmi agire invece dell’ego. Allora, nella qualità della dazione, ho percepito la radice superiore che ha creato sia l’ego che la forza positiva, ed in questo modo raggiungo l’adesione.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.03.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Equilibrio collettivo

Domanda: Gli uomini hanno delle sensibilità che differiscono. Esiste l’eventualità che qualcuno non riesca ad integrarsi nell’unione che si manifesta durante i workshop?

Risposta: E’ quasi impossibile, perché gli uomini che siedono insieme in cerchio si influenzano a vicenda. E questa è la ragione per cui il più insensibile tra loro acquista gentilezza, tenerezza e sensibilità dagli altri, ed il più sensibile realizza un equilibrio attraverso gli altri. Tutto raggiunge un comune denominatore.

Gli uomini non hanno nulla di personale perché tutto cambia nella collettività. Tu dici che alcuni di loro si sentono così e qualcun altro si sente in modo diverso. Non c’è più “qualcuno” – ogni uomo include tutti gli altri in se stesso.
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(Da Kab TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

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Le necessità del mondo immaginario, tutto per il vero mondo

Domanda: Baal HaSulam dice nell’articolo “Un discorso al completamento dello Zohar” che l’anima si riveste del corpo nel nostro mondo. Che cosa vuol dire?

Risposta: “Il corpo di questo mondo” significa il desiderio di ricevere solo per se stessi. Qui riempie tutto lo spazio (vedi il disegno), e c’è anche il punto nel cuore (•), la parte posteriore di Nefesh di Kedusha. Essa è stata frantumata, il che significa che vuole anche ricevere per se stessa, ma può essere trasformata nel suo stato opposto.

Domanda: Dove si trova il desiderio del punto nel cuore?

Risposta: Per prima cosa senti che il desiderio esiste ed incominci a notare il fatto che questo desiderio non ha un posto fisico in cui si trova. Questo desiderio è l’essenza della creazione spirituale.

Oggi vedi davanti a te i livelli inanimato, vegetativo, ed animato della natura, così come vedi gli uomini. Tutto questo è il mondo immaginario. Non guardarlo, mettilo da parte, non è la cosa principale.

Oltre a questo, c’è il desiderio di ricevere nel quale c’è una scintilla. Dobbiamo prenderci cura di queste scintille. Diamo al mondo immaginario le necessità basilari ma non siamo obbligati a fare niente più di questo perché è tutta un’illusione. Dovresti dare tutto alla parte principale.

Ciò significa che devi isolare il punto nel cuore da tutto ciò che si trova dentro il desiderio di ricevere. Dovresti differenziarlo all’interno del desiderio e tirarlo fuori più che puoi, separarlo dal desiderio di ricevere, e svilupparlo. Il desiderio stesso dovrebbe essere ristretto e annullato. Allora ci sarà una connessione che lo aiuterà e poi ci saranno parecchi altri passaggi…

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(Dalla 4.a lezione quotidiana della Kabbalah del 03.02.2013, “Un discorso per il completamento dello Zohar”).

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Un desiderio, un punto, e la Luce

Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, punto 66: Si tenga presente che in tutto esiste l’interiorità e l’esteriorità. Nel mondo in generale, Israele, i discendenti di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, sono considerati l’interiorità del mondo.

Israele” sono coloro che hanno una propensione per le tre linee, per la dazione. Queste tre linee simboleggiano Abramo, Isacco e Giacobbe, e Israele aspira ad integrarle in modo che la forza della dazione e la forza di ricevere si connettano e raggiungano l’adesione con il Creatore nella linea di mezzo.

Dopo tutto, nella realtà esistono solo queste due forze – la forza di ricezione e la forza della dazione. Il primo si riferisce alla creatura e il secondo al Creatore.

Se la forza della dazione è anche nella creatura, una scintilla o un punto nel desiderio di ricevere, allora attraverso ciò la creatura può costruire la linea di mezzo. Il desiderio è la linea di sinistra, e il punto nel desiderio, la scintilla del Masach (schermo) prima della frantumazione, è la linea destra, e la Luce che è stato chiamata ad operare alla saldatura fornisce loro la linea di mezzo, al di sopra della ragione, dare al di sopra del ricevere.

Quindi abbiamo bisogno del desiderio e del punto che si trova in esso (●) e anche la tensione (Δ) tra di loro, a causa della quale una persona si sente male. Poi il suo punto riceve l’impulso di conoscere il Creatore. E in questo caso, tutti i suoi desideri diventano un mezzo che aiuta il punto nel cuore a raggiungere il Creatore.

Questo è il motivo per cui la Luce inizialmente, scendendo, ha creato un desiderio potente come se stessa. Ora, quando la creatura usa questo desiderio, può raggiungere il Creatore e salire a Lui.

“Abramo” è il punto di dazione, e quando una persona lo usa correttamente e guarda il desiderio da esso, egli è chiamato “Isacco.” E poi c’è la combinazione di essi, “Giacobbe”, la linea di mezzo. Abbiamo bisogno di queste tre componenti.

Domanda: Se la Luce e il desiderio hanno lo stesso potere, da dove proviene la differenza (Δ) tra di loro?

Risposta: La scintilla della Luce, o il Creatore, entra nel desiderio e in essa evoca un sentimento di un’altra natura, di un’altra essenza.

Allora una persona si sente male a causa della sua diversità con questa natura nell’ uso del suo desiderio.

La verità è che nessuno di noi sa che cosa sia il desiderio di ricevere, ma tutti conoscono i suoi benefici. Quindi non stiamo parlando del desiderio, ma dell’intenzione allo scopo di ricevere, viviamo nella volontà egoistica e non nel desiderio, e non si sente in sé.

La nostra intera percezione, il nostro intero programma, si basa solo sulla nostra intenzione, il nostro egocentrismo. La differenza non è tra due desideri, il desiderio di ricevere e il desiderio di dare, ma tra due caratteristiche fondamentali.

Le paragono non in base alle dimensioni ma secondo una differenza qualitativa. In effetti, sento la differenza, il divario tra il Creatore e la creatura. Questo è ciò che mi spinge a cominciare il percorso al livello del Creatore, ad una equivalenza della forma con Lui. Altrimenti non avrei ricevuto un tale impulso.
Successivamente salgo i livelli della somiglianza, i livelli attraverso i quali una persona si porta ad una equivalenza della forma con il Creatore.

Ci sono persone in cui esistono le tre linee e altre no. In realtà, esistono in tutti, perché alla fine tutti devono raggiungere lo stesso stato. La frantumazione è stata totale, l’incorporazione era totale, e la correzione deve anche essere totale.

Ancora, le tre linee non sono espresse in tutti allo stesso tempo. Nel desiderio generale c’è una parte superiore – GE, o in altre parole coloro nei quali il punto nel cuore (•) è già salito ed è stato rivelato, e vi è una parte inferiore, AHP, quelli in cui essa è ancora nascosta al di sotto. Di conseguenza, quelle sopra vengono attirate per l’unione (Yechud), al Creatore, e così sono chiamati “gli ebrei” (Yehudi). In basso, le persone hanno una quantità enorme di desideri, ognuno vive apparentemente nel proprio mondo, e così sono chiamati “le nazioni del mondo.” Al di sopra, tutti vogliono connettersi a un punto per poter raggiungere il Creatore mentre in basso, questo punto non è stato ancora rivelato e non significa ancora nulla, e così i diversi desideri attirare la gente in direzioni diverse.

Ma “l’individuo e il generale sono uguali”, e ogni persona è un piccolo mondo, così questo sistema, questa struttura, esiste già in tutti. Anche se nel cuore di una persona viene rivelato il punto, ci sono anche molti altri desideri, anche se possono essere nascosti al momento in attesa che venga il loro turno. Ognuno ha desideri che nel frattempo non accompagnano il punto nel cuore.

Eppure, le persone che dall’ Alto hanno ricevuto la base per le tre linee devono sentire che sono responsabili per la correzione del mondo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.01.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Le porte al territorio del Creatore

La cosa più strana nella saggezza della Kabbalah avviene quando un principiante sente il messaggio riguardo “amore, unità, e inclusione reciproca” che sono totalmente contrari ai nostri desideri naturali. All’inizio, la Kabbalah ci appare come convenzionale, una scienza difficile: “Voglio comprendere il sistema, studiare i fenomeni dietro la facciata della natura, comprendere la forza superiore e i principi del Suo lavoro, studiare le leggi dell’universo e trovare le cause nascoste della storia…” In altre parole, una persona tende a studiare formule concrete e poi lui scopre che è tutto riguardante l’amore.

C’è qualcuno che seriamente indirizza questo soggetto? Hollywood? Le persone serie stanno sedute a Wall Street, mentre l’amore è dominio di compagni e “Bohemiene…”

Si impiega molto tempo per iniziare a comprendere il messaggio dell’amore. S’impiegano anni per avere questa informazione “va sotto la tua pelle” e raggiungere il cuore di ognuno. Il nostro egoismo non vuole accettare cose come l’amore, e neanche permette il messaggio che solo attraverso l’unità noi riveliamo una nuova realtà e che solo grazie all’amore noi ci eleviamo al nostro stato più elevato, diventare più gentili d’animo e riveliamo i nuovi mondi. La nostra esperienza materiale non provvede alcun esempio dall’alto, neanche questo prova questi stati in alcuna via.

Alcune persone sono maggiormente inclini ad accettare queste idee; agli altri, questo messaggio è veramente difficile da apprendere. Dipende dal fatto di essere pronti nelle nostre anime e sulla “profondità” del nostro desiderio (Aviut). Richiede anche persistenza, diligenza e un senso di totale necessità per raggiungere questo stato. Se entrambi questi fattori, un forte rigetto e un’attrazione travolgente, forzandoci a stare nel nostro cammino non importa cosa, allora, anche prima di raggiungere l’amore, noi continuiamo a scoprire che tutto dipende dalle nostre qualità. La Luce superiore ci influenza e iniziano diverse impressioni in noi; così, noi cominciamo a realizzare che i nostri cambiamenti interni o chiudono o aprono l’immagine del mondo superiore a noi.

Qualcosa “clicca” dentro di noi e cominciamo a vedere molto di più e avere sensazioni molto più acute di prima. Noi continuiamo a penetrare nella struttura della realtà; noi acquisiamo una più chiara ed ampia comprensione di ciò… Tutto dipende dal nostro cuore. E’ il posto dove sentiamo e distinguiamo tra tutti e tutte le cose che sono nel nostro campo di visione e sensazione.

Allora, la “porta” si chiude, come se un vestito nero scendesse sulle nostre sensazioni e l’intelletto, e ora di nuovo, noi ci fermiamo di comprendere e sentire qualunque cosa, come se camminassimo in un sogno e potessimo difficilmente far fronte alle nostre responsabilità. Il tempo passa, la porta si apre ancora, e così, si richiude. Quindi gradualmente noi cominciamo a realizzare che tutto dipende nel livello di apertura o chiusura della nostra mente e dei sensi.

E allora noi penetriamo profondamente dentro il centro del meccanismo che apre e chiude le porte. Dopo che siamo passati attraverso tutti questi stati molte volte, noi realizziamo che le “porte” ci mandano non solo verso qualcosa al di fuori di noi, ma verso gli altri. Quando ci sentiamo estremamente vicini a loro, i nostri occhi e le orecchie si aprono e avanziamo. Quando siamo più lontani da loro, tutto si spegne.

Questa è la via in cui la Luce ci impatta, così gradualmente formando la connessione tra le nostre sensazioni e la mente e costruendo la nostra attitudine verso gli amici, aggiungiamo maggior garanzia mutua, sensazioni profonde e aperte l’un l’altro, facendoci familiari con il mondo superiore e lo stato superiore. In questa fase, una persona realizza che questo mondo non è da qualche parte nelle nuvole, non è nemmeno dietro l’orizzonte, ma è soprattutto nelle nostre sensazioni: Più ci apriamo agli altri, maggiormente ci eleviamo.

Gradualmente, noi approcciamo i “bordi” e cominciamo a distinguere i dettagli del nostro desiderio di ricevere. Noi separiamo questo in diversi step e livelli; in visione di questo, costruiamo i desideri vicini alla mente.

Impiega diverso tempo. Noi dobbiamo includerci nel gruppo più che possiamo; letteralmente “buttarci” nel gruppo come dentro al mare; “perderci” in questo, dissolverci negli amici. Da questo tipo di “auto-annullamento,” uno si “immerge” negli altri e realizza che “non è importante cosa riceviamo da questa connessione e inclusione mutua. Tutto ciò che arriva dai nostri amici è territorio del Creatore. Tutto ciò che è in me è territorio dell’inclinazione maligna, “l’angelo della morte.”

Quando uno realizza così tanto, il requisito “di amare il prossimo come te stesso,” emerge. Uno sente che ha bisogno di loro e si sforza di relazionarsi a loro come se fossero veramente vicini a lui, come una madre che permanentemente abbraccia internamente il suo bimbo al fine di proteggerlo dai pericoli.

Da questo punto di vista è più facile avanzare, giacché uno ha già costruito il suo cammino correttamente: Uno già conosce che tutto è dentro di lui, dentro le sue sensazioni, nella sua attitudine verso gli amici e vicini, che nei fatti sono parti della sua stessa anima. Lui comprende che invece di vedere esternamente nella forma di natura inanimata, vegetativa e animata, lui deve osservare “dettagli” esterni che sono prodotti dalla sua mente e i suoi sensi come qualcosa che gli appartiene, ma allo stesso tempo sono separati da lui dalle “nuvole” e la “polvere” che coprono la sua percezione del mondo. Significa che uno deve ritornare a una visione chiara, anche se c’è confusione creata dall’inclinazione maligna; lui tende a unire la corretta visione del mondo e diventa un sentimento e intelletto unificato.

Questa è l’essenza del nostro lavoro. Se noi gestiamo questo, gradualmente ascendiamo la scala dei mondi. Al grado della nostra abilità nel ritornare nelle nostre parti “esterne”, li sentiamo come se fossimo riempiti dalla Luce superiore.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.01.2013, “Amore degli amici”)

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