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Lotta al terrorismo interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: È abitudine che quando la situazione in Israele peggiora e iniziano le azioni militari, il popolo si unisca sempre. Tuttavia, con questa crescente attuale ondata di terrorismo, nelle strade si sente che tutti sono più preoccupati e in ansia per se stessi. Perché questa paura non ci unisce?

Risposta: La minaccia del terrorismo non ci unisce perché sentiamo che non viene da fuori dei confini d’Israele ma, in realtà, si trova nel cuore della nazione. Quindi, a quanto pare, ci lacera dentro. Questo costringe tutti a nascondersi nel proprio angolo.

Questa non è una guerra in cui sappiamo dove si trova il nemico e possiamo opporci con tutti i mezzi. Il potere militare non aiuterà contro il terrorismo e questo è il problema.

Dobbiamo capire cosa sta succedendo. Stiamo cominciando a ricevere dei colpi più interni e più qualitativi i quali hanno su di noi un influsso più significativo. Quando cadono i missili ci rendiamo conto che esiste il pericolo di ferirsi, ma è qualcosa di definitivo.

Il terrorismo sparge la paura dentro di noi e, soprattutto, un senso di impotenza. Sappiamo di avere il sistema di difesa antimissile Iron Dome, gli aerei e l’esercito. Se ci sparano, dobbiamo reagire con una risposta più potente.

Contro il terrorismo però non si può fare nulla poiché è nascosto all’interno. Ma se noi, il popolo di Israele, ci liberassimo dei nostri “terroristi interni”, dall’odio tra di noi, dal desiderio di terrorizzare gli altri, allora sulle nostre strade non rimarrebbero nemmeno i terroristi arabi.

L’unico modo per distruggere il terrorismo è una correzione interiore di tutti rispetto al proprio prossimo. Dopo tutto, se non cambiamo, il prossimo colpo sarà ancora più potente. Sentiamo che un efficiente sistema del terrore ben organizzato e sviluppato sta operando tra di noi. Il sistema comincia a regnare su di noi, infondendo in noi la paura, l’orrore, la sensazione che i terroristi si nascondano ovunque, in agguato ad ogni nostro passo.

Questo descrizione vi ricorda la rete egoista di relazioni tra noi? Questo è proprio lo stesso sistema, il suo riflesso esterno. Finora per strada non abbiamo visto un tale terrore, ma possiamo arrivarci se non cominciamo a trattare ora con i “terroristi interni”, con il nostro egoismo.

Il terrorismo fisico può riflettere accuratamente quello interiore, il terrorismo spirituale, quindi arriveranno dei tempi terribili. Speriamo che il Creatore non permetterà che questo accada e che ci prenderemo cura di noi stessi.
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Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 19/10/2015, Baal HaSulam, “La Garanzia Mutua”

 
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Un Kabbalista può fermare la guerra?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se l’uomo è diventato un Kabbalista, ha rivelato il mondo superiore e rileva le forze che si celano a tutti gli altri, come fa questo ad influenzare la sua vita quotidiana?

Risposta: Lui, come tutti gli altri, va a lavorare, si prende cura della sua famiglia e alleva i suoi figli. Nella sua vita non cambia niente tranne il fatto che, dal momento in cui diventa un Kabbalista, può rendere il nostro mondo migliore attraverso le sue azioni.

Dopo tutto, egli porta la forza positiva nel mondo contro tutte le forze negative che stanno arrivando dagli altri.

Tutti gli altri sono egoisti e lui è un altruista. Così, inizia a fare dei buoni cambiamenti nel mondo. Ferma le cattive progressioni degli eventi, le guerre, le catastrofi e gli atti di terrorismo. Impegna le sue forze di dazione e quindi inclina la bilancia delle forze verso la parte del bene.

Domanda: Come può fermare un Kabbalista la guerra?

Risposta: Tutto ciò che sta accadendo nel nostro mondo è il risultato dell’interazione tra le forze del bene e del male. Nel nostro mondo agiscono solo queste due forze, divise in molte forze particolari, positive e negative: i 613 desideri, le 613 forze e le 613 Luci.

Tuttavia, il Kabbalista è in grado di equilibrare, come su una bilancia, l’influenza che giunge dall’Alto e di renderla buona. Egli può mettere un peso sul piatto del bene, che sposterà la freccia sul piatto della bilancia dal lato negativo per portarlo al centro dell’equilibrio. Com’è scritto: “Se l’anima così merita, giudica se stessa e l’intero mondo sul piatto della bilancia del merito”.

Domanda: Allora, perché non abbiamo istituito uno squadrone di Kabbalisti in campo militare per fermare gli attentati terroristici e le guerre?

Risposta: È vero! Ma per fare questo dobbiamo prima procurarci molti Kabbalisti. Purtroppo, al momento, non ce ne sono nel mondo. Ci auguriamo che presto potremo portare molti Kabbalisti nella nostra organizzazione, affinchè possono insegnare a tutti, raggiungendo sempre più persone.

Tuttavia oggi, il mondo è a corto di Kabbalisti, ed è evidente da quello che sta accadendo con il popolo di Israele, entro i confini di Israele e oltre, dall’atteggiamento negativo di tutto il mondo verso la nazione. Tutto questo è il risultato del fatto che non possiamo spostare il mondo sul piatto del merito della bilancia, né noi, né il popolo d’Israele, e tanto meno il mondo intero.

Solo il popolo di Israele è capace di fare questo. Solo a noi è stato dato il libero arbitrio, e se non saremo in grado di spostare il piatto della bilancia per il mondo intero e per noi stessi verso il lato del merito, allora riceveremo la reazione negativa che stiamo vedendo oggi.

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Da un programma della radio israeliana 103FM 16/8/2015

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Coprire la terra nella Sukkah con la Luce della correzione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Durante la festa di Sukkot, la Festa dei Tabernacoli, costruiamo una Sukkah, e il suo elemento più importante è la copertura. Che cosa simboleggia questa struttura?

Risposta: La struttura della Sukkah e tutti i materiali che vengono utilizzati per costruirla, sono in accordo al metodo e alle misurazioni degli attributi superiori che dobbiamo risvegliare dentro di noi.

Il tetto della Sukkah è composto dai rami degli alberi in modo che l’ombra di una giornata di sole sarà maggiore rispetto alla luce, e la luce arriverà solo occasionalmente attraverso i rami e le foglie.

Il tetto simboleggiava il Masach (Schermo) che ci separa dal mondo superiore e la luce che lo riempie. Tuttavia, per farlo, dobbiamo formare un Masach spirituale dentro di noi. Come se noi neutralizzassimo il Masach superiore.

Il Masach superiore è quello che si nasconde, e il nostro Masach è quello che si rivela. Pertanto, durante il periodo della neutralizzazione del Masach superiore dal nostro Masach, la luce comincia ad illuminarci e correggerci.

Durante i sette giorni, ci riempiamo gradualmente con questa luce, e l’ottavo giorno arriviamo allo stato di essere completamente corretti, la festa di Simchat Torah (La gioia della Torah). Questo significa che la Luce della Torah raggiunge il suo fine logico e unico: il riempimento del Kli (Vaso) dell’anima corretta.

Domanda: Parliamo sempre dell’importanza degli atti spirituali e non di quelli fisici. Allora, perché il tuo insegnante, Rabash, trattava la costruzione della Sukkah con tanta passione a tal punto da controllare se il tetto fosse stato appeso e non connesso ad alcun asta e così via.

Risposta: L’uomo è così. Se per lui qualcosa è prezioso, allora si relazione a questa cosa con grande considerazione, anche al livello fisico più basso.

Se le nostre profonde motivazioni interiori sono a noi molto care, di conseguenza nel nostro mondo, manteniamo lo stesso atteggiamento di riverenza per i loro simboli. Naturalmente, la cosa più importante sono le correzioni spirituali. Ma quando l’uomo inizia a lavorare interiormente, allora i simboli interiori diventano un incentivo che lo attraggono verso le azioni esteriori adeguate.

Oltre a questo, la festa di Sukkot è semplicemente una festa bella e felice. Le persone si riuniscono nella Sukkah, cenano insieme, cantano delle canzoni e sono felici.

Arriverà un tempo in cui il mondo intero entrerà in una enorme Sukkah, e allora tutto il mondo sarà felice.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 18/06/2015

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Condividere il dolore degli altri è la chiave per la rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanDa “Fruits of Wisdom” (I Frutti della Saggezza) e “He Who Shares the Public’s Grief” (Colui che Condivide il Dolore Altrui) di Baal HaSulam: “L’uomo viene valutato in base alla sua misura” cioè in base alla grandezza dei vasi, in base al contenitore ed alla sua parte interiore. La stessa mancanza verrà sempre colmata, non di più e non di meno.

Quindi, il servo del Signore che non condivide il dolore degli altri ma sente solo la propria mancanza personale, ha un contenitore per l’abbondanza che non è abbastanza grande e quindi non potrà ricevere la rivelazione generale della Divinità nel segreto della consolazione comune, poiché egli non ha preparato un vaso per ricevere questa fase più ampia ma (l’ha preparato ndt) solo per la sua fase privata.

Tuttavia, se egli condivide il dolore altrui e percepisce i problemi generali come fossero propri, allora viene ricompensato con la visione della fase completa della rivelazione della Shechina, cioè la consolazione di tutta Israele, poiché la sua mancanza è una mancanza generale e quindi l’abbondanza della santità è anche generale.

Bisogna dunque comprendere il significato di “I giusti non hanno requie”, che significa che poiché l’abbondanza è benedetta in base al livello di mancanza ed all’intensità dei desideri dei giusti, allo stesso modo, non di più e non di meno, essi si sforzano sempre di approfondire ed ingrandire i loro vasi, perché colui che dona non ha limiti, solo chi riceve li ha. Quindi, il loro unico obiettivo nella vita è quello di rafforzarsi, desiderare ardentemente che in essi si formi un vaso e così arrecare contentezza con l’espansione dei confini della santità.

Il vaso di ricezione è limitato ed il vaso di dazione è illimitato. Tutto dipende dall’uomo. Tanto quanto l’uomo tenta di espandere il proprio vaso di dazione, così riceve aiuto dall’alto. Se l’uomo è davvero interessato alla correzione ed usa tutti i mezzi che ha, potrà sempre ingrandire il proprio vaso, ovvero, aumenterà la propria mancanza per la dazione. La Luce che riforma opera sull’uomo in base a questi sforzi e corregge il suo vaso, lo prepara e lo riempie. È quindi detto “I giusti non hanno requie, né in questo mondo né nel mondo a venire”, cioè né al livello attuale, né al prossimo livello, e saranno sempre in grado di avanzare.

La chiave e la base per l’avanzamento è condividere il dolore altrui, nel senso che le mancanze aggiuntive ed il bisogno di dazione possono essere acquisiti dall’ambiente. Non vi è alcun altro luogo; l’ambiente è l’unico posto dal quale si può attingere illimitatamente e di conseguenza avanzare.

Possiamo dunque stabilire come l’uomo vede il proprio avanzamento nella vita spirituale. Oggigiorno questo riguarda chiunque, sia uomini che donne. Dipende dall’uomo, se si isola e pensa che avanzerà solo grazie allo studio oppure se partecipa alla divulgazione ed alla vita di comunità, connettendosi al gruppo con tutte le sue forze. Se l’uomo non fa questo, non potrà accumulare la mancanza per la dazione, certamente, arrivare ad una preghiera e ricevere un vaso già pronto. La Luce è in abbondanza e riempirà quindi immediatamente il vaso nel momento in cui sarà pronto.

Baal HaSulam scrisse: “L’uomo viene valutato in base alla sua misura”. In fin dei conti può valutare solo quanto ardentemente desidera essere nel vaso di dazione ed essere riempito dalla Luce. Tutto dipende solo da lui, dalla preparazione del suo vaso. Condividere il dolore altrui è la chiave per la rivelazione del Creatore.

Nel suo articolo “The Giving of the Torah” (Il Dono della Torah) Baal HaSulam scrisse che quando i figli di Israele erano in Egitto, divennero una nazione che interamente soffriva la schiavitù ed il duro lavoro nel momento in cui iniziarono a condividere reciprocamente le proprie pene. Il Faraone portò i figli di Israele più vicino al Creatore ed impose loro afflizioni sempre maggiori e, quale risultato, li obbligò a connettersi. Essi si resero conto che solo grazie alla connessione tra di loro potevano essere salvati ed uscire dall’Egitto. In questo modo l’uomo riceve la giusta mancanza.

Ne consegue che abbiamo opportunità illimitate di avanzamento, perché tutto il mondo ha bisogno di correzione. Avremo sempre la possibilità di influenzare la società e di impegnarci maggiormente nella divulgazione, senza limiti; riceveremo le mancanze dalle persone ed avanzeremo prima di loro ogni volta, così saremo i loro insegnanti e li serviremo. In questo modo, avanzeremo verso i vasi di dazione sempre più grandi.

Tutto il dolore deve avere un unico scopo: assorbire mancanze aggiuntive dall’ambiente più prossimo o da un ambiente man mano più ampio, finché tutto il mondo viene incluso nel mio vaso. Questo è lo scopo della rottura dei vasi, cioè l’osservanza dei comandamenti. Solo costruire una mancanza per la dazione può dare appagamento a tutto.

Oggigiorno vediamo che il mondo intero, inclusi noi, è già pronto per la rivelazione della mancanza per la mutua dazione. Così costruiamo il luogo per la rivelazione del Creatore, in modo da arrecargli contentezza. Tutto questo avverrà di fronte ai nostri occhi.

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Dalla Preparazione al Congresso 25/02/2014

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Dr. Michael LaitmanDurante la festa di Sukkot, le capanne simboleggiano il nostro abbraccio al Creatore. Giungiamo al collegamento a Lui attraverso l’ausilio di una speciale illuminazione circostante, detta Sukkah (Capanna).

Noi lavoriamo davanti al Creatore, adattandoci a Lui, e questo rapporto è descritto come le azioni dell’uomo con le quattro specie di piante (Arba’a minima) nella capanna, ovvero, nella Luce Circostante (Ohr Makif).

Per portarsi in conformità al Creatore, in una mano ho l’Etrog (il frutto del cedro) e nell’altra Lulav, Hadassim e Aravot (un ramo di palma, tre rami di albero di mirto e due rami del salice di fiume). Le ultime tre specie rappresentano le mie proprietà che devo coordinare con il Creatore.

. Tre rami di albero di mirto (Sefirot Hesed, Gevurah e Tifferet)
. Due rami del salice di fiume (Sefirot Netzach e Hod)
. Un ramo di palma (Sefira Yesod)
. Etrog (Malchut)

Unendoli durante i sette giorni della festa di Sukkot, mi aggrappo a questa unione nei pensieri e nei desideri, collegandomi in questo modo al Creatore nella Luce fluente. Dopo tutto, anche le Luci giungono gradualmente e sono chiamate con gli stessi nomi: Hesed, Gevurah, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut.

Come risultato, se uso nel modo giusto tutto ciò che mi è stato dato, allora mi correggo e arrivo ad abbracciare completamente il Creatore, e questo è chiamato “La gioia della Torah” (Simchat Torah) poiché ho usato tutta la Luce Circostante che lavorava su di me aiutandomi a raggiungere l’adesione. La Luce che mi ha corretto e mi ha portato all’adesione al Creatore ora è chiamata Torah.

Com’è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male, Io ho creato per questo la Torah come una spezia, poiché la Luce in essa riforma”. L’inclinazione al male è quello stesso strato di occultamento. Io uso tutte le Luci che mi giungono e, grazie a questo, esse convertono questo preciso occultamento in rivelazione, e nel punto in cui l’occultamento è più grande, profondo e scuro, sarà rivelata in seguito più Luce.

In questo modo giungo alla festa di Simchat Torah, all’esplosione di gioia che arriva immediatamente dopo Sukkot.
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Dalla trasmissione di Kab TV (Vita nuova), del 05.10.2015

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Due parti inseparabili

Dr. Michael LaitmanLa nostra realtà è divisa in mondi, Partzufim e Sefirot, che sono l’involucro e il luogo in cui si trova l’anima. L’anima è il risultato dell’evoluzione di questa struttura e si sviluppa dal suo punto interno.

Analogamente, nel nostro mondo si è sviluppata per prima la natura inanimata e poi la natura vegetale su questo pianeta, poi gli animali e infine l’uomo. Questo è precisamente il modo in cui si è sviluppato il sistema spirituale che ha preceduto il sistema della natura.

Esiste una correlazione tra il sistema dei mondi e tutti i suoi meccanismi, e il sistema dell’anima che è nel sistema dei mondi. I mondi sono solo la parte esterna, mentre l’anima è l’interno.

Esiste di fatto una sola anima, ma noi non la percepiamo. Dovremo raggiungerla in futuro. Quanto più ci connettiamo, più diventiamo parte di questo sistema e più cominciamo a percepirlo. Tuttavia, nel frattempo, siamo disconnessi da questa sensazione.

Il sistema dei mondi è diviso in interiorità ed esteriorità. L’interiorità è il sistema del mondo di Ein Sof (Infinito) e il mondo di AK e Atzilut. L’esternalità sono i mondi di BYA, incluso questo mondo che è il livello inferiore.

Esiste un’anima che ha subito la frantumazione in questi mondi e anche lei comprende due parti: l’interiorità e l’esteriorità, sia prima che dopo la frantumazione, sia per motivi di corruzione che di correzione.

L’interiorità delle anime sono le persone che anelano direttamente al Creatore (Yashar-El), che bramano l’adesione a Lui. 5.774 anni fa, Adam è stato il primo a scoprire questo anelito, e scoprì il sistema dell’anima generale e dei mondi.

In seguito, ci sono state venti generazioni fino a quando Abramo ha riunito in un gruppo le persone che volevano raggiungere il Creatore e l’ha chiamato Israele (Yashar-El). In questo modo, l’ha distinto da tutti gli altri, in modo che sarebbero stati in grado di iniziare a lavorare secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, e raggiungere l’equivalenza della forma con il Creatore, e di conseguenza raggiungere il sistema superiore.

Successivamente, questo gruppo ha subito una frantumazione ed è stato esiliato; ad oggi, questo gruppo, insieme a tutti coloro che aderiranno giorno per giorno, si sta formando e si prepara alla correzione. In generale, la fase di correzione è arrivata non solo per questo gruppo, ma per tutta l’umanità.

Nel complesso, la divisione in due parti si mantiene per tutto il percorso: la nazione di Israele (che anela al Creatore) è divisa in due parti, GE (Interiorità) e AHP (Esteriorità). L’umanità è divisa anch’essa in interiorità ed esteriorità, e nel complesso possiamo identificare le due parti in ogni individuo, in quanto “l’individuale e il generale sono uguali”. Questo si riferisce sia ai mondi che alle anime, dopo che l’anima generale è stata frantumata.

L’interiorità e l’esteriorità sono opposte l’una all’altra, e la Luce Superiore opera su di loro al fine di coordinare il sistema dei mondi e il sistema delle anime.

L’influenza della Luce Superiore su di noi è divisa anch’essa in interiorità ed esteriorità, perché c’è una divisione nei vasi in due parti rispetto alla Luce, il Creatore, il sistema superiore; la separazione delle funzioni è percepibile in ogni aspetto.

Di conseguenza, l’esternalità dei mondi è chiamata le nazioni del mondo e l’interiorità si chiama Israele, in base alla direzione di Yashar-El. La nazione di Israele e le nazioni del mondo sono divise anch’esse in interiorità ed esteriorità.

Ogni mondo, ogni Partzuf, nel sistema generale in cui esistono le anime fino alla connessione in una sola anima; tutto questo sistema operativo che gestisce le anime è anch’esso diviso in interiorità ed esteriorità, in GE (Vasi di dazione) e AHP (Vasi di ricezione).
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 03/03/2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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I colpi del passato e del futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Parecchi ricercatori dell’antisemitismo moderno rimandano al fatto che la Torah chiama la nazione di Israele gli eletti e la nazione santa, che è difficile da digerire per chi cerca una correzione in uguaglianza …

Risposta: Non è che la Torah ci dice queste cose; è piuttosto che la nazione israeliana non le manifesta e non le proclama come suo fondamento. Molti non ne sanno niente, ma questo non diminuisce l’intensità dei loro sentimenti.

Noi abbiamo a che fare effettivamente con la forza che si trova nella natura, nei nostri desideri umani. Anche le persone che non sentono qualcosa verso la nazione di Israele e non sanno nulla sulle sue radici, percepiscono ugualmente questo odio. Esso deriva dalla loro stessa natura, e non c’è nulla che possiamo fare al riguardo. I vasi del desiderio di ricevere odiano naturalmente la dazione e la vera connessione di cui parla la Torah.

Non sentiamo l’odio nei confronti di questo ma una resistenza. La dazione appartiene ancora a noi e a nessun altro. Quelli che non sentono di farne parte, la odiano a tal punto che in realtà sono pronti a distruggerla, ucciderla ed eliminarla.

Non c’è niente di più naturale. Questo, in realtà, è la ragione per cui Esaù voleva uccidere Giacobbe, ma non poté farlo perché l’immagine subconscia di Esaù in una persona è il pensiero che senza Giacobbe non sopravviverà, e questo lo ferma. Nella Torah vediamo che è impossibile gestire il mondo senza una fonte di dazione. Tuttavia, il desiderio di distruggere o di soggiogare e di piegare la caratteristica della dazione brucia sempre nell’uomo, soprattutto ora.

Possiamo chiederci come questo sia possibile nel XXI secolo. La gente non capisce che sta iniziando una nuova era, in cui si richiede alla nazione di Israele di agire in modo reale. In passato era così. Nonostante l’odio delle altre nazioni, non c’era un obbligo effettivo di effettuare la correzione, tuttavia eravamo sottoposti ancora a delle terribili sofferenze.

Non abbiamo sofferto solo di recente e per un breve periodo di tempo, perché il Creatore ci ha permesso di tornare alla Terra di Israele e di stabilire che noi siamo qui per iniziare la correzione. Il periodo iniziale del nostro ritorno a questa terra è tuttavia finito. Baal HaSulam ce ne parla ne Il Discorso per il Completamento dello Zohar dicendo che ci è stata data la possibilità e ora, se la nazione di Israele non adempie realmente alla sua correzione, tutte le sofferenze che abbiamo subìto ci sembreranno nulla in confronto alle nuove sofferenze che arriveranno.

Questo perché, dopo l’esilio della nazione di Israele, non siamo mai stati nello stato in cui abbiamo dovuto compiere la correzione, e quindi il rendiconto di questa nazione sarà molto duro. Tutti i colpi che abbiamo ricevuto in precedenza erano soltanto per impedirci di connetterci alle nazioni del mondo in modo che non lo avremmo dimenticato. Loro ci hanno aiutati a restare separati e a custodirci in modo che saremmo stati in grado di ritornare alla correzione che sarebbe avvenuta in seguito. Anche quelli erano comunque dei colpi terribili.

Ora, però, verranno da una fonte completamente diversa. Dobbiamo capire che il nostro dovere è portare al mondo il messaggio della correzione. Dopo tutto, in ultima analisi, siamo noi quelli da biasimare. Gli altri non lo sanno ancora, mentre noi lo sappiamo, e quindi ci viene richiesto di compierlo. Se ci addormentiamo, tutti i colpi del mondo saranno sulla nostra coscienza.
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Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 02.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

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Le 12 Tribù di Israele

Dr. Michael LaitmanLa formazione delle 12 tribù di Israele deriva dal fatto che l’intero desiderio ha 12 parti. Il desiderio in se stesso è composto da quattro fasi di sviluppo che corrispondono al nome di 4 lettere del Creatore. Oltre a questo, il desiderio è diviso in 3 linee. E l’intera manifestazione di questo schema è il Creatore.

Quattro fasi per tre linee fa 12. Quindi, l’intera società è divisa in 12 parti. Il che risale al tempo di Giacobbe. Quando Giacobbe era connesso all’enorme ego della fase successiva, egli fu “diviso” in 12 parti perché non poteva sopportare questa situazione da solo. E coloro che sono chiamati i 12 figli di Giacobbe iniziarono a lavorare sul loro ego per trasformalo in altruismo e in amore reciproco. E’ così che furono formate le 12 tribù con le 12 bandiere per tutti i campi.

Domanda: Ciò vuol dire che ognuno dei capi di una tribù: Giuda, Beniamino, Giuseppe e così via, è una parte più grande o più piccola del mio ego?

Risposta: Certamente. Una persona è un piccolo mondo! Ha tutto dentro di sé. Ogni nome corrisponde ad una particolare caratteristica, ed ogni caratteristica ha la propria specifica correzione.

Domanda: Che genere di ego aveva Giuseppe, visto che fu venduto come schiavo in Egitto: il più grande o il più piccolo?

Risposta: Giuseppe rappresenta la totalità di tutti i tipi di ego. Ciò significa che non aveva un suo ego, per questo è chiamato “Giuseppe il Giusto”. Ma, d’altro canto, soprattutto grazie alle caratteristiche dello Tzadik (giusto), che non appartengono a tutti, fu separato dai suoi fratelli. E così poté raggruppare tutte le loro caratteristiche ed entrare con esse in Malchut, nel senso che poté rivolgersi al Faraone. Le raccolse dentro di sé, e così egli è chiamato Giuseppe, che è il simbolo di colui che “raggruppa” (L’Asof).
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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“La saggezza tra I gentili, credici”

Dr. Michael LaitmanLe argomentazioni di Mosè convinsero Jethro a lasciare i suoi bambini nel campo degli ebrei. I nipoti di Jethro entrarono nella terra d’Israele e, come aveva promesso Mosè, ricevettero le terre fertili di Gerico e dei suoi dintorni.

In definitiva divennero dei maestri importanti della sapienza nella Torah. I discendenti di Jethro divennero famosi come capi del Sinedrio insegnando la Torah a tutta la comunità di Israele (Midrash Mesaper, Parshat Beha’alotcha).

Quelli fra le nazioni del mondo che hanno avuto i più grandi desideri egoistici e che riuscirono a correggerli, divennero i più grandi della generazione. Divennero superiori e maggiori rispetto ai capi delle tribù, come nell’esempio di Rabbi Akiva.

Secondo la sua radice, Israele è Galgalta ve Eynayim, i desideri più facili e più puri che non possono assorbire la luce di Chochma in loro, mentre le nazioni del mondo, quando ricevono questo metodo da Israele e si correggono, scoprono una grande Luce di Chochma.

Quindi è scritto: “Se qualcuno dice che vi è la saggezza tra i gentili, credeteci” (Eicha Rabbah 2,13) perché esiste in una fase di correzione.

Le nazioni del mondo che raggiungono il concetto di “Israele” si uniscono al popolo di Israele per diventare un ponte per la loro gente. Israele stesso non può diventare un ponte del genere, dal momento che, per fare questo, sarebbe dovuto diventare AHP de Aliyah, che è una salita dal basso verso l’alto.

È indispensabile quindi, diffondere la Saggezza della Kabbalah al mondo intero.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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La chiamata dell’Anima per la Terra Promessa

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Ezechiele 36:24: “Io vi trarrò da tutte le nazioni, e vi radunerò da tutti i paesi e vi porterò alla vostra terra”.

Da un punto di vista storico gli Ebrei si sono riuniti nella loro terra sotto una spinta e per via dell’oppressione delle altre nazioni del mondo.

Allo stesso tempo dovettero liberarsi della loro religione, la quale richiedeva di star seduti ad aspettare il Messia che li avrebbe redenti delle loro sofferenze, come dice il profeta Ezechiele.

Mentre aspettavano il Messia, gli Ebrei religiosi non avevano fretta di ritornare dall’esilio alla loro terra. Solo quelli che si allontanarono dalla religione capirono di poter costruire il loro stato solo nella terra di Israele.

Ricordo me stesso come un Sionista. a quei tempi vivevo in Russia ed avevo uno scopo specifico: andare in Israele per vivere lì. Devo ammettere che il Sionismo ha risvegliato per un po’, dentro di me, delle domande molto grandi e profonde riguardo al significato della vita ma successivamente quando sono arrivato qui, ho iniziato a sentire la necessità del livello successivo del mio sviluppo: per cosa, perché e come.

Tuttavia, la domanda è riapparsa e ha continuato a disturbarmi sino a quando non è diventata “Qual è il significato della mia esistenza?”. Ora sono tra la mia gente e costruisco il mio stato, cosa c’è dopo? Allo stesso tempo ho sempre sentito di essere un Sionista.

La parola “sionista” viene dalla parola “Sion” che si riferisce al posto in cui la radice spirituale si collega al suo ramo corporeo. In questo posto, dobbiamo ricreare la nazione di Israele, ovvero, il gruppo (che consiste anche di molte milioni di persone) che vive secondo le leggi di Abramo.

Domanda: Sappiamo che nella spiritualità non c’è tempo e spazio ed adesso, improvvisamente, dici che Israele è in un certo senso un pezzo di terra santa e che ha degli attributi spirituali.

Risposta: Sì, ci sono attributi che sono al di sopra del tempo. La connessione della nazione Giudaica alla sua terra è descritta in molti scritti Kabbalistici. Questa è la ragione per cui dobbiamo tornare a questa terra e non in Uganda.

Domanda: Perchè alcuni sentono un’attrazione molto forte per questa terra e altri non la sentono per nulla?

Risposta: Dipende dalla radice della propria anima. Quando ho lasciato la Russia, a Vienna ci offrirono la scelta di emigrare in qualunque stato avessimo voluto. Di un treno pieno di Ebrei solo due famiglie, la mia ed un’altra, sono andate in Istraele; tutte le altre si sono disperse in Europa e in America.

È una necessità che si origina dalla radice spirituale e che porta le persone in Israele. Oggi si rivela in molte persone e l’umanità inizia a sentire di aver bisogno della connessione e dell’unità.

Le persone non capiscono perché ne siano attratte. Sentono questo calore e che qui c’è qualcosa! E anche quando sono arrivate qui, sentono di star bene in questo posto.

Domanda: Queste persone sono i discendenti delle 10 tribù disperse?

Risposta: No, queste sono persone completamente diverse che non sono ebree di origine ma che sentono che l’idea dell’unità è vicina ai loro cuori e che tutta l’umanità si sta avvicinando a questo.
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Da Kab.TV “L’Ultima Generazione” 23.06.2015

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