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Qual è la cosa più importante nella vita?

Questa è davvero una domanda che tutti si fanno. Le nostre vite sono piene di una miriade di cose, e in ogni momento cose diverse ci appaiono più o meno importanti.

Ad esempio, se ci stanchiamo, diventa importante riposare o dormire. Se abbiamo fame, mangiare diventa importante. Se ci annoiamo, allora diventa importante in qualche modo intrattenere noi stessi, e potremmo continuare questo elenco fino alla nausea.

Come possiamo allora trovare la cosa più importante nella vita?

La cosa più importante nella vita è sentire qualcosa di incondizionato, eterno e perfetto, che possiamo vedere attraverso il nostro mondo, e tutti i mondi, senza confini tra la vita e la morte, e che soddisfiamo ogni nostro desiderio, compresi quelli che sono per noi ancora sconosciuti, vale a dire il desiderio di acquisire lo stesso atteggiamento di amore e dazione della forza sorgente della natura.

Non c’è niente di più importante nella vita. È l’apice verso cui tutto ciò che esiste si dirige.

Come, allora, raggiungiamo questo stato?

Lo facciamo imparando come funziona la natura, inclusa la natura umana, come il nostro processo di sviluppo si svolge attraverso i livelli inanimato, vegetativo, animato e umano della natura, qual è la destinazione finale di questo processo di sviluppo, dov’è la nostra libera scelta e come possiamo realizzare la nostra scelta per incidere sul passaggio dalla nostra percezione transitoria e limitata a quella eterna e perfetta.

Se otteniamo la saggezza per accedere a tale conoscenza e un metodo per attuare la nostra fatidica transizione per raggiungere l’eternità e la perfezione, allora quella saggezza e quel metodo diventano più importanti di qualsiasi altra cosa.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Cosa si nasconde ne Lo Zohar?

Lo Zohar  nasconde i segreti della natura in modo che possiamo iniziare a capire come questi segreti siano irraggiungibili per noi, come se la “sala di controllo” della natura fosse nascosta ai nostri occhi.   

La natura controlla tutti i nostri movimenti, pensieri e desideri. Noi esistiamo in un campo di percezione incredibilmente limitato, che ci sospinge continuamente e non riusciamo a capire il perché tutto accade, soprattutto il come accade. Questo è l’occultamento in cui viviamo.    

Esiste, tuttavia, un modo per aprire le porte della percezione e scoprire il quadro completo della natura che va ben oltre i nostri limitati punti di osservazione.

Se ci avviciniamo alla natura cercando di imitare le sue qualità di amore, di dazione, di connessione, allora, infine, riveleremo le sue forze, i suoi progetti e anche i vari fenomeni miracolosi. In questo modo, arriveremo a sentire e capire la natura, proprio diventando uguali ad essa.

Questo è quanto ci insegna Lo Zohar.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Abbiamo un gene killer dentro di noi?

Ogni persona ha l’inclinazione a uccidere, perché ognuno possiede l’intera gamma dei desideri, dal migliore al peggiore.

Quando uccidiamo gli altri, sia in guerra che in altre situazioni, distruggiamo in realtà una parte di noi, perché noi esistiamo in un desiderio collettivo, un sistema comune.

Ogni cosa che esiste in natura in tutti i suoi livelli, cioè minerale, vegetativo, animale e umano, è dentro di noi . Così, quando uccidiamo qualcosa o qualcuno, uccidiamo la sua parte che si trova in noi.

Ci troviamo così a doverci giustificare per l’uso che facciamo per noi stessi di ogni cosa di questo mondo, iniziando da una boccata d’aria, allargandoci agli alberi che abbattiamo, agli animali che ammazziamo per nutrirci, fino a prenderci la vita degli altri. Questo è un principio che si estende a qualunque cosa che prendiamo per noi stessi. Tutto richiede una certa forma di correzione.

Per qualunque cosa che riceviamo a nostro vantaggio, uccidiamo quella parte di cosmo e dobbiamo assumerci in qualche modo la responsabilità. Ecco perché esistono varie benedizioni che le persone recitano quando compiono tali azioni.

Alcuni sentono inconsciamente una responsabilità verso ogni cosa che prendono dalla natura. Ci sono persone che prima di bere qualcosa, ne mettono po’ in un bicchiere o tagliano un pezzo di cibo e lo mettono a lato. Esistono molte di queste e altre abitudini nel mondo. Ciò indica che queste persone capiscono di prendere dalla natura qualcosa che non renderanno mai. Così facendo, stiamo uccidendo l’universo e allora desideriamo in qualche modo restituire quello che prendiamo.

Altra questione è quando prendiamo dalla natura quello che ci serve per la nostra esistenza, per sostenere la nostra vita. Ma dobbiamo capire che noi siamo quelli che ricevono dalla natura e questo è il motivo per cui abbiamo questa sensazione inconscia di prenderci la responsabilità per quello che riceviamo.

Tra l’altro non importa che non siamo noi i colpevoli per essere stati creati così, non abbiamo avuto scelta. La nostra vita è stata creata così proprio perché dobbiamo capire che viviamo in un mondo dove, se prendiamo qualcosa per noi stessi, dobbiamo pagarlo, per ricambiare. Dobbiamo senza dubbio riconoscere questa responsabilità e sentire che dobbiamo restituire in base a quello che prendiamo.

Su questo principio di assumersi le responsabilità per quello che prendiamo Rabbi Akiva disse che il libro è aperto, la mano scrive e l’individuo prende in prestito, ma poi restituirà tutto. Secondo questo, vediamo che più evolviamo, più prendiamo per noi stessi in modo sproporzionato e questo avrà un effetto boomerang negativo a livello mondiale;  per la nostra ingordigia veniamo colpiti da sofferenze di ogni genere.

È un tema complesso perché la natura è sistema integrale chiuso. Al fine di vivere la nostra vita in modo ottimale in un sistema così, dobbiamo essere molto attenti a quello che prendiamo da esso e che ogni cosa venga usata per riconsegnarla al sistema.

Allora come possiamo raggiungere equilibrio e armonia con la natura?

Possiamo farlo ottenendo la sensazione di unione con la natura, acquisendo una nuova natura che ci renda capaci di dare tanto quanto prendiamo. Allora potremmo regolare quello che prendiamo con quello che diamo.

Siamo in un continuo sviluppo dalla condizione di inconsapevolezza alla condizione di reciproca connessione con la natura, dal prendere qualunque cosa dalla natura senza pensarci, che ci porta ogni tipo di forme estreme di sofferenza, compresi furti e omicidi, a uno stato di totale consapevolezza della nostra reciprocità con la natura, senza il bisogno di restituire in proporzione a quello che abbiamo ricevuto.

Tale stato ci sosterrà in una condizione in cui non prenderemo più dell’essenziale per la nostra vita e, ancor più, ci salverà da molte sofferenze, tra cui il furto e l’omicidio.

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

I nostri pensieri influenzano la Natura?

Invero, i pensieri influenzano  la  natura.

Viviamo in un unico sistema globale, integrale della natura, la influenziamo con i nostri pensieri e riceviamo la reazione corrispondente.

Come le leggi che funzionano in meccanica, elettronica, elettromagnetica, per altro materiale e per quello biologico, quando premiamo  spingiamo o costringiamo qualcosa, riceviamo una risposta. Allo stesso modo, quando pensiamo positivamente  o negativamente agli altri, riceviamo una risposta di conseguenza.

La realtà globale e integrale in cui viviamo è un sistema chiuso e riceviamo risposte da questo in base ai nostri atteggiamenti. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Perché il Deja Vu accade? Perché sentiamo che qualcosa è già accaduto?

Quando il nostro cervello inizia a confrontare diversi fenomeni, allora sembra che un certo evento abbia già avuto luogo. Iniziamo a incorporare un frammento video in un altro, un’immagine in un’altra e incontriamo così ciò che chiamiamo “déjà vu”.

Tuttavia, d’altra parte, abbiamo anche premonizioni o preveggenze quando sentiamo che una particolare azione dovrebbe svolgersi nel momento attuale. Quindi iniziamo a sentire i pensieri degli altri o anticipiamo varie onde che si estendono verso di noi. Tali fenomeni hanno luogo perché esistiamo in un unico sistema unificato della natura,  abbiamo un certo senso che deriva dal vivere in questo sistema e possiamo indovinare vari eventi imminenti attraverso alcuni segni anticipatori.

Alcune persone hanno sviluppato questa sensazione, come Wolf Messing o i beduini che vivono nel deserto. Hanno un senso della natura altamente sviluppato. In particolare, Messing poteva prevedere diversi anni nel futuro. Poteva semplicemente prevedere determinati eventi perché sentiva che sarebbero accaduti. Ciò non significa, tuttavia, che poteva cambiare qualcosa.

La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ci permette di mitigare gli eventi futuri. Ciò che è destinato ad accadere accadrà, ma può accadere in forma più lieve. L’incontrare una forma più dura o più mite di un evento futuro dipende dalla misura in cui lo anticipiamo con una connessione positiva tra di noi, o se non riusciamo ad applicare alcun movimento per connetterci e lasciamo che l’ego umano senza sosta, il desiderio di godere a spese degli altri, guidi la nostra evoluzione in avanti.

Se ci colleghiamo positivamente sviluppando relazioni di mutuo aiuto, rispetto e responsabilità reciproca, incontreremo un futuro più armonioso e pacifico. Al contrario, se lasciamo che il nostro ego ci guidi in avanti, allora il nostro crescente sfruttamento, manipolazione e abuso reciproco ci condurrà a una vita di crescenti tormenti e difficoltà naturali.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Perché dobbiamo avere disastri naturali?

Alla fine riceviamo colpi importanti dalla natura per scuoterci dallo stato in cui viviamo secondo un paradigma egoistico, con sfruttamento, manipolazione e odio che dimorano nelle nostre connessioni,  a uno stato in cui ci connettiamo positivamente, come descritto dalle parole, “come un solo uomo con un solo cuore”, cioè come un unico sistema interconnesso e interdipendente ben oliato.

In altre parole, se condividessimo una connessione armoniosa ed equilibrata l’uno con l’altro a livello umano, allora l’equilibrio al nostro livello si diffonderebbe in tutta la natura e sperimenteremmo la natura in modo armonioso e pacifico, e i disastri naturali, come li chiamiamo noi, diventerebbero una cosa del passato.

Sarebbe saggio prestare attenzione agli stati futuri che possiamo ottenere da tali colpi: che i colpi vengono a scuoterci dal nostro attuale stato onirico nei nostri atteggiamenti egoistici reciproci, e ci svegliano in un opposto armonioso e mondo pacifico.

In effetti, viviamo in un mondo che è tutto buono, e solo noi esseri umani diamo al mondo una forma negativa nei nostri atteggiamenti egoistici reciproci. Si avvicina il momento in cui ci risveglieremo alla necessità di smettere di relazionarci l’un l’altro attraverso lenti egoistiche, in cui ognuno di noi dà la priorità all’auto-beneficio a spese degli altri, e invece relazionarci pazientemente l’uno con l’altro con atteggiamenti positivi, gentili e premurosi.

Se facessimo un tale passaggio, saremmo testimoni di una vita buona, come non abbiamo mai sperimentato prima. Dovremmo quindi cercare di raggiungere tali relazioni il più rapidamente possibile.

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Come possiamo proteggere l’Ambiente?

Ogni nostro problema deriva dalla percezione di noi stessi in quanto separati dalla natura, dove differenziamo “me” da “tutto e tutti al di fuori di me”.

Questa percezione ci fa considerare il nostro ambiente come subordinato a noi. Anche quando ci prendiamo cura dell’ambiente, lo facciamo unicamente per il nostro beneficio mentale, senza considerare l’intero sistema della natura. 

Il nostro eccessivo interesse personale viola l’equilibrio del sistema di connessione integrale della natura, ed evoca dei riscontri negativi dalla natura. Poi risentiamo  di disastri ecologici, pandemie e di una miriade di altri fenomeni. 

Pertanto, dobbiamo cambiare il nostro approccio da: “come possiamo proteggere l’ambiente?” a una percezione di noi come parte integrante della natura. 

In generale, sottovalutiamo il potere dei nostri pensieri e desideri. Sono le forze più potenti in natura e hanno il potenziale per influenzare grandi cambiamenti in natura.  

Il problema è che l’influenza dei nostri pensieri sulla natura ci è nascosta.

Di conseguenza, ci riferiamo esclusivamente alla nostra influenza esterna sulla natura, come le emissioni di gas e l’inquinamento da rifiuti, mentre l’influenza più potente che abbiamo sulla natura attende di essere trattata al suo punto causale. 

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Che cosa deve succedere o cambiare perché l’umanità possa evolversi?

La natura dell’uomo è il desiderio di provare piacere a proprio beneficio. È il nostro punto d’inizio, ma siamo in un processo evolutivo che ci porterà ad uno stato in cui finiremo per invertire la nostra natura e cioè quello di agire a beneficio di altri e della natura stessa.

La Natura in senso generico è all’opposto di quella dell’uomo. Essa opera con la legge dell’altruismo, dell’interconnessione e dell’interdipendenza. Di conseguenza, la Natura evolve le sue parti inanimate, vegetative e animate in modo che queste non operino contro di essa. 

In tutta la natura solo noi umani abbiamo il desiderio di sfruttarla e distruggerla allo scopo di provare sensazioni di potere e rispetto. Ci è stato dato questo ulteriore desiderio egoistico per poterci evolvere attraverso la connessione tra noi, per esempio imparare a implementare relazioni favorevoli e benefiche, invece di usare la tendenza a sfruttarci l’un l’altro e sfruttare la natura solo per gonfiare il nostro ego.

Con questa inversione della nostra intenzione, dal beneficiare solo noi stessi al beneficiare gli altri e la natura, scopriremo un nuovo mondo, con una nuova natura, cioè un mondo eterno e perfetto.

Allora vivremo liberi dall’ansia e dal dolore. Le nostre sensazioni di una vita corta, transitoria e miserabile saranno rimpiazzate dalla sensazione di un’esistenza libera dalla sofferenza. 

La sofferenza deriva dal nostro desiderio egoistico di sfruttare gli altri e la natura per il nostro guadagno personale. Perciò, sostituendo la nostra tendenza egoistica con una natura altruistica che desidera beneficiare gli altri e la natura stessa, ci scopriremo a vivere su un piano di esistenza paradisiaco.

Il paradiso è uno stato dove la comune forza dell’amore emerge tra le persone e forma la connessione di “ama il tuo vicino come te stesso”. La Natura prima o poi ci condurrà a questo stato paradisiaco e noi non avremo altra scelta che quella d’invertire la nostra attitudine l’uno verso l’altro, dall’egoismo all’altruismo, e facendo questo vivremo in una connessione di armonia ed equilibrio. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Cosa pensate delle sfide di TikTok?

Le sfide su TikTok e sulle piattaforme di social media in generale rappresentano la nostra natura animale primordiale e il modo in cui impariamo dagli altri. È naturale per noi imitare gli altri, poiché siamo animali sociali.

Alla fine, l’imitazione reciproca ci avvicina. In un certo senso, iniziamo a capirci meglio.

Se tali sfide siano positive o negative dipende da ciò che imitiamo.

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Qual è il consiglio migliore per una vita longeva?


 

In Australia, una donna di cento anni ha condiviso quello che considera il segreto della sua longevità. Deriva dalla calma attitudine nei confronti di ogni evento della vita. Consiglia di non serbare rancore e di vivere nel qui e ora. Il suo credo è: “Non preoccuparti di cose che potrebbero mai accadere”.

Sebbene possa sembrare un buon consiglio di vita, un Kabbalista considera privo di vita il fatto di non preoccuparsi di ieri o di domani e di vivere solo nel qui e ora. Così è come vive il livello animale di esistenza, non quello  umano.

Prendete qualsiasi animale: vive nel qui e ora. Se hanno delle premonizioni è un altro discorso, ma se non ricevono questa sensazione, vivono con quello che hanno. I movimenti di un animale sono abbastanza semplici, mentre l’uomo si fa carico di ogni tipo di problema cosmico. Per esempio, le stelle potrebbero esplodere in un’altra galassia e ci sarebbero persone a preoccuparsene.

Le preoccupazioni che riguardano dove siamo ci danno la sensazione della vita. Al contrario, un’esistenza calma, in cui vivere di solo quello che si ha, sarebbe una vita a livello animale.

Il Kabbalista è una persona che si apre al mondo per mostrarsi e partecipare in esso. Assorbe i desideri e i problemi del mondo e li elabora al fine di attivare la propria correzione, allo scopo di cercare la migliore risposta e intenzione a tutto quello che assorbe. Restituisce così al mondo la reazione corretta a ciò che assorbe.

Una vita così è lontana dall’essere esente da problemi. Tuttavia dà al Kabbalista una sensazione di felicità perché sente di svolgere un compito necessario. Altrimenti non sarebbe una vita umana. Un Kabbalista non può vivere diversamente.

Comunque, rispetto alla dichiarazione della signora circa il non serbare rancore, questo è davvero importante. E viene anche naturale a un Kabbalista farlo, perché accettando che tutto viene da una singola forza, la forza naturale di amore e dazione, allora ogni cosa che si verifica tra di noi è un’immagine del mondo che la natura dirige. Aderendo a questa immagine, la nostra attitudine diventa corretta e pratica.

Non serbiamo così alcun rancore, perché ci  includiamo nella correzione del mondo, nell’incorporazione e nella manifestazione del mondo, e partecipiamo al sistema insieme alla natura. In altre parole, non solo osserviamo e assorbiamo quello che abbiamo intorno, ma capiamo che è stato fatto per noi e questo viene elaborato nella nostra percezione della realtà.

Dobbiamo quindi agire in un modo che motivi questa immagine che si proietta dentro di noi. Vivere nel qui e ora è veramente corretto, ma nel senso che il “qui e ora” sia la realtà che creiamo. Riceviamo le impressioni dal risultato della natura verso di noi, risultato che elaboriamo come nostro. Poi correggiamo costantemente le nostre impressioni e i nostri riflessi sul mondo, e lo facciamo per giustificare la natura in tutti i gradi della nostra percezione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.