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Mantenere la traiettoria spirituale

Domanda: Come restare costantemente nella traiettoria spirituale, cioè nel momento di prendere una decisione, come promuovere prima lo spazio spirituale e l’unità rispetto ai guadagni materiali?

Risposta: Non appena riusciamo a creare questo tipo di connessione tra noi “uno spazio per la rivelazione del Creatore”, immediatamente scompare. È così affinché possiamo prendere questa decisione una volta e poi un’altra. Ogni momento deve essere “un inizio”. Ciò che aiuta una persona a fare costantemente questa scelta è solo un ambiente forte che le permette di mantenere una connessione (vedere Baal HaSulam, La Libertà).

È impossibile che riusciate a mantenere questa decisione per conto vostro per più di un momento. Abbiamo bisogno di integrarci nella società corretta, come piantare un seme nel suolo e ricevere lì l’impressione dell’importanza dello scopo. Allora, potrete unire i punti delle decisioni, modellandoli in una linea destra verso la meta.

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Quale percorso intraprenderai?

L’articolo di Baal HaSulam “Prefazione di Panim Meirot uMasbirot”, punto 7: Adesso puoi capire le loro parole sul verso “Io,il Dio, l’accelererò a suo tempo” Il Sinedrio (98) interpretato “Non ricompensato – a suo tempo; ricompensato – io l’accelererò”

Per cui, ci sono due metodi per raggiungere il traguardo menzionato in alto. Attraverso la loro attenzione viene chiamato “Percorso di pentimento”. Se loro ne sono ricompensati, allora “Io accelererò” sarà applicato a loro. Questo significa che non c’è un tempo preciso per questo, ma quando sono ricompensati, la correzione finisce, senz’altro.

Se non sono ricompensati dell’attenzione, esiste un’altra strada “Il percorso della sofferenza”. Come disse il Sinedrio (97), “Io metto davanti a loro un re come Haman, e loro se ne pentiranno contro il loro volere”, significando a suo tempo, perché in questo caso esiste un tempo determinato.

Ci sono due percorsi davanti a noi che conducono allo stesso traguardo, e noi siamo nella loro intersezione: In qualsiasi momento dovremmo sentire che siamo nella crocevia che determina il nostro libero arbitrio, e qui la scelta è veramente semplice: intraprendere il percorso della Luce o intraprendere il percorso della sofferenza.

Un terzo tempo non esiste. Noi dobbiamo avanzare in uno di questi due percorsi e decidere in qualsiasi momento quale sarà il nostro prossimo passo. Il tuo piede è già in aria, adesso devi scegliere dove posarlo: nel cammino della Luce o in quello della sofferenza.

Il momento passerà, e dovrai di nuovo fare la scelta. Il tuo piede è stato sollevato dall’Alto per forzarti a fare un passo, e dipende da te dove metterlo, in quale dei due percorsi. Ed in base alla tua scelta, tu riceverai la forza ed i mezzi per avanzare dato che dovrai proseguire in avanti, in un modo o nell’altro.

Se tu vai avanti nel percorso “Beito” (sviluppo naturale, a suo tempo) le forze naturali ti stanno spingendo in avanti contro il tuo egoismo, dato che tu desideri andare avanti condotto dal tuo ego. Quindi tu sei influenzato dalle forze che si oppongono al tuo egoismo, cercando di mantenerti in dazione. Ma nel percorso di “Ahishena” (tempo di accelerazione), tu inizi coscienziosamente a convincere te stesso attraverso l’ambiente che essere in dazione vale la pena. E perciò tu attiri la Luce Circostante, e questa ti riporta alla benevolenza.

Nel percorso di “Beito”, tu ricevi colpi ed impari da loro. Prima o poi risulterà nella tua richiesta o preghiera per la correzione e avanzamento come avresti avuto nel percorso di “Ahishena”. Contrariamente, se tu inizialmente intraprendi il percorso della Luce, risparmierai del tempo nel primo segmento del cammino, dove altrimenti avresti sprecato del tempo attraverso la tua mancanza di desiderio di ascoltare ed esercitare il tuo proprio sforzo.

Non c’è tempo per decidere dove mettere i piedi ! Tutto dipende dalla preparazione del ambiente spirituale.

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Cosa hai fatto tu per conto tuo?

Domanda: Perché il Creatore permette a certa gente di commettere crimini brutali?

Risposta: La scienza della Kabbalah illumina le domande della percezione della realtà, il libero arbitrio e la natura umana, mostrando che una persona che vive in questo mondo non possiede libertà di scelta. Per tanto, non commette nessun atto consciamente.

Una persona può raggiungere la libertà di scelta solo in un gruppo di Kabbalah, che è un gruppo di persone connesse per raggiungere la meta spirituale. In questo caso la persona riceve o ottiene un certo grado di libertà. Tuttavia, coloro che non hanno ottenuto il raggiungimento spirituale e non hanno riconciliato le due forze opposte, azione ed intenzione, non agiscono in assoluto!

Arrivano alla fine di questa vita come se non avessero mai vissuto. In altre parole, non hanno vissuto come “umani”. È solo il loro corpo biologico che ha vissuto, così come fa qualsiasi animale. È una vita diretta solo dall’istinto. Una persona può elevarsi solo al di sopra di esso attraverso la “fede al di sopra della ragione”, quando desidera raggiungere una natura diversa.

L’unità di queste due nature, quella Superiore e quella Inferiore, è considerata come l’essere umano in lui. Solo una persona che ottiene questo, può dirsi che è riuscita a realizzare azioni indipendenti che meritano castigo o ricompensa. In altre parole, solo un cabalista può essere giudicato per le proprie azioni. Una persona comune non può essere giudicata poiché agisce in accordo agli ordini della Natura. Segue una strada e non fa niente di sua propria volontà.

Tuttavia, nel nostro mondo, le misure di castigo sono necessarie; però non le amministriamo secondo la nostra volontà ma secondo gli ordini dall’Alto, anche se passa per la legislatura del governo, dei tribunali e dei dispositivi di applicazione della legge. Tutto questo esiste per accelerare il nostro sviluppo.

Questo è il Governo dell’Alto su tutte le persone che sono come burattini, il cui proposito è quello di avvicinarci al punto della libertà di scelta.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31 Agosto 2010, Quali sono le azioni durante il tempo della discesa?)

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Quando sette hanno più forza di sette bilioni

L’unico sforzo che possiamo fare nel nostro lavoro spirituale è quello di inserirci in un gruppo e di permettere che esso ci influenzi. L’ambiente possiede una tale forza che la sua misura non è significativa. Quello che è importante è fino a che punto io lo consideri come mio.

Noi sappiamo già che quelli che ci stanno vicino ci influenzano molto di più degli estranei. Ci sono sette bilioni di persone nella terra, ma io non sento la loro influenza su di me come l’impatto della mia famiglia più vicina che può limitarsi a un numero di sette persone.

Per cui, se una persona organizza il suo ambiente in modo di essere ispirato, viene influenzato da esso e di conseguenza annulla “l’autorità” che il resto del mondo possa avere su di lui. È come se il resto del mondo cessasse di esistere. Il risultato è che la persona acquisisce forza, discernimenti spirituali e grandi desideri. Attraverso questo, lui ha i mezzi per l’avanzamento.

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La libertà proviene dalla capacità di donare

laitman_2009-05-28_8354_w1Ho ricevuto una domanda: come può spiegare il significato di libertà ad una persona che è nata in schiavitù ed è seduta in una cella? Come fa a sentirsi libero?

La mia risposta: lei può sperimentare la libertà, unicamente quando desidera dare e le viene concessa questa opportunità. Se qualcuno non glielo permette, significa che le sta rubando la sua libertà e la sta opprimendo.

La mancanza di libertà non significa che lei non possa fare qualsiasi cosa desideri.

È scritto che tutti saremo “persone libere su questa terra”. Sulla nostra terra significa “nel nostro desiderio” (terra, aretz, dalla parola ratzon, desiderio). È stata preparata la nostra libertà proprio nel nostro desiderio di dare.

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Non esiste una simile cosa, come l’eccesso di informazione


Ho ricevuto una domanda: la società moderna confida nell’informazione. Adesso, in tempo di crisi, la questione dell’eccesso di informazione, è diventata molto reale. L’eccesso di informazione, si riferisce alla situazione in cui una persona, diventa schiava, non solo delle cose materiali, ma anche dell’informazione; la persona si smarrisce, soffoca e si allontana dal suo “io”.

La mia risposta: in realtà, l’uomo non ha ancora acquisito il suo “io”, così non ha niente da perdere. Nasce all’interno di una situazione specifica, senza avere niente da dire a riguardo. Non ha scelta in merito alle sue abilità naturali, alle caratteristiche della sua personalità, alla famiglia o alla sua educazione. I vestiti che indossa, il modo in cui si siede, la sua alimentazione, la maniera in cui parla, il suo modo di pensare, sono cose che assorbe dalla società che lo circonda. La società gli insegna a comportarsi in una determinata maniera, ed agisce in conformità agli esempi, ai costumi ed ai valori che ha imparato. Di conseguenza non ha il suo “io”.
Ora, ritornando alla sua domanda: quando navigo in Internet, non sono sovraccaricato di informazioni. Cerco ciò che mi interessa, come ad esempio, una sintesi delle notizie di oggi, oppure le ultime nuove nel campo scientifico. Non sono sovraccaricato, perché tutto il resto di Internet, il 99% delle sue risorse, semplicemente non esistono per me. Se una persona si concentra su una meta importante, allora non vuole perdere tempo con cose di minore importanza.
In altre parole, tutto dipende dai desideri dell’uomo. Se i desideri di una persona sono ad un livello più alto, rispetto a quello che offrono le fonti ordinarie di informazione di massa (e francamente la grande quantità delle informazioni che viene offerta alla gente non è più che spazzatura), allora la persona non prende in considerazione queste informazioni. Anzi, va al di là di questa corrente.
Per tanto, desidero enfatizzare ancora una volta, l’importanza dell’educazione, perché è l’unico mezzo per trasformare la società.

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