Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Tutto o niente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché un Partzuf diventa “raffinato” ed espelle la Luce quando riceve il 20% della Luce e capisce che non può ricevere di più? Ottenere il 20% è meglio di non ottenere niente?

Risposta: Nella spiritualità non ci sono mezze misure: è tutto o nulla. Immagina di dire a tua moglie che la ami il 20%. Puoi immaginare come ti avrebbe risposto?

Qualcosa di simile non può essere. In amore e dazione, in donazione e nel cuore, è impossibile dare una parte e non il resto. Qui non ci possono essere compromessi. I compromessi possono essere in tutto tranne che per l’odio vero e l’amore vero, i quali sono Achoraim (schiena) e Panim (viso) della stessa aderenza.

Domanda: Tuttavia gradualmente ci alziamo e cresciamo. Allora com’è possibile?

Risposta: Nella tua ascesa graduale, si sta sempre andando per il tutto. Non si prende metà o un quarto, anzi investi tutto il tuo potere o altrimenti non sali.

Domanda: Però, io non ho familiarità con il prossimo livello.

Risposta: Questo si chiama andare con la fede sopra la ragione, con i tuoi occhi chiusi. Può essere che si accetti il 20% di una situazione dopo un calcolo, diciamo, Galgalta, ma questo 20% corrisponde all’intero 100% dei tuoi poteri. Se si vuole successo nell’ avanzamento spirituale o anche nell’ amore corporeo, senza dubbio si ha bisogno di dimostrare che si sta dando tutto il proprio potere a esso.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.05.2014, Dagli Scritti di Baal HaSulam)

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Sorveglianza di ventiquattrore su ventiquattro su una nave

Dr. Michael LaitmanDomanda: Acceleriamo i tempi quando leggiamo Il Libro dello Zohar con l’intenzione giusta?

Risposta: Più acceleriamo il tempo più velocemente chiariamo le Reshimot (geni spirituali): ognuno ha la sua Reshimot particolare e insieme alla Reshimot collettiva.

All’interno di ognuno di noi c’è una Reshimot particolare con il cui aiuto la collettiva Reshimot ottiene la sua vita. Con le Reshimot del gruppo c’è una vita completamente diversa rispetto alla corrispondente Reshimot che c’è in ognuno di noi.

La Reshimot del gruppo si chiama il popolo d’Israele, e la Reshimot particolare si adatta alla condizione condivisa di ognuno separatamente. Essenzialmente il nostro avanzamento dipende dalla realizzazione della nostra Reshimot collettiva. Come una nave nella quale alcune persone ora vanno a dormire, e dall’altra parte cominciano la loro sorveglianza.

Tutti loro si trovano in tutti tipi di stati, ma la cosa principale è che la nave procede in avanti perché le persone che devono gestirla sono in servizio facendo il loro lavoro. La stessa cosa succede anche nel gruppo: Ci sono coloro che devono riposare, ci sono coloro che sono anche un po’ pigri, perché ognuno ha il proprio stato. Però è importante che quelli che sono svegli ora e realizzano la Reshimot lo fanno responsabilmente.

Tuttavia abbiamo bisogno di capire che ognuno di noi ha qualcosa di speciale da realizzare nella sua parte del lavoro. La Reshimot collettiva è molto importante, è più importante che qualsiasi altra cosa, poiché il Creatore non tiene conto di ognuno di noi separatamente, solo con l’ intero vaso, con la misura completa che si chiama Minyan.

Meno di questo non viene considerato affatto. Se non c’è Minyan, questo è un segno di non aver raggiunto la connessione con gli altri, di non aver lavorato abbastanza. Tutto il lavoro sulla nave deve essere in connessione tutto il tempo, che diventa forte e ancora più energico, e da questo la nave va avanti di più nelle profondità del mare. Alcuni vanno a dormire e altri lavorano, però coloro che sono vigili devono essere responsabili, di guardia, interessati all’intera nave. E la Reshimot collettiva, che è al centro del gruppo, nel cuore della nave, è questo che viene accettato, e di conseguenza la supervisione superiore lavora su di noi.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 4.05.2014, Lo Zohar)

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Un modello fisico di ascesa spirituale

Dr. Michael LaitmanSe organizzo la mia vita fisica, il mio quadro corporeo, secondo il quadro spirituale, nel senso che io servo la società, servo il mondo, sono coinvolto con la diffusione e sono preoccupato di avere il sostegno che mi risveglierà, questo è chiamato trasformare questo mondo in un modello di ascesa spirituale. Io lavoro solo in modo tale da avere l’opportunità di imparare. Imparo solo sapere cosa fare, per avanzare verso la meta. E ‘scritto che ho bisogno di essere in Arvut, di essere in un gruppo di mia libera scelta, quindi cerco di portare questo fuori. E ‘necessario divulgare, così vado e divulgo. In questo modo faccio questo mondo un quadro spirituale.
[133680]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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La saggezza viene con l’esperienza

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è una barzelletta su due tori, uno vecchio e uno giovane, che videro una mandria di mucche. Il giovane toro gridò: “Corriamo a loro!” Tuttavia, il vecchio toro lo fermò: “No, è meglio che le avviciniamo gradualmente, e poi tutta la mandria sarà nostra.”

Penso che la nostra divulgazione è come i tentativi del giovane toro di conquistare rapidamente le mucche. Quando saremo abbastanza maturi e avvicineremo l’intero “branco” gradualmente per conquistarlo?

Risposta: Quando comincerete ad agire come il vecchio toro? Quando invecchierete? Al momento, siete ancora giovani.

La ricerca è infinita. Non otterrete una ricetta già pronta da nessuno, perché non siete in grado di percepirla.

Ancora dovete passare attraverso alcune fasi, viverle, superarle e accumulare esperienza. Poi, come il vecchio toro, comprenderete cosa si deve fare.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 24.04.2014, Domande e risposte con il Dr. Laitman)

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Il valore più elevato dell’ ambiente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Al fine di tenere il bastone in mano e non lasciare che si trasformi in serpente è necessario lavorare sul nostro ambiente costantemente?

Risposta: È giusto, ma è necessario lavorare sull’ ambiente non tenendo il bastone in mano, ma perché vediamo il nostro futuro stato corretto in esso. Ciò significa che l’ambiente non è un mezzo, ma ha valore in sé: è un sistema superiore.

All’ interno dell’ ambiente “bastone” e “serpente” si rivelano, e anche la forma del Borè (Creatore), che si chiama “Bo-Re” (Vieni e Vedi). Nella giusta connessione tra gli amici, la Luce Superiore comincia ad essere rivelata e splende, e scopriamo il vaso con la Luce.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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