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Il tempo della liberazione spirituale

Tutto quello che hanno fatto i Kabbalisti del passato, ciascuno a seconda delle proprie circostanze e della propria epoca, è la preparazione per il nostro stato attuale. Grazie a loro, abbiamo tutte le fonti necessarie: le Opere dell’Arí, il Libro dello Zohar, con i Commentari Sulam, le opere del Baal HaSulam e il Rabash, per progredire con il loro aiuto.

Essi non avevano la possibilità di lavorare nelle condizioni che abbiamo noi oggi, con l’inizio della crisi globale, simile alla crisi dell’antica Babilonia, che riflette la frammentazione dell’anima comune nel mondo spirituale.

Mai ci fu un epoca così simile alla nostra! Baal HaSulam con un anticipo di 80 o 90 anni, scrisse che viviamo nella generazione del Messia, nel tempo della liberazione spirituale. Al popolo di Israele ha ridato la sua terra, e il popolo di Israele in questa terra ha costruito il suo stato, allora abbiamo la possibilità di sistemare tutto in essa, secondo le leggi spirituali, ed unirci come un solo popolo spirituale nell’amore per il prossimo come per se stessi.

Tutto ciò è impossibile da raggiungere senza il riconoscimento del male. Questo riconoscimento richiede grandi sofferenze, oppure la luce che illumina il nostro male. Oggi abbiamo la possibilità di attrarre la luce, per vedere quanto siamo contrari alla dazione e all’amore, iniziando la correzione attraverso l’unione della società e delle persone.

Kabbalah: La scienza interiore

Una domanda che ho ricevuto: Se i Kabbalisti desiderassero parlarci del Mondo Superiore, allora perché lo descrivono usando le parole del nostro mondo e a causa di questo ci confondono?

La mia risposta: I Kabbalisti comunicano con noi nel “linguaggio dei rami”. La scienza della Kabbalah è scritta per quelli che hanno un punto nel cuore, cioè per le persone che desiderano ardentemente rivelare la spiritualità, il Mondo Superiore. Loro non sanno cosa sia, ma ciò nonostante, aspirano ad essa.

Puoi prendere un libro Kabbalistico e leggerlo come se stessi leggendo riguardo a qualcosa che esiste in questo mondo; tuttavia così facendo, cerca di immaginare costantemente che qualsiasi cosa tu stia leggendo esiste nel Mondo Superiore nell’immagine forze e proprietà, ricezione e dazione e nient’altro. Ecco perché Baal HaSulam definisce ogni parola del nostro mondo fornendo il suo significato nel Mondo Superiore.

Se aspiro a vedere questa immagine, allora dov’è? Non è da qualche parte in paradiso, è dentro di me. Cioè, un libro kabbalistico parla delle mie forze interiori, del mondo dentro di me. In generale, il libro parla solo di me; tutto esiste dentro di me: la gente e gli animali, il sole, la luna ed il Partzufim spirituale.

Tuttavia, quando immagino tutto questo dentro di me, io devo anche desiderare che la Luce venga e corregga questa immagine dentro di me, che mi faccia vedere e sentire queste forze dell’amore e della dazione. Io desidero rivelare non solo questa dazione, ma anche la forza che governa tutto: il Creatore.

Per riuscirci, devo immaginare che anche la gente intorno a me in questo mondo esista dentro di me. Non c’è nient’altro; le mie forze interiori sono semplicemente tutto. Comincia ad immaginare che tu adesso ti connetti con tutte queste persone, cioè, con tutte questa forze dentro di te. Quando cominci costantemente a lavorare con questo libro in questa maniera, esso ti dirigerà verso la dazione. In questo modo, risveglierai la vera immagine e la attirerai più vicina a te. Ciò è chiamato “attrarre la Luce che Riforma”.

Un libro kabbalistico non solo ci aiuta a rivelare ciò che esiste in ognuno di noi, esso ci insegna anche come acuire la nostra visione, in modo tale da rivelare tutti i mondi, l’intero universo e tutta la realtà dentro di noi. Non c’è niente all’esterno. Ecco perché la Kabbalah è chiamata la scienza interiore.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.08.2010

Dal Libro di Shamati, Art. 42 : “Cos’è l’acronimo ELUL nel lavoro”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 463, Lez. 25
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 19, Lezione 11
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Kabbalah oggi: “Una lezione sugli eventi attuali”
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Il mondo è stato creato nella benedizione

Lo Zohar, Capitolo “VaYigash (Allora Giuda si avvicinò)”, Articolo 2: Tuttavia, tutto fu creato nella Torah, e tutto fu perfetto nella Torah. E siccome la Torah comincia con Bet, il mondo fu creato in Bet. È così perché prima che il Creatore creasse il mondo, la Nukvà, tutte le lettere vennero dinanzi a Lui ed entrarono una alla volta in ordine contrario, nell’ordine di Tav-Shin-Reish-Kof e non nell’ordine di Aleph-Bet-Gimel-Dalet.

Articolo 3: La lettera Tav venne dinanzi a Lui e disse, “Tu desideri creare il mondo con me”. Il Creatore replicò, “No, poiché molti giusti sono destinati a morire in te … Ecco perché il mondo non sarà creato in te”.

Articolo 4: Le tre lettere, Shin-Kof-Reish, si avvicinarono ciascuna per conto proprio. Il Creatore disse loro, “Voi siete inadatte affinché il mondo venga creato in voi, perché voi siete lettere usate per leggere Sheker [falsità], ed una bugia è indegna di elevarsi davanti a Me”.

Ciò può essere comparato a come noi chiediamo al Creatore di aiutarci ad unire il desiderio (Kli). Le lettere sono la formazione di Malchut. Essenzialmente, è questa che noi stiamo cercando di costruire dai nostri punti nel cuore.

Da qui, se noi arriviamo al Creatore con il nostro desiderio (sebbene adesso non lo capiamo), piangendo come bambini che non sanno esattamente cosa chiedere, funziona come se ci stessimo appellando al Creatore in tutti i tipi di forme e lettere. Non abbiamo ancora niente in cambio fino a che scopriamo il desiderio corretto o la lettera corretta.

Articolo 5: Le lettere Peh e Tzadik si avvicinarono, e così fecero tutte quelle fino a che esse raggiunsero la lettera Chaf.Keter [Keter è scritto con la Chaf in Ebraico], quelle superiori e quelle inferiori furono scosse, finché tutto venne ad esistere nella lettera Bet, che è il segno per Beracha [benedizione], ed in essa il mondo fu perfetto e creato. Quando la Chaf discese da

Dobbiamo acquisire un desiderio, uno stato nel quale solo la benedizione dall’Alto può dare vita al nostro vaso spirituale. Solo se uniamo la forza della dazione e diventiamo uno con il Creatore (e non attraverso qualsiasi nostro altro sforzo) possiamo acquisire il Kli spirituale.

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Cosa è lo Schermo?

Domanda: Cosa è lo schermo? Di cosa è fatto e come lo si può riconoscere?

Risposta: Lo schermo è la forza che ti da la possibilità di pensare agli altri invece che a te stesso. È quando si acquisisce un modo di pensare, di dire e decidere totalmente diverso. Per questo quando lo si ottiene, sembra che l’uomo ritorni a nascere.

Questo viene chiamato un miracolo: “Il miracolo dell’uscita dall’Egitto”, quando esco dal mio desiderio egoista e all’improvviso i miei pensieri cominciano a preoccuparsi per gli altri. Tutti i tuoi pensieri cominciano a funzionare in questa maniera.

Per adesso il cambiamento sembra essere preoccupante. Chi desidererebbe questo? Forse ne possiamo parlare, ma nella nostra realtà interiore ne abbiamo un gran timore.

Tuttavia, questo è il cambiamento che realizzerà la Luce Superiore. Non so come lo farà. Semplicemente avverrà alla stessa maniera in cui ci ha creati. Questa trasformazione nella persona si chiama miracolo. La Luce che ha creato il nostro desiderio può effettuare anche questo “upgrade” in lei.

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Il significato di “Comandamento” nella spiritualità

Ho ricevuto una domanda: Il capitolo dello Zohar che stiamo leggendo si chiama Comandamento (Tetzaveh). Cosa significa “Comandamento”, in spiritualità?

La mia risposta: Questo si riferisce al comandamento che ci è stato assegnato. Per unirci al lavoro del Creatore, dobbiamo prima di tutto cercare di riconoscere il nostro desiderio e il motivo della nostra creazione. Dobbiamo sentire il nostro stato di essere opposti al Creatore in modo di diventare “creature”.

Non è comunque sufficiente. Questa é solo la prima identificazione della propria natura. Dopo aver fatto questo, l’uomo deve cercare si assomigliarsi al Creatore e dopo scoprirà di essere incapace di farlo. Quando nonostante tutto lui insiste ad andare avanti e lotta per arrivare al livello successivo di riconoscere se stesso, scopre che non ha desiderio di diventare similare al Creatore. Oltre ad essere opposto al Creatore ed essere incapace di diventare similare a Lui, non lo desidera nemmeno.

Tuttavia, mentre attraversa questo processo, ogni volta che l’uomo innalza il significato del Creatore, l’importanza del traguardo, e vede il suo stato come basso ed insignificante, continua a ricercare fino a che scopre che esiste un sistema di collegamento tra le anime, e da questo, può ricevere una forza addizionale. Desidererà allora, e sarà capace, di rivelare tutta la sua opposizione al Creatore, la sua mancanza di desiderio e l’opportunità di diventare similare a Lui. Allo stesso tempo sentirà un bisogno pressante di correzione, di raggiungimento di dazione per il Creatore, che supererà molte volte quello che avrebbe ottenuto da se.

Allora, equipaggiato di questo “pesante ammonimento”, che lui ha ottenuto attraverso il potere del gruppo con la proprietà della garanzia mutua (dentro la quale esiste il Creatore come garante e supporta tutto il sistema), l’uomo arriva e ricorre a Lui. L’uomo adesso ha qualcosa verso cui fare ricorso, prima non poteva fare una richiesta corretta.

Questo è il modo in cui l’uomo raggiunge l’influenza della Luce che Riforma. Lui ha realizzato la sua libera scelta ed è arrivato in uno stato nel quale il Creatore gli concede la forza. Allora, dentro la Luce, lui inizia a vedere quello che deve correggere, com’è scritto “Nella Tua Luce noi vedremo La Luce”. L’uomo inizia a vedere l’ordine del Creatore: correggere tutte le sue 613 proprietà, una a una.

Ora l’uomo ha capito come ogni proprietà, forza e desiderio sono corrotti, come devono essere corretti, quello che ci guadagna con la correzione e come influenza l’intero sistema comune. Il Creatore è rivelato attraverso il sistema comune. Allora gradualmente, attraversa l’intero processo della Tora ed i comandamenti, corregge tutti i sui desideri con l’intenzione di dazione per il bene della dazione e perfino per l’intenzione di ricevere per il bene della dazione, che non è per il bene del piacere, ma piuttosto per il bene del Superiore.

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L’esilio è un grado spirituale

Lo Zohar, Capitolo Vaigash (Ieudà gli si avvicinò), articolo 120: … Ed è anche scritto, “Io discenderò con te in Egitto”, cioè la Divinità discese in esilio con lui, e in tutti i lati in cui Israele fu esiliato, la Divinità si esiliò con essi.

In altro modo, non sarebbe un esilio. Esilio significa che ti senti in occultamento. Senti che la spiritualità (il Creatore) esiste e senza dubbio, vedi solo il suo contrario. Questa spiritualità brilla in te in una maniera che ti permette di sentire la presenza del Creatore, ma in maniera occulta. È solo allora che si chiama esilio.

Se la tua sensazione di occultamento del Creatore è assente, questo non è esilio. Fino a dove ti concerne, Egli semplicemente non esiste; ciò significa che esisti in un livello inferiore alla spiritualità. L’esilio è una sensazione spirituale che è al di sopra del livello del nostro mondo. Per tanto, non possiamo dire che la gente di questo mondo si trova in esilio.

Tuttavia, se intuisci che qui deve esserci qualcosa di spirituale, se hai questa sensazione, oppure hai in qualche modo familiarizzato con ciò che è nascosto, allora sei in esilio. Questa è una connessione che brilla attraverso il suo contrario, con una luce nera invece di una bianca. Da ciò si deduce che “Israele in Egitto” è un grado spirituale. Avete una Luce, un’illuminazione speciale, in modo da non separarvi dalla spiritualità; considerando che siamo “come bestie mortali” finché non abbiamo la sensazione dell’esilio.

Oggi, leggendo il Libro dello Zohar,poco a poco, ci svegliamo dalla nostra esistenza bestiale e la realtà del nostro esilio sta diventando più evidente. Non è poca cosa il poter ascendere al livello dell’esilio. Per riuscirci, hai bisogno di sentire veramente l’occultamento, l’aspirazione (il desiderio) per il mondo spirituale; hai bisogno di distinguere tra le tenebre che è Lui che si occulta da te e come puoi acchiapparLo.

L’esilio è il contrario del grado spirituale chiamato rivelazione. La sensazione ed il lavoro di questo lato contrario è parte dell’opera del Creatore.

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Il nostro lavoro è di preparare il desiderio

In accordo ai Kabbalisti, lo Zohar è la parte più efficace di tutta la Torah e di tutti i libri di Kabbalah. Perché? Questi libri sono chiamati santi (la proprietà di Binà) perché sono scritti dalle vette dell’acquisizione spirituale. Quindi, leggendoli, possiamo attrarre su di noi la Luce che ci riporta al Creatore (alla somiglianza con Lui).

Tuttavia, possiamo correggere il desiderio di ricevere solo attraverso il desiderio di correggerci perché non c’è Luce, non c’è riempimento senza un desiderio. Da qui, dobbiamo chiedere che la Luce agisca su di noi e ci trasformi. Questa Luce è chiamata “Luce Circondante” perché brilla su di noi da lontano. Sotto l’influenza della Luce, la nostra “cattiva intenzione” si trasforma in una “buona intenzione”. Allora, nella misura in cui il desiderio assomiglia alla Luce, questa lo riempie.

Dunque prepararsi allo studio della Torah significa acquisire il desiderio per la correzione. Questo desiderio è preceduto dalla comprensione che la nostra natura è cattiva (per noi). Il male nella nostra natura è la nostra incapacità ad unirci! La nostra unione è proprio il vaso in cui la nostra vita spirituale Superiore può essere rivelata.

Per questa ragione, dobbiamo tentare di stabilire una connessione reciproca ed unirci. Ciò è esposto negli scritti in cui Israele si trovava ai piedi del Monte Sinai: “come un uomo con un cuore”, “tutti gli Israeliani sono amici” e “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dopo aver scoperto la nostra incapacità ad unirci e cominciare a sentire cosa ci impedisce di raggiungere il nostro buono stato, allora MAN, una vera preghiera, il desiderio di diventare corretto, emergerà in noi.

Cioè, la preparazione per lo studio della Torah equivale ai tuoi sforzi per unirti, sentendo quanto siamo incapaci di farlo e realizzando questo stato come cattivo, come un ostacolo sul cammino verso il bene. Cioè, lo studio della Torah viene dopo la corretta preparazione; MAN emerge da sé.

Possiamo pensare e chiarire tutto questo già mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Nel frattempo la Luce ci aiuterà nel nostro lavoro.