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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.06.2011

Dal Libro di Shamati, Articolo 161 “La materia del Dono della Torah”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), Il Guardiano dice, “Ascolta Israele: Benedetto sia il Nome del Suo Regno per sempre”
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Che non ci siano i ricchi o i poveri?

L’essenza del metodo è di risvegliarci in modo che ci possiamo muovere il più velocemente possibile, per prendere la forza dello sviluppo nelle nostre mani e controllarla. Questa è la ragione per cui organizzo un ambiente composto da persone come me, in modo che mi influenzi e mi dia un’aggiunta di potere. Vale a dire, tutto dipende dalle impressioni che ricevo dall’ambiente- questa è la misura della mia capacità di avanzare.

Ma io esisto in un sistema di forze e devo sapere come ottenere da questo sistema il meglio e la massima influenza, così da non danneggiare me stesso e l’ambiente. In verità, il male causato all’ambiente mi ritornerà. In questa influenza c’è una forza che si chiama “l’occhio malvagio-il malocchio”, cioè l’egoismo umano non corretto e non coperto da uno schermo, che un uomo può mettere in moto senza saperlo. Oppure l’uomo può essere anche consapevole di queste azioni, ma non può farci niente.

Se un uomo vede che qualcuno ha più successo di lui, diventa geloso, sia che lo voglia oppure no. Il che può essere anche una cosa positiva, una gelosia produttiva, che spinge l’uomo verso lo sviluppo. Cioè, si potrebbe trattare di “un occhio positivo”, che si ha quando invidio qualcuno e provo a progredire. Oppure può essere “l’occhio malvagio-il malocchio”, quando sono così geloso che voglio uccidere l’altro uomo, perché è più grande di me e questo avvelena il mio spirito.

C’è una barzelletta a questo proposito: “Stai facendo una rivoluzione che cancellerà i ricchi dal mondo? Noi stavamo sognando un mondo senza i poveri…” Lo stato che desideriamo fa tutta la differenza: che non ci siano i ricchi o i poveri? Con quale occhio guardiamo?
E lo stesso vale nel lavoro spirituale: quando guardiamo ad un amico che è più grande di noi, vogliamo farlo cadere o vogliamo avanzare?
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Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26/05/2011, Gli scritti del Rabash

Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.06.2011

Scritti di Rabash, Articolo 12
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), Il Guardiano dice: “E’ mattino”, Punto 100, Lezione 5
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Talmud Eser Sefirot, Parte 1, Punto 33, Histaklut Primit, Lezione 24
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 942
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Noi siamo cambiati

Domanda: Qual è la differenza tra la necessità di preparare la lezione prima del Congresso e ora?

Risposta: È ormai chiaro a tutti noi che siamo sotto la regola del desiderio egoistico che non ci lascerà mai a rivelare il Creatore da soli, senza l’aiuto dall’alto. Noi abbiamo rivelato la nostra impotenza un po’ di più, l’incapacità di andare avanti con le proprie forze, e, contrariamente a ciò, siamo giunti a renderci conto che c’è una Forza Superiore che può fare questo se lo vogliamo davvero.

È diventato un po’ più chiaro, ma che “un po’” davvero tanto! È una rivelazione dall’ alto. In realtà è “l’ illuminazione del giorno,” come “illuminazione della luce,” e la luce ci rende visibile l’ egoismo, qualcosa che Baal HaSulam chiamava “la rivelazione del malvagio”. Il Congresso ha fatto il suo lavoro.
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Mille volte il giusto cadrà e si rialzerà

Domanda: Perché la mia mente capisce che il Creatore è degno di essere giustificato per quello che mi fa in questo momento e tuttavia mi sento male? Perché non posso influenzare il mio stato interno con azioni esterne come la preghiera?

Risposta: Quello che il tuo desiderio sente in questo momento, in realtà sei tu. Nella spiritualità non puoi fingere e dire qualcosa che non senti. Devi arrivare alla correzione del tuo cuore e prima di tutto, dobbiamo anche verificare cosa c’è esattamente nei nostri cuori.

Se piangi, cosa piange in te: i tuoi occhi o il tuo cuore? Questa è la differenza! Il problema è che tutto quello che facciamo è nell’esteriorità, mentre la scienza della Kabbalah è la saggezza interiore, la parte interna della Torà. Devi scavare fino al cuore dei cuori, studiarlo e sperimentarlo.

Allora capirai che le azioni esterne ostruiscono solo e coprono l’immagine autentica, ti ingannano e ti confondono. Hai bisogno di svestire il tuo cuore e lavorare su di esso senza nessuna teatralità, lamenti e lacrime esterne!

Se prendi un calmante e la smetti di arrabbiarti, davvero questo trasformerà il peccatore in giusto dentro di te? No, tutto viene valutato dalla sensazione interna del cuore, e sappiamo cos’è questo. Pensiamo che tutto quello che dobbiamo fare sia amareggiarci e piangere. La Kabbalah non cancella le azioni esterne ma vuole che riflettano gli stati interni, poiché se questo non avviene, il nostro lavoro non ha senso e non realizzeremo il nostro destino.

Pertanto, non temere di dover diventare un “peccatore” in un punto ed un “giusto” in un altro. Sono due tappe dello stesso grado spirituale, come è detto: “Uno non può realizzare una Mitzvà (comandamento) a meno che prima non la infranga”. Questo significa che bisogna prima sottomettersi al peso del cuore (un peso addizionale dell’egoismo) ed è considerato come un “peccatore” che ha infranto la “Mitzvà” e sente fino a che punto è incapace di realizzarla.

Quindi si fortifica con l’aiuto dell’ambiente, esige la Luce che Riforma, corregge il suo desiderio e diventa “giusto” solo per cadere un’altra volta. Dopotutto, riceve un’altra dose di desiderio egoista e diventa ancora una volta un peccatore col fine di continuare a correggersi per diventare “giusto”. È detto: “Mille volte il giusto cadrà e si rialzerà”.

Ogni grado spirituale comincia con un nuovo carico di egoismo e lo inizi come un “peccatore”. Più tardi, finalizzi la sua correzione ed arrivi all’adesione con il Creatore in questo grado ed allora sei considerato un giusto.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Shamati 16)

Le tre parti dell’umanità

La Luce genera il desiderio e lo controlla. Inizialmente il desiderio non ha un movimento indipendente che non sia spinto dalla Luce; però se questo è il caso, come posso io presentare qualsiasi iniziativa, quello che viene chiamato “risveglio dal basso” (Itaruta de Letata) che si esige da me?

Questo risveglio è possibile perché la Luce si sforza di portare il desiderio di autocoscienza ed il comportamento cosciente, affinché il desiderio si senta autonomo ed indipendente dalla Luce. Allora, una volta che è in sé e libero dalla Luce, il desiderio può decidere cosa vuole ed esigere dalla Luce un cambiamento.

Questa richiesta può essere egoista, quando il desiderio vuole riempirsi in ragione della sua natura originale. Tuttavia, con l’aiuto della Luce, è possibile che il desiderio raggiunga uno stato nel quale vuole un cambiamento reale e chieda il riempimento non per il suo bene, ma per il bene della Luce, del Creatore e degli altri.

Le persone che desiderano ottenere questo tipo di richiesta e chiedono il bene degli altri, si chiamano “Israel” (dall’ebraico “Iashar Kel”, diretto al Creatore); mentre tutti gli altri che desiderano semplicemente riempirsi senza nessuna connessione con la Luce, si chiamano “secolari”. Se una persona pensa che la Luce possa aiutarla a riempirsi, è chiamata “religiosa”. Tutta l’umanità si divide in queste tre parti.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.05.2011, Shamati 5)

L’ultimo tassello che fa accendere la Luce

Domanda: Tu dici che Lo Zohar è il sistema dei legami tra di noi. Come vengono espresse queste connessioni nello Zohar: nella forma delle lettere o nel significato dietro le parole?

Risposta: Non troverete i simboli di queste connessioni nelle lettere o nelle parole, ma neanche senza di esse. Dovremmo guardare allo Zohar come ad uno strumento di connessione e niente di più. Io non so come funziona. Tutto quello che so è che se i miei desideri sono corretti e leggo lo Zohar con la speranza che questi desideri vengano appagati, succederà.

Mettiamo di avere a disposizione un certo dispositivo, da inserire nella corrente elettrica e che possiamo regolare, ma manca un ultimo dettaglio: un pochino di più del nostro pensiero o del nostro desiderio perché succeda, perché il dispositivo inizi a far passare l’elettricità ed incominci a funzionare.

Dovrei solo cercare di averlo prima, niente di più. Questa situazione è considerata come “in attesa di salvezza”. Ma noi dobbiamo, al massimo della nostre capacità, preparare i nostri desideri e i nostri bisogni in modo da renderli, più che possiamo, pronti alla correzione. Infatti, un desiderio che non si è manifestato non merita correzione. E nemmeno i desideri che appartengono al passato o anche nuovi desideri o perfino lo stesso desiderio, ma ad un livello più elevato, non meriteranno la correzione se non saranno venuti in superficie.

Tutto deve avvenire con la massima precisione, e allora la Luce che Corregge arriva e realizza la nostra unione con il Creatore. Questo è ciò che il nostro lavoro comporta.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dello 08.05.2011,Lo Zohar)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 31.05.2011

Scritti di Rabash, Lettera 22
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), “Tre colori in una fiamma”, Punto 61, Lezione 4
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Talmud Eser Sefirot, Volume 1, Parte 1, Histaklut Primit, Punto 31, Lezione 23
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Baal HaSulam, Articolo “La Pace”, KFS, Pagina 275, Lezione 3
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 30.05.2011

Shamati, Articolo 70 : “Con mano forte e con scatenamento di furore”
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Il Libro dello Zohar, Truma (Donazione), “Tre colori in una fiamma”, Punto 42, Lezione 3
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Talmud Eser Sefirot, Volume 1, Parte 1, Histaklut Primit, Lezione 22
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Baal HaSulam, Articolo “La Pace”, KFS, Pagina 264, Lezione 2
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Cosa si nasconde dietro l’illusione del progresso

Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione: questo è quanto accadde con i tedeschi, i quali avevano pensato di essere una delle nazioni più civilizzate e che durante la notte, divennero una nazione di selvaggi, la più orribile delle società primitive che siano mai esistite al mondo. D’altra parte Hitler fu eletto dalla maggioranza.

Stiamo trattando della domanda sulla società umana: come avanziamo? Sembra che di generazione in generazione, diventiamo più avanzati, ma in che senso siamo più avanzati? Nella scienza e la tecnologia o nella struttura sociale? O forse ci evolviamo nei nostri valori umani? Proprio questo è particolarmente scorretto.

L’egoismo aumenta nel corso di tutta la storia, però non lo riformiamo e mentre si accumula, peggioriamo. Invece della vera correzione, rivestiamo e copriamo il nostro egoismo, affinché non ci sfugga dalle mani e ci disturbi mentre viviamo. Al contrario, semplicemente ci divoreremmo a vicenda. Essenzialmente, di generazione in generazione, diventiamo sempre più abili nell’occultare il nostro ego, mentre l’odio continua ancora a crescere.

Abbiamo l’opportunità di “scorrazzare” nascondendoci dietro i telefoni, i computer e tutti gli altri tipi di schermi e questo aiuta. Tutti hanno un’abitazione o anche un appartamento, tutti hanno la loro macchina, non passano a prendere nessuno, la gente non si sposa e rompe i suoi legami di sangue. In definitiva, costruiamo uno scudo, una cortina, tra i germogli dell’egoismo umano e pertanto, continuiamo a vivere come se tutto andasse bene.

Ci sfugge, ma i servizi che sviluppiamo nella società moderna, sono destinati a liberare lo spazio nel quale tutti vivono per evitare un confronto con gli altri. Lo stato e l’assicurazione medica, i piani pensionistici, le vacanze sono tutti esempi delle nostre intenzioni di dare alla persona sempre più opportunità di sentirsi indipendente dalla società e di isolarsi dall’ego altrui. Noi ci sforziamo di insegnare e di permettere a tutti di restare dentro di loro e di non uscire per il resto delle loro vite.

Come risultato, la nostra natura non si corregge e per questo è diventata molto più spietata di quello che era nei millenni precedenti. Impariamo semplicemente a tenerlo nascosto e pertanto, siamo aggrappati all’illusione che la nostra civilizzazione stia ancora progredendo.

In realtà, comunque, non è molto difficile risvegliare il nostro egoismo, mostrare il nostro male nella maniera più chiara. Dopotutto, si sta liberando all’interno e tutto quello che c’è da fare è aprire la valvola e questo si diffonderà come un’inondazione.

Inoltre, si diffonderà a tal punto che l’uomo sarà disposto a fare qualsiasi cosa, senza nessun tipo di empatia, visto che non sente gli altri sotto la corazza del suo ego. Lui ucciderà, massacrerà bambini ed adulti, famiglie ed intere nazioni. Lui classificherà la gente per conto proprio: lui è negro, è bianco, è ebreo, è gitano e così via. Una persona può inventare migliaia di criteri o ragioni per ammazzare: le persone più vecchie che hanno vissuto la loro vita, i bambini nati con difetti, ecc …

In altre parole, senza nessun tipo di pentimento o rimorso, ma con orgoglio e sangue freddo, l’uomo farà agli altri ciò che vuole, perché non sente che anche loro sono esseri umani, che hanno diritto ad esistere come lui. Non stiamo parlando dei tedeschi, ma di tutti noi, fintanto che non ci correggiamo. Se il nostro desiderio egoista si risveglia apertamente, tutti saremo così. È successo con i tedeschi proprio perché erano i più avanzati, mentre oggi può succedere con qualsiasi altra nazione.

Molti paesi si sono evoluti quanto basta affinché il nazismo si manifesti attraverso di loro in maniera naturale e semplice. Loro non sentiranno vergogna di fare qualsiasi cosa e di agire in accordo agli stessi calcoli che i tedeschi erano soliti fare per estinguere gli ebrei ed altri popoli. Oggigiorno, la maggior parte del mondo è pronta a farlo. Se non correggeremo il nostro egoismo, la più piccola scusa, una piccola scintilla, sarà sufficiente e la gente realizzerà il suo ego senza pietà, metodicamente ed in maniera precisa. Loro verranno e distruggeranno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione del Giorno dell’Olocausto)