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Il luogo nel quale siamo uniti

Domanda: Cosa significa fare il lavoro interiore?

Risposta: La persona deve fare il lavoro interiore 24 ore al giorno. Può essere che una persona sia così assorta in esso che arrivando alla lezione, non veda una sola delle parole scritte nel libro, ma questo non importa. La chiave è quello che succede dentro di lei.

Non devi incolparti. Il lavoro interiore è quando continui a cercare di mantenerti in adesione con l’essenza interna del gruppo. Come risultato, aprendo il libro, quello che vedi non è una conoscenza esterna, ma l’informazione che descrive i tipi di unione con gli amici del gruppo e più di questo, con l’anima integrale.

Cominci ad accorgerti che lo Studio delle Dieci Sefirot, il Libro dello Zohar e gli scritti di altri kabbalisti descrivono solo i diversi tipi di connessione tra te e gli altri; e se desideri onestamente avere chiara questa connessione, di fatto stai studiando la Torà (la parola “Torà” in ebraico deriva dalle parole “Ohr”, Luce, e “Oraa”, istruzione).

Domanda: Allora, il mio lavoro risiede nella ricerca di questa rete interna tra di noi, vero? Tuttavia, come posso utilizzare il mondo fisico per questa?

Risposta: Tutto il nostro mondo è lo stesso tipo di rete tra le persone, ma è la sua manifestazione più esterna. È per questo che lo sperimentiamo come corrotto.

In quanto alla nostra rete interna di connessione, sperimentiamo 125 gradi consecutivi di unione maggiore ed integrale tra di noi. Comunque, il nostro stato attuale nel mondo esterno è obbligatorio; è qui che cominciamo ad esistere affinché possiamo approfondire questa connessione sempre di più.

Abbiamo bisogno di una base che non ha a che vedere col muoversi verso l’interno e questa è la rete esterna di connessione tra di noi, nella quale esistiamo nel mondo fisico. Solo adesso si rivela quanto sia corrotta davvero questa connessione, mentre prima, semplicemente, non ci pensavamo. Questo è ciò che ci obbliga a fare le correzioni.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 25.03.2011, Scritti del Rabash)

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La nazione che non ha niente eccetto un’idea

Domanda: Si può classificare il genocidio degli ebrei come un fenomeno specifico?

Risposta: Non è semplicemente un evento storico, ma un fenomeno naturale che ha la sua radice nella natura stessa. L’estinzione di altre nazioni nella seconda guerra mondiale ha a che vedere in particolare con i piani della Germania di “ripulire” i territori ed il suo scopo era di risolvere il problema dell’approvvigionamento dei prodotti agricoli. Tutto questo era calcolato in anticipo.

Tuttavia, la radice del “problema ebraico” si sente istintivamente dai tempi antichi fino ai giorni nostri. La nazione d’Israele è un popolo speciale, il guardiano del metodo della correzione del mondo. Pertanto, quando un’altra nazione cerca di imporre il suo sistema (diciamo, il nazismo) e stabilire il proprio ordine mondiale, essa sente istintivamente che nel mondo c’è qualcuno che possiede un altro metodo che contraddice il suo.

“Io affermo che l’unità è possibile solo se il nostro popolo tedesco si unisce e sottomette il mondo al suo ordine ed al suo potere. Tutta la Terra deve appartenerci, ma esiste un’altra nazione che afferma di avere il metodo. Non ha un potere reale, né un paese, né un esercito, niente eccetto un’idea. Quest’idea è vissuta negli ebrei per millenni, è stabilita in natura e non c’è niente che io possa fare; però, nel frattempo, la mia attuale soluzione è totalmente opposta alla loro”.

Questo ha a che vedere con delle ideologie che competono tra loro: “Non solo ho bisogno di sottomettere gli ebrei, ma di cancellarli dalla faccia della terra. Solo la loro estinzione totale proverà che sono nel giusto, il che sarà appoggiato dalla natura stessa, dalla forza superiore, dal Creatore. Se nonostante questo li lascio vivere, non sarò capace di provare nemmeno a me stesso che la mia soluzione al problema dell’unità nazionale e mondiale è corretta.

I tedeschi volevano unire la loro nazione, imporre un ordine corretto (dal loro punto di vista) ed in questo caso, non avevano un nemico più odioso degli ebrei, i quali avevano un metodo diverso per unire il mondo. Gli ideologi possono vederlo in maniera naturale. Questo ha la sua radice nel desiderio collettivo del mondo.

Una nota in riferimento all’argomento: Julius Streicher, un ideologo razzista giustiziato dopo che il tribunale dei crimini di guerra di Norimberga lo condannò per crimini contro l’umanità a causa della sua propaganda antisemita ed al suo richiamo al genocidio, durante la sua esecuzione alla forca gridò: “Purim 1946!” (La festività ebraica di Purim è la celebrazione della vittoria sui nemici degli ebrei).
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione del Giorno della Memoria)

 

Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.07.2011

Shamati 5, “Lishma è chiamato risveglio dall’ alto e perché c’è bisogno di un risveglio dal basso”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) “Prenderanno per me una donazione”, Punto 365, Lezione 15
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 572, Lezione 17
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Shamati 5, Lishma
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Da dove viene il timore dello Zohar?

Domanda: Partecipando alla settimana del libro ebraico, ho osservato un fenomeno interessante: una persona passa per uno stand di libri, vede il libro Scoprire lo Zohar, e la sua reazione mostra che ha aspettato tutta la vita questo momento. Lei vede il libro e non osa prenderlo nelle sue mani, ritorna anche, dopo aver camminato in cerchio. È ovvio che c’è una lotta interiore.

Molte persone dubitano nel prendere questo libro, sentendo un certo timore innanzi ad esso, anche quando inconsciamente qualcosa dice loro che la verità è nascosta in esso. Se ne vanno anche addolorate per non aver preso il libro. Come spiega questa paura?

Risposta: Questo è uno dei problemi contro i quali dobbiamo lottare e dobbiamo aiutare le persone a superare questa paura. Questa è correzione. Nessuno ne ha colpa, come è detto: “Vai con l’artigiano che mi ha fatto”.

Esistiamo nella natura egoista che deve sentire la negazione, la paura, il rifiuto di ciò che si suppone ci porti alla correzione. Questa si riveste in un certo tipo di timore verso il libro, verso i risultati della sua lettura, come se potesse dannarci. In essenza, questa è la preparazione alla correzione.

Questa sensazione nasce non perché si è parlato alle persone della proibizione di toccare il libro. Niente succede senza una ragione; al contrario, il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci ha preparati in modo tale che manteniamo una certa distanza dalle correzioni.

Non c’è scelta: dovremo lavorare su questo, spiegarlo e fare uno sforzo; ma in ogni caso, non date la colpa a nessuno. Nessuno lo ha fatto di proposito. La stessa natura del nostro ego, il nostro desiderio di ricevere, ci dispone contro qualsiasi cosa associata alla correzione, forzandoci ad esserne il più lontani possibile.

Vale la pena studiare questo comportamento. Un giovane moderno, che non si preoccupa di niente, all’improvviso sente una paura inspiegabile davanti allo Zohar.

Questa è la natura. Anche se non ha sentito niente riguardo a questo libro, scopre in sé alcuni pregiudizi primitivi, medioevali, come se non fosse più una persona moderna.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06. 2011, lo Zohar)

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Diventa geloso dei tuoi amici

Commento: Nella nostra epoca di sazietà so in anticipo che non devo fare nessuno sforzo per comprare una Mercedes perché in un mese o due l’incanto svanirà ed io comincerò a desiderare qualcos’altro …

Risposta: Questo è sicuro, ma adesso stiamo parlando di uno scopo spirituale, non di una Mercedes. Se per te c’è qualcosa di più importante dello scopo, allora uscirai dal cammino, è ovvio.

Commento: Ma lo scopo spirituale stesso non mi è chiaro. Non so neppure cosa sia.

Risposta: Questo prospetta una domanda: “Ti porta questo alla ricerca della verità?”. Se non è così, allora non stai avanzando. Ogni giorno hai bisogno di fare un calcolo interno: “Da un lato, cosa ho e dall’altro di cosa manco? E quando otterrò quello di cui manco?”.

Al contrario, se stai perdendo la direzione e la pressione, come avanzerai per realizzare il tuo desiderio? Se non fissi uno scopo davanti a te in ogni momento, non lo raggiungerai. Oppure supponi che stai salendo su un treno con il biglietto già pagato?

In altre parole, sei diventato pigro come gli altri, aspetti che la sofferenza cominci a spingerti in avanti e sei convinto che arrivare semplicemente in tempo avrà effetto? È così?

Commento: Certamente, ma come posso obbligarmi a realizzare queste prove quotidiane? Non è che io abbia la podestà dei miei pensieri.

Risposta: Chiedi ai tuoi amici che ti incitino. Loro sono migliaia di gradi al di sopra di te, dunque, perché non sei geloso di loro? Perché non ti vergogni davanti a loro?

Ci sono persone intorno a te che hanno attraversato il Machsom. Certamente, tu non sai cosa sia, credo che hai sentito questa parola prima d’ora. Queste persone sentono la spiritualità in piccola misura, ma è così; e cosa dire di te?

Tuttavia, tu non lo vedi ed è per questo che non sei geloso di loro. Questo è giusto, ma tu non lo vedi perché l’intenzione di dare regna in loro. Se fossero loro a rivelartelo, anche solo un poco, dovresti ritornare di corsa alla tua Mercedes. È per questo che loro non si rivelano. Tuttavia, cerca di essere geloso in qualche modo delle loro realizzazioni. Devi semplicemente farlo.

Il Creatore è disposto a darci l’Infinito, ma non possiamo ricevere nient’altro che la più sottile illuminazione che Lui ci invia per sostenere la nostra esistenza attuale. Tu hai bisogno di pensare a come raggiungere la vergogna e per questo hai bisogno di esercitarti in mezzo al gruppo. Al contrario, non succederà niente.

Fin quando non costruirai un sistema di relazioni con il gruppo come quelle che desideri avere con il Creatore, non succederà, né ti si rivelerà niente. È come se ti venisse dato un kit di costruzioni con una gran quantità di piccoli pezzi da unire in una determinata struttura. Se lo farai, ti verrà data una sfida più grande.

Ma senza di questo non c’è avanzamento, né per migliorare, né per peggiorare.
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[Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)”]

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Cos’è La Luce di Chokhmà?

Baal HaSulam, lo Studio delle Dieci Sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”: domanda 18. Cos’è Chokhmà? Questa Luce è la base della vita dell’essere emanato.

Dalla prospettiva dell’essere emanato, la Luce superiore che ha creato il desiderio di ricevere piacere si divide in due forme, perché nascono due tipi di attitudini nell’essere emanato: 1) l’attitudine verso il riempimento e 2) l’attitudine verso il Datore di questo riempimento. Pertanto, quando si parla della Luce che ha creato il desiderio di ricevere piacere, che riempie il desiderio e se ne cura, questa Luce si chiama Chokhmà (saggezza). Quando parliamo della Luce della correzione che riempie l’essere emanato con l’attributo della dazione, si chiama Luce di Hassadim (misericordia).

In verità, la Luce esterna dell’essere emanato è uniforme. La Luce superiore resta sempre in riposo assoluto e tutte le qualità ed i fenomeni in essa, quali la “Luce che Riforma” e in una “linea” o “interno” e la Luce “Circostante”, non sono altro che impressioni della creatura, partendo dall’influenza di questa stessa Luce.

Quando ci riferiamo alla vita dell’essere emanato, questa Luce si chiama Luce di Chokhmà e quando parliamo della nostra dazione al Creatore, si chiama Luce di Hassadim. Questi sono i due principali tipi di Luce, che più avanti si dividono in diversi sottotipi.

In conclusione, la Luce che agisce attraverso il desiderio di ricevere piacere della creatura, si chiama Luce di Chokhmà.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21 Giugno 2011, Talmud Eser Sefirot)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.07.2011

Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 578, Punto 25
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, “Cosa cercare nell’ Assemblea degli Amici”, Inizia con: “Con tutto quanto sopra, si può capire….”
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Perché Abramo?

Baal HaSulam, “Matan Torà(Il Dono della Torà), articolo 5: in primo luogo dobbiamo capire perché la Torà fu data specificamente alla nazione di Israele e non a tutti i popoli del mondo allo stesso modo. C’è qui, Dio non voglia, del nazionalismo?

Come sappiamo, la Torà da una risposta negativa a questa domanda. Questa spiega che Abramo, l’antenato del popolo di Israele, era un sommo sacerdote dell’antica Babilonia, tra le persone che erano molto lontane dal conoscere la realtà del Creatore. Lui rivelò il metodo kabbalistico come per caso, anche se, ovviamente, era già abbastanza sviluppato internamente.

Ci furono dieci generazioni da Adamo, il primo uomo che rivelò il mondo spirituale, fino a Noè e dopo altre dieci generazioni fino ad Abramo. Di fatto, stiamo parlando dello sviluppo interno dei punti nel cuore, il primo dei quali fu Adamo. È possibile immaginare questo processo come dei cerchi concentrici, che irradiano dal centro verso l’esterno. Il ventesimo cerchio dello sviluppo del desiderio è rappresentato da Abramo.

Pertanto, Abramo aveva già un fondo, una base interna preparatoria che fu creata inizialmente nel grado di Adamo. Il livello di Abramo era molto alto. Mentre Adamo rivelò il Creatore con un piccolo desiderio di ricevere, Abramo Lo rivelò al di sopra del grande desiderio egoista che nacque a Babilonia. Da un lato, aveva la base necessaria e dall’altro, il carico del cuore. Di solito, l’una è incompatibile con l’altro.

Come risultato, Abramo fu capace di capire e sviluppare il metodo kabbalistico, mentre Adamo, con un piccolo vaso ed una piccola Luce che non era cresciuta ancora, non potette svilupparlo, divulgarlo, spiegarlo e portarlo alla gente.

Baal HaSulam spiega l’ordine dello sviluppo globale che si divide in tre fasi di duemila anni ognuna: HBD (Chokhmà, Bina, Daat), HGT (Chesed, Gevurà, Tifferet) e NHY (Netzah, Hod, Yesod). A prescindere dal fatto che i vasi puri dei primi kabbalisti fossero vicini alla Luce, è impossibile rivelare il metodo senza desideri grandi, smisurati, che richiedono per la loro rivelazione, delle Luci più grandi nella ricchezza dei dettagli.

Essenzialmente, ci è chiaro che per rivelare il metodo in una certa profondità, si necessita di grandi desideri, di un grande egoismo, contro il quale si rivela la grande Luce. Solo allora avremo l’opportunità di presentare delle cose nuove da capire.

È per questo che Abramo divenne il fondatore del metodo della correzione. Non poteva essere descritto adeguatamente prima di lui perché non c’era ancora niente da correggere. Le condizioni a Babilonia divennero la base. Il punto nel cuore si risvegliò in Abramo e in migliaia di suoi studenti e si diressero nella terra di Canaan, verso il desiderio destinato alla correzione, in modo che questa, in futuro, potesse diventare la terra di Israele.

Babilonia è un desiderio corrotto che rivela la parte che può essere corretta. Il lavoro su questa parte la trasforma nella terra di Canaan. Con il tempo, il desiderio egoista appare in essa e diventa l’Egitto, dopo, il deserto ed in fine, la terra di Israele.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)”)

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Il pericolo non è passato

Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione: non c’è nessuna speranza che i Nazisti muoiano quando gli alleati vinceranno, perché domani gli Anglosassoni abbracceranno il Nazismo, poiché anche loro sono nel mondo della democrazia e del Nazismo.

Nessuna nazione sviluppata può evitare il regime Nazista, a meno che non preveniamo questa malattia prendendo un potente rimedio, a meno che l’egoismo, il quale è completamente chiuso in se stesso, si riformi. Perché il Nazismo e specialmente il Fascismo, sono così attraenti? “Fascio” in italiano significa vincolo, unità. Questa è la risposta al perché la gente gravita per essere un tutt’uno. Pertanto, proprio questo minaccia le nazioni sviluppate. Il loro ego sta crescendo e stanno cominciando a sentire la necessità di unirsi, visto che è programmato in natura.

Le loro azioni però, sono basate sulle forze dell’egoismo: le persone rinunciano ai loro profitti e diventano una nazione unificata. Loro vogliono essere totalmente uguali, se non in termini di possedimenti, almeno in termini di solidarietà unificata. Il contadino ed il primo ministro si assomigliano, loro condividono l’orgoglio nazionale, che mettono al di sopra di altre persone.

Questo è di fatto un tipo di “unità nazionale” che il nostro sviluppo sta richiedendo, una risposta alla domanda del tempo che non include la correzione dell’egoismo. In altre parole, il Fascismo è la risposta al richiamo della natura per l’unità. Il richiamo in sé è chiaro, è opportuno e corretto e per ottenere la forza, la gente comincia a guardare alle altre nazioni con disdegno. Ai loro occhi, le altre nazioni sono lontane dal capire o sentire e non sono pronte per questo richiamo.

È da lì che vengono tutti i dittatori che riuniscono la nazione, tutti i Nazisti ed i Fascisti. Essenzialmente, loro rispondono a certe domande e da lì il pericolo pende ancora su di noi; non è ancora finito nell’umanità e gli eventi del 20° sono stati solo una “dimostrazione” di quello che può ancora succedere. Il Fascismo ed il Nazismo ci minacciano ancora.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione del Giorno della Memoria)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.07.2011

Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 575, Punto 22 – Con Igal Malee
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Scritti di Rabash, Articolo 14 “Il bisogno di Amore degli Amici” – Con Yait Oren, Shay Zamir
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