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Quando i problemi non vengono risolti uno alla volta

Domanda: Quando un uomo incomincia ad ascoltarci, in modo naturale gli viene di chiederci: cosa dovrei fare?

Risposta: Si devono ricevere sempre più informazioni sul fatto che il benessere del mondo dipende dalla giusta connessione tra gli uomini. Ed in modo principale dipende proprio da questo. I soldi, il posto di lavoro, la pensione, le vacanze, la salute, l’ecologia, il clima, l’educazione, le relazioni materiali – e tutto quello che possiamo immaginare non può essere costruito o corretto “di testa”.

Ma che cos’è un problema? Se ci troviamo in una crisi finanziaria, allora stampiamo più soldi e lo distribuiamo a chiunque dobbiamo. Abbiamo un problema con la Libia? Allora facciamo pressione sulla Libia. Tutto questo non ha senso, ma non del genere di cui si può riderne. E’ un nonsenso molto amaro.

Non importa quale sia il problema, oggi è impossibile trovare una soluzione di tesa, direttamente, anche se questo è il modo in cui ci siamo comportati in passato. Tutto era molto facile: qualcosa succedeva qui, allora lo correggevamo qui, qualcosa succedeva là e allora lo correggevamo là. Ma questo sistema non funzionerà più. Adesso è impossibile continuare così.

Siamo finiti in un sistema chiuso, e mentre cerchiamo di aggiustare una delle sue parti, un’altra si rompe. Oggi dobbiamo conoscere tutto il sistema. Oggi dobbiamo includere questo sistema dentro di noi, pensare in modo globale come fa questo sistema, e percepirlo in modo globale. Questo è il solo modo in cui possiamo farcela.

Perché le riunioni del G7, 8 o 20 sono inutili? Perché non un solo programma governativo per uscire dalla crisi riesce a funzionare? Qui sta tutta la ragione.

Dobbiamo comprendere che la garanzia mutua è la soluzione ed il giusto approccio a qualunque problema.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.07.2011, L’Arvut)

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Il mio ruolo nel gruppo

Domanda: Quale dovrebbe essere il mio ruolo nel gruppo: Zeir Anpin o Malchut? O ambedue?

Risposta: Tu hai bisogno di riempire i tuoi amici con tutte le tue forze. Questo è il comandamento principale della Torà: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Io non sono Malchut, sono Zeir Anpin. Il mio unico desiderio è ricevere i desideri di tutti e riempirli.

Allora, chi rappresenta Malchut? Io gioco il ruolo di Malchut davanti ai miei amici, col fine di ricevere da loro la forza di dare. Questo è un canale differente di interconnessione. Ricevo da loro la forza per essere il datore e quindi mi elevo al di sopra di loro per dare loro. Le cellule del corpo interagiscono allo stesso modo: ogni cellula riceve dalle altre e dona loro.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà))

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 01.08.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 18 “Che cos’ è l’ Anima mia piangerà in segreto nel lavoro”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, “Tre orologi della notte”, Punto 861, Lezione 38
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TES, Parte 2, Punto 5, Lezione 5
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Punto 49, Lezione 30
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Pace”, Pagina 263, “Secondo metodo: Due Autorità”, Lezione 4
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La Luce, così insondabile in essenza

Baal HaSulam, Lo Studio Delle Dieci Sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”: domanda 14. Cos’è Hitpashtut (la dispersione della Luce).

Ohr (Luce) che nasce dal Maatzil (l’Emanatore) verso il Ne’etzal (l’essere emanato) è chiamata Hitpashtut de Ohr. Di fatto, la Ohr Elyon (la luce superiore) non è influenzata in nessun modo da questo. È come accendere una candela con un’altra, in modo tale che la prima non sia sminuita da questo. Il nome indica solo la ricezione del Ne’etzal.

Non ci sono differenti Luci nel Creatore o nella creatura. La Luce non esiste di per sé. La Luce è rappresentata dalle impressioni della creatura sul riempimento che esisteva in questa precedentemente.

Quando la creatura improvvisamente sente questo riempimento in qualche maniera particolare, si considera che la Luce entra in essa. La Luce “brilla” per noi tanto quanto reagiamo ad essa, nella misura della nostra capacità di sentirla; e se non ne siamo capaci, si considera che non abbiamo la Luce e questa esce e se ne va.

Parliamo della Luce come se questa entrasse ed uscisse, delle Luci che “fanno oscillare” i vasi, che realizzano delle azioni. In realtà, la Luce non altera il suo effetto sul desiderio. I desideri sono organizzati in maniera tale da aggiornare continuamente i geni informativi (Reshimot) sul fondo della Luce costante; e pertanto il desiderio (vaso) reagisce in maniera diversa e sente come se la Luce scorresse attraverso si esso, lo cambiasse, lo stimolasse oppure uscisse.

Tutto ciò è una conseguenza della nostra percezione scorretta della realtà che ci accompagnerà fino alla fine della correzione (Gmar Tikkun). Sentiremo sempre che questi cambiamenti avvengono in qualche luogo al di fuori di noi. Allo stesso modo, è così che immaginiamo che questo mondo esiste in qualche luogo al di fuori di noi, anche quando è all’interno.

In relazione alla Luce, diciamo che anche Questa agisce su di noi dall’esterno, invece di dire che i geni informativi lavorano costantemente in noi a turno, l’uno dietro l’altro. Attraverso questi nuovi geni, sento la Luce, cioè reagisco ad essa in maniera nuova.

La Luce in sé non cambia assolutamente, è del tutto invariabile. Non c’è divisione tra cinque o dieci Luci, o che la Luce entri od esca dal desiderio; tutto esiste solo nella percezione del vaso in base al grado della sua impressione di ciò che lo riempie. La sensazione della creatura sul riempimento è chiamata Luce.

Parliamo solo della materia e della forma rivestita nella materia. La materia è il desiderio di ricevere piacere e riguardo alla forme rivestite nella materia, le chiamiamo “Luci”, “proprietà”. Non parliamo di nient’altro che di questi due concetti, non della forma astratta, né dell’essenza. Cioè, la Luce è l’impressione del vaso rispetto ad un determinato riempimento sconosciuto. Come sa il vaso che c’è qualcosa dentro di sé? Lo sa in accordo ai risultati …

Come nel nostro mondo, se all’improvviso mi viene la febbre, vado da un dottore e lui dice che ho un virus, ma come sa cosa mi è successo? Lui esamina i sintomi esterni che indicano alcuni processi interni.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Tutto dipende da te

Poiché inizialmente ci manca l’aspirazione alla dazione ed abbiamo bisogno di arrivarci, darle una forma, ed organizzarla noi stessi, ci viene dato il lavoro nel gruppo per aiutarci a farcela. Nel gruppo, lavoriamo con altri uomini che noi, per così dire, vediamo davanti ai nostri occhi come “un aiuto che ci arriva dalla parte opposta”. Ed essenzialmente, invece di lavorare con uomini e desideri che ci sembrano estranei, lavoriamo con il nostro atteggiamento verso di essi. Devo imparare a trattarli come tratto me stesso.

Lavorando in questo modo, vedo le relazioni opposte: il rifiuto, l’odio, e l’alienazione. Però, allo stesso tempo, devo anche raggiungere l’attrazione, l’amore, e la vicinanza, e questo mi aiuta ad elevarmi al di sopra del livello animato, verso il livello del Creatore.

Questo avviene perché ci sono solamente due generi di relazioni con gli altri: ricezione e dazione, che sono opposte l’una all’altra. Dunque, io posso mettermi alla prova solamente attraverso la mia relazione verso il mio prossimo e provare a costruire e a dare forma, dentro di me, ad un bisogno di avvicinarmi agli altri, un bisogno d’amore – al di sopra di tutto l’odio e del rifiuto verso gli altri che mi vengono rivelati.

La rivelazione del male può essere scoperta solamente nei propri rapporti verso il proprio prossimo. Tutto questo coinvolge anche molto quello che si impara, il che può succedere sotto la condizione che io voglio avvicinarmi al mio prossimo, e uso tutta la mia forza per riuscirci. E allora scopro che mi sto muovendo in una direzione completamente opposta; mi allontano di più, rifiuto ed odio. Queste sono le qualità alle quali mi riferisco come “inclinazione al male”, poiché capisco che l’unione, la vicinanza, la connessione e l’amore sono “l’inclinazione al bene”, la qualità del Creatore (se la rivelo in me).

Tutto viene conseguito attraverso la propria relazione con il prossimo. E questa è la ragione per cui nel mondo ci sono molti uomini. Se io dovessi considerare il mondo intero e tutto ciò che c’è in esso, cioè l’umanità, la natura animata, vegetativa ed inanimata, la mia vita, i miei rapporti con gli altri uomini, gli affari, la famiglia, i parenti, e gli altri uomini, sia vicini che lontani, come un mezzo per raggiungere la qualità della dazione, allora userei questo mondo in modo corretto. Allora potrei dire che tutto è presente per aiutarmi e per servirmi, e che io sono qui per servire il Creatore. Il mondo intero è stato creato per me.

Se un uomo accetta che il mondo intero sia stato creato dall’Alto in modo corretto, e che ogni cosa si trovi al posto giusto per essergli di aiuto ad avere un’aspirazione, e per permettergli di fare uno sforzo e di usare il mondo stesso per acquisire il desiderio di donare al di sopra del comune desiderio di ricevere piacere (che è stato dato dal Creatore), allora quest’uomo ce la farà. La legge del “ho lavorato duro ed ho trovato” oppure “ho lavorato duro e non ho trovato, e non credo” sostiene che tutto è già davanti ai nostri occhi, tutto è qui, ed il resto dipende da noi.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2011, Shamati 117)

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Globalizzazione: Siamo tutti nello stesso cerchio

Le persone ancora non capiscono che la nostra salvezza risiede nell’unità. L’unità è una vera forza: il nostro scudo e la nostra spada. Dobbiamo andare avanti con questo.

Oggigiorno, quando le persone che protestano fanno delle dimostrazioni, stanno cercando di rompere l’egoismo dei governi con il proprio egoismo. Non sto dicendo che le persone fanno male a fare le loro richieste ma nel nostro mondo moderno questo tipo di approccio non è più efficace. Il mondo di oggi è guidato da una forza “rotonda” di un sistema integrale chiuso. Quando entri in questo cerchio insieme con gli altri, tu diventi similare alla natura integrale, e allora raggiungi il successo. Se, tuttavia, tu non sei nel cerchio comune, porti la distruzione a te e agli altri finché tutto si separa completamente.

Vedi quello che succede negli Stati Uniti. Tutto il mondo sta guardando gli americani, ma come dei bambini piccoli, sono incapaci di arrivare a un accordo sul tetto del debito nazionale. Questo tetto è già stato rialzato diverse volte, ma all’improvviso sembra che siano rimasti inceppati, come se qualche cosa gli stia bloccando. Tutti stanno chiedendo: “Alzatelo! Continuate a stampare dei dollari, ne abbiamo bisogno, ne faremo una scorta come sottaceti in un barile. Dopotutto, senza di loro semplicemente non sappiamo vivere. Non privateci di questa corrente verde, perché altrimenti rimarremo senza niente!”.

Ma gli americani sono incapaci di arrivare a una decisione perché non hanno preso una forma “rotonda”. E lo stesso problema si solleverà in ogni sfera. Una nazione che era ricca e di successo soltanto ieri, si trova all’improvviso in un disastro. Come un castello di sabbia, che una volta raggiunta una certa altezza, si sgretola, sotterrando se stesso dal proprio peso.
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(Dalla quinta lezione quotidiana di Kabbalah del 28.07.2011, “La Pace”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 31.07.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 26 “Il futuro dipende ed è legato alla gratitudine per il passato”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, “Le Stelle”, Punto 841, Lezione 37
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TES, Parte 2, Punto 3, Lezione 4
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 588, Punto 46, Lezione 29
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Pace”, Lezione 3
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Non addormentare la tua vita

Domanda: Lei ha detto che se una persona arriva alla lezione senza una preghiera, trascura la Torà. Generalmente, arrivo alla lezione senza molto desiderio e voglio dormire, a meno che non consegua un’impressione molto forte dagli amici. Cosa devo fare?

Risposta: Cerca di evitare questi stati durante la lezione. In primo luogo, questo indebolisce gli altri; tu sei tra loro, ma non contribuisci né all’azione esterna, né a quella materiale, né a quella interna, nella forza spirituale. Non solo non partecipi con gli altri, ma li derubi tutti, perché nella spiritualità un ladro è colui che non contribuisce. Gli amici devono essere valutati in accordo a questo principio.

Siamo certamente disposti ad accettarti a qualsiasi condizione. Invece di restare a casa, è meglio arrivare alla lezione e dormire. Tu sai che io non sveglio nessuno, anche se vedo che una persona dorme. In ogni caso, devi perseverare; questo è lo sforzo. Prenditi un’altra tazza di caffè o fa qualcosa che ti risvegli.

Anche io ho sperimentato questi stati mentre studiavo con il Rabash nel gruppo. Poi decisi che avrei registrato tutto quello che Rabash diceva, poiché nel mio periodo di studente, ero abituato a prendere nota delle lezioni all’università. Pertanto, io scrivevo sempre oppure organizzavo i testi durante le lezioni. Oltre a questo, preparavo il caffè o il tè per il Rabash e registravo tutte le sue lezioni con un registratore.

In sintesi, mi incaricai di essere sveglio tutto il tempo con l’aiuto di differenti azioni. Al contrario, mi sarei addormentato e anche se mi piace la scienza, in essa uno non connette gli altri. Pertanto, bisogna inventare diversi trucchi.

Tuttavia, devi capire che la tua partecipazione interna influenza il gruppo e che in base alla tua relazione con esso, rivelerai quello che è scritto nello Zohar. Dopotutto, questo ci parla di quello che succede tra di noi, solo che lo fa in diversi livelli.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.072011, Lo Zohar)

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L’educazione funziona a tutte le età

Domanda: Stiamo cercando di insegnare al mondo l’unità, ma per adesso, un’unità egoistica. Più tardi, come possiamo elevare le persone al livello dell’amore per il Creatore?

Risposta: Loro faranno questo passaggio sotto la nostra direzione. Dopotutto, le stiamo portando nell’orbita di una nuova educazione, invece di lanciarla solo davanti al pubblico.

Le persone dovranno entrare nella rete educativa che include ogni gruppo, da 0 a 120 anni di età, e che entrerà in vigore da adesso fino alla fine della correzione, nel corso di tutti i tempi. Tutto il mondo dovrà sottomettersi ad un processo incessante di educazione. Diciamo che un terzo del giorno si passerà al lavoro e due terzi nell’educazione, che è anche lavorare per se stessi.

Quindi, attraverso una presentazione facile e adattata alle usanze, spiegheremo alle persone i principi di Baal HaSulam, adattati a tutto il mondo. Dopotutto, la scienza della Kabbalah parla del desiderio di ricevere e del desiderio di dare piacere, delle loro relazioni ed interazioni e di come correggere la nostra natura. Non c’è niente di “virtuale”, immaginario, “spirituale” o mistico in questo. Si parla di forze che agiscono dentro di te.

Rivelandola sempre di più, vedrai che niente ti sta obbligando a “galleggiare fra le nuvole”. La “Spiritualità” è l’intenzione di dare. Se sono riuscito a dare ad un’altra persona, significa che sono spirituale; ma se mi preoccupo solo di me stesso, allora sono materiale. Le nostre relazioni, che si basano sulla dazione, sono il mondo spirituale, mentre le nostre relazioni attuali sono il mondo materiale.

Però, non stiamo parlando di nessun tipo di “mondi”. Dopotutto, è difficile per una persona rinunciare alle sue vecchie usanze e pertanto sarà confusa. Così, le diamo spiegazioni semplici, presentando tutta la scienza della Kabbalah senza nessuna terminologia speciale ma con parole scientifiche.

Dobbiamo costruire questo sistema educativo per poter dare gradualmente alle persone la conoscenza della natura umana. Questo è tutto quello che serve. Stiamo parlando della natura dell’uomo, che è l’unica cosa ad essere stata creata.

Grazie a questo, la persona si svilupperà costantemente fino a scoprire quello che è all’esterno: il sistema della sua interconnessione con gli altri. In questa interconnessione, rivelerà il Creatore.

In pratica, possiamo dare spiegazioni in termini di percezione della realtà; la persona non scopre neppure una connessione con gli altri, ma con se stessa. I desideri che le sembrano esterni ed altrui, le se rivelano come propri. Ne risulta che è lei. Attraendo le parti esterne a sé, è come se le cucisse sulla sua pelle o se le impiantasse ed unisse gli organi separati del suo corpo. In accordo a questo, sente e rivela la realtà perfetta.

Adesso vedo solo quello che è presente in una piccola parte del corpo frammentato; ma quante più parti riunisco ad esso, più parti rivelo all’interno di esso.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.07.2011, “Arvut”)

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Lo zero può anche essere infinito

Domanda: Perché dopo tanti anni di studio continuiamo ad interrogarci sullo scopo? Ne risulta quindi che tutto il tempo cominciamo da capo, da zero?

Risposta: No, ogni volta cominciamo da uno “zero” più grande! Poiché il desiderio egoista cresce costantemente, anche la comprensione cresce. I nostri desideri diventano più precisi, più acuti e pertanto il nostro “zero” diventa più profondo e più definitivo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07. 2011, Scritti del Rabash)

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