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Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.02.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 11, Che cos’ è “La buona inclinazione e la cattiva inclinazione per ciò che riguarda l’ uomo nel Lavoro
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 35, Articolo “Mosè e i Due Messia”, Punto 250, Lezione 71
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La differenza tra una roccia e un seme vivo

Tutto il nostro studio e lavoro sono dedicati al chiarimento della nostra deficienza, del nostro scopo nella vita, a cosa ci condurrà e chi vogliamo essere. Tutto questo è una persona. Tutto quanto è determinato unicamente dalla carenza di una persona, e solamente quanto uno aggiunge a ciò che ha ricevuto dalla natura.

Se determinati desideri vengono semplicemente evocati in me per andare da qualche parte, per fare qualche cosa nel gruppo o a connettersi con gli amici, questi non sono i miei desideri. Io sono incorporato in un gruppo che mi influenza adesso con il suo desiderio di andare al deserto; io sono impressionato dagli amici, ma non sono io. In questo sono come una roccia. Riceve qualche cosa dall’ambiente? – quasi niente.

Ma se io voglio investire i miei poteri e sono nell’ambiente giusto, io inizio a crescere in esso come un seme che è stato piantato al suolo e dal quale crescerà un albero. Devo solo aggiungere i miei sforzi e non aspettare ad essere svegliato da quelli che mi circondano.

Io evoco me stesso e gli altri. Io sveglio tutti quanti per esserne influenzato. E quello che ricevo da loro è il mio vaso spirituale. Un vaso spirituale si riceve sempre dall’ambiente, ed è sempre il risultato dell’ispirazione della persona e il suo lavoro per la società.

Ci sono quelli che sono nella società, ma vivono completamente isolati, come se si fossero circondati da un nastro isolante. E allora, come possono trarre beneficio dall’ambiente? In tal caso non si formerà un vaso spirituale nella persona. Sarà impressionato insieme con gli altri dallo stato d’animo che l’ambiente metterà in lui e sarà spazzato via da esso, ma il suo vaso spirituale individuale non si svilupperà.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, Lo Zohar)

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La mia nazione è la mia famiglia

Domanda: Come possiamo raggiungere l’unità in un mondo così mutevole?

Risposta: Qui ci dev’essere un nuovo principio: unità oltre tutte le differenze. Non stiamo cercando di correggere le differenze tra di noi o a scavare in dettagli di diverse correnti, diversi partiti, o qualsiasi differenza. Ci possono essere molte persone e culture in uno stato, e quello non dovrebbe disturbarci. La storia europea, per esempio, è piena di guerre, odio e molti reclami di centinaia di anni. Ma su tutte le differenze e conflitti, noi apriamo ‘ombrello dell’unità. Sappiamo di essere diversi e lavoriamo a un livello molto alto.

Dovrebbe essere un approccio sistematico, a livello di un piano nazionale: Tagliamo i bordi dall’alto e dal basso e arriviamo gradualmente a una giusta distribuzione delle risorse. Anche se accade tra duecento anni – non importa. La cosa principale è che il processo è iniziato. Prima dobbiamo sollevar tutti i poveri dalla soglia della povertà. Occupiamoci di questo.

Qui è necessaria l’educazione. Se iniziamo a risparmiare a livello nazionale come facciamo a casa, non abbiamo bisogno di altro. Sarebbe sufficiente sollevare tutti dalla povertà. Le informazioni sulle risorse economiche sono molto interessanti: ad esempio, il 17% dei prodotti alimentari prodotti è scartato quando si trova ancora negli imballaggi originali.

Quindi, tutto riguarda l’attitudine. Se provvediamo tutti di un “ombrello”, allora ci sarà un po’ d’ordine. Dobbiamo semplicemente cambiare la nostra attitudine: La nazione è la famiglia. Nella famiglia io risparmio, mi preoccupo, mantengo, supporto, concedo…è così che dovremmo vivere a un livello nazionale, ma senza isolamento e parassiti, senza spreco e protezionismo. Tutti sono uguali, e tutti si connettono a una linea comune.

Domanda: Questa connessione può iniziare in Israele?

Risposta: Non solo può iniziare qui, ma deve.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”)

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I servitori degli uomini

L’intero lavoro dei sacerdoti, i Cohens, dei quali così tanto è scritto nella Torà, riguarda essenzialmente la cura verso gli altri. Potrebbe sembrare che ci si stia riferendo a certi riti offerti nel Tempio, compiuti dal primo sacerdote (Cohen HaGadol) insieme ai Cohens e ai Leviti, mentre tutti gli uomini si prestano offrendo dei sacrifici. Invece, essi istruiscono gli uomini e guidano l’intera correzione, perché il Creatore aspetta che ciò avvenga in particolare dai livelli di desiderio più profondi e più distanti da Lui.

Noi pensiamo che i sacerdoti siano qualcosa di separato dagli uomini, qualcosa di sospeso in alto. Invece, il “regno dei sacerdoti” è fatto da coloro che vanno dagli uomini e si prendono cura di loro, come ci si prende cura di un bambino finché non è cresciuto e non gli si ha insegnato la totale adesione con il Creatore. La responsabilità di un Cohen è di portare gli uomini a questo stato.

La Luce agisce sui livelli superiori del desiderio, che sono chiamati i Cohens, i Leviti ed Israele. Poi, questi livelli del desiderio agiscono sul resto dei livelli. Questa piramide non cambia fino alla correzione definitiva. Tuttavia, quando la Luce di Rav Paalim uMekabtziel giunge alla fine della correzione, trasforma questa piramide in un cerchio.

Fino ad allora, viene osservato uno speciale ordine di correzioni, che scendono sempre dall’Alto in basso attraverso tutti i mondi, fino all’ultimissimo, le anime frantumante, e da lì ritornano ancora indietro.

In base alla profondità del loro desiderio (Aviut), le anime sono dominate attraverso i mondi di Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya; o arrivano anche a disconnettersi completamente dal singolo dominio superiore, che è chiamato il livello di questo mondo. Questa è la ragione per cui coloro che si trovano nei mondi inferiori devono essere dominati dai livelli superiori, i Cohens, i Leviti, ed Israele, che devono fornire alle nazioni del mondo la cura, gli insegnamenti e l’educazione. (Così è come vengono chiamati i quattro livelli del desiderio).

Le nazioni del mondo soffrono al loro livello per i problemi materiali e terreni, ma questa sofferenza è irrimediabile perché questi problemi non hanno una soluzione. La forma della sofferenza è materiale, ma la sua essenza è spirituale, perché l’uomo non ha altro mezzo per guarire se non il movimento che porta all’unione con il Creatore.

Questa è la ragione per cui dobbiamo organizzare un sistema generale per una nuova educazione e cura per tutti. Solo grazie a questo sistema meriteremo l’adesione.

Dobbiamo comprendere che lo scopo della creazione era originariamente diretto a tutta l’umanità.

Dunque, intanto che aspiriamo ad unirci tra di noi, dobbiamo sempre ricordare per il bene di chi lo stiamo facendo. E’ per portare il metodo della correzione al mondo intero che, giorno per giorno, stiamo scoprendo di essere in una condizione sempre più disperata. Il mondo capisce di avere bisogno del metodo di correzione, ma non c’è. Questa è la ragione per cui lo dobbiamo rivelare per noi stessi e poi trasmetterlo al mondo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.02.2012, “L’Arvut (il Sostegno reciproco)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.02.2012

Shamati 25, Il fatto delle “cose che escono dal cuore, entrano nel cuore”
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Domande e Risposte con Rav
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L’anima si sviluppa più velocemente in “condizioni civili”

Domanda: Se il nostro percorso è completamente predeterminato e non può essere accorciato, ciò significa che non posso cambiare niente e che l’unica cosa che posso fare è andare con la corrente?

Risposta: È impossibile saltare i livelli e perdere alcuni stati del tuo sviluppo. Tuttavia, tu puoi accelerare il tuo sviluppo applicando il tuo sforzo. Il tempo rappresenta la velocità nella quale cambiano i tuoi stati.

Se sei in un gruppo e attrai più Luce riformante, allora in qualsiasi momento tu puoi percepire, raggiungere, comprendere e reagire ai nuovi stati. Puoi andare attraverso questi stati molto più velocemente perché stai costruendo un ambiente che aiuta in modo che tu senta questi stati in maniera corretta.

Se non stai facendo questo, allora richiederà molto più tempo perché tu inizi a sentire, comprendere e reagire a questi stati. Dopo tutto, devi sperimentare ogni stato, ma senza questa inclusione non avrai il vaso per rivelare il Creatore.

Come risultato dello sforzo applicato e nel cercare di costruire un ambiente che ti permetta di rivelare i tuoi stati, tu acceleri il tempo e la velocità del tuo sviluppo. È del tutto similare alla maniera nella quale ci aiutiamo a studiare in questo mondo, mettendoci occhiali per leggere, accendendo la luce, usando i computer, stampanti e usando diversi apparecchi video e audio. Tutto questo è fatto per assorbire meglio l’informazione sul mondo e per svilupparci più velocemente.

Semplicemente confronta questo alla vita in alcune nazioni primitive contro quelle che hanno accesso alla sapienza e all’informazione che gli permette di avanzare più velocemente e a costruire diversi impianti di supporto.

Anche questo si applica allo sviluppo spirituale. Formiamo dei gruppi, studiamo, seguiamo i consigli dell’insegnante e creiamo un ambiente adeguato. Tutto questo viene fatto per farci analizzare il più velocemente possibile gli stati che attraversiamo. Qui risiede lo scopo del nostro lavoro.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.02.2012, “Studio delle dieci Sefirot”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.02.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 18
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 34, Articolo “Mosè e Due Messia”, Punto 247, Lezione 70
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TES, Parte 6, Histaklut Pnimit, Punto 17, Lezione 30
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KFS, Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot, Pagina 352, Punto 101, Lezione 47
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.02.2012

KFS, Pagina 286, Articolo “Lo Scopo della Società”
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Rivolgetevi agli amici con un sorriso

Rabash, Shlavei Hasulam (I gradini della scala), “Essi hanno aiutato tutti il proprio amico”: infatti, è un uomo che può aiutare un altro uomo vedendo che il proprio amico è indietro. E’scritto, “Un uomo non libera se stesso dalla prigionia”. Infatti, è l’amico che può sollevare il suo spirito.

Ciò significa che l’amico lo eleva dallo stato in cui si trova in uno da stato di vivacità. Allora, l’uomo incomincia di nuovo ad acquisire forza e fiducia nella vita e nel benessere, e ricomincia come se l’obbiettivo fosse adesso vicino a lui.

Rabash, Lettera 34: Ci si mette al servizio del proprio amico. Non si pensa a se stessi – se si è o no dell’umore giusto – ma si deve prendere parte alla gioia dell’amico. Non si deve essere imbronciati, ma si deve mostrare un viso felice.

Un uomo deve vedere gli amici come se già percepissero l’unione. E se costruisce una cerchia di amici, se cerca la connessione con il gruppo, se vuole farne parte, allora egli acquisirà gioia e forze, sia negative che positive. Tutto gli giungerà con la necessaria forza e nella quantità corretta in modo che possa rivelare il Creatore nell’interconnessione con gli amici.

L’unione con gli amici è una condizione necessaria per ricevere aiuto. Ma non è corretto pensare che gli amici debbano venire da me sa soli. Primo (a) io mi indirizzo verso di loro, e poi riceverò la forza da loro (b):

a- inclusione nel gruppo;
b- ricezione della forza.

 

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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.02.2012 “Consigli per il Congresso di Arava”)

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Uno Scudo contro L’ego

Ci sono diversi tipi di “Giudici e guardie” nel lavoro spirituale. Ci sono quelli che agiscono sino a quando viene acquisito il primo Masach (schermo), che è detto l’attraversamento del Machsom (la barriera).” I giudici e le guardie lavorano sia in via diretta che secondo una direzione opposta, ovvero, aumentano il nostro desiderio di ricevere piacere dando apparentemente punizioni più grandi. Di seguito chi ha ricevuto questa punizione deve salire sopra di essa e mostrare i suoi meriti che attestano il suo desiderio di sfuggire a questo ego.

Non è con L’ignorare ma con il riconoscere… fino a quando una persona comprende che deve pregare per ottenere aiuto, innalzare una MAN. Dopo tutto, non si può evadere dal profondo carcere dell’egoismo da soli, ma solo nella misura in cui si prega e comprende di essere in una prigione. Allora si inizia a chiedere aiuto per uscire.

Di seguito al posto della sofferenza di questo mondo e del buio sono conferiti dei piaceri in modo che non ci sia il desiderio di scappare dal carcere. Egli rimane nel carcere egoistico che improvvisamente gli pare un palazzo, come il Giardino dell’Eden che pare riempire tutte le sue mancanze. Gli viene dato tutto quanto desidera: “ Se desideri puoi avere tutti i tesori del mondo che segue questo mondo – ogni cosa tranne l’unità con gli altri al fine di unirsi al Creatore,”

Ecco come viene tentata una persona, e si dovrebbe capire che questi test vengono da giudici e guardie per poter finalmente fornirgli il bisogno di uno schermo che lo renderà capace di uscire dalla prigione e creare uno scuso per se stesso, uno scudo contro il suo ego e piaceri egoistici.

Cos’è l’uomo: è un grande desiderio che disegniamo come un vaso e sopra di esso vi è un grande piacere. La questione è solo se l’uomo ha uno schermo che divide le cose tra di loro: un grande desiderio, fame, freddo, buio e disperazione nel desiderio di ricevere e sopra di esso tutti i piaceri. Come è possibile che una persona gli resista? Egli o li prenderà o chiederà per uno schermo su di essi per poter essere riempito con l’adesione con il Creatore.

Tutto il nostro lavoro è attraverso giudici e guardie. Ci sono molte vie di cui possiamo parlare, ma impariamole attraverso la vita reale.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 21.02.2012, Scritti del Rabash)

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