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Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.01.2013

Workshop con Rav, Solo Domande
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Nefesh, Ruach, Neshamah

Alle qualità spirituali sono stati dati nomi diversi: Nefesh (anima), Ruach (Spirito), Neshama (anima). Cominciamo a entrare nel mondo spirituale, ricevendo il livello di Ruach.

Nefesh , è il livello inanimato della Santità, quando una persona non può muoversi da se stesso. Egli giunge alla lezione e pensa che tutto va bene, che null’altro è richiesto a lui: oggi è uguale a ieri e domani sarà uguale a oggi. Egli non esplode e non si dispiace che rimane nello stesso stato, ma è felice che un altro giorno è passato e che tutto va bene. Egli accetta la routine quotidiana.

Ma è già un risultato se la persona è nel gruppo, cercando di non interferire con il suo avanzamento, pronto ad unirsi a tutti, e sostenerlo. Egli sostiene ciò che gli altri stanno facendo. Ma non mostra alcuna iniziativa speciale, quindi non ha il livello di Ruach. Non vi è alcuna nuova forza crescente in lui. E quindi è chiamato Nefesh di Kedusha (di santità).

Ma lui frequenta ancora le lezioni e studia. Vorrei che il mondo intero fosse al livello di Nefesh di Santità. Tuttavia, questo si chiama “spiritualità” del livello di Ruach. Ruach significa che una persona ha già qualcosa che può aggiungere. Egli non accetta di rimanere ancora al livello della natura. Se vede che nulla è cambiato da ieri e che non cambierà domani, per lui è come essere morto.

Non è solo uno stato di natura ancora immobile, ma una sensazione di morte, il che significa che è lo stato peggiore. E così egli si chiede, che altro può aggiungere. Nel frattempo, l’unica cosa che puo’ aggiungere sono le sue azioni. Baal HaSulam dice nell’articolo “La Libertà” che una persona non ha altro mezzo per cambiare il suo stato, ma solo scegliendo il giusto ambiente.

La persona che sceglie una più forte influenza dell’ambiente è lodevole. E ‘attraverso questo che egli può avanzare e non grazie alle buone azioni. Non possiamo fare buone azioni dal momento che non siamo padroni delle nostre azioni. Ma grazie al fatto di aver scelto un buon ambiente che ci può influenzare fortemente, cominciamo a muoverci.

Al fine di iniziare a muoversi da soli e girare dall’ inanimato al livello vegetativo, salire dal livello di Nefesh al livello di Ruach, per diventare una persona spirituale, devo evocare continuamente le persone intorno a me e scegliere un sempre più forte ambiente che mi influenzi sempre più forte e mi aiuti a diventare più spirituale.

Con queste azioni aggiungo continuamente a me stesso dal gruppo che mi influenza costantemente e anelo alla spiritualità, alla dazione, sempre di più. Ne risulta che io aggiungo la dazione e finalmente raggiungo il livello successivo che si chiama Neshamà.

Mi comporto nei confronti di tutti gli altri e sono influenzato da loro attraverso il gruppo che mi influenza. Quindi, con il suo aiuto, io posso sempre influenzare me stesso e sollevarmi. L’ambiente funge da leva per sollevarmi sempre più in alto.

Mi innalzo attraverso l’ambiente e voglio iniziare a evocare me stesso, per connettermi ad esso nel modo più efficiente e pratico. Voglio aumentare la mia presa sulla spiritualità, in modo da non rimanere passivo sotto la sua influenza e aspettare che lui mi cambi, ma voglio dare all’ambiente sopra me stesso, per renderlo più forte, in modo che mi influenzi sempre più forte. Collegandoci con l’ambiente e sollevando l’un l’altro al mondo spirituale, significa che raggiungiamo il livello di Neshamà.

La cosa principale non è rilassarsi in modo che “ogni giorno è come gli altri.” Ci deve essere costante rinnovamento, ogni momento, se no, allora si precipita subito ad uno stato di morte. Non è così facile  salire dallo stato di morte. E’ impossibile farlo con un balzo per tornare allo stato precedente. È impossibile ritornare allo stesso stato. Dobbiamo fare una correzione: una nuova nascita e una nuova crescita, tutto a nuovo.

Ma se una persona non sente di voler salire di nuovo, vuol dire che non ha nemmeno sentito la sua morte, ma che ha perso effettivamente la sua coscienza.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah  28.12.2012 , Gli scritti di Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.01.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 12
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Leha”, Punto 63, Lezione 5
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Passare avanti la Luce come in una catena

Domanda: Se un uomo raggiunge un certo livello di correzione, influisce sul resto del mondo?

Risposta: Naturalmente, la correzione di ogni uomo influenza tutti gli altri poiché siamo tutti nello stesso sistema. Abbiamo quindi il concetto di “diritto di nascita”, che ci aiuta a progredire. Come può aiutarci il concetto di “diritto di nascita” e che cos’è? E’ una specie di documento storico tenuto in un archivio? Naturalmente no.

Si tratta della correzione dei desideri. I grandi Kabbalisti, i saggi del Talmud, hanno compiuto una correzione speciale dopo la quale non dobbiamo più attraversare una penitenza fisica per uscire dal nostro ego. E’ sufficiente fare lo sforzo di studiare la Kabbalah. Se studio in un gruppo e mi voglio connettere agli altri al fine di scoprire il Creatore nella connessione tra di noi ed in questo modo renderLo felice, è abbastanza per farmi progredire. Non devo tormentare il mio corpo, picchiarmi e farmi buttare a terra.

Prima della correzione dei saggi del Talmud, un uomo affliggeva il proprio corpo se voleva raggiungere l’elevazione spirituale. In base alle leggi della natura dovevamo umiliare il nostro corpo fisico e affliggerlo in modo da voler uscire dalla nostra pelle. I Kabbalisti del passato hanno compiuto le correzioni in modo che non dovessimo più usare questi metodi.

I nostri progenitori appartenevano alle Sefirot: Keter, Hochma, Binà, e Daat (HBD). Poi sono arrivati i saggi del Talmud che appartenevano a Hessed, Gevura, Tifferet (HGT) e per questo essi sono chiamati i “figli”. Il periodo dei saggi del Talmud è durato fino alla distruzione del secondo Tempio. Questi Kabbalisti hanno corretto la parte della creazione che apparteneva al loro desiderio. Perciò, la Luce si è rivestita negli stessi vasi e si è avvicinata a noi!

Noi apparteniamo alle ultime Sefirot: Netzach, Hod, Yesod (NHY). Ogni periodo: HBD, HGT, e NHY dura duemila anni e oggi abbiamo raggiunto l’anno 5773, il che significa che abbiamo quasi raggiunto la fine dei 6000 anni di correzione.

Prima la Luce Circostante raggiungeva solamente il cerchio più esterno – HBD. Ma i padri l’hanno avvicinata attraverso le loro correzioni ed ha raggiunto le Sefirot di HGT. I saggi del Talmud hanno portato la Luce Circostante ancora più vicino a NHY, e poi i Kabbalisti che sono vissuti durante l’ultimo esilio ci hanno portato la Luce ancora più vicino. Ciò significa che i Kabbalisti del passato ci hanno preparato le correzioni che adesso possiamo usare. Si tratta di un solo sistema generale.

Con le nostre correzioni, stiamo preparando l’infrastruttura per la prossima generazione. Questo aiuto non è solo nei libri e nei video che produciamo; l’importante è che stiamo preparando un sistema pieno di Luce per le prossime generazioni e stiamo avvicinando la Luce ancora di più! Grazie a ciò, il mondo intero si sta svegliando e non è a causa di alcuni articoli o video su internet.

Tutto si risveglia dal basso, attraverso il sistema generale delle anime. Quindi, più siamo uniti, desiderando la rivelazione della Luce nella connessione tra di noi, più avviciniamo la Luce a tutta l’umanità.

In questo modo possiamo comprendere la connessione tra tutte le anime, in tutte le generazioni. Grazie ad ogni correzione, la Luce si avvicina gradualmente ai desideri che sono più corposi e più interiori. Fin tanto che non ci saremo corretti, ci saranno parti del desiderio del mondo che non saranno in grado di risvegliarsi.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2012, “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.01.2013

Preparazione alla Lezione
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KFS, Rav Yehuda Ashlag, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 372, Punto 156, Lezione 41
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Leha”, Punto 55, Lezione 4
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TES, Volume 3, Parte 9, Punto 112, Lezione 18
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 10 “Quale grado bisogna raggiungere per non reincarnarsi più?”
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Riassunto della Lezione Quotidiana di Kabbalah
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L’amore vince sempre sull’odio

L’amore non può esistere senza l’odio. Dopo tutto, l’amore arriva precisamente come correzione per l’odio. Non è una parte innata di noi, ma dobbiamo costruirla da soli. Da questo deriva il comandamento “ama il tuo amico come te stesso”: dall’amore degli esseri creati si passa all’amore del Creatore. Il Creatore è il generale, la somma di tutte le forme di amore.

Ma prima scopro la questione del mio desiderio egoistico, il mio “Monte Sinai“, la mia montagna di “odio”, il vaso in frantumi nella sua oscura profondità. Questo si chiama “illuminazione di Malchut,” ed è davvero spaventoso.

Poi devo correggere questo odio, e solo attraverso quello posso raggiungere l’amore.

L’amore indipendente non esiste, non ci sono vasi indipendenti di dazione. Esiste la Luce che Riforma e che io attiro per correggere me stesso. Non lascio l’odio, lo sento ancora e lo riconosco, lo conservo e al di sopra di esso, al posto della “montagna di odio”, io costruisco una “montagna di amore”.

Il vaso è costruito in questo modo; al di sotto si trova lo spessore e al di sopra si trovano il Masach e la Luce che Ritorna (RL), il che significa l’adesione. Nella parte superiore Io formo il mio atteggiamento verso il Creatore, tutte le mie intenzioni, e poi copro il mio odio con la Luce di Hassadim che si trova al di sotto. Poi arriva la Luce di Hochma che riempie il vaso.

Questo accade di volta in volta fino alla fine della correzione. L’odio che è opposto alla Luce che rimane, perché altrimenti non sarà in grado di essere indipendente.

Domanda: Questo significa che devo venire alla lezione carico di rifiuto, e di avversione al fine di superarle? Quale mancanza, quale sensazione di imperfezione devo portare con me?

Risposta: Non cercate odio. Non dovreste arrivare con una sensazione di imperfezione, ma con l’amore. C’è solo un obiettivo e quello che avviene lungo il percorso non è affar nostro. Se l’odio si rivela – lasciamo che si riveli, e se non succede, allora non c’è. Devo essere attratto da una cosa sola, e se nel processo scopro in me una incapacità, una mancanza di comprensione, una mancanza di conoscenza, ecc… significa che deve andare in questo modo.

Io voglio essere intelligente, ma durante il percorso scopro che sono ancora stupido. Ma io desidero qualcosa che è completamente diverso. Così, nonostante tutto, ho bisogno di concentrarmi sull’obiettivo finale.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.12.2012, La saggezza della Kabbalah e la Filosofia)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.01.2013

Preparazione alla Lezione
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KFS, Rav Yehuda Ashlag, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 372, Punto 153, Lezione 40
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 7 “Come l’ abitudine diventa una seconda natura nel lavoro”, Articolo 27 “Il Signore è Alto e il basso vedrà”
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Non uno spettatore, ma un partecipante

Durante la fase di preparazione, chi studia la Kabbalah non riesce ancora ad utilizzarla come una scienza esatta e ad operare secondo i fatti. In questa fase, realizzo me stesso nel gruppo, nello studio, nella connessione con il Rav, nella connessione con il Creatore, e attraverso le fonti. Io studio le fonti autentiche di Kabbalah che si trovano al di là del Machsom (barriera), anche se non l’ho ancora superato. Ai miei occhi anche il gruppo si trova al di là del Machsom, e in particolare il Rav così come tutti gli altri kabbalisti e il Creatore, la forza universale superiore.

Solo io, miseramente, sono qui che voglio essere incorporato in tutti loro. Sono incorporato in loro attraverso il gruppo che ha una guida. Lui non guida nessuno personalmente, appartiene a tutti. Insegna al gruppo secondo i libri kabalistici, che sono stati scritti in un gruppo, e tutti gli amici insieme vogliono scoprire il Creatore nell’unione generale.

Questa è la differenza tra la saggezza della Kabbalah e le altre saggezze: ora sono proprio come un bambino che cerca di comportarsi come un adulto, con l’aiuto di diversi “giocattoli” che i suoi genitori gli hanno dato. Se faccio questo, cresco correttamente, ho un gruppo, libri, e un insegnante, tutto ciò che mi serve. Se li uso come dovrei fare, avanzerò.

Uno dei mezzi più efficaci sono i nostri workshop. Facciamo il lavoro più importante non attraverso la saggezza ma attraverso la connessione: il workshop è un atto di connessione.

Io sento quello che dicono gli amici, e nel mio cuore e nella mia anima bramo di stare con loro, di partecipare alla loro unione, sentire quello che sentono, pensare quello che pensano. Sono incorporato in loro, e facendo questo comincio ad accettare le condizioni necessarie per la Luce superiore.

Siamo dieci persone sedute insieme e tra di loro trovo una calda sensazione comune. Anche se li sto vedendo su un televisore o su di uno schermo del computer, in realtà, sto guardando la connessione, la cooperazione reciproca tra di loro. Osservo e voglio trovarmi al suo interno.

Poi comincio a percepire la Luce che Riforma, la Luce Circostante, che sviluppa la mia anima.

Questo è il motivo per cui è così importante vedere il gruppo e sentire che io mi trovo al centro di esso. Mi unisco con gli amici, voglio legarli insieme, abbracciarli tutti, e sentire un desiderio interiore, un pensiero interiore, mente e cuore.

Dopo diversi esercizi come questo, comincio a sentirmi molto più vicino agli amici, a tal punto che attraverso di loro percepisco la spiritualità.

Non sottovalutate i workshop perché sono molto vicini all’unione. Avverrà a volte, sempre di più, e non solo sotto forma di ispirazione, ma come un’esperienza spirituale da cui l’illuminazione della luce Circostante si trasformerà nella vera Luce.
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Posti di controllo lungo i 125 livelli

Baal HaSulam,Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Paragrafo 133: E’ piuttosto come un re che desiderava scegliere per sé i più leali di tutti i suoi sudditi nel paese e farli entrare a lavorare nel suo palazzo. Che cosa fece? Emanò un decreto con il quale chiunque lo avesse desiderato, giovane o vecchio, poteva andare al suo palazzo per impegnarsi a lavorare all’interno delle sue mura.

Allo stesso tempo, egli pose molti dei suoi servi a guardia delle entrate del palazzo e di tutte le strade che portavano al palazzo, e ordinò loro di allontanare astutamente tutti coloro che si avvicinavano e far cambiare loro direzione rispetto alle strade che portavano al palazzo…

E solamente i valorosi tra loro, coloro che avevano avuto pazienza, sconfissero le guardie ed aprirono le porte. Ed essi furono immediatamente premiati con la visione del volto del Re, il quale mise ognuno di loro al proprio giusto posto.

Le guardie sono incaricate di fare da sentinelle alle persone. L’uomo non deve avvicinarsi al palazzo del Re e oltrepassare il punto dove si trovano le guardie, a meno che egli non superi le sentinelle interne.

Il Creatore ha molti poliziotti che si trovano in ognuno dei 125 livelli, ed impediscono all’uomo di avvicinarsi. Mostrano all’uomo che gli è permesso di elevarsi solamente fino ad uno specifico livello, e che per il momento non gli permesso di salire oltre. E questo perché vedono che l’uomo non è ancora pronto per il livello superiore. Questo è ciò che succede tutte le volte.

Le guardie fanno in modo che un uomo non vada avanti di più (sebbene sia impossibile, poiché ci sono delle rigide leggi di conformità nel mondo spirituale). Le guardie rivelano le mancanze all’uomo – un posto per l’auto-analisi. Lo scuotono e non lo lasciano in pace nello stato in cui si trova procurandogli ogni genere di guaio.

Esse stanno di guardia all’uomo; la Luce ed il Creatore non hanno bisogno di sentinelle perché è impossibile procurare loro dei danni se all’uomo non è concesso  vederli. Tutto viene fatto in base all’equivalenza della forma; se io non sono pronto per un livello superiore, non lo riconosco.

Cosa vuol dire che non posso avanzare? Vedo che la strada davanti a me è bloccata? Se non mi sono ancora corretto al precedente livello, non posso avanzare e scalare la montagna per altri metri, ma le guardie mi aiutano e mi spingono verso i punti problematici. Esse sono presenti per proteggermi, spingermi, ed avvicinarmi, e mi aiutano a raggiungere i necessari discernimenti.

Tutto avviene in favore dell’uomo e della sua correzione.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah de 02.01.2013, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Libro di Shamati, Articolo 72 “La Fiducia è l’ abbigliamento per la Luce
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Leha”, Punto 41, Lezione 3
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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Lettera 54
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