Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.02.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Lettera 24
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Zohar per Tutti, Parashat “Shlah Leha”, Lezione 24
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TES, Parte 9, Domanda 159, Lezione 34
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KFS, “Discorso per il completamento dello Zohar” (Rav Yehuda Ashlag), Lezione 8
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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La dazione non ha limiti

Se non sentiamo un ritorno al nostro comportamento allora c’è un problema. E’ come se stessimo di fronte ad un muro e non potessimo farci nulla, e nemmeno possiamo cambiare noi stessi attraverso di esso. In questo caso non c’è connessione tra di noi.

Può trattarsi di odio o di amore assoluto non è veramente importante, ma se stiamo di fronte a qualcosa che non cambia, allora non possiamo nemmeno cambiare il nostro approccio verso di questa cosa. Se non cambio, mi sento morto visto che il sentirsi vivi dipende dai cambiamenti.

Allora se non posso aggiungere nulla al mio amore e d’altra parte non posso aggiungere o risvegliare qualcosa in me, allora ci troviamo in una situazione molto problematica. E’ vero che il raggiungimento dell’amore assoluto è il goal della nostra relazione con il Creatore, ma questo è vero solo se ci innalziamo e costruiamo il nostro amore sulla dazione reciproca confinando il nostro ego.

Mi nascondo dall’amore per il Creatore e lo accetto solo come il combustibile che mi permette di Amarlo. Ricevo il piacere solo donando su di lui. E così questo amore assoluto non annulla i sentimenti verso gli altri, ma invece ci permette di svilupparli di più.

La fine della correzione è la fine della correzione dei vasi, ma non la fine della crescita nella dazione. La dazione non ha limiti, e così questo stato è detto il mondo di Ein Sof (Infinito). Il desiderio di ricevere ha dei limiti ed una fine ed anche l’intenzione ha dei limiti ed una fine, ma non c’è fine alla nostra capacità di salire sul desiderio di ricevere con la giusta intenzione.
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(Dalla prima parte della lezione Quotidiana di Kabbalah del 29.01.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 8.02.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam. Lettere, Lettera 16
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Zohar per tutti, Parashat Shlah Leha, Punto 248, Lezione 23
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Scritti di Baal HaSulam, Talmud Eser Sefirot, Parte 1, Lezione 4
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Pace“, Lezione 7
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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Lettere, Lettera 18
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KFS, “Introduzione alla Saggezza della Kabbalah”, Pagina 571, Punto 15
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Workshop con Rav, Solo Domande
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Workshop in Unità; Aspetti relativi al Gruppo
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“Sbattere la testa contro il muro” o cominciare a pensare?

Domanda: Cosa significa chiedere al Creatore? Dov’è il Creatore? Come posso chiedere qualcosa da Lui se non lo conosco?

Risposta: Tu devi cercarLo! Ognuno dovrebbe immaginarLo nel suo cuore, o magari nella sua mente, benché i Kabbalisti non abbiano a che fare con l’immaginazione mentale.

Il Creatore è chiamato la forza generale della natura. Perché diciamo che ci rivolgiamo a Lui? E’ molto confondente questo. Ma c’è una forza che posso scoprire in accordo al mio desiderio. Nella nostra vita corporale scopro diversi fenomeni in accordo al mio desiderio. Se non avessi nessun desiderio, non vedrei, non respirerei. Per tutto, c’è prima un desiderio e poi l’esperienza, la scoperta, l’ascolto e la comprensione, apri maggiormente i tuoi occhi e fai un passo in avanti. E’ tutto in accordo al desiderio.

Qui è lo stesso. Il mondo spirituale è meramente una connessione che s’è occultata per il momento. In questa scopriamo la nostra vita che è indipendente dal corpo; il corpo è morto, mentre noi continuiamo a vivere in questa connessione. Questa è chiamata un’ ”anima.” Ora noi dobbiamo scoprirla. Il nostro corpo non interferisce. Se lo annulliamo – che significa che viviamo in esso perché siamo vivi, senza dargli attenzioni particolari, senza glorificarlo, usandolo com’è, alimentandolo, dandogli da bere, lavandolo e portandolo a dormire, prendendosi cura di lui come se accudissimo un animale e non più di questo – e investi tutto il resto nello scoprire l’anima, allora così la riveleremo.

Un’anima è la connessione tra tutti. Al fine di scoprirla, hai un punto, l’inizio di un’anima. Se questo punto è mancante, non c’è niente di cui possiamo parlare, sei libero, accudisci il tuo corpo, gioisci della vita. Ma se tu hai il punto nel cuore, l’inizio di un’anima che ti chiama, che non ti dà riposo, allora arriverai a un gruppo Kabbalistico e ti diranno come cominciare a rivelare la tua anima, la tua connessione con gli altri.

Non è una connessione tra umani, tra i loro corpi, ma una connessione tra desideri individuali nei quali c’è un punto, l’inizio di un’anima.

Immagina che ci sia una rete nascosta tra un milione di membri del nostro gruppo globale (benché ce ne sono molti di più). Questo è quello che dobbiamo scoprire. Nel momento in cui scopro la prima parte su 125 di questa connessione, io sono già sul primo livello del mondo spirituale e in questa rete, io scopro il mondo spirituale, me stesso, l’eternità al di sopra del tempo, movimento, e spazio, l’intera dimensione spirituale e la fonte di tutto ciò è chiamata “il Creatore.” Questo è quello verso cui siamo attratti.

Ci sono persone che hanno già scoperto la spiritualità, scritto riguardo a questo, e ci hanno detto accuratamente e in grande dettaglio come riempire questa rivelazione gradualmente e cosa dovremmo fare. Tutto questo è chiamato “Torà, il libro delle istruzioni. Non parla di alcuna azione fisica o movimento col nostro corpo; possiamo lasciare stare questo. E’ solo riguardo a come possiamo sviluppare la nostra sensibilità mediante la connessione con gli altri, con la forza superiore, e così raggiungerai l’eternità.

Domanda: Sto sedendo qui con il testo dello Zohar, cercando di sentire qualcos’altro rispetto a quello che c’è qui come un risultato dei nostri sforzi collettivi, ma non posso. Continuo, e fallisco continuamente. Tu dici: ”Chiedi al Creatore!” ma non so niente di Lui, non ho niente per cui possa tenere duro.

Risposta: Il mio consiglio è che se tu hai sbattuto la testa contro il muro un centinaio di volte, allora magari qualcosa si è “smosso” nella tua testa come risultato e puoi cominciare a pensare più profondamente riguardo al Creatore: “Chi si sta nascondendo là? Chi c’è nel mio cammino? Chi ha posto questo muro prima di me?” Tu non stai più colpendo la tua testa contro il muro, ma tu stai aggiungendo pensieri a questo. Una persona cresce saggiamente come risultato dei colpi, giusto? Questo è quello che mi aspetto da te.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 06.01.2013, Lo Zohar)

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In disaccordo con la nuova realtà

Domanda: In passato l’umanità ha in qualche modo regolamentato il male che ha incontrato, ma oggi sembra che il male sia stato lasciato libero.

Risposta: Noi siamo avanzati e ci siamo sviluppati attraverso una salita costante, nel corso degli anni il nostro ego è cresciuto fino a diventare “circolare”. Abbiamo sempre saputo cosa fare con esso, e come bilanciarlo. Di volta in volta ci ha spinto in avanti per nuove conquiste. Lo abbiamo sempre gestito: abbiamo costruito, inventato, e aggiunto qualcosa. La mancanza ci ha spinto in avanti e abbiamo raggiunto un riempimento. Se non era possibile raggiungerlo direttamente, allora facevamo delle rivoluzioni.

Le generazioni sono cambiate, c’è stato il periodo della schiavitù, il feudalesimo, il Medioevo, il capitalismo, e alla fine abbiamo raggiunto l’ultima fase, il comunismo. In uno stato “circolare” non ci può essere altro che connessioni reciproche basate sulla mutua garanzia.

Dobbiamo dire qui che è il Creatore che di volta in volta evoca la mancanza, e con questo, la creatura riceve il potere e la mente per soddisfare la mancanza. Il cambiamento di epoche e i momenti speciali sono caratterizzati da rivoluzioni, dal momento che tali transizioni sono possibili solo attraverso i problemi, attraverso cambiamenti drammatici.

Così oggi, nel nostro stato attuale, dobbiamo agire secondo la nuova leadership. Tutti i vecchi approcci e metodi oggi non funzioneranno, dal momento che erano tutti buoni fino al momento in cui abbiamo cominciato a diventare “circolari”. Ora riceveremo colpi perché non ci stiamo adattando a ciò che sta accadendo intorno a noi.

Queste non sono insinuazioni, ma il processo naturale degli eventi: se non si regolano le condizioni esterne, non si può incolpare nessuno per il risultato. Per esempio, che senso ha incolpare gli altri se si è andati in giro senza vestiti caldi in una fredda giornata d’inverno? Allo stesso modo, stiamo ormai entrando in un nuovo mondo senza esserci adattati ad esso.

È stato scientificamente provato che nella nuova era abbiamo bisogno di un maggior grado di unione, connessione e cooperazione. Ma siamo rimasti così come eravamo e quindi non ci siamo adattati alla nuova realtà, alla forza della leadership che ci ha chiusi in un sistema “circolare”. Per più di cento anni gli scienziati e gli esperti hanno scritto riguardo a questo, quindi di chi è la colpa se noi non ascoltiamo?

Il prezzo del nostro non adattarci alle mutate condizioni sarà il fallimento globale, il crollo sistematico, e forse anche una guerra mondiale. Come potrebbe essere altrimenti se ci rifiutiamo ostinatamente di regolare noi stessi per l’unione e la connessione che il nuovo stato richiede? Siamo come una persona che ha ucciso i propri genitori e chiede al giudice misericordia, perché lui è un orfano.

Quindi è giunto il momento di adattarci al mondo globale, che continuerà ad “arrotondarsi” ancora di più. È impossibile continuare a vivere come nel passato, l’unico modo oggi è l’unione e la connessione, dato che il mondo sta diventando uno davanti ai nostri occhi.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2012, “La Pace“)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.02.2013

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Scritti di Baal HaSulam, Lettere, Lettera 21
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Leha”, punto 238, Lezione 22
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Passando per il Congresso

Domanda: Come si dovrebbe risvegliare un nuovo studente che entra nel gruppo per fare il giusto tipo di lavoro?

Risposta: Il gruppo lo guida verso certe azioni e gli fonisce una possibilità. Non è per un caso che siamo quì e non in un’altra realtà. Nel mondo delle azioni possiamo esistere anche al livello “animale”, scollegati dalla spiritualità, che costruiamo sopra di noi. Sopra i nostri attributi di ora, creo gradualmente l’immagine di un essere unamo. La costruisco tramite la connessione agli amici e creando la forza del Creatore tra di noi. Queste sono azioni interne spirituali che sono al di sopra di quello che siamo al momento.

Nel frattempo ci colleghiamo al livello corporale senza intenzioni spirituali, e quindi costruiamo l’ambiente. Abbiamo l’infrastruttura necessaria per fare quello, che è “questo mondo” dal quale iniziamo il nostro sviluppo spirituale. Quì abbiamo una rara opportunità. D’altra parte, questa base è adattabile in un modo al mondo spirituale e dall’altro lato ci permette di esistere senza alcuna modifica per adattarci ad essa. La realtà che vedo e sento nei miei cinque sensi corporali è veramente un dono prezioso. Siamo sull’orlo di un’azione spirituale, un’ascesa spirituale, ed allo stesso tempo possiamo influenzare la spiritualità.

Domanda: E cosa posso fare se sono all’opposto e tendo ad essere scollegato? Per esempio, un  congresso si avvicina e non voglio andare. Questa è la frantumazione?

Risposta: Si certo. Ed inoltre la mancanza di desiderio di andare al congresso non è ancora il più grande dei disturbi.

Se sei stato invitato ad una festa che ti era piaciuta, sarai felice di andare ancora, visto che i sapori che ti piacciono e quello che succede e che eccita il tuo ego ti aspetta là, e quindi correrai alla prima avvisaglia.

In questo caso, comunque, avanzi spiritualmente e così senti che il congresso è un posto dove sforzarti. Ecco da dove origina il rifiuto: improvvisamente diventi pigro, diventi irriguardoso e “qualcosa di più importante” compare e ci sono altri piani… questo è il risultato della Luce che ti illumina, e quindi è una cosa buona, ma usala dove c’è un posto per lavorare.

Più avanziamo più ci sentiamo così. Vedrai che in questo modo ci saranno sempre meno persone con noi. Al momento assumiamo che più avanziamo più saremo in molti, ma in realtà non è così.

Nel 2007 ero in un tour in dieci città americane e c’erano circa 600 persone ad ogni conferenza che tenevo e 2000 a New York. Oggi, invece, ci sono circa 50-100 persone.

Perchè succede così? Perchè noi ci siamo evoluti e così anche il pubblico. Le persone non sono poi così attratte dalla parola “Kabbalah” di per se stessa. Comprendono di più e sanno che si tratta di lavoro interiore. Grazie alle Luci che ora sono più vicine, le persone capiscono qualcosa di nuovo ed in generale non vogliono andare alle lezioni o partecipare ai congressi

C’è una piccola minoranza rimasta e queste sono le persone che relizzeranno la correzione. Almeno uniremo “i pionieri” in qualche modo ma solo attraverso la sofferenza. Molto pochi si muoveranno per mezzo della luce, il resto si muove per via delle sofferenze…
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.02.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Lettere, Lettera 17
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Leha”, punto 238, Lezione 21
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TES, Parte 9, Punto 152, Lezione 32
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Scritti di Baal HaSulam, “Discorso per il completamento dello Zohar”
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.02.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Lettere, Lettera 34
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Il Libro dello Zohar, Parashat “Shlah Leha”, punto 223, Lezione 19
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TES, Parte 9, Punto 150, Lezione 31
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KFS, “Discorso per il completamento dello Zohar” (Rav Yehuda Ashlag) pag. 73, lezione 5
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Una busta vuota vale più di mille dollari

Dall’articolo di Baal HaSulamIntroduzione allo studio delle dieci Sefirot”: …è il cammino della Torà, cioè l’estesa preparazione che uno deve fare per preparare la purificazione del proprio corpo, prima che sia ricompensato realmente ottenendo Torà e Mitzvot.

Questo è parlare del cosiddetto “tempo di preparazione.” Una persona arriva a studiare Kabbalah, ma lui ancora non arriva a comprendere dov’è. Lui inizia con qualche lezione introduttiva, poi viene a conoscenza di un gruppo; lui partecipa in vari workshop e lavoro comune. Se lui si aggrega ad un gruppo, lui acquisisce nuovi valori e attitudini dal suo gruppo sia che lo voglia o no. Questo è come il suo periodo di preparazione comincia; dura fino a che uno non raggiunge uno stato chiamato “Lishma,” che significa che la Luce che Riforma comincia ad impattare in lui in una maniera in cui i suoi desideri sono alterati.

“Completezza del Cammino della Torà” sta per “chiedere un miracolo” significa gioire del processo della dazione. Si deve voler liberare degli interessi egoistici. Comunque, lui deve aspirare a questa condizione non perché vuole scappare dalle sofferenze, ma soprattutto per diventare capace di dare. Il dare deve diventare l’unico piacere. Quando una persona si eleva al di sopra dei suoi desideri egoistici, lui è ancora preoccupato di diversi problemi, ma sarà per il bene di prendersi cura degli altri. Lui considera solo questo tipo di comportamento come “vita.”

Una volta guidando con il Rabash verso una sauna, gli ho chiesto riguardo a come verificare il mio livello di “Lishma.” Lui mi ha spiegato che: ”Un tuo amico ti sta riconsegnando una busta con dei soldi che ti doveva. Ci sono 1000 dollari nella busta. Li conti e scopri che ce ne sono 999. Tu pensi che non sia un grande problema e decidi che il tuo amico semplicemente abbia sbagliato i calcoli dell’ammontare e abbia trascurato la mancanza di quel dollaro. Tu pensi inoltre che non valga la pena nemmeno menzionarglielo. Allora, sigilli la busta e chiudi la pratica.

Questo è chiamato “agire con la ragione.” Se conti i soldi e sei guidato da una sorta di calcolo, significa che sei governato dalla tua mente. Se conti il denaro e ancora accetti la stima dell’amico, (è ovvio che lui vuole restituire l’ammontare totale di 1000 dollari), poi tu accetti la busta senza esitazioni sia che contenga o meno l’intero ammontare che dovrai ricevere. Significa che vai al di là della tua opinione e al di sopra della tua mente.

Non importa quanti ti avrà restituito l’amico. Tu accetterai qualunque ammontare da lui anche se fosse un migliaio di dollari; non c’è un minimo che potresti accettare. Non prendi nessuna condizione e nemmeno pensi ad un possibile errore. E’ semplicemente impossibile! Accettando 999 dollari, sei 1 dollaro “sopra la ragione.”

Se apri la busta e trovi solamente un dollaro lì dentro, e tu comunque lo accetti come se fossero 1000 dollari, significa che la tua “fede al di sopra della ragione vale 999 dollari. E’ abbastanza significativo…

E’ il tipo di fede che non ti lascia avere niente in ritorno. Tu prendi il giudizio del Creatore o la stima del tuo amico come garanzia; così, tu senti come se avessi ricevuto tutto l’ammontare indietro. Senti “come se” il tuo amico ti avesse restituito l’intero ammontare di 1000 dollari, il 100%. Questa situazione ti riempie e ti dà forza per elevarti dal livello di “Lo Lishma” a “Lishma.
[95501]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.11.2012, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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