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Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.03.2013

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 42
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Zohar per Tutti, Parashat “Balak”, Punto 268, Lezione 13
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 3, Parte 10, Punto 26, Ohr Pnimi (Luce Interiore), Lezione 10
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Pagina 111, Punto 5, Lezione 4
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Una ricetta per l’adesione: Non dimenticare di aggiungere la luce

Baal HaSulam, Shamati, articolo 25, “Le cose che vengono dal Cuore”: In altre parole, tutti i concetti sui quali lui costruisce il suo edificio, dicendo che uno deve sempre seguire il cammino del Creatore, è basato sulla Dvekut con il suo insegnante. Così, se lui perde le basi, allora tutti i concetti sono senza potere, giacché a loro mancheranno le fondamenta.

Quindi, uno non deve fare affidamento sulla propria mente, ma attaccarsi maggiormente ai libri e agli autori, perché solo questo può aiutarlo, e non con l’ingegno e l’intelletto, dato che questi non hanno vita.

Domanda: Cos’è l’adesione?

Risposta: Nel complesso, l’adesione avviene quando due persone hanno lo stesso desiderio, gli stessi pensieri, e gli stessi valori. In questi casi loro si “aderiscono” l’un l’altro.

La domanda è come possono due persone molto differenti aderirsi? Loro sono differenti in ogni senso e non si combinano in ogni caso. Non può esserci un adattamento perfetto in natura, quindi loro raggiungono la somiglianza e diventano “aderiti” l’un l’altro?

Se ogni lato si elevasse al di sopra di se stesso e non volesse utilizzare i propri attributi per se stesso, ma soprattutto dà all’altro tutto ciò che c’è in lui, e l’altro anche vuole elevarsi al di sopra dei propri interessi personali e agire in favore degli altri, di conseguenza loro si assomiglieranno. In che maniera? Nel dare, nella dazione, il che significa che loro si “aderiscono.”

Come può essere ottenuto questo? Loro non possono fare questo da soli, la Luce è necessaria qui per connetterli. E’ come un tipo di “sandwich” con la Luce nel mezzo, e questa è chiamata unione spirituale. Puoi inoltre comparare questo con un piccolo manubrio.

Domanda: Quindi come possiamo attirare la Luce affinché l’adesione si realizzi?

Risposta: Prima di tutto, ognuno deve elevarsi al di sopra di se stesso e chiedersi: ”Perché dovrei aderire a qualcuno? Cos’è l’adesione? Potrebbe essere che voglio connettermi agli altri per raggiungere qualcosa in questo mondo, come nel socialismo? O lo voglio al fine di raggiungere il Creatore? Chi è il Creatore?

In breve, al fine di raggiungere le azioni più semplici, devo rinnovare l’intero sistema giacché non esistono vie di mezzo nella spiritualità; tutto è integrale in essa. Come in una figura olografica dove al fine di cambiare una piccola linea necessito della giusta scala per cambiare l’intera figura.

Quindi ogni domanda che abbiamo realmente include tutto ciò in se stessa. Se chiedi cosa dobbiamo fare, la risposta è semplice – fallo completamente. Noi dobbiamo chiarificare chi è il Creatore, per cosa abbiamo bisogno di questo, cos’è l’atto della creazione, cos’è la libertà di scelta, e cos’è “ognuno dovrebbe aiutare il proprio fratello”, cos’è il gruppo, eccetera. Tutto dovrebbe essere incluso in questo. Noi possiamo vedere questa figura in differenti risoluzioni, ma in una maniera o nell’altra, tutto è incluso in questo.

Domanda: Possiamo elevarci sopra il nostro generale “circolare” desiderio di ricevere come in un pallone di aria calda e tenere questo stato generale tra noi?

Risposta: Ognuno di noi è un egoista e la spiritualità è la cosa che c’è tra noi che ci connette e ci porta all’unione.

Cosa sento dentro di me ora è chiamato “questo mondo,” e cosa sento tra noi è chiamato “il mondo superiore.”

Se tu ed io siamo vicini l’uno all’altro e differiamo solo da una misura (1), allora sento la Luce di Nefesh. Se la differenza tra noi si raddoppia (2), io raggiungo la Luce di Ruach tra noi giacché ora ho attraversato una distanza maggiore. Da un lato, il nostro ego cresce e ci separa, ma dall’altro lato, noi aderiamo all’altro nonostante l’ego e da questo raggiungiamo un’intensità maggiore.

La nostra missione è tenere duro in questo stato e costantemente ritornarvici e, se vuoi, puoi tenerlo al di sopra di te stesso. Cos’altro devi fare in questo mondo eccetto questo? Prendi una decisione su come la tua vita dovrebbe scorrere e se la vuoi far scorrere nella dimensione spirituale. Non posso importelo. Al congresso di Arava ti ho dato un esempio di cosa dovresti fare. Se vuoi riempire questo, allora fallo e i risultati saranno in accordo a questo riempimento.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 21.01.2013, Shamati #25)

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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati 25 “Le cose che vengono dal cuore”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Parte 1 “Hishtaklut Pnimit” (Osservazione interiore), Punto 8, Lezione 7
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Scritti di Baal HaSulam “La Pace“, Lezione 9
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Preparazione alla Lezione
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KFS, “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, Pagina 577, Punto 23
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Workshop con Rav, Solo Domande
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Workshop in Unità
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 40, “Fede nel Rav. Qual’ è la Misura?”, Parte 2
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Le necessità del mondo immaginario, tutto per il vero mondo

Domanda: Baal HaSulam dice nell’articolo “Un discorso al completamento dello Zohar” che l’anima si riveste del corpo nel nostro mondo. Che cosa vuol dire?

Risposta: “Il corpo di questo mondo” significa il desiderio di ricevere solo per se stessi. Qui riempie tutto lo spazio (vedi il disegno), e c’è anche il punto nel cuore (•), la parte posteriore di Nefesh di Kedusha. Essa è stata frantumata, il che significa che vuole anche ricevere per se stessa, ma può essere trasformata nel suo stato opposto.

Domanda: Dove si trova il desiderio del punto nel cuore?

Risposta: Per prima cosa senti che il desiderio esiste ed incominci a notare il fatto che questo desiderio non ha un posto fisico in cui si trova. Questo desiderio è l’essenza della creazione spirituale.

Oggi vedi davanti a te i livelli inanimato, vegetativo, ed animato della natura, così come vedi gli uomini. Tutto questo è il mondo immaginario. Non guardarlo, mettilo da parte, non è la cosa principale.

Oltre a questo, c’è il desiderio di ricevere nel quale c’è una scintilla. Dobbiamo prenderci cura di queste scintille. Diamo al mondo immaginario le necessità basilari ma non siamo obbligati a fare niente più di questo perché è tutta un’illusione. Dovresti dare tutto alla parte principale.

Ciò significa che devi isolare il punto nel cuore da tutto ciò che si trova dentro il desiderio di ricevere. Dovresti differenziarlo all’interno del desiderio e tirarlo fuori più che puoi, separarlo dal desiderio di ricevere, e svilupparlo. Il desiderio stesso dovrebbe essere ristretto e annullato. Allora ci sarà una connessione che lo aiuterà e poi ci saranno parecchi altri passaggi…

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(Dalla 4.a lezione quotidiana della Kabbalah del 03.02.2013, “Un discorso per il completamento dello Zohar”).

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Un grande vuoto e come trattarlo

Domanda: Come è connessa la divulgazione esterna al lavoro interiore?

Risposta: senza divulgazione il lavoro interiore oggi è impossibile. In realtà, la piramide generale dell’umanità si divide in due parti: la parte superiore chiamata “Israele” (YasharEl dritto al Creatore), e la parte inferiore chiamata “le nazioni del mondo”.

Le persone che appartengono a “Israele” hanno un “punto nel cuore” (•) e, di conseguenza, sono in contatto con il Creatore. Coloro che appartengono alle “nazioni del mondo” hanno solo un grande vuoto (-) e si sentono male, ma non sanno cosa fare.

Quindi “Israele” deve portare la correzione a coloro che sono chiamati “le nazioni del mondo.” Questo è la ragione per cui esiste, altrimenti non esisterebbe affatto.

La “creatura” è in realtà la parte inferiore del desiderio di ricevere, mentre “Israele” è “la parte divina dall’Alto.” Nel complesso, “Israele” si chiama “un punto”, “una scintilla”, nel desiderio e non il desiderio stesso. D’altra parte, “le nazioni del mondo” sono la “materia” principale della creazione. È per loro che il mondo è stato creato, tutto esiste per loro, e la correzione dovrebbe prendere parte in loro. È qui che il terzo Tempio sarà costruito. “Israele” è il collegamento, i sacerdoti e gli educatori. Ogni persona con un “punto nel cuore” appartiene a questo gruppo.

Nel complesso, l’intera piramide si chiama “Babilonia“, in quanto tutto in essa è confuso (stessa radice in ebraico) e mescolato dopo la frantumazione.

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.02.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Accelerare il tempo

Baal HaSulam, “La Pace”: E oltre ai colpi di cui soffriamo oggi, dobbiamo anche considerare la spada sguainata per il futuro. Deve essere tracciata la giusta conclusione, che la natura alla fine ci sconfiggerà e saremo tutti costretti a unire le mani per seguire le sue Mitzvot con tutta la misura necessaria per noi.

Siamo in una forza chiamata “natura“, la forza della dazione. Noi siamo la seconda forza, la forza di ricezione. In base alla sua dimensione, dobbiamo mantenere l’equilibrio, l’equivalenza della forma con la forza della dazione.

Anche se non conosciamo la forza della dazione, dobbiamo lavorare con l’ambiente. Se in questo mondo mantengo l’equilibrio tra il ricevere e il dare, allora vuol dire che va tutto bene. Se voglio dare all’ambiente più di quanto sia necessario per mantenere l’equilibrio, vuol dire che avanzo nel percorso “io lo affretto”, accelerando il mio sviluppo. Allora la forza del mio ego viene evocata in me, più velocemente che negli altri, ed è come se mi precipitassi in avanti lasciandoli dietro dato che sono attratti dalla forza della dazione. La forza di ricevere crescerà dentro di me, accelerando così l’emergere delle Reshimot (i geni spirituali) in modo che possano essere soddisfatte.

D’altra parte, se io rallento il ritmo dello sviluppo generale del sistema di Malchut, che significa l’ “assemblea di Israele” e l’unione, poi sento la pressione. La Luce superiore evoca le Reshimot frantumate volendo elevarle alla correzione. Se questa catena di Reshimot si sviluppa più velocemente, allora è buono, e se si sviluppa più lentamente, allora percepiamo la Luce come male.

Nel complesso, l’intero sistema è chiamato “questo mondo”. In esso vi è Malchut, l ‘”assemblea di Israele”, cioè coloro che vogliono correggere se stessi e vogliono raggiungere la connessione e anche le “nazioni del mondo.” Qui tutto è incluso in Malchut. Questo si chiama il mondo. Ma per me è difficile lavorare con tutto il mondo e quindi c’è una piccola parte davanti a me, il gruppo, nel quale io compio le mie correzioni.

Il Creatore, la Luce superiore, ha un inizio (0) e una fine (100%). E non abbiamo altra scelta tranne che raggiungere la fine. La domanda è solo come ci si arriva esattamente. Si tratta solo di questo.

Siamo passati attraverso tre fasi della nostra evoluzione: inanimato, vegetale, e animato. Queste fasi sono essenziali e nessuno ha chiesto il nostro consenso.

Ma a partire dal livello del “parlante,” dobbiamo essere coscienti e attraverso il nostro stesso consenso, alziamo una richiesta per la correzione (MAN) e non altrimenti. Ciò significa che la Luce superiore ci farà pressione ogni passo del cammino fino a quando ci rivolgiamo ad essa con la nostra richiesta.

È impossibile avanzare attraverso le sofferenze. Al contrario, esse ci costringono a stare fermi fino a quando non si accumulano e cambiano il nostro atteggiamento verso ciò che sta accadendo. Solo allora saremo pronti a chinare le nostre teste.

In ogni caso, senza la mancanza preliminare, non saremo in grado di attraversare la fase del “parlante” nella nostra evoluzione. Ciò avviene perché questa fase richiede la comprensione e il riconoscimento, che è possibile solo se ho una mancanza per questo. Tuttavia, i livelli di inanimato, vegetale, e animato, io avanzo e mi sviluppo senza alcuna comprensione e riconoscimento.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2013, “La Pace”)

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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Un tronco che soffre

Baal HaSulam, “Un discorso per il completamento dello Zohar”: In quel momento raggiungerete l’equivalenza della forma con il Creatore – come tutte le Sue azioni sono per donare e per beneficiare gli altri, così voi, tutte le vostre azioni saranno solamente per donare e per beneficiare gli altri. Questo è il totale Dvekut.

Domanda: Che cos’è l’equivalenza della forma? Come posso essere uguale nella forma se io sono il desiderio di ricevere?

Risposta: Supponiamo che tu voglia assomigliare a me. Interagisco con te, mi presento a te in qualche forma, e allora tu cerchi di essere come me: fai quello che faccio, pensi come me e parli come me. Il giorno dopo ti presento una forma nuova e tu ti devi adattare a quello che sono io ancora di più, sia nel modo di parlare che nelle azioni e nei pensieri. Ti pongo degli esempi e tu li devi seguire; questo è ciò che si chiama equivalenza della forma.

A questo punto potresti chiedere: “Ma come posso assomigliare al Creatore se non Lo vedo?” E’ scritto: ‘Ritornate al Signore, vostro Dio’. Come posso ritornare a Lui, come posso diventare sempre più come Lui? Fammi almeno degli esempi…”

Chiedi. Chiedi al Creatore di darti un esempio, di mostrarti che Egli è e cosa Egli è, in modo che tu possa essere come Lui. Se non chiedi, significa che non vuoi essere come Lui. Quando tutto ciò di cui hai veramente bisogno è un esempio, lo riceverai.

Domanda: Ho un gatto, posso insegnargli tutto quello che so, ma alla fine diventerà come me?

Risposta: Un gatto non ha il punto nel cuore. Non lo si può insegnare, lo si può solo addomesticare. Ci si può creare qualcosa, ma non ci si può ricavare un essere umano, poiché l’essere umano, Adam, significa “Domeh– uguale” al Creatore. Un gatto non ha il punto di partenza che lo porta a questo, non ha la scintilla iniziale; non ha il punto nel cuore.

Se non fosse stato per il punto nel cuore che è entrato nel desiderio di ricevere durante la frantumazione dei vasi, anche noi non ci potremmo sviluppare fino al livello animato. Ma quando completiamo questa fase, il punto del livello parlante esplode in noi. Questo è ciò che sta succedendo oggi all’umanità: ha raggiunto la fine del suo sviluppo a livello “animato”.

Tutto ha avuto inizio da un punto zero, dal caos. Poi è apparso il livello della natura inanimata, poi il livello vegetativo, e poi il livello animato. Se non ci fosse stato il punto della parola nel livello animato, cioè l’essere umano che appartiene al livello della parola, allora non ci sarebbe stato nessun riferimento verso cui svilupparsi, tutto sarebbe terminato lì.

Questa è la sorpresa ed il problema del nostro mondo: gli uomini non capiscono che stanno affrontando un nuovo livello. Non capiscono perché non lo vedono; non è tangibile, è spirituale. Tutti i livelli precedenti erano concreti, mentre il livello della parola non lo è.

Se mi trovo al livello della natura inanimata, non posso individuare i livelli che sono più elevati del mio: i livelli vegetativi ed animati. C’è un collegamento tra di essi che è visibile sia a colui che è inferiore che a colui che è superiore, ma io non ho idea di cosa sia il livello umano, e come elevarmi verso questo livello è per me un grande mistero. Cosa posso fare, se non ho alcun sistema per attaccarmi ad esso, nessun esempio, ma solamente una grande incognita?

Questa è la ragione per cui il mondo intero non capisce cosa sta succedendo e non può accettare il messaggio della futura ascesa.

Inizialmente, il desiderio creato dal Creatore era la parte che funzionava da il punto nel cuore (•), Galgalta ve Eynaim (GE). Esso è chiamato Israele che significa “Yashar-El” (diritto al Creatore). Abramo portò fuori dall’antica Babilonia gli uomini che appartenevano a questa parte, mentre gli altri Babilonesi senza il punto nel cuore rimasero lì.

Poi con la frantumazione, la distruzione, i punti di Israele caddero e si mescolarono con la materia del desiderio. Questo è l’esilio del popolo di Israele, la reciproca incorporazione delle caratteristiche che si manifestano oggi in ogni uomo che ha il punto nel cuore.

Comunque, è molto difficile per gli uomini vedere che c’è un’altra fase nello sviluppo che è davanti a loro, un altro livello che è una qualità superiore ed è più importante e potente del livello “animato”. Immaginiamo di poter vedere solamente piante sulla superficie della terra. Sarebbe molto diverso questo scenario dal livello successivo, con gli animali, gli uccelli, i pesci e gli uomini con la loro civilizzazione.

Ora, quando ci troviamo davanti un nuovo livello, nessuno lo capisce e nessuno riesce a percepire il bisogno di elevarsi verso di esso.

Domanda: Se il punto nel cuore determina tutto, posso essere paragonato a Pinocchio oggi?

Risposta: Senza il punto nel cuore saresti un “tronco”, ma in questo tronco c’è qualcos’altro, e così quando Geppetto incomincia a tagliarlo con la sega, piange; questo è “il punto nel cuore” che innalza la voce dell’uomo. Tutto il resto che c’è in noi, in verità, è solamente un “tronco”.

Il livello successivo non può essere formato dal niente. Così, quando gli uomini che sentono il bisogno di svilupparsi vengono da noi, a Bnei Baruch, al fine di poter progredire per mezzo dell’amore, con una inclinazione che punta in alto. Altri uomini dovranno evolvere attraverso il cammino della sofferenza per raggiungere questo livello.

Se il punto nel cuore non si fa sentire e non ricorda agli uomini che esiste, sarà solamente la sofferenza a spingerli in avanti. Il punto attira gli uomini in avanti mentre la sofferenza li spinge da dietro. E’ come una corda con due vertici opposti e tutto dipende da quale scegliamo di muovere – se la Torà o la sofferenza.

[99418]

(Dalla 4.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 03.02.2013 ” Un Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Non sento di essere distante da voi

Baal HaSulam, Lettera 27: Certo che voglio unirmi a voi anima e corpo. Anche se non posso lavorare se non nella spiritualità e nella mia anima, io conosco la vostra anima e posso unirmi ad essa, ma voi non potete lavorare nei vostri cuori, ma solo con il corpo in quanto non conoscete la mia spiritualità per poter unirvi ad essa, e se comprendete questo, capirete anche che io non mi sento affatto distante da voi, ma voi naturalmente avete bisogno di essere vicini al corpo e al luogo, ma è per voi stessi e per il vostro lavoro, e non per il mio lavoro.

Ma io prego il Creatore affinché vi conduca attraverso la via della verità e che sarete salvati dagli ostacoli che troverete lungo la strada e che il Creatore sarà con voi in tutto ciò che fate.

E da parte vostra dovete stare attenti a seguire il percorso che ho preparato per voi, in materia, dei desideri del cuore e della mente e preghiere, e allora il Creatore ci aiuterà certamente e presto saremo uniti nel nostro cuore e nella nostra anima.

Naturalmente, per un kabbalista che è in grado di comprendere lo stato interiore dei propri studenti, le distanze sono prive di significato e non fa nessuna differenza in che mondo si trovi: in un corpo o senza un corpo, lontano da quel mondo o nelle vicinanze. Se tra l’insegnante e gli studenti esiste una connessione, allora nulla può influire. Si scopre che il problema riguarda solo gli studenti, per i quali è difficile cavarsela senza la sensazione fisica dell’altro o dell’insegnante. Quindi l’unica soluzione è, per quanto sia possibile, quella di accelerare l’avanzamento.
[100631]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.02.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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