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Trovate il vostro posto dove lavorare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 44: E tutti gli elementi spirituali dell’inanimato, vegetativo, ed animato nell’altro mondo, che corrispondono alla Sefira di Malchut di Assiya, servono e aiutano il Partzuf di Nefesh di colui che si è innalzato qui.

Domanda: Quali sono gli elementi spirituali della natura inanimata, vegetativa ed animata?

Risposta: Tutte le cinque fasi, dalla fase basilare fino alla fase quattro, si collegano nello sforzo di un uomo. Sebbene ci sforziamo solamente rispetto all’intenzione, solamente rispetto alla natura umana che c’è in noi, ci sono anche altri strati nel desiderio, nel quale siamo gestiti, non avendo libero arbitrio. Questi strati del desiderio sono uguali ai nostri bisogni fisici e sono compresi nel nostro lavoro; lavorano su di noi mentre noi non possiamo influenzarli in alcun modo. Come dice Baal HaSulam in “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah“, gli elementi della natura inanimata, vegetativa ed animata, ascendono e discendono insieme agli elementi umani non avendo alcuna responsabilità propria.

Domanda: Ciò significa che nella spiritualità facciamo anche delle cose non per nostra scelta?

Risposta: Naturalmente. La stessa cosa succede anche nel nostro mondo poiché è un’esatta replica della spiritualità. Non devo lavorare sulla moltitudine delle forze spirituali che non appartengono al livello umano. A livello umano devo inoltre chiarire subito le cose e solo dopo compiere le correzioni. Primo, dovrei chiarire dove posso esattamente mettermi al lavoro in modo da fare dazione dove mi potrà portare a dei risultati concreti. Importantissimo è differenziare tra l’ “area di lavoro” e quella di “non lavoro”, ed impegnarsi di più nella prima.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Domanda: Quali azioni possiamo compiere per attirare molto di più la Luce che Riforma?

Risposta: La Luce Circostante sono le rivelazioni della Luce Interiore, nelle dieci Sefirot che si completano l’un l’altra. Ciò significa che ogni Sefirà è incorporata in tutte le altre dieci. Quindi dovrebbero esserci dieci amici che si connettono. Così ognuno include tutti gli altri dentro di sé. I dieci amici vivono dentro di me. Ora sono tutti insieme. 10 x 10 costituisce un vaso intero.

La Luce Interiore viene poi rivelata nella loro connessione al “di sopra della ragione,” al di sopra del loro ego. L’Aviut (lo spessore) rimane al di sotto, la Luce che Ritorna (Ohr Hozer) sopra e in questa Luce che ritorna c’è una rivelazione di un nuovo grado, la Luce Diretta (Ohr Yashar). Non abbiamo ancora raggiunto un tale stato e siamo al punto più basso. Il nostro compito è quello di organizzare e disporre le giuste connessioni tra di noi in modo che la Luce Interiore si riveli in noi come Luce Circostante. La Luce Circostante include la Luce di Hochma che è rivestita nella Luce di Hassadim dal momento che è la stessa Luce che brilla nel nostro Partzuf superiore, a cui presto arriveremo.

Dobbiamo cercare di raggiungere la stessa forma corretta in cui ognuno è incorporato in tutti. Questo si chiama brama per l’amore degli esseri creati. Una tale connessione, integrazione reciproca di un desiderio nell’altro, il desiderio di riempire tutte le mancanze sconosciute, si chiama amore degli altri, l’amore degli esseri creati. Questo è ciò che dovremmo desiderare, dal momento che attraverso di esso noi raggiungiamo l’amore del Creatore. Quando la Luce Diretta brilla e si rivela nella Luce che Ritorna, ci da’ la sensazione di aver raggiunto la connessione, l’unione, e l’adesione con la forza superiore di dazione, che viene chiamata il “Creatore”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013, Scritti del Rabash)

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Mentre raccogliamo chicchi di stupore

Tutto, tranne i momenti nei quali inizio a vedere lo scopo attraverso il gruppo, l’adesione al Creatore, la giusta direzione che mi dà il quadro accurato dello scopo che è davanti a me, è considerata idolatria. E’ una chiarificazione molto concreta: Per chi lo sto facendo, per me stesso o a beneficio del Creatore, che significa, chi si sta rallegrando del fatto che io esisto adesso?

Non c’è nessun altro mezzo per mantenermi nella giusta direzione. Una persona riesce a sforzarsi per un momento e a dirigersi verso lo scopo attraverso il gruppo, ed il momento dopo ha già bisogno di più aiuto dal gruppo. In questo modo cresce costantemente. Se l’uomo non riceve questo aiuto, egli non si manterrà sulla giusta direzione. Ciò significa che egli non eguaglierà la sua misura, così si sentirà colmato e poi, in seguito, sarà rivelato il suo primo livello spirituale. E’ una condizione molto chiara, leggi e forze molto semplici: la Luce è in posizione opposta al vaso e al Masach (lo schermo), che adesso deve essere costruito tra di loro.

Per restare sul percorso, devo continuamente connettere “Israele, la Torà, ed il Creatore”-23½ ore al giorno. Poi posso passare la mezz’ora che mi resta a fare auto-critica dei fattori interiori che mi aiutano a restare sul mio percorso, che è il gruppo. Non c’è niente altro che questo, ed il mio avanzamento dipende totalmente dall’ambiente.

Quindi, dedico 23½ ore al giorno per cercare un ambiente più forte, per giustificare gli amici e giudicarli sulla scala del merito, cercando e raccogliendo ogni granello e germoglio di stupore. Permetterò a me stesso di essere critico solamente una mezz’ora al giorno in modo da trovare cosa c’è che non va, perché, e come correggerlo.

Dunque lavoro con il gruppo per tutte le 24 ore, connettendo Israele, la Torà ed il Creatore. Questo perché la Torà è la Luce che Corregge che funziona solamente attraverso l’ambiente. Questa è la sola cosa nella quale ci dovremmo impegnare. Si potrebbe anche verificare se vi state muovendo nella giusta direzione oppure no, attraverso il numero di ore che ci passate al giorno. Se non sapete come esaminare la direzione da soli, allora dovreste almeno fare impressione sugli altri, questo è ciò che si chiama servire l’altro!

Potete, naturalmente, offrire un panino ad un amico. La cosa principale di cui ha bisogno da voi, che è la ragione per cui si trova nel nostro gruppo, è il buon esempio che lo risveglia; io devo fornirgli questi esempi.

Se io mi preoccuperò solo di questo, allora mi terrò senza dubbio sul giusto cammino, anche se non lo vedo. Supponiamo che ci sia un principiante che ancora non capisce niente al quale sia richiesto di fare solamente una cosa: essere colpito dagli altri per il fatto che sono sul cammino giusto. Allora egli avanzerà sicuramente insieme ad ogni altro membro del gruppo che è sulla stessa strada, sebbene gli altri stiano studiando da vent’anni e lui è appena arrivato. E’ così che funziona.

(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 10.06.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Un punto è l’infinito nella scala Zero

Domanda: Ci sono dei gradi durante il periodo di preparazione o c’è un grado totale, e solo entrando nel mondo spirituale, potremo cominciare a salire i 125 gradini?

Risposta: Anche se partiamo dal grado zero quando cominciamo, noi passiamo attraverso varie fasi. Ogni livello è composto da dieci Sefirot, né più né meno. E ogni Sefira ha i suoi dieci Sefirot , e così via all’infinito.

Non esiste una condizione che è completamente solida e non include tutti gli altri elementi, l’intera realtà. C’è una sola immagine dell’universo, ma la si vede in una risoluzione diversa, come su una mappa con una scala diversa.

Ad esempio, stiamo per andare al congresso di San Pietroburgo. Se guardate la mappa della Russia, la città è solo un punto. Ma se ti avvicini e aumenti la scala, vedi che questo punto si trasforma in una grande città. E se ci si avvicina ancora si vedono tutte le strade, e anche tutti gli edifici, ecc

Quindi, il nostro stato attuale ci sembra solo un punto. Ma in realtà comprende l’intero universo. Tutto dipende dalla scala in cui lo guardiamo per vedere tutti i dettagli in esso. La rivelazione di tutti i dettagli è la salita dei 125 gradi.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 30.06.2013, Gli scritti di Rabash)

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La mancanza di un buon esempio è di cattivo esempio

Dobbiamo costantemente vedere davanti a noi il buon esempio degli amici che ci mostrano l’esempio di una maggiore forza e di una maggiore dedizione. Quando guardo un amico debole, anche se si trova sul mio stesso cammino, cresce anche la mia debolezza. Dobbiamo essere d’accordo a lavorare insieme e a darci forza gli uni agli altri.

Il solo vedere le persone deboli, anche nella nostra società, ci fa solo del male perché ci indebolisce ponendo un cattivo esempio. Osservo un amico e anch’io inizio a pensare che posso studiare di meno e non andare alle lezioni tutti i giorni.

Devo dunque vedere un fuoco che arde in tutti. Il gruppo deve chiedere questo ad ogni suo membro. Nessuno può rimanere in disparte e studiare tranquillamente in un angolo. Ogni membro deve essere di esempio per gli altri. Devo sentire che ricevo da tutti delle vibrazioni di desiderio per lo scopo, sentire come avvengono in loro dei nuovi cambiamenti ogni giorno rispetto al Creatore e all’ambiente, in questo modo sentirò come se restassi indietro rispetto agli altri che stanno avanzando velocemente e mi sentirò attirato da loro, ed in questo modo invidierò egoisticamente il loro successo e non riuscirò a calmarmi. Ma se il gruppo non mi darà tutto questo, allora non avrò bisogno di questo gruppo.
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(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 10.06.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Vedere l’unicità del Creatore

L’argomento della prima lezione del Congresso di Pietroburgo è “Non esiste nulla tranne Lui“. Questo è l’argomento principale che studiamo sempre.

In linea di principio, noi ci troviamo in una realtà speciale chiamata il Creatore e dobbiamo rivelarLo. Il “Creatore” (Boreh) significa “vieni e vedi” (Bo-reh in Ebraico). Se già dimoriamo in Lui, nella bianca Luce superiore, allora solamente Lui agisce e non esiste nulla tranne Lui”. Solamente Lui “ci dà i contorni”, ci dà forma; Egli è il principio ed Egli è la fine. Tutti i nostri pensieri e le nostre azioni originano da questa Luce superiore. Non esiste niente tranne Lui.

Da un lato, osserviamo le forme inanimate, vegetative ed animate nelle quali il Creatore agisce a 360 gradi, obbligandole e compiere ogni movimento. Esse non hanno alcun libero arbitrio; esse sono interamente sotto la Sua diretta influenza.

Dall’altro lato, noi stessi abbiamo un punto speciale, creato da Lui, che apparentemente esiste al di fuori di Lui. Questo punto ci dà l’opportunità di conoscere il Creatore – il solo che ci influenza. Infatti, in questo modo non andiamo da qualche parte esternamente, non ci allontaniamo da Lui, e non violiamo nessuna delle Sue azioni. La realtà rimane la stessa: non esiste nulla tranne Lui. Tuttavia, grazie a questo punto che sembra a Lui estraneo, io posso analizzare me stesso e Lui, io posso deliberatamente e consapevolmente portare me stesso al solo stato esistente nel quale non esiste nulla tranne Lui.

Io conseguo il Creatore grazie a questo lavoro. Attribuisco ogni frammento della realtà alla Sua unicità, ed in questo modo conseguo tutte le Sue azioni, tutti i passi, diretti e opposti a Lui, che Egli compie. Quindi, ritornando allo stato di unione e di unicità del Creatore, io mi inserisco in tutta la forza che Egli mi ha dato e mi rendo conto che non esiste proprio nulla tranne Lui.

In questo modo, reco a Lui piacere, e questo è il massimo piacere che posso arrecargli, e ciò significa a me stesso. Infatti, non esiste nulla tranne Lui.

Adesso abbiamo dunque bisogno, contro il nostro desiderio, di includerci volontariamente e completamente in questo concetto: “Non esiste nulla tranne Lui”.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 03.07.2013, Preparazione al Congresso di San Pietroburgo, lezione 1)

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