Domanda: Abbiamo bisogno di prendere su di noi il lavoro che è completamente estraneo all’ego e si trova al di sopra del suo potere, e caricare il gruppo a fare del suo meglio. Quindi non avendo raggiunto il risultato, chiediamo di portare la questione come aiutante e lavoratore del Creatore, e solo allora otteniamo il risultato.
All’inizio del lavoro, come possiamo distinguere tra pazzia e follia rispetto a coraggio e considerazione? Dove si trova questo confine?
Risposta: Qui è necessario avere qualcuno che gestisca il processo che “lì e poi” può approvare o rifiutare ogni dettaglio che gli operatori hanno bisogno di conoscere sul suo utilizzo. Quindi hanno bisogno di essere collegati tra loro sempre di più, in modo da rivolgersi a Lui comunque.
Il mondo non può andare avanti senza un “re “, senza i suoi rappresentanti, senza quelli che gli sono fedeli. L’uomo ha bisogno di qualcuno vicino a lui che ne sappia più di lui, che veda il futuro e delinei le indicazioni giuste. “Questo non fa per noi, ma ci andremo, faremo quello che pensate sia giusto all’interno di questi limiti”.
Questa gerarchia deve essere costante. Tra i nostri gruppi non ci può essere un qualche tipo di gruppo che fa tutto quello che pensa che sia importante a sua discrezione e, in ultima analisi, avere successo. Questo perché l’ego lo accompagna costantemente e il gruppo ha bisogno tutto il tempo di nuovi discernimenti, nuovi livelli di chiarificazione.
Purtroppo non credo che questa grande dipendenza diminuisca con il tempo. Al contrario, crescerà. Conosco questo dal mio rapporto reciproco con il mio insegnante Rabash: più avanzavo, più avevo bisogno di lui, in realtà mi avvicinavo a lui sempre di più.
Nel nostro mondo è proprio il contrario: più un bambino cresce, più diventa indipendente fino a che non esce dalla casa dei suoi genitori.
Mentre qui tu aderisci sempre più a quelli che sono più elevati, perché in sostanza si collegano al Creatore, semplicemente non sei pronto ad andare avanti senza di Lui. E quindi, imparo molto di più oggi dal mio insegnante di quanto ho imparato 30 anni fa….
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Il nostro Congresso in Bulgaria inizierà tra un mese, il 1° di novembre e ripongo molte speranze in questo incontro. Prendere parte a questo congresso non costerà eccessivamente e si terrà in un posto molto carino. Io invito a venire tutti coloro che possono parteciparvi. Ci dobbiamo preparare. Io arriverò il giorno primo dell’inizio, quindi se potete, cercate di arrivare anche voi un giorno prima. Organizzeremo un giro locale e faremo un po’ di riscaldamento prima del congresso.
Questo congresso non è solamente per l’area dei Balcani. Molte persone dall’Europa orientale, dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Turchia, e dagli stati del Baltico, insomma, da tutte le parti del mondo vi prenderanno parte. Il nostro programma comprende sia l’educazione integrale che la saggezza della Kabbalah. Discuteremo di molti argomenti e di molte domande a proposito della divulgazione e dell’educazione con i gruppi che parteciperanno per connettere il tutto al processo generale.
Non vedo l’ora che arrivi questo incontro. Suppongo che tutti, in una certa misura, capiscano che questo è il modo in cui ognuno può avanzare sulla strada più breve e sicura verso lo scopo della creazione e l’auto-appagamento. Quindi, tutti devono partecipare a questo prossimo congresso con tutto il cuore. Non c’è un mezzo più potente che partecipare a questo congresso per il bene degli altri. E’ il mezzo più efficace per la rivelazione del Creatore.
Domanda: Come possiamo elevarci sopra le differenze come la nazionalità o le barriere linguistiche e connetterci con più forza?
Risposta: Questo è il nostro scopo, elevarci al di sopra delle differenze, al di sopra di tutti i Masachim (schermi) e sopra tutti i muri che ci separano. Senza questa differenze potremmo già essere una sola anima. Ma prima della frantumazione dei vasi ognuno di noi è dentro il proprio guscio, e alla fine siamo tutti come delle noci dentro ad un sacco, connessi solamente dalle circostanze esterne e non dalla connessione interiore…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.09.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)
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Innalzarci e raggiungere un certo contatto con la Lue, è un po’ come emergere dall’acqua, uscire fuori sulla superficie. E allora la stessa Luce inizia a lavorare su di me e mi trascina indietro di modo che io troverò i miei nuovi desideri e le mie nuove parti corrotte.
Di nuovo, compio il mio sforzo e mi elevo alla vetta, e di nuovo la Luce mi fa scendere ancora più in profondità. Tutto va avanti così fino a quando non completo tutte le mie correzioni. Quindi, non c’è bisogno di pensare che ci potrebbe essere qualcosa d’altro: il nostro compito è di tentare sempre di innalzarci, emergere, ed il lavoro della Luce è di sommergerci di nuovo. La stessa Luce che raggiungiamo durante l’ascesa ci provoca la successiva discesa.
Quindi, la Luce e l’oscurità si inter-scambiano permettendoci di lavorare. Perciò, tutto il nostro lavoro consiste solamente nel fare lo sforzo di tentare di nuotare fino in cima. E, naturalmente, non otterremo altro che cadute e così avanti fino alla fine della correzione, fino quando non arriverà il giorno in cui ci sarà solamente la Luce. Vale a dire, ci eleviamo e la Luce non ci dovrà sommergere, ma solamente colmare i nostri desideri. In questo modo, rimaniamo in adesione alla Luce nello stato della correzione finale.
La cosa principale è di ricordare che tutte le azioni arrivano da una singola forza oltre la quale non c’è niente altro, e che solamente la Luce agisce. Ed anche i nostri sforzi, grazie ai quali ci eleviamo, sono possibili solamente grazie alla Luce. Elevarsi significa diventare sempre e sempre più attaccati alla singola forza che porta il bene, realizzando che tutto arriva da una sola fonte.
Tutto quello che vedo adesso è la presenza del Creatore nei miei desideri, ma solamente a causa della loro corruzione, io non riesco ancora a percepirLo in essi. Devo provare a rivelarLo perché questo darà a Lui piacere.
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Domanda: Come avanziamo veramente in “la fede al di sopra della ragione?”
Risposta: sebbene abbiamo avuto modo di sapere che stavamo avanzando durante il congresso, noi abbiamo anche ricevuto un’altra grande aggiunta. Ora noi non soltanto crediamo nell’insegnante e nel nostro avanzamento corretto, ma capiamo che, in aggiunta a quello adesso dobbiamo avanzare in maniera maggiore in “la fede al di sopra della ragione”.
Significa che grazie al messaggio ricevuto, possiamo anche avanzare adesso in una fede più grande.
Se avanziamo correttamente incontreremo problemi più grandi perché l’ego ci tira più forte indietro e dobbiamo inoltre avanzare sia sopra che contro l’ego. “Fede al di sopra della ragione” significa la fede contro la ragione.
Come possiamo avanzare contro la ragione? Quando avanziamo nella spiritualità, ogni livello annulla quello precedente secondo la legge spirituale di “negazione del negativo”. Ogni volta cresciamo, diventiamo più saggi e più intelligenti e nostra la conoscenza sul livello successivo è opposta alla conoscenza del livello precedente.
Ogni Partzuf è fatto di dieci Sefirot, da Keter a Malchut. Malchut del superiore diventa Keter dell’ inferiore, significa che cambia i suoi attribuiti negli attributi opposti. Di conseguenza quando ascendiamo, Keter del più basso diventa Malchut della parte superiore, e quindi diviene anche il contrario.
Malchut è l’attributo di ricezione e Keter è l’attributo di dazione. Allora ogni volta che ascendiamo, dobbiamo cambiare la ricezione in dazione, a “fede al di sopra della ragione”. Quando si risale per i prossimi dieci livelli, poiché il tuo Keter è diventato Malchut, è come se vengono negate tutte le tue conoscenze precedenti e tutte le dieci Sefirot che avevi sui livelli precedenti diventano l’opposto e non sono corrette nello stato successivo. E’ come parlare a un bambino che vede le cose dal suo livello, mentre tu vedi le cose in modo completamente differente. Le ragioni e le azioni sono diverse, anche se si vede lo stesso risultato.
“La fede al di sopra della ragione” è la fede contro la ragione. Questa nega sempre la ragione precedente e si dovrebbe avanzare contro di essa, il che significa al di sopra. Ho la conoscenza precedente e ancora avanzo secondo la fede.
Quando Rabash mi ha spiegato che cos’ è “la fede al di sopra della ragione” lui mi ha dato l’esempio seguente: ”Supponiamo che un amico ha preso in prestito mille dollari da un altro amico e vuole dare indietro il denaro. Quando dà indietro i soldi si scopre che c’è un dollaro in meno nella busta. Lui si chiede se l’amico ha restituito tutti i soldi e il suo amico gli dice che lo ha fatto. Ora egli comincia a pensare chi ha ragione? No. Se l’amico ha detto che ci sono mille dollari, lo accetto come mille dollari. Questo significa che io non credo a quello che vedo, dato che ho gli occhi del mio amico invece dei miei. Non credo ai miei sentimenti e a quello che so; avanzo in “la fede al di sopra della ragione”.
Ciò che mi ha detto il mio amico significa che i vasi esterni, gli attributi esterni sono più importanti per me e io li accetto come informazioni più precise che sono più chiare e più corrette delle mie. Allora se il gruppo decide qualcosa, lo accetto immediatamente e anche se a me è chiaro che ci sono meno di mille lire, le accetto come mille. E’ un sostituto per me. Nel complesso questo sembra totalmente illogico e irreale, ed è davvero così.
Baal HaSulam dice che certe persone possono sembrare malvagie ed altre giuste secondo le loro caratteristiche e poi possiamo vederle in maniera opposta, certe persone sembrano ricche e altre povere e poi le vediamo in modo opposto, certe persone sembrano intelligenti e altre sceme e poi l’opposto. Tutto dipende da noi. Nel mondo spirituale cambiamo il quadro completamente cambiando i nostri attributi. I corpi e le connessioni fra loro si rivelano in maniera totalmente diversa.
Allora “fede al di sopra della ragione” è il mezzo con cui avanziamo e saliamo la scala spirituale. Non possiamo fare oltre! “Fede al di sopra della ragione” è fede opposta a quello che sapevamo in precedenza. Se non abbiamo fede contro quel che sapevamo prima, non saliremo mai da un Partzuf (stato) a un’altro dal secondo al terzo, e così via. La transizione avviene in questo modo.
Se ci hanno dato il messaggio e sentiamo di essere sulla strada giusta durante l’ultimo convegno e che il nostro insegnante ci guida correttamente, anche se non abbiamo davvero credere ciò,adesso abbiamo un problema. Allora dov’è la nostra fede? Come possiamo chiudere i nostri occhi e ignorare ciò che sappiamo? Se non lo facciamo, avanzeremo egoisticamente. Per la prima volta ci è data una reale possibilità di conquistare il nostro prossimo livello in un attacco “sopra la ragione”.
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