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Appartenere ad un Kabbalista

Baal HaSulam, “l’Insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza”: é chiaro che quando uno riflette e contempla le parole della Torà pertinenti alla rivelazione del Creatore ai nostri padri, porta all’esaminatore più Luce che non quando esamina questioni pratiche.

É così che Baal HaSulam suggerisce che leggiamo i libri che parlano della relazione tra un essere umano e la rivelazione. Gli articoli, le lettere, Lo Studio delle dieci Sefirot, e il commentario del Sulam, al Libro dello Zohar, in effetti, ogni cosa che riceviamo da Baal HaSulam e Rabash sono libri che sono appositamente per noi riguardo la rivelazione del Creatore agli esseri creati. Sono scritti in stili diversi ma parlano tutti di questo.

Alcuni spiegano cose direttamente e descrivono il lavoro spirituale in maniera psicologica, per così dire, come le lettere e gli articoli. In altri articoli leggiamo della connessione tra la saggezza della Kabbalah e altre scienze, ma parlano anch’essi della rivelazione del Creatore alla persona. Lo vediamo soprattutto negli scritti che parlano del Libro dello Zohar e nello Studio delle Dieci Sefirot.

Tutti questi libri e testi furono scritti durante l’attrazione della Luce. I Kabbalisti scoprirono la Luce in stati e livelli diversi e quindi scrissero di conseguenza. Non c’è una parola o lettera che fu scritta prima che l’autore raggiunse lo stato specifico che viene descritto nel testo.

Quindi quando leggiamo questi testi, possiamo ricevere la loro forza. É attraverso questi testi che ci connettiamo con gli autori, e poi riusciamo ad attirare e godere dalla Luce che Riforma, ma questo avviene solo se desideriamo assomigliargli nella loro semplice fede e ricevere tutto ciò che essi hanno. Mentre leggiamo i suoi scritti, voglio essere come il Kabbalista, annullare me stesso, e appartenere a lui, e così accendo la Luce che lui ha preparato per me.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.11.2013, L’insegnamento della Kabbalah de la Sua Essenza)

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Chi bisogna preferire: I ricchi o i poveri?

Domanda: Mentre mi preparavo per un progetto di divulgazione, ho sentito una simpatia e un’attrazione molto forte nei confronti dei poveri, ma il mio ego mi dice di lavorare con persone ricche e più influenti. Sono confuso e non so quale sia la verità.

Risposta: Non dovresti lavorare con i ricchi o con i poveri, ma con coloro che vogliono saperne di più su ciò che stiamo dicendo. Come regola generale, i poveri cercano di più questo. Pertanto, vi consiglio di iniziare a lavorare tra la gente comune.

Mentre, non vedo alcuna possibilità di lavorare con coloro che sono benestanti e fiorenti. Solo pochi di loro sono pronti ad ascoltarci perché la ricchezza rende la persona cieca e le offusca la mente. L’ego non gli permette di staccarsi dalla bella vita. Questo soddisfa e anestetizza le persone.

Suppongo che gli strati più bassi della popolazione che ora stanno cominciando a sentire la crisi con grande intensità sono sempre quel terreno su cui possiamo sviluppare l’educazione integrale e la saggezza della Kabbalah. Dobbiamo rivolgerci a loro in particolare perché noi abbiamo una soluzione al problema della crisi.

Cosa c’è da risolvere per i ricchi? Riusciranno a realizzare un profitto di dieci milioni o cinque milioni di dollari? Certo, egli è triste e preoccupato se ha meno profitto, ma queste non sono preoccupazioni tali a cui è possibile dare una risposta, perché il nostro metodo dice inconsciamente che la persona dovrebbe essere soddisfatta con un bisogno ragionevole e non più di questo.

Per i ricchi, esiste un grande bisogno di grandi profitti al di sopra delle necessità. Il nostro metodo parla di questo fin dall’inizio: che una persona non richiede nulla oltre la connessione in cui sentirà la maggiore fonte di piacere, la scoperta del Creatore. La persona ricca chiederà immediatamente: “E per quanto riguarda i miei milioni?” e qualcuno che non ha nulla da dare e perde desidererà solo la sorgente superiore senza guardare indietro.
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Difficoltà globali a causa di una prospettiva ristretta

Domanda: Perché sentiamo ostacoli nella nostra divulgazione ad un pubblico più vasto? Non sono più dei chiarimenti personali dei nostri stessi attributi? Come ci avvicinano al Creatore?

Risposta: Una persona è un piccolo mondo. Tutto ciò che esiste nel mondo in realtà si trova all’interno della persona. Tutti i mondi sono incorporati in lui. Tutto quello che vedo intorno a me è una replica dei miei attributi interiori. Non c’è nulla al di fuori, è solo l’immagine della mia realtà interiore.

Ciò significa che dentro di me ci sono sette miliardi di desideri sul livello del parlante, e desideri infiniti sui livelli di inanimato, vegetale e animato, tutti questi attributi sono dentro di me.

Se dovessi studiarli dentro di me, allora non sarei in grado di chiarire e distinguere tutte le stelle, le galassie, ogni fiore e insetto nel bosco, tutte le montagne, e le persone che vivono in tutto il mondo. Tutti questi sono una replica della mia interiorità. Quando cambiamo la nostra percezione e acquisiamo una prospettiva integrale, allora scopriamo che è tutto molto semplice.

Ora il mondo sembra molto complesso. Questo avviene perché lo guardiamo da una prospettiva ristretta in cui vediamo solo gli elementi separati che non sono collegati in alcun modo. Nulla è chiaro e tu potresti semplicemente impazzire. Ma se tu installi un software diverso con un approccio globale al suo interno, allora tutto funziona immediatamente.

Tutto ciò che si trova intorno a me appartiene a me e alla mia correzione dato che è me. Quindi non c’è da stupirsi se devo sentire un legame più forte con tutte le parti della realtà, sia negative che positive. Mentre avanzo verso la spiritualità, di conseguenza la loro influenza è maggiore su di me, perché io comincio a correggere me stesso.

L’unica cosa che può sviluppare e salvare me è la correzione della mia percezione della realtà in una più corretta. Così come io avanzo, chiedo al Creatore la Luce che Riforma ad ogni livello, e di corregge i miei attributi di ricezione in attributi di dazione. Il mio desiderio che era allo scopo di ricevere comincia a lavorare con l’intenzione di dare. In questo desiderio corretto vedo già la realtà che prima era esterna a me come la mia realtà interiore, quindi non è difficile.

Di conseguenza, io continuo ad avanzare correggendo una parte del mondo esteriore. I cani che abbaiano restano al di fuori di me, ma io so già come andare d’accordo con loro, so che essi mi aiutano.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Sul declino del progresso

Baal HaSulam “L’Amore per il Creatore e L’Amore per gli esseri creati”: E’ difficile capire come tale dichiarazione (“Ama il tuo amico come te stesso”) può contenere la somma totale di tutte le Mitzvot nella Torà.

E detto che il comandamento “Ama i tuoi amici come te stesso” è la regola più grande nella Torà. In altre parole, è il programma che governa tutta la realtà, è il programma chiamato “amore”. Include l’inanimato (S), vegetale (V), animato (A) e parlante (S). Cosi, tutto e tutti sono soggetti all’influenza della forza dell’ amore e progrediscono in conformità con essa sia volontariamente o meno.

L’amore agisce come una madre affettuosa e premurosa ed espande costantemente il desiderio di ricevere. Questo è quello che fa la Luce: nutre il desiderio di ricevere.

Comunque, mentre l’intero sistema cresce, le sue sofferenze aumentano poiché avanza egoisticamente. Da una parte, voglio “ingoiare” il mondo intero, dall’altra, chi me lo permette?

Allora, si scopre che soffro di più malgrado le nuove “occasioni”ottenute. Ci viene data più scelta; ogni giorno sentiamo parlare di nuove fonti di piacere. Possiamo anche “toccarle” e “odorarle”, ma non possiamo immergerci completamente in esse. Ogni volta osserviamo il piacere di lato e alla fine, basta aggiungerlo alla nostra frustrazione.

Questo è come il progresso si è dispiegato per migliaia di anni fino ad oggi. Coltiviamo le scienze, le tecnologie, la cultura, e l’educazione rimane ancora “vacante”. Ci sono tantissimi vasi che sono pronti a ricevere, ma allora?

Prendiamo per esempio uno smart phone. Quando lo tengo nella mia mano, ora tengo il mondo intero nel mio palmo. Ho l’opportunità di parlare con chiunque voglio, per conoscere cosa succede nei posti più remoti del mondo… Ma che cosa faccio esattamente? Chiacchiero su sciocchezze o ammazzo il tempo giocando a giochi virtuali. Nel lungo periodo, rimango vuoto. La generazione più giovane rimane per tutto il tempo così, sacrificano il loro futuro potenziale e si sopraffanno loro stessi con un vuoto. Reagiamo come se fossimo piccoli bambini.

Significa che la Luce ci ha portato ad appassire e alla degradazione, al degrado e all’indifferenza. A noi era totalmente inconcepibile che sarebbe andata a finire in questo modo.

I piaceri non stimolano più le speranze. Al contrario, siamo delusi in loro e oggi, vogliamo soltanto riposare. Ci siamo resi conto che non potremo mai ottenere quello che vogliamo in ogni caso, quindi diciamo solo “fumo e dimentico tutto”. Non è un caso che le droghe recentemente sono state legalizzate. La gente deve essere “calmata” in qualche modo.

Allora, che cosa ci ha portato il progresso a lungo termine? Niente! Abbiamo voluto diventare più forti e più potenti, e ora preferiamo ridurre le nostre richieste ed essere soddisfatti con il meno possibile così possiamo essere riempiti dalla calma indolente alla quale aspiriamo.

Abbiamo capitolato. Abbiamo alzato le nostre mani e ci arrendiamo. Per non aver seguito il principio di “Ama il tuo amico come te stesso” abbiamo moltiplicato la nostra sofferenza.

Il nostro problema è nascosto qui. L’amore è generalmente una legge universale che abbraccia tutta la realtà. Non possiamo scappare da essa. Più ci atteniamo ad essa, più guadagniamo successo, e viceversa. Costantemente sperimentiamo fallimenti perché non abbiamo neanche provato a implementare questo nella vita. Siamo indifferenti a questo principio, non realizziamo quanto perdiamo e quanto si può ottenere da essa.

Intanto “amare il tuo prossimo tuo come te stesso” è una legge generale per tutte le correzioni. In altre parole, tutte le parti dell’inanimato, vegetale, animato e la natura parlante sono unite insieme in un rapporto chiamato “amore”. Non possiamo cambiare questa regola. Sarà sempre così.

Il metodo di correzione ci spiega come correggere il nostro “territorio”, significa l’unità insieme con gli altri livelli della natura, in modo che tutti diventino simili in proprietà alla forza più alta, al Creatore. In definitiva, dobbiamo soltanto rispettare la legge dell’amore. E per questo, dobbiamo interpretare correttamente che cos’è l’amore, che tipo di legge è, a quanta distanza siamo da esso in questo momento, e come possiamo seguirlo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.10.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Un dono senza prezzo

Domanda: Cos’è la falsa umiltà nelle relazione tra i gruppi?

Risposta: Nel nostro lavoro non esiste falsa umiltà perché se tu fossi sicuro che la salvezza è possibile soltanto attraverso la connessione con gli amici, non saresti timido. Pregheresti per il loro aiuto.

Supponiamo che io sappia di avere un problema di salute, ed esiste una cura in Sud America. Mi connetterei con uno dei gruppi li e gli chiederei di spedirmi questa cura. É naturale, perché ci aiutiamo spesso in questo modo.

Se questo è vero, perché non puoi chiedere ai gruppi un aiuto interiore? Sarebbe un aiuto non solo per te, visto che chiedi al tuo amico una connessione con lui, e quindi gli rendi lo stesso servizio. Per ora, non capisci ancora l’essenza del lavoro comune! Se so che il mio amico ed io abbiamo una relazione corretta, devo aspettarmi un dono da lui. In questo modo esprimo il mio atteggiamento verso di lui e capisco il suo atteggiamento verso di me.

Quando ami qualcuno desideri fargli un dono. Se lui dice “No, non mi serve, perché?” vuol dire che non capisce la tua azione. Deve mostrarsi felice di ricevere il tuo dono. “Lo volevo così tanto! É così bello che tu abbia indovinato quello che volevo!”
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Disattivando la “Modalità Dormiente”

Baal HaSulam, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli esseri Creati”: …. ecco la dichiarazione di Hillel allo straniero che è venuto prima lui e ha chiesto di essere convertito, come è detto nella Gemara, “Convertirmi in modo che tu m’insegnerai la Torà intera mentre sto su una gamba sola.”

Lui disse “Quello che odi, non devi farlo al tuo amico.” Questa è tutta la Torà, e il resto significa vai e studia. Vediamo che gli disse che tutta la Torà è l’interpretazione del versetto: “Ama il tuo amico come te stesso.”

La Torà ci racconta dei metodi per salire alla fase di “Amare il prossimo come noi stessi”. Dalla prima parola fino all’ultima, la Torà spiega chiaramente come dobbiamo reagire e che cosa attraversiamo in modo da implementare completamente questo principio.

Domanda: Che tipo di precisione è se nessuno capisce di che cosa sta parlando?

Risposta: E’ un processo. Quando uno comincia a eseguire un metodo in gruppo, pian pianino comincia a realizzare e sentire che cos’è l’odio e l’amore, che sono ora completamente estranei a noi.

Oggi, odiamo o amiamo gli altri soltanto sul piano materiale, ma qui si rivelano nel concetto di amore completo, unità, e un altro passo spirituale. Quindi, la nostra auto-misurazione diventa completamente diversa. Prima, abbiamo vissuto soltanto in questo mondo, sperimentato numerose sensazioni in esso, e siamo entrati in vari rapporti a livello “bestiale”.

Ma ora dobbiamo cominciare ad implementare l’unità fra noi. Così facendo, saliamo a un livello totalmente nuovo. Ci uniamo al gruppo che non è soltanto un’assemblea di persone ma molto di più. Nel gruppo, condividiamo diversi rapporti fra ognuno di noi con gli altri. Costruiremo una connessione che io chiamo una “sfera di lamponi.”

Sicuramente non è una sfera di per sé, ma piuttosto un sistema che si manifesta fra noi. Essa esiste e dobbiamo svegliarla e portarla in vita provando a includerci in ogni altro, connettendoci con ognuno e sperando che la Luce che Ritorna venga per unirci.

Vediamo che non siamo in grado di farlo da soli. Ogni volta, quando proviamo a migliorare, (1) vediamo che abbiamo soltanto peggiorato (2). Questo dura fino a che raggiungiamo lo stato chiamato, le ”49 porte d’impurità” in cui noi riconosciamo che non c’é nessuna cosa buona in noi e che siamo completamente male. Poi, secondo questa comprensione, sentiremo la necessità di chiedere l’aiuto del Creatore.

1. Bene, un bisogno di trovare aiuto
2. Male

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.10.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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