Domanda: Qual è il senso spirituale della decima (Maaser)?
Risposta: Il Maaser è la decima parte delle dieci parti nelle quali è divisa Malchut. Secondo la Torà devo dedurre, attraverso la società, le parti che non posso usare direttamente per dare. Compio il mio calcolo solo con il Creatore, per donare a Lui.
Nella Torà sono descritti diversi tipi di imposte, però tutte si basano sul seguente principio: siccome non posso effettuare la dazione per conto mio, con i desideri che ho in me e con la Luce che arriva fino a me, li passo al desiderio comune (Kli). Nel desiderio comune, attraverso la società, si … posso compiere questo tipo di dazione.
Il mio Kli è solamente parziale, cioè, lo schermo copre solo una parte dei miei desideri che sono pronto a ricevere per dare. Come posso correggere la parte con la quale non posso fare questo?
Ricevo la Luce per questa parte e trasferisco questo desiderio di ricevere piacere, insieme alla Luce ricevuta, al Kli esteriore. In questa maniera la preparo alla correzione.
A causa del fatto che oggi non uso il Maaser (la decima parte di Malchut che è impossibile correggere) con questo preparo questa parte alla correzione, attraverso la società.
Nella scienza della Kabbalah studiamo che in noi ci sono desideri che vengono denominati “vestiti” e “palazzi”. Si correggono così: adesso mi sembrano esterni ma successivamente, li converto in interni.
Lo stesso avviene con il Maaser. Al principio gli do un uso esterno, per cambiarlo dopo in qualcosa che è in me, che ritorna a me con i desideri che prima consideravo estranei.
Per adesso, non posso correggere questa parte nelle mie sensazioni; cioè, non posso usarla per ricevere allo scopo di dare.
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Paghiamo il Maaser quando iniziamo lo sviluppo spirituale
Stiamo solo cercando di capire tutte le componenti del concetto di garanzia reciproca. Il garante di questa garanzia è il Creatore, la Forza Superiore. E questa forza deve manifestarsi in ogni azione: all’inizio, nel mezzo, e alla fine. Il Creatore è molto “geloso”, e se ci dimentichiamo di Lui, Egli ci abbandona subito, e cadiamo immediatamente dato che tutti i nostri progressi si verificano solo grazie a Lui.
Qual è la differenza? Dopo tutto, il Creatore supporta tutta la natura: i livelli di inanimato, vegetale, e animato. Ma lì non abbiamo bisogno di partecipare al nostro rapporto con Lui consapevolmente. Ma il nostro grado di sviluppo umano, dobbiamo rivolgerci al Creatore per tutto il tempo. In caso contrario, che tipo di uomo sarebbe Adamo se non sognasse di diventare come (Domeh) il Creatore?
Quindi, abbiamo bisogno di preoccuparci della componente mancante nel nostro avanzamento: il Creatore! Potremmo non riuscire immediatamente e in un primo momento avremo la sensazione che ci manca qualcosa per mantenere la nostra unione. Anzi, partiamo sempre con la rivelazione della nostra rottura. Ma il Creatore deve essere all’inizio e alla fine di ogni azione, in ogni suo momento.
Egli dovrebbe connetterci come la forza della garanzia, la forza che corregge, l’esempio che vogliamo vedere davanti a noi, il sistema di riferimento. Lo vedo in tutti gli amici e dentro la sfera di lamponi: il punto della nostra unione. Capisco che è Lui che realizza la nostra connessione e unione. Vedo solo Lui – Lui – Lui!
In sostanza, per che cosa lavoriamo con gli amici? Lavoriamo insieme alla rivelazione del Creatore tra noi! Egli è l’ospite d’onore più importante, noi aspettiamo Lui, siamo sempre pronti al suo arrivo! Prepariamo una tale connessione tra noi, una tale aspettativa e speranze così Egli verrà!
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)
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Non punizione, ma una Responsabilità Integrale
E’ impossibile controllare e giudicare i nostri stati secondo i nostri sentimenti. Una donna incinta a volte può sentirsi male, ma vuole abortire? Al contrario, lei vuole continuare! L’obiettivo è di essere una madre, di avere un bambino e di tenere quel bambino fra le sue braccia, è quello che compensa e giustifica tutto il dolore e lo sconforto che lei sente.
Il corpo soffre; per l’intero periodo della gravidanza e la nascita non è facile e può essere anche tragico, pericoloso e critico. Se un alieno dallo spazio esterno, che non sa nulla della vita sulla terra, potesse vedere ciò, si scandalizzerebbe dalla tortura subìta dalla povera donna, ma noi siamo felici e lietissimi durante tutto questo processo della gravidanza e la nascita di un bambino.
Stiamo andando verso la nascita di un nuovo livello, che cosa ci manca in modo da essere felici in ogni stato? Dobbiamo vedere “Tu vuoi preparare un tavolo davanti a me alla presenza dei miei avversari” come scritto nei Salmi 23: “I miei nemici” che sono dentro di me in modo che possano vedere. Io non voglio rassicurarli con questo e vice versa, piuttosto stuzzicarli e lodare l’obiettivo.
Se non sentite una maggiore impressione rispetto a quanto sentivate ieri, significa che vi manca il supporto del gruppo. L’intero gruppo non ha la forza dell’unità in modo da potenziare ogni individuo e tutti insieme, al fine di sopravvivere allo stato attuale.
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Ci potrebbe essere una condizione in cui una persona rimane dentro il gruppo fisicamente, va alle lezioni, partecipa ad ogni genere di attività ed eventi, ma di fatto ha già lasciato il percorso ed il suo cuore si trova in un altro posto…
Domanda: Com’è possibile fare attenzione e stare in guardia in una situazione del genere?
Risposta: Solamente attraverso l’umiltà ed abbassando la testa. L’ego brucia in tutti, e perciò la mia prima azione è l’annullamento verso il maestro, le lezioni, ed il gruppo. Prima di tutto, io non sono affatto la persona più saggia tra tutti gli studenti; è invece l’opposto, voglio che siano loro a stabilire il mio modo di vivere. Per cui, se faccio le cose così da solo, realizzerò esattamente la volontà del mio ego. E allora non sarò più nel gruppo. Nel momento in cui abbandono il “treno”, mi ritrovo immediatamente sotto il dominio dell’amore per me stesso.
In generale, si hanno solamente due “autorità”: il gruppo, che comprende il Rav, gli amici, i libri, ed il Creatore, che compongono un’entità completa; io ed il mondo.
Domanda: Io mi posso “sottomettere” esternamente? Ma come ci si sottomette internamente? Cosa ci faccio con i miei pensieri e le mie emozioni? Può una persona sottomettersi al gruppo?
Risposta: Ci sono due “valori”: Da una parte, il gruppo che attira l’ Ohr Makif (la Luce Circostante), e dall’altra parte, l’ego ed il mondo esterno. Quindi, cos’è più importante per me?
Certamente non mi posso garantire da solo il mio domani, ma se vengono usate tutte le possibilità che si trovano nella mia autorità, allora posso far pendere la bilancia dalla parte giusta. Non c’è altro modo.
Domanda: Se vedo che il mio gruppo non equipara sufficientemente lo spirito di Bnei Bruch, come mi posso sottomettere agli amici?
Risposta: Prova a “sottomettere te stesso a loro” tranne che in ciò che devi aggiungere a loro.
I genitori si soggiogano rispetto ai loro figli, non perché iniziano ad ascoltare le loro opinioni. Invece, la loro sottomissione deriva dall’attenzione e dalle premure che hanno per loro. Una mamma dà al suo bambino ciò di cui ha bisogno e non ciò che vuole. Il bambino può urlare: “Dammelo!” ma lei non glielo darà, ed in questo modo, da parte sua, lo sta servendo fedelmente.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)
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