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Elevarsi al di sopra dell’ego

Domanda: Cosa significa che mi devo elevare al di sopra dell’egoismo nelle mie risposte durante i workshop… giocare con le parole, essere d’accordo con gli altri e seguire il loro modo di pensare, anche se penso e mi sento diversamente?

Risposta: Salire al di sopra dell’egoismo significa cercare di creare connessioni con gli altri, essere il più gentile e altruista possibile, in modo che il Creatore possa entrare nella tua connessione con l’amico, essere lì dentro e rivelare Se stesso. Questo è il modo per scoprirLo.

Giochi, sapendo chiaramente che non sei tu. Ma i tuoi sforzi gradualmente provocano l’impatto della Luce circostante e creano nuove qualità in te.

Domanda: Ma questo, spesso, provoca una reazione negativa nelle persone che sono portate a dire: “Perché dovrei agire? Da dove viene la verità del cuore? “

Risposta: La tua verità è solo il tuo egoismo, niente di più.

Domanda: Qual è il vantaggio di mostrarmi per quello che non sono, diciamo, come l’ultimo arrivato?

Risposta: Sei stato creato egoista, disprezzi tutto e tutti. La cosa più importante per te sei solo tu e questo lo capisci perfettamente. Pertanto, devi agire con qualità completamente diverse e fingere di averle.

Perché dovresti farlo? In modo che il mondo superiore reagisca al tuo gioco. Questo succede in un modo molto semplice. La Luce sa tutto ciò che ha creato in te e apprezza i tuoi sforzi. Sforzati di essere grande, buono, unisciti agli altri, per raggiungere il Creatore.

Tuttavia, in linea di principio, sulla base delle qualità che la Luce ha creato in te, non puoi desiderarlo, ma cerchi di agire e questo rappresenta il tuo sforzo. In base ad esso, la Luce superiore ti cambia. Questa è la tua ricompensa per il cambiamento.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/10/2017

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La felicità assoluta

Domanda: Qual è il livello più elevato nella Kabbalah, quello che viene descritto come lo stato di completa e assoluta felicità?

Risposta: La felicità assoluta viene creata attraverso la piena integrazione tra le linee di destra e di sinistra, nella linea di mezzo, quando il sistema egoistico (Klipa – guscio, Tuma’a – impurità, Gasut – volgarità) viene completato e riempito attraverso la linea di destra, la caratteristica della dazione, dell’amore e del prendersi cura degli altri.

Se i due sistemi esistono simultaneamente fra loro nella linea di mezzo, con la piena accettazione reciproca, allora questo stato è chiamato felicità assoluta.

Ma questo stato non sarà eterno perché le aberrazioni, le depravazioni e il degrado vengono costantemente rivelati al suo interno. In altre parole, qualsiasi stato spirituale, incluso lo stato di felicità, è in evoluzione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/12/2017

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Soffrire la fame nell’abbondanza

Gli ebrei sarebbero certamente rimasti per sempre schiavi dell’egoismo visto che in Egitto stavano bene, erano soddisfatti e si godevano la vita. Ma poi il Creatore ha cambiato le carte in tavola, cioè il loro desiderio, ed essi hanno iniziato a chiedersi: “Perchè viviamo? Ma a cosa ci serve questa vita? Che scopo ha?”

Le persone cambiarono, proprio come accade al giorno d’oggi. Infatti noi cosa potremmo desiderare di più? Il mondo è in grado di dare a tutte le persone quello di cui necessitano, ma noi roviniamo tutto. Si, sembra che siamo noi a far tutto questo ma in realtà è il governo superiore che agisce su di noi, corrompendoci, non lasciandoci godere a pieno della nostra vita. Potremmo avere dei figli e goderci le nostre famiglie. Se le persone in passato avessero avuto le opportunità che abbiamo noi oggi si sarebbero considerate in paradiso. Perchè noi non siamo soddisfatti? Questo è ciò che viene descritto come “Il re dell’Egitto è morto”.

Il vecchio desiderio egoistico nel quale ci siamo goduti la vita, la famiglia, le vacanze e la salute è morto. La vita ha smesso di darci soddisfazione.

Il desiderio per il piacere è cresciuto, non in quantità, ma in qualità, e richiede un riempimento più elevato. Gli puoi offrire carne, pesce, torte, dolci, viaggi, ma lui non desidera nulla di tutto questo. Molte persone sono depresse, fanno uso di droghe o desiderano porre fine alle loro vite. Il numero dei suicidi è in crescita, e anche quello dei casi in cui le persone improvvisamente comprano delle armi ed iniziano a sparare contro chiunque, indiscriminatamente.

Da dove scaturisce questa situazione? Viene dal Creatore. Egli rovina il nostro desiderio per il piacere ed avvelena la nostra esistenza. Diventiamo incapaci di riempire i nostri desideri e ci sembra che persino la morte sia preferibile a quest’esistenza.

Prima di tutto dobbiamo capire che tutto viene dall’Alto, secondo il programma dello sviluppo della natura. Noi non possiamo resistere a questo programma o fare nulla per sistemare tutto. Non c’è tranquillante che possa attutire il colpo descritto col detto “Il re dell’Egitto è morto”.

Gli ebrei hanno lavorato veramente bene durante “I sette anni del periodo della sazietà”. Pensate che durante i “sette anni di carestia” ci fosse meno cibo? C’era la stessa quantità di ogni cosa ma gli ebrei avevano come l’impressione che non ci fosse nulla, e così c’era la carestia. Non c’era nulla con cui essi potessero soddisfare il loro desiderio di ricevere: proprio come nel mondo di oggi.*

Il desiderio di ricevere è una macchina. Porti una mancanza al suo interno ed egli fa di tutto per riempirla. Dal lato della creazione, ovvero del desiderio di ricevere, non c’e alcun libero arbitrio. Lavora in modo completamente automatico secondo i dati che sono stati inseriti.

Ma il Creatore vuole portarci al punto di agire per conto nostro, in modo automatico, indipendente. Questo è possibile solo se la creazione ha due forze: la forza della ricezione e quella della dazione. Allora attraverso queste due forze è possibile sviluppare un’intenzione di dare e lavorare al di sopra della propria natura.

Solo allora gli esseri creati esisteranno davvero; prima non c’è una distinzione all’interno della natura: come nei livelli inanimato, vegetale e animale. La reazione istintiva verso il desiderio di ricevere non rappresenta una vita indipendente.**

Se i nostri antenati avessero avuto cinquant’anni fa quello che abbiamo noi oggi, si sarebbero ritenuti appagati oltre ogni immaginazione. Comunque oggi non siamo soddistatti delle nostre vite perchè il nostro desiderio di ricevere è cambiato. Non ci si accontenta più dei vecchi piaceri. E questo è il progresso; sembra che abbiamo tutto ma nulla è mai abbastanza.

Questo è il motivo per cui gli oligarchi desiderano accaparrarsi sempre più potere, perché l’appropriarsi di un miliardo di dollari fornisce loro lo stesso piacere che provano quando ne guadagnano un centinaio. Essi non riescono a provare un vero sentimento di soddisfazione. ***

E’ una benedizione il fatto che non sentiamo la morte ma che pensiamo solo a cibo, sesso, famiglia, soldi, potere e conoscienza. E’ davvero importante pensare a queste cose se prima o poi dobbiamo morire? Per ora non pensiamo alla morte e questo significa che l’evento legato a “Il re dell’Egitto è morto” non è ancora successo. Anche se ci disperavamo per le condizioni nelle quali ci trovavamo al lavoro, dopo che l’abbiamo perso, rimane comunque quella la condizione alla quale desideriamo tornare, come gli ebrei nel deserto che sognavano di tornare in Egitto.****

La schiavitù in Egitto è un sentimento per il quale la nostra unione egoistica non funziona più.*****

Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12/03/2018, Shamati 159 “Ed Avvenne dopo tanti giorni che il re d’Egitto morì”

* (Minuti 3:25 – 8:04)
** (Minuti 12:51 – 14:48)
*** (Minuto 15:11)
**** (Minuti 17:50 – 18:35)
*****(Minuto 21:45)

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Il gruppo è un mini-modello dell’umanità

I kabbalisti ci consigliano di unirci in gruppi che diverranno un modello di mini-umanità, dei mini-Adam, perché allora le leggi della comunicazione funzioneranno tra le persone come prima del peccato di Adam HaRishon. E in questo modo attireremo la Luce superiore, che ci influenzerà ancora di più e ci unirà.

Sembra proprio che vogliamo fare un salto in avanti nel tempo. Con il corso naturale dell’evoluzione, la Luce superiore ci farà pressione e ci unirà insieme in poche centinaia di anni da adesso. E noi vogliamo che accada ora!

Ecco perché eseguiamo tutte le azioni che ci vengono richieste, come i bambini piccoli che giocano e si sviluppano giocando. E in un modo simile, vogliamo costruire un gruppo in cui si realizzano le leggi della fine della correzione.

La Luce influenza il gruppo in risposta ai nostri sforzi, noi spingiamo perché questo avvenga. Secondo le leggi della natura, risvegliamo la Luce superiore per influenzarci di più e avanzare nella misura dei nostri sforzi e della forza del nostro desiderio. Quindi noi acceleriamo il tempo del nostro sviluppo. Questa è l’essenza del metodo della saggezza della Kabbalah.

Il desiderio di amare il nostro prossimo come noi stessi, che è la legge della fine della correzione, diventa il nostro obiettivo quotidiano.

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/03/2018, lezione sul tema: “La preparazione per la Pasqua”, Parte 2

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Il significato della vita spirituale

Domanda: Che cosa significa gestire la vita spirituale? Che cosa dobbiamo gestire?

Risposta: Gestire la vita spirituale significa rafforzare gradualmente la connessione fra le persone, fino a quando inizia a rivelarsi la forza superiore, il Creatore, nella connessione fra loro.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 24/12/2017

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L’amore eterno

Domanda: Un kabbalista ha il piacere di provare l’amore eterno? Può provare questa sensazione?

Risposta: L’amore eterno è il vero amore; quando generiamo dentro di noi tutte le forze negative e positive della creazione, raggruppiamo tutte le caratteristiche che esistono in tutti i mondi ed uniamo l’intera creazione.

Se uniamo sia i poli negativi che quelli positivi di ogni cosa nell’universo ed includiamo tutto dentro di noi, questo inizia a funzionare come una macchina a moto perpetuo in noi.

Questo è l’amore eterno; si rinnova costantemente ed è infinito nelle sue manifestazioni d’amore.

Domanda: Perché questo non è definito amore egoistico?

Risposta: Perché questo amore si manifesta al di sopra del nostro egoismo individuale in relazione a tutti gli altri, che ci appaiono invece come caratteristiche negative opposte e noi ristabiliamo un equilibrio positivo. Ne risulta che sia il meno che il più lavorano simultaneamente.

Questo è una specie di modello tecnico: il meno non può esistere senza il più ed il più non può esistere senza il meno. Essi esistono insieme, ma in relazione a noi solo uno di questi viene rivelato. Quando connettiamo tre linee insieme dentro di noi, più, meno e l’equilibrio fra loro, cioè la linea di mezzo, questo inizia a lavorare dentro di noi e sentiamo tutta la creazione.

Domanda: Il Creatore è la forza che viene scoperta tra il più ed il meno oppure Lui è la forza che mi aiuta a raggiungere questo stato?

Risposta: Il Creatore è la linea di mezzo che viene rivelata fra noi e questo è l’amore. Solo elevandoci al di sopra del giusto equilibrio tra più e meno riveleremo il Creatore, che è chiamato amore. Il Creatore e l’amore sono la stessa cosa.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 13/08/2017

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Durante il workshop ascoltiamo tutti

Domanda: Perché è importante che tutti parlino durante il workshop?

Risposta: Dobbiamo incoraggiare i nostri amici, dobbiamo sentirli. Ognuno di loro dovrebbe essere in grado di parlare per capire di più se stesso, per potersi esprimere.

Domanda: E se una persona dice: “Io passo, non posso parlare, non voglio farlo”?

Risposta: In quel caso non c’è nulla che tu possa fare. Le persone nel nostro mondo sono molto diverse fra loro: alcune sono silenziose e altre sono loquaci. Ma nel gruppo, dobbiamo smussare tutto.

Nota: Durante il workshop ascoltiamo ogni amico e lo dimostriamo con empatia. Cioè, parliamo a turno, non ci interrompiamo l’un l’altro, ascoltiamo attentamente.

Commento: Nel workshop siamo interessati proprio all’opinione di tutti. Anche se certi pareri non mi interessano, devo sforzarmi di ascoltare in modo che il mio ego non ignori i messaggi dei miei amici.

E anche se il mio ego non vuole ascoltare nessuno, le loro opinioni sono quelle più importanti e valide per me.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/10/2017

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La cosa più importante è lavorare!

Tutto è organizzato in maniera miracolosa in modo tale che persino senza nessun contatto con la spiritualità ho comunque la possibilità di arrivare ad essa solo per il fatto che, presumibilmente, io amo, mi voglio unire, avvicinarmi e sedere con gli amici e, in teoria, dare.

Se misurassimo la nostra distanza reale l’uno dall’altro, forse un amico si troverebbe lontano mille chilometri da me, un altro centomila, il terzo milioni di chilometri ed il quarto sparirebbe del tutto oltre la linea dell’orizzonte.

Tuttavia sembra che siamo seduti tutti assieme. Questo è chiamato un “mondo immaginario”. Grazie a questo, possiamo cominciare ad accostarci l’uno all’altro e gradualmente attrarre la Luce che incomincerà a cambiarci. Facendo questo, noi inizieremo ad acquisire la mente ed i sentimenti che non avevamo prima. Ogni volta avremo alti e bassi, e ci sentiremo sempre più stupidi e mai più intelligenti. Ma la cosa più importante è di continuare a lavorare!

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28/2/2018, Baal HaSulam, Shamati, Articolo 37, “Un articolo per Purim”

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Tra occultamento e rivelazione

Il mondo altro non è che il Creatore nascosto in tutto ciò che vediamo davanti a noi: inanimato, vegetale, animale e parlante. Di fatto, il mondo non esiste, ma esistono quattro livelli dentro l’uomo: inanimato, vegetale, animale e parlante. L’uomo vede solo se stesso e le sue qualità interiori nella cornice del mondo superiore.

Se lavoriamo evitando di trovarci in opposizione alla Luce superiore, smettiamo di vedere noi stessi e raggiungiamo l’equivalenza delle qualità. Così, la Luce superiore, formata dalla forza della dazione e dall’amore, riveste la persona che si converte in Shechina (divinità).

Il Creatore desidera rivelarsi, desidera aiutare. Egli appoggia sempre l’uomo, ma non può accettare di diminuirne gli sforzi. Con lo sforzo l’uomo deve scoprire tutte le differenze tra il Creatore e se stesso, sviluppare le sensazioni e rivelare la realtà superiore. La persona si costruisce tra l’occultamento e la rivelazione. Pertanto, il Creatore può cedere e aiutare in tutto, eccetto quando è necessario sforzarsi.

Il mondo ci appare oscuro e cattivo perché adesso vediamo solo la nostra natura egoistica al di là dello sfondo della Luce bianca. Se facciamo sforzi per raggiungere la similitudine con la Luce, con l’unione e l’amore, non vediamo noi stessi, ma la Luce.

Pertanto, abbiamo bisogno di vedere il mondo con il desiderio del Creatore di rivelare Se stesso. Lui ci chiede semplicemente sforzi per trasformare i disturbi in appoggio e aiuto. Le perturbazioni ci mostrano i punti nei quali continuiamo ad essere diversi alla forza superiore, fino a che trasformiamo tutti i nemici in cari amici.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14/01/2018, lezione sul tema: ”Il Creatore desidera rivelarsi” (Preparazione al Congresso Mondiale 2018)

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L’uguaglianza nel cerchio

Domanda: Nel cerchio ognuno di noi attraversa due fasi diverse, una quando dona e una quando riceve, cioè, una quando parla e una quando ascolta. Qual è la differenza tra queste due fasi? In quale di queste fasi siamo uguali? Quando stiamo in silenzio?

Risposta: Noi non siamo assolutamente uguali in nulla, eccetto che nel nostro desiderio di avvicinarci gli uni agli altri per scoprire la qualità comune del dare e dell’amore tra noi, chiamata il Creatore.

Se noi non ci avviciniamo in questa maniera, allora non potremo essere uguali in alcun modo. L’uguaglianza è nello sforzo per avvicinarci al Creatore, perché è nello sforzo che ci connettiamo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/10/2017

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