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Il vantaggio dei libri stampati

Domanda: Nonostante le sue conferenze siano registrate in video e audio, comunque si pubblicano i libri. Quale importanza hanno i libri stampati?

Risposta: Il libro non scomparirà. La forma elettronica può essere più conveniente. Se volo in qualche posto, apro il mio laptop e posso trovare un libro di Kabbalah scritto varie migliaia di anni fa. Non devo portarmi appresso un sacco di libri.

Tuttavia, la reale presentazione del materiale attraverso le lettere, è eterna. Non può scomparire perché ha la sua propria radice spirituale.

Nel mondo dell’informazione dal quale discendono su di noi tutte le influenze, le lettere rappresentano alcuni segni, alcune forze. La loro forma, la loro immagine è dettata dalla struttura e dalla connessione con il mondo superiore, con il mondo dell’informazione superiore. Per tale motivo non scomparirà.

 

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Dalla trasmissione di KabTV «Domande sui libri di Kabbalah», 28/10/2019

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Nell’abbraccio della felicità e della miseria

Domanda: Come dobbiamo affrontare i pensieri e le emozioni negative?

Risposta: Dovremmo cercare di superarli. Non dobbiamo mai cancellarli. Dobbiamo servircene in maniera creativa.

Nel nostro mondo, nessun traguardo scientifico né tecnologico e men che meno i traguardi creativi, sono raggiungibili senza preoccupazioni, senza fastidi. Non nascerebbe nulla di straordinario nel nostro mondo senza le crisi, le forti prove interiori, le perdite, le delusioni, le lacrime, i drammi e le tragedie.

Guarda come ne sono pieni i drammi di Shakespeare, i romanzi di Tolstoj e gli altri capolavori letterari. Tutto nasce dalla lotta tra gli opposti, dalla sofferenza.

Lo stesso succede nel mondo spirituale ma, allo stesso tempo, c’è una trasformazione meravigliosa di questi stati: si completano, convivono e non si annullano in alcun modo.
Rimangono connessi tra di loro in un abbraccio di felicità e miseria, lacrime e allegria e si raggiunge così lo stato intermedio, che ci avvicina al Bore.
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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah», 20/01/2019

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La grande emozione della gioia

Domanda: Che cosa fornisce le più grandi sensazioni di gioia: i piaceri passati, presenti o futuri?

Risposta: Il fatto è che i piaceri passati, qualsiasi essi siano, sono sempre ristretti proprio perché passati. Queste sensazioni sono raccolte insieme, ci si riflette sopra, e sono associate a specifiche emozioni.

Le sensazioni presenti possono essere molto gioiose ma poiché un individuo le vive al momento, non riesce a valutarle correttamente poiché pesano su di lui, lo controllano.
D’altra parte la gioia futura può essere vissuta virtualmente all’infinito. Sarebbe meraviglioso per un individuo porsi in uno stato di gioia futura.

Domanda: Quindi le sensazioni più intense di gioia derivano da uno stato futuro di piacere o soddisfazione?

Risposta: Sì. Poiché è nel futuro e non è limitato da nulla.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 3/04/2019

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Esiste l’uguaglianza in natura?

Domanda: Esiste qualcosa come l’uguaglianza in natura?

Risposta: Non c’è uguaglianza in natura e non può esserci. Se così fosse, sarebbe completamente livellata.

Al contrario, deve esserci diversità in natura, intendendo differenza, disuguaglianza, e ogni sorta di contraddizioni tra oggetti e fenomeni. Questo è ciò che dà la ricchezza di tutti i colori e le proprietà che esistono in natura. Altrimenti, non ci sarebbe stato niente.

Se uno fosse identico all’altro, come si connetterebbero tra di loro, come si completerebbero a vicenda?

Domanda: Quindi l’uguaglianza non è identica al livellamento, come è stato sperimentato in alcuni paesi?

Risposta: No. Ecco perché non ha funzionato. Inoltre, l’uguaglianza stessa è estremamente contraria alla natura umana. Per qualche ragione  vogliamo essere tutti uguali, ma non lo capiamo.

Se tutti fossero assolutamente identici in qualcosa o in tutto, allora non sarebbe vita. Non saremmo in grado di scambiare, ricevere, e dare l’un l’altro. Non potremmo svilupparci.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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Come finirà tutto?

Domanda: La saggezza della Kabbalah distrugge l’equilibrio della nostra natura egoistica. Sarebbe interessante conoscere l’epilogo della natura umana?

Risposta: Questo potrebbe finire in un modo abbastanza prevedibile, e spero che la soluzione sia vicina.

Tutto finirà con il fatto che l’egoismo, come la parte negativa della natura, sarà bilanciato dall’altruismo, la parte positiva della natura, ed entrambe le parti lavoreranno in armonia tra loro. E noi ci troveremo nel mezzo.

Dovremmo usare sia l’egoismo che l’altruismo. Tutto dovrebbe essere moderato e in equilibrio. E ogni persona avrà entrambe queste forze.

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Dalla trasmissione di KabTV “Ask a Kabbalist”, 20/03/2019

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L’energia che ci alimenta

Domanda: L’uomo fa parte di un sistema grande e complesso. Abbiamo ovviamente bisogno di energia interiore e di forza per mantenere le relazioni del sistema. Qual è la fonte di energia che ci alimenta?

Risposta: Questa è una soddisfazione egoistica a tutti i livelli: inanimato, vegetale, animale ed umano.
Se vogliamo raggiungere il livello successivo, abbiamo bisogno di usare questa energia per alimentare il nostro corpo, solo lo stretto necessario per la sua esistenza e portiamo al nostro “io” la qualità della dazione e dell’amore per gli altri. In questo modo riceviamo il nuovo piacere, quello di donare. Sarà una sensazione completamente diversa di consapevolezza dell’esistenza.

Domanda: In realtà, l’uomo può ricevere contemporaneamente due tipi di energia?

Risposta: Sì. Ho una soddisfazione animale per il mio corpo, assolutamente cosciente perché la mia condizione me lo impone. Il piacere più elevato è dove lavoro in forma completamente diversa, nella qualità della dazione e amore per gli altri.

Domanda: Perché a volte l’uomo ha poca energia?

Risposta: Perché non vede la sua origine e non sa il motivo per cui la riceve e tantomeno come usarla correttamente. Per questo, gli stati di impotenza, mancanza di direzione, separazione e annullamento sono buoni stati, che ci portano alla rivalutazione corretta dei nostri valori, sia interni che del mondo e si passa allo stato successivo.

Commento: Dal punto di vista dell’approccio del sistema, la nostra mancanza di energia non è molto buona perché siamo in disequilibrio.

La mia risposta: Questo ti stimola ad avanzare nella tua ricerca. In questa ricerca si trovano nuovi stati. Se non ci fosse questa necessità, non evolveresti. Come si dice: “L’amore e la fame governano il mondo”.

Domanda: Come si può essere felici e appagati in qualsiasi situazione?

Risposta: Questo dipende dall’obiettivo. Se si avvicina a te anche con una sensazione di certe qualità, sensazioni, azioni poco piacevoli, non importa. La cosa principale è che, alla fine, si ottenga qualcosa di più. Tutto dipende dal valore dell’obiettivo verso il quale ti dirigi.
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Dalla trasmissione di KabTV «Kabbalah espress», 07/12/2020

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Chi può essere chiamato eroe?

Domanda: Chi può essere definito un eroe?

Risposta: Il Bore.

Osservazione: Ma nei testi kabbalistici è scritto che un eroe è un uomo con il cuore spezzato.

Risposta: Questo è un diverso genere di eroe: si tratta dell’uomo che, malgrado tutti gli ostacoli, vince tutte le difficoltà ed è in grado di raggiungere la somiglianza con il Bore. Il suo eroismo è misurato dal fatto che è capace di superare tutti gli ostacoli sul suo cammino.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 22/04/2019

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Entrare in Egitto

Domanda: Quando un individuo si impegna per l’unificazione comincia ad analizzare la propria natura, si accorge che sperimenta delle resistenze. Si tratta dello stato chiamato l’entrata in Egitto?

Risposta: Si. Comprende che, da una parte, deve tendere all’unificazione. Questa proprietà è chiamata “Yosef” (Giuseppe). Ma il resto delle sue proprietà, che sono impersonate dai suoi fratelli, sono egoistiche. Essi sono completamente in disaccordo con questo.
Come risultato, ognuno si ritrova in Egitto (nell’egoismo) e comincia a lavorare in qualche modo contro gli altri, per l’unione, per accrescere, vale a dire, elevare la connessione. Il singolo comincia a capire quanto sia egoista e quanto i suoi desideri lo stiano distruggendo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 15/04/2019

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Verso una percezione illimitata

Domanda: Si dice che il mondo superiore non può rivelarsi a una singola persona. Ciò significa che essa non è perfetta, ma che il mondo spirituale lo è. Qual è la contraddizione?

Risposta: No, questa non è una contraddizione. Il fatto è che il mondo spirituale si rivela solo nella percezione corretta di una persona. Nel nostro mondo, la sensazione di una persona è egoistica, chiusa e limitata. Pertanto, semplicemente non siamo in grado di assorbire l’intero, enorme quadro della natura.

Dobbiamo rendere illimitata la nostra percezione e per questo dobbiamo imparare a uscire da noi stessi. L’uscita da se stessi si attua in un gruppo in cui ognuno può unirsi agli altri e creare così in se stesso un desiderio illimitato di realizzarsi, in combinazione con gli altri.

Quando una persona, attraverso l’unificazione con gli altri, può espandere i suoi desideri e le sue capacità a loro spese, diventa allo stesso tempo un vero e proprio organo di percezione dello spazio spirituale, dal momento che tale spazio non è limitato in nessun arco temporale triassiale. Cioè, è uno spazio completamente n-dimensionale. Ma come si inizia a percepirlo? Per fare questo, bisogna adattarsi, cambiare.

Qui sorge un problema. Dobbiamo lavorare su noi stessi per creare un senso di percezione dell’ambiente che non introduca errori da parte della persona che percepisce ma che sia assolutamente sintonizzato in modo corretto sulle sue sensazioni: l’oggetto e ciò che egli percepisce.

In altre parole, dobbiamo raggiungere un tale livello di percezione in cui la nostra sensazione e la sensazione del mondo che ci circonda saranno le stesse, uguali. Per questo bisogna lavorare molto duramente sul proprio egoismo, uscirne e superarlo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Ask a Kabbalist”,  20/03/2019

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Devozione verso il maestro

Domanda: Come può esserci una connessione tra un maestro e uno studente senza devozione? Lei non era connesso al suo maestro?

Risposta: La devozione non deve necessariamente essere fisica. Essere nello stesso gruppo non vuol dire che devi sederti di fronte a me.

Del resto, molto dipende da te. Personalmente, io non mi avvicino a nessuno studente in particolare; sono vicino a tutti. Comunque, uno studente può provare a essere connesso con me avvicinandosi a me e questo è il modo in cui il contatto viene creato.

Questo contatto non ha nulla a che vedere con le immagini visive, né mie né sue. La persona può essere un uomo o una donna, una persona anziana o giovane. Non fa nessuna differenza come e cosa. Tutto dipende solo dal desiderio, dal grado in cui i nostri desideri corrispondono nel loro anelito per lo scopo comune.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 2/12/2018

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