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Metti in moto il tuo “Collaider” interno

“Qual’è lo scopo della creazione? Perché viviamo? Perché la vita sulla Terra?” Questi interrogativi hanno interessato l’ umanità da sempre, ma in particolar modo interessano la nostra generazione. Anche se sentiamo parlare spesso di altre forme di vita nell’ Universo, in sostanza ci accorgiamo di essere soli.

Siamo veramente soli in questo enorme sistema, e in nessun modo riusciamo a capire che viviamo su questa sfera terrestre in condizioni assai speciali, che hanno anche contribuito al nascere della vita su di essa, e trattasi qui di cosa assai complicata.

Anche per il nascere fella forma fisica della vita era necessaria una gran quantità di energie e un insieme di condizioni tali da permettere il suo formarsi, senza poi parlare dello stato dal quale doveva svilupparsi la vita nel mondo spirituale.

Tutte queste cose hanno sempre stupito delle grandi menti fra gli uomini di tutte le generazioni: Com’ è successo tutto ciò e perché? Quale necessità c’ era nella “Natura” o nelle forze superiori di creare tutto, e proprio in questa forma?

E se non ci fossero stati i kaballisti che hanno veramente scoperto il mondo spirituale e raggiunto quello stesso punto dove ha avuto origine la vita, noi ora non sapremmo niente.

Sappiamo che in Svizzera ci sono dei fisici che, facendo degli esperimenti con il “Collaider“, vogliono raggiungere quel punto dal quale è incominciato il “Big-Bang“.

Ossia, vogliono riprodurre quella scintilla della luce che è sprofondata in questo mondo, portando con sè tutta la materia che poi in esso ha preso forma.

Ma i kabbalisti hanno già superato i limiti del nostro mondo ed hanno percorso tutto il cammino, dall’ inizio della creazione del mondo spirituale fino all’ultima riparazione, e ci hanno messo al corrente di tutto quello che è avvenuto. Tutto questo si trova nel libro dell’ Ari “L’ Albero della Vita”.

I kabbalisti che hanno raggiunto il mondo spirituale, ci raccontano come la forza superiore che ha creato il tutto, ha agito secondo i programmi e decisioni che si chiamano “Il Progetto della Creazione“.

Essi ci spiegano che esiste Azmuto (Essenza del Creatore), del quale non parliamo perché non si può concepire.

Solamente riusciamo ad afferrare le azioni che da Lui derivano e che vengono chiamate Progetto della Creazione, concetto o programma. Questo programma passa tramite noi e si manifesta in noi, siccome siamo noi il risultato delle sue azioni.

Da un lato, dicono i kabbalisti, questo programma viene solamente eseguito da noi, ma dall’altro ne siamo non solamente gerenti di alcune parti, ma possiamo capirlo, sentirlo, collegarci ad esso ed anche prenderne parte, in quanto questa Forza inconcepibile vuole che noi diventiamo Suoi partners.

Per ottenere tutto ciò, metti in moto il tuo “Collaider” interno, che ti porta direttamente all’ inizio dell’ universo. E tramite l’ inizio dell’ universo, ritornerai nel mondo spirituale.

E dal mondo spirituale inferiore di Asia, ti solleverai ai mondi di Iezirà, Brià, Azilut, Adam Kadmon e Mondo dell’ Infinito. E quando ti riunirai al Mondo dell’ Infinito, troverai la comprensione totale, il sentire e il comprendere che vanno oltre lo spazio e il tempo.

Solamente unendoci tutti assieme, come un solo uomo, con un solo desiderio, potremo ottenere tutto questo.
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(Dalla lezione “Kabbalàh per il Popolo” del 16.11.2010)

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Intelligenza viva o computer?

Domanda: Perché al Creatore è stato necessario un processo di riparazione della creazione talmente complesso?

Risposta: Al Creatore non sono necessarie le nostre azioni, bensì che tu capisca qualcosa, e che tu stesso proceda fino a quando non avrai ottenuto lo scopo.

Il Creatore ha fatto tutto in una sola volta, e tutta la suddivisione dei mondi da sopra a sotto e il ritorno verso l’alto – era necessaria solo per te! Egli non poteva darti in una sola volta quello che potrai ricevere solamente in conclusione, alla fine.

Ti viene richiesto di attraversare tutti gli stati evolutivi: 0-1-2-3-4, fino a quando non incomincerai ad assimilare, comprendere tutto, e diventare tale e quale Lui.

Comprensione significa conoscere il fenomeno “alla radice” colle sue conseguenze. Tu devi comprendere tutta la creazione nel suo complesso, e questo lo puoi fare solamente a poco a poco, incontrando sempre più spesso difficoltà ad ogni passo, scoprendo difetti in continuazione e ponendovi rimedio, comprensione/incomprensione, cattiveria/bontà.

Solamente così si tenderanno le corde della tua anima. Non è possibile altrimenti.

Capisco che tu vorresti tutto subito, ma non è possibile. Pensi si possa prendere un bambino e farlo diventare professore in un sol giorno?

Saggio è colui che nel corso della vita ne ha osservato e studiato l’organizzazione, come da uno sviluppo si procede al successivo, come ogni cosa è collegata all’ altra, e gradualmente diviene più intelligente, fino, alla fine, a diventare saggio.

Se in una sola volta gli si riempie la testa con tutte le informazioni, egli semplicemente diventa un “computer” che funziona a seconda del programma inserito.

Ma se tutte le informazioni vengono impresse, poco alla volta, là dove egli è in grado di discernere tra il buono/cattivo, verità/menzogna, vuoto/pieno, allora si crea l’ intelligenza viva. Non un computer.

In ciò sta la differenza! Essendo in grado di riconoscere la differenza tra la luce e il buio, nasce in lui un desiderio, – egli stesso saprà cosa vorrà apprendere e sentire.

Ogni porzione dei dati che tu inserisci nel computer, dovrà precedere il suo desiderio, in modo ch’egli stesso lo voglia ricevere, sapendo quali sono i vuoti e le incomprensioni da riempire. Il computer deve reagire da sè! – E allora si trasforma in uomo.
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(Dalla lezione “Studio delle Dieci Sefirot” 3.12.2010)

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Dal buio dell’ Egitto alla luce

Gradualmente nell’uomo si aprono sempre nuovi e nuovi stati d’animo. Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè e così via; altre fasi di sviluppo dell’anima.

Ogni volta sorge nell’ uomo una nuova forza che incomincia a dirigerne lo sviluppo e tutto ciò che ne consegue. La nuova forza consiste sempre nel desiderio di ricevere e desiderio di dare, ma lo sviluppo avviene a tappe, ad un periodo ne segue un altro.

Fino a quando non ho terminato una tappa, non so quale sarà la prossima. Ignoro cosa saranno i sette anni di fame dopo i sette anni di sazietà.

Mi sembra che, proseguendo, sto per arrivare nel mondo spirituale e invece: Bum!!! Mi sorprende il buio dell’ Egitto. Un buio pesto, terribile. Io non conosco questa tenebra egiziana. L’ anima completamente vuota, niente luce né dentro né fuori, e proprio da questa situazione, improvvisamente esco e mi trovo in piena luce.

Lo sviluppo avviene a tappe. Certamente noi dobbiamo sapere come procedere, ma ogni rivelazione è una sorpresa, assolutamente imprevista!
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(Dal programma “Capitolo settimanale” del 2.12.2010).

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Perché ci piace accendere le candele?

Domanda: Perché proviamo un senso d’intimità quando in una stanza ci sono delle candele accese?

Risposta: La candela è collegata per noi al calore, alla luce, alla speranza, e tramite essa possiamo sentirci collegati rispettivamente alla nostra radice spirituale.

Se noi ci riferiamo alla candela di Hanukkà, allora essa rappresenta il risultato della lotta dell’uomo col proprio ego. Infatti in cosa consiste una candela? Un corpo nel quale c’è dell’olio, e nell’olio uno stoppino, e sullo stoppino arde il fuoco.

Ognuna di queste componenti ha un proprio significato: il corpo – un recipiente (kli spirituale),  l’olio – la luce di Chokhmà che ci si sta rivelando, lo stoppino – i chiarimenti che stiamo attuando. E tutto l’insieme ci dà il fuoco – la luce.

Quando l’uomo ottiene sufficienti chiarimenti interiori, conducendo una guerra contro il proprio egoismo, desiderando sovrapporsi ad esso, rendendosi indipendente dall’impostazione egoistica e dalle azioni fatte al solo scopo di riempire se stessi, quando arde dalla sete di liberarsi della sua natura egoistica, – tutto ciò si chiama “guerra dei Maccabei contro i greci”.

Maccabei, in ebraico “Makabim” è l’abbreviazione di “chi verso il Creatore con me”.

Noi, in sostanza, ci distacchiamo dai nostri “greci” interni, dal pensare razionalistico, dal desiderio di piaceri egoistici, ci solleviamo poco a poco al di sopra di tutto questo attaccamento alla terra verso la dazione e verso l’ amore per il prossimo. Infatti lo scalino della “Binà” significa: “non fare all’altro quel che non vuoi sia fatto a te”.

In altre parole: La candela è un caro e bel simbolo della natura spirituale. E perciò è per noi così bello e confortevole quando è accesa.
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(Dal programma “Kabbalà per principianti” del 1.12.2010)

Il pericolo di opporsi alla natura

Il mondo sta entrando in un nuovo periodo evolutivo, e Israele è divenuto la nuova guida in questo periodo. Fino ad ora non era possibile, perché eravamo in ”esilio”. Adesso incomincia il periodo della “liberazione”.

Liberazione” come similitudine del “Creatore”, della vicinanza con Lui, del Suo palesarsi e del palesarsi delle leggi della natura e al raggiungimento dell’armonia con essa. Accettare l’attuazione di tutte le leggi superiori, ciò significa scoprire la natura.

Nella società umana, e dentro di noi, tutte queste leggi devono essere realizzate coi nostri propri sforzi. Ossia, d’ora in poi, noi non dobbiamo fare altro che lavorare al solo scopo di essere sempre più vicini alla natura, al Creatore.

Ma noi andiamo dalla parte opposta e non vogliamo ascoltare! Questa è la causa di tutti i disastri. Infatti prima le sofferenze ci venivano date in minor misura, solamente per spingerci a proseguire. Oggi però, esse agiscono in direzione contraria, contro di noi.

Prima le sofferenze erano come delle piccole punture ai fianchi, che ci riportavano sulla giusta strada e ci stimolavano ad affrettarci nello sviluppo, ma rispettavano le tue proprie aspirazioni. Ti sollecitavano come si fa con un asino che viene punto da dietro con un bastone aguzzo.

Ma adesso, in qualsiasi maniera tu ti periti di proseguire, la natura ti si fa incontro e non ti colpisce da dietro, ma proprio in faccia. Tu vuoi proseguire per la vecchia strada? – Niente da fare! In questo modo ti attirerai ancora più e più problemi, e allora:“…siediti e non far niente”….

Ossia noi dobbiamo proseguire colle riparazioni. E Israele è guida nelle riparazioni, perché ne possiede la tecnica, il metodo.

E a causa di ciò, Israele dovrà sopportare molti più problemi, qualora non avanziamo nel modo giusto.

E qui tutto dipende da noi! E considerando le passate catastrofi, bisogna innanzitutto trarne le giuste conclusioni e non considerarle “un incidente casuale”, ché in natura ogni cosa è collegata all’altra, e per tutto c’è una causa.

Se ci veniamo a trovare in una “opposizione frontale” colla natura, cosa mai accaduta prima, dobbiamo affrettarci colle riparazioni. Invece che in opposizione, metterci in simbiosi colla natura, ed eseguire ciò che il Creatore, la natura, vuole da noi:

Raggiungere l’armonia, l’unione tra di noi, come un solo uomo, un solo cuore, arrivare all’ “amore fraterno”.

E se arriviamo a questo, allora cesseranno tutte le catastrofi e tutti i popoli sosterranno Israele. Diventeremo il centro della riparazione del mondo. Se c’è nel mondo dell’odio verso Israele, questo esiste perché noi possediamo la metodica della riparazione, e non la realizziamo con sufficiente prontezza e non l’estendiamo a tutto il mondo.

(Dalla lezione su “Equilibrio e natura” del 3.12.2010).

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Lo chiedo per tutti, anche per noi…

Domanda: Cosa possiamo fare per resistere agli attacchi della natura, come per esempio l’attuale incendio nel nord d’Israele?

Risposta: La sola cosa di cui abbiamo bisogno è un comune intento, un’ unità di pensieri, in modo che tutti i nostri compagni, in tutto il mondo, pensino come la nostra connessione gli uni con gli altri, aiuti ad eliminare tutte le catastrofi nel mondo, compreso anche lo spaventoso incendio scoppiato adesso in Israele.

Bisogna includere la nostra propria richiesta in una comune richiesta da tutto il mondo, unita a tutte le sue sofferenze. Solamente così funziona: Devi pensare a tutti, e alla fine puoi aggiungere anche “noi”. Non te stesso!

E’ la sola cosa che può aiutare.

Non possiamo lottare contro le catastrofi e le crisi coi vecchi sistemi, quando ti trovi la luce superiore che agisce contro di te. Noi ancora stiamo vedendo come continua la crisi finanziaria che abbiamo cercato di estinguere con tutti i mezzi, e sta esplodendo ancora più forte di prima.

E così con tutto il resto. Non possiamo aver ragione di questi problemi coi soliti metodi, possiamo solamente smorzarli temporaneamente, per farli poi esplodere ancora più forti. La riparazione può avvenire solamente con la convergenza dei cuori, solo con l’unione. Il mondo deve divenire globale. La forza superiore, agendo su di noi dall’alto, ci circonda e ci rinchiude da tutte le parti, manifestandosi come un’unica forza globale. E noi sentiamo come l’umanità sta diventando un unico organismo, dove tutti sono collegati l’un l’altro.

Vediamo inoltre come queste stesse catastrofi spingano l’umanità ad unirsi. Adesso stanno arrivando in Israele aiuti da tutto il mondo per aiutare a combattere il fuoco, domani succede qualcosa in un altro posto e tutti si buttano di là, e poi in un altro posto ancora. E così, grazie alle catastrofi, la natura ci obbliga ad unirci e a capire che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri.

La natura ci sta diventando così ostile che non c’è più assolutamente da pensare di combatterci a vicenda. Se non andiamo d’accordo colle buone, il Creatore ci obbliga colla forza.

La situazione si sta facendo talmente grave che nessun paese se la può cavare da solo contro le catastrofi naturali, ed ha bisogno dell’aiuto di tutti.

E tutti capiranno che bisogna essere insieme. Altrimenti non potremo sopravvivere.

Di fronte alla minaccia di morte, tutti si riuniranno. Ma perché arrivare a tanto, quando tutto si può ottenere colla buona volontà?
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(Dalla lezione sulla lezione “Equilibrio e natura”, 3.12.2010).

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La festa della prima vittoria su noi stessi

Il nostro desiderio egoistico si chiama “greci” o “conoscenza”, e significa proseguire seguendo la ragione e il sentire che abbiamo adesso. Su che cosa potremmo altrimenti basarci o a chi affidarci? Solamente su ciò che abbiamo. E qui sorge il problema, perché con questi “kelim” noi non possiamo entrare nel mondo spirituale.
Ma il mondo spirituale si trova qui e adesso, e non c’è alcuna distanza che dobbiamo superare o misurazione da effettuare.

Noi afferriamo il mondo spirituale con degli organi di senso supplementari che abbiamo assolutamente bisogno di sviluppare in noi, oltre alla nostra conoscenza e alla nostra razionalità, e cioè oltre a ciò che dobbiamo giustamente preparare in modo da poter con esse per prime incominciare a percepire il mondo spirituale.

Questo si chiama guerra dei Maccabei, e la vittoria in questa guerra Hanukkà, che significa “ci siamo fermati qui” – “chanu ko“, perché facciamo una fermata lungo il cammino. Questa situazione si chiama “chafez chesed” (che non desidera niente per sè), oppure “binà“, ed è la rivelazione del Creatore, oppure la sua prima riparazione.

A questo punto l’uomo supera il proprio egoismo e incomincia a trovare la sensazione supplementare che si chiama “restituzione”. Col suo aiuto incomincia a percepire il mondo spirituale.

Ma nonostante senta il mondo spirituale, si trova in questa realtà passivamente, come un embrione nelle acque materne.

Questa si chiama “fermata”, perché l’uomo non è in effetti ancora pronto ad avere la chiara conoscenza e percezione, che si chiama “comprensione”, quando tutto gli è aperto e comprensibile ed egli diviene assolutamente come il Creatore, e controlla tutto il mondo spirituale.

Se vogliamo paragonare questa situazione a quella di un ospite e il padrone di casa, allora l’ospite, nonostante il crescente desiderio di godimento, durante la tappa di Hanukkà, si rifiuta di accettare dal padrone. Si tratta già, da parte dell’uomo, di un lavoro spirituale. Infatti egli non vuole ricevere niente, non vuole neppure partecipare alla vita del mondo spirituale, vuole solamente assistervi.

Ecco perché durante questa festa si proibisce di usufruire della luce delle candele ma si possono solamente contemplare. E così pure si considera che ad Hanukkà si compia un miracolo, perché avviene che usciamo dal nostro ego, ossia, in altre parole, si compie il miracolo della vittoria sull’egoismo, l’ascesa (uscita da lui) dall’Egitto: la liberazione da tutti i desideri e pensieri che ci tengono legati a questo mondo e non ci permettono di percepire il mondo spirituale.
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Se tu non ti svegli, domani tutto il mondo sarà addormentato

Al principio, una persona cresce come un embrione all’interno dell’utero di sua madre, fino ad ora, nel livello “inanimato”, essa semplicemente annulla se stessa. Quindi, diventa come un piccolo bambino che esiste affianco ad un adulto e questo è il livello “vegetale”. Dopo di che, la persona è adulta, che è il livello “animato”.

Tutti questi livelli sono organizzati dalle forze della natura, il che significa che non abbiamo bisogno di sforzarci per evolvere, poiché la natura, diventa la forza ed il desiderio di crescere in noi dall’interno. In altre parole, questo solleva una richiesta per lo sviluppo, MAN (Mayin Nukvin, acque femminili) in nostro favore e questa ci sveglia per conto proprio.

Il Creatore (la Natura) agisce in due direzioni. Dall’interno, l’embrione si sforza per svilupparsi ed annullarsi in relazione a sua madre e dall’interno, l’organismo della madre alimenta l’embrione e non lo tratta come un oggetto estraneo. Ambedue sono spinti dall’istinto di base, l’amore reciproco dell’adulto verso il bambino e del bambino verso l’adulto.

Nel livello animato, ad un’età più matura, dobbiamo ancora annullarci nella relazione dell’uno verso l’altro, con il fine di imparare dagli altri. Comunque, ancora una volta, tutto questo è controllato dagli istinti.

In quanto allo sviluppo dell’anima nel livello del parlante, il livello Umano/Adam (Adam o Domeh in ebraico), lo stesso uomo deve iniziare l’elevazione del MAN, la preghiera per la correzione. In altre parole, deve essere un desiderio che viene dall’uomo stesso.

Riceviamo dall’alto il punto iniziale di questo primo desiderio come parte del Creatore, che è il nostro “punto nel cuore”, datoci dall’Alto, insieme a tutti gli altri strumenti necessari, dai testi kabbalistici, al maestro ed al gruppo. Usando questi strumenti correttamente, abbiamo bisogno di acquisire il desiderio per la richiesta di equivalenza con il Creatore (la forza P1 viene dal Creatore e la P2 deve venire da te).

Ho un desiderio di evolvere, ma sono incapace e non capisco perché e come farlo. Tutto quello che mi è nascosto, ancora da ricercare, me lo da il gruppo, l’ambiente. Per questo, l’anima collettiva si è frammentata.

Includendo tutti al tuo punto nel cuore, riceverai il potere necessario per l’azione. Il tuo punto nel cuore è appoggiato dal gruppo e se ricevi la sua assistenza, sarai capace di elevare MAN al Creatore (che in verità risiede anche nel gruppo).

Come risultato, riceverai una risposta dal Creatore, MAD (Mayin Duchrin, acque maschili), la forza dello sviluppo, la Luce che Riforma. Non importa dove lavori tutto il giorno, quello che importa è dove sono i tuoi pensieri, visto che lì sei anche tu.

Tuttavia, i tuoi pensieri possono essere definiti con l’aiuto dell’ambiente. Pertanto, ricordiamoci di fare il nostro sforzo migliore per assicurarci che nessuno di noi si dimentichi, neanche per un istante, che dobbiamo essere connessi, così ci svegliamo reciprocamente.

Realizziamo questo desiderio ed attiriamo ad esso, insieme a tutti i nostri amici di tutto il mondo, la Forza Superiore, il Creatore. Forziamolo in modo che ci aiuti a pensare soltanto all’unità, solo alla responsabilità mutua, l’Arvut.

Se non ti svegli, nemmeno gli altri si sveglieranno, e se gli altri non si svegliano, domani io stesso, rimarrò addormentato durante la lezione. Non c’è modo di uscire da questo, a meno che non ci prendiamo la responsabilità di fornire il desiderio di base, avendolo ricevuto dal gruppo e con esso, fare appello al Creatore.

Tutto quello che la natura fa con l’embrione, il bambino, e con qualsiasi creatura vivente di questo mondo, spingendoli verso la crescita, noi dobbiamo compierlo con il nostro libero arbitrio e consciamente, iniziare la nostra evoluzione.
[27434]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Novembre 2010, Baal HaSulam, Corpo e Anima).

Non c’è momento più bello

Hanukkà è la festa della luce. L’uomo la festeggia quando esce dal mondo materiale. Effettivamente la sua vita è piena di angosce, preoccupazioni e timore verso l’ignoto.

Egli non conosce il perché della sua vita e cosa gli potrà succedere tra un momento. E tutta l’umanità è presa dal terrore, dalle droghe e dalla depressione.

A questo punto, come ci spiega la scienza della Kabbalah, ci si presenta la possibilità di uscire alla luce, di sentire l’eternità e la perfezione, le armonie superiori.

Sollevandoti al di sopra di questo mondo, incominci a percepire il mondo spirituale e improvvisamente ti si apre davanti una nuova realtà.

E’ come se viaggiassi coll’auto su di un’autostrada che finisce inaspettatamente e ti trovi di fronte ad un precipizio. Ancora un attimo e ci saresti finito dentro.

Ma….questo non succede. Improvvisamente il precipizio scompare e tu continui il tuo viaggio su una strada piana, liscia e larga: da questa vita grigia e tetra ti ritrovi direttamente in un mondo di luce e felicità.

Quando all’uomo si rivela questo mondo complementare meraviglioso, nel quale incomincia a vivere, non esiste momento più bello!

Egli sente di aver ricevuto un enorme regalo, e ciò viene rappresentato dalla festa di Hanukkà – dal termine “chanaià” (fermata) sulla strada della completa riparazione. E anche da “Hanukkà Bait“.

Hanukkà si festeggia storicamente per 3 motivi:
1) – La rivolta dei Maccabei. – Una minoranza contro un’armata regolare e la sua vittoria.
2) – La Santificazione del Tempio – dall’ebraico “Hanukat ha Bait” – e da questo la definizione della festa.
3) – Il miracolo della lampada che è rimasta accesa per 7 giorni con olio per 1 giorno solo.

Spiritualmente “Santificazione del Tempio” significa che l’uomo si solleva al di sopra del proprio egoismo, tramite la virtù della “Binà“, fino al Tempio, ossia al luogo dove si rivela “il Creatore“.
[28390]

(Dal programma “Kabbalah per Principianti”, 1/12/2010)

Tutti i mondi in uno spiedo

Tutti i mondi: Azilut, Brià, Iezirà, Asià, e anche il nostro mondo possiedono una stessa struttura, come impronte l’uno dell’altro. Solo che nel nostro mondo questo noi non lo percepiamo.

Incominciando colla scissione dei mondi e la fusione di Binà e Malkhut, parzuf SAG serve da impronta, da matrice, stampando secondo la propria forma Binà, unita a Malkhut, in tutto il materiale, a tutti i livelli: Azilut, Brià, Iezirà, Asià e il nostro mondo.

Al di sopra della testa del mondo Azilut si trova la radice di tutti i mondi, perché lo stesso SAG è in rapporto colla Prima Contrazione (Tzimztum Alef) e la sua influenza non arriva fino ai mondi della Seconda Contrazione (Tzimztum Bet) direttamente, ma solamente tramite “Searot” (strettissimi canali capillari).

E dalla testa del mondo di Azilut questi fili fanno scendere la sostanza, come una proiezione, fino al nostro mondo, ripetendo la stessa struttura, infilzando tutto nello stesso perno, come in uno spiedo. Perciò tutti i mondi diffondono i raggi parallelamente dall’alto in basso.

(Azilut, Brià, Iezirà, Asià)

Ma tutto ciò si riferisce solamente alla loro struttura, non al loro comportamento! La regola del comportamento corrisponde in ogni mondo al proprio gradino, e perciò si differenziano. Il mondo Azilut è tutto donazione, e i mondi più bassi Brià, Iezirà, Asià e il nostro mondo, agiscono in base al loro livello.
[28325]

(Dalla llezione su “Beit Shaar a-Kavanot”, 01.12.2010)

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