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Elevarsi al di sopra della crescita dell’ego

Domanda: Con il passar del tempo, una persona che studia Kabbalah, comincia a sentire pesantezza, in particolare quando guarda le lezioni del mattino o legge qualcosa di serio. Il Creatore ci da’ “ostacoli intenzionali” come questi, che noi chiamiamo disturbi. Perché? Che cosa significano?

Risposta: A quanto pare è così che la vita non sembrerà dolce come il miele, anche se non sembra davvero essere così. Diciamo questo per tutto il tempo, che tutte le nostre ascese si svolgono solo al di sopra della crescita dell’ego. Non esiste nient’altro! Tu fai qualcosa di buono, questo è un segno che puoi aumentare il tuo ego, e così il sistema aggiunge immediatamente a questo. Tu attiri la Luce superiore su te stesso attraverso la vostra unione, attraverso un ulteriore desiderio per lo scopo, e subito l’ego viene aggiunto da sinistra di nuovo, e così via.

Tu chiami questo costante appesantimento dell’ego “ostacoli intenzionali”. In realtà la persona sente: “Cos’è questo sporco trucco”?

Mi ricordo come sono arrivato per la prima volta a questo da Rabash: “Guarda quello che mi sta succedendo! Tu vedi che è impossibile resistere a questo…”. Come al solito ho lavorato per tutto il tempo, ho fatto di tutto, e improvvisamente ci fu una discesa di un paio di settimane. Non riuscivo davvero a vedere la luce del giorno.

Cosa voglio dire con questo? La crescita dell’ego è obbligatoria. Immagina di avere ora cinque grammi di ego, per quanto riguarda la spiritualità è come se non esistesse. Ma, per poter lasciarlo, odiarlo, strangolarlo, hai bisogno di poche centinaia di chilogrammi. Come puoi raggiungere un tale stato di odio in modo che sarai pronto a fuggire da lui? Quando “la mia morte sarebbe meglio della mia vita”? Quando inizierai a sentirti così, solo allora sarai in grado di effettuare una transizione a questa fase.

Questa è davvero una rivoluzione interiore dentro di te quando sei disposto a morire pur di non restare con lui: “Prendi tutto quello che mi hai dato, non ho bisogno di nulla, tirami soltanto fuori da questo ego!” Inoltre, questo non è casuale, anzi è veramente una decisione seria.

Come è possibile raggiungere questo? In questo modo ti portano ad questo gradualmente. Ma tu puoi accelerare il tuo avanzamento solo a condizione che il gruppo ti aiuti, e che tu sia costantemente alla ricerca di uno stato contrario alla ego, il che significa connessione, dazione e amore.
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(Dal congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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La Torà è la base di tutte le Leggi

Le leggi della Torà sono diventate la base di tutte le leggi poiché sono le leggi della naturale connessione umana. Se gradualmente ci evolviamo da una scimmia in un essere umano, allora ci avviciniamo gradualmente all’adempimento delle leggi o, almeno, pensiamo che dovremmo fare in questo modo, anche se di fatto non abbiamo successo. Ciò significa che esse sono le leggi del mondo superiore alle quali dobbiamo alla fine diventare uguali, e le leggi della natura superiore sono fisse.

L’umanità incomincia a risvegliarsi piano piano e vuole comportarsi in base a queste leggi e vivere in base ad esse. E’ molto difficile dire in che misura ci riusciamo, poiché gli uomini non hanno la forza di osservarle; si tratta di una forza che devono ricevere. Questo è ciò che la saggezza della Kabbalah fa nel dare ad una persona la forza di osservare queste leggi. Noi non possiamo adempierle da soli poiché sono opposte alla nostra natura.

Tuttavia, se una persona usa correttamente il metodo della Kabbalah, riceve la forza e la ragione per farlo, e allora può vivere in base a queste leggi. In sostanza, è tutta una questione di educazione. Noi dobbiamo educare una persona correttamente al fine dal farla passare effettivamente da scimmia in essere umano. Al momento, il comportamento degli uomini è di gran lunga peggiore di quello di una scimmia.

Le scimmie vivono in base a chiare leggi della natura del livello animato ed esse osservano le sue regole istintivamente. Perciò, niente è bene o male perché è la loro natura.

Noi abbiamo l’opzione di agire “per” o “contro”, “in favore”, e così via. Ciò significa che ci viene dato un certo livello di libertà che ci permette di chiarire a favore di cosa dovremmo usare queste leggi, in mio favore o in favore della società, e come diventare parte della società per un essere tutti un unico insieme.

Solitamente, scegliamo in nostro favore e non riflettiamo sul fatto che se ci connettiamo alla società allora tutti i problemi scompariranno e non ci saranno più dilemmi. Questo è il problema del futuro.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Verso cosa vi attira il vostro cuore?

Un uomo che non si impegna nella saggezza della Kabbalah, ma guarda e ascolta soltanto le nostre trasmissioni inizia a percepire automaticamente tutti i termini e tutti i concetti della Torà in modo corretto, poiché la Luce superiore opera su di lui.

Egli non ha bisogno di niente altro che di questo. Se egli farà tutto sistematicamente, allora incomincerà a percepire senza dubbio un mondo opposto e a capire che tutto quello che percepiamo al di fuori, in realtà, è dentro di noi. Sarà più facile e più semplice per lui percepirlo. Egli ha soltanto bisogno di passare attraverso questo cambiamento, è tutto qua.

Nell’insieme, questo è ciò di cui parlano i campi che si occupano delle questioni al limite come la fisica quantistica e la teoria della relatività. Un uomo prova e non capisce perché le cose succedono in una certa maniera, e allora incomincia a rendersi conto e a pensare in base ai termini di un nuovo sistema di coordinate.

Ma prima di ogni nuovo livello, prima della realizzazione, c’è una sensazione di oscurità, di confusione, come se il fango fosse stato mescolato con l’acqua e niente è chiaro.

La cosa principale è che noi siamo parte della natura e non possiamo scappare. Ci impegniamo nella scienza più naturale, la sola che ci chiarisce dove siamo, come viviamo, e come percepiamo la natura.

Ma se un uomo non ha questa inclinazione, non riuscirete a persuaderlo a studiare. Se egli incomincia a sentire il bisogno di farlo, allora non ha bisogno di parole. Lo sente come fa un animale, “questo si riferisce a me”. Si guarderà intorno fino a quando non arriverà alla saggezza della Kabbalah.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Io Voglio!

Il Rabash, “Che cos’è l’ordine di spazzare via Amalek”: Ed inoltre, vediamo che un uomo deve prepararsi per godere del piacere di cui il vaso è rivestito. Ciò significa che l’uomo può godere la Luce del piacere di cui il vaso è rivestito nella misura in cui si è preparato, il che è considerato un fatto esteriore. Ciò significa che non possiamo paragonare un uomo che beve acqua quando ha sete con un uomo che beve acqua quando non ha sete. Questo perché il vaso di ricezione del piacere non è misurato dalla brama del piacere.

Noi sappiamo che la differenza tra “lo accelererò” e “a suo tempo” sta solamente nella preparazione. Alla fine un uomo deve compiere le azioni da solo e dire: “Io voglio!” e quando lo vorrà, le cose si spalancheranno per lui!

Ci sono due modi per arrivare alla richiesta di “Io voglio!”. O con i colpi che non lasciano all’uomo alcuna altra scelta e che lo obbligano a riprendersi dopo ogni colpo o problema e che lo risvegliano dal suo rifiuto di fare tutto. Questo succede perché egli è confuso e non riesce a trovare in sé le forze di connettersi con gli amici al fine di costruire il vaso, e sono solamente i colpi che lo costringono a fare un passo in avanti.

Oppure si tratta di fare un passo, ma non è soltanto fare un passo. Egli vede che questo passo è vantaggioso sia in senso spirituale che materiale. Il vantaggio materiale consiste nel fatto che egli si sbarazza dei colpi ed il vantaggio spirituale consiste nel fatto che egli si riprende ed inizia a percepire di avere uno scopo, un processo, ed una possibilità di percepire qualcosa del cammino di “Io lo accelererò”.

In questo modo egli consegue il doppio: Egli consegue delle nuove capacità ed un nuovo gusto dal punto di vista materiale e forse anche spirituale. Tutto questo gli viene dato dopo i colpi, poiché ci sono due opposti nei colpi che egli riceve dal Creatore, nel colpo della Luce che funziona su un uomo in modi diversi e che lo spingono verso lo scopo. Noi studiamo che in ogni stato, anche in quello più basso in assoluto, ci sono dieci Sefirot, la Luce di NRNHY, Reshimo (gene spirituale) del rivestimento, e il Reshimo di Aviut (grossezza).

Quindi, dobbiamo cercare di capire che tutto dipende dalla nostra preparazione che ci porta alla richiesta di “Io voglio!”. Dobbiamo raggiungere lo stato in cui non ci rimane alcun desiderio tranne uno e questo desiderio dovrebbe essere il più grande. Ci sono due modi per arrivarci: “A suo tempo” (attraverso il cammino della sofferenza), o “Io lo accelererò” (attraverso il cammino della Luce). Ma è impossibile uscire dall’Egitto senza il desiderio di “Io voglio!”

D’altra parte, un uomo sente una grande afflizione e disperazione nelle sue forze e, allo stesso tempo, sostegno e fiducia che il Creatore può salvarlo, il che significa che tutto è nelle mani di Dio. Questa versatilità deve dare forza ad un uomo e non distruggerlo nel momento in cui esce.
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(Dalla Preparazione alla Lezione Quotidiana di Kabbalah del 28.06.2013)

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Essere grati per i pensieri e i desideri

Tutti i desideri e i pensieri che sorgono nella persona in relazione al lavoro spirituale, a favore o contro di esso, tutti provengono solo dal Creatore. Siamo sempre una conseguenza, mentre Egli è sempre la causa. Egli è sempre la fonte, la radice, il primo, e noi siamo una conseguenza, i creati, i secondi.

Pertanto, dobbiamo renderci conto che sentiamo sempre la nostra risposta alla Sua influenza, e in base a questa comprensione, dobbiamo reagire. Cioè, se Egli ci da’ i pensieri e i desideri corretti, dovremmo essere grati. Se ci sono pensieri e desideri errati, ma allo stesso tempo Egli ci ricorda che è Lui a fare questo, allora dovremmo chiederci ed essere grati del ricordo.
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“Il male” non sembra bene…

Nel lavoro spirituale niente va liscio. Se avanzi sul serio allora l’ego crescerà e per tutto il tempo ti mostrerà la tua vera natura. Come puoi quindi sentirti bene con questo? L’importanza della società e il sostegno da parte dell’ambiente sono, pertanto, obbligatori, essi tornano sempre indietro e dicono: “È magnifico sentire noi stessi in una tale forma e che la nostra natura terribile ci si riveli!”

E questa non è un’erosione di se stessi, ma avviene perché stai lavorando su te stesso e, pertanto, ti viene rivelato che puoi fare questo, che puoi elevarti. Al contrario, ne devi essere felice.

Domanda: Per quanto tempo ancora ci sarà il male?

Risposta: Fino a quando questo “male” ti sembrerà bene.

È un male per te adesso, perché il tuo ego è molto vicino a te, e tu lo ami, e quando lui sente una mancanza dentro di sé, allora diventa un male per te. Ma quando tu ti distacchi da lui, la sensazione di mancanza ti sembrerà qualcosa di buono in quanto stai passando dalla caratteristica del male alla caratteristica della dazione aderendo ad essa, e allora sarai felice.

Quindi la sensazione di vuoto all’interno dell’ego diventerà sempre più grande. E tutto il tempo sentirai: “Oh, anche peggio!” finché non spingi te stesso lontano da lui di nuovo in direzione della dazione. Ed è così che oscilli come un pendolo: sinistra, destra, sinistra, destra.

Ora è un male per te, perché tu ti identifichi con il tuo ego. E allora guardalo di lato. Così soffrirà; ma tu, il tuo “io”, non si trova lì.

Tu hai bisogno di godere e di essere felice, perché la felicità spirituale appare quando il vuoto e i problemi vengono scoperti all’interno dell’ego. Altrimenti non potresti staccarti da lui! Se dovessero darti qualche tipo di piacere all’interno dell’ego, avresti semplicemente aderito ad esso.

Per quale ragione ti stanno dando tutti questi sentimenti negativi? Questo avviene solo per aiutarti a staccarti da lui. Trai le giuste conclusioni psicologiche da questo: la vita ci colpisce da tutte le direzioni come dei fastidiosi animaletti in modo che possiamo iniziare gradualmente a capire che dobbiamo lasciare la nostra natura egoistica.
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(Del congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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La Luce insegnerà e chiarirà tutto

Domanda: Chi completa un livello e passa al livello successivo, la persona o il gruppo?

Risposta: Tutti completano il livello. Il completamento di un livello viene chiamato la connessione generale tra tutti, Israele, la Torah, e il Creatore sono una cosa sola; tutti si fondono in uno solo.

Domanda: Tutti finiscono il tempo della preparazione insieme?

Risposta: Sembra che tutti lo finiscano insieme. Non si può raggiungere la spiritualità da soli, senza gli altri. Quando consegui la spiritualità, vedi che tutti sono già lì perché altrimenti non saresti in grado di raggiungerla.

L’unica cosa che manca per completare il livello attuale è la connessione, la cooperazione reciproca, l’avanzare verso la stessa meta, quando tutti rivelano l’unica forza come una. Devi sentire che cosa ti manca per raggiungere da solo l’interezza, rispetto a come l‘immagini. Forse la tua precisazione non è abbastanza accurata ed è incorretta, e quindi la Luce superiore brilla su di te e ti influenza un po’ più forte, evocando in te singole carenze che mancavano al fine di potersi elevare al di sopra di esse e diventare più forti nel gruppo.

Avanziamo solo “al di sopra della ragione”. La ragione sono i desideri egoistici, i problemi, le inclinazioni e le passioni egoistiche, essi ci forniscono la “carne”, lo spessore e la profondità dei vasi, sopra la quale formiamo l’inclinazione per la dazione, per l’amore, la connessione, il rafforzamento, la giustificazione e l’apprezzamento degli altri. Stabiliamo tutto ciò che è al di sopra del nostro ego.

La Luce che Riforma ingrandisce il nostro ego in modo che avremo la possibilità di lavorare al di sopra di esso. Essa ci insegna a non rimanere al livello animale dato che desideriamo un amore animale, e i raggiungimenti corporei. La Luce ci insegna ad elevarci al di sopra di essi e a prendere in considerazione valori più sublimi e vivere una vita più propositiva.

La Luce pulirà e chiarirà tutto, essa riforma in svariati modi, essa aumenta le caratteristiche di cui hai bisogno, sia il bene che il male. Essa ti conduce e ti dirige in tutti i sensi, la Luce fa tutto! Devi solo fare una cosa: giustificare gli amici e cercare di essere in contatto con loro, per evocare loro. Questo è sufficiente.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013, Scritti del Rabash)

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Al di là del desiderio verso l’unione

Domanda: Prima di conseguire l’amore, è necessario arrivare all’avversione rispetto ad un amico? Che cos’è quest’avversione, quest’odio nella spiritualità?

Risposta: Noi non aspiriamo mai a scoprire l’odio. In nessun modo o maniera! Non nella famiglia, non a casa, con i nostri figli, con nessuno!

Non abbiamo bisogno di aspirare a niente di brutto! Solamente attraverso l’aspirazione per il bene possiamo comprendere la nostra vera natura. Cercando di amare un amico, incominciamo a scoprire che lo odiamo. Perciò, sul cammino verso “E amerai il tuo amico come te stesso”, scopriamo dei grossi problemi. E tutte le volte, dopo averli superati, cadiamo di nuovo nell’odio.

Se volete conoscere la vostra natura, vi dovete dirigere solamente verso l’amore, che vale a dire essere incorporati nella massima misura nell’altro: “Che cosa vuoi? Che cosa ti manca per conseguire lo scopo?” Provate a spingerlo verso questo scopo, anche se voi aspirate allo scopo per voi stessi. Non lo dovete fare in base ai vostri calcoli egoistici; ma perché è proprio lui che lo vuole.

Provando a fare tutto artificiosamente a vantaggio dell’amico, incominciate a scoprire che lo odiate: “Perché ho bisogno di aiutarlo?Quanto riesco a desiderare che egli ci arrivi? Dove sono io in tutto questo?” L’odio appare qui molto velocemente e noi abbiamo bisogno di lavorarci.

Ma questa prima scoperta del vero odio oltre gli sforzi che abbiamo fatto per avvicinarci reciprocamente, è già un odio spirituale. Non è come lo conosciamo nel nostro mondo. Nel nostro mondo non teniamo conto delle emozioni positive o negative.

Tutto quello che c’è nel nostro mondo giunge ad una persona attraverso il suo ego, quindi noi non lo prendiamo in considerazione nel mondo spirituale. E lavorando sul modo di avvicinarci agli amici del gruppo, nella misura del nostro sforzo di avvicinarli, di appagarli, e di elevarli, incominciamo a vedere quanto siamo completamente opposti a tutto questo; questo è il nostro lavoro. E l’avversione comparirà qui e sarà già spirituale. Tutta la spiritualità è conseguita solamente al di là dell’aspirazione per l’unione – solamente così – sia positivamente che negativamente.
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(Dalla Preparazione al Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

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Il lavoro delle donne su due linee

Domanda: Il nostro gruppo virtuale di dieci donne si riunisce dopo ogni lezione. Condividiamo le nostre impressioni, leggiamo uno Shamati insieme e si ha la sensazione di ricaricarsi l’un l’altra. C’è qualcosa di spirituale in questo oppure le donne sono esenti dal farlo?

Risposta: Prima di tutto le donne hanno bisogno di tutto ciò di cui gli uomini hanno bisogno. Secondo, la persona si trova dove si trovano i suoi pensieri, quindi state facendo un ottimo lavoro. Connettetevi e pensate che è molto importante.

Se voi non siete connesse non sarete in grado di impressionare gli uomini. Ogni donna è impotente da sola. Solo se siete connesse, almeno in un gruppo di dieci, sarete in grado di impressionare gli uomini. Loro inizieranno a sentire inconsciamente che li state facendo pressione, che gli state chiedendo proprio come una donna chiede al marito.

Questo è il modo in cui siamo fatti! Ed è molto importante! Quindi, incoraggiare ed esigere al tempo stesso è il lavoro di una donna su due linee. Dobbiamo usarlo. Gli uomini che non lo percepiscono si priveranno dei più forti mezzi per avanzare! Loro devono rifiutare questo. In caso contrario non avranno alcun incentivo.

È la natura femminile che può obbligare un uomo ad agire. Anche gli psicologi e gli storici parlano del fatto che un uomo può fare qualsiasi cosa per una donna. Una cooperazione reciproca tale fa parte della nostra natura.

Dovete perciò agire insieme e impressionare insieme il gruppo degli uomini e pretendere realmente che essi prestino attenzione e prendano sul serio il vostro desiderio. Si tratta di un lavoro serio. Vedo ovunque che dove esiste un gruppo forte di donne, anche gli uomini riescono.
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(Dal Congresso di Karasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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10 X 10 = 1

Domanda: Quali azioni possiamo compiere per attirare molto di più la Luce che Riforma?

Risposta: La Luce Circostante sono le rivelazioni della Luce Interiore, nelle dieci Sefirot che si completano l’un l’altra. Ciò significa che ogni Sefirà è incorporata in tutte le altre dieci. Quindi dovrebbero esserci dieci amici che si connettono. Così ognuno include tutti gli altri dentro di sé. I dieci amici vivono dentro di me. Ora sono tutti insieme. 10 x 10 costituisce un vaso intero.

La Luce Interiore viene poi rivelata nella loro connessione al “di sopra della ragione,” al di sopra del loro ego. L’Aviut (lo spessore) rimane al di sotto, la Luce che Ritorna (Ohr Hozer) sopra e in questa Luce che ritorna c’è una rivelazione di un nuovo grado, la Luce Diretta (Ohr Yashar). Non abbiamo ancora raggiunto un tale stato e siamo al punto più basso. Il nostro compito è quello di organizzare e disporre le giuste connessioni tra di noi in modo che la Luce Interiore si riveli in noi come Luce Circostante. La Luce Circostante include la Luce di Hochma che è rivestita nella Luce di Hassadim dal momento che è la stessa Luce che brilla nel nostro Partzuf superiore, a cui presto arriveremo.

Dobbiamo cercare di raggiungere la stessa forma corretta in cui ognuno è incorporato in tutti. Questo si chiama brama per l’amore degli esseri creati. Una tale connessione, integrazione reciproca di un desiderio nell’altro, il desiderio di riempire tutte le mancanze sconosciute, si chiama amore degli altri, l’amore degli esseri creati. Questo è ciò che dovremmo desiderare, dal momento che attraverso di esso noi raggiungiamo l’amore del Creatore. Quando la Luce Diretta brilla e si rivela nella Luce che Ritorna, ci da’ la sensazione di aver raggiunto la connessione, l’unione, e l’adesione con la forza superiore di dazione, che viene chiamata il “Creatore”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013, Scritti del Rabash)

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