Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Una persona come strumento di ricerca

Tutti gli scritti sacri, la Bibbia, il Talmud, la Mishnà, parlano soltanto di una cosa: Come possiamo capire la nostra natura e come cercando di progredire gradualmente verso il Creatore, Lo possiamo scoprire assomigliandoci a Lui e diventando uguale a Lui.

Possiamo scoprire tutte le leggi fisiche nel nostro mondo soltanto essendo uguali a loro. Inventiamo strumenti per i quali noi imitiamo la natura e poi la scopriamo. Contemporaneamente, Io non cambio, io cambio lo strumento.

Qui, però io cambio me stesso come strumento. Io sono lo strumento stesso studiando ciò che dentro di me è opposto al Creatore. Se questi sono in realtà i miei desideri e tendenze, comincio a capire cosa deve essere cambiato dentro di me. Ma non posso cambiare me stesso da solo.

Tutto il mio lavoro è quello di vedere quanto è profondo il divario tra il Creatore e me, e dovrei trasformare questa breccia in una richiesta ogni volta, in una esigenza, una preghiera. Allora, se questa lotta è realmente vera, il che significa che voglio la forza, la Luce Superiore per correggermi, ricevo una risposta da essa sentendo tali cambiamenti in me.

Il lavoro spirituale è lo studio del problema della mia opposizione al Creatore e il mio avvicinamento a una preghiera, una richiesta. Nel momento in cui faccio la richiesta e chiedo che un determinato attributo sia davvero cambiato in me, questa richiesta è reale a l’attributo cambierà. E’ perchè la Luce è costante e attende soltanto il corretto desiderio chiaro e preciso da parte mia.

Non c’è nulla, ma quello! Nel nostro mondo tutto si riduce al fatto che dobbiamo creare una società che si basi soltanto nelle necessità di base della vita, mentre tutto il nostro lavoro dovrebbe essere focalizzato sulla correzione di se stesso. Allora ci innalzaremo al livello del Creatore.
[115003]

(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2013)

Materiale correlato:

Le azioni pratiche determinano il risultato
Disperazione fiducia: Le parti della preghiera

Avanzare insieme o soffrire da soli

Domanda: Come può una persona che è disperata dalla vita sapere che esiste la saggezza della Kabbalah da qualche parte e che ci sono delle persone che la possono aiutare?

Risposta: La Luce gli darà questa opportunità e gliela presenterà, proprio come ha portato voi a questa lezione. Ognuno riceve questa opportunità, ma poi ognuno deve fare i propri sforzi da solo. Solo allora continuerà ad avanzare.

La differenza tra avanzare lungo il cammino della sofferenza e avanzare lungo il cammino della Luce è la velocità e la facilità. Quando un uomo aderisce ad un gruppo, incomincia a ricevere molta più Luce di quando se ne sta da solo.

Io devo passare attraverso certi stati e posso passarci con l’aiuto di una Luce grande o con l’aiuto di un piccolo raggio di Luce. La differenza è che nel primo caso io sono parte di un gruppo e così la Luce che giunge al gruppo brilla anche su di me attraverso il gruppo. In questo modo ricevo il desiderio generale, l’immenso vaso. Il mio Reshimo (il gene spirituale) è il Reshimo generale, poiché avanzo insieme a tutti gli altri. Immaginate quanto possa essere veloce questo modo di avanzare.

Allo stesso modo, Io posso rimanere nel mio desiderio privato e non avere altro che un punto. La Luce che brilla su di un uomo è la Luce della sofferenza e non la Luce che lo aiuta ad avanzare. Infatti, un uomo non aspira alla connessione con gli altri, il che significa che egli non ha intenzione di annullare il suo ego.

Io mi posso trovare in uno di questi stati: uno stato nel quale la Luce fa pressione su di me dal basso attraverso la sofferenza o in uno stato in cui sono attirato in avanti dal gruppo verso la connessione e mi sforzo di connettermi. Il mio sforzo è il primo fattore e poi, di conseguenza, la Luce che ho attirato brillerà su di me. “Io risveglio l’alba”, significa che io sono il primo. Mentre, nel primo caso, la Luce mi ha costretto, e così l’ho percepita come sofferenza poiché ha agito contro la mia volontà.

Qui sta tutta la differenza. O possiamo correre in avanti da soli oppure siamo spinti da dietro dai colpi. La differenza è la velocità e la facilità o le difficoltà lungo la strada.
[113975]

(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.08.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Accelerare il tempo
Controllare passato, presente e futuro

Il Gruppo è più forte delle Klipot

L’ambiente ha il compito di tirarci fuori dalle fameliche mani delle forze impure (Klipot). Infatti, non possiamo sfuggire a queste forze con le nostre sole energie, perché resteremmo sempre nella loro dolce prigionia. Solamente in base alla misura della mia connessione con il gruppo che mi scuote, mi ispira, e mi spinge, posso scegliere di muovermi in avanti con il gruppo invece di rilassarmi alla calda compagnia delle mie Klipot.

Da dove il gruppo prende forza per influenzarmi più di quanto riesce a fare la Klipà? Il fatto è che il gruppo agisce sullo stesso mio egoismo come fa la Klipà. Se il gruppo mi persuade che lo scopo è grande, che questo è il sogno della nostra vita, allora non è nemmeno importante per il mio egoismo che lo scopo sia spirituale o materiale. Se tutti coloro che sono intorno a me insistono che è importante, allora io avrò le forze per combattere contro la mia pigrizia.

Otteniamo questo grande aiuto come conseguenza del superamento dei desideri. Grazie a questo, posso giocare con il mio egoismo, con il cuore di pietra, con l’aiuto dell’ambiente. Gli amici possono tirarmi ovunque, anche portarmi alla morte, ed io sarò grato di andare con loro.

Se l’ambiente sa come influenzarmi, io sarò pronto a tutto. Ma la sfida è di fare in modo che il nostro ambiente ci influenzi solamente nella misura in cui glielo permetto, donandomi al gruppo stesso! Io pago il gruppo per questa speciale influenza; mi integro con gli amici. In caso contrario, il gruppo non avrà alcun effetto su di me.

Non si tratta di un gruppo consueto perché io posso essere nel gruppo e non percepire alcuno dei suoi effetti. Vediamo questi esempi quando una persona studia con noi per 15 anni e non cade sotto l’influenza del gruppo perché non vuole chinare la sua testa davanti agli altri.

Ma qui io ho libertà di scelta: io mi abbasso davanti al gruppo e mi unisco al gruppo, allora in questa stessa misura il gruppo inizierà ad influenzarmi. In questo modo, nel gruppo io trovo l’occasione per uno sviluppo libero. E alla fine tutto questo accade grazie a me! Io mi sono cancellato e così facendo l’ambiente mi influenza, ed io entro nel mondo spirituale. Io stesso raggiungo il mondo spirituale, avendo usato l’ambiente per mia stessa volontà.

Allo stesso tempo, entrando nella società ordinaria, un uomo cade interamente sotto la sua influenza, e niente dipende da lui; l’ambiente lo influenza e dirige tutto. In un gruppo Kabbalistico, io devo cancellare me stesso ogni secondo davanti all’ambiente.
[114567]

(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.08.2013, Il Libro dello Zohar- Introduzione)

Materiale correlato:

Istruzioni per l’egoismo: Non usarlo
L’inganno delle forze impure

La correzione inizia dal Centro

Baal HaSulam, “Una serva che è erede della sua Padrona”: Complessivamente, i mondi sono considerati interiorità ed esteriorità. E’ come un carico pesantissimo, che nessuno può alzare o spostare da un posto all’altro. Dunque, il consiglio è di dividere il carico in piccole parti e di conseguenza spostarle una alla volta.

Quindi, le correzioni sono eseguite in sequenza, una dopo l’altra. Questo è il modo in cui ci dovremmo relazionare a ciò che succede nel mondo, nella nostra condizione, e tutto deve essere corretto in questo modo.

Ma prima di pensare a correggere il mondo, vale a dire i nostri vasi e desideri esteriori che appartengono all’AHP, ci dobbiamo concentrare ed unire correttamente come dei vasi interiori Galgalta ve Eynaim. Dobbiamo renderci conto nel modo giusto del nostro punto nel cuore comune così che diventi forte e collegato insieme. Tutta la sua forza è legata a quanto è connesso in tutte le sue parti. Queste parti prendono varie forme, ed il nostro compito è di unirle. Questo è il gruppo ed il sostegno reciproco che dobbiamo raggiungere.

Per quanto possiamo, riveliamo dei cerchi esterni intorno a noi stessi, di cui dovremmo prenderci cura. E dovremmo continuare fino a quando non includiamo, “copriamo,” l’intera realtà del desiderio. In questo modo il nostro lavoro è diviso in due parti:

1. L’unione del Gruppo.
2. L’unificazione del nostro mondo.

[114671]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.08.2013, Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

La correzione inizia con coloro che si sono risvegliati
Responsabili dell’umanità

Penetrare il nuovo mondo attraverso la cruna di un ago

Baal HaSulam, Lettera 17: Poiché la via della verità è una linea molto sottile nella quale una persona cammina fino a quando arriva al palazzo del Re.

Uno che comincia a camminare all’inizio della linea necessita di una grande cura in modo da non deviarsi a destra o sinistra della linea, neanche di un soffio. Questo è così perché, se in un primo momento si devia anche soltanto di un soffio, anche se poi si continua completamente diritti, è certo che non sarà più in grado di arrivare al palazzo del Re, in quanto non sta percorrendo la vera linea.

Non è chiaro come si possa mantenere la giusta direzione se la persona ha deviato una volta da essa. Quindi questo è un avvertimento serio. Come faccio a sapere che non ho mai sbagliato prima? È possibile scegliere correttamente se ora sono ad un certo punto, dopo aver fatto un errore? Posso trovare la giusta direzione e avanzare se mi trovo nel punto sbagliato?

È una situazione molto incerta e spaventosa. Come tutti voi, ho fatto molti giri in tutta la mia vita. Sono stato confuso e ho preso la direzione sbagliata. Così in che modo posso trovare la direzione giusta dopo tutto questo? Anche se la trovo, correggerà tutte le miei corruzioni precedenti?

Queste domande rendono il nostro stato molto incerto. Come posso avanzare se non so per certo che ho seguito la strada giusta? Quante volte sono andato nella direzione sbagliata?

Quindi, chi cammina sulla vera linea di preparazione per l’opera di Dio (Israele, la Torà, e il Creatore è uno) deve sempre testare se stesso per vedere se vuole i tre aspetti citati sopra allo stesso modo, come la fine dell’atto è uguale con il suo inizio. Se si vuole uno di loro più del secondo o del terzo, allora uno devia dal sentiero della verità e capisce questo.

Questo è il significato di “Apri per me un’apertura di pentimento, come ad esempio la cruna di un ago, e si apriranno per te cancelli nei quali entreranno carri e carrozze.” Interpretazione: l’apertura non serve ad entrare ed uscire, ma ad inserire il filo per cucire e lavorare.

Allo stesso modo, devi desiderare solo il comandamento del Superiore, per lavorare, e poi aprirò per te una porta, come un ingresso di una sala. Questo è il significato del Nome Esplicito nel verso, “ma in ogni azione (che in ebraico si pronuncia come Sala) io vivo e tutta la terra sarà piena della gloria del Signore.”

Una cruna di un ago significa preoccuparsi di unire Israele, la Torà, e il Creatore in un unico punto. Noi ci preoccupiamo costantemente solo di questo e questo punto diventa più piccolo e più mirato. Per raggiungerlo dobbiamo unire costantemente tutti i 613 attributi, cioè i desideri che si risvegliano in noi e che sono opposti tra loro e presentano condizioni differenti: quelli di Israele, quelli della Torà, e quelli del Creatore. Abbiamo bisogno di unire tutto questo in un tutt’uno, nell’unione.

Se riusciamo a portare tutti ad una tale unione, significa che raccoglieremo tutto in un unico punto in una cruna di un ago. Quando ci concentriamo su un punto attraverso uno strumento ottico, possiamo vedere in esso un’apertura che porta ad un nuovo mondo.
[112981]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.07.2013, Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Ascesa dal Punto Zero
L’inizio della correzione nelle tre linee

Domande dopo il Congresso, Parte 5

Domanda: Quando “siamo colpiti alla testa” e spegniamo tutti i nostri sentimenti, emozioni e pensieri, dove possiamo trovare un punto d’appoggio? Da dove cominciamo la nostra ascesa?

Risposta: Impegnandoci in azioni meccaniche.

Domanda: Diciamo che uno ha paura che il proprio desiderio raggiunga il Machsom e che “si avvera;” allora non ci sarà nulla da aspirare. Può per favore spiegare questa situazione e dire cosa fare?

Risposta: Vuol dire che uno non ha desiderio di dazione.

Domanda: Può rallentare il nostro ingresso nella spiritualità ?

Risposta: Si.

Domanda: Ci può spiegare per favore perché abbiamo bisogno di una famiglia per avanzare spiritualmente? Qual’è la differenza tra uomini e donne sposati e single? Se tutte le mie azioni reali stanno compiendo sforzi per unirmi con il gruppo e la cura di esso (e credo davvero in esso), allora perché ho bisogno di trovare la mia seconda metà nella spiritualità e formare una famiglia?

Risposta: In questo mondo, dovremmo corrispondere al mondo superiore. Ecco perché si dovrebbe avere una famiglia, se è possibile. Con questo, affrettiamo il nostro percorso spirituale,  non lo rallentiamo.
[113013]

Materiale correlato:

Domande dopo il congresso, Parte 4
Domande dopo il congresso, Parte 3
Domande dopo il congresso, Parte 2

Spalancate le porte a tutti!

Domanda: Lei dice che è il momento di togliere tutte le limitazioni per i nuovi studenti, e se una persona vuole venire alla lezione non dovremmo proibirlo. Fino ad ora consentivamo alla persona di unirsi gradualmente al gruppo, al metodo.

Risposta: Vorrei permettere alle persone di unirsi a diversi eventi liberamente. Questo perché dobbiamo pensare a come attirare la gente. Questo consente alle persone di partecipare a diversi eventi per poi unirsi al gruppo e partecipare a tutte le attività insieme a tutti gli altri.

Il Maaser (la decima) è un affare molto serio. Quando ogni mese la persona paga, dentro di sé avviene una lotta interiore nella quale deve decidere se farlo oppure no.

Baal HaSulam usava addebitare soldi ad ogni lezione. Sappiamo che non è un problema pagare qualcosa una sola volta: “Dimmi quanto dovrei pagare per un anno intero e pagherò, e non voglio più sentirne parlare”. Ma questo non è quello che dovremmo fare. Ognuno di noi dovrebbe pagare una volta al mese quando arriva il suo stipendio in quanto egli deve “strappare” se stesso da se stesso. Questo è molto difficile e complicato.

Così tu dovresti capire questi amici. Vorrei permettere loro di unirsi al gruppo e sentirlo molto da vicino. Non vorrei nascondere nulla da loro. Credo che dovremmo essere completamente aperti, e solo quando vediamo che questi amici vogliono studiare seriamente seguiranno un certo corso se non l’hanno già fatto. Forse hanno appena finito un corso e sono cresciuti un po’ più deboli ora.

Da ora vorrei farli partecipare a tutte le lezioni e a tutti i congressi senza precondizioni, noi – la massa principale, centrale – abbiamo raggiunto un punto che avrebbe dovuto essere raggiunto al congresso. Ora siamo in grado di consentire a coloro che attiriamo attraverso l’educazione integrale di essere intorno a noi, anche coloro che non appartengono ad essa.
[113578]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente“)

Materiale correlato:

Relazionarsi verso ognuno con calore
Nuovi orizzonti per l’integralità

Il centro oscuro dell’universo infinito

Baal HaSulam, Shamati # 127: “La differenza tra Kernel, Essenza, e Abbondanza Aggiuntiva”: … Malchut non ha più di un punto, un punto oscuro che non contiene del bianco.

E se si accetta questo punto come il nucleo e non come qualcosa di superfluo di cui ci si vuole sbarazzare, ma per di più, lo si accetta come ornamento, questo viene chiamato “una bella dimora nel proprio cuore”. Questo avviene perché egli non condanna questa servitù, ma la rende indispensabile per lui. Questo viene chiamato “sollevare la Divinità dalla polvere”. E quando uno sostiene le basi come un qualcosa di essenziale, non può mai cadere dal proprio grado, poiché non vi è alcuna deviazione nell’essenza.

E quando uno prende su di sé un punto oscuro per lavorare, dove anche nella più grande oscurità del mondo, la Sacra Divinità dice: “non c’è posto per nascondersi da voi”. Quindi, “Sono legato con un nodo a Lui”, “e questo non sarà mai sciolto”. A causa di ciò, non si ha una pausa dalla Dvekut (adesione).

Se alla persona si rivela un punto oscuro, che è chiamato il punto nel cuore, allora non le si rivela niente’altro. Il resto si basa sul suo auto-annullamento relativo a questo punto oscuro. Per la persona comincia a splendere una piccola luce, che gioca con lui intorno a questo punto, che viene sentito come la sete di aderire al superiore.

La luce arriva a intermittenza, provocando nella persona alti e bassi che, lavorando su di lui, formano varie qualità in lui da destra e sinistra. Dopo qualche tempo, sente che questo punto è molto importante, che è necessario aggrapparsi a lui, e questo significa auto-annullamento.

Dopo tutto, tutto l’avanzamento spirituale si basa sul fatto che la persona rifiuta il mondo intero che la Luce sta attirando per lui ora, da quello spazio nel suo desiderio di godere che si rivela a lui come le immagini di questo mondo in cui apparentemente vive. È come un sogno, ma appare come vita a causa delle immagini che compaiono nella sua mente.

Poi, comincia a capire che il processo che ha bisogno di attraversare è di fede al di sopra della ragione, cioè, nella dazione al di sopra della ricezione, della ragione, della comprensione, quando l’adesione viene valutata superiore ad ogni altra cosa. Poi, inizia a lavorare metodicamente, passo dopo passo, costruendo se stesso, sulla base di questo punto, del suo mondo spirituale al di sopra di tutte le condizioni che il Creatore stabilisce per lui.

Questo mondo è costruito dallo stesso spazio in cui, precedentemente, lui o gli altri erano i padroni, e ora egli rivela che solo una forza superiore, con la quale è in comunicazione reciproca, regna in quella zona. Il Creatore lavora per tutto il tempo su di lui, inviandogli diversi problemi, difficoltà, ma la persona comincia a capire che solo attribuendo questo al Creatore, oltre cui non esiste nessun altro, e che Egli invia tutti questi problemi apposta affinché la persona Gli presti attenzione. Solo in questo modo si può trasformare tutti i cattivi eventi in buoni, le tenebre in luce.

Tuttavia, è sotto la condizione in cui la persona capisce ed è grata per tutto ciò che accade. Anche lui, lui stesso, sta aspettando il buio prima dell’alba in modo da trasformarla in luce, attribuendola al Creatore, che ha organizzato apposta per dare alla persona la possibilità di superare i suoi sentimenti e giustificare il Creatore, ringraziandolo per tutti gli esercizi. Solo allora potranno diventare compagni, e la persona aderirà al Creatore.

Quindi, il punto oscuro diventa il centro dell’universo. L’universo, le prime nove Sefirot in relazione al punto di Malchut, è lo spazio stesso che la persona ha dato al Creatore di sua iniziativa, in virtù del suo amore. Così, ha costruito il centro dell’universo infinito a partire dal punto nel cuore che si è rivelato in lui all’inizio del suo cammino.
[113555]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.07.2013)

Materiale correlato:

La connessione è l’inizio di tutto
Vedere l’unicità del Creatore

Tempo inadatto, luogo inadatto

Domanda: Ci potresti dire riguardo al tuo primo incontro con la Luce e la tua esperienza nell’ uscire da te stesso. Per favore dimmi che chiarimenti e pensieri hai avuto quel giorno.

Risposta: E’ sucesso quando guidavo, stavo andando a una lezione dal mio maestro. E’ stato sotto la pioggia battente, un muro di pioggia. A metà strada, la mia macchina si è rotta.

Erano le due del mattino in un posto desolato in giro non c’ era nessuno. Chi sarebbe uscito con quel tempo? Mi sono fermato. Non c’èra niente che potevo fare. Sono uscito della macchina, ho aperto il cofano, ma è stato peggio. La pioggia aveva allagato il motore, e il carburatore si era incrinato. Maldicevo me stesso e il mondo intero. Sono tornato in macchina, e tutto ad un tratto sopra a tutta questa disperazione ho sentito il Creatore.

Seriamente!Non sto scherzando. E’ una storia vera. Certamente, prima e dopo tale situazione ho sperimentato varie sensazioni come tutti voi fate. Perchè vi dico questo esempio? E’ perchè questo tipo di incontro di solito accade in un momento in un tempo totalmente inadatto e sembra che non è legato alla nostra condizione interna.

Passiamo attraverso un processo di accumulazione che dura per un periodo piuttosto lungo a seconda della nostra ispirazione, uno stato precedente, e numerose altre condizioni; allora traspare in noi. Come regola, avviene senza alcuna commozione esterna. Per questo, non dobbiamo meditare nè dobbiamo avere alcuna sensazione specifica.

Quando si suppone accada, arriverà. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare sistematicamente.
[112350]

(Dal Congresso di San Pietroburgo del 12.07.2013, Lezione 1)

Materiale correlato:

Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re
Prepararsi ad incontrare la Luce

Un laboratorio per correggere l’ego umano

Quando parliamo della Luce che si avvicina, la caratteristica di dazione e amore, si solleva la questione di come possiamo trovare questo, come possiamo sapere di cosa si tratta?

Davanti a noi c’è un laboratorio molto semplice, noi stessi, recisi uno dall’altro dal nostro ego e nella stessa situazione di come la Luce sta rispetto alla sostanza, cioè in opposizione. Se voglio capire come relazionarmi alla Luce, è mia responsabilità’ capire come avvicinarmi ad ogni persona, agli altri, ed evidentemente esiste lo stesso rapporto fra le persone come tra noi e la Luce.

Allora, se chiedo come posso avvicinare la Luce prima che mi spinga con l’aiuto di un bastone, devo mantenere la condizione della Torà, “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Nient’altro è richiesto.

Ci sono tante persone vicino a me con le quali posso provare a sistemare rapporti come questi, e forse posso anche trovare persone che mi capiscono in modo da poterci aiutare a vicenda. Noi possiamo ottenere l’aiuto reciproco fra noi. Siamo in grado di suggerire a vicenda come potersi avvicinare nonostante l’ego che esiste fra noi. Così impariamo.

Nella misura in cui vogliamo avvicinarci l’ un l’altro, si giocherà ad essere buono, simpatico, ad essere in dazione, e amorevole. Ci avviciniamo alla Luce. Attraverso quest’approccio attraiamo molta altra Sua attenzione verso noi stessi.

L’incremento del flusso della Luce mi cambierà, ma non negativamente. Essa non risveglierà più nuovi desideri egoistici in me. Piuttosto, cambierà le mie caratteristiche. Le giuste intenzioni appariranno in me. E’ chiaro che sto giocando con le intenzioni di dazione e amore per un altro, che in realtà non ho. Comunque, provo a fare questo meccanicamente come se mi sto avvicinando alla Luce, che comincia a influenzarmi, inizia a risvegliare l’intenzione giusta in me. Questo succede, gradualmente.

Come la Luce compie qualche tipo di cambiamento positivo, avanzerò; allo stesso tempo, risveglia caratteristiche negative in me, ciò significa che scoprirò parti addizionali con le quali devo lavorare.

In ultima analisi, diventerà chiaro che sto prendendo la responsabilità’ del mio sviluppo personale nelle mie mani, non sono lasciato completamente privo di struttura, ciecamente controllato dalla natura. Invece, io controllo il mio avanzamento.

Malgrado questo, devo capire che tutto dipende dall’ambiente che scelgo, dai miei tentativi a connettermi con i miei amici nel lavoro spirituale, nella costruzione di un laboratorio di noi stessi per correggere insieme la natura umana. Tutte le condizioni, tutte le regole, che impariamo nella saggezza della Kabbalah sono derivate da questo. In linea di principio, questo è tutto il nostro metodo.

E’ chiaro che ci sono tante condizioni e addizioni varie: come possiamo cambiare noi stessi, come siamo in grado d’ispirare un amico per influenzarci positivamente e portarci avanti, che cosa si può fare per influenzarlo di più, e come possiamo aiutarci l’un l’altro a salire sopra la nostra natura.

Tutto il nostro approccio è il metodo di brama per la Luce. Non abbiamo bisogno di aspettare invano che la Luce abbia effetto su di noi, obbligandoci a fare qualcosa tramite le sue influenze negative.

Allora, si organizzano gruppi e studenti, e proviamo a organizzare grandi congressi con specifiche preparazioni dove sia molto importante capire che tutto dipende da me, da noi, dalla somma delle nostre intenzioni. Tutto dipende da tutti, uomini e donne che sono nell’ apprendimento già da qualche tempo e da coloro che sono arrivati da poco ma che già hanno delle comprensioni chiare in loro, che hanno più o meno cristallizzato, in modo che l’intenzione giusta porterà la nostra essenza più vicino alla forza maggiore.

Così, dal nostro desiderio, avanziamo velocemente a uno stato dove cominceremo a sentire la Luce che ci influenza; perché se io la desidero, allora sono il primo e lei è la seconda, e così dal grado di avanzamento verso di Lei, io sentirò la Sua influenza su di me e comincerò a scoprirla. Questo è il modo in cui lavoriamo.

Assieme a questo, la realtà è cambiata. Comincio a scoprire la forza della natura in natura –come agisce dentro una sostanza dell’inanimato, vegetale e animale dentro di noi e come si collega tutto questo in un complesso, intero globale– e poi comincio a capire l’essenza di ciò. Le masse di esseri umani e di tutto ciò che esiste sono permeati da un unico potere all’interno di una rete di forze, questo mi è rivelato secondo la mia intenzione.

Pertanto, siamo riuniti qui per provare a lavorare seriamente fra noi con un’intenzione, uno scopo, che è quello di sentire la connessione fra noi, questa rete di forze che passa tramite l’intero universo, una rete che gestisce e da vita a tutto ciò che esiste, e quando si comincia a scoprirla, inizieremo a rivelare le sue leggi, le vere leggi naturali di tutta la creazione. Cominciamo a impararle.

Questo ci aiuta a rinforzare le nostre intenzioni ancora di più, per capire meglio la natura della Luce, la potenza superiore della natura. Possiamo perfezionare i rapporti fra noi e i nostri rapporti con la natura, con La Luce, ancora di più. Vedremo che i rapporti fra noi, quali desideri, capacità e caratteristiche sono più utili ed ottimali.

In questa maniera, cominceremo a scegliere nuovi modi per noi stessi: come dare, come manovrare all’interno delle nostre caratteristiche egoistiche, come cambiarle gradualmente, cominciando da una caratteristica, e a seguire cambiando il resto con l’aiuto delle peculiarità che abbiamo corretto precedentemente, e così via. Questo per dire, cominciamo a imparare una psicologia interiore, personale e profonda.

L’integrazione interna della persona, dopo che lui comincia a sentire tutte queste caratteristiche dentro di sé e come può controllarle, sarà scoperta fra noi sempre più. E più importante, ci sentiremo l’un l’altro più chiaramente, e improvvisamente sentiremo come siamo tutti incollati in una rete unica. La cooperazione in questo modo fra noi sarà così forte che, con l’intenzione giusta dentro di noi, connetteremo tutta la nostra materia, che assorbirà e sarà riempita con le caratteristiche di dazione e amore, con le caratteristiche della Luce, nell’unica rassomiglianza ad Adam (l’Uomo).

Questo è il nostro scopo prioritario, e lo scopo minimo è di cominciare ad agire in questo modo fra noi, per assomigliare alla Luce quanto più possibile con tutto il potere a nostra disposizione. Questo è abbastanza. Se noi realizziamo questo scopo, sia quantitativamente che qualitativamente, con quello che abbiamo accumulato dentro di noi, anche per un breve momento, se siamo in grado di scoprire un po’ della nostra equivalenza della forma con la Luce, allora La scopriremo dentro di noi.

Esiste solo una precisa legge della fisica qui, la legge dell’equivalenza della forma. Questo è lo stato che tutti noi vogliamo raggiungere dopo il congresso. Spero che ci riusciremo. Tutto dipende da ciascuno dei partecipanti, coloro che sono qui oggi e quelli che arriveranno domani, e inizierà il nostro congresso insieme.

Abbiamo trovato adesso un posto speciale. In questa città, hanno provato spesso a fare connessioni varie, rivoluzioni, e cambiamenti durante il corso della storia umana, e penso che ora tutto dipende da noi. Vogliamo fare una rivoluzione interna dentro di noi, per diventare dispensatori, amatori, come le religioni e le leggi della natura ci hanno richiesto e che in sostanza sono la stessa cosa.

Mi auguro che ognuno si relazionerà in modo responsabile al compito che sta davanti a noi, e lo faremo.
[112156]

(Dalla Lezione Preparatoria del Congresso a San Pietroburgo 11.07.2013)

Materiale correlato:

Congressi: Un nuovo livello
L’obbligo di illuminare tutta la Creazione