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Voglio continuare!

E’ impossibile controllare e giudicare i nostri stati secondo i nostri sentimenti. Una donna incinta a volte può sentirsi male, ma vuole abortire? Al contrario, lei vuole continuare! L’obiettivo è di essere una madre, di avere un bambino e di tenere quel bambino fra le sue braccia, è quello che compensa e giustifica tutto il dolore e lo sconforto che lei sente.

Il corpo soffre; per l’intero periodo della gravidanza e la nascita non è facile e può essere anche tragico, pericoloso e critico. Se un alieno dallo spazio esterno, che non sa nulla della vita sulla terra, potesse vedere ciò, si scandalizzerebbe dalla tortura subìta dalla povera donna, ma noi siamo felici e lietissimi durante tutto questo processo della gravidanza e la nascita di un bambino.

Stiamo andando verso la nascita di un nuovo livello, che cosa ci manca in modo da essere felici in ogni stato? Dobbiamo vedere “Tu vuoi preparare un tavolo davanti a me alla presenza dei miei avversari” come scritto nei Salmi 23: “I miei nemici” che sono dentro di me in modo che possano vedere. Io non voglio rassicurarli con questo e vice versa, piuttosto stuzzicarli e lodare l’obiettivo.

Se non sentite una maggiore impressione rispetto a quanto sentivate ieri, significa che vi manca il supporto del gruppo. L’intero gruppo non ha la forza dell’unità in modo da potenziare ogni individuo e tutti insieme, al fine di sopravvivere allo stato attuale.
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(Dalla prima parte della Lezione  quotidiana di Kabbalah del 31.12.2013 dalla Preparazione per il Congresso)

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Tra due autorità

Ci potrebbe essere una condizione in cui una persona rimane dentro il gruppo fisicamente, va alle lezioni, partecipa ad ogni genere di attività ed eventi, ma di fatto ha già lasciato il percorso ed il suo cuore si trova in un altro posto…

Domanda: Com’è possibile fare attenzione e stare in guardia in una situazione del genere?

Risposta: Solamente attraverso l’umiltà ed abbassando la testa. L’ego brucia in tutti, e perciò la mia prima azione è l’annullamento verso il maestro, le lezioni, ed il gruppo. Prima di tutto, io non sono affatto la persona più saggia tra tutti gli studenti; è invece l’opposto, voglio che siano loro a stabilire il mio modo di vivere. Per cui, se faccio le cose così da solo, realizzerò esattamente la volontà del mio ego. E allora non sarò più nel gruppo. Nel momento in cui abbandono il “treno”, mi ritrovo immediatamente sotto il dominio dell’amore per me stesso.

In generale, si hanno solamente due “autorità”: il gruppo, che comprende il Rav, gli amici, i libri, ed il Creatore, che compongono un’entità completa; io ed il mondo.

Domanda: Io mi posso “sottomettere” esternamente? Ma come ci si sottomette internamente? Cosa ci faccio con i miei pensieri e le mie emozioni? Può una persona sottomettersi al gruppo?

Risposta: Ci sono due “valori”: Da una parte, il gruppo che attira l’ Ohr Makif (la Luce Circostante), e dall’altra parte, l’ego ed il mondo esterno. Quindi, cos’è più importante per me?

Certamente non mi posso garantire da solo il mio domani, ma se vengono usate tutte le possibilità che si trovano nella mia autorità, allora posso far pendere la bilancia dalla parte giusta. Non c’è altro modo.

Domanda: Se vedo che il mio gruppo non equipara sufficientemente lo spirito di Bnei Bruch, come mi posso sottomettere agli amici?

Risposta: Prova a “sottomettere te stesso a loro” tranne che in ciò che devi aggiungere a loro.

I genitori si soggiogano rispetto ai loro figli, non perché iniziano ad ascoltare le loro opinioni. Invece, la loro sottomissione deriva dall’attenzione e dalle premure che hanno per loro. Una mamma dà al suo bambino ciò di cui ha bisogno e non ciò che vuole. Il bambino può urlare: “Dammelo!” ma lei non glielo darà, ed in questo modo, da parte sua, lo sta servendo fedelmente.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Dall’altra parte dello schermo

Domanda: Molte persone guardano i nostri programmi in TV, ma non ci hanno mai contattato e non hanno mai partecipato ad un congresso. Dovrebbero farlo? Forse per loro ciò che sperimentano guardano i nostri programmi è sufficiente.

Risposta: Ogni giorno ricevo molte mail con queste domande. Ci sono centinaia di migliaia di persone in Israele e in tutto il mondo che guardano le nostre trasmissioni in TV o su Internet. Da cosa differisce questo tipo di partecipazione dalla partecipazione fisica?

Potete giudicare dagli ultimi eventi: un gruppo di amici si è riunito e ha deciso che bisogna sviluppare il nuovo metodo di educazione. Come risultato, hanno scavato nel processo educativo e davanti a loro si sono aperti nuovi orizzonti. Alla fine erano entusiasti del potenziale che hanno trovato nella saggezza della Kabbalah poiché l’educazione è l’essenza di cambiare una persona.

La natura inanimata, vegetale, e animata si è sviluppata per secoli. Ma qui stiamo parlando di cambiamenti molto rapidi e significativi, il passaggio dal livello animato al livello umano.

Rispetto alla precedente forma di evoluzione, questi due livelli vengono uno dopo l’altro nell’ordine opposto dell’evoluzione. Questa opposizione è stata realizzata dalla Luce che Riforma, ed è possibile quando le persone si connettono, se sono insieme, se si toccano l’una con l’altra, se sono in un cerchio e respirano la stessa aria, altrimenti non funzionerà.

Quindi mi rivolgo a tutti coloro che sono abituati a guardarci su uno schermo e soprattutto su uno schermo TV. Secondo i dati riscontrati dalle società via cavo, ci sono centinaia di migliaia di queste persone in Israele. Voi siete i nostri telespettatori fedeli, voi siete quelli che spendono un sacco di tempo a guardare i nostri programmi. Vi consiglio vivamente di non perdere questa occasione. È possibile attraversare un intero livello con un salto, come è detto: “Una persona che raggiunge il suo mondo in un’ora”. Venite al congresso a febbraio e sarete in grado di sentire e scoprire ciò che avete percepito per un bel po’di tempo, ma che ancora non avete sentito e compreso. Sarà veramente qualcosa di nuovo, una rivelazione di un mondo intero. È un peccato perdere questa opportunità.

Mi rivolgo a voi come uno che capisce ciò che può essere acquisito nei due o tre giorni che trascorrerete con noi. Speriamo che voi, gli spettatori del canale 66, sarete anche con noi a Tel Aviv dal 5 al 7 febbraio 2014, insieme alle migliaia di persone che verranno da tutto il mondo.

Mi rivolgo anche ai nostri amici in tutto il mondo, naturalmente. Affrettatevi a comprare un biglietto e venire. È inoltre possibile partecipare al congresso di Arava, al congresso di educazione e al congresso sullo Zohar. Vi aspettiamo. La preparazione è già iniziata e noi la sosterremo e indubbiamente realizzeremo tutto ciò che abbiamo ascoltato. In realtà sta accadendo ora. Speriamo possa accadere per tutti.
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(Dalla seconda pate della Lezione qotidiana di Kabbalah del 30.12.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Un pranzo d’affari

Noi non sappiamo che cosa sia la dazione perché la nostra natura è il desiderio di ricevere. Ma con l’aiuto di particolari attività, è possibile risvegliare dentro di noi il desiderio di dare, che si trova in noi, ma è nascosto. Per questo, devo connettermi con il gruppo e seguire i consigli dei Kabbalisti, ossia, le persone che hanno già attraversato questo cammino con successo.

Pertanto, stiamo costruendo un gruppo come questo, connesso intorno all’idea di scoprire la caratteristica di dazione in aggiunta alla caratteristica naturale di ricevere che ci domina. Ciascuno si annulla di fronte alla grandezza della meta che dobbiamo raggiungere. E se tutti insieme cerchiamo di scoprire la caratteristica della dazione che è latente in noi, allora questo accadrà. Attraverso i nostri sforzi, scopriamo questa caratteristica dall’occultamento, lo risvegliamo dentro di noi, e lo obblighiamo a rivelarsi.

Per avere successo, abbiamo bisogno solo della giusta mancanza, desideri che sono diretti verso la scoperta della caratteristica di dazione tra noi. Non può essere scoperta all’interno di una sola persona, perché si tratta di dare a qualcuno. Anche la ricezione su un livello leggermente superiore del semplice riempimento bestiale avviene relazionandosi con un’altra persona da cui vogliamo ricevere e godere. Ma quando si parla di dazione, allora questa è scoperta solo tra noi, pertanto, non può essere rivelata a una sola persona.

Il lavoro comune al fine di scoprire la dazione tra noi è chiamato l’organizzazione di un gruppo di Kabbalisti. In particolare, il nostro gruppo si chiama Bnei Baruch perché seguiamo il metodo del mio maestro Baruch Ashlag che ha scritto articoli unici sulle regole generali di costruzione di un gruppo di Kabbalisti. Il gruppo è un mezzo per la scoperta della caratteristica della dazione.

Quando si raggiunge una forte carenza di questa caratteristica e la scopriamo, allora cominciamo a capire che appartiene alla forza superiore che si trova al di sopra della forza di ricezione che è sempre stata in noi. Vediamo che la nuova forza che si rivela per noi è la prima forza in realtà che controlla e determina in contrasto con la seconda forza, la forza della ricezione.

Più correttamente, non solo controlla, anzi, ha creato il desiderio di piacere a noi e quindi la chiamiamo “il Creatore”. Quando la scopriamo, noi lo chiamiamo con vari nomi: la divinità, il Compassionevole, il Misericordioso, il paziente, il gentile, il generoso, e così via. “Dalle tue azioni ti conosceremo”; noi chiariamo come avvengono i vari cambiamenti dentro di noi e in accordo con questo diamo nomi diversi. Questa è chiamata la “rivelazione del Creatore alle creature”.

Vediamo che veniamo costantemente cambiati grazie alle nostre scoperte, cioè, questa forza ci “crea” di nuovo tutto il tempo. Ci sentiamo come un computer a cui viene sempre aggiornato il software e così esso diventa sempre più intelligente, sensibile, e scopre sempre più dati. Scopriamo che questa forza agisce sempre per il nostro bene, sia nel presente che in tutti gli eventi che sono già accaduti. Fin dall’inizio della creazione che è passata attraverso vari stati chiamati “incarnazioni “.

Ogni realizzazione di una Reshimo che viene cambiata ogni momento viene chiamata “incarnazione”. Alla fine scopriamo che tutte le incarnazioni però che abbiamo passato erano per il nostro bene, e quindi decidiamo che la forza della dazione è la forza del Creatore buono e benefattore.

La cosa principale è raggiungere la giusta mancanza, un bisogno ardente di scoprire questa forza. Al livello della sofferenza, a causa della mancanza di scoperta, acquisiamo la disponibilità ad accettare il controllo della forza superiore. Dobbiamo accumulare il necessario livello di energia chiamato “Seah” per saltare ogni volta ad un nuovo livello e scoprire la forza della dazione.

È come in un ristorante, dove ogni piatto ha un certo prezzo. Fino a che non pago per intero, non ricevo nulla. Questo è esattamente ciò che accade con le “porzioni” di scoperta spirituale che sono composte da “dieci Sefirot“. Ogni porzione contiene dieci Sefirot, non meno e non più, come un “pranzo d’affari” che include tutto, a partire dall’insalata fino al dolce al termine del pasto. E tocca a noi scoprire la mancanza, l’ “appetito” per tutte e dieci le Sefirot. Questo è chiamato “Seah“.

La mancanza dipende solo dal gruppo. Se lavoriamo bene, ognuno per il gruppo e il gruppo per ognuno, allora raggiungeremo facilmente la mancanza richiesta. Tutto dipende da noi, non ci sono trucchi. I Kabbalisti hanno scritto una moltitudine di articoli su questo per noi, hanno lasciato una moltitudine di materiale che spiega come aumentare il nostro desiderio per la scoperta della Luce, la forza della dazione, cioè, risvegliare in noi l’appetito per la spiritualità.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.11.2013, Scritti di Rabash)

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Dove è la porta?

Baal HaSulam, Lettera 26: È scritto: “Una campana d’oro e un melograno tutto intorno ai bordi della veste. …E il suo suono viene sentito quando egli entra nel luogo santo”.

Queste sono le fasi di avvicinamento al livello del grande Cohen (Sommo Sacerdote). Il sommo sacerdote è una persona che si trova in uno stato di dazione assoluta, e che non ha nulla di suo e tutto ciò che ha è solo allo scopo di entrare nella Santità. Per entrare nella Santità, deve diventare un vaso sacro, il che significa un vaso corretto, santificando così il suo desiderio di ricevere come che egli non ha nulla per se stesso e tutto è allo scopo di dare.

L’”Efod” (La Veste del Sommo Sacerdote) deriva dalle parole “Ei Po Delet” (dove si trova la porta), dato che il Delet (porta) è il luogo dell’apertura, quando è chiuso.

Nel nostro mondo puoi vedere una porta chiusa e quando la apri è possibile entrare in un’altra stanza, il prossimo nuovo stato. Ma nella spiritualità è diverso. Lì l’apertura, ossia la porta, e la persona diventano una cosa sola. Questo avviene perché tutto si trova dentro di me, perché nel momento in cui io cambio, scopro immediatamente la porta. La porta scompare subito e diventa un’apertura, il mio ingresso.

Non vedo tutto ciò che si trova all’esterno. Nel momento in cui mi avvicino al livello successivo, secondo i miei attributi, il mio vaso interiore cambia immediatamente e diventa una porta, un’apertura, e un ingresso per il successivo nuovo stato.

In corporeità, si può vedere la porta proprio come si può vedere l’apertura. Ma nella spiritualità, si vede solo l’apertura. Ma non si può vedere l’apertura se non con fede completa e pura.

Questo significa che una persona raggiunge la dazione. Se una persona corregge i desideri che si rivelano in lui in dazione, allora tu vedi la porta, e in quel momento si trasforma in un’apertura, perché Lui è uno e il suo nome è “Uno”. Il mio vaso e tutte le condizioni necessarie, tra cui la Luce e il livello successivo si uniscono e diventano un tutt’uno, perché Egli è Uno e il Suo nome è “Uno”.

È tutto molto semplice. Nel momento in cui il nostro vaso assomiglia alla Luce o al prossimo livello, il che significa che io divento come il livello superiore, significa che mi avvicino alla porta, all’apertura, all’ingresso del livello successivo. Allora Lui e il Suo nome diventano uno per me.

Egli è la Luce e il Suo nome è il vaso. Quando il vaso è uguale alla Luce nei suoi attributi, diventano uno. Così come mi avvicino all’attributo superiore ed entro, significa che “giungo alla Santità”. Divento il sommo sacerdote, il discernimento nell’anima che si libera del desiderio di ricevere per ricevere ed entra nello stato completo per ricevere in completa fede. Questo ingresso è possibile solo se vediamo le cose in completa fede. Fede completa significa che la mia Luce di Hassadim, che il mio desiderio di dare, è così grande che io lavoro non solo in GE, in dazione, ma anche in AHP, nel desiderio di ricevere.

Se io mi trovo solo nei desideri di GE, significa dare allo scopo di dare, e questo si chiama fede. Se io lavoro anche con l’AHP, con i vasi in cui ricevo anche allo scopo di dare, il che significa che io uso il mio ego per il bene degli altri, questo si chiama fede completa. La fede è Bina, il vaso di dazione. Questa fede passa dalla semplice fede, da “non fare al tuo amico ciò che ti è odioso” in “Ama il tuo amico come te stesso”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Basta con l’autoflagellazione!

Domanda: Le persone che arrivano nel gruppo non solo possiedono potenzialità diverse, ma hanno anche problemi con un diverso tipo di desiderio: qualcuno non ha ancora finito con il suo lavoro sui desideri di natura fisica e per qualcun altro il compito più essenziale è una lotta, per esempio, con la sua brama di potere.

Risposta: Nessuno è alle prese con qualche cosa. Per una persona che sta imparando il metodo integrale non c’è lotta con se stesso, con consumare se stesso, con l’auto-flagellazione e anche con l’auto-esame. Non c’è nulla in lui da chiarire, perché questo è ego assoluto. E’ preferibile non aprire il “vaso di Pandora” e non esaminarlo.

L’unica cosa che viene richiesta è uscire da se stessi in tutti gli altri, per creare il centro del gruppo in modo che possa esistere un solo se stesso senza dipendere dagli altri. Io lo chiamo una “sfera di lamponi“, che inizia a brillare tra tutti come risultato dei nostri impulsi altruistici.
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(Da Kab.TV “Un Mondo Integrale” 26.10.2013)

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Una porta, un’apertura, un ingresso

Una porta, un’apertura, un ingresso appaiono all’improvviso nella spiritualità. Quindi, non aspettatevi di vedere una porta in lontananza, poi di avvicinarvi e di aprirla. Quando vedrete una porta, si aprirà immediatamente! Questa è la legge, e di conseguenza, se è osservata, accadrà.

E’ solamente se il mio vaso è uguale alla Luce – che accade improvvisamente come l’esodo dall’Egitto, che avvenne di fretta – che vedrò all’improvviso una porta che immediatamente diventerà un’apertura, ed entrerò.

Possiamo compiere una tale azione in completa fede, che significa che se metto sul mio vaso un Masach (schermo) “al fine di donare”, e divento uguale al livello superiore.

Baal HaSulam, Lettera 26: Questo potere, per ascoltare la parola dei saggi in questa realtà in Dalet, è chiamato “fede”…

L’uomo che vuole avvicinarsi all’apertura deve lavorare secondo la fede dei saggi. Nella misura in cui egli aderisce alla grandezza del suo maestro e del gruppo, nella stessa misura egli riceve forza dal suo impegno e può avvicinarsi a questa porta. Egli non ha alcun potere da sé. E’ così che funziona nel nostro mondo, e alla persona vengono dati un maestro, ed il gruppo, e lo studio, al fine di richiamare la Luce che Corregge, che può portare una persona più vicina all’ingresso, al mondo spirituale.

…è chiamato “fede,” poiché non è stabilito all’improvviso, ma attraverso l’educazione, l’adattamento, e attraverso il lavoro.

Questo è il senso dell’educazione integrale, di modo che, usandola, gli uomini riceveranno la Luce che Corregge che li cambierà. Questa è la differenza tra l’educazione integrale e l’educazione ordinaria che non richiama la Luce che Corregge e non cambia una persona. Perciò, è molto importante che ogni persona, che faccia da guida o maestro dell’educazione integrale e che lavori con il pubblico, sia grandemente connessa con il gruppo e con lo studio e solo allora dovrebbe uscire per la divulgazione.

E’ uguale al tutoraggio di un bambino, che sarebbe come un sasso lasciato lì se non fosse per il tutor che lo solleva. Ecco perché questo lavoro è generalmente chiamato “una tunica”, poiché è come un cappotto, “al di là” dell’umano concezione…

Cioè, al di sopra della mente del bambino.

Nel mondo fisico, ci sono dei bambini che non hanno ancora un pensiero, che sono pronti ad annullarsi davanti agli adulti, in modo che essi si prendano cura di loro. E’ così che funzionano le cose in modo naturale nella fisicità. Se un uomo nascesse già adulto – con una mente sviluppata, con i propri sentimenti e le proprie opinioni – sarebbe impossibile prendersi cura di lui. Solamente quando si annulla come un bambino egli permette agli altri di fare quello che vogliono con lui. Solamente quando abbassa la testa, credendo e sapendo che egli dipende totalmente dall’adulto, l’adulto sarà in grado di fare qualcosa per lui.

Pensate che sia facile per una persona adulta sottomettersi in questo modo? Tuttavia, questo è proprio quello che dobbiamo fare. Dobbiamo prendere un esempio da questo mondo relativo alla fase del concepimento, Ibur, allattamento, Yenika, e pensiero, Mochin. Altrimenti, non sarete in grado di avanzare.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2013, Gli Scritti Baal HaSulam)

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Andare in esilio di propria volontà

Sono pienamente consapevole dall’atteggiamento della gente verso di me. Quando visito altri paesi europei sento l’opposizione interiore antagonistico locale. Cerco di non giustificare il Creatore per non annebbiare questa sensazione di esilio che mi da l’opportunità di lavorare spiritualmente, anzi ne provo piacere.

Dopotutto, vengo da un paese con una società alla quale è stata trasmessa una forte sensazione di antisemitismo. Certo, è stato tutto programmato in questo modo appositamente.

La cosa interessante è che è più evidente e rivelato semplicemente nell’Europa dell’Est che non in Francia, per esempio, dove è sottile ed elegante. Quando le sensazioni negative si rivelano in maniera più semplice, puoi parlarne, discuterne, e disapprovare direttamente l’odio che le persone sentono verso di te, e puoi analizzare questi stati, anche insieme ai tuoi nemici. Mentre nell’Europa Occidentale tutto è velato.

É intrigante, sono sempre contento di sentire questa cosa e cerco spesso di richiamare questi sguardi corrotti per sentire l’atteggiamento negativo verso di me. É essenziale.

Domanda: Che cosa ricavi da questo come Kabbalista?

Risposta: Sappiamo che Rav Zosha e altri Kabbalisti nell’Europa dell’Est, in Russia uscivano in esilio appositamente. Lasciavano i loro villaggi dietro di loro per andare in posti dove vivevano solo persone non ebrei: Russi, Ucraini ecc per poter provare la ripulsione e l’odio, l’atteggiamento negativo gli altri hanno verso di te come persona.

La sensazione di esilio è essenziale per avere bisogno del Creatore, specificamente, dall’opposizione dell’attributo. Non è un indole per la sofferenza ma piuttosto il riconoscimento dello stato in cui sei veramente, ma che forse nascondi da te stesso.
Non dovremo offuscare questi stati. Devi vivere con tutti e sentirli profondamente; quello che sono veramente.
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(“I Segreti del Libro Eterno” 12.08.2013)

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Un canale di Luce

I nostri amici sono parti della nostra anima. Il fatto che abbiamo aderito al gruppo non è casuale: Siamo stati portati al gruppo dall’alto. Dobbiamo renderci conto che è il Creatore che ci ha dato questo particolare gruppo di amici. Egli è Colui che ha “messo le mani” su un buon destino, e ha detto: “Prendilo!” Da ora in poi, tutto quello che dobbiamo fare è rafforzare la nostra connessione e unione con gli altri.

Noi creiamo delle regole di base di unione che comprendono: workshop, pasti comuni, e attività. Ci riuniamo almeno diverse volte alla settimana. In questo modo, noi stabiliamo e estendiamo i fili che ci collegano. Tuttavia, non importa quanto ci sforziamo per migliorare la nostra connessione, non saremo in grado di creare una forza che è abbastanza forte per rivelare la Luce Superiore. Noi semplicemente non raggiungeremo una “tensione” sufficiente per “accenderla”.

Perché funziona così?

Generazioni precedenti di Kabbalisti sono stati integrati in piccoli gruppi, a volte meno di dieci persone. Ecco come hanno rivelato il Creatore tra di loro. Tuttavia, la nostra situazione è molto diversa. Oggi, tutta l’umanità è in uno stato corrotto, l’intero vaso dell’anima comune è andato in frantumi.

Questo spiega perché dobbiamo ricevere molti desideri e bisogni di ogni frammento rotto possibile. Poi dobbiamo “digerirli”, salire insieme a loro al Creatore, e chiedere che Egli ci si riveli. Dovremmo farlo non per il nostro bene (1 %), ma per il pubblico esterno (99/%).

Quindi, dobbiamo essere il canale di guida della Luce in modo che la Luce del Creatore si riveli in noi, per poi tramandarla agli altri.

Per fare questo, prima di tutto, dobbiamo rafforzare noi stessi (1), poi, ci rivolgiamo alle esigenze del pubblico in generale (2), dopo di che, ci appelliamo al Creatore (3). Poi, la Luce e l’abbondanza scenderà dal Creatore a noi (4) e la trasmettiamo in giù (5).

Noi studiamo la Kabbalah, mentre per il pubblico esterno presentiamo l’Educazione Integrale (EI). Di conseguenza, dobbiamo imparare come affrontare il pubblico in generale, in che forma e stile dovremmo presentare i materiali di EI, e quale insieme di termini utilizzare quando si parla con loro.

È detto: “Educare il bambino secondo il suo modo”. In altre parole, educhiamo le persone in modo che possano capire affinché essi saranno attratti da noi e non respinti. E poi, in base a quante persone saranno attirate da noi, saremo in grado di coinvolgere alcune di loro nei gruppi. Dovremmo essere molto gentili con loro in modo da non spaventare coloro che non sono pronti ad unirsi a noi.

I Kabbalisti hanno sempre parlato di lavorare in piccoli gruppi piuttosto che sulla divulgazione di massa progettata per coloro che sono lontani dallo studio della scienza della Kabbalah. Perché fino ad ora, il mondo non aveva mai vissuto una crisi globale e i kabbalisti non hanno dovuto fare questo passo, questo non è stato rivelato in loro. Tuttavia, Baal HaSulam scrisse riguardo “l’ultima generazione” e i problemi contemporanei; pubblicò il quotidiano “La Nazione“, ma tutto questo era solo l’inizio, un “progetto”.

D’altra parte, stiamo assistendo alla crisi, e siamo costretti ad affrontare il mondo intero. Altrimenti, noi non raggiungeremo la spiritualità, noi non sentiremo la necessità di fare appello al Creatore. Dopo tutto, siamo solo Galgalta ve Eynaim (GE), Hafetz Hesed, una parte molto piccola con una “profondità” del desiderio molto bassa, che si limita al livello zero e al primo livello; l’intera umanità rappresenta l’AHP con il secondo, il terzo e il quarto grado.

Quindi, se non riceviamo questo grande “spessore” dei desideri del resto del mondo, non avremo nulla per affrontare il Creatore. Non c’è altra scelta. A differenza delle generazioni precedenti, siamo semplicemente obbligati ad “andare al grande pubblico”, accettare le loro esigenze, e salire al di sopra.

Nei suoi articoliL’Arvut (La Garanzia Reciproca)” e  “Matan Torà (Il Dono della Torà)”, Baal HaSulam scrive che dobbiamo servire il mondo intero come un canale di trasmissione tra il Creatore e le nazioni. Non c’è posto per imparare a farlo, siamo sviluppando costantemente la metodologia chiamata Educazione Integrale. Lo sviluppo è in corso, e di giorno in giorno avanziamo costantemente.
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(Dal Congresso virtuale “One America” 17.11.2013, Lezione 3)

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Siamo tutti dei piccoli artisti

Baal HaSulam,” L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”: Inoltre, anche le cose che immaginiamo di ottenere attraverso la loro essenza, come le rocce e gli alberi, dopo un esame onesto ci ritroviamo con zero raggiungimento nella loro essenza, dal momento che raggiungiamo solo le loro azioni, che si verificano in concomitanza con l’incontro dei sensi con loro.

Percepisco e sento tutto solo come un’impressione, creata nei miei organi sensoriali, non nella forma originale. La verità è al di fuori di me e sconosciuta per me. Percepisco solo qualcosa dentro di me, distinguendo ciò che è stato “rappresentato” nella mia vista, udito, gusto, olfatto e tatto, posso prendere in considerazione qualcosa. Tutti i nomi e i simboli, tutti i fenomeni, e le risposte, tutti i tipi di materia, tutto ciò che accade è dovuto alla percezione nei miei organi sensoriali. L’essenza rimane “dietro le quinte”, sfugge alle sensazioni materiali, si trova al di fuori del quadro del mondo che “tirano” per noi.

Domanda: Come possiamo allora comunicare con gli altri e capirci?

Risposta: Noi possiamo capirci perché ognuno ha un programma simile con un modello simile insito nei nostri organi sensoriali. La loro corrispondenza permette ad una persona di passare le proprie emozioni agli altri, perché loro si trovano nella sua stessa illusione. Ci troviamo tutti ad un certo livello di percezione e questa situazione ci permette di discutere tra di noi.

Sulla base dell’ “immagine” attuale, ammettiamo l’esistenza del nostro mondo, nel quale esiste la natura inanimata, vegetale, e animata, così come le persone che percepiscono la realtà. Di che cosa si tratta, in realtà, noi non lo sappiamo. Forse, si tratta solo di onde come dicono i fisici, o il vuoto quasi primordiale perché la distanza tra le particelle subatomiche è incomparabilmente superiore alla loro dimensione.

Come percepiamo il mondo? In che modo questo influisce su di noi? Come possiamo immaginare cosa sta succedendo? Perché la realtà prende specificamente questa forma nella nostra percezione? Come trattiamo i dati ricevuti? Come li confrontiamo con i risultati precedenti? Come e con l’aiuto di quale codice riusciamo a trasmetterci le informazioni a vicenda? Come la memorizziamo in modo da utilizzare l’esperienza accumulata in seguito e trovare qualcosa, per tracciare un’analogia? Tutti questi sono derivati.

E la cosa più importante è che le persone in questo mondo materiale percepiscono solo un’immagine soggettiva. Se esse fossero fornite di altri organi sensoriali, vedrebbero un mondo diverso. Se il loro programma di percezione venisse cambiato, l’immagine cambierebbe. Oggi abbiamo già inventato dei dispositivi che ci permettono di modificare e aumentare la realtà percepita, di creare illusioni e false immagini.

Inoltre, gli animali, rispetto a noi, percepiscono il mondo in modo completamente diverso. Un cane si orienta in base agli odori, lui non guarda una persona, ma gli odori e questo significa che costruisce un’immagine umana. Egli riconosce un gatto che corre non tanto dagli occhi, ma nel campo dell’odore. Un serpente determina la temperatura degli oggetti a frazioni di gradi, e questo da’ un quadro chiaro.

In generale, è chiaro che tutto ciò che esiste nel mondo è relativo. È relativo anche tra le persone, anche se per natura, non c’è una grande differenza tra noi.

Domanda: In questo caso, come possono i Kabbalisti discutere il mondo spirituale, capendosi reciprocamente?

Risposta: Un Kabbalista è una persona che risiede in un corpo, come te, e che percepisce il mondo attraverso i sensi corporei, come fai tu. Oltre a ciò, possiede una percezione supplementare, in cui egli distingue le forze che controllano il mondo e la sua connessione con loro. C’è una rete di forze davanti a lui, questo è tutto. Ma è davvero tutto.
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