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Il Vaso aperto

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat“, 19.15): “Ogni vaso aperto che non abbia il coperchio ben aderente diventa impuro”.

L’uomo è costituito da piccoli vasi (Kelim) che in realtà sono i nostri desideri, intenzioni e proprietà. Se il vaso dell’uomo non è ancora formato, se non è sostenuto da uno schermo, se l’uomo non usa il vaso dopo la contrazione, se è aperto a qualsiasi azione, vale a dire, se l’uomo non ne ha il controllo, allora è considerato un vaso impuro che non ha un “coperchio”.

Tutti devono percepire e comprendere di quale particolare qualità si tratti, creare lo schermo e tenerlo aderente. Allo stesso tempo, l’uomo deve sapere a quale stato questa proprietà appartenga e quando può essere usata per favorire il proprio avanzamento.

Il nostro vaso deve essere sempre pulito e aderente, altrimenti diventa incline a varie influenze esterne ed interne, che in linea di principio sono uguali. Il vaso si deve aprire solo quando è assolutamente necessario, al fine di soddisfare le esigenze della società in cui viviamo.

Dalla Torah (Numeri, “Chukat“, 19:20): “Chi si sia reso impuro e non si pulisce, tale uomo verrà reciso di mezzo al suo popolo…”.

L’uomo che non si purifica non riesce a connettersi agli altri; è come se fosse estraniato dall’anima generale.

La Torah menziona il “campo” che l’uomo impuro deve lasciare e che deve trascorrere molti giorni di purificazione di se stesso prima che gli sia permesso di tornare. Il campo rappresenta la connessione inter umana, vale a dire, l’anima generale.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 26/06/2015

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La tenda e gli indumenti

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat”, 19:14): “Questa è la legge: un uomo che muoia in una tenda, chi entra nella tenda e tutto ciò che si trova nella tenda è impuro per sette giorni”.

Questo versetto parla dell’ambiente esterno dell’uomo che comprende la casa, il cortile, il campo e il deserto.

La tenda è la cosa più vicina al corpo umano dopo i suoi vestiti. Gli uomini sono animali ed è per questo che i loro vestiti erano fatti di lana e pelle. Anche le tende erano fatte di pelle di animale, lana e pelliccia.

La lana, la pelle, la seta sono i migliori materiali per i corpi umani; dormire sulla lana, indossare la lana e la pelle è la cosa migliore per la nostra salute. E, naturalmente, sono molto utili per vivere in una tenda dato che lì c’è un’aura completamente diversa.

Domanda: Che cosa significa quindi “morire nella tenda”?

Risposta: Significa che gli uomini utilizzano i loro desideri in modo egoistico, ovvero, per ricevere a proprio beneficio. Ecco perché il loro guscio circostante non li salva, e nemmeno i loro vestiti o la tenda. Pertanto, i nostri desideri devono essere puliti, in modo da rendere possibile il loro utilizzo in futuro.

In passato, gli indumenti venivano trasferiti da una generazione all’altra. Nella spiritualità, questo viene fatto trasferendo lo schermo da uno stato all’altro. Non si tratta della morte fisica, ma di uccidere i propri stati precedenti.

Come si fa il passaggio da uno stato all’altro? Come fanno gli uomini a reincarnarsi? Che cosa rimane di noi e cosa si trasforma? Perché chiamiamo la nostra nuova reincarnazione una “vita nuova”? È davvero nuova rispetto alla nostra vecchia vita? Cos’è intatto e cosa continua a ruotare? Come fanno gli uomini ad usare i loro strumenti precedenti tra cui abiti e tende? La Torah dà risposte a tutte queste domande.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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Il mistero di Miriam

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat”, Capitolo 20:01):L’intera congregazione dei figli d’Israele arrivò nel deserto di Zin nel primo mese, il popolo si fermò a Kadesh. Lì morì Miriam e lì fu sepolta”.

Qualsiasi proprietà spirituale è costituita da due parti: maschile e femminile. La parte femminile è chiamata Aviut (Desiderio); la parte maschile è chiamata Masach (Schermo) e Luce riflessa. La parte femminile attrae e la parte maschile respinge.

Miriam, guida delle donne, era la sorella di Mosè, ovvero, rappresentava le proprietà di Bina che si manifestano attraverso lei.

La morte di Miriam simboleggia che dopo l’uscita dall’Egitto era stata corretta la parte di desiderio comune che collegava Mosè all’Egitto. Miriam era il legame tra Batya, la figlia del Faraone che aveva adottato Mosè, e sua madre naturale Yohevet.

Quando la figlia del Faraone trovò il bambino, si rese conto che si trattava di un bambino ebreo. Accadde che Miriam fosse lì vicino; suggerì di trovare una bambinaia ebrea per il bambino che piangeva e Batya fu d’accordo. Così, Mosè fu restituito a sua madre che lo allattò, ma la figlia del Faraone lo crebbe.

Pertanto, Miriam correva continuamente dal palazzo del Faraone alla casa di Mosè; lei che corre continuamente tra le due case è il simbolo di una transizione in corso: Malchut al suo posto e Malchut in Bina; ancora una volta, Malchut al suo posto e Malchut in Bina. Questa fase di transizione ha gettato le basi per l’esodo dall’Egitto, cioè la disgregazione dell’egoismo.

La morte di Miriam simboleggia la scomparsa del legame di collegamento e questo concede al popolo d’Israele la possibilità di staccarsi dall’Egitto e di passare al livello successivo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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Il Risveglio dei desideri morti

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat,” 19:11): “Chiunque tocchi il cadavere di un’anima umana diventerà impuro per sette giorni”.

Questo versetto si riferisce alle proprietà interiori dell’uomo e non ai cadaveri.

Le proprietà che sono morte dentro di noi sono le nostre qualità egoistiche che non volevamo utilizzare in questa forma.

L’uomo impiega molta fatica e tempo per farle morire. Tuttavia, ad un certo punto, vuole farle rivivere, in quanto possono essere utilizzate in modo diverso, per il bene della dazione. Questo è chiamato “Il risveglio dei morti”.

Noi tocchiamo le nostre proprietà egoistiche morte e scopriamo come lavorarle, come correggerle ed essere ancora santi, ovvero, come lavorare per la dazione.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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Come furono create le dodici Tribù?

Dr. Michael LaitmanPerché la Nazione di Israele è stata divisa in dodici tribù? Il fatto è che esistono quattro lettere (Yod, Hey, Vav, Hey) o quattro fasi dello sviluppo del desiderio. La Luce che genera il desiderio lo conduce lungo queste quattro fasi, l’ultima delle quali è egoista.

Ne deriva che ci sono quattro fasi nella nostra anima, e che se io sento qualcosa significa che sono passato dalle fasi precedenti di sviluppo e che sento già la loro rivelazione dentro di me.

Inoltre, il lavoro spirituale è compiuto dentro tre line: quella di destra, sinistra e di mezzo.

La linea di destra è l’altruismo, la caratteristica dell’amore e della dazione. La linea di sinistra è l’egoismo. Io mi trovo nella linea di mezzo perché devo prendere dalla linea di sinistra solo i desideri egoistici che possono essere corretti ed incorporati nella linea di destra e metterli assieme in quella di mezzo.

Le quattro fasi moltiplicate per le tre line sono le dodici parti, che sono le dodici tribù, le dodici caratteristiche principali che costruiscono l’anima generale.

Nessuno di noi ha un’anima poiché l’anima può solo essere generale e comune, una per tutti. Se ci colleghiamo in essa, allora la acquisiamo, una e tutte.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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Il riscatto del primogenito

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 18:15-16): “Ogni primo nato dal ventre di ogni creatura, che essi presentino al Signore, sia di uomo o di bestia, sarà tuo. Tuttavia devi riscattare il primogenito dell’uomo, come riscatterai il primogenito di animali impuri.

Il suo riscatto [deve avere luogo] all’età di un mese, secondo la valutazione di cinque shekel d’argento, secondo il sacro shekel, che vale venti ghera”.

Tutto ciò che nasce per primo appartiene al livello superiore, al sacerdote (Cohen). Il sacerdote è un livello superiore che vuol dire lavorare solamente con l’intenzione al fine di dare. Pertanto, l’uomo che possiede del bestiame deve dare al sacerdote il primo nato del bestiame e il suo primo raccolto.

Se l’uomo ha un figlio primogenito, deve riscattarlo dal sacerdote. Oggi, difficilmente osserviamo questa condizione perché non sappiamo con certezza chi è un sacerdote e chi non lo è. Non c’è alcun Tempio, la terra non è santa e noi non siamo nello stato di “Ama il tuo prossimo come te stesso.” Così, oggi, queste leggi sono praticamente inesistenti.

Tuttavia, ci sono delle persone che rispettano ancora queste condizioni. Per esempio, quando avevo trent’anni, mi sono riscattato dal sacerdote. Dopo tutto, si dice che l’uomo i cui genitori non l’abbiano riscattato, se possibile debba farlo da solo. Egli compera cinque grandi monete d’argento, le pesa e le dà al sacerdote. In questo modo si riscatta dal sacerdote.

Ma secondo il lavoro spirituale, significa che l’uomo alleggerisce la parte superiore della sua anima in modo che questa lavorerà solo con l’intenzione allo scopo di dare. Lui dà al sacerdote la forza che si è guadagnato da solo per poter ricevere dal sacerdote l’opportunità di acquisire i suoi desideri e le sue caratteristiche di dazione.

Questo si chiama santificazione. Tu dai il denaro al sacerdote, in altre parole la tua forza finanziaria e ricevi da lui la forza spirituale.

Domanda: Perché è necessario riscattare proprio il primogenito?

Risposta: Il fatto è che il riscatto del primogenito è la rivelazione di un livello e ogni cosa che segue è lo sviluppo di quel livello.

Quando consegui il livello di “ricevere per dare”, è come se lo aprissi. In seguito c’è solo la sua complementazione, i tuoi conseguimenti secondari. Questo significa che tutto ciò che giunge dopo il tuo primogenito è il compimento delle aggiunte a lui. La cosa principale è il primogenito. Pertanto, questo è anche il motivo per cui egli eredita dai suoi genitori.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2015

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Mosè e il popolo

Il Signore parlò a Mosè dicendo: “Stai lontano da questa comunità e io li distruggerò all’istante”. Loro si prostrarono a terra. Mosè disse ad Aronne: “Prendi l’incensiere, mettici sopra il fuoco dell’altare e metti l’incenso. Poi portalo in fretta alla congregazione e fai ammenda per loro; poiché è uscita la collera del Signore, e la piaga è cominciata”’ (Torah, “Numeri,” “Korach”, 17:9-11).

L’uomo deve avvicinarsi ai desideri e alle caratteristiche che si trovano sotto di lui. Deve rendere possibile che questi siano riempiti d’incenso, ovvero, di Ohr Hozer (Luce Riflessa), allora egli diventerà come il Creatore al suo livello.

Domanda: Perché Mosè fu così misericordioso con il popolo?

Risposta: Cos’altro c’è da correggere se non il popolo? Mosè e Aronne sono le caratteristiche corrette. Ma chi sono loro senza il popolo? Per quale scopo devono esistere? Mosè è la caratteristica della dazione assoluta e, senza il popolo, è come una testa senza corpo.

Domanda: Come può Mosè sentire il popolo se è completamente separato da loro? Come può pregare per loro?

Risposta: Unendo la nazione. È il suo lavoro e non del popolo. Tutti i nostri desideri, ad eccezione per la testa, sono fondamentalmente dei desideri bestiali, e solo la testa li mantiene nella giusta intenzione.

La testa si unisce ad una certa quantità di desideri del corpo spirituale e ne fa un calcolo chiamato Zivug de Hakaa (Accoppiamento dal colpo). Dopo di che inizia a lavorare con i desideri, li unisce a sé, e il corpo è d’accordo e manifesta completamente ciò che la testa decide.

Domanda: Ne consegue che Mosè si sentiva in colpa per il suo distacco dal popolo?

Risposta: Questo accade sempre. Ogni volta che appaiono nuovi desideri in basso, la testa deve trovare il modo di lavorare con loro.

Commento: E Mosè non li incolpò…

Risposta: Di cosa avrebbe dovuto incolparli? Dopo tutto, questo è un Kli frantumato che è diventato disconnesso dall’Egitto a causa della nube del Creatore che lo ha coperto e che ha portato il popolo fuori da lì. Quindi, a questo punto, il corpo non è da incolpare affatto.

Tutti i desideri che appaiono nell’uomo vengono scoperti secondo un programma rigorosamente definito e la testa ha bisogno di lavorare con questi, ne è responsabile. Per quanto riguarda i desideri fisici non ci sono limitazioni.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 27.05.2015

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La correzione dell’anima generale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 17:24-26): “Mosè portò fuori tutti i bastoni davanti al Signore, ai figli d’Israele; loro videro e portarono ad ogni uomo il suo bastone. Il Signore disse a Mosè ‘Metti il bastone di Aronne di nuovo davanti alla Testimonianza come ricordo [e] come un segno per i ribelli. Allora le loro ribellioni contro di me finiranno e non moriranno’”.

Mosè fece così. Fece come il Signore gli aveva comandato.

Ispezionare il bastone è l’adattamento alle caratteristiche dell’anima generale senza le quali è impossibile avanzare.

Il movimento spirituale è basato prima sull’esaminare ciò che sta accadendo e poi sulla sua corretta esecuzione. Questa è la ragione per cui è scritto “Loro videro” e “E portarono”, il che significa che furono d’accordo e continuarono.

Dalla Torah (Numeri 17:27-28): “I figli d’Israele parlarono a Mosè dicendo ‘Ecco, stiamo morendo, noi periremo, siamo tutti perduti! Chiunque arriva più vicino alla Mishkan del Signore muore! Siamo stati consegnati per morire?’”.

Il fatto è che l’uomo non vede come questi desideri stiano per essere rivelati nello stato corretto, dal momento che ora si rivelano nella forma opposta all’unione.

Non comprendiamo che nessuno dei desideri e delle caratteristiche esistenti in noi non sono stati creati invano. Tutti subiranno la correzione e il problema è solo nella sequenza in cui compaiono.

Questa è la ragione per cui dobbiamo esaminare la sequenza secondo la quale tutto è organizzato e perché è così complicato. Questo perché l’intero punto non è per te oggi e per me domani, ma che la sequenza ci rivela lo schema generale, la struttura dell’anima generale e il modo in cui siamo connessi l’uno all’altro.

Questo richiama in noi la conoscenza, il conseguimento e la sensazione di essere parte dello schema generale e cominciamo a capire come opera. Questo significa che siamo in grado di influenzarla da molti parametri e di vedere come cambia.

Questa sequenza simboleggia l’analisi di ciò che sono io e poi tu, e poi un altro e così via. Questo è il modo in cui il pensiero principale è rivelato, il pensiero del Creatore, la base del conseguimento del mondo superiore. Non è la correzione personale di alcune piccole parti, desideri o caratteristiche, ma la connessione reciproca. Questa è la ragione per cui tutto questo non è così semplice.

Supponiamo di avere un milione di componenti in un determinato dispositivo: condensatori, resistenze, transistor, ecc. Tuttavia, come possiamo metterli insieme in uno schema tale da poter formare una macchina perenne? Questa è la cosa più importante, la connessione reciproca.

Pertanto, tutti i conflitti che i figli di Israele hanno, in realtà riguardano la loro adesione. Che cosa si intende per “correggermi”? Scopri dov’è il tuo posto nello schema generale, in modo che tu sappia come devi essere per poter stare insieme agli altri.

La correzione non può essere di una certa persona o di una determinata caratteristica, ma uno è la somma di tutta l’anima poiché alla fine dell’azione di integrazione reciproca è completamente connesso a tutti.

Le parti essenziali ora sono scelte da tutta la grande quantità che è l’anima generale dopo la frantumazione. Queste parti si muoveranno da un lato e gli altri li seguiranno. Questi si muoveranno in parte in avanti, e così via, e quindi, l’anima sarà montata in modo graduale, un numero enorme di desideri, caratteristiche ed intenzioni.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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I tre livelli di unità: il Sacerdote, il Levita, Israele

Dr.Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 18: 1- 3): “Il Signore disse ad Aronne: ‘Tu, i tuoi figli e la casa di tuo padre, non dovete permettere l’iniquità associata al Santuario, e tu e i tuoi figli con te, non dovete permettere l’iniquità associata al tuo kehunah.

Anche i tuoi fratelli, la tribù di Levi, la tribù di tuo padre, avvicinali a te, e loro dovranno unirsi a voi e sceglierete un ministro per voi, e tu e i tuoi figli con te, davanti alla Tenda della Testimonianza.

Essi dovranno avere cura di quanto è affidato a te e provvedere alla custodia di tutta la tenda, e non devono avvicinarsi ai vasi sacri o all’altare, in modo che né loro né tu morirete’”.

Domanda: Che cosa significa che Aronne e i suoi figli non devono avvicinarsi ai vasi sacri?

Risposta: Significa che quando scopri che le fonti della Luce Superiore sono troppo grandi, puoi riceverle per te stesso e non con l’intenzione al fine di dare il tutto alla società, e quindi devi essere molto attento!

Domanda: Tuttavia, gli altri parenti e tutta la tribù di Levi a questo punto si uniscono a loro.

Risposta: Non stiamo parlando di un’anima individuale ma dell’insieme generale delle anime. Nel mondo spirituale non esiste il concetto di “da solo” come nel nostro mondo. Le persone che si riuniscono in un tutt’uno ed escono come uno, sono una forza con una certa forza nella spiritualità.

Allo stesso tempo, i Leviti si distinguono dalla massa generale nell’essere abili a connettersi tra loro più fortemente rispetto agli altri; i sacerdoti possono connettersi in misura ancora più grande.

Ci sono tre livelli a seconda dell’intensità della connessione: sacerdote, levita e Israele, e di conseguenza ogni persona raggiunge uno dei tre livelli di conseguenza.

Domanda: Ogni persona o ogni ebreo?

Risposta: In primo luogo, è solo per coloro che partecipano all’ascesa spirituale. Essi sono chiamati ebrei, derivante dalla parola ebraica “Yichud“, unità e connessione.

In seguito non ci sono limitazioni, dal momento che tutti sono usciti dalla Babilonia e, di conseguenza, non vi è alcuna differenza tra un ebreo e un non ebreo, e domani possono scambiarsi il posto. Tutto dipende solo dalla persona.

Rabbi Akiva, che non era ebreo di origine, è diventato il più grande maestro della nazione israeliana. Tutta la Torah e tutto ciò che conosciamo oggi, sia per quanto riguarda il mondo corporeo che per il mondo spirituale, è giunto attraverso lui.

Domanda: Possiamo dire che tutti alla fine diventeranno sacerdoti?

Risposta: Sì, è scritto “E voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”. Questo non si riferisce soltanto alla nazione di Israele, ma a tutti coloro che raggiungono questo livello. Ognuno deve raggiungere il più alto livello e fondersi in un tutt’uno.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 03/06/2015

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Il Bastone guida

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 17:16-18): “Il Signore parlò a Mosè dicendo:

‘Parla ai figli d’Israele e prendi da loro una verga per ogni casa paterna da tutti i capi in base alle loro case paterne; [un totale di] dodici verghe e scrivi il nome di ogni uomo sul suo bastone.

Scrivi il nome di Aronne sulla verga di Levi, perché c’è [solo] una verga per il capo della loro casa paterna’”.

Ciascuno dei principi delle dodici tribù ebbe la sua verga.

La verga è un bastone guida, ovvero, l’idea che guida l’uomo e che lo lega alla meta. Tutte le tribù avevano una sola meta ma con percorsi differenti. Il fine ultimo è la connessione completa al Creatore, quando il Faraone e tutte le tribù si connettono al Creatore.

Ogni tribù ha la propria verga, cioè la propria chiara direzione, il suo ruolo da svolgere. Una tribù è qualcosa di molto rigorosamente delimitato, al punto che il matrimonio tra tribù differenti fosse stato vietato. Non c’era mescolamento.

Solo più tardi, quando gli Ebrei furono nella Terra d’Israele e caddero dalla loro elevatezza spirituale, tali matrimoni furono permessi, poiché solo quando si è completamente integrati e assimilati agli altri popoli del mondo può cominciare la correzione completa.

Fino ad allora i matrimoni misti furono vietati perché ogni desiderio aveva il suo ruolo unico e predeterminato: era la parte maschile o la parte femminile di quel desiderio.

E i matrimoni in quel periodo erano stabiliti dai capi delle tribù e chiaramente erano in linea con l’evoluzione generale della correzione. Chiamavano il capo famiglia e lo informavano: “Tuo figlio dovrebbe sposare la figlia di una certa famiglia di questa tribù”.

Ecco come si decideva sul piano spirituale, facendo riferimento al progresso spirituale, perché a quei tempi alla gente era chiaro il motivo per cui viveva.

Domanda: Cosa significa: “E scrivi il nome di ogni uomo sul suo bastone?”.

Risposta: Scrivendo i loro nomi sul bastone, i capi tribù dichiararono: Io esisto solo per avanzare verso l’unione con il Creatore. “Io” è un gruppo di persone che si uniscono in forma di tribù.

In altre parole, attraverso tale azione i capi tribù dichiarano l’unità tra loro e il loro progresso verso la meta. Allo scopo di verificare e chiarire ancora questo obiettivo e per determinare la fase successiva, danno i loro bastoni ad Aronne, cioè si assoggettano alla decisione superiore.

Ora devono riaffermare che Aronne è il loro capo, che la tribù di Levi è il loro capo che decide tutto e guida tutti. Così, avendo passato i loro bastoni, si consegnano alla giustizia superiore.

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Da KabTV “I segreti del Libro Eterno” 27/5/2015

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