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Timore del Creatore

Dr. Michael LaitmanTorah, Deuteronomio 4:9 – 4:10: Ma presta attenzione ed abbi cura di non dimenticare le cose che gli occhi tuoi hanno veduto, e che non ti escano dal cuore per tutti i giorni della tua vita e falle conoscere ai tuoi figli ed ai figli dei tuoi figli. Non scordare il giorno che comparisti innanzi al Signore tuo Dio all’Oreb, quando il Signore mi disse: Radunami il popolo ed io farò intendere i miei ordini, affinché imparino a temermi per tutti i giorni che vivranno sulla terra ed insegnino ai loro figli.

Il timore non è paura del Creatore o delle persone ma il timore che io non sarò in grado di fare tutto ciò che mi è richiesto per Lui.

Commento: Allora perché si dice “affinché imparino a temermi per tutti i giorni che vivranno sulla terra”?

Risposta: In questo caso particolare si parla del timore animalesco delle persone. Il modo in cui una persona teme il tuono, il fulmine, le bestie feroci, i ladri ed i nemici è lo stesso col quale teme il Creatore. Ma il timore animalesco non può essere paragonato in alcun modo al timore spirituale, in base al quale fai un calcolo non per te stesso ma relativamente al tuo atteggiamento nei confronti del Creatore.

Una persona che esiste nel mondo spirituale non può permettere a se stessa di non provare timore del Creatore. Semplicemente essa non può avere altro atteggiamento nei confronti di tale grande ideale se non timore.

Il Creatore non è una persona né un qualche tipo di immagine, bensì un modello di dazione, amore e l’abilità di uscire da se stessi.

Commento: Prima di oltrepassare il confine dello spirituale, il Creatore è celato a noi. E dopo averlo oltrepassato, la persona stessa inizia a nascondersi, come Mosè, che è sempre nascosto sotto una roccia. E la gente percepisce ciò come timore del Creatore.

Risposta: Innanzitutto non dovrebbe esserci timore del Creatore. Il fatto è che il Creatore non ci punisce ma ci conduce, ci insegna e ci educa. Dato che è la qualità di dazione assoluta ed amore, la qualità superiore della natura, Egli non intende fare qualcosa di specifico con nessuno di noi ma, con amore ed affetto infiniti, Egli ci mostra costantemente come dobbiamo cambiare.

Se noi capiamo questo, allora avremo una connessione col Creatore molto chiara, diretta e sentita ed ogni volta potremo correggere noi stessi, in modo da giungere sempre a questo stato con una conoscenza migliore della missione superiore, consciamente e non per timore.

Domanda: E’ possibile dire che questo timore è un timore di non amare abbastanza, di non dare abbastanza?

Risposta: Il fatto è che è impossibile descrivere qualità spirituali con le parole. Solo quando una persona le riceve può iniziare a capire di cosa parla la Torah, altrimenti è inutile.
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Da “I Segreti del Libro Eterno” su Kab TV 10.02.2016

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La traversata del Mar Rosso (Yam Suf), parte 3

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cos’è il passaggio del Mare Finale (Yam Suf – Mar Rosso)?

Risposta: La traversata dello Yam Suf significa che fugge dall’Egitto solo chi è davvero capace di muoversi verso la disconnessione da qualsiasi interesse personale, da qualsiasi pensiero su se stesso, e chi vuole staccasi dal Faraone e di fugge via; il mare si divide solo per queste persone.

Domanda: Cos’è il “mare”?

Risposta: Il mare sono quelle acque, quella forza potente (Gevura) e quella legge della natura che tu non puoi attraversare con i pensieri e le intenzioni egoistiche, per percepire la realtà che esiste nelle intenzioni altruistiche e nei pensieri al di fuori di te.

Domanda: Perché questo mare si chiama Suf (fine – finale)?

Risposta: Perché questa è la fine del potere del Faraone, la fine dell’Egitto. La fine del cosiddetto “questo mondo”; tutto il resto è parte del mondo futuro.

Domanda: Che cosa significa che il mare si divide in due parti?

Risposta: È davvero un miracolo, il miracolo dell’esodo dall’Egitto, perché qui opera la forza speciale che nella saggezza della Kabbalah si chiama GAR di Chochma. Le acque del mare, queste potenti forze, si dividono nel mezzo; questo significa che la forza della dazione passa tra loro.

Stiamo parlando delle forze interiori dell’uomo. Dopo tutto, non si tratta di persone sulla riva del mare, ma di tutto ciò che accade all’interno dell’uomo.

Egli percepisce improvvisamente di avere qui l’opportunità di allontanarsi dal controllo del Faraone, di innalzarsi al di sopra di lui, e allora si dividono le acque che egli vede come una potente forza di fronte a lui.

Le acque non sono solo la bellissima forza di Chassadim, che significa misericordia. Le acque sono anche una forza potente. Le acque si dividono per alcuni desideri, per gli altri invece si chiudono e li annegano.

Domanda: Quindi, come fa il mare a “spaccarsi nel mezzo”?

Risposta: Il mare viene diviso dalla forza della fede quando io sono pronto ad andare sopra la mia conoscenza, sopra i miei sentimenti, quando voglio andare secondo la dazione universale, la forza all-inclusive dell’amore, la legge che opera in tutto il sistema come contrappeso al mio attuale e personale sistema egoistico.

E improvvisamente accade un miracolo, nel momento in cui sono davvero in grado di connettermi al sistema comune con la mia piccola sfera e di vedere l’intero sistema. E nella mia piccola sfera vedo un vero e proprio miracolo, quando una parte dei miei desideri è in grado di connettersi alla forza universale della dazione, all’anima comune, e una parte di essi “sta affogando nel mare”, cioè subisce una correzione speciale nel momento in cui “annega” e dopo, a causa di questo, si sveglia e comincia a correggersi.

Domanda: La forza della fede dell’uomo può forzare il mare a dividersi?

Risposta: Sì. Accade un miracolo se io sono d’accordo che questo avvenga, davvero d’accordo, e sono pronto a pagare per questo con la mia schiavitù e la mia fuga. Questo è chiamato miracolo perché succede a me non secondo l’ordine dei gradi ma improvvisamente e non secondo l’ordine di causa ed effetto. Comunque sia, quando raggiungo un tale stato questo accade sicuramente.

Vi sono leggi che si applicano. Tu arrivi ad un punto in cui se soddisfi queste condizioni, accade un miracolo anche a te, come ad un qualsiasi altro uomo. Perché è un miracolo? Perché tu non puoi immaginare come questo accade. Ma tu puoi raggiungere questo punto in cui il miracolo accadrà.

Domanda: Lei ci sta dicendo che viviamo all’interno di un programma che ci attira come raggi laser; tutto ciò che vediamo intorno a noi in realtà non esiste ed esiste solo un pensiero che proietta un film di fronte a noi …

Risposta: Questa è la nostra vita, un gioco della fantasia.

Domanda: Qual è la traversata dello Yam Suf in questo film?

Risposta: È il distacco dal nostro egoismo e l’affiliazione ad un sistema comune che vediamo, sentiamo e di cui diventiamo inclusi. In noi vengono rivelati i desideri integrali, i pensieri e le capacità che sono comuni a tutto il sistema. Comprendiamo tutto ciò che accade nel mondo da un capo all’altro, come dobbiamo comportarci e come da questo momento in poi raggiungiamo l’obiettivo comune per l’intero sistema in cui finalmente possiamo rispondere alla domanda: “Per cosa stiamo vivendo?”

L’attraversamento del Mar Rosso è una transizione verso una nuova visione della parte di questo sistema che ci sta proiettando questo film.

Domanda: Qual è la condizione per l’uomo per poter stare davanti allo Yam Suf (Mar Rosso), per essere in grado di compiere il miracolo del mare che si dividerà davanti a lui e che lui entrerà in questo pensiero superiore che proietta l’intera realtà per noi?

Risposta: Il requisito è molto semplice! Egli deve unirsi a Mosè, a quel pensiero e a quel desiderio dentro di lui. Egli deve ascoltare la sua voce ed essere proprio aderito a lui senza controllo, criticismo, senza niente! Solo per seguirlo!

Mosè è la qualità della dazione e dell’amore, l’unione tra tutti, ovvero, il gruppo in cui noi realizziamo questo metodo. Solo l’unione! Con il suo aiuto scappiamo dal Faraone che vuole dividerci tutti.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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Un esempio di vita felice

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 4:5-6): “Guardate, io vi ho insegnato leggi e norme, come il Signore, il mio Dio, mi ha ordinato, per applicarle in mezzo al paese in cui state per entrare per prenderne possesso. E voi [le] osserverete e [le] attuerete, perché questa è la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali vorranno ascoltare tutte queste leggi e dire: “Solo questa grande nazione è fatta di persone sagge e intelligenti”.

Questo comandamento suggerisce che se il popolo d’Israele inizia realmente ad eseguire i comandamenti in modo corretto e svolge tutte le sue azioni, non per se stesso, ma per il bene della dazione, per il bene degli altri, e attraverso loro per il Creatore, allora tutte le nazioni del mondo, tutte le proprietà della natura entreranno in armonia tra di loro e il mondo arriverà all’equilibrio universale.

E vedendo l’esempio di vita felice, l’umanità dirà: “Come sono sagge e intelligenti queste grandi persone!”
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 10/02/16

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Sono salito nella Spiritualità o mi sembra soltanto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se l’uomo pensa di essere salito nella spiritualità e poi, improvvisamente, gli viene il pensiero che gli possa solo sembrare che sia così, significa che è veramente salito o che gli sembra solo?

Risposta: Molto probabilmente gli sembra solo.

Un’ascesa spirituale è un’azione molto seria che risulta dall’assoluta vicinanza dell’uomo ad un gruppo e dal ricevere una forza speciale dal gruppo, il quale eleva gradualmente chi collabora con esso. Questa è un’ascesa verso l’attributo di amore e dazione, sopra la nostra natura egoistica.

Inoltre in questo stato nulla “sembra” all’uomo, poiché egli ha delle sensazioni molto precise fino al dettaglio più elementare dei diversi desideri e forze.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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La Nazione Divisa

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei soci in affari sanno molto bene come essere subdoli e truffare i propri clienti. Mentre io, al contrario, cerco di essere onesto e faccio quindi affidamento sull’onestà degli altri. E alla fine vengo lasciato da parte senza nulla, e inizio ad invidiare gli altri: “Perché io non riesco a realizzarmi nei miei affari come gli altri?”, si tratta di una Klipa, di un difetto?

Risposta: La Klipa è il lavoro contro la santità, contro il Creatore, un lavoro molto sofisticato in effetti.

Per quanto riguarda il tuo esempio, posso dirti che l’uomo che inganna la gente, alla fine, inganna il Creatore, e allunga le distanze che lo separano da Lui. Su questo non ci sono dubbi.

Se prendo quello che non merito dalla gente o dalla natura, ovvero il Creatore, allora questo è già l’inizio di una Klipa. E cosa merito? Io merito qualcosa se lavoro al fine di dare, se io esisto per raggiungere la dazione. In questo caso, anche le necessità che ho, sono solo per esistere e per essere in dazione, al fine di essere simile al Creatore e fare il lavoro di Dio. Non posso prendere per me tutto il resto che si trova al di fuori delle mie necessità vitali. Tutto il resto mi serve solo per dare agli altri. Questo deve essere il calcolo che fa l’uomo, e lo determina per sé: “Questo è ciò di cui ho bisogno per esistere al fine di portare soddisfazione al Creatore”. Tutto inizia con questa decisione, e continuando nella stessa direzione si arriva alla Kedusha (Santità).

Nella Klipa mi trovo nella situazione opposta perché prendo dagli altri, anche se non lo merito e forse non l’ho nemmeno guadagnato. Questo vale anche per quella parte del popolo d’Israele che non lavora ed è immersa completamente nello studio della Torah.

In generale, a causa dell’errore di calcolo in questo senso, stiamo tutti annegando nel mare dell’egoismo e dell’allontanamento dalla forza superiore. Anno dopo anno questo errore colpisce tutti in maniera sempre più forte e in questa fase stiamo iniziando a cadere in uno stato che abbiamo già sperimentato nel secolo scorso.

Ma ciò non significa che ognuno di noi deve andare al lavoro, o al contrario, che dobbiamo tutti vivere alla giornata. Una parte della popolazione ha davvero bisogno di studiare, così come un’altra parte ha bisogno di lavorare. Forse ci dovrebbe essere una certa rotazione. Perché non organizzarsi in modo tale che tutti abbiano la possibilità di lavorare e studiare?

Naturalmente, nel periodo del Tempio, molti nel paese si dedicarono allo studio. E non si trattò quindi di una questione di quantità, ma di discernimento. Questo è il nostro lavoro.

Inoltre, l’epoca che si prospetta davanti a noi non richiederà lo stesso numero di lavoratori com’è accaduto in passato. Quindi abbiamo solo bisogno di organizzare tutto in forma corretta.

Il problema è che le due metà della nazione, il sacro e il profano, non sanno come comunicare fra loro, non si capiscono a vicenda. Questo è l’unico ostacolo. Dopo tutto, se fossimo stati in grado di trovare un terreno comune e posizioni corrispondenti, credo che tutti avrebbero capito: chi studia deve continuare nel proprio studio. Ma non c’è alcun contatto tra le due parti della nazione, non ci sono buoni rapporti, non esiste un dialogo costruttivo e reale; esiste solo un odio reciproco, e quindi ci manca la corretta analisi della situazione.

In realtà il paese non ha bisogno di decine di migliaia di lavoratori e soldati. La dimensione del mercato del lavoro si contrarrà nel corso degli anni, e l’esercito moderno ha bisogno di più tecnologia che di persone.

Pertanto, l’attuale conflitto in Israele è causato dai giochi politici. I poteri che stanno dietro le quinte, stanno deliberatamente alimentando il fuoco.

E d’altra parte il grave problema dei religiosi è che non possono creare un corretto contatto con la parte laica della nazione per spiegare la propria posizione. La parte religiosa non apre una finestra di dialogo per paura di essere influenzata dalla cultura esterna. Ma la mancanza di dialogo fomenta la guerra fra fratelli.

Da Notare: Questo anche se i muri si stanno sgretolando e le influenze esterne sono penetrate all’interno.

Risposta: Ma questo non porta al contatto, alla comprensione reciproca. I muri si stanno sgretolando, non secondo la nostra volontà, ma per volere del tempo.

Le parti devono mettersi in contatto ed iniziare un chiarimento reciproco. Il nostro problema deriva dall’avere un unico “paniere”. Negli Stati Uniti non vi è alcuna collisione tra il popolo laico e quello religioso; essi “non mangiano dallo stesso piatto”, non hanno lo stesso esercito, non ci sono punti di contatto, non c’è alcun conflitto che qualcuno vive per conto di qualcun altro, e non c’è mancanza di comprensione fra loro.

In Israele la nazione è divisa, spaccata, e quindi continuiamo la distruzione del Tempio. In realtà le due parti partecipano a questo processo, compresi quelli che studiano la Torah. Essi chiamano la parte laica “il bambino viziato”. Ma se è un bambino, allora ha bisogno di un atteggiamento particolarmente paziente, e va da sé che richieda più attenzioni. Non è questo quello che dice la Torah? Dov’è il cuore grande, l’approccio simpatico e attento, dove non ci sono litigi e conflitti.
Alla fine tutto questo ci indebolisce e ci porta al collasso.

Domanda: Cosa diresti alla parte religiosa della nazione?

Risposta: Ai loro occhi io non sono nessuno, perciò non ho niente da dire o nessuno con cui parlare.
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Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/02/14, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 55

Cos’è eterno?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché dovremmo anelare allo scopo della creazione? Forse sarebbe meglio vivere e pensare di raggiungere qualcosa nella vita.

Risposta: Forse è un auto inganno! Non possiamo ignorare il fatto di essere stati dotati del desiderio di comprendere la gestione del mondo, la sua struttura, il nostro destino, il significato della vita e lo scopo della creazione.

Queste domande appartengono al nostro livello umano e non possiamo sottovalutarle, altrimenti diventiamo depressi come la maggior parte della gente.

E anche se questa depressione non ha portato le persone alla rivelazione della saggezza della Kabbalah, noi ci siamo già arrivati. Pertanto, dobbiamo aiutarle a superare la depressione e l’abuso di droghe.

Domanda: Negli ultimi istanti di vita, le persone sono solite pensare: “Ho fatto qualcosa nella mia vita! Lascio qualcosa di me!”

Risposta: E io dico, a differenza loro, che questo mondo e la nostra piccola e insignificante civiltà sono limitati. Non importa cosa fate in questo mondo, tutto svanisce e non rimane nulla. L’unica cosa che viene registrata è quello che hai fatto per unire le persone in un unico sistema in cui il Creatore può essere finalmente rivelato. Rimangono solo le qualità e le azioni. Sono conservate nel sistema e quindi sono eterne. Per di più, sono registrate sul vostro conto. Niente altro rimane o continua nel futuro.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 13/03/16

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Un confronto interminabile

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché l’uomo deve studiare la saggezza della Kabbalah se ci si possono aspettare solo dei problemi? Non ce ne sono già abbastanza?

Risposta: I problemi del Kabbalista hanno un carattere assolutamente diverso, sono problemi d’amore.

Il Creatore apparentemente si diverte con l’uomo, si nasconde un po’, poi si rivela, ritorna ad occultarsi e si rivela nuovamente, affinché l’uomo impari ad identificarlo e a percepirlo. Infatti, il Creatore sta tutto il tempo davanti all’uomo, ma noi non lo percepiamo. Ci manca la possibilità di percepirlo.

Spetta all’uomo incontrarLo attraverso l’aiuto del lavoro di corteggiare il Creatore. Supponiamo che l’uomo sperimenti qualche tipo di malessere. Il Creatore lo fa intenzionalmente affinché, in questo modo, egli Lo veda e Lo percepisca; a volte la scoperta arriva attraverso situazioni gradevoli.

Vuol dire che i problemi sono progettati per scoprire il Creatore in tutti i livelli e in tutte le circostanze dietro le quali Lui si trova.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 16/02/16

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Come si può prevedere il futuro?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella Torah, molte volte viene previsto il futuro: sono menzionati i sogni profetici dei profeti e vi erano persone che li interpretavano. Come si relaziona la saggezza della Kabbalah alla chiromanzia e alla previsione del futuro nei sogni?

Risposta: I kabbalisti possono davvero vedere il futuro, non in un sogno, ma in uno stato di veglia assoluta, per mezzo di una speciale ascesa al livello successivo. Questo grazie all’acquisizione della caratteristica di dazione al posto della caratteristica di ricezione, una caratteristica altruistica invece di una caratteristica egoistica. Essendo in parte liberi dal livello materiale, cominciano a sentire uno più elevato, il livello delle forze che gestiscono la materia. Entrando nel campo di queste forze, l’uomo comincia a vedere passato, presente e futuro, al di là del tempo.

Così, per un kabbalista la previsione del futuro generalmente non è una previsione; piuttosto, è una situazione attuale, proprio come tutto il resto del tempo. Io offro questa possibilità a tutti, ma prima devono salire al livello detto “profetico”. Per farlo non serve alcuna speciale capacità, a parte il desiderio. Tutte le altre profezie, compresa la chiromanzia, sono fondamentalmente “magia nera”.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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Scoprire il Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ha detto che, per riuscire a leggere nelle fonti, ci aiuterà la Ohr Yashar (Luce Diretta). Esiste un modo per percepirla, o tutto succederà all’improvviso?

Risposta: Come regola generale, avviene improvvisamente. Esiste un processo di avvicinamento ed allontanamento dal Creatore, ma quando ad un uomo giunge la Sua rivelazione, questo è sconosciuto sino al secondo prima.

Domanda: Cosa sente l’uomo quando succede?

Risposta: Egli sente un flusso di Luce nella sua mente e nelle sue sensazioni, nelle sue caratteristiche e nella sua comprensione. Il Creatore non è un concetto con qualche piacevole sensazione; piuttosto, comincia a vedere la profondità del Suo sistema naturale, e come si muove.

Il Creatore è un Sistema. Così è possibile conseguirLo solo attraverso il Suo operato su di noi, attraverso la nostra integrazione all’interno di questo sistema.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo, 13/03/16

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Un rigido programma di gestione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se il Creatore è una forza, una legge e un codice nascosto, i Kabbalisti sono dei programmatori spirituali che imparano a leggere il codice nascosto dell’universo per inserire modifiche nel programma di gestione?

Risposta: I Kabbalisti non inseriscono cambiamenti nel programma di controllo. Non hanno il diritto di farlo e non possono farlo.

Il rigido programma di gestione è immutabile. L’unica cosa che i kabbalisti possono fare è cambiare se stessi! Così loro inseriscono un parametro positivo nel sistema con cui affrettano e accelerano il sistema in modo da essere più piacevole e facile per tutti.

Vi è un certo campo nel programma all’interno del quale è possibile cambiare il suo movimento in una direzione più positiva o più negativa inserendosi e partecipando correttamente in quel campo.

Se il programma funziona in un certo modo e poi ad un certo punto viene cambiato e tu cominci a muoverti tra il più e il meno, un po’ su e un po’ giù, accelerando i tuoi movimenti o rallentandoli, tu raggiungi finalmente l’ultimo traguardo.

Essendo parte di esso, correggendo te stesso e diventando un elemento positivo in quel sistema, questi influenza tutti gli altri in modo positivo.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 13/03/16

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